dall'Europa

Giornata mondiale della libertà di stampa: la Commissione difende la libertà e il pluralismo dei media

LAPILLI Foto Parlamento europeoOggi, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, la Commissione ribadisce il proprio impegno in difesa della libertà e del pluralismo dei media nell'UE e nel resto del mondo.
Celebrando questa giornata, Věra Jourová, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, si è rivolta al Parlamento europeo con le seguenti parole: "Quest'anno vorrei rendere omaggio in particolare ai giornalisti che sono in prima linea in Ucraina. Sono loro che ci tengono informati, mettendo a rischio la propria vita. Ci mostrano quello che la Russia non vuole farci vedere. La loro sicurezza è la nostra priorità assoluta. Allo stesso tempo, stiamo rafforzando la nostra azione nell'UE, con la nuova legislazione contro il ricorso abusivo ad azioni legali nei confronti dei giornalisti, presentata la settimana scorsa, e con la legge per la libertà dei media, in preparazione." (guarda anche il suo videomessaggio).

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha aggiunto: "L'aggressione militare russa nei confronti l'Ucraina ci rammenta che la libertà e il pluralismo dei media, che proteggono le nostre democrazie, non possono essere dati per scontati. Continueremo a sostenere la nostra industria dei media, a proteggere i nostri giornalisti che subiscono minacce e a lottare incessantemente per una stampa libera e indipendente. Con l’imminente legge per la libertà dei media promuoveremo un mercato dei media resiliente, atto a fornire informazioni diversificate e affidabili ai cittadini."
Ieri l'alto rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell ha rilasciato una dichiarazione a nome dell'UE. Nel 2020 la Commissione ha proposto un inedito approccio europeo globale per i media, basato sul piano d'azione per la democrazia europea e sul piano d'azione per i media e gli audiovisivi (MAAP), con l’obiettivo di rafforzare i media europei e di contribuire al mantenimento dell'autonomia culturale e tecnologica europea nel decennio digitale.

La scorsa settimana la Commissione ha adottato un pacchetto per affrontare le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP), fornendo ai giornalisti e ai difensori dei diritti umani strumenti per contrastare i procedimenti giudiziari abusivi. Il pacchetto integra la raccomandazione della Commissione sulla sicurezza dei giornalisti, e prevede azioni quali la creazione di servizi di sostegno nazionali indipendenti, comprese linee telefoniche di assistenza, consulenza legale, sostegno psicologico e alloggi sicuri nonché misure per garantire la sicurezza online dei giornalisti.

Nel corso dell’anno la Commissione adotterà anche la legge europea per la libertà dei media, che integrerà per la prima volta nel diritto dell'Unione garanzie volte a proteggere il pluralismo e l'indipendenza editoriale dei media.

Il pluralismo dei media è uno degli elementi chiave della relazione annuale sullo Stato di diritto e, in questo contesto, la Commissione continua a monitorare la situazione in tutti gli Stati membri dell'UE ed a fornire un sostegno finanziario per promuovere la libertà e il pluralismo dei media

 

A un mese di distanza dall’attacco russo in Ucraina, il Parlamento condanna all'unanimità la brutale invasione e esorta l'UE a sanzionare ulteriormente Mosca e proteggere l'economia europea.

20220323PHT26115 original 250In un dibattito in Plenaria con i il Presidente Michel e la Presidente von der Leyen sul Vertice informale di Versailles (10-11 marzo) e il prossimo Consiglio europeo (24-25 marzo), i deputati hanno elogiato la risposta rapida dei Paesi UE e l’adozione di sanzioni senza precedenti contro la Russia, subito dopo l'attacco. Hanno inoltre applaudito l'accoglienza di milioni di rifugiati ucraini in fuga dalla guerra.
Il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha sottolineato che “la Russia è responsabile di questa guerra” e ha deplorato la morte, la distruzione e la sofferenza inflitta al popolo e alle città ucraine. Michel ha assicurato che non ci sarà impunità per i responsabili dei crimini di guerra e ha lodato la coalizione internazionale che si è sollevata con "l'obiettivo comune di sconfiggere Vladimir Putin". Ha poi concluso affermando che, con la pace e la prosperità come obiettivi generali, l'UE deve ridurre la sua dipendenza energetica, migliorare la sua architettura di sicurezza e rafforzare i fondamenti della sua economia.

La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha affermato che “se la libertà ha un nome, il suo nome è Ucraina e la bandiera ucraina è oggi la bandiera della libertà”. Ha poi sottolineato che l'UE renderà questa guerra un fallimento strategico per Putin. Le severe sanzioni stanno già colpendo duramente ed è necessario drenare le risorse che Putin sta usando per finanziare questa guerra. Per quanto riguarda l'energia, la Presidente ha chiarito che "la politica energetica è anche una politica di sicurezza" e che l'UE ha già adottato e continuerà ad adottare misure per diventare indipendente dalle importazioni di gas e petrolio russo.
La maggior parte dei deputati ha convenuto che l'UE deve rafforzare la sua autonomia strategica in materia di difesa e di energia, e dovrebbe farlo rapidamente. Notando come le importazioni UE di gas russo stiano finanziando indirettamente l'attacco russo all'Ucraina, hanno sostenuto la diversificazione degli acquisti di energia e l'investimento nelle energie rinnovabili. Molti deputati hanno sottolineato gli effetti dell'aumento dei prezzi dell'energia sull'economia e i rischi per la sicurezza alimentare, e hanno chiesto un sostegno per famiglie e imprese.
Le prospettive di adesione dell'Ucraina all'UE e la necessità di difendere la democrazia contro altri regimi autocratici, come la Cina, sono stati gli altri temi sollevati nel corso del dibattito. Infine, diversi deputati hanno insistito sulla condivisione di responsabilità da parte di tutti i Paesi UE - e non solo dai paesi vicini - per la protezione di coloro che fuggono dall'Ucraina.

