Salerno

uccellacci fotoLa rivisitazione libera, molto libera, dell'opera di Aristofane presentata dalla Compagnia teatrale "Ernesto & C”, per due sere di seguito, precisamente sabato 8 e domenica 9 ottobre, al teatro Genovesi di Salerno, ha molto divertito per aver rimaneggiato simpaticamente il testo del drammaturgo greco. Il regista Roberto Lombardi, che è anche l’autore di questa guittata scherzosa, ha preso spunto dall’opera di Aristofane, per una serie di divagazioni, tra il serio ed il faceto, su un possibile mondo ideale da costruire ex novo, in uno spazio libero dagli influssi divini e dalla cattiveria degli uomini, estensione molto spesso abitata dagli uccelli, nei loro momenti di libertà, quasi dimenticando il rapporto che gli stessi, in quanto esseri biologici, devono condividere con la madrepatria terra. Così, ogni occasione diventa un’opportunità per avviare l’operazione della dimenticanza, ora citando ritornelli musicali, metafore poetiche ed ora rimandi letterari e spunti di vita contemporanea, tutti legati al mondo che gli uccelli condividono con gli uomini. Tra lazzi, allusioni, gag, coralità fantasiose ed ancora, cambi continui di abiti e trasformazioni, sempre vivaci nei colori e nelle fantasie, gli interpreti sono stati chiamati a trasformismi ed a variazioni psicologiche, che per non esserci un canovaccio ben preciso, li ha visti impegnati, per poco più di un’ora, in uno sforzo recitativo non comune. Decisamente coraggiosa, perciò, la rappresentazione del pezzo, dove un filo sottilissimo ha fatto da spartiacque tra il tragico e il comico, mantenendo sul chi vive l’ignaro spettatore, che spesso deve essersi chiesto dove andasse a parare la pièce. Una scelta fantasiosa, quella del regista, al limite del laboratorio teatrale, dove la ricerca della parola e del gioco con essa, per creare situazioni paradossali, ha ricordato molto da vicino gli sproloqui comici di Alessandro Bergonzoni. Un’operazione ben riuscita che ha mantenuto vivida e sempre presente la difficoltà interpretativa dell'opera di Aristofane, nella quale si sono volute ricercare tante interpretazioni senza essere d’accordo su di una Pensare a dimenticanza farebbe un torto ad Aristofane, è più naturale pensare ad una filosofia di vita, molto verosimilmente della maturità. Bravi tutti gli interpreti: Angela Abate, Rita Basso, Anna Dalfino, Marisa Lambiase, Giulia Marchetti, Alfredo Marino, Catello Parmentola, Nicola Provenza, Dario Drago, ma bravo il Regista Roberto Lombardi che ha osato assemblare il tutto, mantenendo la problematicità di fondo. La scena disadorna, aria di occasionale incontro, con solo gruppi di sedie sovrapposte distribuiti sul palco, è di Ernesto &C, mentre il trucco e la direzione di scena è di Valeria Di Lorenzo

