dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione lancia oggi una consultazione pubblica sulle norme per il mercato unico digitale. Le norme sono strumenti importanti per far lavorare insieme sistemi diversi, possono promuovere l'innovazione e rafforzare la competitività dell'industria europea. Con questa consultazione, la Commissione intende raccogliere opinioni sulle priorità per le norme in settori tecnologici chiave quali il cloud computing, la sicurezza informatica, le comunicazioni 5G, i servizi sanitari in rete, i trasporti e le città intelligenti.

I contributi serviranno a costruire un piano per le norme prioritarie per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione in base alla strategia per il mercato unico digitale presentata dalla Commissione il 6 maggio. La consultazione è aperta fino al 16 dicembre.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 22 set 2015. Oggi, i Ministri europei degli Affari interni hanno preso l'importante decisione di ricollocare 120.000 profughi provenienti dalla Grecia, dall'Italia e da altri Stati membri direttamente colpiti dalla crisi dei rifugiati, meno di tre settimane dopo che la Commissione ha presentato la sua proposta. La Commissione apprezza gli sforzi intrapresi da tutti gli Stati membri per raggiungere questo risultato, e in particolare il lavoro instancabile della Presidenza lussemburghese del Consiglio.  

A seguito di questa decisione, l'UE è ora in grado di trasferire un totale di 160 000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale nei prossimi due anni. La Commissione e le agenzie dell'UE si coordineranno con gli Stati membri per attuare il trasferimento.  

La Commissione europea sta lavorando costantemente e continuamente per giungere a una risposta coordinata europea sul fronte dei rifugiati e della migrazione. La ricollocazione fa parte di un approccio globale per affrontare la crisi dei rifugiati in corso. I Ministri dell'Interno sono ora tenuti a portare avanti le altre proposte formulate dalla Commissione, tra cui l'elenco UE paesi di origine sicuri e l'ulteriore riforma del sistema di Dublino, in occasione del prossimo Consiglio Giustizia e affari interni dell'8 ottobre. Allo stesso tempo, le cause profonde della crisi dei rifugiati devono essere affrontate. È per questo che domani i capi di Stato e di Governo discuteranno le azioni prioritarie immediate necessarie ad affrontare l'instabilità nei paesi del vicinato, e le pressioni dei rifugiati sui paesi limitrofi.  

La Commissione continuerà a lavorare in stretta cooperazione con il Parlamento europeo, il Consiglio, i 28 Stati membri dell'Unione e con paesi chiave come Serbia e Turchia.  

Contesto:

Il 13 maggio 2015, la Commissione europea ha presentato la sua Agenda europea sulla migrazione, che definisce un approccio globale per migliorare la gestione della migrazione in tutti i suoi aspetti.

Il 27 maggio 2015, la Commissione europea ha proposto un primo pacchetto di misure di attuazione dell'Agenda europea sulla migrazione, comprese le proposte sulla ricollocazione e il reinsediamento e un piano d'azione dell'UE contro il traffico di migranti.

Il 25-26 giugno 2015 il Consiglio europeo ha convenuto di portare avanti le proposte avanzate dalla Commissione europea nell'Agenda europea sulla migrazione, concentrandosi su ricollocazione, reinsediamento, i rimpatri e la cooperazione con i paesi di origine e di transito.

Il 20 luglio 2015, il Consiglio Giustizia e affari interni ha deciso di attuare le misure proposte nell'Agenda europea sulla migrazione, in particolare per ricollocare persone in evidente bisogno di protezione internazionale da Italia e Grecia nel corso dei prossimi due anni, a partire da 32 256 in un primo momento, e di reinsediare 22 504 sfollati in chiara necessità di protezione internazionale al di fuori dell'UE.

Il 9 settembre 2015, la Commissione ha proposto una nuova serie di misure, tra cui un meccanismo di ricollocazione di emergenza per 120 000 rifugiati e degli strumenti concreti per aiutare gli Stati membri nel trattamento delle richieste, nel rimpatrio dei migranti economici  e nell'affrontare le cause profonde della crisi dei rifugiati.

