dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 5 aprile 2016. Secondo la relazione 2016 sul mercato degli stupefacenti nell'UE, pubblicata oggi dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) insieme ad Europol, ogni anno gli europei spendono almeno 24 miliardi di EUR per l'acquisto di droghe illecite, facendo così del traffico di stupefacenti una delle attività più lucrative della criminalità organizzata in Europa La relazione presenta un'analisi della situazione del mercato delle droghe illecite nell'UE e passa in rassegna le tendenze emergenti nell'intera catena di approvvigionamento, dalla produzione al consumo, passando per il traffico, la commercializzazione e la distribuzione. La relazione esamina inoltre l'ingente costo che i mercati della droga generano per la società e ne analizza anche l'impatto sulle imprese, le istituzioni governative, le comunità locali, le famiglie, i cittadini e l'ambiente

Presentando i risultati della relazione, Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "Al giorno d'oggi la criminalità legata alla droga sfrutta abilmente, minandoli, i flussi globali dei trasporti, delle merci e delle persone e rappresenta anche una minaccia per la sanità pubblica. Usa le nuove tecnologie e internet, la crescita del commercio mondiale e delle infrastrutture commerciali per espandere rapidamente le proprie attività criminose a livello internazionale. Anche l'instabilità nelle regioni vicine all'UE potrebbe avere gravi ripercussioni sul mercato delle droghe in Europa. Questa relazione, molto ben fatta, indaga i collegamenti con altre attività criminose e mostra come i profitti illeciti derivanti dal commercio di droga finanzino il traffico di migranti e il terrorismo e compromettano gli sforzi internazionali a favore dello sviluppo".

Alexis Goosdeel, direttore dell'OEDT, ha aggiunto: "Il mercato europeo delle droghe è guidato da due semplici motivazioni: il profitto e il potere. È fondamentale comprendere questo punto e il profondo impatto del mercati della droga sulla società, se si vogliono ridurre i danni causati dalla droga. Questa consapevolezza è essenziale per sviluppare nuove strategie di lotta contro la criminalità e tutelare la salute, la sicurezza e la prosperità dei nostri cittadini".

Rob Wainwright, direttore di Europol, ha dichiarato: "La produzione e il traffico illeciti di stupefacenti restano uno dei mercati criminali più grossi e innovativi in Europa. Questo mercato, che diviene sempre più complesso e strettamente associato ad altre forme di criminalità e addirittura al terrorismo, rappresenta una delle principali minacce per la sicurezza interna dell'UE. Una cooperazione transfrontaliera delle autorità di contrasto è essenziale per ridurne la portata e l'impatto, obiettivo che può essere conseguito ricorrendo alle capacità operative uniche dell'Europol e degli altri strumenti dell'UE".

La relazione, accompagnata da una visione strategica d'insieme, combina le capacità analitiche e di monitoraggio delle droghe dell'OEDT con le informazioni operative di Europol sulle tendenze della criminalità organizzata. Descrive un mercato in costante evoluzione, adattabile e opportunistico, che rappresenta una sfida fondamentale per i responsabili delle decisioni politiche, i servizi di polizia e la sanità pubblica.

Secondo la relazione, è in atto una diversificazione crescente delle rotte del traffico di droga, sebbene continuino ad essere utilizzate anche quelle tradizionali. Le rotte sembrano essere meno differenziate per prodotto rispetto a prima, mentre continuano ad essere sfruttate le infrastrutture legittime dei trasporti e della logistica, con i container marittimi che rappresentano il canale preferito per l'importazione in Europa di grosse partite di stupefacenti. L'evoluzione recente nei mercati internet, compreso il dark web, i software di anonimato e le criptovalute aprono inoltre nuove opportunità per il mercato degli stupefacenti online.

Tre grandi temi emergono dall'analisi effettuata nella relazione:

·         legami più forti tra il traffico di droga e altre forme di criminalità: i gruppi della criminalità organizzata coinvolti nel mercato degli stupefacenti diversificano l'offerta di droga, partecipano ad altre forme di criminalità, incluso il terrorismo, stringono alleanze al di là delle frontiere etniche e geografiche e traggono profitto da competenze specialistiche;

·         un'accelerazione del ritmo dei cambiamenti nel mercato degli stupefacenti dovuta alla globalizzazione e alle nuove tecnologie: i gruppi criminali sono pronti a sfruttare le opportunità offerte da un accesso più facile all'informazione, da internet e dalla crescita del commercio internazionale;

·         la concentrazione geografica dei gruppi specializzati in reati connessi alla droga:la produzione e il traffico di stupefacenti sono concentrati in determinate aree geografiche, sia in Europa che nel resto del mondo; alcune di queste regioni sono attive da tempo in questo settore, ma ne stanno emergendo di nuove (ad esempio il traffico di eroina attraverso il Caucaso meridionale).

La relazione evidenzia come un'azione coordinata a livello dell'UE possa essere decisiva nella lotta contro il traffico di stupefacenti, formula un'ampia gamma di raccomandazioni e delinea interventi in settori chiave che possono costituire la base di strategie e iniziative future. La strategia dell'UE in materia di droga (2013-2020) e il relativo piano d'azione (2013-2016), forniscono un quadro di contrasto contro le droghe illecite nell'UE, ad integrazione delle strategie nazionali degli Stati membri. L'obiettivo generale è una riduzione quantificabile della disponibilità di droghe illecite attraverso la lotta contro i traffici illeciti, lo smantellamento dei gruppi criminali organizzati, l'uso efficiente del sistema di giustizia penale, un'efficace attività di contrasto guidata dall'intelligence e una maggiore condivisione delle informazioni, una maggiore enfasi a livello europeo sulla criminalità internazionale organizzata su vasta scala connessa alla droga.