 

Justin Trudeau: "Momento decisivo per il Canada, l'UE e i nostri partner"
Rivolgendosi ai deputati, il Primo ministro canadese Justin Trudeau ha sottolineato che la NATO e l'UE sono più determinati e uniti che mai e che bisogna aumentare la pressione su Putin.


Foto Parlamento europeo 250Aprendo il dibattito mercoledì pomeriggio, la Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha detto che il Canada è un alleato e un partner prezioso dell'UE. "La nostra relazione ha resistito alla prova del tempo", ha detto. Sull'invasione della Russia in Ucraina, la Presidente Metsola ha sottolineato l'impegno congiunto dell'UE e del Canada e ha detto che sono sotto attacco valori fondamentali condivisi. "Questo è il momento della nostra generazione di essere all'altezza del mondo che abbiamo ereditato", ha aggiunto.
Nel suo discorso, il Primo ministro Justin Trudeau ha condannato "l'invasione criminale di Putin di una democrazia sovrana, indipendente: L'Ucraina".
"Vladimir Putin ha violato i precetti più elementari del diritto internazionale. E ora sta uccidendo civili innocenti bombardando ospedali ed edifici residenziali. Questo palese disprezzo per la legge e per la vita umana rappresenta un'immensa minaccia per l'Europa e per il mondo", ha detto.
"Il Canada, l'UE e tutti i nostri partner e alleati stanno affrontando un momento decisivo. Non possiamo fallire. Dobbiamo essere all’altezza di questo momento. Putin pensava che la democrazia fosse debole. Pensava di poter indebolire l'UE e la NATO. Ma ha sbagliato i calcoli. La NATO e l'UE sono Rivolgendosi ai deputati, il Primo ministro canadese Justin Trudeau ha sottolineato che la NATO e l'UE sono più determinati e uniti che mai e che bisogna aumentare la pressione su Putin.

Aprendo il dibattito mercoledì pomeriggio, la Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha detto che il Canada è un alleato e un partner prezioso dell'UE. "La nostra relazione ha resistito alla prova del tempo", ha detto. Sull'invasione della Russia in Ucraina, la Presidente Metsola ha sottolineato l'impegno congiunto dell'UE e del Canada e ha detto che sono sotto attacco valori fondamentali condivisi. "Questo è il momento della nostra generazione di essere all'altezza del mondo che abbiamo ereditato", ha aggiunto.
Nel suo discorso, il Primo ministro Justin Trudeau ha condannato "l'invasione criminale di Putin di una democrazia sovrana, indipendente: L'Ucraina".
"Vladimir Putin ha violato i precetti più elementari del diritto internazionale. E ora sta uccidendo civili innocenti bombardando ospedali ed edifici residenziali. Questo palese disprezzo per la legge e per la vita umana rappresenta un'immensa minaccia per l'Europa e per il mondo", ha detto.
"Il Canada, l'UE e tutti i nostri partner e alleati stanno affrontando un momento decisivo. Non possiamo fallire. Dobbiamo essere all’altezza di questo momento. Putin pensava che la democrazia fosse debole. Pensava di poter indebolire l'UE e la NATO. Ma ha sbagliato i calcoli. La NATO e l'UE sono ora più determinati e uniti che mai", ha detto, prima di aggiungere: "Non possiamo deludere l'Ucraina. Loro contano su di noi. Quindi usiamo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Dobbiamo continuare a imporre sanzioni senza precedenti a Putin e ai suoi sostenitori in Russia e Bielorussia, aumentando la pressione, per quanto possibile".
È possibile guardare la registrazione del discorso completo di Trudeau qui.
Unità transatlantica
I deputati che hanno preso la parola dopo l'intervento di Trudeau sono: Siegfried Mureşan (PPE, Romania), Iratxe García Pérez (S&D, Spagna), Malik Azmani (Renew Europe, Paesi Bassi), Ernest Urtasun (i Verdi/ALE, Spagna), Marco Zanni (ID, Italia), Raffaele Fitto (ECR, Italia), Nikolaj Villumsen (The Left, Danimarca).
Potete guardare la registrazione dei loro interventi qui.
Durante il dibattito, i deputati hanno sottolineato l'importanza dell'unità transatlantica e hanno chiesto ulteriori sanzioni contro la Russia. Difendere la democrazia ha un prezzo, hanno detto, ma il costo di non difenderla sarebbe più alto. I deputati hanno anche sottolineato l'importanza della transizione verde e dell'indipendenza energetica, che sono cruciali non solo nella lotta contro il cambiamento climatico, ma anche per garantire la sicurezza e la stabilità in Europa.
Altri hanno richiesto maggiori investimenti nella sicurezza e nella cooperazione strategica con partner come il Canada. L'Europa dovrebbe, hanno detto i deputati, costruire un forte pilastro militare all'interno della NATO e rispettare i suoi impegni finanziari per l'alleanza. I deputati hanno anche sottolineato il massiccio esodo di rifugiati dall'Ucraina e hanno accolto con favore la decisione del Canada di ricevere un numero illimitato di persone in fuga dall'invasione.

