dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 31 maggio 2016. Oggi la Commissione ha presentato, insieme a Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft (qui di seguito "le aziende informatiche") un codice di condotta con un elenco di impegni per combattere la diffusione dell’illecito incitamento all’odio online in Europa.

Le aziende informatiche affiancano la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE nell'affrontare la sfida di garantire che le piattaforme online non offrano opportunità di diffusione virale di forme illegali di incitamento all’odio online.  Esse condividono, insieme anche ad altre piattaforme ed operatori di social media, la responsabilità e l'orgoglio comune di promuovere ed agevolare la libertà di espressione in tutto il mondo della rete. La Commissione e le aziende informatiche sono tuttavia consapevoli del fatto che la diffusione dell'illecito incitamento all’odio online si ripercuote negativamente non solo sui gruppi o sui singoli che vengono presi di mira, ma anche su coloro che nelle nostre società aperte si esprimono a favore della libertà, della tolleranza e della non discriminazione, e ha un effetto inibitore sul discorso democratico sulle piattaforme online.

Per prevenire la diffusione di forme illegali di incitamento all’odio, è fondamentale garantire che le pertinenti leggi nazionali di recepimento della decisione quadro del Consiglio sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia siano fatte applicare integralmente dagli Stati membri sia online che offline. Se da un lato l’applicazione effettiva delle disposizioni che prevedono il reato di incitamento all’odio dipende dall'esistenza di un solido sistema di applicazione delle sanzioni penali contro i singoli autori dei discorsi di incitamento all'odio, dall'altro questa azione deve essere integrata da iniziative atte a garantire che appena ricevono una valida segnalazione gli intermediari online e le piattaforme dei media sociali le esaminano prontamente, in tempi idonei, per contrastare le forme illegali di incitamento all'odio online. Per essere considerata valida, la segnalazione dovrebbe essere sufficientemente precisa e adeguatamente fondata.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "I recenti attacchi terroristici hanno ribadito l’urgente necessità di combattere l'illecito incitamento all’odio online. Purtroppo i sociali network sono uno degli strumenti usati da gruppi terroristici per radicalizzare giovani adepti e dai razzisti per diffondere l'odio e la violenza. L’accordo costituisce un importante passo avanti per garantire che la rete rimanga un luogo aperto all'espressione libera e democratica, nel rispetto dei valori e delle normative europee. Mi compiaccio dell'impegno preso dalle aziende informatiche di tutto il mondo di esaminare entro 24 ore la maggior parte delle richieste giustificate di rimozione di contenuti che incitano all’odio, e se del caso di cancellare tali contenuti o di renderli inaccessibili;

La responsabile europea della politica pubblica di Twitter, Karen White, ha osservato: "Su Twitter non c'è posto per comportamenti improntati all'odio, e continueremo a fronteggiare questo fenomeno fianco a fianco con i nostri partner del settore e della società civile. Confermiamo il nostro impegno a fare sì che i tweet fluiscano. Ma vi è una netta distinzione tra libertà di espressione e comportamenti che incitano all'odio e alla violenza. Intendiamo dunque intervenire contro i comportamenti improntati all'odio che violano le norme di Twitter, e al contempo fare tesoro dell'incredibile capacità della nostra piattaforma di dare voce alle idee positive, di combattere i pregiudizi e di lottare contro le cause profonde dell'intolleranza. Siamo impazienti di proseguire un dialogo costruttivo in materia tra la Commissione europea, gli Stati membri, i nostri partner nella società civile e i nostri omologhi nel settore informatico."

La direttrice per la politica pubblica e le relazioni governative di Google, Lie Junius, ha dichiarato: "Il nostro impegno è garantire alle persone l'accesso all'informazione tramite i nostri servizi, ma da sempre vietiamo qualsiasi illecito incitamento all’odio sulle nostre piattaforme. Disponiamo di sistemi efficienti per esaminare le richieste giustificate e rimuovere i contenuti illegali entro 24 ore. Siamo felici di cooperare con la Commissione per sviluppare approcci improntati alla coregolamentazione e all’autoregolamentazione al fine di combattere l’incitamento all’odio online».

Dal canto suo, Monika Bickert, capo del settore strategico globale di Facebook, ha dichiarato: "Ci compiacciamo per l'annuncio odierno e per l'opportunità di continuare il nostro lavoro con la Commissione e con l'industria tecnologica nelle sue varie articolazioni per lottare contro l’incitamento all’odio. Abbiamo 1,6 miliardi di utenti nel mondo, e lavoriamo duramente per trovare un equilibrio tra la necessità di dare alle persone la possibilità di esprimersi e quella di garantire che ciò avvenga nel pieno rispetto di tutti. Come chiaramente specificato nelle norme della nostra comunità, su Facebook non c’è posto per i discorsi di incitamento all’odio. Esortiamo dunque gli utenti ad utilizzare gli appositi meccanismi di segnalazione quando si imbattono in contenuti che ritengono non conformi alle nostre norme, in modo che possiamo indagare. I nostri servizi in tutto il mondo sono impegnati 24 ore su 24 ad esaminare tali segnalazioni e ad intervenire rapidamente."

John Frank, vicepresidente per gli affari di governo UE della Microsoft, ha osservato: “La civiltà e la libertà di espressione sono importanti per noi, e per questo le nostre condizioni di utilizzo vietano l'incitamento alla violenza e all’odio sui servizi per i consumatori ospitati da piattaforme Microsoft. Abbiamo recentemente annunciato ulteriori misure miranti a vietare espressamente di postare contenuti terroristici. Continueremo ad offrire ai nostri utenti uno strumento per informarci quando ritengono che le nostre regole siano state violate. La nostra adesione al codice di condotta conferma il nostro impegno in questa importante questione."

Con la firma del codice di condotta le aziende informatiche si impegnano a proseguire nei loro sforzi volti a contrastare qualsiasi illecito incitamento all’odio online. L'adesione comporta l'elaborazione permanente di procedure interne e l'offerta di formazione al personale in modo che sia possibile esaminare entro 24 ore la maggior parte delle richieste giustificate di rimozione di contenuti che incitano all’odio, e se del caso di cancellare tali contenuti o di renderli inaccessibili. Le aziende informatiche si impegneranno inoltre per rafforzare l'attuale partenariato con le organizzazioni della società civile, che contribuiranno a segnalare i contenuti istiganti alla violenza e a comportamenti improntati all'odio. Le aziende informatiche e la Commissione europea si prefiggono inoltre di proseguire l'opera di elaborazione e promozione di narrazioni alternative indipendenti, di nuove idee e iniziative e di sostegno di programmi educativi che incoraggino il pensiero critico.

Le aziende informatiche sottolineano altresì che il presente codice di condotta mira a orientare la loro attività e a consentire la condivisione delle migliori pratiche con altre imprese operanti su internet, con le piattaforme e con le aziende dei media sociali.

Il codice di condotta comprende i seguenti impegni pubblici.

                                                          

·         Le aziende informatiche, prendendo la guida nella lotta contro la diffusione delle forme illegali di incitamento all’odio online, hanno convenuto con la Commissione europea un codice di condotta che stabilisce gli impegni pubblici che si riportano di seguito.                                                                                                                      

·         Le aziende informatiche predispongono procedure chiare ed efficaci per esaminare le segnalazioni riguardanti forme illegali di incitamento all’odio nei servizi da loro offerti, in modo da poter rimuovere tali contenuti o disabilitarne l'accesso. Le aziende informatiche predispongono regole o orientamenti per la comunità degli utenti volte a precisare che sono vietate la promozione dell'istigazione alla violenza e a comportamenti improntati all'odio.

·         Al ricevimento di una segnalazione valida mirante alla rimozione di forme illegali di incitamento all'odio, le aziende informatiche la esaminano alla luce delle regole e degli orientamenti da esse predisposti per la comunità degli utenti e, ove necessario, delle leggi nazionali di recepimento della decisione quadro 2008/913/GAI, affidando l'esame a squadre specializzate.

·         Le aziende informatiche esaminano in meno di 24 ore la maggior parte delle segnalazioni valide miranti alla rimozione di forme illegali di incitamento all’odio e, se necessario, rimuovono tali contenuti o ne disabilitano l’accesso.

·         Inoltre, le aziende informatiche svolgono presso i loro utenti un'opera di educazione e di sensibilizzazione sulle tipologie di contenuti non autorizzate in base alle regole e agli orientamenti da esse predisposti per la comunità degli utenti. A tal fine potrebbe essere utilizzato il sistema di segnalazione.

·         Le aziende informatiche forniscono informazioni sulle procedure di trasmissione di avvisi, al fine di rendere più rapida ed efficace la comunicazione fra le autorità degli Stati membri e le aziende informatiche, in particolare per quanto riguarda le segnalazioni, la disattivazione dell'accesso o la rimozione delle forme illegali di incitamento all’odio online. Le informazioni devono essere trasmesse tramite i punti di contatto nazionali rispettivi designati dalle aziende informatiche e dagli Stati membri. In tal modo si consentirà anche agli Stati membri, e in particolare alle autorità nazionali incaricate dell’applicazione della legge, di acquisire ulteriore familiarità con i metodi per riconoscere le forme illegali di incitamento all’odio online e segnalarle alle aziende informatiche.

·         Le aziende informatiche incoraggiano la trasmissione degli avvisi e la segnalazione dei contenuti che promuovono l’istigazione alla violenza e ai comportamenti improntati all'odio avvalendosi di esperti, in particolare attraverso partenariati con le organizzazioni della società civile, fornendo chiare informazioni sulle regole e sugli orientamenti da esse predisposti per la comunità degli utenti e sulle regole in materia di procedure di comunicazione e di segnalazione. Le aziende informatiche si adoperano per rafforzare i partenariati con le organizzazioni della società civile ampliando la portata geografica di tali partenariati e, se del caso, offrono sostegno e formazione ai partner delle organizzazioni della società civile per consentire loro di svolgere il ruolo di "relatore di fiducia" o equivalente, tenendo in debita considerazione l'esigenza di preservarne l'indipendenza e la credibilità.