Per ulteriori informazioni

Report and Strategic Overview (with Executive Summary)

EMCDDA www.emcdda.europa.eu

Europol www.europol.europa.eu

La Rappresentanza in Italia della Commissione europea e l'Ufficio di Informazione del Parlamento europeo in Italia lanciano una campagna social media indirizzata ai giovani tra i 16 e i 19 anni per sensibilizzarli allo studio delle scienze, della tecnologia e dell'informatica, in vista delle nuove opportunità di lavoro e tenendo conto delle competenze richieste dal mercato

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Roma, 1 aprile 2016. La Rappresentanza in Italia della Commissione europea e l'Ufficio di Informazione del Parlamento europeo in Italia lanceranno l'8 aprile 2016, durante il Festival internazionale del giornalismo di Perugia, la campagna #EuFactor.

Il progetto, che si rivolge ai ragazzi tra i 16 e i 19 anni, nasce per sensibilizzare i giovani allo studio delle scienze, della tecnologia e dell'informatica, indirizzandoli verso percorsi formativi e professionali che offrono maggiori opportunità, ma spesso vengono scartati perché ritenuti difficili o noiosi. La campagna si rivolge anche agli stakeholder e al grande pubblico, per attirare l'attenzione sull'importanza della scienza e della tecnologia e dare visibilità all'impegno dell'Unione europea in questi settori.

La campagna #EuFactor "invaderà" la rete con vari tipi di contenuti legati alle materie scientifiche e alle carriere STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics – scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Inizierà con il racconto delle storie di 5 ricercatori, i testimonial, che sono riusciti a realizzare i loro sogni. Gli account Twitter e Facebook Eufactor, Europainitalia e PE_Italia pubblicheranno e diffonderanno, con l’hashtag #EuFactor, storie e video, agendo da catalizzatori per altri progetti e percorsi STEM. Durante i sei mesi della campagna non mancheranno sorprese online ed eventi per i giovani, per farli divertire e suscitare la loro curiosità. I ragazzi potranno interagire con i contenuti proposti e ricevere risposte concrete ai loro dubbi sia online che dal vivo durante gli eventi della campagna.

#EUfactor nasce da un dato che fa riflettere: in Europa oggi a fronte di 22 milioni di disoccupati (a dicembre 2015 nell’Unione europea i giovani senza lavoro, erano il 19,7%), ci sono circa 2 milioni di posti di lavoro vacanti. Questo paradosso si spiega in parte con il fatto che oggi più che mai occorrono competenze specifiche. La richiesta di competenze STEM, ad esempio, è molto elevata in tutta Europa e continuerà a crescere. Tra il 2013 e il 2025 si calcola che in Europa saranno circa 2.300.000 i posti di lavoro disponibili solo nel campo delle scienze e dell'ingegneria: un vuoto da colmare e una straordinaria opportunità da cogliere.

Seguiteci in rete con #EuFactor e presto sul sito www.eufactor.eu e sui siti della Commissione e del Parlamento

Foto Commissario europeo Juncker"Voglio esprimere le mie più sincere condoglianze agli abitanti di Bruxelles, ai numerosi feriti, alle famiglie e agli amici delle persone inermi coinvolte stamattina in diverse esplosioni all'aeroporto internazionale di Zaventem e alla stazione della metropolitana di Maelbeek. Desidero inoltre esprimere il mio sostegno e la mia solidarietà alle autorità belghe.

Il mio pensiero va alle forze di sicurezza, ai servizi di pronto intervento e a tutte le persone che hanno soccorso le vittime e che stanno ancora operando sul campo.

Desidero inoltre rassicurare il personale della Commissione europea e delle altre istituzioni: la loro sicurezza è per me una priorità. Saranno adottati tutti i provvedimenti possibili di concerto con le autorità belghe.

Gli attacchi odierni hanno colpito Bruxelles, ma il bersaglio è l’Europa intera. L’Unione europea e le istituzioni devono restare unite di fronte al terrore, ed è quello che faranno.

Gli eventi di oggi ci toccano, ma non ci spaventano. Continuiamo il nostro lavoro per far fronte alla minaccia terrorista e per trovare soluzioni comuni alle questioni che ci riguardano tutti." 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Sondrio, 21 marzo 2016 - Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e il Credito Valtellinese, assistito da Finanziaria Internazionale, hanno sottoscritto un accordo di tipo InnovFin (finanziamento dell’UE per l’innovazione) per le PMI. Tale accordo utilizza il supporto del Fondo europeo di Investimento strategico (FEIS), nucleo del piano di investimenti per l’Europa.

L’accordo InnovFin consentirà al Credito Valtellinese di mettere a disposizione delle imprese innovative in Italia finanziamenti per i prossimi due anni garantiti dal FEI e con il sostegno di Horizon 2020, il programma-quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione. Il supporto UE per le imprese italiane innovative potrà generare un volume di prestiti bancari fino a 150 milioni di euro.

L’Amministratore Delegato di FEI Pier Luigi Gilibert ha così commentato l’intesa: “Sono lieto di annunciare questo accordo con il Creval di tipo InnovFin con garanzia per le PMI a beneficio delle società innovative in Italia. Abbiamo già lavorato in partnership con Creval e siamo convinti che il Gruppo sarà in grado di supportare rapidamente tutte le imprese innovative e in crescita che necessitano di un sostegno finanziario”.

