dall'Europa

Bruxelles, 18 luglio 2016. Oggi la Commissione europea ha ribadito il proprio impegno a garantire l’efficace applicazione dell’insieme della legislazione europea, in particolare, quella relativa al più grande mercato unico del mondo di 500 milioni di cittadini.

La relazione annuale fornisce un quadro chiaro sulle modalità con cui la Commissione ha monitorato e applicato il diritto dell’Unione europea nel 2015 e il quadro di valutazione del mercato unico dimostra che gli ostacoli alla libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali nell’UE vengono eliminati nella maggior parte dei settori. Il dialogo costruttivo tra la Commissione e gli Stati membri riguardante le questioni di conformità sfocia sempre di più nella risoluzione di tali questioni  senza la necessità di ricorrere a procedure formali.

Nel contempo in alcuni settori la situazione è in fase di stallo o addirittura si aggrava, nuove barriere vengono erette e il mercato unico deve adeguarsi in modo da riflettere queste nuove realtà: anche le idee innovative e i nuovi modelli imprenditoriali devono trovare la loro giusta collocazione.

Relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'UE

La 33a "relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto dell’Unione europea" analizza i risultati ottenuti dagli Stati membri nei principali ambiti di applicazione del diritto dell'UE ed evidenzia le principali tendenze della politica in materia di enforcement nel 2015. Uno dei settori chiave è il mercato unico, che rimane il bene più prezioso dell'Europa per milioni di cittadini e imprese che beneficiano ogni giorno dalla libertà di vivere, lavorare e commerciare in 28 Stati membri, sicuri nella consapevolezza che un insieme chiaro di norme disciplina le loro relazioni.

La Commissione avvia procedure d’infrazione quando uno Stato membro non pone rimedio ad una presunta violazione del diritto dell’Unione. Due scenari possono far scattare la procedura: il primo, quando uno Stato membro non notifica le misure nazionali di recepimento di una direttiva europea nel diritto nazionale entro la scadenza concordata; il secondo, quando la normativa di uno Stato membro non è in linea con la legislazione UE oppure quando il diritto UE non è correttamente applicato dalle autorità nazionali.

Il numero totale di procedure di infrazione è a un livello costantemente inferiore rispetto a cinque anni fa. Ciò dimostra che in molti casi il dialogo strutturato con gli Stati membri prima dell'avvio di una procedura d’infrazione può essere uno strumento efficace. Evidenzia inoltre la determinazione della Commissione a cooperare con gli Stati membri per migliorare la conformità in una fase precoce, risolvendo rapidamente infrazioni potenziali, a vantaggio dei cittadini e delle imprese. A tale riguardo EU Pilot è uno strumento prezioso per correggere le violazioni del diritto dell’UE in una fase precoce, così come la procedura di notifica dei progetti di regolamentazioni tecniche relative ai prodotti e ai servizi della società dell’informazione prima della loro adozione.

Locandina 1

Il grafico seguente offre una panoramica della situazione di ciascuno Stato membro e comprende i ritardi di recepimento, il recepimento non corretto e/o l'applicazione errata del diritto dell’Unione.

Locandina 2

Analogamente al 2014, nel 2015 la maggior parte delle procedure di infrazione è stata avviata nel settore politico dei trasporti e dell'ambiente.

Locandina 3

Lotta al recepimento tardivo delle direttive

La Commissione si è impegnata a garantire che gli Stati membri recepiscano le direttive europee nel loro ordinamento giuridico nazionale entro i termini previsti. I ritardi nel recepimento del diritto dell’Unione impediscono ai cittadini e alle imprese di trarre beneficio dei vantaggi del diritto UE, incidono negativamente sulla certezza giuridica complessiva e pregiudicano la parità di condizioni nel mercato unico

Nel 2015 il numero di nuove procedure d’infrazione per ritardo di recepimento è leggermente diminuito rispetto al 2014. Tra gli esempi di recepimento tardivo delle procedure negli ambiti relativi alle direttive sui poteri dell’autorità di vigilanza europea vi sono l'accesso e l'esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (Solvibilità II), il controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose e l'istituzione di uno spazio ferroviario europeo unico.

Per facilitare un tempestivo recepimento la Commissione ha continuato ad assistere gli Stati membri mediante l’elaborazione di piani di attuazione, siti web dedicati e documenti di orientamento, nonché lo scambio di migliori prassi in riunioni di gruppi di esperti.

In caso di mancato recepimento di una direttiva in uno Stato membro entro il termine convenuto, la Commissione continua a fare pieno uso del sistema delle sanzioni finanziarie introdotto con il trattato di Lisbona: essa ha deferito sei casi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, chiedendo l'applicazione di sanzioni finanziari. Tali casi riguardavano Germania, Grecia, Lussemburgo, Slovenia e Polonia (due casi).

Quadro di valutazione del mercato unico

Il tempestivo recepimento non corrisponde necessariamente al corretto recepimento. Il quadro di valutazione del mercato unico offre una panoramica precisa dello stato di attuazione delle norme del mercato unico UE. Esso valuta come gli Stati membri dell’UE applicano le norme europee e individua le lacune in cui i paesi dell’UE dovrebbero intensificare i loro sforzi.

In funzione della loro performance nel 2015 in merito a una serie di strumenti di governance e settori politici, agli Stati membri sono stati assegnati cartellini verdi (buono), gialli (medio) e rossi (inferiori alla media).

Locandina 4

Oltre alla valutazione dell'ottemperanza degli Stati membri al diritto del mercato unico, il quadro di valutazione indica l'aiuto dato a cittadini e imprese mediante vari strumenti UE di informazioni generali e di ricerca di lavoro (portale Your Europe, Your Europe Advice, Solvit, EURES). Il quadro di valutazione monitora l'apertura degli Stati membri agli scambi e agli investimenti e gli ulteriori sforzi di apertura di settori come gli appalti pubblici, le qualifiche professionali o i servizi postali.

Tenendo conto dei settori valutati, i paesi che hanno ottenuto i migliori risultati sono Cipro, Croazia, Estonia, Irlanda e Slovacchia.

La Commissione agisce in risposta alle denunce dei cittadini

I cittadini e le parti interessate possono segnalare violazioni presunte del diritto UE mediante un modulo di denuncia online accessibile tramite il portale Europa alla sezione Diritti e opportunità. Nel 2015, come nell'anno precedente, la maggior parte delle denunce presentate riguardava l'occupazione e gli affari sociali, il mercato unico, la giustizia e i diritti dei consumatori. Come parte del modulo di denuncia, SOLVIT può aiutare i cittadini e le imprese a risolvere i loro problemi con una pubblica amministrazione di un altro paese dell’UE.

Contesto

In risposta a una richiesta del Parlamento europeo, dal 1984 la Commissione presenta una relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto UE relativa all'anno precedente. Il Parlamento europeo adotta in seguito una risoluzione sulla relazione della Commissione.

Il quadro di valutazione del mercato unico online è pubblicato annualmente. Esso monitora i risultati degli Stati membri UE in una serie di settori politici (appalti pubblici, qualifiche professionali, servizi postali, integrazione commerciale, apertura dei mercati) e strumenti di governance (recepimento, procedure di infrazione e EU Pilot nei settori relativi al mercato unico), EURES, Your Europe, Your Europe Advice, Solvit, IMI, Settori prioritari, European Consumer Centres, Consumer Protection Cooperation Network, Technical Regulation Information System (TRIS).