·         La aziende informatiche contano sul sostegno degli Stati membri e della Commissione europea per garantire l’accesso a una rete rappresentativa di partner delle organizzazioni della società civile e di "relatori di fiducia" in tutti gli Stati membri che possano contribuire allo sforzo di trasmettere avvisi di alta qualità. Le aziende informatiche pubblicano le informazioni sui "relatori di fiducia" sul loro sito web.

·         Le aziende informatiche organizzano periodicamente formazioni per il proprio personale per informarlo sugli sviluppi sociali in corso e si scambiano opinioni sulle possibilità di ulteriori miglioramenti.

·         Le aziende informatiche intensificano la loro cooperazione con altre piattaforme e altri operatori dei media sociali per migliorare la condivisione delle migliori pratiche.

·         Le aziende informatiche e la Commissione europea, riconoscendo il valore di voci indipendenti che contrastino la retorica dell'odio e i pregiudizi, si prefiggono di proseguire l'opera di elaborazione e promozione di narrazioni alternative indipendenti, di nuove idee e iniziative e di sostegno di programmi educativi che incoraggino il pensiero critico.

·         Le aziende informatiche intensificano la collaborazione con le organizzazioni della società civile per fornire formazione sulle migliori pratiche per lottare contro la retorica dell'odio e i pregiudizi e aumentano la portata del loro approccio proattivo nei confronti delle organizzazioni della società civile per aiutarle a realizzare campagne efficaci di lotta contro i discorsi di incitamento all'odio. La Commissione europea, in cooperazione con gli Stati membri, contribuisce a questo sforzo provvedendo a repertoriare le esigenze e le richieste specifiche delle organizzazioni della società civile in proposito.

·         La Commissione europea, in coordinamento con gli Stati membri, promuove l'adesione agli impegni stabiliti nel presente codice di condotta anche da parte di altre piattaforme e di altri operatori dei media sociali.

Le aziende informatiche e la Commissione europea convengono di riesaminare gli impegni pubblici del presente codice di condotta a cadenze regolari, valutandone anche l'impatto. Convengono altresì di proseguire le discussioni su modalità idonee a promuovere la trasparenza e a incoraggiare narrazioni alternative che contrastino l'incitamento all'odio. A tal fine verranno organizzati incontri periodici ed entro la fine del 2016 verrà presentata una valutazione preliminare al gruppo ad alto livello per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di intolleranza.

Contesto

La Commissione collabora con le aziende dei social network per garantire che l'incitamento all’odio online sia combattuto analogamente a quanto avviene sugli altri media.

L'articolo 14 della direttiva sul commercio elettronico ha consentito di elaborare procedure di rimozione, ma non le disciplina in maniera dettagliata. Una "procedura di notifica e intervento" inizia quando qualcuno informa un prestatore di servizi di hosting — ad esempio un social network, una piattaforma di commercio elettronico o una società che ospita siti web — riguardo a contenuti illegali su Internet (ad esempio contenuti razzisti, collegati ad abusi su minori o spam) e termina nel momento in cui un prestatore di servizi di hosting interviene contro i contenuti illegali.

Sulla scorta del convegno annuale dell’UE sui diritti fondamentali dell'ottobre 2015, dal titolo "Tolleranza e rispetto: prevenzione e lotta contro l’odio antisemitico e antislamico in Europa", la Commissione ha avviato un dialogo con i principali operatori IT, in cooperazione con gli Stati membri e la società civile, al fine di individuare il modo migliore per combattere l’incitamento illecito all’odio online che diffonda l'odio e la violenza.

I recenti attacchi terroristici e l’uso dei social media da parte di gruppi terroristici per radicalizzare giovani adepti hanno reso più urgente un'azione per lottare contro questo problema.

Nel dicembre 2015 la Commissione ha lanciato il Forum dell'UE su Internet per tutelare il pubblico dalla diffusione di materiale terroristico e dall'uso dei canali di comunicazione da parte dei terroristi per agevolare e indirizzare le proprie attività. LaDichiarazione congiunta del Consiglio straordinario «Giustizia e affari interni» a seguito degli attentati terroristici di Bruxelles ha sottolineato la necessità di intensificare i lavori in questo campo e di concordare un codice di condotta sull'incitamento all’odio online.

La decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia qualifica come reato l'istigazione pubblica alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o di un suo membro, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza o all'origine nazionale o etnica. Questa è la base giuridica per definire i contenuti illeciti online.

La libertà di espressione è un valore europeo fondamentale e deve essere preservata. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha introdotto un’importante distinzione tra i contenuti che "offendono, scuotono o disturbano lo Stato o un qualunque settore della popolazione" e quelli che contengono un vero e proprio, grave incitamento alla violenza o all’odio. La Corte ha chiarito che gli Stati possono sanzionare o vietare quest'ultimo tipo di contenuti.

Per ulteriori informazioni:

Codice di condotta

Decisione quadro sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 25 maggio 2016. Oggi la Commissione europea ha proposto un aggiornamento della normativa UE nel settore audiovisivo per creare condizioni più eque per tutti gli operatori, promuovere i film europei, tutelare i minori e contrastare più efficacemente l’incitamento all’odio. La proposta delinea anche un nuovo approccio alle piattaforme online nell'intento di rispondere alle sfide poste da ciascun settore.

Nel quadro della strategia per il mercato unico digitale la Commissione ha presentato oggi un aggiornamento della direttiva sui servizi di media audiovisivi (direttiva SMA), ossia delle norme comuni che da quasi 30 anni disciplinano i contenuti audiovisivi e garantiscono la diversità culturale e la libera circolazione dei contenuti nell'Unione. Attualmente gli utenti non si limitano a guardare i contenuti video sui canali televisivi, ma utilizzano sempre più spesso servizi di video a richiesta (come Netflix e MUBI) e piattaforme per la condivisione di video (come YouTube e Dailymotion). Per questo motivo la Commissione intende riequilibrare le norme attualmente applicabili alle emittenti tradizionali, ai fornitori di video a richiesta e alle piattaforme per la condivisione di video, soprattutto per quanto riguarda la protezione dei minori. Inoltre, la direttiva SMA riveduta rafforza la promozione della diversità culturale europea, assicura l’indipendenza delle autorità di regolamentazione del settore audiovisivo e offre maggiore flessibilità alle emittenti con riguardo alla pubblicità.

La proposta rispecchia il nuovo approccio della Commissione per le piattaforme online (come i mercati online, i motori di ricerca, i sistemi di pagamento, i media sociali e i siti per la condivisione di contenuti e di video). In seguito al lancio della strategia per il mercato unico digitale nel maggio 2015, la Commissione ha effettuato una valutazione globale del ruolo sociale ed economico di questi nuovi operatori e ha concluso che un approccio «uguale per tutti» non permetteva ai consumatori di trarre vantaggio dalle opportunità esistenti né di far fronte con le norme vigenti alle diverse sfide poste dalla grande varietà di piattaforme online. Sulla base di tale approccio la Commissione esaminerà ogni settore in cui può intervenire, dalle telecomunicazioni al diritto d’autore, per affrontare i problemi specifici di tutti gli operatori di mercato, tenendo conto anche degli sviluppi futuri.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "Il mio intento è che le piattaforme online, il settore creativo e l'audiovisivo diventino forze trainanti dell'economia digitale; non voglio che siano appesantiti da norme inutili o superate. Hanno bisogno della certezza di un quadro giuridico moderno ed equo, che intendiamo fornire con la proposta odierna. Questo significa non modificare le norme efficaci, come quelle relative alla responsabilità dei fornitori di servizi online. Significa anche deregolamentare, se necessario, settori tradizionali come la radiodiffusione o estendere determinati obblighi alle piattaforme e ad altri operatori digitali per migliorare la protezione degli utenti e garantire parità di condizioni.»

Günther H. Oettinger, Commissario per l'Economia e la società digitali, ha dichiarato: "Possono essere cambiate le modalità di fruizione dei contenuti televisivi o dei video, ma non sono cambiati i nostri valori. Con le nuove norme intendiamo difendere il pluralismo dei media e l’indipendenza dei regolatori del settore audiovisivo e bandire l’incitamento all’odio dalle piattaforme per la condivisione di video. Vogliamo anche assicurare parità di condizioni, un comportamento responsabile, la fiducia nell'ambiente delle piattaforme online e la sua equità: la comunicazione odierna esprime la nostra visione al riguardo."

Quadro dei media per il XXI secolo

La Commissione ha svolto una valutazione della direttiva del 2010 sui servizi di media audiovisivi (direttiva SMA), sulla cui base propone:

o    Piattaforme responsabili per la condivisione di video: le piattaforme che organizzano e classificano grandi quantità di video dovranno tutelare i minori da contenuti nocivi (come la violenza e la pornografia) e proteggere tutti i cittadini dall'incitamento all'odio. Fra le misure dettagliate, strumenti che consentano agli utenti di segnalare contenuti illeciti, sistemi di verifica dell’età e sistemi di controllo genitoriale. Per far sì che le misure siano efficaci e orientate al futuro, la Commissione inviterà tutte le piattaforme per la condivisione di video a collaborare nell'ambito dell’Alliance to better protect minors online (Alleanza per una migliore tutela dei minori online), al fine di elaborare un codice di condotta per il settore. I regolatori nazionali del settore audiovisivo non si occuperanno semplicemente di autoregolamentazione, ma avranno il potere di far rispettare le norme, che, a seconda di quanto previsto dalla legislazione nazionale, potranno anche comportare delle sanzioni.

o    Un ruolo più incisivo per i regolatori audiovisivi: la direttiva riveduta farà in modo che le autorità di regolamentazione siano realmente indipendenti dai governi e dall'industria e possano svolgere nel modo migliore il loro ruolo, ossia garantire che i media audiovisivi operino nell’interesse degli utenti. Il ruolo del gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi, costituito da tutti i 28 regolatori nazionali del settore audiovisivo, sarà definito nella normativa dell'UE. Il gruppo valuterà i codici di condotta di coregolamentazione e fornirà consulenza alla Commissione europea.

o    Più spazio alla creatività europea: attualmente le emittenti televisive europee investono circa il 20% delle loro entrate in contenuti originali e i fornitori di servizi a richiesta meno dell'1%. La Commissione vuole che le emittenti televisive continuino a riservare almeno metà del tempo di trasmissione alle opere europee e obbligherà i fornitori di servizi a richiesta a garantire almeno il 20% di opere europee nei loro cataloghi. La proposta chiarisce inoltre che gli Stati membri possono chiedere ai servizi su richiesta disponibili sul territorio nazionale di contribuire finanziariamente alle opere europee.

o    Maggiore flessibilità per le emittenti televisive: i telespettatori disturbati dal numero eccessivo di annunci pubblicitari possono passare a offerte di contenuti online senza pubblicità, che un decennio fa non esistevano. La revisione della normativa nel settore audiovisivo risponde a questa e ad altre nuove realtà. La direttiva riveduta offre alle emittenti maggiore flessibilità su quando trasmettere gli annunci: il limite complessivo del 20% del tempo di trasmissione è mantenuto tra le 7 e le 23, ma invece degli attuali 12 minuti all’ora, le emittenti possono scegliere più liberamente quando trasmettere gli annunci nel corso della giornata. Le emittenti e i fornitori di servizi a richiesta godranno inoltre di maggiore flessibilità per l'inserimento di prodotti e la sponsorizzazione, continuando a mantenere i telespettatori informati.

