Salerno

se di Claudio TortoraE fu la serata del "Se...", il 27 novembre scorso, con il reading di poesie del versatile autore Claudio Tortora, direttore artistico del Teatro delle Arti di Salerno e Patron della più famosa competizione nazionale della comicità “Premio Charlot”. La teatralizzazione delle 15 poesie: Mi chiedo, Cos’è, Lettera alla Luna, Il Mare, Novembre, Suggerimenti, Percorsi, Noi per sempre, L’amore con l’accento, Navigando, Guardia Pensieri, Può darsi, Finale, Quello che verrà, Sono così , che fanno parte della pregevole raccolta edita dalla Phasar di Firenze, sono state recitate, in ordine alfabetico da: Martina Iacovazzi, Antonello Ronga, Renata Tafuri e Cinzia Ugatti, accompagnati dalla sapiente ed originale regia di Andrea Carraro.

Tutta la serata, sfalsata in due momenti, per dare modo di seguire la rappresentazione itinerante, tratta di riflessioni in forma poetica di Claudio Tortora, sulle problematiche esistenziali della vita di ognuno di noi. La regia di Andrea Carraro ha, dapprima, incuriosito e poi via via, captato e proiettato, in un tempo dilatato, lo spettatore, sconvolgendo i tempi e i modi canonici della rappresentazione. Così lo spettacolo ha avuto inizio, riavvolgendo il nastro all’ indietro, per convogliare gli spettatori, che già affollavano la sala “Peppe Natella”, all' ingresso del teatro, dove Renata Tafuri e Cinzia Ugatti delicate, signorili e gentili, una sorta di Virgilio al femminile, invitavano a seguirle, lungo un percorso inconsueto e talvolta sorprendente. Sono apparsi all’occhio meravigliato dei presenti, luoghi inimmaginabili ed un specie di oscuro ventre, di solito negato a chi artista non è, per attraversare le visceri del teatro stesso, camerini, passaggi nascosti, scale impervie e strette stanze. Una laica via crucis, all’interno della quale fare tesoro di quanto Claudio ci partecipa, che non è un modello, né una lista da seguire, ma solamente il suo mondo interiore svelato e consegnato come un magnifico dono. Traspare dai versi la bell’anima dell’autore, che se ne sta discosto, intimidito, ma felice perché il suo sogno poetico è finalmente un realtà che esce dalle pagine scritte, per materializzarsi e colpire i sensi dello spettatore. Antonello Ronca, Martina Iacovazzo, Renata Tafuri e Cinzia Ugatti, voci, gesto, agilità, mestiere, passione, hanno fatto il resto, modulando i versi, intrecciandoli con il sibilo del vento che fischia e sbatte contro il panneggio del sipario, tanto da sentirne il soffio e senza che i versi abbiano a temere. La vita che viene fuori dal mondo poetico di Claudio è quella che va combattuta per quella che è, senza false illusioni, senza cedere allo sconforto e senza allontanarsi dagli ideali, quali arcobaleni da dispensare lungo il percorso.

Il tratto di strada compiuto, accompagnati dai versi di Claudio si arricchisce di un’ebbrezza improvvisa, quella del piano mobile del dietro le quinte del teatro, un cerchio magico ideale dove ognuno è sostenitore dell’altro, un piccolo tratto eppure già uniti. Potessimo farlo ancora fuori dal Delle Arti!

“Può darsi che un giorno il mondo intero cambi, / Che il padre dia al figlio quello che più gli manca / Che il saggio ritorna a predicare / Che il vecchio ritorni a dar consigli. / Che ognuno si accontenti di quello che possiede, / Che gli ideali tornino ad essere una fede, / Che il tempo sia vissuto senza paure, /Lo spazio sia riempito sempre in ugual misure. / Può darsi però che tutto rimanga un sogno. / Io lo continuo a fare, /ne sento un gran bisogno.”