Il 14 settembre, i Ministri degli Affari interni hanno adottato la decisione di ricollocare 40 000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale da Italia e Grecia.

Il 17 settembre, il Parlamento europeo ha votato a favore della proposta della Commissione di ricollocare 120 000 profughi, che è stata accolta dalla Commissione.

Il 22 settembre, i Ministri degli Affari interni hanno adottato la decisione di ricollocare 120 000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale da Italia e Grecia e altri Stati membri direttamente colpiti dalla crisi dei rifugiati.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 25016.7.2015. La Commissione europea ha approvato oggi l'aggiunta del "Salame Piemonte" al registro delle indicazioni geografiche protette (IGP). La caratteristica principale del Salame Piemonte è la presenza di vino rosso DOP del Piemonte prodotto unicamente da uve Nebbiolo, Barbera e Dolcetto. Questi vini locali danno al salame il gusto e l'aroma tipici che l'hanno sempre differenziato da altri prodotti simili sul mercato. Caratteristiche speciali del Salame Piemonte sono la sua consistenza morbida e il gusto dolce e delicato, dovuti soprattutto alla brevità del periodo di maturazione. La fabbricazione tradizionale del salame in Piemonte, perfezionata nel tempo, ha conquistato i gusti e le abitudini dei consumatori locali. La denominazione sarà aggiunta all'elenco degli oltre 1200 prodotti già protetti. Ulteriori informazioni alla pagina web dei prodotti di qualità e nel database DOOR dei prodotti protetti. 

Modena, 16 luglio 2015

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Il Fondo europeo per gli Investimenti (FEI) e il Gruppo BPER, assistiti da Finanziaria Internazionale, hanno firmato oggi un accordo di garanzia a supporto delle piccole e medie imprese (PMI) e delle imprese a media capitalizzazione italiane. Si tratta del primo accordo in Italia che beneficia del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), lo strumento attraverso il quale la Commissione europea e il Gruppo BEI metteranno in atto il Piano di investimenti per l’Europa.

Il nuovo accordo permetterà al Gruppo BPER – e in particolare a BPER Banca, Banco di Sardegna e Banca di Sassari – di mettere a disposizione delle imprese italiane innovative 100 milioni di euro di finanziamenti erogabili nei prossimi due anni. I finanziamenti saranno resi disponibili da una garanzia FEI nell’ambito dell’iniziativa InnovFin-EU finance for innovators, con la copertura finanziaria derivante dal programma Horizon 2020 della Commissione Europea. Grazie all’intesa siglata oggi, il Gruppo BPER potrà mettere a disposizione di tali imprese finanziamenti aggiuntivi a condizioni favorevoli.

Commentando l’accordo, Jyrki Katainen, vice-presidente della Commissione europea responsabile per Occupazione, crescita, investimenti e competitività, ha dichiarato: “Mi fa piacere che l’accordo odierno tra la FEI e BPER Banca, garantito dal Fondo europeo per gli investimenti strategici, permetta alle PMI italiane di accedere a 100 milioni di euro attraverso nuovi finanziamenti. Ecco un altro esempio di come il Piano europeo per gli investimenti accresce il livello di investimento a beneficio della crescita delle imprese innovative”.

Dario Scannapieco, vice-presidente della BEI e presidente del FEI, ha dichiarato: “L’accordo odierno tra la FEI e BPER Banca dimostra come – con il supporto del FEIS – il Gruppo BEI possa aiutare imprese innovative a crescere e creare posti di lavoro in Italia. L’innovazione è il motore principale per la crescita e l’occupazione in Europa e sono contento di aver firmato la prima operazione in Italia nell'ambito del Piano europeo per gli investimenti. Questo tipo di operazioni aiutano il Gruppo BEI a continuare ad avere un ruolo importante nell’assistenza alle imprese innovative e alle start-up sia in Italia sia in tutta Europa. Siamo felici di firmare un accordo con BPER, che ha radici profonde nell’economia locale e che negli anni è cresciuta con una vocazione internazionale molto forte”.