 

 

 

margrethe vestager 200In data odierna la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo di crisi per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l'economia nel contesto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.
Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: "In questo momento critico l'Unione europea resta al fianco dell'Ucraina e del suo popolo. Dobbiamo opporci a questa crudele invasione perché è in gioco anche la nostra libertà.
Le sanzioni adottate dall'UE e dai suoi partner internazionali hanno gravemente colpito l'economia russa.
Le sanzioni penalizzano anche l'economia europea, una situazione che si protrarrà nei mesi a venire. Dobbiamo attenuare l'impatto economico di questa guerra e sostenere le imprese e i settori gravemente colpiti e dobbiamo farlo in modo coordinato.
In quest'ottica, la Commissione consentirà agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per far fronte a questa situazione senza precedenti, continuando a garantire pari condizioni di concorrenza nel mercato unico.
Il quadro temporaneo di crisi integra gli strumenti esistenti in materia di aiuti di Stato con molte altre possibilità già a disposizione degli Stati membri, come le misure che forniscono un risarcimento alle imprese per i danni subiti direttamente a causa di circostanze eccezionali e le misure illustrate nelle comunicazioni della Commissione sugli sviluppi del mercato dell'energia.
Il nuovo quadro consentirà agli Stati membri di i) concedere aiuti di importo limitato alle imprese colpite dall'attuale crisi o dalle relative sanzioni e controsanzioni; ii) garantire che le imprese dispongano di liquidità sufficiente; e iii) compensare le imprese per i costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell'energia elettrica.
Questi tipi di misure saranno disponibili anche per le imprese che si qualificano come imprese in difficoltà, per le quali le attuali circostanze potrebbero far sorgere un forte fabbisogno di liquidità proprio alla fine della pandemia di COVID-19. Le entità controllate dalla Russia che sono sanzionate saranno escluse dall'ambito di applicazione di tali misure.
Ad esempio, se gli Stati membri vogliono ridurre al minimo l'impatto del forte aumento dei costi dei fattori di produzione, possono immediatamente introdurre regimi per concedere fino a 400 000 € per ciascuna impresa colpita dalla crisi. La Commissione è pronta a collaborare immediatamente con gli Stati membri per trovare soluzioni praticabili che salvaguardino questo importante settore della nostra economia, sfruttando al massimo la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato.
Al fine di preservare la parità di condizioni nel mercato unico, il nuovo quadro temporaneo di crisi prevede una serie di garanzie. Gli Stati membri sono inoltre invitati a includere requisiti di sostenibilità per la concessione di aiuti per i costi aggiuntivi dell'energia connessi agli elevati prezzi del gas e dell'elettricità.
La Commissione europea continuerà a controllare la situazione e a fornire il sostegno necessario ai governi e ai cittadini".
Contesto
Il quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nel contesto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, fondato sull'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), constata che tutta l'economia dell'UE sta subendo un grave turbamento. Per porre rimedio a questa situazione, il quadro temporaneo prevede tre tipi di aiuti:
• Aiuti di importo limitato: gli Stati membri potranno introdurre regimi per concedere fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori. Non è necessario che tale aiuto sia collegato a un aumento dei prezzi dell'energia, in quanto la crisi e le misure restrittive nei confronti della Russia colpiscono l'economia in vari modi, ad esempio provocando una perturbazione delle catene di approvvigionamento fisiche. Tale sostegno può essere concesso in qualsiasi forma, comprese le sovvenzioni dirette.
• Sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati: gli Stati membri potranno fornire i) garanzie statali agevolate per permettere alle banche di continuare a erogare prestiti a tutte le imprese colpite dalla crisi; e ii) prestiti pubblici e privati a tassi di interesse agevolati.
o Gli Stati membri possono concedere garanzie statali o istituire regimi di garanzia a sostegno dei prestiti bancari contratti dalle imprese. Tali garanzie e regimi beneficeranno di premi agevolati caratterizzati da una riduzione rispetto al tasso di mercato stimato per i premi annuali applicati ai nuovi prestiti per le piccole e medie imprese (PMI) e per le altre imprese.
o Gli Stati membri possono autorizzare prestiti pubblici e privati alle imprese con tassi d'interesse agevolati. Tali prestiti devono essere concessi a un tasso d'interesse che sia almeno pari al tasso di base privo di rischio maggiorato dei premi specifici per il rischio di credito applicabili alle PMI e alle altre imprese.
Per entrambi i tipi di sostegno sono previsti limiti all'importo massimo dei prestiti, che dipendono dalle esigenze operative delle imprese, determinate sulla base del fatturato, dei costi energetici e del fabbisogno di liquidità. I prestiti possono riguardare sia il fabbisogno relativo agli investimenti che quello relativo al capitale di esercizio.
• Aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell'energia: Gli Stati membri potranno compensare parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, per i costi aggiuntivi dovuti ad aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell'elettricità. Tale sostegno può essere concesso in qualsiasi forma, comprese le sovvenzioni dirette. L'aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di € in un dato momento. Quando l'impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un'attività economica. A tal fine gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di € per gli utenti a forte consumo di energia e fino a 50 milioni di € per le imprese attive in settori specifici, quali la produzione di alluminio e di altri metalli, fibre di vetro, pasta di legno, fertilizzanti o idrogeno e molti prodotti chimici di base.
Il quadro temporaneo di crisi contribuirà a orientare il sostegno all'economia, limitando al contempo l'impatto negativo sulle condizioni di parità nel mercato unico.
Il quadro prevede pertanto una serie di garanzie:
• metodologia proporzionale: dovrebbe esistere un nesso tra l'importo dell'aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell'esposizione agli effetti economici della crisi, che tenga conto del fatturato e dei costi energetici che devono sostenere;
• condizioni di ammissibilità: la definizione di utenti a forte consumo di energia figura all'articolo 17, paragrafo 1, lettera a), della direttiva sulla tassazione dell'energia, che fa riferimento alle imprese per le quali l'acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo;
• requisiti di sostenibilità: quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell'energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell'ambiente o alla sicurezza dell'approvvigionamento. Gli aiuti dovrebbero pertanto aiutare le imprese ad affrontare la crisi attuale, ponendo nel contempo le basi per una ripresa sostenibile.
Il quadro temporaneo di crisi sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Inoltre durante il periodo di applicazione la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell'energia, sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.
Il quadro adottato oggi integra le ampie possibilità di cui dispongono gli Stati membri per concepire misure in linea con le esistenti norme dell'UE sugli aiuti di Stato che, ad esempio consentono agli Stati membri di aiutare le imprese a far fronte alla carenza di liquidità e a sopperire a un urgente fabbisogno di aiuti al salvataggio. Inoltre l'articolo 107, paragrafo 2, lettera b), TFUE consente agli Stati membri di compensare le imprese per i danni direttamente causati da un evento eccezionale, come l'attuale crisi.
Nel 2008 la Commissione aveva già adottato un quadro temporaneo in risposta alla crisi finanziaria mondiale.
Il 19 marzo 2020 la Commissione ha adottato un quadro temporaneo nel contesto della pandemia di COVID-19, il quale è stato modificato il 3 aprile, l'8 maggio, il 29 giugno, il 13 ottobre 2020, il 28 gennaio e il 18 novembre 2021.