Maria Serritiello

Logo Museo Volcei Buccino 250Una Fondazione che gestirà il Museo “Marcello Gigante” che dovrà essere costituita da Regione, Sovrintendenza, Comune, Istituto di credito e Pro Loco. E’ quanto è emerso dal convegno che ha concluso il progetto “I giovani per la valorizzazione dei Beni Pubblici” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e che la sera ha visto un momento di altissimo spettacolo con il recital di Michele Placido Serata d’onore. Buccino guarda lontano, al futuro del suo museo, del suo centro storico, del suo turismo. L’idea della Fondazione per la cui realizzazione la Proloco Buccino-Volcei, con il suo Presidente Marcello Nardiello, si è già detta disponibile ad investire risorse umane e finanziarie, sarebbe il perfetto proseguimento di quanto fino ad oggi gestito dalla Proloco e dal Comune. La progettazione già messa in atto ha generato, come presentato nella conferenza di chiusura, un bookshop, un punto ristoro, l'implementazione dell'audio-rete, il collegamento al portale turistico smartvolcei.it con possibilità per i turisti di organizzare un proprio percorso all'interno del territorio, implementazione dell’e-commerce. La recente riapertura del Museo dopo i lavori avvenuta l’8 luglio 2016 dopo un periodo di chiusura dovuto all’esecuzione di lavori di efficientamento energetico che hanno interessato l’edificio che lo ospita, il quattrocentesco convento degli eremitani di Sant’Agostino, ha definitivamente stabilizzato la questione del Museo. Al convegno hanno preso parte il sindaco di Buccino Nicola Parisi, Antonio Bassolino, Presidente della Fondazione SUDD, Giuliana Tocco Sciarelli, già Soprintendente ai Beni Archeologici delle provincie di Salerno-Avellino e Benevento, nonché cittadina onoraria di Buccino, Adele Lagi funzionario Speciale S.B.A. ufficio UNESCO Pompei, Mario Perrotti presidente regionale dell’UNPLI Campania, Anna Di Santo, funzionario responsabile di zona per il MIBACT, Francesco Antonio D’Orilia, presidente fondazione MIDA, modera la giornalista Valentina Risi. Molto più di un saluto quello di Nicola Parisi, che ha aperto i lavori. “Bisogna passare - ha sottolineato poi Antonio Bassolino – da una fase di volontariato a quella professionale”. “In questi 24 mesi, tempo di durata del progetto – è l’intervento di Nardiello – abbiamo incrementato l’incoming e abbiamo creato dei percorsi tematici”. Secondo la dottoressa Tocco Sciarelli “museo di Buccino deve collegarsi e fare rete”, le fa da contraltare la dottoressa Di Santo che afferma “nessun museo di per sé è autonomo”. Il presidente D’Orilia sostiene che “bisogna potenziare i servizi” creare “itinerari di questo territorio” e conclude “è arrivata l’ora di stare insieme”. Anche perché conclude la dottoressa Lagi “la comunità buccinese ha mostrato di saper convivere con l’antichità”. A sera, la magia di una voce quella di Michele Placido, ha regalato momenti sublimi di vera arte.

LAPILLI veloso saTra gli eventi per il quarantennale della morte del poeta salernitano Alfonso Gatto, è stato organizzato dalla Fondazione Gatto, presieduta da Filippo Trotta, un grande concerto di musica. Sabato 8 ottobre alle ore 21, al Teatro Verdi di Salerno, il duo Parque 72, formato da Moreno Veloso e Pedro Sá, interpreta poesie del poeta salernitano. Parque 72 è nato in occasione di una tournée in Uruguay, un sodalizio fatto di amicizia, chitarra, basso, voci e un pandeiro per suonare Jorge Ben, Gilberto Gil, Bide e Marçal, ma anche vecchi e nuovi brani di Moreno e Pedro, e di canzoni scritte dai loro amici: Domenico, Kassin, Quito, Maurício Pacheco e Nacho Rodriguez. Moreno Veloso, figlio della leggenda del Tropicalismo Caetano Veloso, ha debuttato come autore musicale a dieci anni, nel 1982, con "Um Canto de Afoxé Para Bloco do lle”. Ha poi vissuto i suoi anni giovanili suonando in tournée con icone della musica brasiliana, tra cui suo padre, Gilberto Gil, e Carlinhos Brown. ll suo secondo album, Coisa Boa, registrato con 30 musicisti, include tre brani che fanno parte della colonna sonora del pluripremiato film “Boyhood” di Richard Linklater. Non meno ricca la biografia di Pedro Sá, musicista, produttore e compositore carioca, virtuoso di chitarra e basso, formò a 18 anni il gruppo Mulheres Q Dizem Sim, che lanciò il disco omonimo con la Warner. Nel 1993 partecipa al disco e al tour Tropicália 2, con Caetano Veloso e Gilberto Gil. Tra il 2000 e il 2010 collabora intensamente al progetto del gruppo +2, insieme a Moreno Veloso, Domenico Lancellotti e Kassin, con cui forma – insieme ad altri artisti - la big band Orquestra Imperial. Ha collaborato e inciso con numerosi artisti, oltre che con Moreno Veloso: da Tom Jobim – con cui ha inciso giovanissimo Antonio Brasileiro, l’ultimo album dell’inventore della bossa nova – a Arnaldo Antunes, da Vanessa da Mata ai Cidade Negra. Special guest Francesco di Bella e Guido Maria Grillo. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Info: 347/7602923.