Per ulteriori informazioni

Relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'UE:

- Annual reports on national implementation of Union law

- Fact sheets by country

- Per quanto riguarda la procedura generale d'infrazione UE si veda MEMO/12/12 (infografica per il 2015).

Quadro di valutazione del mercato unico:

- Scoreboard

- Fact sheets by country

Foto Presidente Comm. EU Junker 200Sono molto toccato e rattristato dall'evento terribile che ha colpito la bella città di Nizza in questo giorno di festa nazionale. 

Desidero esprimere la mia più grande solidarietà alle vittime, alle loro famiglie, a tutte le francesi e a tutti i francesi in lutto per un atto terroristico così vile. 

 

La Francia può contare sul sostegno della Commissione europea e degli altri Stati europei nella lotta contro il terrorismo sia all'interno sia all'esterno dell'Unione europea. La nostra determinazione resterà ferma quanto la nostra unità.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 14 luglio 2016. Oggi la Commissione ha pubblicato i risultati del 2016 del quadro europeo di valutazione dell'innovazione, del quadro di valutazione dell'innovazione regionale e dell'Innobarometro. 

Da tali risultati si evince che nell'Unione europea l'innovazione guadagna terreno rispetto al Giappone e agli Stati Uniti, la Svezia è ancora una volta leader dell'innovazione e la Lettonia presenta la resa innovativa più dinamica.

LAPILLI Rese innovative

Classifica 2016 per paese in base al Quadro europeo di valutazione dell’innovazione
(asse Y: indice sintetico dell'innovazione, asse X: paesi UE)

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: "È mio desiderio che l'Europa sia un luogo dove le PMI innovative e le start-up fioriscono e si sviluppano nel mercato unico. Ciò richiede uno sforzo concertato. A livello dell'UE occorre semplificare il regolamento sull'IVA, adeguare le norme in materia d'insolvenza, rendere più accessibili le informazioni sulle prescrizioni normative e impegnarsi ad elaborare un quadro giuridico in materia di proprietà intellettuale che sia chiaro e tenga conto delle esigenze delle PMI. Dobbiamo inoltre continuare ad adattare il mercato unico, affinché servizi innovativi quali l'economia collaborativa vi trovino un proprio spazio".

Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l'innovazione, ha dichiarato: "I paesi e le regioni leader sostengono l'innovazione in un'ampia gamma di ambiti come per esempio gli investimenti e l'istruzione, le condizioni di lavoro flessibili e la capacità delle amministrazioni pubbliche di valorizzare l'imprenditorialità e l'innovazione. Anche la Commissione fa la propria parte promuovendo l'innovazione in vari campi. Ma non solo, stiamo anche migliorando l'accesso ai finanziamenti privati attraverso il piano di investimenti per l’Europa di 315 miliardi €e l'Unione dei mercati dei capitali e lavoriamo alla creazione di un nuovo consiglio europeo per l'innovazione".

Corina Crețu, Commissaria per la Politica regionale ha affermato: "Le strategie per la specializzazione intelligente aiutano gli Stati membri e le regioni a far leva sulle loro potenzialità concorrenziali nell'ambito della ricerca e dell'innovazione e a trovare occasioni di collaborazione tra il mondo imprenditoriale e quello accademico. In quanto tali fungono da bussole degli investimenti a lungo termine, sostenute dai fondi SIE e, quando possibile, da altre fonti di finanziamento UE. Ciò contribuisce in grande misura alla transizione dell’Europa verso un’economia basata sulla conoscenza".

Le principali conclusioni delle tre relazioni pubblicate oggi sono le seguenti:

·         la Svezia è ancora il leader dell'innovazione dell'UE, seguita da Danimarca, Finlandia, Germania e Paesi Bassi.

·         I leader dell'UE per settore specifico di innovazione sono: la Svezia (risorse umane e qualità della ricerca accademica), la Finlandia (condizioni del quadro finanziario), la Germania (investimenti privati nell'innovazione), il Belgio (reti e collaborazione nel campo dell'innovazione) e l'Irlanda (innovazione nelle piccole e medie imprese).

·         I paesi in cui l'innovazione registra un'espansione più celere sono la Lettonia, Malta, la Lituania, i Paesi Bassi e il Regno Unito.

·         Poli innovativi regionali esistono anche in paesi innovatori moderati: Piemonte e Friuli-Venezia Giulia in Italia, País Vasco in Spagna e Bratislavský kraj nella Repubblica slovacca.

·         Nel complesso, il propulsore fondamentale per diventare un leader nell'innovazione è l'adozione di un sistema di innovazione equilibrato che combini un livello adeguato di investimenti pubblici e privati, partnership efficaci per l'innovazione tra imprese e mondo accademico, una solida base di istruzione e la ricerca di eccellenza. Gli effetti economici dell'innovazione devono tradursi in vendite ed esportazioni di prodotti innovativi, da un lato, ed occupazione, dall'altro.

·         La specializzazione in tecnologie abilitanti fondamentali aumenta le rese innovative regionali, in particolare nel campo dei materiali avanzati, delle biotecnologie industriali, della fotonica e delle tecnologie di fabbricazione avanzate.

·         Nel corso dei prossimi due anni è previsto il miglioramento delle rese innovative dell'UE. Per il prossimo anno la maggioranza delle imprese prevede di mantenere o aumentare il livello di investimenti nell'innovazione, mentre in Romania, a Malta e in Irlanda le imprese segnalano la propensione ad aumentarli.

Contesto

Una recente relazione dal titolo "Science, research and innovation performance of the EU" stabilisce un chiaro nesso tra la crescita nell'UE e gli investimenti nel campo della ricerca e dell'innovazione e sottolinea l'importanza di proseguire gli sforzi per aumentare gli investimenti in tale settore. Per informazioni sulle azioni della Commissione a sostegno dell'innovazione, si rimanda all'ultima sezione delle Domande ricorrenti.

Il quadro europeo di valutazione dell'innovazione annuale fornisce una valutazione comparativa delle prestazioni nel campo della ricerca e dell'innovazione dei paesi dell'UE e di alcuni paesi terzi. La relazione del 2016 comprende per la prima volta una sezione rivolta al futuro centrata sui recenti sviluppi, sulle tendenze e sui cambiamenti previsti.

Il quadro di valutazione dell’innovazione regionale è il corrispondente regionale del quadro europeo di valutazione dell'innovazione e valuta le rese innovative a livello delle regioni europee.

L'Innobarometro illustra le tendenze e gli atteggiamenti recenti in relazione alle attività innovative delle imprese nei paesi dell'UE, in Svizzera e negli Stati Uniti.

Per ulteriori informazioni

·         Domande ricorrenti

·         Quadro europeo di valutazione dell'innovazione

·         Quadro regionale di valutazione dell'innovazione

·         Innobarometro

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 14 luglio 2016. Oggi la Commissione europea ha proposto modifiche dei regolamenti sui fondi europei per il venture capital (EuVECA) e sui fondi europei per l’imprenditoria sociale (EuSEF), segnando un ulteriore progresso verso la creazione dell’Unione dei mercati dei capitali.

La proposta odierna mira a stimolare gli investimenti in capitale di rischio e progetti sociali e a rendere più semplice l'investimento in piccole e medie imprese innovative. In particolare, la Commissione propone di aprire le denominazioni EuVECA e EuSEF ai gestori di fondi di tutte le dimensioni e di ampliare la gamma delle imprese nelle quali è possibile investire. La Commissione mira anche a semplificare e rendere meno costosa la commercializzazione transfrontaliera degli EuVECA e EuSEF con il divieto esplicito di imporre il pagamento di diritti a livello di Stati membri e con lo snellimento delle procedure di registrazione.