Grazie Claudio

Maria Serritiello

serata ungaroIn loft moderno evidenzia la presenza di superfici di acciaio, piccole sculture, un tavolo quasi spartano, nella sua ricercata semplicità ed una mini cucina perfettamente funzionante, un ristretta cerchia di amici, davanti a sfiziosi manicaretti e vino buono, hanno provato a parlare di arte nei termini più semplici, ma nel contempo il più efficace possibile. Il dibattito avviato per la seconda serata, organizzata dall'associazione Spazio Up Arte, ha avuto per tema "Come fruire l’arte comodamente”temente ermetica". Il Presidente dell'associazione Vito Ungaro ha introdotto il dibattito con una presentazione supportata da slides e video delineando il contesto storico-artistico preso in esame. Tra le varie tendenze si è scelto di affrontare l'espressionismo astratto adducibile alla cosidetta "scuola di New York". L'artista sul quale ci si è maggiormente riferiti è stato Rothko. Ne è seguita un'ampia discussione che ha affrontato la tecnica, la poetica ed i contenuti, più precisamente: “L' espressionismo astratto secondo Pollock e secondo Rothko”. Mentore della serata e padrone di casa, Vito Ungaro che, con alcune slide introduttive ha tratteggiato l'argomento e il modo diverso di fare ricerca d'arte dei due grossi esponenti americani, in antitesi alla ricerca artistica che in opposizione ad essi si argomentava in Europa. Nel relazionare, Vito Ungaro, si è preoccupato di differenziare i due percorsi degli stessi, ossia l’artistico e l’esistenziale, con particolare accento sul modo di concludere la propria vita Rothko e della rarefazione spinta cui pervenne, nel momento in cui identificò il termine ultimo della sua ricerca, nell'assoluto dominio di enormi campiture nere. A corredo, una sua cappella oratoria, ove appunto troneggiano possenti tele nere che diventano per gli spettatori altrettante occasioni di preghiera e di ritrovamento del sé. La discussione che ne è seguita ha provato a dare una lettura quasi giustificativa tra le tele e il destino vitale dell'autore. A qualcuno questa lettura è sembrata molto riduttiva e limitativa, perché incapace di cogliere i fermenti di rinnovamento che le conoscenze scientifiche del tempo andavano suggerendo, conoscenze che avevano preso l'avvio dalla teoria di Darwin o dell'evoluzionismo storico alla quale faceva da corollario la teoria della relatività di Einstein prima e della fisica quantistica dopo, tesi che hanno costretto a rivedere in modo controintuitivo il rapporto dell'uomo con la realtà. È un poco come se l'animo di Rothko avesse colto e captato questi fermenti sotterranei che la scienza andava seminando e ne avesse anticipato in campo artistico le conseguenze. Per certi versi il cerchio Darwin-Einstein-fisica quantistica si chiudeva e la pittura di Rothko ne era quasi la versione artistica. Un modo certo oscuro e per certi versi incomprensibile di leggere la ricerca artistica ma di certo non per insipienza o pigrizia del pittore, quanto per un mancato adeguamento del fruitore alle novità scientifiche imperanti ed essenziali che tante ricadute hanno avuto, hanno e avranno nel modo di ricercare e fare arte nei secoli che seguiranno. La discussione si è accesa intorno ai concetti espressi per fruire l’arte contemporanea in modo critico e provocatorio, cosa che si ripromette lo spazio culturale Up Art, presidente Vito Ungaro, nelle serate successive, a scansione mensile, privilegiando di volta in volta i grandi temi culturali.

Ferdinando Bianco

LAPILLI santa maria de lamaPartendo da Largo Campo e seguendo le indicazioni per la chiesa di Santa Maria de Lama si ha la possibilità di scoprire la parte storica della città meno nota al visitatore di passaggio.

La struttura adottata dal Touring Club e prima visitabile solo per “Monumenti a porte aperte” grazie ad un gruppo di volontari è fruibile il sabato e la domenica.