LAPILLI blue champagneIl 3 ottobre scorso, presso la prestigiosa “Sala Moka”, sita nel centro della città, in Corso Vittorio Emanuele 104 di Salerno, si è inaugurato l’anno sociale, 2016/2017, del “Caffè dell’Artista”, associazione culturale aderente all’U.N.I.A.C. Il Caffè dell’Artista è uno dei maggiori contesti culturali della città, per la mole d’incontri svolti nei vent’anni di attività, e proprio quest’anno ne ricorre il ventennale. In un giorno del 1996 e precisamente il 23 luglio, Florinda Battiloro, Maria Luisa Bergamasco, Anna Cipriani, Lucio Ronca, Edda D'Acunto, Rosetta Fruttu, Anella Vitolo, sentirono l’esigenza di vivere un’esperienza artistica- letteraria, di frequentarla, di produrla e di sperimentarla assieme a tante altre persone che con loro condividessero tale desiderio. Per nome fu scelto quello che ricordava gli antichi Caffè letterari, dove ad incontrarsi furono poeti, pittori, filosofi, artisti di ogni genere per parlare d'arte, e non solo.

Così, da quel giorno, ogni settimana, precisamente il lunedì, da ottobre a giugno, al Caffè dell’Artista si è parlato e si parla di letteratura, poesia, musica, arte, filosofia, religione, neuroscienza ed attualità sociale. Un bell’impegno a mantenere il tempo degli incontri, ma il pubblico è sempre tanto interessato da rendere lieve l’organizzazione del tutto.

A rallegrare l’incontro della prima serata ci hanno pensato loro i “Blue Champagne” una simpatica ensemble vocale, che ha per repertorio i successi del “Quartetto Cetra”.  “Quando nel mio jukebox c’è un disco dei Platters” cantano Giampiero Pierro, Marida Niceforo, Andrea Iannone, Marco De Simone, Edoardo Attanasio ed ecco venirci incontro i tanti altri successi del famoso quartetto degli anni ‘40 di Felice Chiusano, Lucia Mannucci, Tata Giacobetti e Virgilio Savona. I testi di molte canzoni, cantate dalle Blue Champagne, sono ironici ma sempre garbati, mai fuori dalle righe e impiantati su di una vocale polifonica, finemente arrangiata. Le voci sincroniche, nei vari toni, rendono un buon effetto ed il risultato finale è ottimo. A volte le canzoni si prestano anche ad un accenno di teatralità che le Blue Champagne non si lasciano sfuggire come ad esempio nel brano “Sola me ne vo per la città”, innestata con l’arrangiamento di fondo del famoso brano di Paolo Conte “It’s wonderful”, sicché il ripetere< via, via> diventa un contro canto divertente. Le canzoni si susseguono < <Aveva un bavero Il Visconte di Castelfombrone, Un disco dei Platters, Che centrattacco!!!, Nella vecchia fattoria, Vecchia America, Un bacio a mezzanotte, Concertino, I ricordi della sera>>per citarne alcune e un'Italia in bianco e nero si materializza nella sala, vecchi ricordi e colonna sonora di tante sere trascorse ad ascoltare la radio, prima e successivamente a guardare tutt’insieme la tv, l’unico canale. La vita era semplice allora, solo l’essenziale, il superfluo si sognava ad occhi aperti. E sguardi sognanti si sono visti in sala, nostalgia di un tempo giovanile, aiutata dal canto dei bravi interpreti, le cui voci, limpide è modulate, ricreano nell’ascoltarle.

La loro formazione, per tracciarne in breve la storia, prende corpo da un sogno nel cassetto di due persone, che un giorno s'incontrano e scoprono di essere accomunate dalla stessa passione: la musica di un genere, nobile qual si voglia, ma desueta. Volerla far rivivere, anche come memoria di costume presso i giovani che tutto consumano senza conservarne traccia, fu tutt’uno e nel maggio del 2013, danno vita ai Blue Champagne. La scelta dello stile propende per un accompagnamento strumentale acustico, con chitarra e pianoforte, e una sezione vocale polifonica.  Oltre ai brani dei Cetra, il repertorio ingloba pezzi dello swing americano ed italiano degli anni ‘40-‘50 e tutti gli arrangiamenti sono curati dagli stessi componenti del gruppo. Nel finale e dopo aver allietato il pubblico per ben due ore, i Blue Champagne si congedono con un motivo di Perry Como, cantante melodioso americano e “Caterina”, questo il titolo del brano, arrangiata dal gruppo, è diventata frizzante, divertente e perfino trascinante, così come conviene in un finale allegro.