Tutte queste misure dovrebbero avere un impatto economico positivo per i fornitori di servizi di media, soprattutto per le emittenti radiotelevisive, e accrescere la loro capacità di investire in contenuti audiovisivi, elemento importante per la competitività dell’industria audiovisiva dell’UE.

Piattaforme online: opportunità e sfide per l’Europa

Le piattaforme online svolgono un ruolo fondamentale per l’innovazione e la crescita nel mercato unico digitale. Hanno rivoluzionato l’accesso all’informazione e hanno reso più efficiente ed efficace l'interazione tra venditori e acquirenti. L’intervento dell’UE è necessario per creare un ambiente idoneo ad attirare e mantenere innovatori nel campo delle piattaforme online e contribuire alla loro crescita.

La Commissione ha delineato un approccio mirato e basato su principi per risolvere i problemi segnalati dai partecipanti alla sua consultazione pubblica sulla valutazione delle piattaforme, che si è svolta nell'arco di un anno (cfr. domande e risposte), e coadiuverà l'industria e le parti interessate nei loro sforzi di autoregolamentazione e coregolamentazione per garantire che questo approccio resti flessibile e aggiornato. Gli ambiti di intervento comprendono:

o    Norme comparabili per servizi digitali comparabili: i servizi digitali comparabili dovrebbero essere soggetti alle stesse norme o a norme analoghe e, ove possibile, la Commissione dovrebbe ridurre l'ambito di applicazione e la portata della normativa vigente. La Commissione applicherà tali principi alla revisione in corso della normativa sulle telecomunicazioni dell’UE e della direttiva sulla e-privacy, ad esempio per stabilire se le norme in materia di riservatezza debbano applicarsi, oltre che alle società di telecomunicazioni "classiche", ai fornitori di servizi di comunicazione online.

o    L'obbligo per le piattaforme online di comportarsi in modo responsabile: l'attuale regime di responsabilità degli intermediari previsto dalla direttiva sul commercio elettronico dovrebbe essere mantenuto. Problemi specifici saranno affrontati con strumenti mirati, come norme nel settore audiovisivo o norme sul diritto d'autore (comunicato stampa) o un maggiore impegno a titolo volontario dell’industria.
Ad esempio, la Commissione sta lavorando intensamente con le principali piattaforme online per elaborare un codice di condotta volto a contrastare l'incitamento all'odio online e presenterà i risultati nelle prossime settimane.

o    La fiducia è indispensabile: la cooperazione transfrontaliera nell'applicazione delle norme garantirà il rispetto, da parte delle piattaforme, degli obblighi concernenti i diritti dei consumatori, ad esempio tramite una chiara indicazione dei risultati delle ricerche sponsorizzate (comunicato stampa). La Commissione incoraggerà anche l'industria del settore ad intensificare volontariamente gli sforzi per contrastare pratiche come le recensioni online false o fuorvianti e inviterà le piattaforme online a riconoscere diversi tipi di sistemi di identificazione elettronica sicura (eID) che offrano le stesse garanzie dei loro sistemi eID.

o    Mercati aperti per un'economia basata sui dati: l'iniziativa per il libero flusso dei dati, prevista per la fine del 2016, faciliterà il passaggio e la portabilità dei dati fra diverse piattaforme online e servizi di cloud computing.

o    Un contesto imprenditoriale equo e favorevole all’innovazione: la Commissione svolgerà un'indagine sulle questioni sollevate nella consultazione pubblica da imprese e fornitori che interagiscono direttamente con le piattaforme, tra cui, ad esempio, preoccupazioni per le clausole vessatorie, in particolare per l’accesso a importanti banche dati, l'accesso al mercato e la generale mancanza di trasparenza. Su tale base la Commissione deciderà, entro la primavera del 2017, se è necessario un ulteriore intervento dell’UE in questo settore.

Nell'imminente agenda europea per l’economia collaborativa la Commissione fornirà inoltre orientamenti sulla normativa UE applicabile e formulerà raccomandazioni per gli Stati membri.

Contesto

Queste nuove iniziative rientranti nella strategia per il mercato unico digitale sono presentate oggi insieme a un pacchetto per la promozione del commercio elettronico nell’UE (comunicato stampa).

Le misure odierne fanno seguito a una serie di iniziative volte a digitalizzare l’industria europea (comunicato stampa), a proposte sul diritto d’autore (comunicato stampa) e sui contratti digitali (comunicato stampa) e a un progetto di decisione sul coordinamento dello spettro radio (comunicato stampa). La strategia per il mercato unico digitale contempla 16 iniziative da presentare entro la fine dell'anno.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte sulle piattaforme online e sulla normativa UE nel settore audiovisivo

Documenti adottati oggi:

Proposta di modifica della direttiva sui servizi di media audiovisivi

Comunicazione sulle piattaforme online e sul mercato unico digitale

Documento di lavoro sulle piattaforme online e sul mercato unico digitale

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LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 25 maggio 2016. La Commissione europea ha presentato oggi un pacchetto di misure per consentire ai consumatori e alle imprese di acquistare e vendere online prodotti e servizi in modo più semplice e sicuro in tutta l'UE.

Come promesso nelle strategie per il mercato unico digitale e per il mercato unico, la Commissione europea ha presentato un pacchetto, articolato in tre proposte, che mira a promuovere il commercio elettronico contrastando la pratica del blocco geografico, rendendo la consegna transfrontaliera dei pacchi meno costosa e più efficiente e promuovendo la fiducia dei consumatori grazie a una migliore protezione e applicazione delle norme.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "Troppo spesso coloro che vorrebbero acquistare online non hanno accesso alle offerte più convenienti oppure decidono di non acquistare all'estero perché il costo della consegna è eccessivo o perché non sanno come far valere i propri diritti in caso di complicazioni. Vogliamo risolvere i problemi che impediscono ai consumatori e alle imprese di sfruttare appieno la possibilità di acquistare e vendere prodotti e servizi online."

Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per l'economia e la società digitali, ha dichiarato: "L'iniziativa per contrastare il blocco geografico garantisce il giusto equilibrio tra l'interesse dei consumatori di effettuare acquisti online senza confini e il bisogno delle imprese di far riferimento a norme certe. Sono certo che il nostro approccio, che tiene nella giusta considerazione le specificità di certi settori, darà un fruttuoso slancio al commercio elettronico transfrontaliero nell'UE."

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha aggiunto: "Nel mercato unico non sono ammissibili discriminazioni tra i consumatori europei legate alla volontà di segmentare i mercati lungo i confini nazionali. Regole più chiare, una loro migliore applicazione e una consegna transfrontaliera dei pacchi meno costosa renderanno più facile per i consumatori e le imprese, le PMI in particolare, avvalersi al meglio del mercato unico dell'UE e del commercio elettronico transfrontaliero."

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha affermato: "Troppe persone in Europa esitano ad acquistare online perché non conoscono i propri diritti o pensano che sarà difficile farli valere. Il mio obiettivo è che i consumatori possano acquistare online con la stessa fiducia che nel mondo fisico. Rafforzeremo le autorità di protezione dei consumatori, che potranno far rispettare meglio i diritti dei consumatori online e reprimere le pratiche fraudolente. Il pacchetto di oggi è un passo importante per adeguare la tutela dei consumatori alla rapidità del mondo online e per offrire certezza giuridica agli operatori economici."

Il pacchetto odierno per il commercio elettronico è composto da:

·         una proposta legislativa per contrastare il blocco geografico ingiustificato e altre forme di discriminazione in base alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento;

·         una proposta legislativa sui servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi per aumentare la trasparenza dei prezzi e migliorare la sorveglianza normativa;  

·         una proposta legislativa per migliorare l'applicazione dei diritti dei consumatori e fornire orientamenti che chiariscano, tra l'altro, cosa costituisce una pratica commerciale sleale nel mondo digitale.

Impedire il blocco geografico e altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità o sul luogo di residenza

La Commissione propone norme per garantire che i consumatori che intendono acquistare prodotti e servizi in un altro paese dell'UE, online o di persona, non siano discriminati in termini di accesso ai prezzi, condizioni di vendita o di pagamento, tranne se ciò sia oggettivamente giustificato per motivi quali l'IVA o disposizioni di legge di interesse generale.

Quando il consumatore entra in un negozio in un altro paese dell'UE, l'esercente non gli chiede i documenti per procedere alla vendita o per adattare di conseguenza i prezzi o le condizioni. Ma nel mondo online troppo spesso ai consumatori è impedito l'accesso a offerte in altri paesi: essi sono ad esempio reindirizzati verso un sito web specifico per paese, oppure viene chiesto loro di pagare usando una carta di credito o di debito di un determinato paese. Tale discriminazione non è ammissibile nel mercato unico.

Il principio di non discriminazione è già stabilito dalla direttiva sui servizi e la Commissione lo ha applicato in alcuni settori di servizi come le società di autonoleggio o i parchi di divertimento, ma con questa proposta sia le imprese che i consumatori beneficeranno di una maggiore certezza giuridica circa le pratiche autorizzate e quelle vietate. Il regolamento garantirà questa certezza giuridica e le condizioni per farla valere per prodotti e servizi online o nel mondo fisico.