Carlos Moedas, Commissario Europeo per la ricerca, la scienza e l’innovazione, ha affermato: ”L’innovazione rappresenta una leva fondamentale per la creazione di lavoro e per la crescita economica in Europa. Scopo di questa iniziativa è aiutare le imprese italiane nell’accesso al capitale di cui necessitano per trasformare le loro idee innovative in realtà. Con l’accordo di oggi, che mette a disposizione 150 milioni di euro, stiamo facendo esattamente questo.”

A commento dell’operazione, l’Amministratore Delegato di Creval Miro Fiordi ha dichiarato: ”L’accordo firmato con il FEI ci consente di sostenere ulteriormente le attività delle PMI e rappresenta un segno tangibile volto a rafforzare sempre più le relazioni tra il Gruppo Creval e le imprese in un periodo particolarmente complesso per le condizioni del mercato e della congiuntura economica.”

Questa operazione riflette l’impegno del Gruppo BEI a rispondere velocemente alle richieste degli stati membri, della Commissione Europea e del Parlamento Europeo volte al rapido avvio di iniziative concrete in ambito FEIS, velocizzando di conseguenza le operazioni di prestito e di garanzie in grado di favorire la creazione di posti di lavoro e la crescita nell’UE.

Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI)

Il FEI è l’organo del Gruppo BEI il cui obiettivo principale consiste nel supportare le micro, piccole e medie imprese (PMI) nell’accesso al credito. FEI individua e sviluppa “venture e growth capital”, garanzie e strumenti di microfinanza che si rivolgono specificamente a questo segmento di mercato. In questa veste il FEI promuove gli obiettivi dell’UE a supporto dell’innovazione, ricerca e sviluppo, imprenditorialità, crescita e occupazione.

Il Credito Valtellinese

Il Gruppo Credito Valtellinese, gruppo bancario popolare, quotato sul MTA della Borsa Italiana (London Stock Exchange Group), annovera oltre 160.000 soci e azionisti. È presente sul territorio nazionale in 11 regioni, con oltre 520 filiali, ripartite tra le banche territoriali che lo costituiscono - Credito Valtellinese, Credito Siciliano, e Carifano - e circa 4.100 collaboratori. Al vertice del Gruppo il Credito Valtellinese, fondato a Sondrio nel 1908 nel solco della tradizione culturale del cattolicesimo popolare, che sin dalle origini ha perseguito un modello di sviluppo intrinsecamente legato al progresso socio-economico e alla valorizzazione dei territori di radicamento storico. Coerentemente con i principi ispiratori, l'operatività bancaria è prevalentemente orientata alle famiglie, alle piccole e medie imprese, artigiani e professionisti e, per tradizione e vocazione, alle istituzioni no profit: un patrimonio "intangibile" in costante espansione e ormai prossimo a 980.000 relazioni.

Per saperne di più

Informazioni sul Fondo europeo per gli investimenti 

Informazioni su Innovfin (in inglese)

Sito web di Horizon2020 (in inglese)

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 25021 Marzo 2016. Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e la Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A. (Banca CRS) hanno firmato un accordo InnovFin per le PMI sostenuto dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), il fulcro del piano di investimenti per l’Europa.

L’accordo InnovFin consentirà a Banca CRS di concedere prestiti per i prossimi 2 anni a imprese innovative in Italia grazie alla garanzia fornita dal FEI con la controgaranzia di Horizon 2020, il programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione. Si prevede che il sostegno dell’UE genererà un portafoglio di prestiti bancari pari a 30 milioni di euro. Con la firma di questo accordo i finanziamenti alle PMI innovative in Italia arrivano a 1,7 miliardi di euro.

L’amministratore delegato del FEI, Pier Luigi Gilibert, ha dichiarato: “Sono lieto di annunciare questo accordo nell’ambito del prodotto InnovFin di garanzia per le PMI a favore delle imprese innovative in Italia. Questa operazione avrà un ruolo importante per facilitare l’accesso delle imprese al credito per l’innovazione e la crescita”.

Il Vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività ha dichiarato: “È molto incoraggiante vedere così tante banche intermediarie italiane che concludono accordi col FEI per fornire alle PMI prestiti sostenuti dal FEIS. Invito caldamente le piccole imprese italiane ad approfittare di questa nuova fonte di finanziamenti”.

Commentando l’operazione, il presidente di Banca CRS, Francesco Osella, ha dichiarato: “Siamo molto contenti di far parte di questo progetto. È una grande opportunità per la nostra banca e un’opportunità importante per la crescita e lo sviluppo del nostro paese. Da oggi abbiamo più possibilità di aiutare le imprese locali, offrendo loro una grande occasione per ampliare e innovare la loro attività: è questo che dovrebbe fare una banca locale, è questa l’essenza della nostra attività”.

L’operazione, attuata in Italia grazie al FEIS, rispecchia l’impegno del gruppo BEI di rispondere tempestivamente alla richiesta di Stati membri, Commissione europea e Parlamento europeo di avviare rapidamente iniziative concrete nell’ambito del FEIS, velocizzando le operazioni di prestito e garanzia in grado di stimolare la crescita e l’occupazione nell’UE.

Contesto

FEI

Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) è parte del gruppo della Banca europea per gli investimenti. La sua missione principale è sostenere le microimprese e le piccole e medie imprese (PMI) europee, aiutandole ad avere accesso ai finanziamenti. Il FEI elabora e sviluppa capitale di rischio e capitale di crescita, garanzie e strumenti di microfinanza specifici per questo segmento di mercato. In questo ruolo, il FEI promuove gli obiettivi dell’UE a sostegno dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo, dell’imprenditorialità, della crescita e dell’occupazione. 