Commentando la firma, Pier Luigi Gilibert, amministratore delegato del Fondo europeo per gli investimenti, ha dichiarato: “Mi fa piacere che sia stato siglato con il Gruppo BPER il primo accordo che beneficia della garanzia dell’Unione europea attraverso il Fondo europeo per gli investimenti strategici a favore delle piccole e medie imprese italiane. Il nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici ci ha permesso di accrescere il sostegno alle aziende innovative e, di conseguenza, insieme a BPER siamo in grado di assicurare alle PMI italiane che potranno beneficiare di questi finanziamenti nei prossimi due anni”.

Alessandro Vandelli, Amministratore Delegato di BPER Banca, ha dichiarato: “L’accordo è di particolare importanza perché ha l’obiettivo di rafforzare il supporto finanziario alle piccole e medie imprese, un segmento di clientela a cui la nostra banca è da sempre vicina. In questa fase di profondi mutamenti le PMI sono fortemente impegnate in attività di sviluppo che richiedono investimenti in ricerca e innovazione di processo e di prodotto, ma è talvolta difficile individuare le modalità più opportune per sostenere un efficace percorso di crescita. Credo che in questo caso le nostre strutture abbiano individuato uno strumento adatto allo scopo e con un ampio spettro di potenzialità operative. Sottolineo, inoltre, che per arrivare a questo importante risultato è stata compiuta una verifica approfondita, conclusa con esito positivo, sulla qualità dei processi e delle procedure che la nostra banca adotta per la valutazione del merito creditizio attraverso il rating. Esprimo quindi piena soddisfazione perché avremo la possibilità di essere i primi sul mercato a mettere a disposizione della clientela questa particolare forma di finanziamento, nell’ambito dei programmi previsti dal Piano di investimenti per l’Europa”.

Questo accordo è tra i primi approvati dal FEI a beneficiare della garanzia dell’Unione europea attraverso il Fondo europeo per gli investimenti strategici. L’accordo è stato siglato prima dell’istituzione formale del FEIS, a testimonianza dell’impegno del Gruppo BEI nel fare fronte alle richieste degli Stati membri, della Commissione europea e del Parlamento europeo di un rapido avvio di iniziative concrete nell’ambito del FEIS, con l’obiettivo di velocizzare i finanziamenti e di garantire un’operatività in grado di accrescere occupazione e crescita nell’Unione europea.

Fondo europeo per gli investimenti (FEI)

La mission principale del Fondo europeo per gli investimenti è quella di agevolare l’accesso al credito da parte di micro, piccole e medie imprese. FEI progetta e sviluppa sia il capitale di rischio che quello di crescita, le garanzie e gli strumenti di microfinanza che mirano specificamente a questo segmento di mercato. In questo ruolo, FEI promuove gli obiettivi dell'UE a sostegno dell'innovazione, della ricerca e dello sviluppo, dell'imprenditorialità, della crescita e dell'occupazione. A fine 2014 gli investimenti complessivi netti del FEI a sostegno dei fondi di private equity erano pari a oltre 8,8 miliardi di euro. Con investimenti in oltre 500 fondi, il FEI è leader nella progettazione europea grazie alla gamma e alla portata dei suoi investimenti, soprattutto in alta tecnologia e progetti in fase iniziale. Con un portafoglio garantito che a fine 2014 ammontava a oltre 5,6 miliardi di euro per oltre 350 operazioni, il Fondo europeo rappresenta uno dei principali enti di garanzia a sostegno delle PMI europee e della micro-finanza.

