Early this morning, Russian forces invaded Ukraine, a free and sovereign country. Once again, in the centre of Europe, innocent women, men and children are dying or fear for their lives. We condemn this barbaric attack, and the cynical arguments used to justify it.
President Putin is responsible for bringing war back to Europe. In these dark hours, the European Union stands together with Ukraine and its people. What we are facing is an unprecedented act of aggression by the Russian leadership against a sovereign, independent country. Russia's target is not just Donbass, the target is not just Ukraine, the target is stability in Europe and the whole international rules-based order. For that, we will hold Russia accountable.
Later today, we will present a package of massive and targeted sanctions, to European Leaders for their approval. With this package, we will target strategic sectors of the Russian economy by blocking their access to key technologies and markets. We will weaken Russia's economic base and its capacity to modernise. In addition, we will freeze Russian assets in the EU and stop the access of Russian banks to the European financial market. Like with the first package of sanctions, we are closely aligned with partners and allies. These sanctions are designed to take a heavy toll on the Kremlin's interests and on their ability to finance the war.
We know that millions of Russians do not want this war. President Putin is trying to turn back the clock to the times of the Russian empire. But in doing so, he is putting at risk the future of the Russian people. I call on Russia to immediately stop the violence and to withdraw its troops from Ukraine's territory. We will not let President Putin tear down the security architecture that has given Europe peace and stability over the past decades. We will not allow President Putin to replace the rule of law with the rule of force and ruthlessness. He should not underestimate the resolve and strength of our democracies.
History has proven: Societies and alliances built on trust and freedom are resilient and successful. And this is exactly what autocrats fear. The European Union stands with Ukraine and its people. We will continue to support them. Ukraine will prevail.
Roberta Metsola è stata eletta al primo turno di votazione, in cui ha ricevuto una maggioranza di 458 voti su 616 voti validi, fra tre candidati presenti. All'inizio della giornata, Kosma Złotowski (ECR, PL) aveva ritirato la sua candidatura.
I deputati hanno onorato la memoria del Presidente del PE, David Maria Sassoli, in una cerimonia che si è tenuta lunedì in plenaria a Strasburgo.
L’AGE, l’Associazione dei Giornalisti Europei, partecipa la grave perdita e ricorda la figura del collega David Sassoli, grande giornalista e convinto europeista. Il Presidente dell’AGE Nuccio Fava si unisce alle condoglianze dei colleghi della sezione italiana dei giornalisti europei per la scomparsa di David Sassoli affermando che : "La morte è dolore, vuoto, mistero. Sassoli è stato amico generoso, collega bravo e solidale sempre attento in termini di serietà specie, nelle difficoltà del lavoro e di sopportazione.”
È un giorno triste per l'Europa. Oggi la nostra Unione perde un convinto europeista, un sincero democratico, e un uomo buono. David Sassoli era un uomo di fede profonda e forti convinzioni. Amato da tutti per il suo sorriso e la gentilezza, sapeva anche combattere per ciò in cui credeva. Nel 1989, quando cadde il muro, era a Berlino tra i giovani europei. E da allora si è sempre schierato dalla parte della democrazia e per un'Europa unita. In oltre dieci anni di servizio al Parlamento europeo, ha difeso strenuamente l'Unione e i suoi valori. Ma credeva anche che l'Europa dovesse essere più ambiziosa. Voleva un'Europa più unita, più vicina alle persone, più fedele ai suoi valori. È questa la sua eredità.
Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli è deceduto oggi ad Aviano (Italia), dove era ricoverato dal 26 dicembre. Membro del Parlamento europeo dal 2009, era stato eletto presidente nel luglio 2019 per la prima metà della legislatura.
Il 30 dicembre 2021 la Commissione ha ricevuto la prima domanda di erogazione presentata dall'Italia nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). L'Italia ha infatti inviato alla Commissione una domanda di erogazione di 21 miliardi di EUR di sostegno finanziario (al netto dei prefinanziamenti). Il piano generale per la ripresa e la resilienza dell'Italia sarà finanziato con 68,9 miliardi di € sotto forma di sovvenzioni e con 122,6 miliardi di € sotto forma di prestiti. I versamenti per l'Italia nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza sono basati sui risultati e subordinati alla realizzazione degli investimenti e delle riforme previste nel piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia. La prima richiesta di erogazione presentata dall'Italia riguarda 51 tappe fondamentali relative a diverse riforme nei settori della giustizia, della pubblica amministrazione, dell'audit e del controllo, dell'istruzione, delle politiche attive del mercato del lavoro, del digitale e del turismo, nonché della semplificazione della legislazione in settori quali i rifiuti, le acque e il trasporto ferroviario. La Commissione dispone ora di due mesi per valutare la domanda, trascorsi i quali trasmetterà al Comitato economico e finanziario (CEF) del Consiglio la propria valutazione preliminare del conseguimento da parte dell'Italia dei target intermedi e finali necessari per tale erogazione.
20 anni fa, il 1º gennaio 2002, 12 paesi dell'UE davano l’addio alle proprie banconote e monete nazionali per passare all’euro, dando vita al maggior cambio di valuta di tutti i tempi. In questi due decenni l'euro ha contribuito alla stabilità, alla competitività e alla prosperità delle economie europee. Ma soprattutto ha migliorato la vita delle persone e ha agevolato le attività commerciali in tutta Europa e oltre. Grazie all'euro è diventato molto più facile risparmiare, investire, viaggiare ed esercitare attività imprenditoriali. Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: "Sono ormai 20 anni che noi europei ci portiamo l'Europa in tasca. L'euro non è solo una delle valute più solide al mondo. È soprattutto un simbolo dell'unità europea. Le nostre banconote raffigurano su un lato dei ponti e dall'altro una porta: è proprio quello che l'euro simboleggia. L'euro è la valuta del futuro, e nei prossimi anni diventerà anche una moneta digitale. Inoltre l'euro rispecchia i nostri valori, il mondo in cui vogliamo vivere. È la valuta globale degli investimenti sostenibili. Ne possiamo andare tutti orgogliosi.”
Il Parlamento condanna il dispiegamento delle forze militari russe ai confini con l'Ucraina