BANCA CASSA DI RISPARMIO DI SAVIGLIANO

La Banca Cassa di Savigliano S.p.A., fondata nel 1858, è una banca locale che opera in Piemonte, nelle province di Cuneo e Torino. Il suo obiettivo è reinvestire il denaro dei depositanti in imprese, aziende agricole e privati locali, sostenendo la crescita dell’economia locale. Ha 25 filiali e 197 dipendenti. 

Le PMI che intendono richiedere finanziamenti InnovFin possono contattare direttamente Banca CRS, www.bancacrs.it , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PIANO DI INVESTIMENTI PER L’EUROPA

L’obiettivo del piano di investimenti per l’Europa è rimuovere gli ostacoli agli investimenti, dare visibilità e fornire assistenza tecnica ai progetti di investimento e utilizzare in maniera più intelligente le risorse finanziarie esistenti. Il piano di investimenti sta già producendo risultati. Secondo le stime della BEI a febbraio 2016 il FEIS aveva già mobilitato 60 miliardi di investimenti in Europa.

I dati aggiornati, suddivisi anche per settore e paese, sono disponibili qui. Per ulteriori informazioni si vedano le domande frequenti.

InnovFin

InnovFin

Horizon2020

http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 16 marzo 2016. La Commissione propone una serie di misure volte a sostenere la siderurgia europea a fronte delle difficili sfide dovute soprattutto alla sovraccapacità mondiale.

La Commissione europea ha presentato oggi una comunicazione nella quale illustra in che modo il settore siderurgico europeo possa superare difficoltà di breve e lungo periodo grazie al sostegno degli Stati membri e delle istituzioni dell’Unione.

È necessario uno sforzo comune per superare problemi gravi, alimentati dall'eccesso di capacità a livello mondiale, dal forte aumento delle esportazioni e da un’ondata senza precedenti di pratiche commerciali sleali. In un contesto di costi dell’energia elevati e di cambiamento delle condizioni di mercato, le industrie energivore devono adattarsi e innovare per mantenersi competitive e sostenibili sul lungo periodo.

Il Vicepresidente Jyrki Katainen, responsabile del portafoglio "Occupazione, crescita, investimenti e competitività", ha dichiarato: "Dobbiamo fare di più per aiutare la siderurgia e altre industrie energivore ad adattarsi, innovare e competere sulla qualità, le tecnologie di punta, l'efficienza produttiva e una forza lavoro altamente qualificata. Abbiamo predisposto un numero senza precedenti di misure antidumping sui prodotti siderurgici: la Commissione è decisa a ripristinare la parità di condizioni a livello mondiale. Ci adopreremo per snellire ulteriormente le procedure, ma anche gli Stati membri devono agire di concerto e adottare con urgenza la proposta legislativa di ammodernare gli strumenti di difesa commerciale dell’UE per realizzare davvero scambi commerciali più equi."

La Commissione interviene già con determinazione per aiutare l’industria siderurgica a superare le sfide a breve termine. Nella comunicazione "Acciaio: mantenere occupazione sostenibile e crescita in Europa" la Commissione annuncia nuove misure a breve termine intese a rafforzare le difese dell'UE contro le pratiche commerciali sleali e un'azione a lungo termine per salvaguardare la competitività e la sostenibilità sul lungo periodo dei settori ad alta intensità energetica come la siderurgia.

·         Difesa contro le pratiche commerciali sleali - Il numero di provvedimenti che la Commissione impone per compensare gli effetti negativi del dumping è ineguagliato: 37 misure antidumping e antisovvenzioni sono già in vigore sui prodotti siderurgici (16 delle quali sulle importazioni dalla Cina). La Commissione intende accelerare l’adozione di misure antidumping ed è pronta a presentare proposte per sveltire l'insieme della procedura e migliorare l’efficienza del sistema in vigore. È ora di sostenere le parole con i fatti: per semplificare le procedure aumentandone la rapidità e l’efficacia, è fondamentale che i colegislatori adottino rapidamente la proposta della Commissione del 2013 relativa all'ammodernamento degli strumenti di difesa commerciale. In particolare, in determinate circostanze l’eliminazione della norma detta del dazio inferiore permetterebbe d'imporre dazi antidumping più elevati. La Commissione proporrà anche un sistema di vigilanza preventiva sui prodotti siderurgici; le misure di vigilanza preventiva sono parte integrante dello strumento UE di salvaguardia in vigore e possono essere varate quando l’andamento delle importazioni minacci di danneggiare i produttori dell’Unione.

·         Affrontare le cause della sovraccapacità mondiale - Oltre alle misure intese a far fronte all'eccesso di capacità mondiale, la Commissione analizza le cause profonde del problema a livello bilaterale e multilaterale, insieme ai principali partner dell’UE (Cina, Giappone, India, Russia, Stati Uniti e Turchia) e nelle pertinenti sedi internazionali, tra le quali l’OCSE e l’OMC. La settimana scorsa si sono tenute infatti riunioni bilaterali con la Cina e il Giappone. La Commissione intensificherà i lavori a livello internazionale, in particolare nel contesto del G20.

·         Investire in tecnologie e soluzioni del futuro per spingere la competitività del settore - La competitività sul lungo periodo delle industrie ad alta intensità energetica dipende dalla loro capacità di sviluppare tecnologie di punta in campi come l’efficienza energetica o la cattura e l'utilizzo del carbonio, il che richiede più investimenti privati e pubblici nell’innovazione, nella ricerca e nelle nuove tecnologie. A livello europeo, sono diversi i fondi disponibili per sostenere l’industria siderurgica nel percorso di ammodernamento: tra questi, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, con una capacità di 315 miliardi di EUR, che ha già finanziato l’ammodernamento di un'acciaieria, i Fondi strutturali e di investimento europei e il programma Orizzonte 2020 di finanziamento della ricerca dell’UE. L’odierna comunicazione indica chiaramente le varie possibilità, che il comparto dovrebbe sfruttare al massimo.

