Lo straordinario cantante statunitense il 10 dicembre terrà un concerto
nella Chiesa Madre con gli Italian Gospel diretti dal maestro Francesco Finizio
Gospel, blues, jazz. La proloco di Buccino sotto l’albero regala emozioni in musica. Sabato 10 dicembre atmosfere natalizie con un protagonista d’eccezione: Sweet Lu in tour con gli Italian Gospel, diretti dal maestro Francesco Finizio. Dopo il riuscitissimo esperimento di ottobre 2016 quando la Chiesa di Santa Maria Assunta ha ospitato il recital di Michele Placido, sarà ancora il luogo sacro ad accogliere l’esibizione di Sweet Lu e della formazione italiana. Nativo dello stato dell’Indiana, Lutalo Olutosin in arte Sweet Lu, è cresciuto tra musicisti e cantanti gospel. Cantante e direttore d’orchestra Sweet Lu è apprezzatissimo in tutto il mondo. Per il suo ultimo lavoro discografico registrato a New York City si è avvalso di collaborazioni con Jeremy Pelt, considerato tra i più grandi trombettisti contemporanei, un batterista del calibro di Jerome Jennings, del sassofonista Tivon Pennicott e Antonio Ciacca direttore della programmazione al Lincoln Center l’unica stagione jazzistica al mondo permanente, che, a sua volta, si esibisce con i mostri sacri del jazz tra cui Wynton Marsalis. Sweet Lu grazie alle sue stupefacenti doti vocali spazia tra il jazz, il blues, e, naturalmente, il gospel. La sua “missione” è quella di infondere energia e pace.
La Pro Loco Buccino Volcei ha organizzato anche altri eventi per la promozione culturale, anche nel periodo natalizio, in modo da avvicinare la comunità alla cultura e stimolare una sensibilizzazione alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio storico ed archeologico di Buccino. La scelta di ospitare i concerti di natale nella Chiesa Santa Maria Assunta (Chiesa Madre), nasce da una volontà di rivitalizzare il centro storico, in modo da far rivivere quei luoghi che fanno parte della storia buccinese. Nello stesso complesso, ex Convento degli Eremitani è ospitato il Museo Archeologico Nazionale “Marcello che ripercorre la lunga e affascinante storia delle popolazioni che nei secoli hanno abitato le colline sulle quali si affacciano i monti Alburni.
Foto: Fonte internet
Torna anche quest’anno il tradizionale appuntamento con il Premio Nazionale per l’Impegno Civile, dedicato alla memoria di Marcello Torre, il Sindaco di Pagani assassinato brutalmente dalla camorra l’11 dicembre di 36 anni fa. Quest’anno l’iniziativa ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, inviata da Sergio Mattarella quale suo premio di rappresentanza.
Dopo l’esordio nazionale a “Salerno Letteratura” il giornalista e scrittore Gianluca Durante presenta il suo nuovo thriller “TANGO DOWN - Nella mente dell’assassino” (Leone Editore 2016), con un monologo/performance al Void di Nocera Inferiore venerdì 9 dicembre alle ore 18. Una presentazione insolita che metterà il pubblico sulle tracce dell’assassino. Protagonista del romanzo è il crime reporter Stefano Mombelli, alle prese con un triplice omicidio di cui diventerà il principale sospettato. L’autore lancerà una sfida al pubblico per scoprire chi è l’autore dell’omicidio di TED. Tra virus informatici, poteri forti, servizi segreti e una storia d’amore dal sapore amaro, la caccia all’assassino è aperta. Seguirà una degustazione del vino dell’Antica Tenuta Il Trignano.