Il direttore artistico dell'Associazione Culturale Arechi, Sergio Caggiano, violista ha trasformato la chiesa in un piccolo auditorium per concertisti di livello autorevole. Il Festival musicale Luci d'artista offre l'opportunità di illuminarsi con “l'immenso” della musica di tutti i tempi.

Dopo l'applauditissimo concerto inaugurale del pianista Costantino Catena, si è esibito il quartetto Felix impegnato in un faticoso programma molto apprezzato in sala.

La prossima serata è la volta di Salvatore Giannella, pianista.

L'interprete partirà dalla complessa sonata di Beethoven detta” Patetica” per traghettarci nella parte successiva alle composizioni di Franz Schubert.

Un evento da non perdere sia per le composizioni in programma sia per sostenere un festival che premia la qualità e con un pizzico di originalità nelle future manifestazioni

Giovedì 1 dicembre 2016 ore 20:15

Chiesa di Santa Maria de Lama -Salerno

Salvatore Giannella, pianista

LAPILLI Manifesto Noir Mediterrano 2Venerdì 25 novembre presso la sede dell’Ente Provinciale del Turismo di Salerno, in via Velia, è stata presentata la I edizione del Festival del Noir Mediterraneo, organizzato dal Centro Studi per la Letteratura delle Migrazioni “Pascal D’Angelo”. Il Festival Letterario, che coinvolgerà grandi scrittori italiani ed ospiti internazionali, si svolgerà nello storico edificio Palazzo De Simone a Bracigliano (Salerno) nei giorni 2-3 dicembre. Il Festival del Noir Mediterraneo, ideato e diretto dal giornalista culturale  e scrittore Antonio Corbisiero, nasce dall’esigenza di creare un luogo di aggregazione per una vera e propria scuola del giallo formatasi a Salerno e a Napoli che vanta autori di rilevanza nazionale. “Da subito – spiega Corbisiero - si caratterizza come festival dell’immagine, non solo della parola: film e libri, musica,  televisione e fumetto, cronaca e storia saranno i suoi terreni di caccia”. Il genere noir, quindi, inteso non solo nella classica ed esclusiva versione narrativa, ma in una prospettiva di contaminazione dei linguaggi, nelle complesse dinamiche di conoscenza della realtà.

La prima edizione del Festival del Noir Mediterraneo è dedicata all’autore marsigliese Jean Claude Izzo, il cui padre Gennaro emigrò dalla vicina cittadina di Castel S. Giorgio (Salerno). Izzo, con i suoi testi sinestetici, i profumi del Sud che evoca, le ricette, le spezie, gli aromi della macchia, è il vero inventore del “Noir Mediterraneo” e questo progetto letterario, nel suo nome, vuole colmare un vuoto,  dando vita ad un Festival che omaggia e promuove un genere specifico, particolarmente apprezzato tanto in Italia quanto all’estero.

MASSIMO CARLOTTO AL FESTIVAL NOIR MEDITERRANEO

Tra gli autori di bestseller, Massimo Carlotto, è tra coloro che maggiormente hanno approfondito l’approccio globale al genere in questione, tanto da portarlo a teatro con “Crime Story - ovvero fiction e realtà a confronto”. Il suo personaggio più noto è l'Alligatore, alias Marco Buratti, un originale detective privato. I suoi libri sono da allora tradotti in Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Romania e Stati Uniti. Nel 2005 dal suo noir “Arrivederci amore ciao” viene tratto l'omonimo film di Michele Soavi del 2005. Nel novembre 2007 escono raccolte in un unico volume tutte le avventure dell'Alligatore, cinque romanzi e due racconti. Nel settembre 2009, a sette anni dal precedente, esce il nuovo episodio della saga dell'Alligatore, dal titolo “L'amore del bandito”. Nel 2013, con Marco Videtta, scrive un nuovo ciclo di quattro romanzi, intitolato “Le Vendicatrici”.