Queste riforme costituiscono uno degli elementi della gamma di misure che la Commissione europea sta adottando per stimolare il venture capital in Europa, nella quale rientrano anche il sostegno del bilancio dell'UE per attrarre i capitali dei grandi investitori istituzionali tramite un fondo di fondi paneuropeo di venture capital e la promozione delle migliori pratiche d'incentivazione fiscale del capitale di rischio a livello nazionale per favorire gli investimenti nelle PMI e nelle imprese in fase di avviamento. La Commissione europea offrirà inoltre assistenza tecnica agli Stati membri desiderosi di sviluppare la raccolta di fondi sui mercati anche in forma di venture capital.

Queste misure, proposta odierna compresa, s'iscrivono nel piano d'azione per l'Unione dei mercati dei capitali, volto a sbloccare gli investimenti basati sul mercato aumentando e diversificando in Europa le fonti di finanziamento per le imprese e i progetti a lungo termine. La proposta si ricollega anche al piano di investimenti per l’Europa, che delinea una strategia globale per ovviare a quella carenza di finanziamenti che frena le potenzialità di crescita dell’Europa e la sua capacità di creare occupazione per i propri cittadini.

Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "Con la rimozione di un altro ostacolo agli investimenti nell'UE, proseguiamo oggi nel percorso di avvicinamento a uno degli obiettivi fondamentali del piano d'investimenti per l'Europa. Le tre modifiche principali dei regolamenti EuVECA e EuSEF proposte oggi - ampliamento della gamma dei gestori ammissibili, ampliamento dell’elenco delle attività ammissibili per gli EuVECA e divieto alle autorità competenti d'imporre il pagamento di diritti - permetteranno a un maggior numero di PMI di accedere alla linfa vitale dei finanziamenti di cui hanno bisogno per crescere."

Il Commissario Jonathan Hill ha dichiarato: "Sono lieto che il mio ultimo atto da Commissario sia annunciare misure che contribuiranno a rafforzare i mercati europei del capitale di rischio. È indispensabile che le imprese europee dispongano di una scelta più ampia di fonti di finanziamento e siano in grado di attrarre gli investimenti di cui hanno bisogno qui, nell’UE. Segniamo così un ulteriore progresso nella costruzione dell’Unione dei mercati dei capitali."

La proposta odierna è presentata al Parlamento europeo e al Consiglio (che rappresenta gli Stati membri) per essere adottata secondo la procedura di codecisione.

Contesto

I regolamenti sui fondi europei per il venture capital (EuVECA) e sui fondi europei per l’imprenditoria sociale (EuSEF) istituiscono due tipi nuovi di fondi di investimento collettivo per rendere più semplice e più attraente l'investimento nelle PMI non quotate. Entrambi i regolamenti sono stati adottati il 17 aprile 2013 e sono entrati in vigore il 22 luglio 2013.

Le denominazioni EuVECA e EuSEF permettono ai gestori di commercializzare in tutta l'UE i corrispondenti fondi sia agli investitori professionali sia agli investitori non professionali in grado di impegnare un minimo di 100 000 EUR.

Data l’importanza di compiere progressi verso l’Unione dei mercati dei capitali, la Commissione ha deciso di anticipare il riesame generale originariamente previsto per luglio 2017. Il 30 settembre 2015 la Commissione europea ha avviato una consultazione chiedendo se la diffusione di questi fondi di investimento potesse essere favorita da modifiche mirate dei regolamenti. Il riesame ha evidenziato vari fattori che frenano lo sviluppo dei fondi.

Muovendo dai risultati della consultazione la Commissione propone di:

·          ampliare la gamma dei gestori ammessi a commercializzare e gestire fondi EuVECA e EuSEF includendovi i gestori di fondi più grandi, ossia quelli le cui attività gestite superano i 500 milioni di EUR. I gestori dei grandi fondi offrono economie di scala e marchi affidabili, che per gli investitori costituiscono vantaggi in grado di indurli a investire di più, il che va in ultima analisi a beneficio del capitale di rischio e dell'imprenditoria sociale;

·         ampliare le attività ammissibili per gli EuVECA consentendo gli investimenti nelle piccole imprese a media capitalizzazione e nelle PMI quotate sui mercati di crescita per le PMI. Questo dovrebbe permettere a un maggior numero di imprese di fruire degli investimenti degli EuVECA e rendere più interessanti gli investimenti grazie alla maggiore diversificazione del rischio;

·         ridurre i costi vietando espressamente alle autorità competenti dello Stato membro ospitante d'imporre il pagamento di diritti, semplificando le procedure di registrazione e fissando il capitale minimo che permette di diventare gestore.

Nell'ambito del più ampio pacchetto sull’Unione dei mercati dei capitali volto a stimolare gli investimenti in capitale di rischio nell’UE, è previsto un fondo di fondi paneuropeo di venture capital, basato sulla combinazione fra fonti di finanziamento dell’UE e volumi più ingenti di capitale privato. Il fondo di fondi paneuropeo dovrebbe contribuire a superare la frammentazione del mercato e ad attrarre gli investitori privati verso la classe di attività del venture capital nell’UE.

Per ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/finance/investment/venture_capital/index_en.htm

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 13 luglio 2016. La Commissione europea presenta oggi proposte intese a completare la riforma del sistema europeo comune di asilo al fine di progredire verso una politica in materia di asilo pienamente efficace, equa e umana, che sia adatta sia ai periodi di pressione migratoria normale sia a quelli di forte pressione migratoria.

La Commissione europea presenta oggi proposte intese a completare la riforma del sistema europeo comune di asilo al fine di progredire verso una politica in materia di asilo pienamente efficace, equa e umana, che sia adatta sia ai periodi di pressione migratoria normale sia a quelli di forte pressione migratoria. L'esperienza insegna che per un sistema di asilo più efficace e coerente sono necessarie norme comuni e armonizzate a livello UE. La Commissione pertanto propone di creare una procedura comune per la protezione internazionale, di uniformare gli standard di protezione e i diritti per i beneficiari di protezione internazionale e di armonizzare ulteriormente le condizioni di accoglienza nell'UE. Nel complesso, tali proposte mirano a semplificare e abbreviare la procedura di asilo e il processo decisionale, scoraggiare i movimenti secondari dei richiedenti asilo e favorire l'integrazione delle persone che hanno diritto alla protezione internazionale.

Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: "L'UE ha bisogno di un sistema di asilo che sia nel contempo efficace e in grado di offrire protezione e che poggi su norme comuni, sulla solidarietà e su un'equa ripartizione delle responsabilità. Le riforme proposte garantiranno la protezione internazionale in tempi brevi alle persone che ne hanno realmente bisogno ma permetteranno di rimpatriare rapidamente coloro che non hanno il diritto di ricevere protezione nell'UE. Con le proposte odierne, tutti gli elementi della riforma della politica comune europea in materia di asilo sono all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio."

Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "Ciò che proponiamo oggi è il tassello mancante per completare una riforma globale del sistema comune di asilo dell'UE. Le modifiche porteranno a una vera procedura comune di asilo e garantiranno un trattamento paritario e adeguato ai richiedenti asilo, indipendentemente dallo Stato membro in cui presentano la domanda. Allo stesso tempo abbiamo definito chiari obblighi e doveri per i richiedenti asilo al fine di prevenire i movimenti secondari e l'abuso delle procedure. Il nostro obiettivo è disporre di un sistema comune che sia rapido, efficace e basato su norme armonizzate e sulla fiducia reciproca tra gli Stati membri."