·         Ammodernare l’industria siderurgica investendo nelle persone - Per mantenere moderna e competitiva la siderurgia occorre una forza lavoro qualificata e adeguatamente formata. Con la prossima Agenda per nuove competenze, la Commissione intende costruire un impegno comune per investire nelle persone e nelle loro competenze, in stretta collaborazione con gli Stati membri e le parti sociali. Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e il Fondo sociale europeo sono a disposizione per sostenere lavoratori e comunità locali attenuando le ripercussioni sociali negative della delocalizzazione.

·         Politiche mirate in settori quali la concorrenza, l’energia, lo scambio di quote di emissioni e l’economia aiuteranno a rilanciare l’industria siderurgica - Le norme rivedute in materia di aiuti di Stato offrono ampie opportunità agli Stati membri per sostenere tecnologia, ricerca e innovazione a livello transfrontaliero nonché regimi di sostegno alle energie rinnovabili. La proposta di revisione del sistema di scambio delle quote di emissione, attualmente sul tavolo dei colegislatori, dovrebbe aiutare il settore siderurgico ad ottenere un sostegno adeguato nel contesto della distribuzione delle quote. Anche le politiche della Commissione nei settori dei cambiamenti climatici e dell’economia circolare sono rilevanti in questo ambito.

Contesto

La siderurgia europea è prima nel mondo in determinati segmenti della produzione dell'acciaio: il settore rappresenta l'1,3% del PIL dell’UE con circa 328 000 posti di lavoro nel 2015. L’industria siderurgica è anche un’importante fonte di occupazione indiretta, in quanto svolge un ruolo significativo per molti altri settori, come quello automobilistico. Nonostante il potenziale e i notevoli sforzi compiuti nell'innovazione e nell'ammodernamento, la posizione concorrenziale della siderurgia europea nel mercato mondiale è peggiorata negli ultimi anni. L’eccesso di produzione in paesi terzi come la Cina ha aumentato le esportazioni, schiacciato i prezzi e creato un’ondata mai vista di pratiche commerciali sleali che distorcono la parità di condizioni sul tavolo mondiale.

L’industria siderurgica deve affrontare sfide pesanti, ma può riuscire se tutte le parti interessate lavorano in uno spirito di leale collaborazione. La Commissione continua a seguire da vicino la situazione, pronta a presentare misure supplementari, se necessario. Vogliamo mantenere un'occupazione sostenibile e la crescita in Europa? Allora non c'è tempo da perdere.

Comunicazione "Acciaio: mantenere occupazione sostenibile e crescita in Europa

MEMO – Domande frequenti

Piano di investimenti per l’Europa e Fondo europeo per gli investimenti strategici

Fondi strutturali e d'investimento europei

Orizzonte 2020

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

Unione dell'energia

un pacchetto sull'economia circolare

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 16 marzo 2016. Nel 2015 la Commissione ha preso provvedimenti decisi per contribuire ad affrontare la crisi dei rifugiati che colpisce gli Stati membri dell'UE e i paesi vicini. Per la prima volta nella storia della politica europea in materia di migrazione, la Commissione ha proposto di ricollocare 160 000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale dagli Stati membri in condizioni di estrema pressione in altri Stati membri dell'Unione europea: una manifestazione concreta di solidarietà tra gli Stati membri. Allo stesso tempo, per affrontare in maniera generale la crisi migratoria mondiale e dare prova di solidarietà con i paesi terzi ugualmente colpiti, la Commissione ha raccomandato un programma europeo di reinsediamento per 20 000 persone bisognose di protezione internazionale.

Oggi la Commissione riferisce sull'attuazione dei meccanismi temporanei di ricollocazione di emergenza e sul programma europeo di reinsediamento. La relazione riassume le sfide e propone raccomandazioni per migliorare l'attuazione di questi programmi.

Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha affermato: "Gli Stati membri dell'UE si sono giuridicamente impegnati a ricollocare 160 000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale, e hanno ribadito questo impegno in varie occasioni. La situazione umanitaria in Grecia si aggrava ogni giorno di più: è urgente che gli Stati membri onorino i loro impegni per impedire l'ulteriore deteriorarsi della condizione dei rifugiati nel paese. Dobbiamo aumentare in modo sostanziale le ricollocazioni nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Gli Stati membri devono inoltre offrire percorsi alternativi sicuri e legali alle persone bisognose di protezione internazionale che vogliono raggiungere l'Europa, e dare prova di solidarietà nei confronti dei paesi terzi colpiti dalla crisi dei rifugiati, con un aumento decisivo degli sforzi di reinsediamento".

Ricollocazione: è tempo di impegni seri e attuazione rapida

Al 15 marzo erano stati ricollocati dalla Grecia e dall'Italia appena 937 richiedenti asilo: il ritmo dei trasferimenti è insoddisfacente, anche se si stanno manifestando i primi segnali di una tendenza più positiva. L'esperienza delle prime settimane di marzo, quando sono state prontamente ricollocate 287 persone (di cui 241 dalla Grecia), mostra che la ricollocazione può funzionare più rapidamente se gli Stati membri si impegnano sul serio. Il fattore più importante nel rallentamento del processo è la mancanza di volontà politica da parte degli Stati membri, che si è tradotta in un numero limitato di offerte di ricollocazione e nella lunghezza dei tempi di risposta, impedendo al programma di diventare un'alternativa a percorsi pericolosi e irregolari.

