dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione rende più accessibili le decisioni giurisprudenziali e facilita il riferimento corretto ed inequivocabile a sentenze in materia di diritto dell'Unione emesse da organi giurisdizionali europei e nazionali. 

In linea con il suo impegno costante a rendere la giustizia più accessibile, la Commissione europea lancia oggi un nuovo motore di ricerca della giurisprudenza sul portale europeo della giustizia "European e-Justice". 

Dal 2010 questo portale guida i cittadini, le imprese e i professionisti del diritto attraverso le procedure giudiziarie a livello sia nazionale che dell'UE, aiutandoli ad esempio a trovare un avvocato o a capire come adire i tribunali dei diversi Stati membri. 

Il motore di ricerca ECLI (identificatore europeo della giurisprudenza) consentirà di reperire più facilmente informazioni sulla giurisprudenza pubblicata dai tribunali nazionali e internazionali. Grazie ad un facile accesso ai casi precedenti, sarà possibile vedere come sono state trattate situazioni simili in passato e usare queste informazioni nei casi attuali. 

Prima dell’introduzione dell’ECLI, trovare giurisprudenza pertinente era difficile e dispendioso in termini di tempo; da oggi basterà una sola ricerca attraverso un'unica interfaccia che utilizza un identificatore unico, per trovare tutte le occorrenze della pronuncia in tutte le banche dati nazionali e transnazionali che vi partecipano. 

L'ECLI dà accesso a circa 4 milioni di decisioni giurisprudenziali della Corte di giustizia dell'Unione europea, dell'Ufficio europeo dei brevetti e di 7 Stati membri: Francia, Spagna, Paesi Bassi, Slovenia, Germania, Repubblica ceca e Finlandia.  

È disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE tranne l'irlandese e gli utilizzatori potranno effettuare ricerche, tra l'altro, per parole chiave, per paese, per tribunale e per data della decisione.

Spetta a ciascuno Stato membro decidere se e in che misura utilizzare il sistema dell’ECLI, ad esempio se con o senza applicazione retroattiva ad archivi storici, o il numero delle istanze partecipanti (ad esempio solo a livello di organi di ultima istanza o tutti gli organi giurisdizionali, ecc.).

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Roma, 6 maggio 2016. Oggi nel suo discorso in Vaticano in occasione della consegna del premio Carlo Magno a Papa Francesco, il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha annunciato che nominerà Ján Figeľ , ex Commissario responsabile per l’Istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù, nel periodo 2004-2009, primo inviato speciale per la promozione della libertà di religione e di credo al di fuori dell’Unione europea. Figeľ assume oggi la carica con un primo mandato di un anno. 

Il Presidente Juncker ha dichiarato: “La libertà di religione e credo è un diritto fondamentale alla base della costruzione dell’Unione europea. Alla luce delle persecuzioni che continuano a colpire le minoranze etniche e religiose, è ancor più importante proteggere e promuovere questo diritto dentro e fuori l’Unione. Sono certo che Ján Figeľ, il nostro inviato speciale, ci sosterrà in questo compito aiutandoci a mettere meglio a fuoco il problema e assicurando che questa importante questione riceva tutta l’attenzione che merita.” 

L’iniziativa è sostenuta dal Parlamento, che l’aveva auspicata nella risoluzione del 4 febbraio 2016. In considerazione dell’importanza della promozione e della protezione della libertà di religione e credo al di fuori dell’UE, nel contesto dei programmi UE di dialogo e assistenza che riguardano i paesi terzi, l’inviato speciale avrà la funzione di consulente speciale del Commissario per la cooperazione e lo sviluppo Neven Mimica. Il mandato di un anno è rinnovabile. 

Ján Figeľ, che ha una vasta esperienza in politica europea e internazionale, è stato Commissario per l’Istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù dal 2004 al 2009 e vice Primo ministro della Repubblica slovacca dal 2010 al 2012.  

Come parte del suo incarico Figeľ presenterà una relazione nel contesto del dialogo, in corso tra la Commissione, le chiese e le comunità e associazioni religiose, condotto dal primo Vicepresidente Frans Timmermans.

Crescita dell'1,6% nella zona euro e dell'1,8% nell'UE: queste le previsioni della Commissione per il 2016

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Le previsioni indicano che la crescita economica in Europa resterà modesta a causa del rallentamento registrato da partner commerciali fondamentali e visto che cominciano a scemare alcuni dei fattori che l'hanno sostenuta finora. Di conseguenza, nel periodo 2015-2017 il PIL dovrebbe continuare a crescere a tassi modesti nella zona euro. Nelle previsioni economiche di primavera la Commissione indica per la zona euro una crescita del PIL dell'1,6% nel 2016 e dell’1,8% nel 2017, a fronte dell'1,7% del 2015 (le previsioni d’inverno indicavano 1,6% per il 2015, 1,7% per il 2016 e 1,9% per il 2017). Per l'UE è prevista una flessione della crescita del PIL, che dal 2,0% dell'anno scorso scenderà all'1,8% nel 2016 per poi risalire all'1,9% nel 2017 (le previsioni d’inverno indicavano 1,9% per il 2015, 1,9% per il 2016 e 2,0% per il 2017).