Gruppo BPER

Banca popolare dell’Emilia Romagna è stata fondata nel 1867 con il nome di Banca Popolare di Modena. Dal 1973 la Banca ha avviato un percorso di crescita con l’aggregazione di numerosi istituti di credito del territorio emiliano-romagnolo, fino ad assumere una dimensione rilevante nella regione. Nel 1992 ha assunto la denominazione di Banca popolare dell’Emilia Romagna e ha avuto inizio il Gruppo BPER. Nel 1994 prende avvio un’espansione che porta BPER ad affermarsi come player sul mercato nazionale, attraverso l’acquisizione di varie banche locali; esse vengono gestite valorizzando le sinergie derivanti dall’appartenenza ad un Gruppo di ampia dimensione ed assicurando un contemporaneo forte radicamento con il territorio servito.

Il Gruppo BPER opera attualmente attraverso quattro banche a carattere territoriale (regionale ed interregionale), le cui filiali sono presenti in 18 regioni d’Italia, con un network di quasi 1.300 sportelli. Esso esercita attività di raccolta del risparmio e di erogazione del credito nelle sue varie forme, garantendo così risposta e sostegno alla domanda di clientela privata e PMI. Sesto gruppo bancario in Italia per numero di sportelli, il Gruppo BPER è attivo in tutti i principali segmenti di mercato, attraverso società partecipate o joint venture: nel Corporate & Investment Banking, nel Wealth Management & Insurance, nel Leasing, nel Factoring e nel Credito al Consumo. Il Gruppo offre, inoltre, assistenza ai propri clienti sui mercati esteri.

 

Piano di investimenti per l’Europa

Investment Plan for Europe

 

InnovFin

 

InnovFin

Horizon2020

 

http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione europea ha adottato nuove regole per ridurre gli oneri amministrativi e rimborsare più velocemente gli Stati membri per le azioni finanziate dall'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI) e dal Fondo sociale europeo (FSE). Un sistema di costi più semplice comporta una riduzione significativa delle pratiche burocratiche per gli Stati membri, e importanti risparmi di risorse preziose per amministrazioni pubbliche, organizzazioni partner e ONG.

Promuovere l'occupazione giovanile è una delle priorità della Commissione europea. Alla fine di maggio la Commissione ha versato 1 miliardo di prefinanziamento della YEI agli Stati membri ammissibili per velocizzare l'adozione di misure sul campo di cui hanno beneficiato 650 000 giovani. La Commissione ha accolto con soddisfazione il recente potenzialmente dell'alleanza europea per l'apprendistato, e l'impegno di mettere a disposizione dei giovani 140 000 nuove opportunità di formazione e apprendistato.

La Commissione esorta gli Stati membri a sviluppare un sistema di costi semplificato per rendere la YEI e l'FSE più semplici, sicuri, rapidi e orientati al risultato. La Francia e la Svezia hanno dato l'esempio sviluppando nuovi sistemi, e potranno beneficiare di rimborsi più rapidi e semplici. Commentando il nuovo sistema di costi semplificato la Commissaria Thyssen ha dichiarato "gli attuali aumenti dei tassi di occupazione dei giovani sono un segnale incoraggiante: nel 2014 850 000 giovani hanno trovato un lavoro. La Commissione sostiene gli Stati membri nei loro sforzi di facilitare l'attuazione della garanzia per i giovani mediante l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e il fondo sociale europeo. La decisione di oggi renderà più semplice realizzare progetti sul campo per i giovani". Ulteriori informazioni nel sito del Fondo sociale europeo.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 10 luglio 2015. Il piano d'investimenti per l'importo record di 13,1 miliardi di euro nel settore dei trasporti messo a punto dalla Commissione è oggi un passo più vicino alla realizzazione dopo che gli Stati membri dell'UE hanno approvato l'elenco dei progetti che saranno finanziati dal meccanismo per collegare l'Europa. Nella riunione odierna il comitato di coordinamento del meccanismo, in cui siedono i rappresentanti dei 28 Stati membri, ha dato parere favorevole sulla proposta presentata dalla Commissione il 29 giugno. Insieme al piano di investimenti da 315 miliardi di euro presentato dalla Commissione nel novembre 2014, il meccanismo per collegare l'Europa permetterà di ottenere risultati in una delle priorità assolute della Commissione: colmare la carenza di investimenti in Europa per instaurare condizioni propizie alla creazione di occupazione e alla crescita.