 Maria Serritiello

LAPILLI tre sopranoPer le Giornate Europee del Patrimonio la Prof.ssa Pina Gallozzi, Presidente di Salerno e Provincia dell’Associazione Cypraea, che dal 2000 organizza eventi musicali per giovani talenti, ha proposto, all’affezionato pubblico, per la domenica del 25 settembre alle ore 18,00, presso l’Archivio di Stato di Salerno, “L'emozione del canto " voci e pianoforte. Tre le giovanissime e bravissime artiste ad esibirsi: Luana Greco – mezzosoprano, Naomi Rivieccio – soprano e Maria Rosato – pianoforte. Il programma da loro prescelto, di tutto rispetto, con Verdi, Donizzetti, Bizet, Gounod, Tosti, Fusco, De Curtis ed Offenbach, ha esaltato le notevoli doti artistiche dei tre talenti, dividendo il concerto in due parti:

J. Massenet, da Werther “Les larmes que ne pleure pas” (Luana Grieco)

-G. Verdi, da Traviata “Follie… sempre libera” (Naomi Rivieccio)

-G. Verdi, da Trovatore “Condotta ella era in ceppi” (Luana Grieco)

-G. Donizetti, da Don Pasquale “Quel guardo il cavaliere” (Naomi Rivieccio)

-G. Bizet, da Carmen “Habanera” (Luana Grieco)

-C. Gounod, da Romeo et Juliette “Je veux vivre” (Naomi Rivieccio)

 

-G. Donizetti “Me voglio fa na casa” (Naomi Rivieccio)

-Fusco “Dicitencelle vuje” (Luana Grieco)

-F. Tosti “Marechiaro” (Naomi Rivieccio)

-E. De Curtis “Torna a Surriento” (Luana Grieco)

- Offenbach, da Les contes d’Hoffman “Barcarolle” (Luana Grieco e Naomi Rivieccio

A turno, nella splendida sala Bilotti, si  sono alternate le cantanti, belle, giovani ed eleganti e note si elevano soavi per incontrare l’assonnato pomeriggio dell’Archivio di Stato. Le voci sono incantevoli, la forza che esprimono è energizzante anche per chi le ascolta. Due interpreti di raffinato gorgheggio e di potente temperamento. “Sempre libera degg’io” invoca Naomi Rivieccio, soprano d’impeto, i cui acuti fendono l’aria come lame. Esile, un giunco, da dove mai caccerà tutta quella voce, canta ed incanta con la grazia ammaliatrice di una sirena. Giovanissima, appena 24 anni, sicura e di slancio, ha già collezionato successi ovunque si sia esibita. Ma i brani s’intrecciano ed è  Luana Grieco, mezzosoprano, l’altro talento della serata a regalarci, tra l’altro, una spavalda “Habanera”, tratto dalla Carmen di Bizet. Espressività e temperamento disinvolto non le mancano, né l’agevolezza con cui esegue i passaggi virtuosistici. Alta, bel portamento, briosa ed un fresco sorriso di venticinquenne, possiede una tecnica nitida con sfumature e dettagli pregevoli. Un valore aggiunto alle due cantanti è stato loro offerto dalla bravura pianistica di Maria Rosato, forte di un’attività solistica precedente e parallela, ella stessa, infatti, è virtuosa dello strumento. Maria Rosato non esegue solamente, ma interpreta il piano e lo addomestica alla sua forza espressiva, sì da essere unitamente alle cantanti, protagonista.

Le interpreti, intervistate prima della manifestazione, hanno rivelato la motivazione che le ha spinte allo studio della musica di stampo accademico, per cui la pianista Maria Rosato, nata a Caserta nel 1991, si è appassionata in tenera età allo studio dello strumento che ha perseguito ben presto al Conservatorio Martucci di Salerno, sotto la guida del Maestro Giuseppe Squitieri. Da qualche tempo ha intrapreso lo studio del canto lirico ed è un soprano.