Rendendo più facile e meno costoso l’accesso ai finanziamenti la politica monetaria molto accomodante ha creato le premesse per una ripresa degli investimenti. Quest'anno la crescita della zona euro dovrebbe poter contare sul sostegno di una politica di bilancio favorevole. Tuttavia, nonostante il nuovo calo dei prezzi del petrolio a inizio 2016 abbia prolungato l'effetto di stimolo sul reddito reale disponibile, via via che i prezzi del petrolio risaliranno questo sostegno perderà gradualmente vigore. Analoga la situazione del corso dell'euro: sebbene il deprezzamento del passato rechi ancora un qualche giovamento alle esportazioni della zona euro, il recente apprezzamento della moneta potrebbe esporre maggiormente la zona euro agli effetti del rallentamento della crescita esterna.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: "L'Europa prosegue sulla via della ripresa economica, ma il contesto mondiale è diventato meno favorevole. La crescita futura dipenderà sempre più dalle possibilità che noi stessi ci creeremo. Per molti paesi questo implica un'intensificazione dell'impegno di riforma strutturale per risolvere problemi annosi: livello elevato del debito pubblico e privato, vulnerabilità del settore finanziario o perdita di competitività. Un’azione politica risoluta per riformare e ammodernare le nostre economie è l’unica strada verso una crescita forte e sostenibile, maggiore occupazione e buone condizioni sociali per gli europei."

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: "In Europa la crescita tiene nonostante il più difficile contesto mondiale. Segnali indicano che gli sforzi politici profusi stanno gradualmente concretandosi in maggiore occupazione e in un sostegno agli investimenti. Ma per combattere le disuguaglianze dobbiamo fare molto di più. Nella zona euro la ripresa resta disomogenea, sia tra gli Stati membri sia tra i più deboli e i più forti nella società. Questo è inaccettabile: occorre un’azione risoluta dei governi, individuale e collettiva."

Le economie di tutti gli Stati membri dovrebbero crescere entro il 2017

Nel periodo contemplato dalle previsioni la crescita economica dovrebbe aumentare o rimanere sostanzialmente stabile nella maggior parte degli Stati membri. L'anno prossimo le economie di tutti gli Stati membri dovrebbero registrare un’espansione, seppur con una crescita ancora disomogenea nell'UE.

Secondo le previsioni, nel 2016 le esportazioni nette della zona euro continueranno a frenare la crescita; i loro effetti si neutralizzeranno poi nel 2017. La crescita dipenderà quindi dalla domanda interna; l'anno prossimo la crescita degli investimenti dovrebbe salire al 3,8% tanto nella zona euro quanto nell’Unione europea, mentre è attesa una flessione del consumo privato determinata dalla minore crescita del reddito reale conseguente al previsto aumento dell'inflazione.

Mercato del lavoro ancora in miglioramento

Il mercato del lavoro dovrebbe restare su un percorso di miglioramento a ritmo blando, spinto dalla reazione ritardata al miglioramento della congiuntura e dalla crescita contenuta dei salari. In alcuni Stati membri la creazione netta di posti di lavoro trova sostegno anche nelle riforme del mercato del lavoro varate negli ultimi anni e nelle misure di politica di bilancio. Nonostante la prevista permanenza di disparità sul mercato del lavoro ancora per qualche tempo, nella zona euro il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 10,3% nel 2016 e quindi al 9,9% nel 2017 rispetto al 10,9% del 2015. Per l'UE nel suo insieme la disoccupazione dovrebbe scendere dal 9,4% del 2015 all'8,9% nel 2016 e all'8,5% nel 2017.

La politica di bilancio resta favorevole alla crescita, migliorano le prospettive di bilancio

Stando alle previsioni, grazie alla crescita economica e ai bassi tassi di interesse il disavanzo pubblico aggregato continuerà a diminuire quest'anno e il prossimo sia nella zona euro sia nell'UE. A politiche invariate, il disavanzo pubblico nell'insieme della zona euro dovrebbe scendere dal 2,1% del PIL del 2015 (2,4% nell'UE) all'1,9% nel 2016 (2,1% nell'UE) e all'1,6% nel 2017 (1,8% nell'UE). Quest'anno l’orientamento di bilancio della zona euro dovrebbe risultare lievemente espansivo. Al tempo stesso il rapporto debito/PIL nella zona euro dovrebbe proseguire la graduale discesa dal 94,4% del 2014, attestandosi al 91,1% nel 2017 (85,5% nell'UE).