LAPILLI LOGO Comm. EU 300La Commissione europea accoglie con favore l'accordo odierno in sede di Consiglio sull'adozione di un quarto pacchetto di misure restrittive nei confronti della Russia, in risposta alla brutale aggressione nei confronti dell'Ucraina e della sua popolazione. Le sanzioni, che contribuiranno ad aumentare la pressione economica sul Cremlino e a minarne la capacità di finanziare l'invasione dell'Ucraina, sono state sviluppate in modo coordinato con i nostri partner internazionali, compresi gli Stati Uniti.

Le misure convenute consistono in
1) un divieto totale di qualsiasi transazione con determinate imprese di Stato russe in diversi settori del complesso militare-industriale del Cremlino;

2) un embargo dell'UE sulle importazioni di prodotti siderurgici attualmente soggetti a misure di salvaguardia dell'UE, equivalente a circa 3,3 miliardi di € di proventi da esportazione persi per la Russia (l'aumento dei contingenti di importazione sarà distribuito ad altri paesi terzi a titolo di compensazione);

3) un ampio divieto di nuovi investimenti nel settore energetico russo, con limitate eccezioni per l'energia nucleare civile e il trasporto di determinati prodotti energetici verso l'UE;

4) un divieto europeo di esportare beni di lusso (automobili di lusso, gioielli ecc.) per colpire direttamente le élite russe;

5) un ampliamento dell'elenco delle persone ed entità sanzionate al fine di includere un maggior numero di oligarchi e membri di élite economiche legati al Cremlino, nonché società operanti nei settori militare e della difesa, che forniscono sostegno logistico e materiale all'invasione; compilazione di nuovi elenchi di soggetti coinvolti nella disinformazione;

6) un divieto di rating della Russia e delle società russe da parte delle agenzie di rating del credito dell'UE e della fornitura di servizi di rating a clienti russi, il che limiterà ulteriormente il loro accesso ai mercati finanziari dell'UE.

Foto Parlamento europeo 250A seguito dell'invasione russa in Ucraina, i deputati chiedono maggiori sforzi per la difesa dell'UE e ulteriori misure per ridurre la dipendenza energetica dell'Europa dal Cremlino.