L'incontro inatteso e la passione allo stato puro, questo e tant’altro è Antonio Caggiano di Taurasi, di quell’Irpinia forte e generosa terra che ne ha forgiato la sua effervescente personalità. A Salerno, nella splendida Pinacoteca Provinciale di Palazzo Pinto, in Via dei Mercanti 63, il 2 dicembre scorso e fino all’8 gennaio, sono in mostra, 35 scatti d'autore, editoriale e grafica di Tiziana Morgese, che sfoggiano le passioni vitali del Nostro, come i viaggi per quattro continenti, dal Brasile agli Stati Uniti, dal Polo Nord al Sahara e l’amore della vigna, mai abbandonato. Dice di lui Ferruccio Fabrizio, giornalista del Gruppo Espresso e curatore della mostra “Ha regalato uno scatto alle sue emozioni e viaggiato con naturalezza sul doppio binario artistico, tra le bottiglie di vino ed istantanee irripetibili. In entrambi i casi, esperienze storiche”. Antonio Caggiano, 80 anni, cultore e produttore del liquido caro a Bacco, a Taurasi ha una cantina, nella quale conserva una delle migliori produzioni di vino italiano, unitamente ad una collezione di suoi scatti, che ne fanno di essa un pregevole ed unico scrigno. Accanto e per completare la sua statura di artista, l’amore per le belle donne, che negli scatti fa rifulgere dall'alto della sua umiltà e generosità naturale, non disgiunta da una nobiltà d'animo che trapela a tutto tondo, porgendosi in modo schietto e genuino all'incontro col pubblico. Parla semplicemente, quasi sottovoce, con una cadenza tranquilla, alla quale probabilmente non è estranea la forza della terra che gli ha dato i natali, con i suoi vitigni e le sue uve, mentre racconta gli incontri significativi della sua vita. Altrettanto peana alla luce sono gli scatti che fanno l'occhiolino allo spettatore, New York, Portorico, San Pietroburgo e Salerno, ne rapiscono le attenzioni, suggerendo curiosità antiche e domande altrettanto urgenti, per i loro guizzi di luce, ora impertinenti, ora evocativi, talvolta criptici, altre volte docili e sereni, con i rossi che spadroneggiano, pur nella variabilità, come i riflessi del buon vino, archetipo naturale. Sarebbero quasi tutte da ridurre in luminose opere en plein aire, nella città che lo ospita, per essere fruite proprio come lui le ha viste, qualche anno fa a Salerno. Nello spazio della pinacoteca gli scatti emanano caldi toni, riflessioni intime, quasi un anticipo dell’astrazione mentale della luce di cui va tanto fiero, Antonio Caggiano. Il risultato che ne deriva è la bellezza degli autentici pezzi originali in esposizione, riecheggiante l'operazione mentale del miglior Rothko. Si lascia la sala convinti di aver visto opere pregevoli ed uniche e di aver conosciuto un’artista, semplice ed passionato, un figlio dell'Irpinia, forte e delicata, quell’ Irpinia che conserva a vanto, la cantina egli scatti mondiali di Antonio Caggiano.
Gianluca Giugliarelli
Ha ottenuto la presenza partecipativa di un gran numero di persone, politici, rappresentanti di associazioni, artisti, personaggi della cultura, giornalisti ed anche gente comune che con gran spirito di solidarietà hanno voluto partecipare, la cena di gala organizzata da Giovanna Infante, presidente del “Comitato locale Agropoli e del Cilento della Croce Rossa Italiana”, al fine di una raccolta fondi da destinare al contributo di acquisto di una ambulanza. Infatti è di strategica importanza il possedere una nuova ambulanza, da parte di questo Comitato C.R.I. che con 450 volontari, spazia su 23 comuni, per un’area di 600 km., con la presenza di 67.000 abitanti - afferma Infante – e si impegna nella formazione, sulla protezione civile, sul sociale coprendo i vari fabbisogni della collettività dove si evidenzia un bisogno. La cena realizzata nel ristorante “La Sciabica” sul Porto di Agropoli, oltre a permettere di gustare il menù proposto dalla struttura, è stata vissuta con l’intento dei tanti ospiti d’ogni settore della vita sociale di poter permettere, anche attraverso il ricavato di un’asta di oggetti offerti da alcuni benefattori alla locale C.R.I., l’acquisizione di un primo contributo finalizzato allo scopo che il Comitato con i suoi volontari si prefigge di attuare al più presto. A tal fine Infante ha già annunciato nuove iniziative al fine di poter avere entro giugno 2017 la desiderata ambulanza. Madrina della serata, che ha egregiamente assolto anche il compito di presentatrice oltre al suo professionale di cantante che brillantemente sempre propone, è stata la cantautrice D’Aria, al secolo Maria De Lucia. La bella e simpatica