GLI SCRITTORI FRANCO PULCINI, RITA MONALDI, FRANCESCO SORTI E GLI ALTRI

Tra gli altri prenderanno parte al Festival: Franco Pulcini, critico musicale, che lavora nella direzione artistica del Teatro alla Scala di Milano e autore di diversi romanzi noir, tra cui il celebre “Delitto alla Scala”. Con lui ci saranno anche: Rita Monaldi e Francesco Sorti, coppia di scrittori italiani di romanzi gialli storici, marito e moglie nella vita. Protagonista dei loro romanzi è l'abate Atto Melani, vissuto tra il 1626 e 1714, che fu cantante castrato, diplomatico e spia (era uno degli agenti segreti preferiti del Re Sole), amico di papi, principi e re. Il loro primo romanzo, Imprimatur, inizialmente pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore, fu dichiarato fuori catalogo dopo aver venduto 8-10 mila copie in Italia. Con loro ci saranno anche: Antonio Manzini,  Sara Bilotti,  Patrizia Rinaldi, Marco Ciriello, Antonio Menna, Giuseppe Esposito, Gianluca Durante, Francesco Napoli, Marco Ferraiolo, Piera Carlomagno.

L’ANTICO CENTRO DI BRACIGLIANO, SEDE DEL PARCO LETTERARIO GIAN BATISTA BASILE

Dal contenuto al contenitore, con una location quanto mai suggestiva ed evocativa: Palazzo De Simone, un antico castello recuperato e reso fruibile dall’amministrazione comunale. Il castello fu fondato su un caposaldo romano, simile a quelli che Roma eresse qua e là dopo la conquista della Campania e del Sannio. Bracigliano è una ridente città di oltre cinquemila abitanti incastonata tra la Valle del Sarno e dell’Irno che conserva intatti l’antico convento francescano, chiese, tradizioni agricole come la famosa ciliegia braciglianese e musicali con una scuola bandistica che si rinnova da generazioni. Palazzo De Simone, che ospita il Festival del Noir Mediterraneo, è anche sede del Parco letterario Giovan Battista Basile che intende legarsi alla letteratura e al cinema per ragazzi.

UN GIALLO SCRITTO AD HOC E AMBIENTATO NELLE STANZE DELL’ANTICO PALAZZO CHE OSPITA IL FESTIVAL

Nelle intenzioni della giunta comunale capeggiata dal sindaco Antonio Rescigno, Palazzo De Simone sarà sede di attività culturali. Il legame tra la cittadina e il Festival è dato da un racconto noir scritto appositamente per il Festival dal giallista salernitano Giuseppe Esposito, ambientato alla fine del ‘700 che ha come protagonisti il marchese di Miroballo, proprietario dell’antico maniero dove si svolgerà il Festival e il commissario Corelli.

LAPILLI CHRISTMAS LIGTHSi inaugura a Cetara, domenica 27 novembre alle ore 19,30 con l’accensione delle nuove luminarie, il periodo natalizio. Splendide  luci illumineranno le vie del piccolo borgo marinaro, con una novità: risplenderà anche la torre vicereale, che illuminerà le notti del lungo periodo delle festività natalizie. “Per l’inaugurazione delle nuove luci, abbiamo organizzato, insieme al consigliere Daniele D’Elia anche uno spettacolo del fuoco, con artisti di strada che animeranno la serata con musica e giochi”, ha spiegato l’assessore alla Cultura e Turismo, Angela Speranza, che a breve svelerà anche tutte le manifestazioni natalizie previste a Cetara per il mese di dicembre. “I bambini ma anche le famiglie di Cetara attendono con gioia questo periodo, lontano dai clamori estivi ma pur sempre animato, anche per continuare ad essere un riferimento per quei turisti e visitatori che continuano a venire in Costiera in inverno. Tra gli sponsor che hanno contribuito alla installazione delle nuove luminarie c’è la Sicme Energy e Gas; l’ad Pierluigi Punzi ha spiegato le ragioni alla base della sponsorizzazione: “E’ il primo anno che diamo questo contributo, e, nello stile della nostra azienda, immaginiamo una continuità di sostegno alle manifestazioni che, come questa, portano gioia e luce nelle famiglie”.