Mercoledì mattina, i deputati hanno discusso con la Prima ministra estone, Kaja Kallas, e il Capo della politica estera dell'UE, Josep Borrell, il ruolo dell'Europa in un mondo che cambia e la situazione relativa alla sicurezza del continente in seguito all'aggressione russa in Ucraina.
In aperura di dibattito, la Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha sottolineato ciò che l'UE deve fare per rispondere all'invasione della Russia e ai tentativi del Cremlino di destabilizzare l'ordine di sicurezza europeo: "Dobbiamo rivalutare il ruolo dell'Europa in questo nuovo mondo. Dobbiamo aumentare i nostri investimenti nella difesa e nelle tecnologie innovative. È il momento di fare passi decisivi per garantire la sicurezza di tutti gli europei. È il momento di costruire una vera Unione di difesa e di sicurezza e di ridurre la nostra dipendenza dal Cremlino. Ciò che abbiamo visto finora in termini di coordinamento, solidarietà e unità europea è senza precedenti - e deve essere il nostro modello futuro".
Ricordando ai deputati come lei stessa sia figlia di una deportata che Stalin mandò in Siberia, la Premier estone Kaja Kallas ha lodato le azioni che l'UE ha intrapreso per aiutare l'Ucraina e la solidarietà che i cittadini europei hanno mostrato a coloro che fuggono dalla guerra. Tuttavia, ha sottolineato: "Ci troveremo in questa situazione per un lungo periodo. Dovremo esercitare una pazienza strategica, perché la pace non arriverà domani".
Inoltre, la Prima ministra Kallas ha chiesto una "politica di contenimento intelligente" e ha sottolineato che è necessario per l'UE "di spingere di più e più velocemente per tagliare la nostra dipendenza energetica dal gas e dal petrolio russo" e rafforzare la difesa europea lavorando "fianco a fianco con la NATO". Sul futuro dell'Ucraina, ha dichiarato: "Non è solo nel nostro interesse dare all'Ucraina una prospettiva di adesione: è anche nostro dovere morale farlo. L'Ucraina non sta combattendo per l'Ucraina: sta combattendo per l'Europa. Se non ora, quando?"
Il Capo della politica estera dell'UE, Josep Borrell, ha sottolineato come la guerra in corso "lascerà un segno nella storia" e che l'UE e i suoi cittadini devono compiere uno sforzo collettivo per ridurre la loro dipendenza energetica dalla Russia. Questo include anche il dover spiegare ai cittadini "che il nostro stile di vita ha un costo". L'Europa dovrà essere pronta a pagare il prezzo per rispondere alla Russia, e le conseguenze di questa guerra saranno di lunga durata e modelleranno le politiche europee per anni e decenni a venire.

Aumentare la difesa europea, nuove regole europee per l'asilo, tagliare il gas russo
Il primo turno di oratori dei gruppi politici era composto dai seguenti deputati: Arnaud Danjean (PPE, Francia), Iratxe García Pérez (S&D, Spagna), Nathalie Loiseau (Renew Europe, Francia), Ska Keller (Verdi/ALE, Germania), Jaak Madison (ID, Estonia), Anna Fotyga (ECR, Polonia), Martin Schirdewan (La sinistra, Germania).

Durante i loro interventi, molti deputati hanno sottolineato i precedenti tentativi falliti dell'UE per aumentare le sue capacità di difesa. Hanno accolto con favore la nuova “bussola strategica” per garantire la sicurezza nell'UE e hanno chiesto di far progredire l'Unione europea di difesa, ma anche impegni concreti da parte di tutti gli Stati membri per trasformare le loro promesse in realtà. Hanno poi sottolineato la necessità per l'UE di ridurre l’utilizzo di gas e petrolio russo, di maggiori investimenti in tecnologie verdi e stoccaggio di energia e di introdurre un adeguato sistema di migrazione per accogliere e condividere la responsabilità dei rifugiati.

Alcuni deputati hanno affermato che investire nella sicurezza significa di più che spendere soldi per l'esercito, ad esempio includendo il sostegno alle infrastrutture critiche, la resilienza informatica e l'accelerazione della transizione verde. Altri deputati hanno chiesto sanzioni più efficaci contro il Presidente russo Vladimir Putin e i suoi oligarchi, una maggiore trasparenza fiscale e la necessità di rallentare la corsa agli armamenti. 

Foto Parlamento europeo 250Nel corso del dibattito sull'invasione della Russia in Ucraina, i deputati hanno espresso il sostegno incondizionato all'Ucraina e agli sforzi per avvicinare il paese alla comunità europea.

Martedì, il Parlamento europeo ha tenuto una sessione plenaria straordinaria a Bruxelles per discutere l'assalto militare della Russia in Ucraina. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e il Presidente della Verkhovna Rada (parlamento) ucraina Ruslan Stefanchuk sono intervenuti in diretta da Kiev. Hanno preso parte al dibattito anche il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il Capo della politica estera dell'UE, Josep Borrell.

In apertura di dibattito, la Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha affermato: "Siamo qui oggi nell'ombra oscura prodotta dalla guerra di Putin. Una guerra che non abbiamo provocato noi. Una guerra che non abbiamo iniziato noi. Un'invasione oltraggiosa di uno stato sovrano e indipendente. A nome del Parlamento europeo, condanno con la massima fermezza l'aggressione militare russa contro l'Ucraina ed esprimo la mia solidarietà a tutti coloro che soffrono e a tutte le persone rimaste uccise."