Prezzi dell’energia ancora determinanti per l'inflazione

I prezzi del petrolio sono scesi nuovamente a inizio 2016 trascinando l’inflazione al di sotto dello zero. Stando alle previsioni, nel breve periodo l’inflazione resterà prossima allo zero perché i prezzi dell’energia sono inferiori a quelli di un anno fa. Sono deboli anche le pressioni esterne sui prezzi, per effetto dell’euro in lieve apprezzamento e dei prezzi alla produzione piuttosto contenuti a livello mondiale. L’inflazione dovrebbe registrare un aumento più accentuato nel secondo semestre di quest’anno, via via che risaliranno i prezzi dell’energia e che il maggiore vigore della domanda interna trainerà i prezzi. Le previsioni indicano per la zona euro un'inflazione dei prezzi al consumo dello 0,2% quest’anno (0,3% nell'UE) e dell'1,4% nel 2017 (1,5% nell'UE).

Prospettive ancora tenui di crescita mondiale

L'anno scorso il rallentamento dell'economia nei mercati emergenti ha rallentato la crescita al di fuori dell’UE al ritmo probabilmente più lento dal 2009 (3,2% nel 2015). Le prospettive di crescita del PIL sul piano mondiale si sono ulteriormente attenuate dopo che il rallentamento ha colpito anche grandi economie avanzate; sulle aspettative di una modesta ripresa planano forti incertezze. Secondo le previsioni l’economia mondiale crescerà del 3,1% nel 2016 e del 3,4% nel 2017.

 Rischi ingenti per le prospettive economiche in Europa

Sulle previsioni aleggiano grandi incertezze. Tra i rischi esterni si annovera la possibilità che un ulteriore rallentamento della crescita nei mercati emergenti, in particolare in Cina, provochi ricadute più pesanti o si riveli peggiore del previsto. Grande resta l’incertezza legata alle tensioni geopolitiche, le cui ripercussioni sulle economie europee potrebbero essere più negative del previsto. La crescita europea potrebbe risentire anche di oscillazioni repentine dei prezzi del petrolio o di turbolenze sui mercati finanziari. Inoltre, restano ingenti i rischi associati all'evoluzione interna all'UE, ad esempio riguardo al ritmo di attuazione delle riforme strutturali e all’incertezza circa l'esito del referendum sulla permanenza nell'UE indetto nel Regno Unito. Per converso, l’impatto positivo delle riforme strutturali potrebbe rivelarsi più incisivo del previsto, così come più efficace del previsto potrebbe dimostrarsi la trasmissione all'economia reale di politiche monetarie molto accomodanti.

Contesto

Le previsioni tengono conto di tutti i dati e fattori pertinenti disponibili fino al 22 aprile 2016 compreso, incluse le ipotesi relative alle politiche governative. Le proiezioni includono solo le politiche sufficientemente dettagliate annunciate in modo credibile, e presuppongono che esse restino invariate. Le previsioni si basano inoltre su una serie di ipotesi esterne relative ai tassi di cambio, ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime. I dati utilizzati rispecchiano le aspettative del mercato desunte dai mercati dei derivati al momento di elaborare le previsioni.

Le odierne previsioni economiche andranno a integrare il pacchetto di primavera del semestre europeo.

La Commissione aggiornerà le previsioni economiche a novembre 2016.

Per ulteriori informazioni

Previsioni economiche di primavera - sito web e #ecforecast (documento disponibile solo in lingua inglese)

Previsioni economiche della Commissione europea – sito web esplicativo

Il Vicepresidente Dombrovskis su Twitter: @VDombrovskis

Il Commissario Moscovici su Twitter: @Pierremoscovici

La DG ECFIN su Twitter:@ecfin

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 20 aprile 2016. La Commissione europea ha comunicato a Google la sua posizione preliminare secondo cui, in violazione delle norme antitrust dell'UE, l'azienda ha abusato della propria posizione dominante imponendo restrizioni ai fabbricanti di dispositivi Android e agli operatori di reti mobili.

In via preliminare la Commissione ritiene che Google abbia messo in atto una strategia per i dispositivi mobili volta a preservare e rafforzare la propria posizione dominante nel settore della ricerca generica su Internet. Una prima conseguenza è il fatto che Google Search viene preinstallato e impostato come motore di ricerca predefinito nella grande maggioranza dei dispositivi Android venduti in Europa. Poi, tali pratiche sembrano impedire ad altri motori di ricerca, esistenti e potenziali, di accedere a questo mercato, mediante browser mobili e sistemi operativi. Inoltre, sembrano essere pregiudizievoli ai consumatori perché limitano la concorrenza e soffocano l'innovazione nell'universo più ampio delle reti mobili.