Per evitare di imporre oneri sproporzionati alle imprese, il regolamento non stabilisce l'obbligo di effettuare consegne in tutta l'UE ed esenta da alcune disposizioni le piccole imprese cui si applica una soglia IVA nazionale.

Consegne transfrontaliere dei pacchi meno costose e più efficienti

Il regolamento proposto oggi aumenterà la trasparenza dei prezzi e la sorveglianza regolamentare sui servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi: così i consumatori e i dettaglianti potranno beneficiare di consegne meno costose e condizioni di restituzione più agevoli anche da e per le regioni periferiche.

I consumatori e le piccole imprese lamentano che problemi di consegna dei pacchi, in particolare spese elevate di consegna transfrontaliera, impediscono loro di vendere o acquistare più attivamente in tutta l'UE. I prezzi praticati dagli operatori postali per la consegna di un pacchetto in un altro Stato membro sono spesso fino a cinque volte più alti dei prezzi nazionali, senza una chiara correlazione con i costi effettivi.

Il regolamento proposto incoraggerà la concorrenza, introducendo una maggiore trasparenza dei prezzi. La Commissione non propone di stabilire un limite massimo ai prezzi delle consegne. La regolamentazione dei prezzi è l'estremo rimedio, se la concorrenza non produce risultati soddisfacenti. La Commissione farà il punto dei progressi compiuti nel 2019 e valuterà se saranno necessarie ulteriori misure.

Il regolamento fornirà agli operatori postali nazionali i dati necessari per monitorare i mercati transfrontalieri e verificare l'accessibilità economica dei prezzi e la loro correlazione ai costi. Incoraggerà inoltre la concorrenza imponendo di concedere a terzi l'accesso trasparente e non discriminatorio ai servizi e alle infrastrutture di consegna transfrontaliera dei pacchi. La Commissione comunicherà i prezzi pubblici dei fornitori del servizio universale per stimolare la concorrenza e la trasparenza delle tariffe.

Tale proposta integra le iniziative di autoregolamentazione adottate dagli operatori postali per migliorare la qualità e la praticità dei servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi.

Aumentare la fiducia dei consumatori nel commercio elettronico

La proposta di revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori conferirà maggiori poteri alle autorità nazionali in modo che i consumatori possano far meglio valere i loro diritti. Esse potranno:

·         verificare se i siti Internet praticano il blocco geografico dei consumatori oppure offrono condizioni post-vendita che non rispettano le norme UE (ad esempio sul diritto di recesso);

·         ordinare l'immediata rimozione dei siti web che ospitano offerte truffaldine;

·         chiedere informazioni ai gestori dei registri dei nomi di dominio e alle banche per accertare l'identità dell'operatore responsabile.

In caso di violazione dei diritti dei consumatori a livello dell'UE, la Commissione potrà coordinare azioni comuni con le autorità nazionali di contrasto per porre fine a queste pratiche. Garantirà una protezione dei consumatori più tempestiva, facendo nel contempo risparmiare tempo e risorse agli Stati membri e alle imprese.

La Commissione sta inoltre pubblicando orientamenti aggiornati sulle pratiche commerciali sleali per dare risposte anche alle sfide poste dal mondo digitale. Si tratta di chiarimenti sull'applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Ad esempio, una piattaforma online che corrisponde alla definizione di "professionista" e propone o vende beni, servizi o contenuti digitali ai consumatori deve assicurarsi che le sue pratiche commerciali siano pienamente conformi al diritto dei consumatori dell'Unione. Le piattaforme devono indicare chiaramente che le norme in materia di pratiche commerciali sleali non si applicano ai privati che vendono oggetti, e i motori di ricerca dovrebbero essere tenuti a distinguere chiaramente i link sponsorizzati (paid placement) dai risultati naturali di una ricerca.

Gli orientamenti riveduti comprendono anche due insiemi di principi di autoregolamentazione concordati tra i soggetti interessati: un insieme aiuterà gli strumenti di confronto a conformarsi meglio alla direttiva e l'altro contribuirà all'applicazione delle norme sulle pratiche commerciali sleali, contrastando le dichiarazioni ambientali fuorvianti e infondate.

Contesto

Il pacchetto odierno sul commercio elettronico integra due proposte legislative (sulla fornitura di contenuti digitali e sulle vendite online e altre vendite a distanza di beni) presentate dalla Commissione nel dicembre 2015, come anche la prossima proposta di semplificazione dell'IVA prevista per l'autunno 2016.

Parallelamente all'adozione del pacchetto sul commercio elettronico, la Commissione ha presentato oggi un aggiornamento della regolamentazione UE nel settore audiovisivo e la sua strategia sulle piattaforme online.  

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte: promuovere il commercio elettronico nell'UE

Proposta di regolamento per contrastare il blocco geografico ingiustificato e le altre forme di discriminazione in base al luogo di residenza o di stabilimento o alla nazionalità nel mercato unico

Proposta di regolamento relativo ai servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi

Proposta di revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori

Orientamenti per l'applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali  

Bruxelles, 20 maggio 2016. Dieci novità fondamentali per i prodotti del tabacco venduti nell'UE (*)

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 2501) Avvertenze relative alla salute: obbligo di avvertenze illustrate e di maggiori dimensioni

Le avvertenze grafiche relative alla salute, con foto, testo e informazioni sulla disassuefazione dal fumo, occuperanno il 65 % del fronte e del retro dei pacchetti di sigarette e delle confezioni di tabacco da arrotolare (**). Tali avvertenze, che illustrano le conseguenze sociali e per la salute del fumo, hanno lo scopo di scoraggiare le persone dal fumare o di incoraggiarle a smettere. Sono raggruppate in tre raccolte proposte alternativamente di anno in anno in modo da farne durare l'impatto il più a lungo possibile. La grafica delle avvertenze è definita in una decisione di esecuzione della Commissione. Cliccare qui per visualizzare il modello dei nuovi pacchetti di sigarette.

2) Aromi caratterizzanti vietati nelle sigarette e nel tabacco da arrotolare

Le sigarette e il tabacco da arrotolare non potranno più avere aromi caratterizzanti come mentolo, vaniglia o caramelle, che mascherano il gusto e l'odore del tabacco (***). Nel caso di prodotti con una quota di mercato superiore al 3 % (come il mentolo), il divieto sarà applicato a partire dal 2020.

È stata definita una procedura intesa a stabilire se un prodotto del tabacco abbia un aroma caratterizzante e sarà istituito un gruppo consultivo indipendente con il compito di assistere la Commissione e gli Stati membri in tale campo.

3) Nuova etichettatura relativa alle emissioni di catrame, nicotina e monossido di carbonio

L'etichettatura relativa alle emissioni di catrame, nicotina e monossido di carbonio sulle sigarette e sul tabacco da arrotolare sarà sostituita con il seguente messaggio informativo destinato ai consumatori: "il fumo del tabacco contiene oltre 70 sostanze cancerogene". La ricerca ha dimostrato che l'attuale etichettatura è fuorviante per i consumatori in quanto fa loro credere che alcuni prodotti siano meno rischiosi di altri per la salute. Il nuovo messaggio informativo rispecchierà più accuratamente le reali conseguenze del fumo per la salute.

4) Aboliti i pacchetti promozionali o fuorvianti

I pacchetti di sigarette devono avere forma parallelepipeda per garantire la visibilità delle avvertenze combinate relative alla salute. Le confezioni "slim" e gli altri pacchetti di forma irregolare non saranno più ammessi. Sono vietati anche i pacchetti contenenti meno di 20 sigarette. Scompariranno quindi dal mercato(^) i pacchetti da 10, che godono di particolare favore tra i giovani con limitato potere di acquisto.

Non sono ammessi sulle confezioni dei prodotti del tabacco elementi o caratteristiche promozionali e/o fuorvianti. I riferimenti a benefici per lo stile di vita, al gusto, agli aromi, le offerte speciali o le indicazioni che lascino intendere che un determinato prodotto sia meno nocivo di un altro, o presenti una maggiore biodegradabilità o altri vantaggi ambientali, non saranno più possibili.

5) Obbligo di segnalazione elettronica degli ingredienti

Per raccogliere maggiori informazioni sugli ingredienti dei prodotti del tabacco e sui loro effetti sulla salute e sulla dipendenza, i fabbricanti e gli importatori di prodotti del tabacco sono tenuti a comunicare in un formato elettronico standard gli ingredienti di tutti i prodotti che immettono sul mercato dell'UE. Saranno oggetto di obblighi di segnalazione rafforzati alcune sostanze frequentemente utilizzate, per le quali esistano prime indicazioni tali da suggerire che esse contribuiscano alla tossicità e alla capacità di indurre dipendenza o diano luogo ad aromi caratterizzanti nelle sigarette e nel tabacco da arrotolare.

6) Requisiti di sicurezza e di qualità per le sigarette elettroniche

La direttiva sui prodotti del tabacco non vieta le sigarette elettroniche. Cliccare qui per sfatare altri falsi miti su come cambierà la normativa. Sono stati invece introdotti per la prima volta requisiti di sicurezza e di qualità per le sigarette elettroniche contenenti nicotina.

Poiché la nicotina è una sostanza tossica, la direttiva stabilisce in primo luogo concentrazioni massime di nicotina e volumi massimi per le cartucce, i serbatoi e i contenitori di nicotina liquida. Le sigarette elettroniche dovrebbero essere a prova di bambino e di manomissione ed essere munite di un meccanismo che assicuri una ricarica senza perdite a tutela dei consumatori. Gli ingredienti delle sigarette elettroniche devono essere di elevata purezza e le sigarette elettroniche dovrebbero rilasciare una pari quantità di nicotina per boccate di pari intensità e durata.

7) Norme di confezionamento e di etichettatura per le sigarette elettroniche

Le avvertenze relative alla salute diventano obbligatorie per le sigarette elettroniche e informano i consumatori che le sigarette elettroniche contengono nicotina e non dovrebbero essere utilizzate dai non fumatori.