La Presidente ha poi aggiunto: "Ci opporremo. Non distoglieremo lo sguardo quando coloro che combattono nelle strade per i nostri valori affronteranno la massiccia macchina da guerra di Putin. Appoggeremo la giurisdizione della Corte penale internazionale e le indagini sui crimini di guerra in Ucraina. Lo riterremo responsabile".

Zelenskyy invita l'UE a dimostrare che sta dalla parte dell'Ucraina

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato, "durante una pausa tra gli attacchi missilistici", che il Parlamento e i leader UE devono ora "dimostrare che l'UE è con l'Ucraina". "Parlo oggi a nome dei cittadini ucraini che la difendono pagando il prezzo più alto".

Zelenskyy ha fatto riferimento all'attacco a Kharkiv, "la città con la più grande piazza del paese, chiamata 'Piazza della Libertà' (...). Questa mattina, due missili hanno colpito la Piazza della Libertà, con decine di morti. Ciò è il prezzo che stiamo pagando per la nostra libertà. D'ora in poi, ogni piazza di ogni città ucraina si chiamerà Piazza della Libertà".

Ha poi proseguito: "Stiamo combattendo per i nostri diritti, le nostre libertà e attualmente per la nostra sopravvivenza. Stiamo inoltre lottando per essere membri dell'Europa. Quindi, ora dimostrate che siete con noi (...). Dimostrate che siete davvero europei così la vita vincerà sulla morte, e la luce vincerà sulle tenebre. Gloria all'Ucraina".

Il Presidente della Verkhovna Rada Ruslan Stefanchuk ha affermato: "L'Ucraina sta difendendo il confine del mondo civilizzato e se cade nessuno può sapere dove si fermeranno i russi". Ha poi ribadito che il modo migliore per sostenere l'Ucraina "è un reale riconoscimento delle nostre aspirazioni europee".

"Questa brutale e massiccia invasione dell'Ucraina è ingiustificata, non provocata e si basa su spregevoli menzogne, e avviene per una sola ragione: perché in piazza Maidan avete fatto la scelta della libertà, della democrazia e dello stato di diritto", ha detto il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, definendo l'invasione del Presidente russo Vladimir Putin "terrorismo geopolitico". Ha assicurato i deputati che il Consiglio analizzerà la "seria, simbolica, politica e, a mio avviso, legittima richiesta" dell'Ucraina di entrare nell'UE.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto: "Questo è un momento di verità per l'Europa. Questo è uno scontro tra lo stato di diritto e la legge delle armi, tra un ordine basato sulle regole e una pura aggressione. Non possiamo dare per scontata la nostra sicurezza, dobbiamo investire in essa". Ha poi sottolineato che "se Putin stava cercando di dividere l'UE, la NATO e la comunità internazionale, ha ottenuto l'esatto contrario".

"Per fare la pace, dobbiamo essere in due; ma per la guerra, basta uno, come ha dimostrato il signor Putin. Ecco perché dobbiamo aumentare molto la nostra capacità di deterrenza, per evitare la guerra", ha detto il capo della politica estera dell'UE Josep Borrell. "Difendere lo stato di diritto e rafforzare le relazioni commerciali non sarà sufficiente per trasformare il mondo in un luogo pacifico", ha aggiunto.

Interventi dei deputati: una nuova era è iniziata

Sono poi intervenuti i capigruppo Manfred Weber (PPE, DE) Iratxe García Pérez (S&D, ES), Stéphane Séjourné (Renew, FR), Philippe Lamberts (Verdi/ALE, BE), Marco Zanni (ID, IT), Ryszard Antoni Legutko (ECR, PL) e Manon Aubry (La Sinistra, FR).

Durante il dibattito, molti deputati hanno sottolineato come l'invasione russa dell'Ucraina segna l'inizio di una nuova era per l'Europa e il mondo. Hanno condannato il Presidente russo Putin e la brutale aggressione del Cremlino e hanno espresso la loro ammirazione per come l'esercito e il popolo ucraino stanno resistendo all'assalto, combattendo per il loro paese, la libertà, la democrazia e i comuni valori europei.

Hanno anche accolto con favore la forte risposta dell'Europa all'attacco, in particolare le sanzioni adottate, pur sottolineando la necessità di rimanere uniti per continuare ad affrontare le gravi sfide future.

Alcuni deputati hanno sostenuto il riconoscimento delle aspirazioni europee dell'Ucraina, e chiesto di intensificare il lavoro dell'UE per concedere al paese lo status di candidato all'UE.

Altri hanno sottolineato l'importanza di affrontare insieme le ripercussioni che le sanzioni alla Russia avranno sull'economia europea, che si sta ancora riprendendo da una pandemia globale, garantendo sostegno ai paesi più colpiti, nonché alle imprese e ai cittadini. Infine, alcuni hanno sottolineato la necessità di accogliere gli ucraini in fuga dalla guerra e che tutti i Paesi dell'UE condividano questa responsabilità.

