dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi la Commissione ha pubblicato tre relazioni sui progressi compiuti nell'attuazione delle misure volte ad affrontare la crisi dei rifugiati e dei migranti in Italia, in Grecia e lungo la rotta dei Balcani occidentali. Le relazioni valutano i progressi compiuti per quanto riguarda i punti di crisi e il meccanismo di ricollocazione in Italia e in Grecia e le misure previste dalla dichiarazione dei leader adottata dopo la riunione dei leader dei paesi sulla rotta dei Balcani occidentali tenutasi il 25 ottobre.

2015/12/16

L'Agenda europea sulla migrazione prevedeva un approccio globale alla gestione dell'immigrazione, fra cui una serie di misure immediate per affrontare la crisi migratoria nel Mediterraneo. La Commissione ha proposto la creazione di un meccanismo di punti di crisi per sostenere l'Italia e la Grecia nelle operazioni di registrazione e trattamento delle domande d'asilo. Il meccanismo di ricollocazione prevede il trasferimento di 160 000 persone in evidente necessità di protezione internazionale dall'Italia e dalla Grecia in altri Stati membri.

A ottobre la Commissione ha preso ulteriori misure per affrontare il trasferimento del flusso dei migranti sulla rotta dei Balcani occidentali. La Commissione ha convocato il 25 ottobre una riunione dei leader conclusasi con una dichiarazione congiunta su 17 azioni da intraprendere immediatamente per fornire assistenza umanitaria ai migranti e gestire meglio i flussi migratori lungo la rotta. Alla riunione hanno partecipato i capi di Stato o di governo di Albania, Austria, Bulgaria, Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Germania, Grecia, Ungheria, Romania, Serbia e Slovenia.

Progressi realizzati in Grecia

Un'apposita équipe della Commissione, sotto la guida del direttore generale del servizio di assistenza per le riforme strutturali (SRSS) della Commissione, si è trattenuta sul terreno per mesi, collaborando con le autorità greche per accelerare l'accesso ai finanziamenti di emergenza, migliorare il coordinamento tra i vari attori, affrontare gli ostacoli amministrativi e facilitare la condivisione delle conoscenze in materia di gestione delle frontiere e ricollocazione. L'SRSS ha svolto un ruolo chiave nell'avvio, avvenuto il 14 dicembre, del programma dell'UNHCR per l'affitto di strutture da destinare all'accoglienza di 20 000 richiedenti asilo in Grecia. L'SRSS ha inoltre svolto un ruolo importante nella ripresa in Grecia dei programmi di rimpatri forzati e rimpatri volontari assistiti. Malgrado i progressi compiuti con il supporto della Commissione sul terreno, resta ancora molto da fare.

Le autorità greche avevano individuato cinque punti di crisi a Lesbo, Lero, Kos, Chio e Samo. Al momento è operativo solo il punto di crisi a Lesbo. La Grecia ha nominato dei coordinatori dei punti di crisi e un comitato centrale di coordinamento, ma deve completare la realizzazione dei punti di crisi nei tempi previsti e migliorarne l'organizzazione. Gli Stati membri dovrebbero continuare a sostenere la Grecia, mettendo a disposizione gli esperti necessari per garantire la piena realizzazione dei punti di crisi. Frontex assisterà ora la Grecia nella registrazione dei migranti nella zona di frontiera settentrionale, dispiegando un maggior numero di guardie di frontiera, e invierà squadre di intervento rapido alle frontiere (RABIT) nelle isole del Mar Egeo e in mare, su richiesta della Grecia.

La Grecia si è impegnata ad aumentare la capacità di accoglienza per i richiedenti asilo a 30 000 posti entro la fine dell'anno, e sarà aiutata dall'UNHCR a fornirne almeno altri 20 000; una precondizione necessaria per il funzionamento del meccanismo di ricollocazione di emergenza. Il 14 dicembre la Commissione europea ha concluso un accordo con l'UNHCR per il finanziamento di un programma di affitto per reperire i 20 000 posti con un contributo di 80 milioni di euro da parte della Commissione. Il programma finanzierà inoltre la creazione di 7 000 posti di prima accoglienza nei punti di crisi. Nell'ambito di questo programma, la Grecia si sta apprestando ad iniziare la realizzazione di ulteriori 4 500 posti per l'accoglienza a Lesbo, Lero e Kos. La Grecia ha anche firmato una convenzione di sovvenzione con la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa per la costruzione a Eleonas di strutture di accoglienza per un totale di 700 posti. In totale, entro l'inizio di gennaio 2016 in Grecia dovrebbero essere disponibili 35 000 posti di accoglienza, andando quindi oltre l'impegno assunto nella riunione dei leader dei Balcani occidentali di mettere a disposizione 30 000 posti entro la fine del 2015.

Gli Stati membri hanno convenuto di sostenere la Grecia ricollocando 66 400 persone che necessitano di protezione internazionale. La ricollocazione è iniziata molto lentamente, ma vi sono stati segni di miglioramento nelle ultime settimane. Il 4 novembre, con il primo volo, sono stati trasferiti in Lussemburgo trenta richiedenti asilo provenienti dalla Grecia. Ad oggi sono sessantaquattro i richiedenti asilo ricollocati altrove dalla Grecia. Altri 370 candidati alla ricollocazione sono stati registrati e 297 richieste di ricollocazione sono state sottoposte all'approvazione di altri Stati membri. Solo nove Stati membri hanno dato la loro disponibilità alla Grecia per un totale di 305 posti, mentre 14 Stati membri hanno nominato ufficiali di collegamento per coadiuvare il processo sul campo. Gli Stati membri devono aumentare in modo sostanziale il loro sostegno per permettere al sistema di funzionare correttamente.

Grazie al rapido intervento della Commissione, che ha messo a disposizione 2,5 milioni di euro di finanziamenti dell'UE, il programma di rimpatrio volontario assistito attraverso l'OIM potrebbe riprendere nel mese di dicembre. Dall'inizio del 2015, la Grecia ha effettuato 16 131 rimpatri forzati e 3 460 rimpatri volontari assistiti di migranti per motivi economici che non avevano diritto a ottenere asilo in Europa. La Grecia non dispone ancora di una strategia complessiva per i rimpatri e non dispone di strutture di detenzione di capacità sufficiente, necessarie per evitare che gli interessati si diano alla latitanza prima del loro rimpatrio.

Progressi realizzati in Italia

Le autorità italiane hanno individuato sei punti di crisi a Lampedusa, Pozzallo, Porto Empedocle/Villa Sikania, Trapani, Augusta e Taranto. Il punto critico di Lampedusa è l'unico sito attualmente operativo e due altri siti dovrebbero aprire prossimamente. I lavori a Taranto, Trapani e Augusta sono ancora in corso. L'Italia deve adottare misure per aumentare l'efficienza dei controlli e del rilevamento delle impronte digitali e migliorare il sistema di trasferimento dai punti di crisi. L'operazione Triton estesa al Mediterraneo centrale ha contribuito a salvare quasi 60 000 vite umane, e si stanno facilitando gli sbarchi nei punti di crisi. Attualmente l'Italia dispone di una capacità di accoglienza di 93 000 posti per i richiedenti asilo, compresi i punti di crisi, e sono state individuate apposite strutture per ospitare le persone in attesa di ricollocazione.

Nonostante sia iniziata prima che in Grecia, la ricollocazione dall'Italia procede tuttora a un ritmo di gran lunga inferiore a quello necessario per conseguire l'obiettivo generale di trasferire 39 600 persone in due anni. La prima ricollocazione ha avuto luogo il 9 ottobre con 19 eritrei trasferiti in Svezia. Da allora sono state effettuate altre 125 ricollocazioni. L'Italia ha individuato altri 186 candidati alla ricollocazione e ha presentato 171 richieste di ricollocazione ad altri Stati membri. Fino ad oggi, soltanto dodici Stati membri hanno messo a disposizione dei posti per la ricollocazione, impegnandosi ad accogliere 1041 persone. Diciannove Stati membri hanno nominato funzionari di collegamento per coadiuvare il processo sul campo. Gli Stati membri devono aumentare in modo sostanziale il loro impegno e abbreviare i tempi di risposta per accelerare il funzionamento del meccanismo.

Nel 2015 l'Italia ha effettuato più di 14 000 rimpatri forzati di persone che non avevano diritto all'asilo e nell'ambito di Frontex ha partecipato a undici voli di rimpatrio congiunti di richiedenti asilo respinti provenienti da altri Stati membri. L'Italia deve riprendere quanto prima il programma di rimpatri volontari attualmente sospeso per ridurre l'elevato numero di richiedenti asilo respinti che restano nel paese.