Le proposte legislative presentate oggi fanno seguito alla prima serie di proposte adottate dalla Commissione il 4 maggio per riformare il sistema europeo comune di asilo nelle linee indicate nell'agenda europea sulla migrazione e nella comunicazione del 6 aprile. Esse mirano a istituire un sistema di asilo europeo solido, coerente e integrato, basato su norme comuni e armonizzate che siano pienamente conformi alle norme di protezione internazionale della convenzione di Ginevra e agli strumenti per la tutela dei diritti fondamentali.

Una procedura UE comune equa ed efficace

La Commissione propone di sostituire la direttiva sulle procedure di asilo con un regolamento che stabilisca una procedura UE comune pienamente armonizzata per la protezione internazionale al fine di ridurre le differenze nei tassi di riconoscimento dei vari Stati membri, scoraggiare i movimenti secondari e assicurare garanzie procedurali comuni efficaci per i richiedenti asilo. La proposta mira a:

  • rendere le procedure di asilo più semplici, chiare e brevi: l'intera procedura è abbreviata e semplificata e le decisioni sono adottate normalmente entro sei mesi o prima. Sono introdotti termini più brevi (da uno a due mesi), in particolare per le domande di asilo inammissibili o palesemente infondate o per i casi in cui è prevista l'applicazione della procedura accelerata. Sono introdotte scadenze anche per la presentazione dei ricorsi (da una settimana a un mese) e per le decisioni nella prima fase di ricorso (da due a sei mesi);
  • rafforzare le garanzie per i richiedenti asilo: ai richiedenti asilo è garantito il diritto a un colloquio individuale e all'assistenza e alla rappresentanza legale gratuite già nel corso della procedura amministrativa. Sono fornite maggiori garanzie ai richiedenti asilo con esigenze particolari e ai minori non accompagnati, i quali dovrebbero essere affidati a un tutore entro cinque giorni dalla presentazione della domanda;
  • garantire norme più severe per combattere gli abusi: sono introdotti nuovi obblighi di cooperazione con le autorità e previste pesanti conseguenze in caso di mancato rispetto degli stessi. L'applicazione di sanzioni in caso di abuso della procedura, omessa collaborazione e movimenti secondari - finora facoltativa - è resa obbligatoria. Le sanzioni comprendono il rigetto della domanda perché implicitamente ritirata o palesemente infondata o l'applicazione della procedura accelerata;
  • armonizzare le norme sui paesi sicuri: la Commissione chiarisce e rende obbligatoria l'applicazione del concetto di paese sicuro. Propone inoltre di sostituire completamente le designazioni nazionali dei paesi di origine sicuri e dei paesi terzi sicuri con elenchi europei o designazioni a livello UE entro cinque anni dall'entrata in vigore del regolamento.

Standard e diritti armonizzati in materia di protezione

I richiedenti asilo devono poter godere dello stesso tipo di protezione, indipendentemente dallo Stato membro in cui presentano la domanda e per tutto il tempo necessario. Al fine di armonizzare gli standard di protezione nell'UE e porre fine ai movimenti secondari e alla caccia all'asilo più vantaggioso, la Commissione propone di sostituire la direttiva qualifiche esistente con un nuovo regolamento. La proposta è finalizzata a:

  • far convergere maggiormente i tassi di riconoscimento e le forme di protezione: il tipo di protezione e la durata dei permessi di soggiorno concessi ai beneficiari di protezione internazionale sono armonizzati. Gli Stati membri sono obbligati a tener conto degli orientamenti forniti dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo per quanto riguarda la situazione nel paese d'origine del richiedente asilo e a valutare le possibili alternative di protezione interna, nel pieno rispetto del principio di non respingimento;
  • inasprire le norme per punire i movimenti secondari: il periodo di attesa di cinque anni previsto per i beneficiari di protezione internazionale per poter beneficiare dello status di residente di lungo periodo è conteggiato da capo ogni volta che la persona interessata si trova in uno Stato membro in cui non ha il diritto di soggiornare o risiedere;
  • garantire protezione solo per il tempo necessario: è introdotta una revisione obbligatoria dello status per tenere conto, ad esempio, di cambiamenti sopraggiunti nel paese di origine che potrebbero influire sulla necessità di protezione;
  • incentivare maggiormente l'integrazione: i diritti e gli obblighi dei beneficiari di protezione internazionale per quanto riguarda la sicurezza sociale e l'assistenza sociale sono precisati e l'accesso a determinate forme di assistenza sociale può essere subordinato alla partecipazione a misure di integrazione.

Condizioni di accoglienza dignitose e armonizzate in tutta l'UE

Infine, la Commissione propone di riformare la direttiva sulle condizioni di accoglienza per fare in modo che i richiedenti asilo possano beneficiare di standard di accoglienza armonizzati e dignitosi in tutta l'UE, contribuendo così a prevenire i movimenti secondari. La riforma mira a:

  • fare in modo che gli Stati membri applichino gli standard e gli indicatori sulle condizioni di accoglienza sviluppati dall'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo e che si provveda all'elaborazione e all'aggiornamento costante di piani di emergenza al fine di assicurare una capacità di accoglienza sufficiente e adeguata, anche in situazioni di pressione eccessiva;
  • fare in modo che i richiedenti asilo restino disponibili e scoraggiarne la fuga permettendo agli Stati membri di assegnare loro una residenza o di imporre l'obbligo di presentazione regolare dinanzi alle autorità. Nel caso in cui il richiedente asilo non rispetti l'obbligo di risiedere in un determinato luogo e qualora sussista il rischio di fuga, gli Stati membri possono avvalersi del trattenimento;
  • chiarire che le condizioni di accoglienza saranno fornite unicamente nello Stato membro responsabile e stabilire norme più chiare sulla riduzione del diritto a condizioni materiali di accoglienza e sulla sostituzione delle indennità finanziarie con condizioni materiali di accoglienza fornite in natura;
  • concedere in tempi più brevi l'accesso al mercato del lavoro, al più tardi entro sei mesi dalla presentazione della domanda di asilo, riducendo così la dipendenza, e fare in modo che tale accesso avvenga nel pieno rispetto delle norme del mercato del lavoro;
  • fornire maggiori garanzie comuni ai richiedenti asilo con esigenze particolari e ai minori non accompagnati, i quali dovrebbero essere affidati a un tutore entro cinque giorni dalla presentazione della domanda.

Contesto

Nell'assumere l'incarico di Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha affidato a un Commissario con competenza speciale per la Migrazione – Dimitris Avramopoulos – il compito di elaborare in cooperazione con gli altri Commissari, coordinati dal primo Vicepresidente Frans Timmermans, una nuova politica di migrazione: è questa una delle dieci priorità dei suoi orientamenti politici.

Il 13 maggio 2015, con l'agenda europea sulla migrazione, la Commissione europea ha proposto una strategia di vasta portata per far fronte alle sfide immediate poste dalla crisi in corso all'epoca e per dotare l'UE di strumenti che le consentissero di gestire meglio la migrazione a medio e lungo termine in relazione alla migrazione clandestina, alle frontiere, all'asilo e alla migrazione legale. L'anno scorso sono stati presentati tre pacchetti di attuazione nel quadro dell'agenda, rispettivamente il 27 maggio, il 9 settembre e il 15 dicembre 2015.

Il 6 aprile 2016 la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione che ha avviato il processo di riforma del sistema europeo comune di asilo, come annunciato dal Presidente Juncker nei suoi orientamenti politici e come indicato nell'agenda europea sulla migrazione.