È urgente che gli Stati membri intervengano in modo determinato per accelerare il ritmo della ricollocazione. Attualmente il numero totale delle persone pronte a essere ricollocate supera gli impegni assunti dagli Stati membri. Per rispettare gli impegni presi finora nel quadro del meccanismo di ricollocazione, sarebbe necessario realizzare circa 5 600 ricollocazioni al mese come minimo, il che implica una procedura di ricollocazione di due settimane al massimo (vedi allegato). In base a questa valutazione, la Commissione chiede che al momento della prossima relazione mensile siano state completate almeno 6 000 ricollocazioni. Data la situazione di emergenza, occorre quindi accelerare il ritmo in modo che al momento della terza relazione mensile, a maggio, siano state completate almeno 20 000 ricollocazioni.

Nella relazione odierna la Commissione rivolge alcune specifiche raccomandazioni agli Stati membri di ricollocazione, esortandoli ad aumentare gli impegni assunti e ad abbreviare i tempi di trattamento delle domande. La Commissione invita inoltre gli Stati membri a limitare i controlli di sicurezza supplementari ai casi giustificati, a offrire pacchetti di informazione prima della partenza e a reagire appena possibile al bando dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'assunzione di esperti. Le preferenze espresse dagli Stati membri per la selezione dovrebbero servire unicamente a migliorare il processo di abbinamento ai fini di una maggiore integrazione, e non a respingere domande di ricollocazione.

La Grecia e l'Italia sono esortate da parte loro a impegnarsi di più per garantire un funzionamento rapido ed efficace del meccanismo, in particolare per quanto riguarda i controlli di sicurezza sistematici e la qualità delle informazioni trasmesse agli Stati membri di ricollocazione. I due paesi dovrebbero inoltre migliorare la capacità di coordinamento, accrescere la capacità di accoglienza, evitare il rischio di fuga dei candidati, e adeguare e migliorare le procedure di ricollocazione dei minori non accompagnati.

Reinsediamento: un approccio coordinato a livello dell'UE

È urgente che gli Stati membri intensifichino gli sforzi di reinsediamento, per consentire ai cittadini di paesi terzi bisognosi di protezione internazionale di arrivare in Europa ed esservi ammessi in modo ordinato, ben gestito e sicuro.

Secondo le informazioni ricevute dagli Stati membri e dagli Stati associati al sistema di Dublino, al 15 marzo 4 555 sfollati bisognosi di protezione erano stati reinsediati in 11 paesi. La maggior parte dei paesi partecipanti ha accolto siriani provenienti dalla Giordania, dal Libano e dalla Turchia. Al di là di questo quadro, alcuni paesi stanno svolgendo programmi di reinsediamento distinti, a seguito di precedenti impegni internazionali.

Le principali difficoltà constatate dalla relazione odierna derivano dalle differenze tra gli Stati membri in termini di criteri di scelta, durata delle procedure, strumenti di integrazione e numero di posti disponibili. Pongono problemi anche la mancanza di capacità di accoglienza e i ritardi nel rilascio dei nulla osta di uscita nei paesi terzi.

La Commissione invita ad accelerare gli scambi di migliori prassi ed esperienze tra i paesi di reinsediamento, specialmente per i paesi che intraprendono il reinsediamento per la prima volta.

Inoltre, gli Stati membri dovrebbero continuare a impegnarsi nel programma volontario di ammissione umanitaria per i rifugiati siriani in Turchia, proposto dalla Commissione il 15 dicembre 2015: occorrono impegni politici concreti riguardo alla data di inizio del programma, alle sue dimensioni e al modello di distribuzione, da parte degli Stati membri e degli Stati associati al sistema Dublino interessati a partecipare. Contemporaneamente si stanno ultimando le procedure operative standard per il programma, per consentire un'attuazione rapida una volta raggiunto un accordo politico.

Contesto

Con il meccanismo temporaneo di ricollocazione di emergenza, istituito da due decisioni del Consiglio del settembre 2015, gli Stati membri si sono impegnati a ricollocare 160 000 persone dall'Italia e dalla Grecia (ed eventualmente da altri Stati membri) entro settembre 2017.

L'8 giugno 2015 la Commissione ha adottato una proposta su un programma europeo di reinsediamento, in seguito alla quale gli Stati membri si sono impegnati, il 20 luglio, a reinsediare 22 504 persone in evidente bisogno di protezione internazionale, in linea con le cifre proposte dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

A seguito del vertice dei leader dell'UE con la Turchia del 29 novembre 2015, è stato adottato il piano d'azione UE-Turchia. Scopo del programma volontario di ammissione, uno degli strumenti più importanti del piano, è aiutare la Turchia a gestire i flussi sempre più consistenti di rifugiati, nonché offrire un modo sicuro e legale di raggiungere l'Europa alle persone realmente bisognose di protezione.

Il Consiglio europeo del 7 marzo ha invitato ad accelerare l'attuazione della ricollocazione, per alleviare il grave onere che pesa sulla Grecia. La relazione odierna risponde alle conclusioni del Consiglio, all'obbligo previsto all'articolo 12 delle due decisioni del Consiglio sulla ricollocazione e all'impegno assunto dalla Commissione nella tabella di marcia "Ritorno a Schengen".