Un'apposita squadra di funzionari della Commissione ha lavorato per mesi sul terreno collaborando con le autorità italiane.

Progressi compiuti sulla rotta dei Balcani occidentali

L'afflusso senza precedenti di profughi e migranti iniziato alla fine dell'estate del 2015 e intensificatosi in autunno, ha messo la rotta dei Balcani occidentali al centro della sfida con cui si sta confrontando l'Europa, con quasi 700 000 persone passate nel 2015 dalla Turchia in Grecia, la maggior parte delle quali ha seguito la rotta dei Balcani occidentali per dirigersi verso l'Europa centrale e settentrionale. La gestione dei flussi migratori nella regione ha rivelato carenze a livello di capacità, cooperazione e solidarietà, nonché di comunicazione elementare tra i paesi lungo la rotta: un problema specifico che ha richiesto una soluzione politica e operativa specifica a livello europeo.

Immediatamente dopo la riunione dei leader del 25 ottobre, tutti i partecipanti hanno designato punti di contatto ad alto livello per coordinare le azioni da intraprendere attraverso videoconferenze settimanali organizzate dalla Commissione (alla data del 17 dicembre sono state tenute otto videoconferenze). È stato istituito uno strumento comune per fornire informazioni sui flussi migratori giornalieri e i paesi che si trovano sulla rotta hanno migliorato il loro coordinamento. Una migliore gestione delle frontiere e una minore agevolazione dei movimenti irregolari hanno contribuito ad una migliore gestione dei flussi migratori. Tuttavia, la relazione rileva anche che sono necessari maggiori sforzi per informare i partner in anticipo circa le politiche e le misure che hanno un impatto su di essi ed evitare che vengano stabilite unilateralmente condizioni di ingresso basate de facto sulla nazionalità e la costruzione di recinzioni.

Per quanto riguarda la gestione delle frontiere, la relazione osserva che la Grecia ha concordato importanti operazioni congiunte con Frontex, con 40 agenti distaccati per coadiuvare il rilevamento delle impronte digitali e la registrazione dei migranti ai confini settentrionali, 293 agenti distaccati nelle isole greche (sulla terraferma e in mare), 213 in totale al di fuori dei punti di crisi e altre cento unità di personale Frontex che arriveranno nel gennaio 2016. In Slovenia, oltre 200 agenti di polizia distaccati sono stati inviati da altri paesi sulla base di accordi bilaterali per contribuire alle operazioni di gestione delle frontiere, un numero che tuttavia resta inferiore ai 400 agenti di polizia richiesti.

Serbia, Slovenia, Croazia e Grecia hanno attivato il meccanismo di protezione civile dell'UE, chiedendo che altri paesi inviino risorse per affrontare l'emergenza umanitaria che interessa i loro territori. Finora 15 Stati membri hanno risposto a tali richieste, fornendo alloggi, letti, indumenti e medicinali. Molto materiale non è ancora stato fornito, e l'urgenza del fabbisogno non farà che aumentare con il peggiorare delle condizioni atmosferiche.

Oltre all'impegno assunto dalla Grecia a fornire ulteriori 50 000 posti per accogliere i migranti, altri paesi hanno deciso di allestirne altri 50 000 lungo la rotta. Circa la metà di essi è attualmente disponibile o in via di realizzazione. Per quanto riguarda la Grecia, il 14 dicembre la Commissione europea ha concluso un accordo con l'UNHCR sul finanziamento di un programma di affitto per fornirne altri 20 000. I paesi che hanno partecipato alla riunione dei leader dei Balcani occidentali ora devono accelerare con urgenza la messa a disposizione di strutture di accoglienza in vista del peggioramento delle condizioni meteorologiche lungo la rotta.

Contesto

Da tempo la Commissione europea si adopera per dare una risposta europea coerente e coordinata alla questione dei rifugiati e della migrazione.

Nell'assumere l'incarico di Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha affidato a un Commissario con competenza speciale per la Migrazione – Dimitris Avramopoulos – l'incarico di elaborare in cooperazione con altri Commissari, coordinati dal primo Vicepresidente Frans Timmermans, una nuova politica di migrazione: è questa una delle dieci priorità dei suoi orientamenti politici.

Il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha presentato l'Agenda europea sulla migrazione, che stabilisce un approccio globale per migliorare la gestione della migrazione in tutti i suoi aspetti.

Sono già stati adottati due pacchetti di attuazione dell'agenda, rispettivamente il 27 maggio e il 9 settembre 2015, e le misure previste sono in via di concretizzazione.

Per ulteriori informazioni

Relazione sullo stato di avanzamento dell'attuazione dei punti di crisi in Grecia

Relazione sullo stato di avanzamento dell'attuazione dei punti di crisi in Italia

Relazione sul seguito della riunione dei leader sui flussi di profughi lungo la rotta dei Balcani occidentali

Agenda europea sulla migrazione

Comunicazione del 23 settembre 2015: Gestire la crisi dei rifugiati: misure operative, finanziarie e giuridiche immediate nel quadro dell'agenda europea sulla migrazione

Comunicazione del 14 ottobre 2015: Gestire la crisi dei rifugiati: stato di attuazione delle azioni prioritarie intraprese nel quadro dell'agenda europea sulla migrazione

Dichiarazione della riunione dei leader dei Balcani occidentali

   

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, le 16 dicembre 2015. La Commissione europea ha adottato ieri il nuovo programma di cooperazione transfrontaliera per l'Italia, il Montenegro e l'Albania, del valore di quasi 93 milioni di EUR, di cui quasi 79 provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dallo strumento di assistenza preadesione (IPA).

La Commissione europea ha adottato ieri il nuovo programma di cooperazione transfrontaliera per l'Italia, il Montenegro e l'Albania, del valore di quasi 93 milioni di EUR, di cui quasi 79 provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dallo strumento di assistenza preadesione (IPA). Questo è l'ultimo programma di cooperazione transfrontaliera ad essere adottato nel 2015.

Corina Crețu, Commissaria per la Politica regionale, ha dichiarato: "Sono lieta di aver adottato questo programma: si tratta di un perfetto esempio di come l'Unione mobiliti le proprie risorse per avvicinare all'UE i paesi candidati. I nostri programmi INTERREG sono notoriamente successi europei, in quanto creano un vero senso di solidarietà e di appartenenza al di là delle frontiere."

Johannes Hahn, Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento, ha dichiarato: "Questo nuovo programma di cooperazione transfrontaliera contribuisce a gettare le basi per uno sviluppo economico intelligente e sostenibile nella regione beneficiaria, che comprende due Paesi candidati (Albania e Montenegro). Il programma sosterrà la competitività delle PMI, la tutela dell'ambiente e la promozione dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della mitigazione dei loro effetti, nonché il miglioramento delle infrastrutture pubbliche e dei trasporti."

In linea con la strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica, il programma si concentra su cinque priorità:

1) rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e della competitività delle PMI: sarà fornito sostegno alle piccole imprese locali per contribuire alla loro internazionalizzazione e sviluppare mercati transfrontalieri;

2) gestione intelligente del patrimonio naturale e culturale della regione frontaliera: nell'ambito di questa priorità, il programma investirà nello sviluppo di attività turistiche rispettose dell'ambiente e in nuovi prodotti e servizi culturali;

3) protezione dell'ambiente, gestione dei rischi e strategia per la riduzione delle emissioni di carbonio: gli investimenti dell'UE sosterranno un approccio strategico e transfrontaliero in materia di paesaggi acquatici, pratiche e strumenti innovativi per ridurre le emissioni di carbonio e migliore efficienza energetica negli edifici pubblici;

4) miglioramento della connettività transfrontaliera e promozione di sistemi di trasporto sostenibili:

5) assistenza tecnica per garantire la corretta ed efficace attuazione del programma.

Contesto

Lo strumento di assistenza preadesione (IPA) fornisce assistenza finanziaria e tecnica per sostenere le riforme nei paesi in fase di adesione, con una dotazione di 11,7 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, di cui oltre 484 milioni investiti in programmi di cooperazione transfrontaliera.

La direzione generale della Politica regionale e urbana (DG REGIO) gestisce attualmente 10 programmi di cooperazione transfrontaliera, che riuniscono un Stato membro con uno o più paesi candidati e potenziali candidati.