In seguito, la Commissione ha presentato un primo pacchetto di riforme il 4 maggio 2016, che comprendeva proposte relative all'istituzione di un sistema Dublino sostenibile ed equo, al potenziamento del sistema Eurodac e all'istituzione di un'agenzia europea per l'asilo.

La comunicazione del 6 aprile ha fissato inoltre l'obiettivo di ridurre i flussi migratori irregolari, anche istituendo canali sicuri e legali per raggiungere l'UE per chi ha bisogno di protezione. A tal fine, oggi la Commissione presenta anche una proposta relativa a un quadro dell'UE in materia di reinsediamento.

Per ulteriori informazioni

Domande frequenti - Riforma del sistema europeo comune di asilo

SCHEDA INFORMATIVA - Procedure di asilo: riforma del sistema europeo comune di asilo

SCHEDA INFORMATIVA - Qualifiche: riforma del sistema europeo comune di asilo

SCHEDA INFORMATIVA - Condizioni di accoglienza: riforma del sistema europeo comune di asilo

SCHEDA INFORMATIVA - Il sistema europeo comune di asilo

Comunicato stampa - Migrazione legale: la Commissione propone di mettere in comune gli sforzi di reinsediamento dell'UE sul lungo termine

Domande frequenti - Istituzione di un quadro dell'UE in materia di reinsediamento

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce una procedura comune nell'Unione e che abroga la direttiva 2013/13/UE

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta e recante modifica della direttiva 2003/109/CE, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (rifusione)

Comunicato stampa: Verso un sistema europeo comune di asilo equo e sostenibile

Domande e risposte: riforma del sistema europeo comune di asilo (4 maggio)

SCHEDA INFORMATIVA: la riforma del sistema Dublino

Comunicazione: Riformare il sistema europeo comune di asilo e potenziare le vie legali di accesso all'Europa

Agenda europea sulla migrazione

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 13 luglio 2016 Oggi la Commissione ha adottato l'ultima relazione sui progressi compiuti per quanto riguarda i meccanismi di ricollocazione e di reinsediamento d'emergenza, valutando le azioni intraprese nell'ultimo mese.

Oggi la Commissione ha adottato l'ultima relazione sui progressi compiuti per quanto riguarda i meccanismi di ricollocazione e di reinsediamento d'emergenza, valutando le azioni intraprese nell'ultimo mese. Si conferma la tendenza positiva osservata nell'ultima relazione, grazie all'aumento dell'impegno degli Stati membri in materia di ricollocazione e di reinsediamento. Il processo di ricollocazione è proseguito al ritmo accresciuto raggiunto nel mese precedente, con altre 776 persone ricollocate dopo il 14 giugno. Attualmente il numero totale di ricollocazioni dalla Grecia e dall'Italia è pari a 3 056. Altri importanti risultati sono stati raggiunti in relazione al reinsediamento, con 8 268 persone finora reinsediate delle 22 504 concordate nell'ambito del programma di luglio 2015, e con un totale di 802 rifugiati Siriani reinsediati dalla Turchia nell'ambito della dichiarazione UE-Turchia. Dal momento che gli arrivi in Grecia si mantengono su un livello basso, vista l'attuazione della dichiarazione UE-Turchia, e che sono cominciati gli arrivi stagionali in Italia, la Commissione invita gli Stati membri a proseguire e a intensificare i loro sforzi, basandosi sui risultati incoraggianti degli ultimi mesi, come ribadito dal Consiglio europeo il 28 giugno.

Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "Accolgo con favore gli sforzi compiuti dagli Stati membri negli ultimi mesi per la ricollocazione e il reinsediamento. Questa è l'espressione autentica della solidarietà europea in azione, che si aggiunge agli ingenti sforzi compiuti dagli Stati membri per accogliere e ospitare oltre 1,2 milioni di richiedenti asilo solo nel 2015. Con decine di migliaia di rifugiati in Grecia in attesa di essere ricollocati e gli arrivi ancora numerosi in Italia, è necessario che questa tendenza positiva sia mantenuta e rafforzata. La Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri con tutti i mezzi disponibili per accelerare ulteriormente l'attuazione dei meccanismi di ricollocazione e di reinsediamento. Il quadro UE in materia di reinsediamento che proponiamo oggi mira a rafforzare la nostra capacità di reinsediare le persone bisognose di protezione internazionale offrendo un approccio comune europeo con una procedura uniforme per il reinsediamento in tutta l'UE."

Ricollocazione

Durante il periodo oggetto della relazione, cioè dal 14 giugno all'11 luglio, il numero di ricollocazioni è aumentato, con altre 776 persone ricollocate, mantenendo il ritmo accresciuto rilevato nel periodo oggetto della precedente relazione. Il numero totale di persone ricollocate sale quindi a 3 056 (2 213 dalla Grecia e 843 dall'Italia), considerando anche la Croazia, che per la prima volta ha aderito al programma. Nonostante ciò costituisca un andamento positivo e dimostri che gli Stati membri stanno intensificando i loro sforzi, si è ancora molto lontani dall'obiettivo fissato dalla Commissione di ricollocare 6 000 persone al mese. Gli Stati membri ancora non adempiono agli impegni assunti a norma delle decisioni del Consiglio sulla ricollocazione.

Il ritmo dei trasferimenti di ricollocazione dalla Grecia è aumentato durante il periodo oggetto della relazione, in particolare grazie a un maggiore impegno di vari Stati membri e alla maggiore capacità del servizio greco per l'asilo di trattare richieste di ricollocazione. Tuttavia, la ricollocazione dall'Italia è diminuita e si mantiene su un livello particolarmente basso rispetto al numero sempre elevato di potenziali candidati alla ricollocazione che arrivano in Italia.

La Commissione invita gli Stati membri a intensificare i loro sforzi, in particolare per quanto riguarda i minori non accompagnati, e a rispettare pienamente i loro impegni e obblighi conformemente alle decisioni del Consiglio sulla ricollocazione. È fondamentale che tutti gli Stati membri procedano a ricollocamenti in modo attivo e regolare sia dall'Italia che dalla Grecia.

Reinsediamento

In base alle informazioni ricevute dagli Stati partecipanti, nell'ambito del programma di reinsediamento del 20 luglio 2015, entro l'11 luglio 2016 sono state reinsediate 8 268 persone provenienti prevalentemente da Turchia, Libano e Giordania. Queste sono state accolte da 20 Stati di reinsediamento (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Spagna, Svezia e Svizzera).

Il numero di reinsediamenti dalla Turchia nell'ambito della dichiarazione UE-Turchia ha continuato ad aumentare durante il periodo oggetto della relazione (dal 14 giugno all'11 luglio) dal momento che gli Stati membri hanno valutato i candidati indicati dalla Turchia, attraverso l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Dal 4 aprile 2016 in totale sono stati reinsediati dalla Turchia nell'UE 802 siriani, di cui 291 dopo l'ultima relazione, inoltre è aumentato il numero degli Stati membri che partecipano attivamente al programma. Dopo l'ultima relazione sui progressi compiuti, oltre a Finlandia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Svezia, Italia, Lussemburgo e Portogallo, sono stati effettuati reinsediamenti anche in Lettonia e Spagna.

Il quadro UE permanente in materia di reinsediamento oggi proposto consentirà di stabilire un insieme comune di procedure standard per la selezione dei candidati per il reinsediamento e uno status comune di protezione per le persone reinsediate nell'UE per semplificare e perfezionare in futuro gli impegni europei in materia di reinsediamento.