14980701 989875631155844 6453082353027160829 n1Il 18 novembre scorso, al Teatro del Giullare di Salerno, il Porto delle Nebbie, Presidente Piera Carlomagno, l’associazione culturale, nata nel 2014, con l'intento di diffondere e promuovere i libri gialli, noir, thriller, attraverso organizzazione di eventi e presentazioni, ha ripreso l’attività per favorire, questa volta un noir scritto a sei mani, dal titolo: Crimini dell’anima. Tutte donne le autrici: Vera Arabino, Mariagiovanna Capone, Brunella Caputo, Gabriella Ferrari Bravo, Francesca C. Laccetti, Rosaria Vaccaro e altrettanto donne per il reading: Antonia Avallone, Brunella Caputo, Concita De Luca, Sabrina Prisco, Mimma Virtuoso. Il progetto, che ha portato alla pubblicazione del libro, nasce dal corso di scrittura noir, tenuto per 4 mesi a Napoli dalle sei autrici, con un maestro d’eccezione: Maurizio de Giovanni. L’antologia, curata da Maria Giovanna Capone, lei stessa tra le allieve del corso, è anche un esperimento editoriale, essendo il romanzo in forma collettiva, in cui ognuna passa il testimone all’altra, senza per questo intaccare lo stile di ciascuna o trascurare il filo conduttore del racconto. Una narrazione fuori dalle righe, che delinea sei anime di donne, tutte votate al fatto di sangue, ingigantendo e portando al parossismo i vizi capitali. Intorno a sentimenti livorosi quali l’invidia o la gelosia o un modo di essere normale si costruiscono racconti intriganti e anime nere di donne Cosi, scorrendo le pagine, s’incontra, per citarne alcune, la rassicurante segretaria descritta da Brunella Caputo, la manipolatrice, di Vera Arabino, l’ambiziosa di Rosaria Vaccaro fino ad arrivare all’anonimo uomo delle pulizie di Mariagiovanna Capone, brava nel raccontare l’universo maschile. L’antologia, nata quasi per gioco, si sta rilevando un’intelligente operazione editoriale, per l’anomalia dell’impianto e trampolino di lancio, venerdì sera, è stato “Palcoscenico noir” promosso dal “Il Porto delle nebbie”, che prende il nome dal romanzo poliziesco del 1932 di Georges Simenon, con protagonista il Commissario Maigret. Ottimo, come sempre, il reading se a leggere sono le brave attrici del Teatro del Giullare, accompagnate da musiche evocative e tanghere di Astor Piazzolla, scelte da Virna Prescenzo che ha curato anche il disegno delle luci.

Maria Serritiello

LAPILLI lalupa gruppoDa un libero adattamento di Matteo Salsano della novella di Giovanni Verga, va in scena sabato 26 (ore 21) e domenica 27 novembre (ore 18,30), al Teatro Nuovo di Salerno (via Laspro), lo spettacolo “La Lupa”, con Lucia Di Mauro, nelle vesti della protagonista. Con lei sul palco Alfredo De Simone, Felice De Chiara, Sara Monsurrò, Stefano Mammato, Carla Glorio, Carlo Iuliano, Milena Torrone, Sergio Galderisi, Renata Adami e Giusy Sessa, tutti personaggi che animano il piccolo paese in cui si consuma il dramma, tra malelingue, passioni, odi e vendette. Tutti sentimenti scatenati dalla Lupa, donna insaziabile e senza scrupoli che tiene sul filo i maschi del villaggio. “…E se le dicerie, il pettegolare, le invidie, la cattiveria, l’assoluta mancanza di umanità di una piccola comunità di contadini, avvolgessero a tal punto i personaggi della novella fino a trasportarli con forza verso un finale inevitabilmente drammatico… E se la passione di questi fosse così travolgente da oscurare il piccolo mondo in cui vivono (l’antro di una grotta), lasciando come una via di uscita il sacrificio, come atto di purificazione... E se la voglia inarrestabile derivasse dal semplice desiderio di amare…”, scrive nelle note di regia Matteo Salsano, ponendo un dubbio e tracciando, al contempo, uno scenario diverso da quello abituale, in cui la protagonista - donna scabrosa ed imperdonabile -  viene in qualche modo assolta per il suo agire randagio e dissoluto.
Info e prenotazioni 089 220886.