Ogni programma di cooperazione transfrontaliera IPA è istituito con un pari contributo del Fondo europeo di sviluppo regionale e dei fondi dello strumento di assistenza preadesione. Si tratta del cosiddetto principio della complementarietà dei fondi sancito nell'articolo 4 del regolamento sulla cooperazione territoriale europea: gli Stati membri convengono di destinare parte della dotazione del Fondo europeo di sviluppo regionale a programmi di cooperazione transfrontaliera da attuare alle frontiere esterne dell'UE, a condizione che importi almeno equivalenti siano forniti dallo strumento di assistenza preadesione. I fondi vengono quindi raggruppati e spesi indifferentemente in Stati membri e non membri.

La DG REGIO lavora in stretta collaborazione con la direzione generale della Politica di vicinato e dei negoziati di allargamento (DG NEAR): la DG NEAR gestisce i programmi di cooperazione transfrontaliera dell'IPA (strumento di assistenza preadesione) alle frontiere tra i paesi dei Balcani occidentali, mentre la DG REGIO gestisce i programmi alle frontiere tra gli Stati membri e i paesi candidati e potenziali candidati.

Per ulteriori informazioni 

La politica di coesione in Italia

Montenegro – Assistenza finanziaria nell'ambito dell'IPA II

Albania – Assistenza finanziaria nell'ambito dell'IPA II

Sito web Inforegio

@EU_Regional@CorinaCretuEU

IP/15/6333

Strasburgo, le 15 dicembre 2015. Una guardia costiera e di frontiera europea per proteggere le frontiere esterne dell'Europa.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione europea adotta oggi un'importante serie di misure per gestire le frontiere esterne dell'UE e proteggere lo spazio Schengen senza frontiere interne. Le proposte odierne contribuiranno a gestire più efficacemente la migrazione, a rafforzare la sicurezza interna dell'Unione europea e a salvaguardare il principio della libera circolazione delle persone. La Commissione propone di istituire una guardia costiera e di frontiera europea per garantire una gestione forte e condivisa delle frontiere esterne. Per aumentare ulteriormente la sicurezza dei cittadini europei, la Commissione propone inoltre di introdurre controlli sistematici, basati sul raffronto con banche dati pertinenti, di tutte le persone che entrano nello spazio Schengen o ne escono.

Il primo Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha dichiarato: "In uno spazio di libera circolazione, senza frontiere interne, la gestione delle frontiere esterne dell'Europa deve essere una responsabilità condivisa. La crisi ha messo in evidenza carenze e lacune dei meccanismi finora utilizzati per accertare il rispetto delle norme UE. È giunto quindi il momento di passare a un sistema di gestione delle frontiere realmente integrato. La guardia costiera e di frontiera europea riunirà un'Agenzia potenziata – che avrà la possibilità di attingere a una squadra di persone e a un parco di attrezzature di riserva – e le autorità degli Stati membri, che continueranno a occuparsi delle attività quotidiane di gestione delle frontiere. Il sistema proposto permetterà di individuare in tempo reale eventuali carenze, che potranno così essere risolte rapidamente, migliorando anche la nostra capacità collettiva di gestire in modo efficace situazioni di crisi in cui un tratto delle frontiere esterne sia sottoposto a una forte pressione."

Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha aggiunto: "Gli attuali problemi in materia di migrazione e sicurezza non conoscono frontiere e richiedono un approccio realmente europeo. Frontex si limitava a sostenere gli Stati membri nella gestione delle frontiere esterne; la nuova Agenzia per le frontiere farà di più. Le misure proposte oggi, con cui intendiamo creare più Europa, prevedono la gestione delle nostre frontiere esterne, la velocizzazione del rimpatrio dei migranti irregolari, il corretto funzionamento del sistema di asilo per chi ne ha bisogno e il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dell'Unione europea. Il pacchetto frontiere che presentiamo oggi aumenterà la sicurezza dei cittadini e garantirà standard elevati di gestione delle frontiere".

Una guardia costiera e di frontiera europea

La guardia costiera e di frontiera europea riunirà l'Agenzia europea per la guardia costiera e di frontiera istituita da Frontex e le autorità degli Stati membri responsabili della gestione delle frontiere, che continueranno a occuparsi delle attività giornaliere di gestione delle frontiere esterne.

La nuova guardia costiera e di frontiera europea avrà:

·         una squadra di riserva rapida di guardie costiere e un parco di attrezzature tecniche: l'Agenzia potrà contare su almeno 1 500 esperti, il cui intervento potrà essere dispiegato entro tre giorni. Per la prima volta l'Agenzia potrà procurarsi le attrezzature autonomamente e attingere a un parco di attrezzature tecniche messo a disposizione dagli Stati membri: la carenza di personale o di attrezzature per le operazioni alle frontiere europee sarà un ricordo del passato; le risorse umane della nuova Agenzia, che entro il 2020 arriveranno a 1 000 dipendenti a tempo indeterminato (più del doppio rispetto a Frontex), includeranno forze operative sul campo;

·         un ruolo di monitoraggio e sorveglianza: sarà istituito un centro di monitoraggio e analisi dei rischi per controllare i flussi migratori verso l'Unione europea e al suo interno e per svolgere analisi dei rischi e valutazioni obbligatorie della vulnerabilità, volte a individuare i punti deboli e a porvi rimedio; funzionari di collegamento verranno distaccati negli Stati membri per garantire una presenza sul terreno laddove le frontiere sono a rischio. L'Agenzia potrà valutare la capacità operativa, le attrezzature tecniche e le risorse di cui dispongono gli Stati membri per fronteggiare le sfide alle loro frontiere esterne e potrà imporre agli Stati membri di adottare misure entro un termine prestabilito;

·         il diritto di intervenire: gli Stati membri potranno richiedere operazioni congiunte e interventi rapidi alle frontiere, nonché il dispiegamento di squadre della guardia costiera e di frontiera europea a sostegno di tali operazioni e interventi.In caso di persistenza delle carenze o di ritardo o inadeguatezza dell'azione nazionale qualora uno Stato membro sia sottoposto a una forte pressione migratoria che rappresenti una minaccia per lo spazio Schengen, la Commissione potrà adottare una decisione di esecuzione per stabilire che la situazione in un particolare tratto delle frontiere esterne richiede un intervento urgente a livello europeo.Ciò permetterà all'Agenzia di intervenire, dispiegando le squadre della guardia costiera e di frontiera europea, per assicurare l'azione sul campo anche quando uno Stato membro non può o non vuole prendere le misure necessarie;

·         la sorveglianza delle guardie costiere: le guardie costiere nazionali faranno parte della guardia costiera e di frontiera europea nella misura in cui svolgeranno operazioni di controllo delle frontiere. I mandati dell'Agenzia europea di controllo della pesca e dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima saranno allineati a quello della nuova guardia costiera e di frontiera europea. Le tre agenzie saranno in grado di avviare operazioni di sorveglianza congiunte, ad esempio utilizzando sistemi aerei a pilotaggio remoto (droni) nel Mar Mediterraneo;

·         un mandato per intervenire nei paesi terzi: l'Agenzia riceverà un nuovo mandato per inviare funzionari di collegamento e avviare operazioni congiunte con paesi terzi confinanti, comprese operazioni sul loro territorio;

·         un ruolo più importante nel quadro dei rimpatri: un Ufficio europeo dei rimpatri istituito nell'ambito dell'Agenzia permetterà di dispiegare squadre europee di intervento per il rimpatrio, composte da personale di scorta e di sorveglianza nonché da specialisti in materia di rimpatrio, che lavoreranno con efficacia per rimpatriare i cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Un documento di viaggio europeo uniforme per il rimpatrio garantirà una più ampia accettazione dei rimpatriati da parte dei paesi terzi;

·         la responsabilità di garantire la sicurezza interna: l'Agenzia includerà la criminalità transfrontaliera e il terrorismo nell'analisi dei rischi e collaborerà con altre agenzie dell'Unione e organizzazioni internazionali nella prevenzione del terrorismo, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.

Controlli sistematici dei cittadini dell'UE alle frontiere esterne

Per accrescere la sicurezza nello spazio Schengen, la Commissione propone una modifica mirata del codice frontiere Schengen volta a introdurre controlli sistematici obbligatori dei cittadini dell'UE alle frontiere esterne terrestri, marittime e aeree. Saranno introdotti controlli obbligatori dei cittadini dell'UE basati sul raffronto con banche dati, quali il sistema d'informazione Schengen, la banca dati dell'Interpol sui documenti di viaggio rubati e smarriti e i pertinenti sistemi nazionali, al fine di verificare che le persone in arrivo non rappresentino una minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza interna. La proposta rafforza l'obbligo di verificare gli identificatori biometrici nei passaporti dei cittadini dell'UE in caso di dubbi sull'autenticità del passaporto o sulla legittimità del titolare. I controlli d'ora in poi saranno obbligatori anche all'uscita dall'Unione europea.