Le confezioni devono anche includere un elenco di tutti gli ingredienti del prodotto e informazioni sul contenuto di nicotina, ed essere corredate da un foglietto con le istruzioni per l'uso e informazioni su effetti nocivi, gruppi a rischio, capacità di indurre dipendenza e tossicità.

Non è ammesso l'uso di elementi promozionali sulle confezioni delle sigarette elettroniche e sono vietate la pubblicità e la promozione transfrontaliere delle sigarette elettroniche.

8) Monitoraggio e presentazione di relazioni sugli sviluppi delle sigarette elettroniche

Dal momento che le sigarette elettroniche sono un prodotto relativamente nuovo per il quale solo di recente cominciano a emergere dati, la direttiva stabilisce obblighi di monitoraggio, notifica e presentazione di relazioni per i fabbricanti e gli importatori, gli Stati membri e la Commissione:

·         i produttori di sigarette elettroniche devono notificare agli Stati membri tutti i prodotti che immettono sul mercato e presentare annualmente dati su volume delle vendite, preferenze dei consumatori e tendenze;

·         le autorità degli Stati membri monitorano il mercato per rilevare eventuali dati che dimostrino che le sigarette elettroniche causano assuefazione alla nicotina o portano al consumo di tabacco, in particolare tra i giovani e i non fumatori;

·         la Commissione presenta inoltre entro cinque anni al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della direttiva, che tratta anche degli sviluppi delle sigarette elettroniche.

9) Possibilità di vietare le vendite a distanza transfrontaliere

Gli Stati membri dell'UE possono vietare le vendite a distanza transfrontaliere di prodotti del tabacco che consentono ai consumatori, compresi quelli più giovani, di avere accesso a prodotti non conformi alla direttiva. Se un paese dell'UE si avvale di questa facoltà, le rivendite in questione non possono fornire i loro prodotti ai consumatori residenti in tale paese. Se uno Stato membro non introduce questo divieto, le rivendite devono comunque registrarsi presso le autorità competenti del paese in cui sono situate e del paese in cui intendono vendere i loro prodotti.

10) Misure di contrasto del commercio illegale

Le nuove misure destinate a contrastare il commercio illegale di prodotti del tabacco prevedono un sistema di tracciabilità e rintracciabilità a livello dell'UE lungo la catena di fornitura legale e una caratteristica di sicurezza composta di elementi visibili e invisibili (per esempio ologrammi) che dovrebbero aiutare gli organismi preposti all'applicazione della legge, le autorità nazionali e i consumatori a individuare i prodotti illegali.

Queste misure saranno introdotte nel 2019 per le sigarette e il tabacco da arrotolare e nel 2024 per i prodotti del tabacco diversi dalle sigarette e dal tabacco da arrotolare.

Per maggiori informazioni:

Politica dell'UE in materia di tabacco

I prodotti del tabacco nell'UE

Revisione della direttiva UE sui prodotti del tabacco

Infografica

Domande e risposte: nuove norme per i prodotti del tabacco

(*) Benché le norme si applichino a tutti i prodotti fabbricati a partire da oggi, gli Stati membri possono concedere ai fabbricanti un ulteriore periodo di 12 mesi per la vendita delle giacenze.

(**) La direttiva sui prodotti del tabacco (articolo 24) prevede che gli Stati membri possano adottare misure più rigorose (per esempio i pacchetti anonimi) purché proporzionate e giustificate da motivi di salute pubblica.

(***) Altri prodotti, quali i sigari, i sigaretti e il tabacco per uso orale, sono esonerati da questo divieto.

(^) I prodotti posti in vendita prima del 20 maggio 2016 possono ancora essere venduti nell'UE fino al 2017.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 20 maggio 2016. Il 23 e 24 maggio oltre 50 leader mondiali e 5 000 parti interessate provenienti dal settore umanitario, dello sviluppo e della politica si riuniscono a Istanbul per condividere la responsabilità sia di invertire la tendenza verso sempre crescenti bisogni umanitari, sia di migliorare l'efficacia della risposta.

L'Unione europea (UE) e i suoi Stati membri inviteranno congiuntamente a creare un partenariato globale per un sistema di aiuti umanitari più efficace ed efficiente in occasione del primo, in assoluto, vertice umanitario mondiale, che si terrà in Turchia, a Istanbul. Essendo donatori importanti e avendo una posizione chiave nella definizione delle politiche, l'UE e i suoi Stati membri svolgeranno un ruolo guida nel vertice del 23 e 24 maggio, che riunirà oltre 50 leader mondiali e circa 5 000 parti interessate del settore umanitario, dello sviluppo e della politica con l'obiettivo di passare da un approccio basato sulla risposta a situazioni di crisi a un approccio che mira sia alla gestione efficace della prevenzione e dell'azione tempestiva sia al sostegno della resilienza e dell'autonomia. In tutto il mondo, oltre 125 milioni di uomini, donne e bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria. Nonostante l'offerta di contributi sempre più ingenti degli ultimi anni, i donatori non possono provvedere completamente alle crescenti esigenze umanitarie generate dalle situazioni di emergenza attuali.

Al fine di garantire un meccanismo di finanziamento efficace ed efficiente per colmare un deficit di 15 miliardi di USD, al vertice sarà lanciato il cosiddetto "grande patto" ("Grand Bargain"), una proposta elaborata dal gruppo ad alto livello del Segretario generale delle Nazioni Unite sui finanziamenti umanitari nella sua relazione "Too Important to Fail: addressing the humanitarian financing gap" ("Troppo importanti per fallire: come affrontare il deficit di finanziamento degli aiuti umanitari"). La Vicepresidente della Commissione europea e Copresidente del gruppo Kristalina Georgieva ha dichiarato: "Il nostro obiettivo per i prossimi cinque anni è destinare un altro miliardo di dollari alle persone con un urgente bisogno di assistenza in grado di salvare vite, riducendo in modo efficiente i costi delle attività amministrative dei donatori e delle organizzazioni umanitarie. Nel giro di pochi mesi siamo stati capaci di negoziare un accordo tra i principali attori del sistema umanitario, inteso ad affrontare questioni che hanno ostacolato e impedito per anni attività capaci di salvare vite."

Al vertice, una delle priorità dell'UE sarà la promozione del rispetto del diritto umanitario internazionale in modo da garantire che le persone bisognose ricevano assistenza in tempi rapidi e senza ostacoli. Christos Stylianides, Commissario dell'UE per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, ha affermato: "Nelle zone di conflitto e di crisi di tutto il mondo, gli attacchi contro i civili, i medici e le strutture sanitarie, così come contro gli operatori umanitari, sono diventati endemici. Mantenendo il diritto umanitario internazionale tra le priorità del vertice umanitario mondiale, possiamo davvero fare la differenza. Proteggere i civili e gli operatori umanitari e garantire l'accesso umanitario non è una scelta. È un imperativo umanitario."

Se gli aiuti umanitari sono necessari e di vitale importanza per milioni di vittime di conflitti violenti e di calamità naturali, occorre trovare soluzioni a lungo termine. Il Commissario dell'UE per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo Neven Mimica sottolinea l'importanza di colmare il divario tra gli aiuti umanitari e gli aiuti allo sviluppo, altra priorità fondamentale del vertice: "L'assistenza a medio e a lungo termine è essenziale per sostenere i paesi partner nella ricostruzione delle infrastrutture danneggiate e per aiutare le persone a tornare alla normalità. Rafforzando il legame tra soccorso, riabilitazione e sviluppo, aumentando la resilienza e rendendo più efficaci ed efficienti i nostri aiuti possiamo contrastare meglio le cause profonde di molte crisi ricorrenti invece di affrontarne soltanto le conseguenze."

Contesto

Al vertice umanitario mondiale la Commissione europea sarà rappresentata dalla Vicepresidente per il Bilancio e le risorse umane Kristalina Georgieva, dal Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo Neven Mimica e dal Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides.

L'UE è stata coinvolta attivamente fin dall'inizio nei preparativi del vertice, durati due anni. Nel processo di consultazione, dove sono state coinvolte più di 23 000 parti interessate tra cui governi, imprese, organizzazioni umanitarie, società civile, comunità colpite e gruppi di giovani, la Commissione europea ha partecipato all'organizzazione della consultazione a livello regionale a Budapest (febbraio 2015), ha contribuito agli studi condotti dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) e ha sostenuto il lavoro del segretariato del vertice umanitario mondiale.

MEMO/16/1853: The European Union at the World Humanitarian Summit: Priorities and Commitments

Per saperne di più sulla visione dell'UE per la ridefinizione degli aiuti consultare le conclusioni del Consiglio adottate il 12 maggio 2016.

Maggiori informazioni sull'evento sono disponibili sul sito web del vertice umanitario mondiale.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles,18 maggio 2016. La Commissione ha adottato l'ultima relazione sui progressi compiuti per quanto riguarda i meccanismi di ricollocazione e di reinsediamento d'emergenza, valutando le azioni intraprese fino al 13 maggio 2016. Complessivamente, i progressi restano insoddisfacenti dalla seconda relazione della Commissione, nonostante segni di maggiore preparazione per le azioni future: dalla metà di aprile hanno avuto luogo poche ricollocazioni, nonostante il canale delle future ricollocazioni sia stato rafforzato; sono stati compiuti progressi in materia di reinsediamento come parte dell'attuazione della dichiarazione UE-Turchia, ma devono essere accelerati per evitare che i migranti tornino alle rotte irregolari. Sforzi maggiori in materia di ricollocazione sono sempre più urgenti in considerazione della situazione umanitaria in Grecia e dell'aumento degli arrivi in Italia.

Il commissario per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, ha dichiarato: "Non possiamo considerarci soddisfatti dei risultati ottenuti finora. Occorre fare di più, e velocemente. Dobbiamo reagire velocemente all'urgente situazione umanitaria in Grecia e impedire qualsiasi deterioramento della situazione in Italia. Dobbiamo mettere in atto la pianificazione prevista per le future ricollocazioni. Sollecito quindi gli Stati membri ad essere pronti a intervenire. Parallelamente, dobbiamo incrementare i reinsediamenti, per lo più dalla Turchia, ma anche da altri paesi coma il Libano e la Giordania. I progressi recentemente compiuti nello smantellare il modello di attività dei trafficanti sono sostenibili solo se si apre anche un canale legale sicuro per i richiedenti asilo. È importante aumentare il ritmo e produrre pieni risultati per quanto riguarda il meccanismo 1:1 come parte della dichiarazione UE-Turchia.”