Violeta Bulc, Commissaria UE per i Trasporti, ha dichiarato: "Sono molto lieta che, in esito alle discussioni costruttive tenute dal comitato di coordinamento del meccanismo per collegare l'Europa, gli Stati membri abbiano approvato il piano d'investimenti proposto dalla Commissione, il più consistente mai realizzato dall'UE nel settore dei trasporti. I 276 progetti selezionati contribuiranno alla creazione di occupazione e al rilancio della crescita e della competitività in Europa. Mi compiaccio inoltre del fatto che, in molti casi, i progetti diano attuazione a priorità trasversali quali la digitalizzazione dei trasporti o la diffusione dei combustibili alternativi sul mercato."

L'ondata 2014 degli inviti a presentare proposte del meccanismo per collegare l'Europa ha attirato oltre 700 progetti, per una richiesta complessiva di finanziamenti superiore a 36 miliardi di euro. Poiché i fondi disponibili ammontavano a soli 13,1 miliardi di euro, la Commissione ha dato priorità ai progetti che presentavano il più alto valore aggiunto europeo. Nel processo di selezione i progetti sono stati valutati in base a una serie prestabilita di criteri: pertinenza, durata, impatto e qualità.

Nel rispetto dell'impegno a favore della trasparenza, la Commissione ha pubblicato oggi, insieme all'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (INEA), un opuscolo contenente informazioni generali sul meccanismo per collegare l'Europa e sui progetti valutati.

Prossime tappe La Commissione adotterà formalmente la decisione di finanziamento entro luglio 2015. L'INEA redigerà le singole convenzioni di sovvenzione dei progetti, che saranno in seguito firmati con i beneficiari. L'erogazione dei fondi inizierà a partire dall'ultimo trimestre 2015.

L'INEA e la Commissione vigileranno poi sulla corretta attuazione dei progetti.

Contesto

Nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa saranno resi disponibili 24,05 miliardi di euro provenienti dal bilancio UE 2014-2020 per cofinanziare progetti TEN-T negli Stati membri dell'UE. Di questo importo, 11,305 miliardi di euro saranno disponibili solo per progetti negli Stati membri ammessi a beneficiare del Fondo di coesione. I programmi di lavoro annuali e pluriennali specificano le varie priorità e l'importo totale del sostegno finanziario da impegnare per ciascuna priorità in un determinato anno. Il 2014 è stato il primo anno di programmazione nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa.

I benefici del meccanismo per collegare l'Europa si estenderanno, al di là dei trasporti, all'economia europea nel suo complesso: l'attuazione della rete transeuropea dei trasporti potrebbe creare fino a 10 milioni di posti di lavoro e aumentare il PIL europeo dell'1,8% entro il 2030.

Per ulteriori informazioni

Opuscolo sui progetti selezionati nell'ondata 2014 degli inviti a presentare proposte nel settore dei trasporti del meccanismo per collegare l'Europa

Studio dell'Istituto Fraunhofer sul costo del mancato completamento della TEN-T

IP/15/5336

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Dubrovnik 10 luglio 2015. Un mercato UE dell'energia ben collegato, in cui i flussi di energia possano scorrere liberamente attraverso le frontiere e in cui nessuno Stato membro rimanga isolato dalle reti energetiche dell'UE, è un prerequisito per la creazione di un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di clima. In tal modo sarà possibile assicurare energia sicura, sostenibile e a prezzi accessibili a tutti i cittadini e a tutte le imprese dell'UE. 15 paesi dell'UE e della Comunità dell'energia dell'Europa centro-orientale e sud-orientale hanno deciso di collaborare per accelerare la costruzione dei collegamenti infrastrutturali mancanti nel settore del gas e per affrontare le restanti questioni tecniche e regolamentari che minacciano la sicurezza dell'approvvigionamento e ostacolano lo sviluppo di un mercato dell'energia pienamente integrato e concorrenziale nella regione.