In linea di massima, poiché i controlli dei documenti e quelli delle persone possono essere condotti parallelamente, le autorità dovrebbero essere in grado di consultare le banche dati pertinenti senza ritardare gli attraversamenti delle frontiere. Le norme prevedono comunque una certa flessibilità nei casi in cui controlli sistematici potrebbero esercitare un impatto sproporzionato sul flusso del traffico alla frontiera: in simili casi gli Stati membri possono, sulla base di analisi dei rischi, decidere di effettuare controlli mirati solo presso alcuni valichi di frontiera terrestre e marittima. La valutazione dei rischi sarà comunicata all'Agenzia, che potrà giudicare il modo in cui è applicata l'eccezione nella sua valutazione della vulnerabilità.

I controlli sistematici nelle banche dati sono eseguiti secondo un sistema "hit/no hit": se la persona controllata non rappresenta un rischio, il controllo non viene registrato e i suoi dati non subiscono un ulteriore trattamento. Questa modalità di utilizzo delle banche dati inciderà in misura molto limitata, e giustificata dagli obiettivi di sicurezza, sul diritto alla protezione dei dati personali.

Contesto

L'istituzione di una guardia costiera e di frontiera europea, annunciata dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione il 9 settembre, fa parte delle misure previste dall'agenda europea sulla migrazione per rafforzare la gestione e la sicurezza delle frontiere esterne dell'UE. L'agenda europea sulla migrazione adottata dalla Commissione nel maggio 2015 ha evidenziato la necessità di un approccio globale alla gestione della migrazione. Questo obiettivo è stato segnalato anche dal Parlamento europeo e appoggiato negli orientamenti chiari definiti dal Consiglio europeo il 23 settembre e il 15 ottobre.

In risposta ai recenti attentati di Parigi e alla crescente minaccia posta dai terroristi combattenti stranieri, la Commissione è prontamente intervenuta per accelerare i lavori e l'attuazione delle misure previste dall'agenda europea sulla sicurezza. La proposta odierna risponde all'esigenza di rafforzare i controlli di sicurezza alle frontiere esterne dell'UE, misura richiesta dai ministri dell'Interno il 20 novembre.

Per ulteriori informazioni

SCHEDA INFORMATIVA: Una guardia costiera e di frontiera europea

SCHEDA INFORMATIVA: Controlli sistematici alle frontiere esterne

Domande e risposte dettagliate: Guardia costiera e di frontiera europea

Documenti legislativi

Agenda europea sulla migrazione

IP/15/6327

 

La Commissione ha adottato oggi il primo programma di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Croazia, del valore di circa 237 milioni di EUR, di cui 201 provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 15 dicembre 2015. Il programma aiuterà i due paesi non solo a sviluppare pienamente il loro potenziale di crescita blu investendo in ricerca e innovazione nei settori dell'economia blu, ma anche a migliorare il monitoraggio congiunto dei cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi naturali.

Corina Crețu, Commissaria per la Politica regionale, ha dichiarato: "Questo programma, aiutando i due Paesi a fare tesoro delle loro risorse marine e marittime, contribuirà attivamente alla prosperità della regione adriatica. Il partenariato transfrontaliero stimolerà inoltre lo sviluppo nella regione di un turismo responsabile dal punto di vista ambientale."

Il programma contribuirà a sviluppare il trasporto marittimo per garantire una maggiore sostenibilità dell'attività turistica e una migliore distribuzione spaziale dei flussi di visitatori nella regione.

Contesto

Il programma "Interreg V-A Italia-Croazia" interessa 33 regioni e province.

In Italia: Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso, Brindisi, Lecce, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani, Venezia, Padova, Rovigo, Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo.

In Croazia: Primorsko-goranska županija, Ličko-senjska županija, Zadarska županija, Šibensko-kninska županija, Splitsko-dalmatinska županija, Istarska županija, Dubrovačko-neretvanska županija, Karlovačka županija.

Il programma sarà incentrato sulle seguenti cinque priorità:

1. innovazione blu

2. sicurezza e capacità di recupero

3. patrimonio ambientale e culturale

4. trasporti marittimi

5. assistenza tecnica.

Bilancio totale del programma di cooperazione: 236 890 849 EUR

Contributo totale UE (FESR – Fondo europeo di sviluppo regionale): 201 357 220 EUR 2 poiché l'area interessata dal programma fa parte anche della regione adriatico-ionica, gli obiettivi del programma concordano con quelli macroregionali della strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR). Nello specifico il programma intende stimolare la crescita economica nelle regioni transfrontaliere italiane e croate basandosi sui quattro pilastri della strategia EUSAIR: "Crescita blu", "Collegare la regione", "Qualità ambientale" e "Turismo sostenibile".

La strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) è una strategia macroregionale adottata dalla Commissione europea e approvata dal Consiglio europeo nel 2014. Sviluppata congiuntamente dalla Commissione, dai paesi della regione adriatico-ionica e dalle parti interessate al fine di affrontare insieme le sfide comuni, essa mira a promuovere il coordinamento tra tutti i territori della regione adriatico-ionica. L'EUSAIR copre otto paesi: quattro Stati membri dell'UE (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) e quattro paesi non membri (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia).

Autorità di gestione

Regione Veneto, Dipartimento Politiche e cooperazione internazionali, Sezione autorità di gestione del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia 2014-2020.

Referente: Silvia Majer, Dorsoduro 3494/A – 30123 Venezia, Italia.

Per ulteriori informazioni:

Interreg V-A Italia-Croazia (sito web in costruzione)

Strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR)

Twitter: @EU_Regional / @CorinaCretuEU #cohesionpolicy

La Commissione europea ha adottato oggi il nuovo programma Interreg tra Italia e Slovenia, del valore di 91,6 milioni di euro, di cui quasi 79 provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale.  

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 15 dicembre 2015. La Commissione europea ha adottato oggi il nuovo programma Interreg tra Italia e Slovenia, del valore di 91,6 milioni di euro, di cui quasi 79 provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale.

In linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020, il programma aiuterà la regione frontaliera a incrementare la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato e a investire in un sistema di trasporto intelligente.

Corina Crețu, Commissaria per la Politica regionale, ha dichiarato: "Gli investimenti previsti dal nuovo programma aiuteranno a sfruttare il potenziale di crescita della regione frontaliera italo-slovena. Una maggiore collaborazione tra il settore pubblico e quello privato stimolerà la competitività dell'economia locale e creerà posti di lavoro di qualità in settori ad alto valore aggiunto."

Poiché l'area interessata dal programma fa parte tanto della regione alpina quanto della regione adriatico-ionica, gli obiettivi del programma concordano con gli obiettivi macroregionali della strategia dell'UE per la regione alpina (EUSALP) e della strategia dell'UE per la regione adriatico-ionica (EUSAIR).

Contesto

Il programma "Interreg V-A Italia-Slovenia" interessa le seguenti regioni e province:

in Italia: Venezia, Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste;

in Slovenia: Primorsko-notranjska, Osrednjeslovenska, Gorenjska, Obalno-kraska e Goriska.

Il programma sarà incentrato sulle seguenti quattro priorità:

1. sostegno per un'economia innovativa;

2. collaborazione per strategie di riduzione delle emissioni di CO2;

3. protezione e promozione delle risorse naturali e culturali;

4. miglioramento dello sviluppo di capacità amministrative e della governance transfrontaliera.

Autorità di gestione

Il programma è gestito dalla regione Friuli Venezia Giulia.

Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

Servizio per le relazioni con l'UE e integrazione europea via Udine, 9 - 34123 Trieste – Italia

Per ulteriori informazioni:

Interreg V-A Italia- Slovenia (2007-2013)

Strategia dell'UE per la regione alpina (EUSALP)

Strategia dell'UE per la regione adriatico-ionica (EUSAIR)

Twitter: @EU_Regional / @CorinaCretuEU #cohesionpolicy

La Commissione europea ha adottato il programma "interreg" 2014-2020 per l'Italia e la Svizzera del valore di circa 118 milioni di EUR, dei quali più di 100 milioni di EUR provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 24/11/2015. Il programma è imperniato sull'incentivazione dell'economia locale nelle regioni frontaliere, sul miglioramento della connettività attraverso investimenti nel trasporto verde e la promozione dell'inclusione sociale.