Ricollocazione

Nella prima relazione su ricollocazione e reinsediamento del 16 marzo, la Commissione ha posto l'obiettivo di ricollocare almeno 20 000 persone entro metà maggio, un obiettivo che non è stato realizzato. Solo 355 persone in più sono state ricollocate durante l'ultimo periodo d'esercizio, portando a 1 500 il numero totale di richiedenti ricollocati dalla Grecia e dall'Italia. Ancora una volta, gli sforzi in materia di ricollocazione sono stati compiuti solo da alcuni Stati membri e Stati associati Schengen.

In base alle ultime informazioni disponibili, circa 46 000 richiedenti asilo e migranti si trovano nella Grecia continentale, in attesa che la loro situazione venga esaminata. La Grecia sta affrontando una crisi umanitaria che richiede un intervento rapido per consentire un ampio numero di ricollocamenti. Sta preparando un'operazione di pre-registrazione di grandi dimensioni che accelererà l'identificazione e la registrazione completa dei candidati alla ricollocazione. A seguito di questa operazione un numero significativo di richiedenti asilo addizionali sarà pronto per la ricollocazione nei mesi a venire. Per far fronte al previsto aumento del numero di arrivi in Italia, dovuto al miglioramento delle condizioni meteorologiche, tutti gli Stati membri saranno tenuti a dare il proprio sostegno.

Nell'odierna relazione la Commissione sollecita gli Stati membri a predisporre un'effettiva programmazione per aumentare i loro impegni e ridurre i tempi di risposta alle richieste di ricollocazione. La Commissione invita gli Stati membri con grosse assegnazioni a impegnarsi più attivamente nella ricollocazione e negli impegni in funzione della taglia dell'assegnazione. Invita inoltre tutti gli attori a intensificare la ricollocazione dei minori non accompagnati.

Reinsediamento

In base alle informazioni ricevute dagli Stati partecipanti, 6 321 persone sono state reinsediate entro il 13 maggio 2016 nel quadro del meccanismo di reinsediamento del 20 luglio 2015. Queste persone sono state ricevute da 16 Stati di reinsediamento (Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lituania,Paesi Bassi, Norvegia, Svizzera e Regno Unito).

Il numero di reinsediamenti dalla Turchia continua ad aumentare a mano a mano che gli Stati membri finalizzano le valutazioni dei casi ad essi attribuiti dalla Turchia, attraverso l'UNHCR. Dal 4 aprile 2016, 177 Siriani sono stati reinsediati dalla Turchia. La Svezia ne ha ricevuto il numero più alto (55), seguita dalla Germania (54), dai Paesi Bassi (52), dalla Finlandia (11) e dalla Lituania (5). Altre 723 richieste sono già state accettate e i richiedenti stanno aspettando di essere trasferiti verso 7 diversi Stati membri dell'UE.

In totale, 19 Stati membri e 1 Stato associato hanno indicato che prevedono oltre 12 000 posti per il reinsediamento dalla Turchia. Fra maggio e luglio 2016 sono attualmente previsti circa 2 000 reinsediamenti al mese, a condizione che via sia un numero corrispondente di Siriani rinviati dalla Grecia nel quadro del meccanismo 1:1.

Contesto

Con il meccanismo temporaneo di ricollocazione di emergenza, istituito da due decisioni del Consiglio del settembre 2015, gli Stati membri si sono impegnati a ricollocare 160 000 persone dall'Italia e dalla Grecia (ed eventualmente da altri Stati membri) entro settembre 2017.

L'8 giugno 2015 la Commissione ha adottato una proposta su un programma europeo di reinsediamento, in seguito alla quale gli Stati membri hanno convenuto il 20 luglio 2015 di reinsediare 22 504 persone in evidente bisogno di protezione internazionale, in linea con le cifre proposte dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

A seguito del vertice dei leader dell'UE con la Turchia del 29 novembre 2015, è stato adottato il piano d'azione UE-Turchia. Il programma volontario di ammissione proposto dalla Commissione il 15 dicembre 2015 è un elemento fondamentale del piano, volto ad aiutare la Turchia a gestire i rifugiati e a offrire un canale sicuro e legale alle persone bisognose di protezione.

Il Consiglio europeo del 7 marzo ha sollecitato un'accelerazione nell'attuazione della ricollocazione per alleviare la situazione umanitaria in Grecia. La relazione odierna risponde alle conclusioni del Consiglio, all'obbligo previsto all'articolo 12 delle due decisioni del Consiglio sulla ricollocazione e all'impegno assunto dalla Commissione nella tabella di marcia "Ritorno a Schengen".

La dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016 prevede che, per ogni Siriano rinviato dalla Turchia dalle isole greche, un altro Siriano sarà ricollocato dalla Turchia nell'UE. Questo principio si applica dal 4 aprile 2016. La priorità è data ai migranti che non sono entrati o non hanno cercato di entrare irregolarmente nell'UE in precedenza.

Il 16 marzo la Commissione ha adottato la prima relazione su ricollocazione e reinsediamento. La seconda relazione è stata adottata il 12 maggio.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione della Commissione - Terza relazione su ricollocazione e reinsediamento

Allegato - Ricollocazioni dalla Grecia fino al 13 maggio 2016

Allegato – Ricollocazioni dall'Italia fino al 13 maggio 2016

Allegato - Situazione dei reinsediamenti al 13 maggio 2016

SCHEDA — Ricollocazione e reinsediamento — Situazione attuale

Domande e risposte - Attuazione dell'accordo UE-Turchia

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 40 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 120 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016

Comunicato stampa - Proposte immediate della Commissione per attuare l'accordo UE-Turchia - 54 000 posti assegnati per la ricollocazione di Siriani dalla Turchia

Proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione (UE) 2015/1601 del Consiglio, del 22 settembre 2015, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia

Comunicato stampa - Programma volontario di ammissione umanitaria gestito con la Turchia per i rifugiati provenienti dalla Siria

Raccomandazione della Commissione per un programma volontario di ammissione umanitaria gestito con la Turchia

Conclusioni del Consiglio sul reinsediamento di 20 000 persone bisognose di protezione internazionale

Agenda europea sulla migrazione

LAPILLI Fondo EuropeoIl Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e Alba Leasing S.p.A. (Alba) hanno firmato un accordo InnovFin a beneficio delle PMI, che usufruisce del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), fulcro del Piano di investimenti per l'Europa.

Grazie all'accordo InnovFin, nei prossimi due anni Alba Leasing S.p.A. potrà erogare alle imprese innovative in Italia finanziamenti dal FEI con il sostegno di Orizzonte 2020, il programma quadro di ricerca e innovazione dell'UE. Il sostegno dell'UE alle imprese innovative italiane dovrebbe generare un portafoglio di leasing del valore di 80 milioni di EUR.

Pier Luigi Gilibert, amministratore unico del FEI, ha dichiarato: "Sono lieto di annunciare un nuovo accordo di garanzia InnovFin per le PMI, di cui beneficeranno le PMI innovative in Italia. Grazie al nuovo accordo le imprese che intendono innovare e crescere potranno più facilmente accedere a ulteriori finanziamenti garantiti dall'UE."

Carlos Moedas, Commissario responsabile per la Ricerca, la scienza e l'innovazione, ha affermato: "L'accordo che viene sottoscritto oggi dal FEI e da Alba Leasing, con la garanzia del FEIS, costituisce un'ottima notizia per le PMI innovative in Italia. Secondo le nostre attese, genererà prestiti bancari per un valore di 80 milioni di EUR. Ciò conferma il fatto che il piano di investimenti e lo strumento InnovFin fanno davvero la differenza per le piccole imprese in tutta l'UE e, in particolare, in Italia."

Nel commentare l'accordo Massimo Mazzega, amministratore delegato e direttore generale di Alba Leasing, ha dichiarato: "L'accordo firmato con il FEI, con l'appoggio della Commissione europea, servirà a promuovere ancora di più le nostre attività a sostegno delle PMI, uno dei principali motori del nostro Paese. Costituisce un'iniziativa forte e un contributo tangibile al rafforzamento dei rapporti tra Alba Leasing e i suoi clienti, in particolare piccole e medie imprese, in linea con gli obiettivi societari."

L'operazione, realizzata in Italia grazie al FEIS, riflette l'impegno dell'UE ad avviare rapidamente nell'ambito del FEIS iniziative concrete finalizzate ad accelerare le operazioni di erogazione di prestiti e di concessione di garanzie che possano stimolare la crescita e l'occupazione nell'UE.

Per ulteriori informazioni

A proposito del Fondo europeo per gli investimenti (FEI)

Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) fa parte del gruppo della Banca europea per gli investimenti. La sua missione fondamentale è sostenere le microimprese e le piccole e medie imprese (PMI) europee, facilitandone l'accesso ai finanziamenti. Il FEI elabora e sviluppa strumenti di capitale di rischio e di capitale di crescita, strumenti di garanzia e di microfinanza destinati specificamente a questo segmento di mercato. In questo ruolo il FEI promuove gli obiettivi dell'UE nei settori dell'innovazione, della ricerca e dello sviluppo, dell'imprenditorialità, della crescita e dell'occupazione. Maggiori informazioni sull'attività del FEI nell'ambito del FEIS sono disponibili a questo link.

A proposito di Alba Leasing S.p.A.

Alba leasing è specializzata nel settore della locazione finanziaria e il capitale sociale è detenuto dalla Banca Popolare dell'Emilia Romagna S.c. (33,50%), dal Banco popolare S.c. (30,15%), dalla Banca Popolare di Sondrio S.c.p.A. (19,26%), dalla Banca Popolare di Milano S.c. (9,04%) e dal Credito Valtellinese S.c. (8,05%). Alba leasing offre una vasta gamma di prodotti, principalmente per il finanziamento dell'acquisto di beni di investimento e di beni immobili, attraverso una rete distributiva costituita da circa 5 700 sportelli, di cui circa 3 600 banche socie e oltre 2 100 banche convenzionate. Alba Leasing ha registrato nel 2015 una produzione totale di 1,2 miliardi di EUR, con un incremento del 16,8% rispetto all'anno precedente, grazie a 11 557 operazioni di locazione finanziaria.