Serata di gala, sabato 19 novembre, con la “Willy Frank Orchestra”, diretta dal Maestro Giovanni Paracuollo, alla Colonia San Giuseppe di Via Salvatore Allende di Salerno. Cena-spettacolo, dunque, di gran classe per oltre cento persone, tutte contenute nello spazioso salone del centro. La location è una solida struttura in riva al mare, sita nella parte orientale della città e che attualmente ricovera la Scuola dell’infanzia, la Primaria, la Secondaria e il Liceo classico dell’Istituto Comprensivo Paritario, diretto da Don Aniello Senatore. Il complesso funge anche come casa per ferie e soggiorno temporaneo di persone o gruppi che condividono un percorso di fede cristiana. La Colonia San Giuseppe nacque per volontà dell’indimenticabile arcivescovo primate Mons. Demetrio Moscato, in aiuto ai “Ragazzi nostri” vittime della tragedia del secondo conflitto mondiale.

La serata, voluta fortemente dal Maestro Giovanni Paracuollo, virtuoso trombettista salernitano di adozione, segna il ritorno della “Willy Frank Orchestra” che già dieci anni fa, fu da lui ripresa per omaggiare l’orchestra del famoso trombettista Luigi Francavilla, di cui il nome e che negli anni ‘40 trasmetteva jazz, via radio, da Roma per il Nord-America. Nato a Corbara (SA) il 5 ottobre del 1920, Luigi Francavilla iniziò lo studio della tromba nel 1928 all’Orfanotrofio Umberto I col M° Giordano. Conseguì il diploma di tromba, presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, nel 1936 sotto la guida del M° Semproni. Nel 1936 vinse il concorso per prima tromba presso l’Orchestra di Santa Cecilia. Fu prima tromba con la Philarmonica di New York e fino al 1940 si esibì in 40 Paesi di tutto il Mondo. Nel ’44 parte per la Campagna di Russia. Si specializzò anche nel Jazz surclassando i più grandi trombettisti d’America: Benny Berigan e Ziggy Helman. Nel 1949 fu Flicornino solista-concertista con la Banda di Manduria. Collaborò, nel 1948-49, con la Compagnia del Carosello Napoletano e divenne Direttore Artistico del Teatro Municipale di Rio de Janeiro, dell’Orchestra della TV TUPI’, una delle televisioni più importanti del Brasile, della radio Mairin Vega e direttore dell’Orchestra Universitaria Brasiliana Insegnò nei conservatori di Cosenza, Avellino e Salerno. Morì ad Angri (SA) il 22 febbraio del 1978.

francavilla 

L’orchestra Willy Frank, che venerdì sera si è esibita dinanzi ad un pubblico numeroso, è formata da 20 elementi così suddivisi. Brass: Franco Mannara, Antonio D’Alessandro, Clemente Gaeta, Umberto Vassallo, Francesco Sessa, Peppe Picardi. Sezione ritmica: Gerardo Sapere, Carmine Viscido, Marco De Domenico. Sassofoni: Peppe Esposito, Silvio Rossomando, Tony Panico, Angelo De Feo, Emilio Chirico. Tutti orchestrali di valore, sapientemente assemblati e diretti dal Maestro Paracuollo, tromba solista. I pezzi, eseguiti in maniera perfetta, sono della più pura tradizione dello swing music: In The mood, Moonlight serenade, Take The a train, Summertime Satin Doll, The pink panter, My Way,  Sway Chattanooga Chu Chu In the mood, moonligth serenade, take the a train, summertime, satin doll, the pink panther, my whay, sway, chattanooga chu chu.