Luana Greco, invece, ha iniziato un percorso di formazione musicale perché le piaceva il canto moderno. Ben presto, però, non ha resistito al fascino dell'opera ed ha scelto di studiare al Martucci di Salerno

Naomi Rivieccio, infine, si è avvicinata al canto per essere figlia d'arte. La madre, cantante ed appassionata di musica, le ha trasmesso l'amore per la lirica e la vocalità. Il concerto, tra applausi scroscianti e bis richiesti alle due interpreti, sì bene accompagnate al pianoforte, ha rivelato accuratezza tecnica, slancio interpretativo e fedeltà agli intenti dei compositori.

Maria Serritiello

Curriculum vitae delle tre artiste

Luana Grieco, nata il 25/11/1991, Inizia gli studi in giovane età con il maestro Elena Sabatino. Consegue la laurea di primo livello con il massimo dei voti in 'Canto Lirico' in qualità di Mezzosoprano presso il conservatorio G.Martucci di Salerno sotto la guida del M Filippo Morace e attualmente laureanda in secondo livello presso lo stesso conservatorio.Partecipa a vari concorsi tra cui: Concorso internazionale Benvenuto Franci nella città di Pienza (vincitrice premio Rotary Club Chianciano Chiusi Montepulciano, 2011), Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale di Eboli (vincitrice primo premio, 2011),Concorso Nazionale Campi Flegrei (Vincitrice primo premio, 2011), Concorso Internazionale 'La città sonora' di Cinisello Balsamo (vincitrice premio Salvatore Licitra, 2012), Concorso Internazionale R. Leoncavallo di Montalto Uffugo (vincitrice premio giovani promesse e premio speciale Associazione Tito Gobbi, 2012), Concorso Internazionale R. Leoncavallo di Potenza (vincitrice del terzo premio, 2014).

Partecipa a diverse Masterclass tenute dal maestro Katia Ricciarelli (2008), Vincenzo Scalera (2014).
Debutta nel maggio 2013 al Teatro Olimpico di Roma e al teatro Vespasiano di Rieti nel ruolo di Meg (opera di Giuseppe Verdi 'Falstaff') e nel maggio 2015 debutta al teatro Brancaccio di Roma e il Teatro Vespasiano di Rieti nel ruolo di Carmen (opera di George Bizet 'Carmen').

Naomi Rivieccio nata a Napoli il 14\02\1992. Inizia lo studio del canto in giovane età̀ entrando a far parte del coro delle voci bianche del Teatro San Carlo di Napoli sotto la guida del M° Stefania Rinaldi recitando il ruolo protagonista nella produzione ‘Il Piccolo Spazzacamino’ di Britten alla Rai di Napoli e al festival internazionale di Ravello con la collaborazione del teatro festival di Napoli.
Consegue la laurea di primo livello, con il massimo dei voti e menzione, in ‘Canto Lirico’ in qualità̀ di Soprano lirico leggero presso il Conservatorio di musica Giuseppe Martucci di Salerno, sotto la guida del M° Filippo Morace. Attualmente è laureanda in secondo livello presso lo stesso Conservatorio. Partecipa a diversi concorsi tra cui: Concorso Europeo di musica Città di San Severino (primo premio assoluto, aprile 2015), Concorso Internazionale musicale Città di Caserta Belvedere San Leucio (secondo premio, maggio 2015) Si esibisce come solista al Teatro Augusteo di Salerno nel ‘Concerto di Natale’ con l’orchestra del Conservatorio Martucci (dicembre 2014). Con la stessa orchestra e presso lo stesso teatro è solista nello ‘Stabat Mater’ di Traetta (marzo 2015). Canta presso il Teatro comunale città di San Severino SA (aprile 2015) in qualità̀ di vincitrice del suddetto concorso. Debutta presso il Teatro Verdi di Salerno il ruolo di Serpina nella ‘Serva Padrona’ rielaborata dal M° Antonello Mercurio (novembre 2015). Collabora con ‘La Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli’ tenendo diversi concerti tra cui Concerto di Capodanno (gennaio 2016) presso il Teatro Mediterraneo – Mostra D’Oltre. Partecipa a diversi master di alta formazione sulla tecnica ed interpretazione vocale tenute dal M° Giuliana Valente e nell’ottobre 2015 dal M° Vincenzo Scalera.