A proposito del Piano di investimenti per l'Europa

Il Piano di investimenti per l'Europa mira a rimuovere gli ostacoli agli investimenti, a dare visibilità e assistenza tecnica ai progetti di investimento e punta a un uso più intelligente delle risorse finanziarie, nuove ed esistenti. Il Piano di investimenti sta già producendo risultati. Secondo le stime della Banca europea per gli investimenti (BEI), fino ad aprile 2016 il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) aveva attivato oltre 80 miliardi di EUR di investimenti in Europa.

I dati aggiornati sul FEIS, anche con la ripartizione per settore e paese, sono disponibili al seguente link. Per ulteriori informazioni, consultare le Domande e risposte.

A proposito di InnovFin

Il prodotto di garanzia InnovFin per le PMI fornisce garanzie e controgaranzie sui prestiti per importi compresi fra 25 000 EUR e 7,5 milioni di EUR con l'obiettivo di migliorare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese e delle imprese a media capitalizzazione (fino a 499 dipendenti) innovative. Lo strumento è gestito dal FEI e l'attuazione è affidata agli intermediari finanziari (banche e altri istituti di credito) negli Stati membri dell'UE e nei paesi associati. Gli intermediari finanziari beneficiano della garanzia del FEI per una quota delle perdite che potrebbero subire a fronte dei crediti concessi nel quadro dello strumento InnovFin.

Horizon 2020

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 13 maggio 2016.  Dal 1991, anno in cui è stato lanciato, il programma MEDIA dell'UE ha investito oltre 2,4 miliardi di euro nella creatività e nella diversità culturale dell'Europa, sostenendo la realizzazione di migliaia di film in Europa e la loro distribuzione a livello internazionale.

Video clip on MEDIA-funded movies

Il Festival del cinema di Cannes di quest'anno è una grande occasione per celebrare il 25° anniversario di MEDIA, il programma dell'UE che sostiene l'industria audiovisiva europea. Ancora una volta i film finanziati da MEDIA registrano una forte presenza a Cannes: quest'anno 9 dei 21 film in concorso per la Palma d'oro sono stati finanziati dal programma MEDIA, compresi quelli diretti da Ken Loach, Pedro Almodóvar, Cristian Mungiu e dai fratelli Dardenne. Negli ultimi 25 anni 40 film finanziati da MEDIA hanno ottenuto la Palma d'oro, il Grand Prix o il premio per la migliore regia (cfr. la scheda informativa).

Quest'anno il Vicepresidente della Commissione europea Ansip e il Commissario Oettinger saranno entrambi presenti al Festival di Cannes per discutere dei risultati del programma MEDIA e di come rafforzare ulteriormente il settore audiovisivo, che dà lavoro a oltre 1,3 milioni di persone nell'Unione, nell'ambito della strategia per la creazione di un mercato unico digitale.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "Il programma MEDIA ha svolto un ruolo essenziale nell'aiutare i film europei a raggiungere un pubblico più vasto oltrepassando le frontiere nazionali. Dobbiamo sfruttare questo successo e promuovere la circolazione dei contenuti in Europa mettendo a punto un quadro normativo adeguato a livello dell'UE. L'evoluzione digitale è fonte di opportunità e sfide per il settore audiovisivo. Dobbiamo trovare insieme le soluzioni per stimolare l'offerta legale online e combattere la pirateria. Non vedo l'ora di incontrare i registi a Cannes."

Günther H. Oettinger, Commissario per l'economia e la società digitali, ha dichiarato: "Il programma MEDIA è diventato un marchio di qualità per i film europei. Sono orgoglioso di constatare che quasi la metà dei film in concorso per la Palma d'oro quest'anno ha ricevuto il sostegno di MEDIA. Il programma MEDIA, inoltre, si adatta costantemente alle esigenze del settore. A giugno istituiremo uno strumento di garanzia da 121 milioni di euro per il settore culturale e quello creativo che sarà aperto ai progetti audiovisivi. Tale strumento dovrebbe generare prestiti bancari per un valore di oltre 600 milioni di euro."

I 25 anni del programma MEDIA

Lanciato nel 1991 e oggi parte del programma dell'UE Europa creativa, il programma MEDIA (Mesures pour Encourager le Développement de L'Industrie Audiovisuelle), finanzia ogni anno circa 2 000 film, serie televisive e altre opere europee distribuite in digitale nelle sale cinematografiche, in televisione e tramite servizi VOD (Video On Demand). MEDIA ha contribuito alla formazione di oltre 20 000 produttori, registi e sceneggiatori, aiutandoli ad adattarsi alle nuove tecnologie.

MEDIA fornisce sostegno nelle fasi iniziali del ciclo di vita di un film: gli investimenti nello sviluppo e nella preproduzione (fase della sceneggiatura, ricerca di finanziamenti, eventi settoriali) rappresentano un trampolino per i cineasti, gli attori e i tecnici europei. MEDIA investe anche nella distribuzione delle opere cinematografiche (nelle sale e tramite Video On Demand) a livello transnazionale e pertanto sostiene la diversità culturale europea. Il programma sostiene la sottotitolatura, il doppiaggio e la pubblicità e cofinanzia le reti di sale cinematografiche che proiettano film europei.

Grazie al programma MEDIA il cinema europeo ha raggiunto un pubblico più vasto. Nel 2014 la percentuale di film europei nelle sale cinematografiche è salita al 33,2% (dal 25,4% del 2010). Anche le industrie e i mercati cinematografici emergenti dell'Europa settentrionale, centrale e orientale sono cresciuti, grazie al successo delle loro opere all'estero.

Per celebrare il 25° anniversario del programma MEDIA, all'insegna dello slogan "we all love stories" (a tutti piacciono le storie) una serie di video renderà omaggio alle opere audiovisive europee che hanno stimolato e stimolano la nostra immaginazione. Le testimonianze di registi, produttori e attori sono disponibili anche online.

MEDIA al Festival del cinema di Cannes

Dal 1991 sono 40 i film sostenuti dal programma MEDIA che hanno ottenuto la Palma d'oro, il Grand Prix o il premio per la migliore regia e che nell'ambito di questo programma hanno ricevuto complessivamente 20 milioni di euro di finanziamenti. Quest'anno a Cannes 9 dei 21 film in concorso sono sostenuti da MEDIA:

­          Toni Erdmann di Maren Ade

­          Julieta di Pedro Almodóvar

­          La Fille Inconnue di Jean-Pierre e Luc Dardenne

­          Ma Loute (Slack Bay) di Bruno Dumont

­          Rester Vertical di Alain Guiraudie

­          Mal de Pierres di Nicole Garcia

­          I, Daniel Blake di Ken Loach

­          Bacalaureat (Graduation) di Cristian Mungiu

­          Sieranevada di Cristi Puiu

Il programma MEDIA ha investito in totale oltre 1,64 milioni di euro nella realizzazione o nella distribuzione di queste opere.

22 film finanziati da MEDIA sono stati selezionati nelle varie sezioni del Festival di Cannes e in concorsi paralleli, come la Quinzaine des Réalisateurs e la Semaine de la Critique. Tre quarti di questi film sono coproduzioni che vedono la partecipazione di produttori di 15 paesi europei.

Il Vicepresidente della Commissione e Commissario per il Mercato unico digitale Andrus Ansip e il Commissario per l'economia e la società digitali Gunther H. Oettinger saranno presenti al Festival di Cannes, dove incontreranno le parti interessate per discutere delle attuali esigenze del settore e delle misure legislative adottate nell'ambito della strategia per il mercato unico digitale. Dal 13 al 18 maggio presso lo stand MEDIA a Cannes si svolgeranno conferenze e dibattiti tra esperti su questioni cruciali per i professionisti dell'audiovisivo, quali l'ampliamento del pubblico, la distribuzione online o la promozione del patrimonio cinematografico. Il 16 maggio è prevista un'intera giornata di scambi sul tema del finanziamento dei film europei. Maggiori informazioni sul programma sono disponibili qui.

La creatività nel mercato unico digitale

La strategia dell'UE per il mercato unico digitale prevede misure volte a promuovere le industrie culturali e creative europee, migliorare la circolazione dei contenuti e diffondere maggiormente le opere di cineasti e autori di contenuti audiovisivi oltre le frontiere nazionali. Questi sono alcuni degli obiettivi delle proposte per la portabilità dei contenuti audiovisivi e online e della tabella di marcia per la modernizzazione del diritto d'autore, presentata nel dicembre 2015 (comunicato stampa). Nelle prossime settimane la Commissione presenterà una proposta di aggiornamento della direttiva sui servizi di media audiovisivi e orientamenti strategici in materia di piattaforme online. Entro la fine dell'anno saranno inoltre presentate ulteriori misure intese a modernizzare il quadro normativo dell'UE sul diritto d'autore e a combattere la pirateria.

A giugno la Commissione varerà lo strumento di garanzia per i settori culturali e creativi al fine di fornire una garanzia agli intermediari che finanziano le iniziative culturali e creative. Lo strumento di garanzia sarà gestito dal Fondo europeo per gli investimenti per conto della Commissione europea e sosterrà le PMI, le micro-organizzazioni e le organizzazioni di piccole e medie dimensioni nei settori culturali e creativi.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte sul programma MEDIA

Schede nazionali sul programma MEDIA

Scheda informativa sul programma MEDIA

Scheda informativa sui premi assegnati dal Festival del cinema di Cannes ai film finanziati dal programma MEDIA

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LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles,  13 maggio 2016. Il cancro costituisce la prima causa di mortalità professionale nell'UE (53% del totale) e di conseguenza il principale fattore di rischio per la salute dei lavoratori nell'Unione europea.

Come sono attualmente protetti i lavoratori nel quadro della legislazione UE?