Il memorandum di intesa, che dà formalmente avvio all'iniziativa, è stato firmato oggi a Dubrovnik. Esso prepara la strada per una più stretta integrazione dei mercati dell'energia dell'UE e della Comunità dell'energia. La creazione di un quadro normativo e di mercato stabile contribuirà a migliorare il clima per gli investimenti nei paesi e nei territori partecipanti dell'UE e della Comunità dell'energia.

Maroš Šefčovič, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per l'Unione dell'energia, ha dichiarato: "Questa regione è molto importante per l'Europa, in particolare in termini di sicurezza dell'approvvigionamento energetico. Il miglioramento delle infrastrutture mediante progetti realistici e fattibili è di fondamentale importanza per la diversificazione delle risorse energetiche e per il potenziamento della resilienza della regione alle crisi di approvvigionamento. La cooperazione tra i paesi delle regione è essenziale al riguardo. Io stesso e l'intera Commissione sosteniamo questo processo, in particolare nel quadro della strategia per l'Unione europea dell'energia."

Miguel Arias Cañete, Commissario europeo responsabile per l'Azione per il clima e l'energia, ha dichiarato: "La cooperazione regionale è una colonna portante del nostro lavoro per una più stretta integrazione dei mercati dell'energia. La cooperazione efficace tra i paesi dell'Europa centro-orientale e sud-orientale è pertanto fondamentale per assicurare un approvvigionamento energetico sicuro e prezzi accessibili per i consumatori della regione. Sebbene ogni paese debba far fronte a proprie specifiche questioni energetiche, affrontandole insieme è possibile trovare soluzioni più economiche e più efficaci."

Il lavoro congiunto nell'ambito dell'iniziativa della Commissione europea sull'interconnessione del gas in Europa centrale e sud-orientale (CESEC) sarà incentrato non solo sulla costruzione di nuovi gasdotti, ma anche sull'uso ottimale delle infrastrutture esistenti, ad esempio consentendo il flusso inverso. Una serie di progetti infrastrutturali (quali il gasdotto transadriatico, il terminale GNL in Croazia e il sistema di evacuazione, il rafforzamento del sistema in Bulgaria e Romania, l'interconnettore tra la Grecia e la Bulgaria e tra la Serbia e la Bulgaria) sono indicati come priorità assolute nel piano di azione allegato al memorandum (vedasi l'elenco completo dei progetti). Essi contribuiranno a diversificare le fonti di approvvigionamento. Alla fine ciascuno Stato membro della regione dovrà avere accesso ad almeno tre fonti di gas diverse. Questi progetti prioritari saranno attentamente monitorati per assicurarne la realizzazione tempestiva ed efficiente sotto il profilo delle risorse. È anche importante che nella regione siano pienamente attuate le norme dell'UE miranti a promuovere pari condizioni di concorrenza tra tutti gli operatori di mercato.

Di norma, i progetti infrastrutturali dovrebbero essere finanziati dagli operatori di mercato, ma, se necessario per assicurarne il tempestivo completamento, i paesi CESEC potranno prendere in considerazione la partecipazione della Banca europea per gli investimenti (BEI) e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS). I promotori dei progetti sono inoltre incoraggiati, in particolare, a sfruttare le possibilità offerte dal nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS).

Il memorandum di intesa e il relativo piano di azione sono stati firmati dal Vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič, dal Commissario europeo Miguel Arias Cañete e dai ministri dell'energia e rispettivi rappresentanti di Austria, Bulgaria, Croazia, Grecia, Ungheria, Italia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Albania, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Serbia e Ucraina (Bosnia-Erzegovina e Moldova firmeranno in una fase successiva).La firma è avvenuta in sede di gruppo ad alto livello della CESEC, istituito nel febbraio 2015 per promuovere la diversificazione e l'integrazione dei mercati del gas naturale nella regione.