Maria Rosato Nata a Caserta nel 1991, intraprende all’età di 8 anni lo studio del pianoforte. Nel 2010, si iscrive presso il conservatorio “G. Martucci” di Salerno, dove nell’ottobre 2015 consegue la laurea di secondo livello in pianoforte ad indirizzo solistico con il massimo dei voti e la lode, sotto la guida del M° Giuseppe Squitieri.

Ha partecipato a diversi concorsi pianistici nazionali ed internazionali come solista, riportando numerosi premi, tra cui ricordiamo il primo premio al concorso internazionale di Mercato San Severino 2013, al concorso europeo “Jacopo Napoli” di Cava De’ Tirreni 2013, al concorso nazionale “Antonello da Caserta” 2014 e al concorso “Smaldone” di Angri nel 2016, vincendo in quella occasione il premio speciale per la migliore esecuzione di un pezzo di scuola napoletana. Inoltre, si è aggiudicata il primo premio nella sezione pianoforte a quattro mani e nella sezione musica da camera al concorso “Jacopo Napoli” di Cava De’ Tirreni 2015.

Ha tenuto concerti in qualità di pianista solista in occasione di numerose manifestazioni presso la Chiesa dei SS. Rufo e Carponio di Capua, presso il Teatro Don Bosco e Teatro Parravano di Caserta, alla Pinacoteca comunale, al Circolo Canottieri, all’Archivio di Stato di Salerno per l’associazione Cypraea, alla Sala Brengola di Cava De’ Tirreni in occasione dei concerti del conservatorio, presso l’ Hotel Saturday nell’ambito della manifestazione “Sarno, città da vivere”, presso il Palazzo Serra di Cassano di Napoli e la Mostra d’Oltremare, in occasione della manifestazione “Pianocity” di Napoli come rappresentante del conservatorio di Salerno.Inoltre, è risultata vincitrice della borsa di studio come pianista accompagnatore per le attività di produzione presso il conservatorio di Salerno per l’a .a. 2011/2012.

Si è esibita in qualità di pianista accompagnatore al Giffoni Film Festival (2011, 2012), alla Sala Brengola e al Palazzo di città di Cava De’ Tirreni, a Villa Doria di Angri, alla Sala Rossa del Casinò sociale di Salerno, al Belvedere di San Leucio, al Circolo Canottieri di Salerno, al Teatro Augusteo di Salerno, in occasione di numerosi concerti del conservatorio e della manifestazione “Erasmus on stage”, presso il Centro Sociale di Montoro accompagnando in uno spettacolo inedito il mezzosoprano Patrizia Patelmo.

Successivamente è stata maestro accompagnatore ufficiale presso il concorso “Antonello da Caserta”, concorso “Leopoldo Mugnone” di Caserta e alla masterclass in canto lirico tenuta dal M° Laura Cherici.

Nel 2015 ha preso parte alla produzione “La serva padrona” di Antonello Mercurio, in qualità di maestro alle luci presso il teatro Verdi di Salerno.

Inoltre vanta di collaborazioni con l’orchestra del conservatorio di Salerno in qualità di cembalista.

Ha partecipato in qualità di allievo effettivo alle Masterclass dei Maestri: Bruno Canino, Francesco Libetta, Pasquale Iannone e Sergio De Simone.

Attualmente è iscritta al Biennio Specialistico in pianoforte ad indirizzo cameristico presso il conservatorio “G. Martucci” di Salerno, nella classe di pianoforte del M° Giuseppe Squitieri e di musica da camera del M° Michela Trovajoli e all’Accademia musicale pescarese, dove segue corsi di perfezionamento con il M° Pasquale Iannone. Inoltre collabora con numerosi docenti come pianista accompagnatore.