Le riserve della Commissione sono descritte in una comunicazione degli addebiti inviata a Google e alla società madre Alphabet. L'invio di una comunicazione degli addebiti non pregiudica l'esito dell'indagine.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: "Per i consumatori e per le imprese in Europa l'esistenza di un settore concorrenziale di servizi di internet mobile riveste sempre maggiore importanza. Sulla base di quanto finora appurato, riteniamo che il comportamento di Google neghi ai consumatori una scelta più ampia di servizi e di applicazioni mobili e inibisca l'innovazione da parte di altri attori, in violazione delle norme antitrust dell'UE, a cui sono soggette tutte le imprese operanti in Europa. Ora Google ha l'opportunità di rispondere alle riserve della Commissione."

Smartphone e tablet rappresentano oltre la metà del traffico globale su internet e la loro quota è destinata ad aumentare ulteriormente in futuro. In Europa e nel mondo circa l'80% dei dispositivi mobili intelligenti usa Android, il sistema operativo mobile sviluppato da Google. Google concede in licenza il suo sistema operativo mobile Android a terzi fabbricanti di dispositivi mobili.

Ad aprile 2015 la Commissione ha avviato un procedimento sulla condotta di Google relativamente al sistema operativo Android e applicazioni connesse. In questa fase, la Commissione ritiene che Google goda di posizione dominante sui mercati dei servizi di ricerca generica su internet, dei sistemi operativi per dispositivi mobili intelligenti soggetti a licenza e dei portali di vendita di applicazioni per il sistema operativo Android. In generale Google detiene quote di mercato superiori al 90% in ciascuno di questi mercati nello Spazio economico europeo (SEE).

Nella comunicazione degli addebiti inviata oggi la Commissione sostiene che Google ha violato le norme antitrust dell'Unione:

·         per l'obbligo ai fabbricanti di preinstallare Google Search e il browser Google Chrome e di impostare Google Search come motore di ricerca predefinito sui loro dispositivi, come condizione per poter concedere in licenza determinate applicazioni di cui Google detiene i diritti;

·         per il divieto ai fabbricanti di vendere dispositivi mobili intelligenti che utilizzano sistemi operativi concorrenti basati sul codice sorgente aperto Android;

·         per l'offerta di incentivi finanziari ai fabbricanti e agli operatori di reti mobili affinché preinstallino esclusivamente Google Search sui loro dispositivi.

La Commissione ritiene che tali pratiche commerciali possano portare all'ulteriore consolidamento della posizione dominante di Google Search nei servizi di ricerca generica su internet. Teme inoltre che tali pratiche pregiudichino la capacità dei browser mobili concorrenti di competere con Google Chrome e che ostacolino lo sviluppo di sistemi operativi basati sul codice sorgente aperto Android, vanificando le opportunità che ne deriverebbero per lo sviluppo di nuove applicazioni e servizi.

In via preliminare la Commissione ritiene che a farne le spese siano in ultima analisi i consumatori, che devono accontentarsi di una scelta più limitata e di un ritmo più lento di sviluppo delle innovazioni.

Le riserve della Commissione

Licenze di applicazioni su cui Google detiene i diritti

L'indagine della Commissione ha rivelato l'esistenza di un incentivo commerciale che induce i fabbricanti di dispositivi dotati del sistema operativo Android a preinstallarvi Play Store, l'app store di Google per Android. Nei contratti con i fabbricanti, Google subordina la licenza per installare Play Store su dispositivi Android alla preinstallazione di Google Search come motore di ricerca predefinito. Ne deriva che i motori di ricerca concorrenti non possono essere impostati come motori predefiniti sulla grande maggioranza dei dispositivi venduti nel SEE. Inoltre, Google ha ridotto gli incentivi dei fabbricanti a preinstallare applicazioni di ricerca concorrenti e dei consumatori a scaricarle.

Analogamente, i contratti con i fabbricanti impongono la preinstallazione del browser mobile Google Chrome in cambio della licenza per l'installazione di Play Store o di Google Search. In tal modo, Google ha anche ottenuto che il suo browser mobile sia preinstallato sulla grande maggioranza dei dispositivi venduti nel SEE. I browser sono un importante punto di accesso per le ricerche sui dispositivi mobili. Così, riducendo gli incentivi dei fabbricanti a preinstallare browser concorrenti e dei consumatori a scaricarli, si è nuociuto alla concorrenza sia nel settore dei browser mobili sia in quello delle ricerche generiche.