Alcuni di questi brani sono stati cantati dalla possente voce di Gaspare Di Lauri e dalle giovanissime Elisa Campagna e Federica Caso. Ospite della serata il valente pianista jazz Leo Aniceto, che per 15 minuti ruba la scena allo swing, sfiorando magicamente i tasti per estrarre due pezzi, uno di sua composizione “Ninna for you”, l’altro, il famosissimo successo di Ray Charles, Georgia in my mind. Ottima la cena messa su dal C.C.C. Francavilla in collaborazione con la Colonia San Giuseppe. Per l’accoglienza degli invitati si è prodigato il Prof.re Antonio Serpe. Sono stati presenti alla serata alcuni soci del Progetto “Città Virtuale” e precisamente: “Opea” industria che si occupa di prodotti tecnici per l’edilizia: impermeabilizzanti, impregnanti, Vernici, resine. “Opea” un’industria che si occupa di prodotti tecnici per l’edilizia: impermeabilizzanti, impregnanti, Vernici, resine. Responsabile: Sergio Natale. “PA.PA.VI.RO”, azienda agricola di Ricigliano che produce pomodorini e datterini di montagna, di qualità indiscussa ed in maniera del tutto naturale. Responsabile: Pasquale Pacelli. “Rosalypar eventi”, wedding e party planner, la cura dei dettagli e la massima disponibilità per affidarsi alla perfetta organizzazione. Scuola di pianoforte con il M°Tamara Borodina. Pianista accompagnatore e docente di pianoforte. “Studio dentistico Soriente”: l’esperienza e la sicurezza al vostro servizio.

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Maria Serritiello

LAPILLI rosso cappuccetto 23112016Il palcoscenico di YOUNG, la rassegna teatrale per i più piccoli a cura di Associazione Casa del Contemporaneo/Le Nuvole, ospita “Rosso Cappuccetto”, della compagnia Teatro delle Briciole. L’originale allestimento dell’antica fiaba di Perrault fra teatro d’attore, narrazione e pop-up, a firma del regista Mirto Baliani, autore anche delle musiche originali, sarà in scena sabato 26 novembre alle ore 16.30 alla Sala Pasolini sul Lungomare Trieste a Salerno. “Ci siamo avvicinati a questa fiaba antica con tutto il rispetto che si deve ad una favola classica – riferiscono in una nota il regista Mirto Baliani e Emanuela Dall’aglio, regista e interprete – immaginando un'unica figura a riunire l'intera architettura dello spettacolo, fondendo scenografia, costumi, oggetti e animazione in un unico manufatto, che genera così unitariamente personaggi, azioni, oggetti e colpi di scena. Il racconto, come nella prima versione scritta da Perrault, ripercorre le vicende di una bambina che si avventura nel bosco e incontra il lupo che cambierà per sempre il suo destino, mentre il lieto fine, quello che i bambini attendono, quello che tutti vogliono, quello che i fratelli Grimm hanno aggiunto, arriva da lontano, come un cacciatore o un innamorato, come un elemento esterno casuale, dove la casualità si fa necessità rituale.

Biglietto € 8,00 – prevendita on line www.postoriservato.it

CARD YOUNG LE NUVOLE: ingressi agevolati a 3 spettacoli (€ 21,00) o a 6 spettacoli (€ 36,00) con preacquisto.

Info:  0812395653 (feriali 9.00/17.00) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.- 0812397299 solo orari spettacolo www.lenuvole.it e www.casadelcontemporaneo.it

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