Per ulteriori informazioni

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo: Prima relazione su ricollocazione e reinsediamento

Allegato 1: Ricollocazioni dalla Grecia

Allegato 2: Ricollocazioni dall'Italia

Allegato 3: Grecia - Relazione sullo stato dei lavori

Allegato 4: Italia - Relazione sullo stato dei lavori

Allegato 5: Iter per le ricollocazioni dalla Grecia

Allegato 6: Situazione dei reinsediamenti al 15 marzo 2016, in linea con le conclusioni del 20 luglio 2015

Allegato 7: Reinsediamenti previsti dopo il 15 marzo

SCHEDA - Ricollocazione e reinsediamento

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 40 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 120 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Raccomandazione della Commissione per un programma volontario di ammissione umanitaria gestito con la Turchia per i rifugiati provenienti dalla Siria

Conclusioni del Consiglio sul reinsediamento di 20 000 persone bisognose di protezione internazionale

Agenda europea sulla migrazione

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Roma, 10 marzo 2016 - Oggi è stato pubblicato il nuovo rapporto Italia dell'Eurobarometro, sondaggio dell'opinione pubblica europea condotto ogni sei mesi dalla Commissione europea. Dai dati sull'Italia risulta che gli italiani mantengono un giudizio positivo su euro e libertà di circolazione, ritenuti i principali elementi distintivi dell'Unione europea e tra i suoi principali risultati. In questo restano convinti che il futuro del Paese sia meglio all’interno dell'UE che fuori. 

Occupazione ed economia registrano una rafforzata fiducia. La maggioranza degli intervistati italiani esprime soddisfazione per la propria situazione lavorativa (53%) e per la situazione finanziaria della propria famiglia (59%). Per il rilancio dell'economia il settore privato è ritenuto cruciale ma la gran parte del campione italiano (67%) ritiene utile stimolare gli investimenti privati attraverso finanziamenti pubblici.

Se l'economia spaventa di meno, le preoccupazioni di italiani ed europei si spostano sulla crisi migratoria che è ormai indicata come la principale priorità per l'Europa. La maggioranza degli intervistati (69% del campione italiano) vuole una politica comune in materia di immigrazione e ulteriori misure contro l'immigrazione illegale. 

Tuttavia il 46% pensa inoltre che non spetti all'Italia aiutare i rifugiati, un giudizio simile a quello prevalente nei paesi dell'Est Europa. Cresce anche la preoccupazione per la sicurezza, al punto che la lotta al terrorismo - nel campione europeo - arriva a superare le questioni economiche nella lista delle priorità per l'Ue.  

Le politiche europee per una maggiore integrazione dei settori energetici (Energy Union) e del mercato digitale (Digital Single Market) registrano un largo consenso del campione italiano ed europeo. Tuttavia, quanto al settore digitale, l'e-commerce in Italia registra numeri ancora poco incoraggianti e aumenta il numero di coloro che non si collegano mai alla rete (ben il 18% in Italia). 

Nonostante una valutazione generalmente positiva verso le politiche dell'Unione europea, gli Italiani sono sempre più euro-delusi con un forte sentimento di disaffezione verso l'Europa. Oramai il 50 % afferma di non sentirsi cittadino europeo, risultato che avvicina l'Italia a paesi tradizionalmente meno entusiasti dell'Europa, come la Gran Bretagna o la Repubblica Ceca. A questo raffreddamento dell'opinione pubblica contribuisce anche l'idea molto diffusa (63% del campione) che gli interessi italiani non siano tenuti in dovuta considerazione a Bruxelles.  

Questa discrepanza potrebbe essere dovuta alla mancanza dell'informazione adeguata sull'Unione europea. Infatti, il 66 % degli italiani dichiara di non essere bene informato sull'attualità politica europea (anche se circa un quinto del campione non cerca informazioni in materia). 

Per maggiori informazioni:

Il rapporto

Il rapporto in sintesi

Pagina internet sul rapporto Italia di Eurobarometro

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 4 marzo 2016. Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e il Fondo di Garanzia per le PMI hanno firmato in Italia un accordo COSME, che usufruisce del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), fulcro del Piano di investimenti per l'Europa.

Il contratto di controgaranzia consentirà al Fondo di Garanzia di sostenere finanziamenti per oltre 1 miliardo di EUR a favore di 20 000 piccole e medie imprese (PMI) italiane nel corso dei prossimi dodici mesi. Il Fondo di Garanzia sosterrà le PMI italiane tramite i confidi (società di mutua garanzia che forniscono garanzie alle PMI in Italia). Il contratto di controgaranzia è stipulato nell'ambito del programma COSME, con il sostegno finanziario della Commissione europea.

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il portafoglio "Occupazione, crescita, investimenti e competitività", ha dichiarato: "L'Italia è molto impegnata nella conclusione delle convenzioni di finanziamento per le PMI nel quadro del Piano di investimenti: il numero di quelle stipulate in Italia è di gran lunga superiore a quelle concluse negli altri Stati membri. Si tratta di uno sviluppo particolarmente positivo in quanto le PMI sono la spina dorsale dell'economia italiana e non dovrebbero avere difficoltà di accesso ai finanziamenti necessari per i loro progetti. Spero che l'accordo firmato oggi e che gode del sostegno del FEIS consenta alle 20 000 piccole imprese interessate di concretizzare le loro idee."

Nel commentare la firma del contratto, l'Amministratore unico del FEI Pier Luigi Gilibert ha affermato: "Sono lieto della firma con la controparte italiana Fondo di Garanzia di questo contratto di controgaranzia per le PMI che beneficia del sostegno del FEIS. Questo nuovo accordo consentirà a 20 000 PMI italiane di accedere ai finanziamenti necessari per promuovere la crescita, creare posti di lavoro e sviluppare le rispettive imprese."