LAPILLI collinareUn’iniziativa di solidarietà degna di lode dal nome “Un ‘Amatriciana per Amatrice”, si è tenuta nell’accogliente piazza di Ogliara (Sa), nei giorni 24 e 25 dello scorso settembre. Scopo delle due serate è stata la raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto. La manifestazione, che ha avuto un discreto successo, complice anche il perdurare del bel tempo, sebbene si è in autunno, è nata dalla volontà delle Associazioni delle Zone Collinari, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Le sei associazioni partecipanti: Amici di Pastorano (Quartiere Pastorano), Pro loco di Ogliara (Quartiere Ogliara), San Michele (Quartiere Rufoli), Viva Sant’Angelo (Quartiere Sant’Angelo), “Santangioletti” (Quartiere Sant’Angelo), Sorrisi Sparsi, (Quartiere Sordina), hanno messo a disposizione la loro competenza acquisita nelle sagre estive da loro organizzate, per cucinare il piatto principe “l’Amatriciana”, in modo gustoso e secondo i dettami della ricetta classica. Nulla da rimpiangere alla vera “amatriciana”, il piatto è andato a ruba, ma anche le altre sfizoserie sono state prese d’assalto.

A dare una mano all’intrattenimento sono intervenuti gruppi che si spendono con entusiasmo per la solidarietà: Caudio Tortora e Marcello Ferrante, con lo spettacolo “Ti ricordi quella sera?”, accompagnati da un’orchestra di 11 elementi. “Friends of  Raimbow” una corale  di 15 elementi di musica leggera di Santa Maria e San Nicola di Ogliara. “I Castellani di Giovi” un’associazione culturale Demoetnoantropologica che ricerca tutto quanto è della tradizione campana e “Salerno Periferia” con la sua musica tradizionale napoletana, vivacizzata da balli di gruppo. Associazioni, Pro loco e comitati ce l’hanno messa tutta, non solo lavorando in pieno accordo per la riuscita della manifestazione, ma anche producendo un video, di forte impatto, spot pubblicitario della manifestazione, passato sui social, per richiamare l’attenzione sull’evento. La gente c’è stata e gli sforzi di questa cordata solidale non sono stati vani. Il ricavato, abbastanza ragguardevole, sarà consegnato, da una delegazione di cittadini attivi delle associazioni che hanno operato, nelle mani del sindaco della località prescelta e sarà un appezzabile gesto verso chi, oggi, vive nella sofferenza.

Maria Serritiello 

LAPILLI Bullon PaestumVoglia di volare? Lasciati tentare da un’esperienza in mongolfiera. Da sabato 1 a sabato 9 ottobre si terrà l’ottava edizione di Paestum Ballon Festival, il festival internazionale delle mongolfiere, organizzato dall’associazione “Vivere Paestum”, presieduta da Michele Torlo. Per tutta la settimana (eccetto lunedì 3 ottobre, giorno di pausa dell’evento) nella zona dei templi a Capaccio – Paestum, si svolgerà la straordinaria kermesse di volo in mongolfiera che attira ogni anno migliaia di visitatori da ogni parte d’Italia. Una parte della manifestazione è dedicata alla gara sportiva di mongolfiere, con 20 equipaggi che si cimenteranno in gare di abilità e precisione con tre vincitori finali. L’altra è un villaggio sportivo, attrezzato anche con bar e ristoro, adiacente all’area archeologica, dedicato ad adulti e bambini, con stand di sponsor, animazione di strada, laboratori didattici in cui esperti del settore terranno lezioni inerenti al volo in mongolfiera, dalle sue origini ad oggi, e, soprattutto, possibilità di volo libero e volo vincolato in mongolfiera. Info: 342/5543269 – 333/5601504 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