I principi per la protezione dei lavoratori dagli agenti cancerogeni sono stabiliti, a livello di UE, dalla direttiva quadro generale in materia di salute e sicurezza sul lavoro (89/391/CEE) e dalle direttive che disciplinano specificamente i rischi chimici (in particolare la direttiva sugli agenti chimici e la direttiva sugli agenti cancerogeni o mutageni).

In base alla direttiva quadro i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori devono essere eliminati o ridotti al minimo. La direttiva sugli agenti cancerogeni o mutageni detta una serie di disposizioni concrete riguardanti specificamente gli agenti chimici cancerogeni.

I datori di lavoro devono individuare e valutare i rischi per i lavoratori derivanti dall'esposizione a specifici agenti cancerogeni e mutageni e devono prevenire l'esposizione in presenza di rischi. Se possibile, le sostanze cancerogene dovrebbero essere sostituite con prodotti alternativi meno pericolosi; altrimenti, nella misura in cui ciò sia fattibile sotto il profilo tecnico, la fabbricazione e l'utilizzo degli agenti cancerogeni dovrebbero avvenire in un sistema chiuso per evitare l'esposizione dei lavoratori. Se anche questo è impossibile, bisogna comunque ridurre al minimo l'esposizione dei lavoratori.

L'assenza di limiti nazionali di esposizione professionale (OEL) per alcuni agenti cancerogeni e la fissazione di limiti elevati per altri determinano non solo una protezione inadeguata dei lavoratori dell'UE, ma anche conseguenze negative per il mercato interno. Si vengono a creare situazioni in cui possono godere di un indebito vantaggio competitivo le imprese situate negli Stati membri che applicano livelli meno rigorosi (assenza di limiti di esposizione professionale oppure limiti di esposizione professionale elevati che consentono una maggiore esposizione dei lavoratori). La diversità dei limiti nazionali di esposizione professionale può creare incertezza su quali siano le norme adeguate di gestione del rischio.

Da un punto di vista più generale, i limiti di esposizione professionale servono quindi a promuovere la coerenza attraverso la realizzazione di pari condizioni di concorrenza per tutti gli utilizzatori e la definizione di un obiettivo comune per i datori di lavoro, i lavoratori e le autorità preposte ai controlli. La proposta si traduce pertanto in un sistema più efficiente di protezione della salute dei lavoratori nel mercato unico.

In base alla direttiva sugli agenti cancerogeni o mutageni, gli Stati membri possono adottare valori limite nazionali più bassi (quindi più rigorosi) rispetto a quelli dell'UE, in linea con l'obiettivo ultimo della direttiva che punta a ridurre al minimo l'esposizione.

Come viene modificata la direttiva sugli agenti cancerogeni o mutageni dalla proposta della Commissione?

In base al contributo fornito da scienziati, datori di lavoro, lavoratori, rappresentanti degli Stati membri e ispettori del lavoro, la Commissione ha proposto valori limite per 13 agenti chimici contenuti in un elenco di agenti chimici individuati come prioritari nel corso della consultazione. Per i restanti agenti chimici, per i quali occorre un'ulteriore analisi, una proposta relativa alla fissazione di valori limite verrà presentata entro la fine del 2016.

Tabella 1. Settori interessati, tipi di cancro eziologicamente collegato e stima dei livelli di esposizione per i 13 agenti chimici in esame

Agenti chimici

Limiti di esposizione professionale (OEL) proposti

 

Settori interessati Tipi di cancro e altre malattie eziologicamente collegati Numero di lavoratori esposti

1,2-epossipropano

2,4 mg/m3 Fabbricazione di sostanze chimiche; lubrificanti sintetici, sostanze chimiche utilizzate nella perforazione petrolifera; sistemi poliuretanici. Tumori dei sistemi linfatico ed ematopoietico, aumento del rischio di leucemia 485 - 1 500

1,3-butadiene

 

2,2 mg/m3 Fabbricazione di prodotti del petrolio raffinati, fabbricazione di articoli in gomma Tumori del tessuto linfoematopoietico 27 600

2-nitropropano

18 mg/m3 Fabbricazione di prodotti chimici di base, fabbricazione di aeromobili e di veicoli spaziali (uso a valle) Tumori epatici 51 400

Acrilammide

(0,1 mg/m3) Fabbricazione di sostanze e prodotti chimici, settori dell'istruzione, della ricerca e dello sviluppo, altre attività d'impresa, sanità e altri servizi sociali, amministrazione pubblica e difesa Cancro del pancreas 54 100

Bromoetilene

4,4 mg/m3 Produzione di sostanze chimiche e prodotti affini; produzione di gomma e materie plastiche; produzione di cuoio e articoli in cuoio; fabbricazione di prodotti in metallo per il commercio all'ingrosso. Cancro del fegato Non disponibile

Composti del cromo VI

(0,025 mg/m3) Produzione e uso di pigmenti, pitture e rivestimenti (di conversione) per metalli, contenenti cromo A valle, i composti cromati, compresi il cromato di bario, il cromato di zinco e il cromato di calcio possono essere utilizzati come prodotti di fondo e di finitura nel settore aerospaziale. Cancro del polmone e dei seni nasali 916 000

Ossido di etilene

1,8 mg/m3 Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale; attività dei servizi connessi all'estrazione di petrolio e di gas; fabbricazione di prodotti alimentari, prodotti tessili, sostanze chimiche, prodotti chimici, apparecchi medici, apparecchi di precisione, strumenti ottici, orologi; sterilizzazione ospedaliera e industriale; R&S, amministrazione pubblica e difesa; settore dell'istruzione; sanità e altri servizi sociali. Leucemia 15 600
Polveri di legno duro (3 mg/m3) Industria della lavorazione del legno, settori della fabbricazione di mobili e delle costruzioni Cancro dei seni nasali e cancro nasofaringeo 3 333 000

Idrazina

0,013 mg/m3 Agenti schiumogeni chimici; pesticidi agricoli; trattamento delle acque Cancro del polmone e cancro del colon-retto 2 124 000

o-toluidina

(0,5 mg/m3) Fabbricazione di sostanze e prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali; fabbricazione di articoli in gomma; ricerca e sviluppo; amministrazione pubblica e difesa; settore dell'istruzione; sanità e altri servizi sociali. Cancro della vescica 5 500
Silice cristallina respirabile
(SCR)
(0,1 mg/m3) Industria estrattiva, fabbricazione del vetro, settore delle costruzioni, fornitura di energia elettrica, gas, vapore e acqua calda Cancro del polmone, silicosi 5 300 000
Fibre ceramiche refrattarie
(FCR)
0,3 f/ml Fabbricazione di fibre (produzione, finitura, installazione, rimozione, operazioni di assemblaggio, miscelazione/formatura) Eventi respiratori avversi, irritazione cutanea e oculare; non è escluso il cancro ai polmoni. 10 000

Cloruro di vinile monomero
(CVM)

2,6 mg/m3 Fabbricazione di sostanze e prodotti chimici (produzione di CVM e PVC) Angiosarcoma, carcinomi epatocellulari 15 000

L'introduzione di questi valori limite fornirà ai datori di lavoro, ai lavoratori e alle autorità preposte ai controlli un criterio obiettivo che li aiuterà a garantire il rispetto dei principi generali della direttiva. Ciò dovrebbe concorrere a ridurre l'esposizione a questi agenti cancerogeni prioritari, con una conseguente diminuzione dei lavoratori affetti da tumori professionali.

Quali sono i vantaggi della proposta?

Secondo le stime, l'introduzione dei valori limite proposti potrebbe consentire di evitare circa 100 000 decessi nei prossimi 50 anni, principalmente in relazione ai seguenti agenti chimici: silice cristallina respirabile (98 670), cromo VI (1 670) e fibre ceramiche refrattarie (50).

Il tempo che intercorre tra l'esposizione a un agente cancerogeno e l'insorgenza della malattia può tuttavia arrivare fino a 50 anni. La stima si basa quindi su una serie di ipotesi che riguardano le proiezioni dell'esposizione, i metodi di produzione e le conoscenze mediche.

Quali saranno i benefici della proposta per i lavoratori?

Prima di tutto, si attenueranno le sofferenze e il peggioramento della qualità della vita che il cancro provoca ai lavoratori e alle loro famiglie. La proposta contribuisce inoltre a far evitare costi sanitari, mancati guadagni e altri costi a carico sia della persona malata che di coloro che l'assistono. L'introduzione dei valori limite proposti rafforzerà anche la tutela giuridica dei lavoratori esposti.

Quali saranno i benefici della proposta per le imprese?

La proposta ridurrà i costi che i tumori professionali causano in termini di produttività, visto che le imprese eviteranno di trovarsi private dei loro collaboratori e di dover cercare e formare nuovi lavoratori.

I valori limite stabiliti dall'UE offrono inoltre un parametro di riferimento rispetto al quale verificare il rispetto delle norme, contribuiscono a creare pari condizioni di concorrenza grazie a norme di protezione minime in tutta l'UE e chiariscono come controllare l'esposizione nei diversi Stati membri: tutto ciò è indispensabile per realizzare un mercato unico più profondo e più equo.

Quali saranno i benefici della proposta per gli Stati membri?

La proposta farà diminuire la spesa sanitaria per trattamenti di cura e riabilitazione, come pure la spesa dovuta a inattività e pensionamento anticipato per malattia e gli indennizzi per malattie professionali riconosciute. Determinerà anche una riduzione dei costi amministrativi e legali connessi alla gestione delle richieste di prestazioni e dei casi riconosciuti. 

Come sono state consultate le parti sociali?

  • Le parti sociali sono state consultate nell'ambito di una consultazione obbligatoria in due fasi. Un contributo ai lavori preparatori della Commissione è venuto dai risultati della consultazione delle parti sociali. A questo proposito va citato l'apporto del comitato consultivo tripartito per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, i cui componenti (parti sociali e Stati membri) hanno formulato un parere sui valori limite proposti nel quadro della presente iniziativa.
  • Le parti sociali si sono espresse a favore dell'inserimento nella direttiva di altre sostanze note come "sostanze generate da un procedimento di lavorazione" e a favore dell'introduzione di nuovi limiti di esposizione professionale (OEL) e della revisione di quelli già in vigore, alla luce dei dati scientifici disponibili.

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