Carlo Sappino, Direttore generale per gli Incentivi alle imprese del ministero dello Sviluppo economico, ha dichiarato: "Siamo lieti e onorati della firma di questo contatto di controgaranzia tra il FEI e il Fondo di Garanzia per le PMI. Grazie ad esso, soprattutto in questa fase difficile attraversata dal mercato italiano del credito, si potrà disporre di un maggior numero di strumenti per sostenere l'accesso ai finanziamenti da parte delle PMI, vero pilastro del nostro sistema produttivo."

L'accordo riflette l'impegno del gruppo BEI a rispondere con tempestività alle richieste degli Stati membri, della Commissione europea e del Parlamento europeo per un rapido avvio di iniziative concrete nell'ambito del FEIS finalizzate ad accelerare le operazioni di concessione di prestiti e di garanzie che siano in grado di stimolare la crescita e l'occupazione nell'UE.

Contesto

Fondo europeo per gli investimento (FEI)

Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) fa parte del gruppo della Banca europea per gli investimenti. La sua missione fondamentale è sostenere le microimprese, le piccole e medie imprese europee, facilitandone l'accesso ai finanziamenti. Il FEI elabora e sviluppa strumenti di capitale di rischio e di capitale di crescita, strumenti di garanzia e di microfinanza destinati specificamente a questo segmento di mercato. In questo ruolo il FEI promuove gli obiettivi dell'UE nei settori dell'innovazione, della ricerca e dello sviluppo, dell'imprenditorialità, della crescita e dell'occupazione. Il totale degli impegni netti del FEI in fondi di equity ammontava a oltre 8,8 miliardi di EUR alla fine del 2014. Con investimenti in oltre 500 fondi, il FEI è un attore di primo piano nel campo dei fondi di capitale di rischio e per la crescita in Europa, anche nei segmenti dell'alta tecnologia e "early stage". A fianco delle attività nel settore dell'equity, va ricordato il portafoglio di garanzie per prestiti del FEI: oltre 5,6 miliardi di EUR impegnati in più di 350 operazioni alla fine della 2014, che fanno del FEI uno di principali prestatori europei di garanzie alle PMI e un garante di primo piano nel settore della microfinanza.

Fondo di Garanzia per le PMI

Il Fondo di Garanzia per le PMI è un fondo nazionale di garanzia per le PMI istituito dall'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge n. 662/1996 "allo scopo di assicurare una parziale assicurazione ai crediti concessi dagli istituti di credito a favore delle piccole e medie imprese".  Il Fondo di Garanzia per le PMI è gestito per conto del ministero per lo Sviluppo economico da Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale S.p.A. (BdM–MCC), mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese costituito da BdM-MCC stessa (gruppo Poste Italiane), MedioCredito Italiano (gruppo Intesa), MPS Capital Services (gruppo MPS), Artigiancassa (gruppo BNL - BNP Paribas), ICBPI (gruppo ICBPI). L'amministrazione del Fondo è affidata a un Consiglio di sette membri, così costituito: due rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico, un rappresentante del ministero dell'Economia e delle finanze, un rappresentante del dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica, un rappresentante designato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e due esperti in materia creditizia e di finanza d'impresa.

Garantisce qualsiasi tipologia di operazione finanziaria finalizzata all'attività di impresa, di qualsiasi durata e in ogni settore. La garanzia è assistita da una garanzia pubblica con un coefficiente di rischio zero per l'importo concesso e ciò si traduce in un notevole miglioramento della capacità di prestito delle banche. La garanzia è concessa a banche, società di mutua garanzia e ad altri fondi di garanzia tramite una garanzia di pagamento a prima richiesta. Per ulteriori informazioni, consultare il sito www.fondidigaranzia.it.

Piano di investimenti per l'Europa

Il piano di investimenti per l'Europa mira a rimuovere gli ostacoli agli investimenti, a dare visibilità e assistenza tecnica ai progetti di investimento e a un uso più intelligente delle risorse finanziarie nuove ed esistenti. Il Piano di investimenti sta già producendo risultati. Secondo le stime della Banca europea per gli investimenti (BEI), fino a febbraio 2016 il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) aveva attivato oltre 60 miliardi di EUR di investimenti in Europa.

Situazione a gennaio 2016, compresa la ripartizione per settore e per paese. Per ulteriori informazioni, consultare le Domande e risposte.

COSME

COSME è il programma dell'UE per la competitività delle imprese e le piccole e medie imprese (PMI) per il periodo 2014-2020, che dispone di un bilancio totale di 2,3 miliardi di EUR. Almeno il 60% delle risorse del programma sarà destinato ad agevolare l'accesso delle PMI ai finanziamenti in Europa attraverso due strumenti finanziari. Lo strumento di garanzia dei prestiti del programma COSME fornisce garanzie e controgaranzie alle istituzioni finanziarie per aiutarle a erogare nuovi prestiti e finanziamenti tramite leasing alle PMI. Lo strumento prevede anche la cartolarizzazione di portafogli di crediti concessi alle PMI. Il programma COSME investe anche attraverso il suo strumento di equity per la crescita in fondi di equity che forniscono capitale di rischio alle PMI soprattutto nelle fasi di crescita e di espansione. Il programma COSME si fonda sul successo del programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP) che, tra il 2007 e il 2013, ha contribuito a mobilitare oltre 20 miliardi di EUR di prestiti e 3 miliardi di EUR di capitale di rischio a favore di oltre 373 000 PMI in Europa.

Le imprese possono contattare le istituzioni finanziarie selezionate del loro paese per accedere ai finanziamenti dell'UE:http://www.access2finance.eu/.

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