I deputati chiedono progressi verso la concessione all'Ucraina dello status di paese candidato all'UE

Limitare le importazioni delle più importanti merci di esportazione russe, tra cui petrolio e gas

Sanzioni mirate a indebolire l'economia e la base industriale russe

Fornitura rapida di armi difensive all'Ucraina

Estendere l'esclusione dal sistema SWIFT alla Bielorussia

Foto Parlamento europeo 250In seguito all'invasione russa dell'Ucraina, il Parlamento europeo chiede sanzioni più severe contro la Russia e di adoperarsi per concedere all'Ucraina lo status di paese candidato all'UE

In una risoluzione approvata martedì, i deputati europei condannano con la massima fermezza l'aggressione militare illegale della Federazione russa nei confronti dell'Ucraina e chiedono che il Cremlino ponga immediatamente fine a tutte le attività militari in Ucraina.

Il Parlamento denuncia anche il ruolo del dittatore bielorusso Aliaksandr Lukashenko nell’aggressione

I deputati al Parlamento europeo "respingono categoricamente la retorica russa che fa riferimento al possibile ricorso ad armi di distruzione di massa", ricordando "alla Federazione russa i suoi obblighi internazionali" e mettendo in guardia "dai pericoli di un'escalation nucleare del conflitto".

Invitano la Commissione e i Paesi dell'UE "a prestare un'assistenza umanitaria di emergenza supplementare all'Ucraina, in cooperazione con le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e con altre organizzazioni partner internazionali".

Il testo, non legislativo, è stato approvato con 637 voti favorevoli, 13 voti contrari e 26 astensioni.

Concedere all'Ucraina lo status di paese candidato all'UE

La risoluzione adottata invita "le istituzioni dell'Unione ad adoperarsi per concedere all'Ucraina lo status di paese candidato all'adesione all'UE". Tale procedura dovrebbe essere "in linea con l'articolo 49 del trattato sull'Unione europea e sulla base del merito". Nel frattempo, l'UE dovrebbe "continuare ad adoperarsi" per l'integrazione dell'Ucraina "nel mercato unico dell'Unione" in virtù dell'esistente accordo di associazione UE-Ucraina.

Sanzioni più severe contro la Russia

Pur accogliendo con favore la rapida adozione di sanzioni da parte dell'UE, i deputati chiedono "che la portata delle sanzioni sia ampliata e che esse siano mirate strategicamente a indebolire l'economia e la base industriale russe".

I deputati chiedono, "in particolare, che siano limitate le importazioni delle più importanti merci di esportazione russe, tra cui petrolio e gas, che siano vietati nuovi investimenti dell'UE nella Federazione russa e nuovi investimenti russi nell'UE, che l’accesso di tutte le banche russe al sistema finanziario europeo sia bloccato, che la Federazione russa" sia esclusa dal sistema SWIFT.

Il Parlamento chiede inoltre che una serie di sanzioni, compresa l'esclusione dal sistema SWIFT, "siano estese alla Bielorussa in ragione del suo appoggio diretto all'invasione russa dell'Ucraina".

Fornitura di armi, protezione dei rifugiati

Il testo invita inoltre i Paesi dell'UE "ad accelerare la fornitura di armi difensive all'Ucraina [...] in linea con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, che consente l'autodifesa individuale e collettiva". È poi favorevole "a rafforzare la cooperazione in materia di intelligence con l'Ucraina per quanto riguarda l'aggressione in corso".

Il Parlamento accoglie con favore l'impegno assunto dall'Unione europea di "attivare la direttiva sulla protezione temporanea, al fine di garantire una protezione immediata a tutti i rifugiati provenienti dall'Ucraina". Chiede inoltre che "la responsabilità per l'accoglienza dei rifugiati che arrivano alle frontiere esterne dell'UE" sia ripartita equamente tra i paesi dell'Unione.

Sanzioni mirate nei confronti di singoli individui, stop ai "visti d'oro" per i milionari russi

I deputati chiedono la rapida adozione di "sanzioni mirate nei confronti delle persone responsabili di corruzione ad alto livello in Russia e Bielorussia, nonché degli oligarchi e dei funzionari vicini ai vertici del potere".

Invitano infine i Paesi dell'UE e "i paesi alleati con regimi di residenza tramite investimenti" (i cosiddetti "visti d'oro") "a rivedere tutti i beneficiari di tali status di residenza e a revocare quelli attribuiti ai cittadini russi con ingenti patrimoni e alle loro famiglie, in particolare quelli legati a persone e imprese oggetto di sanzioni".

Foto Parlamento europeo 250Nel corso del dibattito sull'invasione della Russia in Ucraina, i deputati hanno espresso il sostegno incondizionato all'Ucraina e agli sforzi per avvicinare il paese alla comunità europea.