Corina Crețu, Commissaria responsabile per la Politica regionale, ha affermato: "I nostri programmi interreg danno un'immagine tangibile del valore aggiunto recato dall'UE poiché aiutano le regioni e i paesi a mettere in comune le loro risorse per affrontare sfide comuni. L'Italia e la Svizzera trarranno entrambe beneficio da una più stretta cooperazione in modo da generare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva."

Il programma sosterrà l'attuazione della strategia dell'UE per la Regione alpina (EUSALP), che verrà avviata ufficialmente nel gennaio 2016.

Contesto:

Le regioni, le province ed i cantoni coinvolte nel programma "Interreg V-A Italia-Svizzera" sono:

In Italia (livello NUTS 3): Vercelli, Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Valle d’Aosta, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Provincia autonoma di Bolzano.

In Svizzera: Vallese, Grigioni, Ticino.

Il programma è articolato nelle seguenti cinque priorità.

1. Competitività economica. Il programma mira a migliorare la cooperazione transfrontaliera tra le imprese.

2. Promozione del patrimonio naturale e culturale. Il programma incoraggerà l'uso e lo sviluppo integrati delle risorse naturali e culturali e cercherà un modo sostenibile per valorizzare la ricchezza dello spazio alpino.

3. Mobilità integrata e sostenibile. Il programma intende identificare soluzioni di trasporto nuove e più efficienti, nonché reti multimodali per migliorare la qualità della connettività transfrontaliera.

4. Inclusione sociale. Miglioramento della qualità dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione e dei servizi sociali.

5. Rafforzamento della governance transfrontaliera.

 Bilancio complessivo del programma di cooperazione transfrontaliera: 117 907 611 EUR

Contributo totale dell'UE (FESR – Fondo europeo di sviluppo regionale): 100 221 466 EUR

Per ulteriori informazioni:

http://www.interreg-italiasvizzera.it/2014

Twitter: @EU_Regional / @CorinaCretuEU

#CohesionPolicy #EUCBC #Interreg #EUmyRegion

Bruxelles, 9 dicembre 2015. Norme UE sul diritto d'autore adatte all'era digitale.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione procede nell'attuazione della strategia per il mercato unico digitale e presenta oggi una proposta per permettere ai contenuti online di viaggiare insieme agli utenti e un piano d'azione per "svecchiare" le norme UE sul diritto d'autore.

Attualmente agli europei che viaggiano all'interno dell'UE accade di non poter fruire di servizi di contenuti online quali film, trasmissioni sportive, musica, e-book o giochi per accedere ai quali hanno pagato nel proprio paese di origine. La proposta di regolamento sulla portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online, presentata oggi, intende combattere tali restrizioni per consentire ai cittadini dell'UE che si spostano in un altro Stato membro di continuare ad accedere ai contenuti digitali che hanno acquistato o per i quali hanno sottoscritto un abbonamento nel proprio paese di origine. La portabilità transfrontaliera dei contenuti online, un nuovo diritto per i consumatori dell'UE, dovrebbe diventare una realtà nel 2017, lo stesso anno in cui saranno abolite le tariffe di roaming nell'Unione (comunicato stampa). Trattandosi di un regolamento, una volta adottato sarà direttamente applicabile nei 28 Stati membri dell'UE.

Oggi la Commissione ha anche delineato la sua visione sulla modernizzazione del quadro normativo dell'UE per il diritto d'autore. Nei prossimi sei mesi queste premesse saranno tradotte in proposte legislative e iniziative politiche, tenendo conto delle osservazioni emerse da una serie di consultazioni pubbliche.

L'obiettivo generale della Commissione è fare in modo che gli europei possano accedere legalmente a un'ampia gamma di contenuti, garantendo nel contempo una migliore protezione e un'equa remunerazione degli autori e degli altri titolari di diritti. Anche settori chiave quali l'istruzione, la cultura, la ricerca e l'innovazione trarranno vantaggio da un quadro normativo più moderno e più europeo.

Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il mercato unico digitale, ha dichiarato: "Sette mesi fa abbiamo promesso la realizzazione del mercato unico digitale in tempi brevi. Oggi presentiamo le nostre prime proposte. È nostra intenzione garantire la portabilità dei contenuti a livello transfrontaliero. Chi acquista legalmente contenuti – film, libri, partite di calcio, serie televisive – deve potervi accedere ovunque vada in Europa. Si tratta di un cambiamento reale, come l'abolizione delle tariffe di roaming. La Commissione espone oggi anche la sua visione sulla modernizzazione del regime in materia di diritto d'autore nell'UE, spiegando quali saranno le tappe per conseguire gradualmente questo obiettivo. Il nostro intento è ampliare l'accesso ai contenuti culturali online e sostenere gli autori. Vogliamo rafforzare la ricerca e lo sviluppo in Europa utilizzando tecnologie come il text mining e il data mining. Il mercato unico digitale è il piano con cui l'Europa reclama il suo posto nell'era digitale: oggi compiamo il primo passo per realizzarlo."

Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per l'economia e la società digitali, ha dichiarato: "Il regolamento proposto oggi è il primo passo di un'ambiziosa riforma. Conto sui colegislatori perché entro il 2017 la portabilità diventi una realtà per i consumatori europei, che potranno così accedere ai contenuti che preferiscono anche quando si spostano nell'UE, e senza dover pagare le tariffe di roaming, che saranno abolite entro la metà del 2017. Il nostro piano d'azione indica la strada per ulteriori riforme che saranno presentate nella prossima primavera: vogliamo per il diritto d'autore un ambiente stimolante ed equo, che premi gli investimenti nel settore creativo e in cui sia più semplice per gli europei accedere ai contenuti e utilizzarli legalmente. Anche il lavoro che stiamo svolgendo sul ruolo delle piattaforme e degli intermediari online ci aiuterà a tradurre il nostro piano in proposte concrete."

Oggi la Commissione ha proposto inoltre nuove norme intese a proteggere ulteriormente i consumatori europei che fanno acquisti online e ad aiutare le imprese a vendere oltre frontiera (comunicato stampa). Queste sono le prime proposte legislative nel quadro della strategia per il mercato unico digitale presentata a maggio.

Un quadro normativo moderno e più europeo per il diritto d'autore

Il piano d'azione della Commissione si fonda su quattro pilastri complementari che hanno pari importanza, oltre a definire una visione a lungo termine per il diritto d'autore nell'UE (cfr. scheda informativa sulla comunicazione e domande e risposte dettagliate).

1. Un più ampio accesso ai contenuti in tutta l'UE

Le norme sulla portabilità dei contenuti presentate oggi sono un primo passo verso il miglioramento dell'accesso alle opere culturali. Per citare solo alcuni esempi, gli utenti francesi del servizio online MyTF1 per film e serie non possono noleggiare un nuovo film se sono in viaggio di lavoro nel Regno Unito; gli abbonati olandesi a Netflix che si recano in Germania possono accedere solo ai film che il servizio offre ai consumatori tedeschi, mentre in Polonia non possono usufruire di Netflix perché il servizio in tale paese non è disponibile. Tutto ciò cambierà. Gli utenti potranno fruire dei contenuti online ai quali hanno accesso nel proprio paese - musica, film e giochi - anche quando viaggiano nell'UE, senza alcuna differenza (cfr. scheda informativa sulle nuove norme).

Altre proposte saranno presentate nella primavera del prossimo anno. Gli obiettivi perseguiti sono consentire una migliore circolazione dei contenuti, offrire più scelta agli europei, rafforzare la diversità culturale e schiudere opportunità per il settore creativo. La Commissione intende migliorare la distribuzione transfrontaliera dei programmi televisivi e radiofonici online (tramite la revisione della direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo) e facilitare la concessione di licenze per l'accesso transfrontaliero ai contenuti. Darà inoltre nuova vita alle opere fuori commercio.

La Commissione continuerà ad avvalersi del programma Europa creativa perché il cinema europeo raggiunga un pubblico più vasto. Il piano d'azione prevede lo sviluppo di strumenti innovativi, quali un "aggregatore europeo" di portali di ricerca online e "piattaforme per la concessione delle licenze" per promuovere la distribuzione dei film disponibili soltanto in pochi Stati membri.