IL 24 E 25 ANCHE IL POLO MUSEALE “MARCELLO GIGANTE” ADERISCE

ALLE GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

Foto Museo Buccino 250Anche il Museo Archeologico Nazione “Marcello Gigante” di Buccino ha aderito alle Giornate Europee del Patrimonio indette dal Consiglio Europeo. Le iniziative a Buccino, organizzate dalla Pro Loco, presieduta da Marcello Nardiello, si terranno nei giorni sabato 24 e domenica 25 settembre. Il sabato il museo avrà una apertura serale straordinaria dalle 19 alle 24 al prezzo simbolico di 1 euro. Domenica all’apertura del museo si affiancherà il “Raduno di Auto Storiche” organizzato in sinergia tra la Pro Loco Volcei, l’Autoscuola Nardi e il club ASI e con il patrocinio morale del comune di Buccino. In questo quadro dinamico e propositivo il Museo Archeologico Nazionale “Marcello Gigante” di Volcei sulla base di nuovi progetti ed attività organizzate dalla Pro loco, che gestisce la struttura e le sue attività, sta riuscendo a tenere il passo con le altre realtà museali italiane, aderendo a tutti gli appuntamenti indetti dal Mibact, andando anche oltre con proposte esclusive e talvolta organizzate a livello territoriale. Dopo i mesi di chiusura per l’adeguamento energetico dello stabile, il Museo ha riaperto lo scorso 8 luglio avviando da subito una serie di iniziative che hanno reso l’estate volceiana ricca di eventi ed iniziative a carattere culturale. Tantissimi i reperti di grandissimo valore conservati nel Museo “Marcello Gigante” che raccontano la storia dell’antica Vocei e di Buccino. nota per aver dato i natali alla moglie dell’imperatore Commodo, Bruzia Crispina, e della lunga e affascinante storia delle popolazioni che nei secoli hanno abitato le colline sulle quali si affacciano i monti Alburni. La presenza dell’uomo in quella che da Volcei, pare si sia chiamata, prima Bulcei, e poi Buccino, è testimoniata fino dall’epoca Eneolitica. Numerose le iscrizioni che fanno pensare alla presenza di un teatro

Tra i pezzi pregiati, gli ori di una tomba del III secolo a.C., il vaso raffigurante il “Ratto di Cassandra” dipinto dal ceramografo di Paestum Asteass.

LAPILLI Keramitos brochure completaSabato 24 settembre presso la sede del Museo Città creativa si apre alle 18:30 la mostra Keramitos Itinerari di pietra 35 pezzi in pietra ed argtilla dell’artista Giosue Falcone di cui segue presentazione:

Come l’uomo neandertaliano Giosuè Falcone va in cerca delle pietre ma non certamente per creare attrito ed ottenere il fuoco, piuttosto per mettere in movimento la sua instancabile, irriducibile ricerca artistica.Ed approda da Città di Castello, suo luogo di adozione da decenni, al Museo di Rufoli che per sua speciale vocazione predilige personalità artistiche che vanno verso l’innovazione, lo sperimentalismo e verso orizzonti alternativi, diversi da quelli già percorsi in precedenza

I suoi vasi, hanno un sapore arcaico; le loro fisionomie allungate ed a punta rubano la forma al mondo degli Etruschi in un equilibrio di volumi e di cromie tenui, poco contrastate ma dagli inconfondibili riflessi metallici.

Dall’antichità attinge anche la tecnica raku che- come è noto- arriva fino all’Occidente dai lontani rituali della cerimonia del the praticata dai monaci del Giappone Medievale e dalla affascinante e complessa cultura Zen che avvolge buona parte dell’Oriente estremo.

Con la tenacia e la forza di un vero e proprio “ scienziato della materia”, di cui studia meticolosamente la composizione, l’artista ha sviluppato nel tempo un metodo assolutamente singolare e personale. Grazie ad esso riesce a frantumare, frammentare, e successivamente ad impastare la pietra e ad amalgamarla ad altre materie prime in una mescolanza di elementi che porta ad un risultato suggestivo ed irripetibile. La sua arte si colloca in una posizione di avanguardia e di ricerca inedita, crea una interazione fra Natura, Scienza ed immaginazione, fra ragione ed inconscio, fra oggettività che viene dall’esterno ed una rielaborazione soggettiva. Quelle reminiscenze, quelle tracce di antichità vengono abilmente contemporaneizzate.

L’amore per la terra si coniuga costantemente con l’amore per il fuoco facendo emergere una passione estrema per la primarietà degli elementi che lo conducono verso sentieri inesplorati che con entusiasmo sta attraversando ed attraverserà ancora.

Le sue opere parlano il linguaggio dei millenni, rubano l’anima alla materia restituendola al mondo del visibile.

Raccontano la natura, l’uomo, l’universo facendo emergere un fortissimo legame con la Terra- madre che è prepotentemente al centro del suo lavoro di artista e di innovatore.            

Gabriella Taddeo

 

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