Contesto

Con il meccanismo temporaneo di ricollocazione d'emergenza, istituito da due decisioni del Consiglio nel settembre 2015, gli Stati membri si sono impegnati a ricollocare 160 000 persone dall'Italia e dalla Grecia (ed eventualmente da altri Stati membri) entro settembre 2017.

L'8 giugno 2015 la Commissione ha adottato una proposta su un programma europeo di reinsediamento, in seguito alla quale, il 20 luglio 2015, gli Stati membri hanno convenuto di reinsediare 22 504 persone con un evidente bisogno di protezione internazionale, in linea con le cifre presentate dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

A seguito del vertice dei leader dell'UE con la Turchia del 29 novembre 2015, è stato adottato il piano d'azione UE-Turchia. Il programma volontario di ammissione proposto dalla Commissione il 15 dicembre 2015 è un elemento fondamentale del piano, volto ad aiutare la Turchia a gestire i rifugiati e a offrire un canale sicuro e legale alle persone bisognose di protezione.

Il Consiglio europeo del 7 marzo 2016 ha sollecitato un'accelerazione nell'attuazione della ricollocazione per alleviare la situazione umanitaria in Grecia. Il 28 giugno 2016 il Consiglio europeo ha rinnovato l'invito ad intraprendere ulteriori azioni per accelerare l'attuazione dei meccanismi di ricollocazione e di reinsediamento di fronte all'urgente necessità di fornire assistenza a Grecia e Italia. La relazione odierna risponde alle conclusioni del Consiglio e all'impegno assunto dalla Commissione nella tabella di marcia "Ritorno a Schengen".

La dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016 prevede che, per ogni siriano rinviato dalla Turchia dalle isole greche, un altro siriano sia ricollocato dalla Turchia nell'UE. Questo principio si applica dal 4 aprile 2016. La priorità è data ai migranti che non sono entrati o non hanno cercato di entrare irregolarmente nell'UE in precedenza.

In seguito alla dichiarazione UE-Turchia, il 21 marzo la Commissione ha adottato una proposta il cui scopo è mettere a disposizione 54 000 posti non ancora assegnati dei 160 000 previsti per le ricollocazioni ai fini del reinsediamento nell'UE dei siriani provenienti dalla Turchia.

Il 16 marzo 2016 la Commissione ha adottato la prima relazione su ricollocazione e reinsediamento. La seconda, la terza e la quarta relazione sono state adottate rispettivamente il 12 aprile, il 18 maggio e il 15 giugno 2016.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione della Commissione: Quinta relazione su ricollocazione e reinsediamento

Allegato: Ricollocazioni dalla Grecia entro l'11 luglio

Allegato: Ricollocazioni dall'Italia entro l'11 luglio

Allegato: Situazione dei reinsediamenti all'11 luglio

SCHEDA INFORMATIVA: Ricollocazione e reinsediamento

SCHEDA INFORMATIVA: Gestire la crisi dei rifugiati: sostegno finanziario dell'UE alla Grecia

Agenda europea sulla migrazione

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 40 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 120 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Conclusioni del Consiglio sul reinsediamento di 20 000 persone bisognose di protezione internazionale

Comunicato stampa: Programma volontario di ammissione umanitaria gestito con la Turchia per i rifugiati provenienti dalla Siria

Raccomandazione della Commissione per un programma volontario di ammissione umanitaria gestito con la Turchia per i rifugiati provenienti dalla Siria

Dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016

Proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione (UE) 2015/1601 del Consiglio, del 22 settembre 2015, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 13 luglio 2016. La Commissione europea propone oggi un quadro dell’UE in materia di reinsediamento per istituire una politica comune europea in materia di reinsediamento intesa a garantire alle persone che necessitano di protezione internazionale canali organizzati e sicuri di accesso all'Europa.

La Commissione europea propone oggi un quadro dell’UE in materia di reinsediamento per istituire una politica comune europea in materia di reinsediamento intesa a garantire alle persone che necessitano di protezione internazionale canali organizzati e sicuri di accesso all'Europa. La proposta si inserisce nella riforma del sistema europeo comune di asilo portata avanti dalla Commissione e nelle politiche a lungo termine per una migliore gestione della migrazione delineate nell’agenda europea sulla migrazione. Essa contribuirà inoltre all’attuazione del nuovo quadro di partenariato orientato ai risultati per la cooperazione con i principali paesi terzi di origine e di transito, presentato dalla Commissione il 7 giugno.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: "Dobbiamo intensificare i nostri sforzi comuni volti ad assicurare protezione internazionale e ciò significa reinsediare i rifugiati in Europa con modalità sicure e organizzate. Finora i meccanismi ad hoc hanno prodotto alcuni risultati, ma con le nuove procedure proposte oggi potremo collaborare con i governi nazionali fin dalle prime fasi per potenziare i nostri sforzi, creare sinergie ed essere più incisivi. Gli Stati membri decideranno quante persone hanno bisogno di essere reinsediate ogni anno e riceveranno sostegno finanziario dal bilancio dell'UE per attuare le loro decisioni. In tal modo l'Unione potrà onorare concretamente la sua responsabilità collettiva di dare prova di solidarietà nei confronti dei paesi terzi e di aiutarli a far fronte a un gran numero di persone in fuga da guerre e persecuzioni."

Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "La proposta di oggi costituisce un enorme progresso del nostro impegno volto ad offrire vie legali di accesso sicuro in UE perché coloro che ne hanno bisogno possano ricevere protezione. Essa è parte integrante di un più ampio obiettivo: garantire protezione a chi ne ha bisogno, disincentivare la migrazione irregolare e proteggere i migranti dal rischio di sfruttamento da parte delle reti di trafficanti e da viaggi pericolosi per raggiungere l’Europa. Con l'istituzione di un quadro permanente e pratiche armonizzate possiamo garantire procedure più rapide, aumentando così progressivamente i nostri impegni comuni a favore del reinsediamento. Parallelamente agli sforzi per chiudere le vie di accesso irregolari, l’UE apre in questo modo una vera e propria finestra legale."

La proposta odierna intende fornire un quadro permanente con una procedura unificata per il reinsediamento nell’UE. Saranno ancora gli Stati membri a stabilire il numero di persone da reinsediare ogni anno, ma l’UE nel suo complesso avrà un impatto maggiore grazie al coordinamento degli sforzi nazionali e ad un'azione sinergica. Il futuro quadro di reinsediamento sarà attuato attraverso piani annuali dell'Unione, adottati dal Consiglio e resi operativi tramite programmi di reinsediamento mirati adottati dalla Commissione. Tali piani stabiliranno le priorità geografiche generali individuando le aree da cui prenderà avvio il processo di reinsediamento e il numero complessivo massimo di persone da reinsediare l'anno successivo sulla base della partecipazione e dei contributi degli Stati membri e dei paesi associati a Schenghen nel piano annuale di reinsediamento specifico.

Il quadro dell’UE in materia di reinsediamento stabilisce i criteri che devono essere presi in considerazione per determinare le regioni o i paesi terzi da cui avrà luogo il reinsediamento, quali il numero di persone che necessitano di protezione internazionale in paesi terzi, le relazioni complessive tra l'UE e i paesi terzi e l'effettiva cooperazione in materia di asilo e migrazione, compreso lo sviluppo del loro sistema di asilo e la cooperazione in materia di migrazione irregolare, riammissione e rimpatrio.

Il nuovo quadro dell’UE definirà un insieme di procedure standard comuni per la selezione e il trattamento dei candidati al reinsediamento. Esso stabilisce inoltre criteri comuni di ammissibilità al reinsediamento nell’Unione nel quadro degli specifici programmi dell’UE nonché i motivi comuni di esclusione dei candidati e la procedura (ordinaria o accelerata) da seguire.