Accordi anti-frammentazione

Android è un sistema a sorgente aperta che chiunque può quindi liberamente utilizzare e sviluppare per creare un sistema operativo mobile modificato (una variante Android). Tuttavia, se un fabbricante intende preinstallare in un suo dispositivo applicazioni di cui Google detiene i diritti, compresi Google Play Store e Google Search, deve sottoscrivere con Google un "accordo antiframmentazione" ("Anti-Fragmentation Agreement") con cui si impegna a non vendere dispositivi che utilizzano varianti Android.

La condotta di Google ha avuto un impatto diretto sui consumatori, negando loro l'accesso a dispositivi mobili intelligenti e innovativi basati su versioni alternative, potenzialmente superiori, del sistema operativo Android. Ad esempio, la Commissione ha riscontrato che la condotta di Google ha impedito ai fabbricanti di vendere dispositivi mobili intelligenti basati su una variante Android concorrente che aveva il potenziale di diventare un'alternativa valida al sistema operativo Android di Google. In tal modo, Google ha anche sbarrato una strada importante che permetterebbe ai suoi concorrenti di introdurre applicazioni e servizi, in particolare servizi di ricerca generica, preinstallabili su varianti Android.

Esclusiva

Google ha concesso incentivi finanziari significativi ad alcuni dei maggiori fabbricanti di smartphone e tablet, nonché a operatori di reti mobili, affinché preinstallino sui loro dispositivi esclusivamente Google Search.

Google ha così limitato gli incentivi di fabbricanti e operatori di reti mobili a preinstallare servizi di ricerca concorrenti sui dispositivi che commercializzano. In effetti, la Commissione ha potuto rilevare che l'obbligo di esclusiva ha influenzato la scelta di taluni fabbricanti di dispositivi e operatori di reti mobili se preinstallare o meno servizi di ricerca concorrenti.

Contesto

Per ulteriori informazioni, si veda la scheda informativa.

Questa inchiesta è distinta e separata da quella che la Commissione sta formalmente conducendo ai sensi della normativa antitrust su altri aspetti della condotta di Google nel SEE, che riguarda fra l'altro il trattamento favorevole dato da Google nei risultati delle ricerche generiche ai propri servizi di ricerca specializzata e le riserve riguardo all'appropriazione di contenuti web di concorrenti (il cosiddetto "web scraping"), l'esclusiva nella pubblicità e restrizioni indebite imposte agli inserzionisti.

Contesto procedurale

L'articolo 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) vieta l'abuso di posizione dominante che possa essere pregiudizievole al commercio e impedire o limitare la concorrenza. L'attuazione di tale disposizione è definita nel regolamento antitrust (regolamento n. 1/2003 del Consiglio), che può essere applicato dalla Commissione e dalle autorità nazionali garanti della concorrenza degli Stati membri dell'UE.

Oggi la Commissione ha adottato una decisione per includere nell'indagine su Google Android anche Alphabet Inc., la società madre di Google, creata dopo l'avvio del procedimento nei confronti di Google. La comunicazione degli addebiti è rivolta sia a Google sia a Alphabet Inc.

La comunicazione degli addebiti è una fase formale delle indagini della Commissione su sospette violazioni delle norme antitrust dell'UE. La Commissione informa per iscritto le parti interessate sugli addebiti mossi nei loro confronti. I destinatari possono esaminare i documenti contenuti nel fascicolo di indagine della Commissione, rispondere per iscritto e chiedere un'audizione per presentare le loro osservazioni sul caso a rappresentanti della Commissione e delle autorità nazionali garanti della concorrenza. L'invio di una comunicazione degli addebiti non pregiudica l'esito dell'indagine, in quanto la Commissione prende una decisione definitiva solo dopo che le parti hanno esercitato il diritto di difesa.

La legge non impone alla Commissione alcun termine temporale per la conclusione di indagini antitrust su condotte anticoncorrenziali. La durata di un'indagine antitrust dipende da una serie di fattori, tra cui la complessità del caso, il grado di cooperazione con la Commissione dell'impresa interessata e l'esercizio del diritto di difesa.

Beatrice Covassi nominata Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Prenderà servizio il 16 aprile 2016.

2016/04/15

Foto Direttore Rapp. Eur. in Italia 16 4 16A partire dal 16 aprile 2016, data in cui prenderà servizio, Beatrice Covassi metterà a disposizione del suo ufficio una solida esperienza di oltre 15 anni nelle istituzioni europee, arricchita da forti competenze diplomatiche e di sensibilizzazione pubblica. 