artista canora ha dapprima presentato serata, ospiti e programma, intrattenendo successivamente gli ospiti dell’evento, insieme all’ottimo musicista-cantante della etichetta discografica Napoletana Suono Libero Music Nando Misuraca, con una performance di brani Evergreen e Pop rock, che con personale armonia e ritmo, hanno avvinto ed ammaliato in un appassionato abbraccio corale tutti i presenti. Il duo acustico che ha allietato la serata, ha terminato proponendo il suo ultimo lavoro che ha già ottenuto gran successo, dal titolo “Il Sole in Faccia”, un brano che parla di speranza, in un video girato nel carcere di Arienzo, insieme al produttore Nando Misuraca e con la partecipazione dell’attore Vincenzo Soriano. Momento clou della kermesse di solidarietà è stata l’asta che Vincenzo Soriano, Ospite d’onore della serata, attore sensibile al sociale e fortemente impegnato in questo campo a 360 gradi, ha portato avanti assegnando con le sue battiture i vari oggetti posti in palio per il nobile fine della serata, oltre che con le sue battute scherzose per destare l’interesse e l’attenzione degli udienti. Alla somma che è stata raggiunta con l’asta di tutto quello che è stato aggiudicato, va sommata la donazione di 500 € fatta dall’Associazione degli Operatori Turistici di Agropoli e quella che come altro gran gesto l’attore Soriano e la cantante D’Aria con la loro associazione “Orfani della Vita” hanno voluto donare offrendo altri 300 Euro. Gli oggetti offerti per l’asta sono stati donati al “Comitato locale Agropoli e del Cilento della Croce Rossa Italiana”, dallo scenografo e costumista Vincenzo Di Luzio, l’orafo Antonio Mazzillo, il ceramista Alfonso Stile, le Cantine San Salvatore, il bar pasticceria gelateria Dolce Risveglio di Santa Cecilia, il pastificio La Casareccia, la sartoria di Elena Passaro, l’artigiana Elvira Caruccio, la pittrice Merita ed i prodotti tipici di Perdifumo Terra Marina di Laureana Cilento che ha anche omaggiato tutti gli intervenuti alla serata offrendo loro una bottiglina dell’eccellente olio extra vergine d’oliva Dop “Malandrino” di sua produzione. L’impegno di D’aria come Madrina della serata e di Soriano come ospite d’onore sono stati fortemente applauditi da tutti i partecipanti alla cena, ed anche se questo attore è ormai molto conosciuto, la presidente Infante ha voluto ricordare i suoi tanti talenti e i momenti che vive per il sociale, come i suoi colloqui con Papa Francesco per essere sempre più illuminato verso imprese umanitarie, il tutto senza dimenticare la sua arte di attore. Ricordando che Soriano, noto per l’interpretazione di numerosi film e cortometraggi, attualmente è candidato con il film del regista Angelo Antonucci, “Con tutto l’amore che ho” che ha interpretato insieme a Barbara De Rossi, Sandra Milo, Cristel Carrisi (la figlia di Albano) ed altri attori, al David di Donatello ed è di prossima uscita il suo ultimo lavoro “Il bandito Giuliano” che lo vede protagonista nel ruolo proprio di Salvatore Giuliano. Altri applauditi momenti della cena di gala, che hanno preceduto il tradizionale taglio della grande torta offerta all’uopo per questa occasione, unitamente ai babà ed i savarè creazioni di Apa, antica pasticceria artigianale di Eboli, sono stati quelli delle interpretazioni canore del cantautore Mico Argirò accompagnato da Gianpietro Marra alle percussioni e da Gaetano Pomposelli alla chitarra e poi l’esibizione del contastorie Domenico Monaco e le premiazioni di giornalisti che hanno contribuito alla pubblicizzazione dell’evento oltre ad essere solitamente al fianco di iniziative del genere e tra questi Nello Di Costanzo della Rai, Maurizio Clemente editore di Cronache di Napoli e di Caserta,
La chef Raffaella Amato vince la V edizione del premio gastronomico “Ezio Falcone”; l’ingegnere Carmine Capuano conquista il secondo posto, mentre al terzo si è classificato Francesco Maria Bonito, un aspirante chef di soli 15 anni, che ha meravigliato per la sua competenza culinaria. Il Premio alla creatività è invece andato allo chef Gabriele Martinelli. Il riconoscimento che celebra la colatura di alici di Cetara, organizzato dall’assessore alla Cultura e Turismo Angela Speranza, è stato assegnato sabato 3 dicembre al termine della gara che si è tenuta all’hotel Cetus, che ha visto 12 - tra appassionati, foodblogger e giornalisti che hanno utilizzato i prodotti ittici forniti da Iasa, Nettuno, Delfino e Cetarii e la Pasta Antonio Amato - cimentarsi ai fornelli sul tema “Le quattro stagioni”.