Per sostenere gli Stati membri negli sforzi di reinsediamento nel quadro di detti programmi, la Commissione intende destinare 10 000 EUR del bilancio UE per ogni persona reinsediata. I fondi saranno assegnati nell’ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) dell'UE. I reinsediamenti che avverranno al di fuori del quadro di reinsediamento dell’Unione non saranno finanziati dal bilancio dell’UE.

Il Regno Unito e l’Irlanda possono partecipare all’attuazione del regolamento, qualora scegliessero di farlo, a norma dei pertinenti protocolli allegati ai trattati. La Danimarca non partecipa all'adozione del presente regolamento, non è da esso vincolata né è soggetta alla sua applicazione.

Contesto

Il 13 maggio 2015, la Commissione europea ha proposto una strategia di vasta portata attraverso l’agenda europea sulla migrazione, che pone le basi per il lavoro costante della Commissione volto a far fronte, nell’immediato e nel lungo periodo, alle sfide della gestione efficace e globale dei flussi migratori e che afferma la necessità di un approccio comune per garantire protezione, attraverso il reinsediamento, ai rifugiati che ne hanno bisogno.

L'8 giugno 2015 la Commissione europea ha pubblicato una raccomandazione relativa a un programma di reinsediamento europeo, cui hanno fatto seguito le conclusioni dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, il 20 luglio 2015, sul reinsediamento, attraverso programmi multilaterali e nazionali, di 22 504 persone in evidente bisogno di protezione internazionale.

Il 15 dicembre 2015 la Commissione ha pubblicato una raccomandazione per un programma volontario di ammissione umanitaria gestito con la Turchia. Secondo la dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016, un programma volontario di ammissione umanitaria sarà attivato una volta terminati, o per lo meno drasticamente e sostenibilmente ridotti, gli attraversamenti irregolari fra la Turchia e l'UE.

Il 6 aprile 2016 la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione che ha dato avvio al processo di riforma del sistema europeo comune di asilo e alla creazione di un sistema strutturato di reinsediamento che definisca la politica dell’Unione in materia di reinsediamento e metta a punto un approccio comune in materia di ingresso sicuro e legale nell’UE delle persone bisognose di protezione internazionale.

Successivamente a tale comunicazione, il 4 maggio 2016 la Commissione ha presentato un primo pacchetto di riforme che comprende proposte per riformare il sistema di Dublino e renderlo più sostenibile ed equo, rafforzare il sistema Eurodac e creare una vera e propria Agenzia europea per l’asilo.

La Commissione riferisce regolarmente sui progressi compiuti in materia di reinsediamento. Una prima relazione su ricollocazione e reinsediamento è stata adottata il 16 marzo. La seconda, terza e quarta relazione sono state adottate rispettivamente il 12 aprile, il 18 maggio e il 15 giugno. La quinta relazione su ricollocazione e reinsediamento è stata adottata in data odierna.

Per ulteriori informazioni

Domande frequenti — Creare un quadro dell’UE in materia di reinsediamento:

Regolamento che istituisce un quadro di reinsediamento dell’Unione e che modifica il regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Comunicato stampa: Completare la riforma del sistema europeo comune di asilo: verso una politica efficace, equa ed umana in materia di asilo

Domande frequenti — Riformare il sistema europeo comune di asilo

Scheda informativa — Procedure di asilo: la riforma del sistema europeo comune di asilo

Scheda informativa — Qualifiche: Riformare il sistema europeo comune di asilo

Scheda informativa — Condizioni di accoglienza: la riforma del sistema europeo comune di asilo

Scheda informativa — Il sistema europeo comune di asilo

Comunicato stampa: Ricollocazione e reinsediamento: La tendenza positiva prosegue, ma occorre un impegno maggiore

Comunicato stampa: La Commissione annuncia un nuovo quadro di partenariato per la migrazione: cooperazione rafforzata con i paesi terzi per una migliore gestione della migrazione

Comunicato stampa: Verso un sistema europeo comune di asilo equo e sostenibile

Comunicato stampa: La Commissione presenta opzioni per riformare il sistema europeo comune di asilo e potenziare vie di accesso legali e sicure all'Europa

Conclusioni del Consiglio sul reinsediamento di 20 000 persone bisognose di protezione internazionale

Comunicato stampa: Un programma volontario di ammissione umanitaria gestito con la Turchia per i rifugiati provenienti dalla Siria

Raccomandazione della Commissione per un programma volontario di ammissione umanitaria gestito con la Turchia

Dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016

Proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione (UE) 2015/1601 del Consiglio, del 22 settembre 2015, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell’Italia e della Grecia

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 12 luglio 2016. Oggi la Commissione europea ha adottato lo scudo UE-USA per la privacy.

Il nuovo regime tutela i diritti fondamentali di qualsiasi persona nell'UE i cui dati personali siano trasferiti verso gli Stati Uniti e apporta chiarezza giuridica alle imprese che operano con trasferimenti transatlantici di dati.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "Oggi la Commissione ha approvato il nuovo scudo UE-USA per la privacy, che proteggerà i dati personali degli europei e offrirà chiarezza alle imprese. La Commissione ha lavorato intensamente con tutti i partner europei e statunitensi per impostare bene l'accordo in tempi il più possibile brevi. I flussi di dati tra le due sponde dell'Atlantico sono essenziali per la nostra società e la nostra economia: da oggi possiamo contare su un regime solido che permetterà di trasferire i dati alle condizioni migliori e più sicure."

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "Lo scudo UE-USA per la privacy è un sistema nuovo e solido che offre agli europei la protezione dei dati personali e alle imprese la certezza del diritto. Rafforza le norme sulla protezione dei dati, che saranno fatte rispettare più rigorosamente, offre garanzie riguardo all'accesso da parte delle autorità pubbliche e semplifica per le singole persone le possibilità di ricorso in caso di reclamo. Il nuovo regime reinfonderà fiducia tra i consumatori i cui dati sono trasferiti verso l'altra sponda dell’Atlantico. Assieme alle autorità europee di protezione dei dati, al Parlamento europeo, agli Stati membri e alle controparti statunitensi abbiamo lavorato per mettere a punto un sistema che garantisse agli europei gli standard più elevati di protezione dei dati personali."

Lo scudo UE-USA per la privacy si fonda sui principi esposti qui di seguito.

·         Obblighi rigorosi per le imprese che operano sui dati: nel nuovo regime il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sottoporrà le imprese aderenti allo scudo a verifiche e aggiornamenti periodici per accertare che rispettino nella pratica le regole che hanno volontariamente accettato. In caso contrario, l'impresa si espone a sanzioni e al depennamento dall'elenco degli aderenti. L’inasprimento delle condizioni applicabili all'ulteriore trasferimento garantirà lo stesso livello di protezione anche quando l'impresa aderente allo scudo trasferisce i dati a terzi.