2. Eccezioni alle norme sul diritto d'autore per una società inclusiva e innovativa

La Commissione ha intenzione di intervenire sul fronte delle principali eccezioni al diritto d'autore previste dalla normativa UE. Le eccezioni permettono di utilizzare le opere protette dal diritto d'autore, in determinate circostanze, senza l'autorizzazione preventiva dei titolari dei diritti. La Commissione intende rivedere le norme UE perché sia più semplice per i ricercatori utilizzare le tecnologie di "text mining e data mining" per l'analisi di grandi insiemi di dati. L'istruzione è un'altra priorità. Ad esempio, sono necessarie norme migliori e più chiare, valide in tutta l'Europa, per gli insegnanti che offrono corsi online. La Commissione intende inoltre permettere alle persone con disabilità di accedere a un maggior numero di opere (secondo l'obiettivo del trattato di Marrakech). Infine, valuterà la necessità di ridurre l'incertezza giuridica per gli utenti di internet che caricano foto di edifici e opere d'arte collocati stabilmente in luoghi pubblici (eccezione della libertà di panorama).

3. Un mercato più equo

La Commissione valuterà se l'utilizzo online delle opere protette dal diritto d'autore, risultato degli investimenti di autori e industrie creative, è adeguatamente autorizzato e remunerato tramite licenze. In altre parole, vaglierà se i benefici derivanti dall'utilizzo online delle opere sono equamente ripartiti. In tale contesto la Commissione esaminerà il ruolo dei servizi di aggregazione delle notizie. L'approccio adottato sarà proporzionato: non c'è alcuna intenzione di "tassare" i collegamenti ipertestuali; in altre parole, agli utenti non verrà chiesto di pagare per condividere un collegamento ipertestuale a contenuti protetti dal diritto d'autore. La Commissione valuterà inoltre la necessità di soluzioni a livello UE per rafforzare la certezza giuridica, aumentare la trasparenza e garantire un maggiore equilibrio nel sistema che disciplina la remunerazione degli autori e degli interpreti ed esecutori, tenendo conto delle competenze dell'Unione e di quelle nazionali. I risultati della consultazione pubblica in corso sulle piattaforme e gli intermediari online contribuirà a questa riflessione generale.

4. Lotta contro la pirateria

Una più ampia disponibilità dei contenuti aiuterà a combattere la pirateria, se si considera che il 22% degli europei ritiene che i download illegali siano accettabili in assenza di alternative legali nel proprio paese. La Commissione andrà oltre facendo in modo che le norme in materia di diritto d'autore siano applicate correttamente in tutta l'UE nel quadro del suo approccio globale inteso a meglio garantire il rispetto di tutti i tipi di diritti di proprietà intellettuale. Nel 2016 lavorerà su un quadro europeo per "seguire la traccia del denaro" e tagliare i flussi finanziari verso le imprese che traggono profitti dalla pirateria. Saranno coinvolte tutte le parti interessate (titolari di diritti, fornitori di pubblicità e di servizi di pagamento, associazioni di consumatori, ecc.) con l'obiettivo di trovare un accordo entro la primavera del 2016. La Commissione intende migliorare le norme UE sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e, come primo passo in questa direzione, ha avviato oggi una consultazione pubblica sulla valutazione e la modernizzazione del quadro normativo esistente. Intende inoltre rendere più efficiente la rimozione di contenuti illegali da parte degli intermediari online.

Una visione a lungo termine per il diritto d'autore

In futuro, l’applicazione effettiva e uniforme della legislazione sul diritto d'autore in tutta l'Unione, da parte dei legislatori nazionali e dei tribunali, sarà altrettanto importante delle norme stesse. Sebbene adesso non sussistano tutte le condizioni necessarie per considerare il pieno allineamento delle norme in materia di diritto d'autore in tutta l'UE attraverso un codice unico e un titolo unico sul diritto d'autore, bisogna continuare ad aspirare a questo obiettivo per il futuro.

Contesto

Le tecnologie digitali hanno rivoluzionato le modalità di fruizione, produzione e distribuzione dei contenuti creativi. Il 49% degli internauti nell'UE ascolta musica e accede a video e giochi online. Molti di loro, soprattutto i più giovani, si aspettano di poterlo fare anche quando viaggiano nell'UE. Queste tendenze dovrebbero crescere visto che dal 2017, con l'abolizione delle tariffe di roaming nell'UE, gli europei pagheranno meno per accedere a internet dai loro dispositivi mobili negli altri Stati membri (comunicato stampa). Le scuole e le università europee accolgono con entusiasmo la possibilità di avviare corsi online, i ricercatori desiderano utilizzare tecniche avanzate di estrazione dei contenuti e gli enti che gestiscono il patrimonio culturale vogliono digitalizzare le loro raccolte. Nell'UE i posti di lavoro nei settori ad alta intensità di diritto d'autore (quali media, editoria, discografia, trasmissione televisiva) sono più di 7 milioni. È fondamentale che l'ambiente di lavoro sia pronto a far fronte alle nuove sfide. Tuttavia la maggior parte delle norme in materia di diritto d'autore risale al 2001 e pertanto, sotto alcuni aspetti, non è idonea per la creazione di un mercato unico digitale nell'UE. È per questo che la Commissione ha inserito la modernizzazione del diritto d'autore tra gli obiettivi della strategia per il mercato unico digitale, presentata a maggio.

Verso un mercato unico digitale

Le nuove norme annunciate oggi in materia di diritto d'autore e contratti digitali (comunicato stampa) sono le prime proposte legislative ad essere presentate nell'ambito della strategia per il mercato unico digitale. Nel complesso, entro la fine dell'anno prossimo saranno presentate 16 iniziative.

Le proposte annunciate oggi integreranno i traguardi importanti raggiunti di recente per creare un mercato unico digitale: gli accordi per abolire le tariffe di roaming entro giugno 2017, sancire la neutralità della rete nel diritto dell'UE (comunicato stampa) e rafforzare la cibersicurezza all'interno dell'Unione (comunicato stampa). La Commissione sta inoltre lavorando intensamente per giungere entro la fine dell'anno a un accordo politico sul rafforzamento delle norme UE in materia di protezione dei dati.

Per ulteriori informazioni

Documenti adottati oggi:

Regolamento finalizzato a garantire la portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online nel mercato interno

Valutazione d'impatto che accompagna il regolamento

Comunicazione - Verso un quadro normativo moderno e più europeo sul diritto d'autore

Domande e risposte:

Domande e risposte sulla modernizzazione delle norme UE in materia di diritto d'autore

Schede informative:

I contenuti digitali viaggiano insieme agli utenti in tutta l'UE

Un diritto d'autore europeo adatto all'era digitale

Altri link utili:

Pagina web sul mercato unico digitale (#DigitalSingleMarket)

Un mercato unico digitale per l'Europa: la Commissione definisce 16 iniziative per realizzarlo (6 maggio 2015)

Homepage di Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il mercato unico digitale (@Ansip_EU)

Homepage di Günther H. Oettinger, Commissario per l'economia e la società digitali (@GOettingerEU)

Orientamenti politici del presidente Juncker

Programma di lavoro della Commissione per il 2016

IP/15/6261

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 9 dicembre 2015. Sulla base della Strategia per il mercato unico digitale, la Commissione presenta oggi due proposte volte a tutelare maggiormente i consumatori che fanno acquisti online in tutta l’UE e ad aiutare le imprese ad espandere le loro vendite online.

Uno dei pilastri della Strategia per il mercato unico digitale è il miglioramento dell'accesso, per i consumatori e le imprese, ai beni e servizi online in tutta Europa. Il commercio elettronicoè in crescita, ma il suo pieno potenziale rimane inutilizzato sia per le imprese che per i consumatori europei: solo il 12% dei venditori al dettaglio dell'UE vende online a consumatori di altri paesi dell’UE, mentre sono tre volte più numerosi (il 37%) quelli che operano nel proprio paese. Analogamente, solo il 15% dei consumatori acquista online da un altro Stato membro dell’UE, mentre quelli che fanno acquisti online nel proprio paese sono tre volte tanti (44%).

Oggi la Commissione ha adottato due proposte: una sulla fornitura di contenuti digitali (ad esempio la musica in streaming) e una sulla vendita di beni online (ad esempio l’acquisto di abbigliamento online). Le due proposte affrontano i principali ostacoli al commercio elettronico transfrontaliero nell’UE: la frammentazione giuridica nel settore del diritto contrattuale dei consumatori, che genera alti costi per le imprese – soprattutto per le PMI – e scarsa fiducia dei consumatori quando acquistano online da un altro paese.