Contesto

La realizzazione tempestiva dei progetti infrastrutturali assume particolare importanza, data la situazione di vulnerabilità dell'Europa centrale e sud-orientale, come dimostrato da ultimo dalla strategia europea in materia di sicurezza energetica e dalle relative prove di stress, condotte nel 2014.

La maggior parte dei paesi dell'Europa centrale e sud-orientale non hanno accesso a fonti diversificate di approvvigionamento di gas. Questa situazione è dovuta principalmente alla mancanza di collegamenti infrastrutturali a fonti alternative di gas o alla conclusione di contratti di fornitura a lungo termine con un unico fornitore. Tra gli altri problemi del settore si possono citare l'assenza di concorrenza sui mercati locali dell'energia e l'uso inefficiente delle interconnessioni.

Il memorandum di intesa e il piano di azione con l'elenco dei progetti sono disponibili sul sito della DG Energia: https://ec.europa.eu/energy/en/news/central-eastern-and-south-eastern-european-countries-join-forces-create-integrated-gas-market

Per ulteriori informazioni sulla prima riunione a Sofia del gruppo ad alto livello sull'interconnessione del gas nell'Europa centrale e sud-orientale (CESEC), vedasi la dichiarazione del 9 febbraio 2015:

http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-15-4281_en.htm

Ulteriori informazioni sulle infrastrutture sono disponibili sul sito web della DG Energia:
http://ec.europa.eu/energy/en/topics/infrastructure

IP/15/5343

Approvata a Strasburgo in plenaria la Relazione Reda con giusto equilibrio tra accesso ai contenuti e tutela del diritto d’autore. Infondata la questione del “diritto di panorama”.

Foto Silvia Costa eumages(Strasburgo, 9 luglio 2015). “Siamo arrivati ad un buon compromesso che tutela sia il libero accesso ai contenuti che il diritto d’autore. Quello che arriva sul tavolo della Commissione è un rapporto di indirizzo equilibrato di riforma del copyright, frutto di un lungo lavoro di mediazione per cercare di tutelare sia la libertà di fruizione dei contenuti che il diritto all’equa remunerazione dell’autore”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata Silvia Costa (Pd), presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, al termine della votazione che ha dato il via libera alla “Relazione Reda” dove sono raccolti gli indirizzi della riforma sul diritto d’autore prevista per novembre nell’ambito del nuovo disegno del mercato unico digitale europeo.

Il Rapporto INI sulla valutazione dell'implementazione della Direttiva sull'armonizzazione di alcuni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, assegnato alla tedesca Julia Reda del Partito Pirata, ha infatti come obiettivo quello di fornire un indirizzo strategico da parte del Parlamento in vista della prossima proposta della Commissione di riforma del copyright.

“La bozza iniziale proposta dalla relatrice –prosegue Costa- era fortemente sbilanciata sulla libertà di accesso ai contenuti a sfavore della proprietà intellettuale. Ora abbiamo ottenuto un bilanciamento possibile  attraverso l’acquisto legale dei contenuti e le licenze territoriali e allo stesso tempo  attraverso la revisione del regime di responsabilità degli “Over the top”, oggi più dei competitor che dei meri intermediari. Infine – conclude la presidente della Commissione Cultura- ci tengo a precisare che nel testo approvato non c’è alcun riferimento alla libertà di fotografare o filmare monumenti o opere d’arte (diritto di panorama) che non è in discussione. Quello a cui si chiede invece di prestare attenzione è l’utilizzo degli stessi a fini commerciali o distorsivi del contenuto”.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 09 luglio 2015.  Oggi la Commissione ha adottato la sua relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell’Unione nel 2014. Il mercato interno resta la risorsa più preziosa dei cittadini e delle imprese, che traggono entrambi beneficio dalla tempestiva e corretta attuazione e applicazione del diritto dell’Unione. La 32a relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto dell’Unione europea analizza i risultati ottenuti nei principali aspetti dell'applicazione del diritto dell'UE ed evidenzia i principali sviluppi nella politica di applicazione delle normative del 2014.