Dal 2010 al 2014 Beatrice Covassi ha coperto la carica di Primo Consigliere presso la delegazione dell'UE negli Stati Uniti a Washington DC, dove era responsabile dell'allora nuovissimo portafoglio economia digitale e cibersicurezza transatlantica. In questa veste ha coordinato le attività dirette alla governance di Internet, alla cibersicurezza e alla tutela della vita privata in rete, compreso il coordinamento politico con gli Stati membri dell'UE. Nel 2008 Covassi è stata assegnataria di una borsa di studio dell'UE presso la George Mason University di Arlington (USA), dove ha impartito un corso sulla nuova politica dell'UE in materia di mezzi di comunicazione. 

Sin dal 2000 Beatrice Covassi ha ricoperto diverse cariche presso la Commissione europea a Bruxelles e a Lussemburgo volte principalmente alla promozione dello sviluppo del mercato unico digitale. In particolare ha svolto la funzione di assistente alle politiche della direzione delle comunicazioni elettroniche nel periodo dell'apertura del mercato delle telecomunicazioni sfociato nella nascita di nuovi servizi, nell'abbassamento dei prezzi al consumo e nella creazione di posti di lavoro in tutta Europa. Covassi ha inoltre presieduto il gruppo incaricato del passaggio al digitale ed è stata capo unità aggiunto delle unità strategiche per l'agenda digitale europea e per l'economia basata sui dati. Il suo ultimo incarico l'ha vista alla guida dello sviluppo di politiche in materia di dati aperti e di un partenariato pubblico-privato sui big data. 

Beatrice Covassi si è laureata con lode alla Scuola di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" dell'Università di Firenze con una tesi sul diritto amministrativo comparato e dell'Unione europea e ha conseguito inoltre due diplomi post-universitari presso il Collegio d'Europa di Bruges (promozione Tocqueville) e presso l'Accademia di diritto europeo (Grecia). 

Oltre all'italiano, la sua lingua madre, Beatrice Covassi parla correntemente anche inglese, francese, portoghese e spagnolo.

Contesto

La Commissione europea ha uffici di rappresentanza nei 28 Stati membri, affiancati da uffici regionali a Barcellona, Belfast, Bonn, Cardiff, Edimburgo, Marsiglia, Milano, Monaco di Baviera e Breslavia. Gli uffici di rappresentanza permettono alla Commissione di essere presente negli Stati membri dell'UE , collaborando con le autorità nazionali e le parti interessate e informando i media e l'opinione pubblica sulle politiche dell'UE. Le rappresentanze hanno inoltre il compito di informare la Commissione in merito agli sviluppi di maggior rilievo negli Stati membri. Dall'inizio della Commissione Juncker i direttori delle rappresentanze sono nominati dal Presidente e fungono da suoi rappresentanti politici nel rispettivo Stato membro di distaccamento.

Oggi al Festival internazionale del giornalismo di Perugia ricercatori e scienziati raccontano il loro percorso di studi e ricerca per ispirare i ragazzi a seguire i loro sogni

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Perugia, 8 aprile 2016. Un grande spettacolo segnerà stasera il via della campagna #EuFactor, promossa dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dall'Ufficio di Informazione del Parlamento europeo.

L'obiettivo, non solo di questa serata ma di tutta la campagna che si svolgerà nell'arco dei prossimi mesi sulle pagine dei social media, su un sito dedicato e con vari eventi, è sensibilizzare i giovani tra i 16 e i 19 anni allo studio della scienza, della tecnologia e dell'informatica, in vista delle nuove opportunità di lavoro e delle competenze richieste dal mercato. Vogliamo far capire che per l'Europa e per noi Europei crescere significa innovare e innovare vuol dire crescere. 

Il giornalista Federico Taddia, "disturbato" dai musicisti della Banda Osiris che, con il loro stile irriverente e divertente, sottolineeranno i momenti più importanti dell'incontro, introdurrà le storie di 5 giovani ricercatori, che hanno dedicato la loro vita alla scienza e saranno sul palco per raccontarcelo.

Seguendo il nostro evento potrete conoscere:

Chiara Bartolozzi dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, dove si occupa di sviluppare sistemi di visione e percettivi ispirati alla biologia, per il robot umanoide iCub.

Marco Micheli, astronomo dell'ESA che lavora presso il Neo Cordination Center di Frascati (Roma) e segue al telescopio asteroidi potenzialmente pericolosi.

Elisa Palazzi, fisica dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISAC) di Torino che lavora allo studio del sistema climatico ed ai processi Terra-Sistema (non sapete di cosa si tratta? Allora seguiteci in streaming!).

Chiara Petrioli si occupa di reti mobili,  Internet delle cose e sistemi ciber-fisici ed è direttore del Sensor Networks and Embedded Systems  laboratory (SENSES lab) presso il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Antonella Viola è un immunologo e studia la relazione fra il sistema immunitario e le malattie. E' professore ordinario di Patologia Generale al Dipartimento di Scienze Biomediche all’Università di Padova, e vicedirettrice dell’Istituto Veneziano di Medicina Molecolare (VIMM).