Martedì, il Parlamento europeo ha tenuto una sessione plenaria straordinaria a Bruxelles per discutere l'assalto militare della Russia in Ucraina. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e il Presidente della Verkhovna Rada (parlamento) ucraina Ruslan Stefanchuk sono intervenuti in diretta da Kiev. Hanno preso parte al dibattito anche il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il Capo della politica estera dell'UE, Josep Borrell.
In apertura di dibattito, la Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha affermato: "Siamo qui oggi nell'ombra oscura prodotta dalla guerra di Putin. Una guerra che non abbiamo provocato noi. Una guerra che non abbiamo iniziato noi. Un'invasione oltraggiosa di uno stato sovrano e indipendente. A nome del Parlamento europeo, condanno con la massima fermezza l'aggressione militare russa contro l'Ucraina ed esprimo la mia solidarietà a tutti coloro che soffrono e a tutte le persone rimaste uccise."
La Presidente ha poi aggiunto: "Ci opporremo. Non distoglieremo lo sguardo quando coloro che combattono nelle strade per i nostri valori affronteranno la massiccia macchina da guerra di Putin.
Appoggeremo la giurisdizione della Corte penale internazionale e le indagini sui crimini di guerra in Ucraina. Lo riterremo responsabile".
Zelenskyy invita l'UE a dimostrare che sta dalla parte dell'Ucraina
Il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato, "durante una pausa tra gli attacchi missilistici", che il Parlamento e i leader UE devono ora "dimostrare che l'UE è con l'Ucraina". "Parlo oggi a nome dei cittadini ucraini che la difendono pagando il prezzo più alto".
Zelenskyy ha fatto riferimento all'attacco a Kharkiv, "la città con la più grande piazza del paese, chiamata 'Piazza della Libertà' (...). Questa mattina, due missili hanno colpito la Piazza della Libertà, con decine di morti. Ciò è il prezzo che stiamo pagando per la nostra libertà. D'ora in poi, ogni piazza di ogni città ucraina si chiamerà Piazza della Libertà".
Ha poi proseguito: "Stiamo combattendo per i nostri diritti, le nostre libertà e attualmente per la nostra sopravvivenza. Stiamo inoltre lottando per essere membri dell'Europa. Quindi, ora dimostrate che siete con noi (...). Dimostrate che siete davvero europei così la vita vincerà sulla morte, e la luce vincerà sulle tenebre. Gloria all'Ucraina".
Il Presidente della Verkhovna Rada Ruslan Stefanchuk ha affermato: "L'Ucraina sta difendendo il confine del mondo civilizzato e se cade nessuno può sapere dove si fermeranno i russi". Ha poi ribadito che il modo migliore per sostenere l'Ucraina "è un reale riconoscimento delle nostre aspirazioni europee".
"Questa brutale e massiccia invasione dell'Ucraina è ingiustificata, non provocata e si basa su spregevoli menzogne, e avviene per una sola ragione: perché in piazza Maidan avete fatto la scelta della libertà, della democrazia e dello stato di diritto", ha detto il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, definendo l'invasione del Presidente russo Vladimir Putin "terrorismo geopolitico". Ha assicurato i deputati che il Consiglio analizzerà la "seria, simbolica, politica e, a mio avviso, legittima richiesta" dell'Ucraina di entrare nell'UE.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto: "Questo è un momento di verità per l'Europa. Questo è uno scontro tra lo stato di diritto e la legge delle armi, tra un ordine basato sulle regole e una pura aggressione. Non possiamo dare per scontata la nostra sicurezza, dobbiamo investire in essa". Ha poi sottolineato che "se Putin stava cercando di dividere l'UE, la NATO e la comunità internazionale, ha ottenuto l'esatto contrario".
"Per fare la pace, dobbiamo essere in due; ma per la guerra, basta uno, come ha dimostrato il signor Putin. Ecco perché dobbiamo aumentare molto la nostra capacità di deterrenza, per evitare la guerra", ha detto il capo della politica estera dell'UE Josep Borrell. "Difendere lo stato di diritto e rafforzare le relazioni commerciali non sarà sufficiente per trasformare il mondo in un luogo pacifico", ha aggiunto.
È possibile rivedere gli interventi dei presidenti Michel e von der Leyen e del vicepresidente Borrell qui.
Interventi dei deputati: una nuova era è iniziata
Sono poi intervenuti i capigruppo Manfred Weber (PPE, DE) Iratxe García Pérez (S&D, ES), Stéphane Séjourné (Renew, FR), Philippe Lamberts (Verdi/ALE, BE), Marco Zanni (ID, IT), Ryszard Antoni Legutko (ECR, PL) e Manon Aubry (La Sinistra, FR).
È possibile rivedere i loro interventi qui.
Durante il dibattito, molti deputati hanno sottolineato come l'invasione russa dell'Ucraina segna l'inizio di una nuova era per l'Europa e il mondo. Hanno condannato il Presidente russo Putin e la brutale aggressione del Cremlino e hanno espresso la loro ammirazione per come l'esercito e il popolo ucraino stanno resistendo all'assalto, combattendo per il loro paese, la libertà, la democrazia e i comuni valori europei.
Hanno anche accolto con favore la forte risposta dell'Europa all'attacco, in particolare le sanzioni adottate, pur sottolineando la necessità di rimanere uniti per continuare ad affrontare le gravi sfide future.
Alcuni deputati hanno sostenuto il riconoscimento delle aspirazioni europee dell'Ucraina, e chiesto di intensificare il lavoro dell'UE per concedere al paese lo status di candidato all'UE.
Altri hanno sottolineato l'importanza di affrontare insieme le ripercussioni che le sanzioni alla Russia avranno sull'economia europea, che si sta ancora riprendendo da una pandemia globale, garantendo sostegno ai paesi più colpiti, nonché alle imprese e ai cittadini. Infine, alcuni hanno sottolineato la necessità di accogliere gli ucraini in fuga dalla guerra e che tutti i Paesi dell'UE condividano questa responsabilità.

 

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