La Commissione avvia la procedura di infrazione quando uno Stato membro non pone rimedio ad una presunta violazione del diritto dell’Unione. Se uno Stato membro non le notifica le misure di recepimento di una direttiva nel proprio ordinamento nazionale entro i termini stabiliti, la Commissione avvia la procedura di infrazione. Inoltre la Commissione può avviare la procedura di infrazione in base ad un'indagine della Commissione o una denuncia presentata dai cittadini o dalle imprese se la legislazione di un paese non è in linea con le prescrizioni del diritto UE oppure se il diritto UE non viene applicato, o non viene applicato correttamente, dalle autorità nazionali.

Nel complesso, il numero di procedure formali di infrazione è diminuito negli ultimi cinque anni, riflettendo l’efficacia del dialogo strutturato con gli Stati membri tramite EU Pilot, che precede un eventuale avvio della procedura formale di infrazione. Tale risultato evidenzia la determinazione della Commissione a cooperare con gli Stati membri per migliorare la conformità in una fase precoce, risolvendo rapidamente infrazioni potenziali a vantaggio dei cittadini e delle imprese.

Nel 2014, analogamente al 2013, i settori politici con il maggior numero di casi di infrazione aperti erano ambiente, trasporti e mercato interno e servizi.

Lotta al recepimento tardivo delle direttive

Nell'ambito dell'iniziativa "Legiferare meglio", la Commissione intende garantire la chiarezza, l’operatività e l'applicabilità della legislazione UE. Una maggiore attenzione sarà prestata all’attuazione e all'applicazione delle normative. La Commissione è impegnata a prevenire i ritardi che conseguono dal recepimento delle direttive da parte degli Stati membri dopo le scadenze concordate. Tali ritardi nel recepimento del diritto dell’Unione impediscono ai cittadini e alle imprese di beneficiare dei vantaggi offerti dal diritto dell’Unione, incidono negativamente sulla certezza giuridica complessiva e pregiudicano la parità di condizioni nel mercato interno.

Le direttive sui requisiti patrimoniali, sui diritti dei consumatori, sull’assistenza sanitaria transfrontaliera o sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano alcuni esempi di ritardi di recepimento negli Stati membri. Nel 2014 il numero di procedure di infrazione per ritardo di recepimento è aumentato del 22% rispetto al 2013.

La Commissione ha continuato ad assistere gli Stati membri nell’applicazione della legislazione dell’Unione mettendo a disposizione un’ampia gamma di strumenti, quali piani di attuazione, documenti di orientamento, riunioni di gruppi di esperti e siti web specifici.

In caso di mancato recepimento di una direttiva entro il termine convenuto, la Commissione ha continuato a fare pieno uso del sistema delle sanzioni finanziarie introdotto con il trattato di Lisbona. Essa ha deferito quattro casi (nei confronti di Belgio, Irlanda e Finlandia) alla Corte di giustizia dell’Unione europea, chiedendo l'applicazione di sanzioni finanziarie.

La Commissione risponde alle denunce dei cittadini

I cittadini e le parti interessate possono segnalare direttamente violazioni presunte del diritto UE mediante un modulo di denuncia online accessibile tramite il portale Europa I tuoi diritti nell'UE. Nel 2014 la maggior parte delle denunce presentate riguardava l'occupazione, il mercato interno e la giustizia.

Per ulteriori informazioni

- Annual reports on national implementation of Union law

- Schede informative per paese

Contesto

In risposta a una richiesta del Parlamento europeo, dal 1984 la Commissione presenta una relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto dell'Unione relativa all'anno precedente. Il Parlamento europeo adotta in seguito una risoluzione sulla relazione della Commissione.

IP/15/5326

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