L'evento sarà trasmesso in streaming sul sito del Festival internazionale del giornalismo di Perugia. Seguiteci in rete con #EuFactor e presto sul sito www.eufactor.eu e sui siti della Rappresentanza della Commissione e dell'Ufficio di informazione del Parlamento.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Dichiarazione del vicepresidente Frans Timmermans e delle commissarie Marianne Thyssen, Vĕra Jourová e Corina Creţu in occasione della Giornata internazionale dei Rom, venerdì 8 aprile:

"L'uguaglianza davanti alla legge e la non discriminazione sono valori fondamentali dell'Unione europea. Nonostante ciò, l'antiziganismo è ancora molto diffuso a livello mondiale ed europeo. L'esclusione, la disuguaglianza e la discriminazione che molti Rom continuano a incontrare sono in netto contrasto con i valori fondamentali dell'Unione.

I Rom non godono delle stesse condizioni di accesso all'occupazione, all'istruzione, all'alloggio e all'assistenza sanitaria. Gli sgomberi forzati dei Rom continuano a destare preoccupazione. I bambini rom spesso non hanno accesso a un'istruzione della stessa qualità degli altri bambini, alimentando il circolo vizioso della povertà. Questo è il motivo per cui crediamo sia urgente facilitare l'accesso all'istruzione in particolare ai bambini rom.

Le istituzioni europee e gli Stati membri si impegnano a lottare contro la discriminazione e la segregazione e a migliorare l'integrazione della comunità rom. Sebbene l'integrazione dei Rom spetti in primo luogo agli Stati membri, la strategia "Europa 2020" considera prioritarie quelle misure che favoriscano l'inclusione socioeconomica della popolazione rom e prevengano la discriminazione. In tale contesto, con il motto "Per i Rom, con i Rom" la Commissione sta svolgendo attività di comunicazione mirate a contrastare la discriminazione e gli stereotipi contro la popolazione rom. Per il periodo 2014-2020 la Commissione ha inoltre previsto ulteriori finanziamenti per misure volte all'inclusione sociale attraverso la politica di coesione. Con l'adozione all'unanimità della raccomandazione del Consiglio del 2013, gli Stati membri hanno ribadito anche l'impegno di promuovere l'inclusione dei Rom. Tuttavia, occorre fare di più, non solo a livello nazionale ma anche in particolare a livello locale. Per questo l'Unione europea continua a sostenere le autorità nazionali, ma anche e soprattutto gli attori locali, negli sforzi per tutelare i diritti fondamentali dei Rom.

Adesso dobbiamo garantire un’attuazione efficace di queste iniziative. Nel suo ruolo di custode dei trattati, la Commissione continuerà a sostenere e monitorare le politiche antidiscriminatorie degli Stati membri al fine di garantire che siano rispettati i diritti fondamentali di tutti. I Rom sono parte integrante della nostra Unione e non devono essere lasciati in disparte."

Per ulteriori informazioni:

Politica dell’UE per i Rom

Politica per i Rom: storie di successo

Progetto "Per i Rom, con i Rom"

Comunicato stampa: Rapporto annuale sulle strategie di integrazione dei Rom (giugno 2015)

Scheda: Progressi compiuti dagli Stati membri dell’UE per l’integrazione dei Rom

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e il Banco Popolare Società Cooperativa (Banco Popolare) hanno firmato un accordo InnovFin a vantaggio delle PMI che beneficia del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), nucleo centrale del piano di investimenti per l'Europa.

L'accordo InnovFin consentirà nel prossimo biennio al Banco Popolare di concedere prestiti bancari per 300 milioni di euro alle imprese innovative in Italia. Il sostegno dell'UE per le imprese innovative italiane è garantito dal FEI e coperto dai fondi disponibili nell'ambito di Orizzonte 2020, il programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione.

Commentando la firma, l'amministratore unico del FEI, Pier Luigi Gilibert ha affermato: "Sono lieto di annunciare la conclusione dell'accordo con il Banco    Popolare relativo a una garanzia InnovFin per le PMI che andrà a vantaggio di 1.500 imprese innovative in Italia. Questo strumento di finanza innovativa per un ammontare di 300 milioni di euro sosterrà l'impegno del Banco Popolare a favore delle imprese che intendono sviluppare nuovi prodotti e servizi ".

Il Vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "L'accordo odierno reca con sé ulteriori buone notizie per le PMI in Italia: altre 1.500 imprese innovative e in crescita potranno ora accedere a denaro fresco per un importo complessivo di 300 milioni di euro. Mi congratulo ancora una volta con le banche italiane per lo spirito di iniziativa dimostrato e per aver collaborato in modo così efficace con il FEI".