Marco Contursi, Sergio Sbarra, e Secondo Squizzato, ha decretato i vincitori dopo il lungo ed appetitoso contest. Novità fuori concorso, il gelato alla mozzarella di bufala, con colatura di alici e cipolle di tropea caramellate, presentato da Crivella. Hanno preso parte alla competizione, coadiuvati dai coach chef dei ristoranti La Cianciola, San Pietro, al Convento e Cetaria, anche Evelina Bruno, Filomena Bisogno, Sergio Galzigna, Gianluca D’Uva, Mario Argentino, Marilena Martorelli, Anna Maria Gargiulo, Teresa Bottiglieri. Fondamentale l’aiuto in cucina del supporto di Franco Tammaro del San Pietro, Salvatore Avallone di Cetaria, e Alfonso Criscuolo dell’hotel Cetus. I premi in ceramica sono stati offerti dal maestro ceramista Vincenzo Santoriello.
Mi piace pensare che a tentare Eva sia stata la mela “annurca” per la sua prelibatezza di sapore. Nulla da ridire sulle altre qualità, ma la mela “annurca” è tutta un’altra cosa, fosse solo per essere il prodotto che in Campania raggiunge i livelli più alti di produzione, il 90%. Il rapporto con il nobile frutto, nei Picentini e in tutta la regione ha origini antiche, basta dare un’occhiata, negli scavi di Ercolano, ai dipinti della Casa dei Cervi, la domus sopravvissuta all’eruzione del Vesuvio del 79’d.C. per ritrovarla e capire l’importanza di essa nella Campania Felix. Bene ha fatto San Mango Piemonte a promuovere l’Associazione Nazionale Città della Mela Annurca ed a favorire l’evento “Gustannurca”, il 27 novembre scorso, con una serie di attività, laboratori, stand e degustazioni, il tutto raccolto nella bellissima location “Tenuta D’Amore”. A dare il via, alle ore 11,00, all’inizio del paese, è il corteo storico del gruppo folk A Voce d’ò popolo, il quale ha fatto riecheggiare la sua musica e le sue melodie canore di un tempo ormai lontano. La parte del leone l’ha fatto l’acustica del sax tenore, dal suono evocativo e struggente, accompagnato da una chitarra ritmo-melodica ed una tammorra, vivace e vibrante, ma anche le tante nacchere, agitate da mani esperte, per scandire meglio i tempi e le volute dei balli ammiccanti, di una sensualità provocante ed allo stesso tempo ingenua, hanno fatto il resto. La voce antica, che non ha nulla di modulato, ma bene così, ha legato a sé la performance di tutto il gruppo.
Inizia domenica 4 dicembre la VII edizione di “Atelier – Spazio performativo”, rassegna di teatro e danza, con la direzione artistica di Artestudio – Teatro Grimaldello, di Antonio Grimaldi, concept e coordinamento a cura di Loredana Mutalipassi. In scena al Teatro Nuovo di Salerno (Via Laspro) alle ore 19 il Teatro Grimaldello presenta “Il distratto”, liberamente ispirato a S. Beckett, regia di Antonio Grimaldi. La messa in scena, pur riproponendo la struttura narrativa e i personaggi principali, non segue l’andamento del copione ma gioca col tempo e con lo spazio, rendendo i personaggi metafore del mondo contemporaneo. Vladimiro ed Estragone escono dal grigio mondo beckettiano, vengono catapultati in un mondo colorato e sfavillante che li distrae continuamente dalle domande di fondo. Due idioti moderni, che all’emergere del dubbio spostano lo sguardo verso l’immagine dorata di un mondo illusorio. “Il distratto” è il primo spettacolo della rassegna che prevede sei rappresentazioni domenicali fino a fine febbraio.