Il Vicepresidente per il Mercato unico digitale Andrus Ansip ha dichiarato: "Quando si scarica un film o della musica, devono funzionare. Se ciò non avviene, bisogna poter risolvere il contratto ed essere rimborsati. Le proposte odierne apporteranno maggiori diritti ai consumatori per quanto riguarda l'ambiente online – consentendo loro di godere in piena fiducia dei prodotti e dei servizi provenienti da altri paesi dell'UE. Le imprese, soprattutto le più piccole, possono crescere operando oltre frontiera con costi minori, contando su un insieme comune di norme europee invece che su un patchwork di leggi nazionali. Ora il mercato unico digitale è in fase di realizzazione e migliorerà la vita quotidiana delle persone, in cui il digitale è onnipresente."

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "Le proposte odierne incoraggeranno i consumatori ad acquistare all'estero e semplificheranno il lavoro delle imprese, soprattutto delle PMI, che vendono online in tutta l'Europa. Internet ha eliminato le barriere tecnologiche al mercato unico digitale: con le proposte relative ai contratti nel settore digitale vogliamo eliminare le barriere giuridiche. Armonizzando i diritti contrattuali in tutta l'UE si faciliterà la fornitura sia di contenuti digitali che di beni in tutta Europa. I consumatori beneficeranno di norme semplici e più moderne, e le imprese avranno maggiore certezza del diritto e modalità più facili e meno onerose per espandere le loro attività. Ciò a sua volta comporterà una maggiore scelta a prezzi competitivi per i consumatori."

Eliminare gli ostacoli dovuti alle differenze in materia di diritto contrattuale dovrebbe giovare all’economia europea nel suo complesso. Secondo le previsioni, oltre 122 000 imprese dell’UE potrebbero iniziare a vendere a consumatori di altri Stati membri, e il numero totale dei consumatori che acquistano online da altri paesi dell’UE potrebbe arrivare fino a 70 milioni. Ciò contribuirà ad aprire nuovi mercati, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI), intensificherà la concorrenza e stimolerà la crescita economica: i consumi nell’UE dovrebbero aumentare di 18 miliardi di euro grazie all’abbassamento dei prezzi al consumo e il PIL dell’UE dovrebbe crescere di 4 miliardi di euro rispetto al livello attuale.

Ai consumatori sarà garantito un livello più elevato di tutela e una più ampia scelta di prodotti a prezzi più competitivi:

  • Inversione dell’onere della prova:ad esempio, se un consumatore italiano scopre, oggi, che un prodotto acquistato online più di 6 mesi fa è difettoso e chiede al venditore di ripararlo o sostituirlo, può essere tenuto a dimostrare che il difetto esisteva al momento della consegna. In base alle nuove norme proposte, durante l'intero periodo di garanzia di due anni i consumatori saranno in grado di chiedere un rimedio senza dover dimostrare che il difetto esisteva al momento della consegna.
  • Diritti chiari e specifici per il contenuto digitale: ad esempio, un consumatore che scarica un gioco che in quel momento non funziona correttamente può, allo stato attuale, ricevere come risarcimento soltanto uno sconto per scaricare altri giochi in futuro. Con la proposta di direttiva, i consumatori saranno in grado di chiedere che tali problemi siano risolti e, se ciò non è possibile o non avviene correttamente, potranno ottenere una riduzione del prezzo o risolvere il contratto ed essere rimborsati integralmente.

Le imprese saranno in grado di fornire contenuti digitali e vendere beni online a consumatori di tutta l’UE sulla base del medesimo corpus di norme contrattuali:

  • La certezza del diritto e un ambiente favorevole alle imprese: oggi le imprese sono costrette ad adeguarsi alle norme di diritto contrattuale degli Stati membri in cui vendono, con dispendio di tempo e denaro. Con la normativa proposta, le imprese non dovranno più far fronte a questa frammentazione: potranno fornire contenuti digitali e vendere beni online a consumatori di tutti gli Stati membri sulla base del medesimo corpus di norme fondamentali di diritto contrattuale.
  • Risparmi per le imprese: le imprese sono oggi costrette a sostenere un ulteriore costo una tantum pari a 9 000 EUR per adeguarsi al diritto contrattuale nazionale di ogni nuovo Stato membro in cui desiderano vendere. Con le nuove norme valide in tutta l’UE, un’impresa potrebbe risparmiare fino a 243 000 euro se desidera operare in tutti gli altri 27 paesi dell’UE.

Contesto

  • Le nuove norme odierne relative al copyright (comunicato stampa) e ai contratti del settore digitale sono le prime proposte legislative ad essere presentate come parte della Strategia per il mercato unico digitale. Entro la fine dell'anno saranno presentate in tutto 16 iniziative.
  • Il pieno potenziale delle vendite online è ancora poco sfruttato nell’UE: nel 2014 la quota del commercio elettronico nell’intero settore al dettaglio in Europa era del 7,2%, mentre negli USA ha raggiunto l'11,6%.
  • Vi è in effetti un’evidente lacuna nella legislazione dell’UE in materia di contenuti digitali difettosi. La maggior parte degli Stati membri non dispone di alcuna legislazione in questo settore. Inoltre, se in alcuni settori esistono già norme in materia di protezione dei consumatori armonizzate a livello dell'UE, sussistono ancora divergenze tra le normative nazionali nell'ambito del diritto contrattuale dei consumatori. Tali divergenze comportano costi aggiuntivi per le imprese e compromette la fiducia dei consumatori negli acquisti transfrontalieri. In particolare, per quanto riguarda i diritti dei consumatori nel caso di beni difettosi, in Europa vigono ancora 28 normative parzialmente diverse, poiché solo i requisiti minimi sono uniformati a livello dell’UE.

Per ulteriori informazioni:

Altri link utili

Annuncio del Presidente Juncker relativo al mercato unico digitale europeo - video

Pagina web relativa al mercato unico digitale (#DigitalSingleMarket)

Un mercato unico digitale per l'Europa; la Commissione definisce 16 iniziative per realizzarlo

Pagina web del Vicepresidente per il mercato unico digitale Andrus Ansip (@Ansip_EU)

Pagina web di Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere (@VeraJourova)

Orientamenti politici del Presidente Juncker

Programma di lavoro della Commissione 2016

IP/15/6264

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 2 dicembre 2015. La Commissione ha adottato oggi un nuovo e ambizioso pacchetto di misure per incentivare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, che ne rafforzerà la competitività a livello mondiale e stimolerà la crescita economica sostenibile e la creazione di nuovi posti di lavoro.

La Commissione europea ha adottato oggi un nuovo e ambizioso pacchetto di misure sull'economia circolare per aiutare le imprese e i consumatori europei a effettuare la transizione verso un'economia più circolare e forte, dove le risorse vengono utilizzate in modo più sostenibile. Attraverso un maggior ricorso al riciclaggio e al riutilizzo, le azioni proposte costituiscono "l'anello mancante" nel ciclo di vita dei prodotti, a beneficio sia dell’ambiente che dell’economia. Si trarrà così il massimo valore e il massimo uso da materie prime, prodotti e rifiuti, promuovendo risparmi di energia e riducendo le emissioni di gas a effetto serra. Le proposte della Commissione riguardano l’intero ciclo di vita: dalla produzione e il consumo fino alla gestione dei rifiuti e al mercato per le materie prime secondarie. La transizione sarà finanziata dai fondi SIE, da 650 milioni di EUR provenienti da "Orizzonte 2020" (il programma di finanziamento dell’UE per la ricerca e l’innovazione) e da 5,5 miliardi di EUR provenienti dai fondi strutturali per la gestione dei rifiuti, e mediante investimenti nell’economia circolare a livello nazionale.

Il pacchetto sull'economia circolare, superando i compartimenti stagni in seno alla Commissione, contribuisce a priorità politiche di ampio respiro affrontando le problematiche dei cambiamenti climatici e ambientali e stimolando la creazione di posti di lavoro, la crescita economica, gli investimenti e l'equità sociale.

Il pacchetto è stato elaborato dal gruppo centrale di coordinamento del progetto, co-presieduto dal primo Vicepresidente Frans Timmermans e dal Vicepresidente Jyrki Katainen, con il pieno coinvolgimento di Karmenu Vella ed Elżbieta Bieńkowska e di molti altri commissari che hanno collaborato alla preparazione e aiutato a individuare gli strumenti più efficaci per una gamma di settori politici.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per lo Sviluppo sostenibile, ha dichiarato:"Il nostro pianeta e la nostra economia non sopravviveranno se continueremo a seguire i dettami del "prendi, trasforma, usa e getta". Le risorse sono preziose e vanno conservate, sfruttandone al massimo il potenziale valore economico. L’economia circolare si prefigge di ridurre i rifiuti e proteggere l’ambiente, ma presuppone anche una profonda trasformazione del modo in cui funziona la nostra intera economia. Ripensiamo il nostro modo di produrre, lavorare e acquistare: creeremo nuove opportunità e nuovi posti di lavoro. Il pacchetto odierno costituisce il quadro di riferimento generale che consentirà questa trasformazione. Propone un percorso credibile e ambizioso per una migliore gestione dei rifiuti in Europa, sostenuto da azioni che riguardano l'intero ciclo dei prodotti; contiene sia una normativa intelligente sia incentivi a livello UE che aiuteranno le imprese e i consumatori - ma anche le autorità nazionali e locali - a guidare questa trasformazione."

Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato:"Le nuove proposte inviano un segnale positivo a chi è pronto a investire nell'economia circolare. Oggi affermiamo che l’Europa è il luogo migliore per insediare attività sostenibili e rispettose dell’ambiente. Passare a un'economia più circolare vuol dire rimodellare l'economia di mercato e migliorare la nostra competitività. Se riusciremo a usare le risorse in modo più efficiente e a essere meno dipendenti da materie prime ormai scarse, potremo sviluppare un vantaggio competitivo.Il potenziale di creazione di posti di lavoro dell’economia circolare è enorme, e la domanda di prodotti e servizi migliori e più efficienti è in piena espansione.Rimuoveremo gli ostacoli che frenano l'ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse da parte delle imprese e potenzieremo il mercato interno delle materie prime secondarie. Vogliamo conseguire veri progressi sul campo: ci preme di realizzarli concretamente coinvolgendo non solo gli Stati membri, le regioni e i comuni, ma anche le imprese, l’industria e la società civile."

Un piano d’azione dell’UE per l’economia circolare

Il pacchetto "economia circolare" invia un segnale chiaro agli operatori economici: l’UE sta utilizzando tutti gli strumenti di cui dispone per trasformare la propria economia, aprendo la strada a nuove opportunità commerciali e stimolando la competitività. Si tratta di misure a 365° per cambiare l’intero ciclo di vita del prodotto, che non si concentrano unicamente sulla fase di fine vita e sottolineano la precisa ambizione della Commissione di trasformare l’economia dell’Unione e produrre risultati concreti. Grazie ai nuovi incentivi che stiamo introducendo, dovrebbero progressivamente emergere modalità innovative e più efficaci di produzione e di consumo. L’economia circolare ha le potenzialità per creare numerosi posti di lavoro in Europa, preservando nel contempo risorse preziose e sempre più scarse, riducendo l'impatto ambientale legato al loro impiego e iniettando nuovo valore nei materiali di scarto. Abbiamo stabilito anche misure settoriali e norme di qualità per le materie prime secondarie. Le azioni chiave adottate oggi o da realizzare nel corso del mandato dell'attuale Commissione includono:

  • finanziamenti per oltre 650 milioni di EUR provenienti da Orizzonte 2020 e per 5,5 miliardi di EUR dai fondi strutturali;
  • azioni per ridurre i rifiuti alimentari, compresa una metodologia comune di misurazione, una migliore indicazione della data di consumo, e strumenti per raggiungere l'obiettivo di sviluppo sostenibile globale di ridurre della metà i rifiuti alimentari entro il 2030;
  • lo sviluppo di norme di qualità per le materie prime secondarie al fine di aumentare la fiducia degli operatori nel mercato unico;
  • misure nell'ambito del piano di lavoro 2015-2017 sulla progettazione ecocompatibile per promuovere la riparabilità, longevità e riciclabilità dei prodotti, oltre che l'efficienza energetica;
  • la revisione del regolamento relativo ai concimi, per agevolare il riconoscimento dei concimi organici e di quelli ricavati dai rifiuti nel mercato unico e sostenere il ruolo dei bionutrienti;
  • una strategia per le materie plastiche nell'economia circolare, che affronta questioni legate a riciclabilità, biodegradabilità, presenza di sostanze pericolose nelle materie plastiche e, nell'ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile, l'obiettivo di ridurre in modo significativo i rifiuti marini;
  • una serie di azioni in materia di riutilizzo delle acque, tra cui una proposta legislativa sulle prescrizioni minime per il riutilizzo delle acque reflue.

La comunicazione adottata oggi comprende un calendario preciso per le azioni proposte e un piano per un quadro di monitoraggio semplice ed efficace per l’economia circolare.

Revisione delle proposte legislative sui rifiuti

Le nuove proposte legislative sui rifiuti definiscono obiettivi chiari in materia di riduzione dei rifiuti e stabiliscono un percorso a lungo termine ambizioso e credibile per la loro gestione e riciclaggio. Al fine di garantire un’attuazione efficace, gli obiettivi di riduzione dei rifiuti delle nuove proposte sono accompagnati da misure concrete volte ad affrontare gli ostacoli pratici e le diverse situazioni nei vari Stati membri. Gli elementi chiave delle nuove proposte comprendono:

  • un obiettivo comune a livello di UE per il riciclaggio del 65% dei rifiuti urbani entro il 2030;
  • un obiettivo comune a livello di UE per il riciclaggio del 75% dei rifiuti di imballaggio entro il 2030;
  • un obiettivo vincolante per ridurre al massimo al 10% il collocamento in discarica per tutti i rifiuti entro il 2030;
  • il divieto del collocamento in discarica dei rifiuti della raccolta differenziata;
  • la promozione di strumenti economici per scoraggiare il collocamento in discarica;
  • definizioni più semplici e adeguate nonché metodi armonizzati per il calcolo dei tassi di riciclaggio in tutta l’UE;
  • misure concrete per promuovere il riutilizzo e stimolare la simbiosi industriale trasformando i prodotti di scarto di un'industria in materie prime destinate ad un'altra;
  • incentivi economici affinché i produttori facciano giungere prodotti più ecologici sul mercato e un sostegno ai sistemi di recupero e riciclaggio (es. per imballaggi, batterie, apparecchiature elettriche ed elettroniche, veicoli).

Contesto

Nel dicembre 2014 la Commissione ha deciso di ritirare una proposta legislativa sui rifiuti, applicando il principio della discontinuità politica all'interno del primo programma di lavoro della Commissione Juncker. In quel momento la Commissione ha preso l'impegno di utilizzare i suoi nuovi metodi di lavoro orizzontali per presentare entro la fine del 2015, avvalendosi delle competenze di tutti i suoi servizi, un nuovo pacchetto che coprisse l’intero ciclo economico e non solo gli obiettivi di riduzione dei rifiuti. Il pacchetto completo adottato oggi è costituito da una serie di azioni tangibili, ampie e ambiziose, che verranno presentate durante il mandato della Commissione.

Nel corso del processo di elaborazione del pacchetto sull’economia circolare, il 25 giugno 2015 la Commissione ha organizzato a Bruxelles una conferenza su questo tema alla quale hanno partecipato circa 700 soggetti interessati. La partecipazione era aperta a tutti coloro che desideravano contribuire a definire la politica economica europea. La conferenza ha fatto seguito a una consultazione pubblica di dodici settimane svoltasi dal 28 maggio al 20 agosto 2015, nell'ambito della quale sono pervenuti oltre 1200 contributi. Inoltre i commissari, insieme ai loro gabinetti e servizi, hanno organizzato intense e proficue consultazioni con i principali soggetti interessati.

La Commissione invita ora il Parlamento europeo e il Consiglio a basarsi su questo importante lavoro preparatorio e a dare priorità all’adozione e attuazione delle proposte legislative presentate oggi. Il pacchetto sarà immediatamente presentato dal primo Vicepresidente Timmermans e dal Vicepresidente Katainen, il 2 dicembre, in una seduta plenaria del Parlamento europeo.

Per ulteriori informazioni

MEMO: Pacchetto sull'economia circolare: domande e risposte

Scheda informativa generale: L'anello mancante: un ambizioso pacchetto di misure dell'UE sull’economia circolare

Scheda: L'anello mancante: aiutare i consumatori a scegliere prodotti e servizi sostenibili

Scheda: L'anello mancante: la fase di produzione dell’economia circolare

Scheda: L'anello mancante: obiettivi e strumenti chiari per una migliore gestione dei rifiuti

Scheda: L'anello mancante: da rifiuti a risorse                        

Comunicazione: L'anello mancante – Un piano d'azione per l'economia circolare

Allegato della comunicazione sull'economia circolare

Proposta di direttiva sui rifiuti

Proposta di direttiva sui rifiuti da imballaggio

Proposta di direttiva sulle discariche

Proposta di direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici

Nota analitica sugli obiettivi della gestione dei rifiuti

Documento di lavoro dei servizi della Commissione – Piano di attuazione

Risultati della consultazione pubblica

IP/15/6203

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