Commentando la transazione, Maurizio Faroni, direttore generale del Banco Popolare, ha affermato: "Con il nuovo accordo il Banco Popolare sarà in grado di finanziare le PMI innovative fino a concorrenza di 300 milioni di euro. Siamo orgogliosi di cooperare di nuovo con il FEI. Grazie al primo accordo siglato con il fondo, abbiamo potuto finanziare più di 200 PMI innovative per un importo complessivo di 200 milioni di euro".

Questa transazione realizzata in Italia grazie al FEIS riflette l'impegno del gruppo BEI a rispondere con tempestività alle richieste degli Stati membri, della Commissione europea e del Parlamento europeo di avviare celermente iniziative concrete nell'ambito del FEIS, accelerare la concessioni di prestiti e l'offerta di garanzie che siano in grado di stimolare la crescita e l'occupazione nell'UE.

Per ulteriori informazioni

A proposito del FEI

Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) fa parte del gruppo Banca europea per gli investimenti. La sua missione fondamentale è sostenere le microimprese e le piccole e medie imprese europee (PMI) facilitandone l'accesso ai finanziamenti. Il FEI elabora e sviluppa capitale di rischio e capitale di crescita, garanzie e strumenti di microfinanza finalizzati specificamente a questo segmento di mercato. In questo ruolo il FEI promuove gli obiettivi dell'UE nei settori dell'innovazione, della ricerca e dello sviluppo, dell'imprenditorialità, della crescita e dell'occupazione.

A proposito del Banco Popolare

Istituito nel 2007 in seguito alla fusione tra il Banco Popolare di Verona e Novara e la Banca Popolare Italiana, il gruppo Banco Popolare è oggi, con un capitale che supera i 120 miliardi di euro, il quarto maggiore gruppo bancario in Italia. La sua rete commerciale, composta di più di 1.800 filiali, per lo più dislocate nell'Italia settentrionale, ha un forte radicamento nel territorio in cui il gruppo è tradizionalmente presente. Il Banco Popolare offre tutta una serie di servizi finanziari, come: attività bancaria al dettaglio, corporate banking, private and investment banking e gestione patrimoniale. Esso fornisce inoltre servizi di banca-assicurazione e prodotti di credito al consumo attraverso joint-venture con istituzioni finanziarie primarie.

Le PMI che intendano chiedere un finanziamento nell'ambito del programma InnovFin possono contattare direttamente il Banco Popolare al seguente indirizzo web: www.bancopopolare.it.

A proposito del piano di investimenti per l'Europa

Il piano di investimenti per l'Europa mira a rimuovere gli ostacoli agli investimenti, a dare visibilità e assistenza tecnica ai progetti di investimento e a un uso più intelligente delle risorse finanziarie nuove ed esistenti. Il piano di investimenti sta già producendo risultati. Secondo le stime della Banca europea per gli investimenti (BEI), fino al febbraio 2016 il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) aveva attivato oltre 76 miliardi di euro di investimenti in Europa.

I dati aggiornati sul FEIS ripartiti per settore e paese sono disponibili qui. Per ulteriori informazioni, consultare le Domande e Risposte.

A proposito di InnovFin

InnovFin

A proposito di COSME

COSME

A proposito di Orizzonte 2020

Orizzonte 2020

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Si assegna oggi il premio Capitale europea dell'innovazione - iCapital. Alla città vincitrice 950 000 euro da investire in innovazione.

Oggi pomeriggio Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, e Markku Markkula, Presidente del Comitato europeo delle regioni, consegneranno il Premio Capitale europea dell’innovazione - iCapital, che celebra e premia le città che avviano progetti creativi e ambiziosi per sviluppare la loro capacità d'innovazione.

La città vincitrice si aggiudicherà 950 000 euro, con i quali potrà aumentare il proprio impegno per l'innovazione. La seconda classificata riceverà 100 000 euro e la terza 50 000.

Il Commissario Moedas ha dichiarato: "La gara sarà dura oggi e i risultati eccezionali delle nove città finaliste sono una fonte d'ispirazione per le altre. Sono fulgidi esempi di come le città possono sfruttare l'innovazione per migliorare la vita delle persone e il funzionamento delle imprese."

Nel 2014 ha vinto Barcellona, che ha usato tecnologie e iniziative nuove come i dati aperti, l'energia residua dalle reti di riscaldamento e di raffreddamento e i servizi intelligenti forniti tramite le TIC per stimolare l'innovazione e migliorare il benessere dei cittadini.

Quest'anno le nove città finaliste sono: Amsterdam, Berlino, Eindhoven, Glasgow, Milano, Oxford, Parigi, Torino e Vienna.

L'evento si terrà presso il Comitato europeo delle regioni a Bruxelles alle 14.20 e potrà essere seguito su #iCapitalAwards.

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