·         Garanzie chiare e obblighi di trasparenza applicabili all'accesso da parte del governo degli Stati Uniti: gli Stati Uniti hanno assicurato ufficialmente all’UE che l’accesso delle autorità pubbliche ai dati per scopi di applicazione della legge e di sicurezza nazionale è soggetto a limitazioni, garanzie e meccanismi di vigilanza precisi. La novità è che qualsiasi persona nell'UE disporrà di meccanismi di ricorso in questo settore. Gli Stati Uniti hanno escluso attività indiscriminate di sorveglianza di massa sui dati personali trasferiti negli Stati Uniti nell’ambito dello scudo. Secondo le precisazioni fornite dall’Ufficio del Direttore dell’intelligence nazionale, la raccolta di dati in blocco sarà eventualmente ammissibile solo in presenza di determinati presupposti, e comunque si tratterà obbligatoriamente di una raccolta quanto più mirata e concentrata possibile. L'Ufficio ha illustrato nei particolari le garanzie vigenti riguardo all’uso dei dati in tali circostanze eccezionali. Il Segretario di Stato degli USA ha istituito all'interno del Dipartimento di Stato una via di ricorso aperta agli europei per gli aspetti legati all'intelligence nazionale: il meccanismo di mediazione.

·         Tutela effettiva dei diritti individuali: chiunque ritenga che, nell'ambito dello scudo, sia stato compiuto un abuso sui dati che lo riguardano ha a disposizione vari meccanismi di composizione delle controversie di agevole accesso e dal costo contenuto. Idealmente sarà l'impresa stessa a risolvere il caso di reclamo oppure saranno offerte gratuitamente soluzioni basate su un organo alternativo di composizione delle controversie (ADR). Le persone si potranno anche rivolgere alle rispettive autorità nazionali di protezione dei dati, che collaboreranno con la Commissione federale del Commercio per assicurare che i casi di reclamo sottoposti da cittadini dell'UE siano esaminati e risolti. Esperiti tutti gli altri mezzi a disposizione, come extrema ratio il caso irrisolto potrà essere sottoposto a arbitrato. Per i casi che implicano la sicurezza nazionale, i cittadini dell’UE dispongono di una possibilità di ricorso nella figura del mediatore, che è indipendente dai servizi d'intelligence degli Stati Uniti.

·         Analisi annuale comune: il meccanismo consentirà di monitorare il funzionamento dello scudo, compresi gli impegni e le garanzie relative all'accesso ai dati a fini di contrasto della criminalità e finalità di sicurezza nazionale. La Commissione europea e il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti effettueranno l'analisi, alla quale assoceranno esperti dell'intelligence nazionale statunitense e le autorità europee di protezione dei dati. La Commissione attingerà a tutte le altre fonti di informazioni disponibili e presenterà una relazione pubblica al Parlamento europeo e al Consiglio.

Dopo aver presentato il progetto di scudo a febbraio, la Commissione vi ha inserito varie precisazioni e ulteriori miglioramenti basandosi sui pareri espressi delle autorità europee di protezione dei dati (Gruppo dell'articolo 29) e dal garante europeo della protezione dei dati e sulla risoluzione del Parlamento europeo. In particolare, la Commissione europea e gli Stati Uniti hanno concordato ulteriori precisazioni sulla raccolta di dati in blocco, il rafforzamento del meccanismo di mediazione e una maggiore esplicitazione degli obblighi delle imprese quanto ai limiti applicabili alla conservazione e all'ulteriore trasferimento.

Prossime tappe: la "decisione di adeguatezza" sarà notificata oggi agli Stati membri, entrando così in vigore immediatamente. Gli Stati Uniti pubblicheranno lo scudo per la privacy nel Registro federale, che è l’equivalente della nostra Gazzetta ufficiale. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti darà avvio allo scudo. Una volta studiato il regime e aggiornate pratiche e politiche per conformarvisi, le imprese potranno certificarsi come aderenti presso il Dipartimento del Commercio a partire dal 1o agosto. La Commissione pubblicherà nel frattempo una breve guida per informare i cittadini dei mezzi di ricorso di cui dispone la persona che ritiene che i suoi dati personali siano stati usati senza tener conto delle norme sulla protezione dei dati.

Contesto

Il 2 febbraio 2016 la Commissione europea e il governo degli Stati Uniti d'America hanno raggiunto un accordo politico su un nuovo regime per gli scambi transatlantici di dati personali a fini commerciali: lo scudo UE-USA per la privacy (IP/16/216). La Commissione ha presentato il progetto di testo della decisione il 29 febbraio 2016. A seguito del parere del Gruppo dell'articolo 29 (autorità di protezione dei dati) del 13 aprile e della risoluzione del Parlamento europeo del 26 maggio, la Commissione ha completato la procedura di adozione il 12 luglio 2016.

Lo scudo UE-USA per la privacy dà riscontro ai requisiti stabiliti dalla sentenza del 6 ottobre 2015 con cui la Corte di giustizia dell'Unione europea ha l'invalidato il vecchio regime dell'approdo sicuro.

Per ulteriori informazioni

Decisione di adeguatezza

(This decision enters into force upon notification to Member States)

Allegati

D&R

Scheda informativa

Comunicazione: Trasferimenti transatlantici di dati – Ripristinare la fiducia attraverso solide garanzie

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 5 luglio 2016. La Commissione avvia oggi un nuovo partenariato pubblico-privato sulla cibersicurezza che dovrebbe generare investimenti per 1,8 miliardi di euro entro il 2020. Il partenariato fa parte di una serie di nuove iniziative finalizzate a dotare l’Europa di strumenti più efficaci contro gli attacchi informatici e a rafforzare la competitività del settore della cibersicurezza.

Secondo un recente sondaggio, almeno l'80% delle imprese europee ha subito almeno un incidente di sicurezza informatica nel corso dell’ultimo anno, mentre il numero degli incidenti in tutti i comparti industriali a livello mondiale è aumentato del 38% nel 2015. Si tratta di una situazione che danneggia le imprese europee, grandi e piccole, e rischia di minare la fiducia nell’economia digitale. Nel quadro della strategia per il mercato unico digitale, la Commissione intende rafforzare la cooperazione tra gli Stati e tra tutti gli attori e i settori che si occupano di cibersicurezza e contribuire allo sviluppo di tecnologie, prodotti e servizi innovativi e sicuri in tutta l’UE.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "In assenza di fiducia e di sicurezza non può esistere un mercato unico digitale. L’Europa deve essere pronta ad affrontare minacce informatiche sempre più sofisticate, che non conoscono frontiere. Oggi proponiamo misure concrete per rafforzare la resilienza dell’Europa di fronte a questi attacchi e per garantire la capacità necessaria per la costruzione e l’espansione della nostra economia digitale".

Günther H. Oettinger, Commissario per l'economia e la società digitali, ha dichiarato: "L'Europa ha bisogno di prodotti per la cibersicurezza di alta qualità, interoperabili e a costi contenuti. Il settore europeo della sicurezza informatica ha una grande opportunità per competere in un mercato mondiale in rapida crescita. Invitiamo gli Stati membri e tutti gli organismi che si occupano di cibersicurezza a rafforzare la cooperazione e condividere le proprie conoscenze, informazioni e competenze per accrescere la resilienza informatica dell'Europa. Il partenariato storico in materia di sicurezza informatica firmato oggi con i rappresentanti del settore segna un importante passo avanti."

Il piano d’azione presentato oggi prevede l’avvio del primo partenariato europeo pubblico-privato per la sicurezza informatica, con un investimento da parte dell'Unione europea, nel quadro del programma di ricerca e innovazione Orizzonte 2020, di 450 milioni di euro. Gli investimenti degli operatori del mercato della cibersicurezza, rappresentati dall’Organizzazione europea per la sicurezza informatica (ECSO), dovrebbero essere tre volte maggiori. Al partenariato parteciperanno anche rappresentanti di pubbliche amministrazioni nazionali, regionali e locali, centri di ricerca e università. Si tratta di un'iniziativa volta a promuovere la cooperazione fin dalle prime fasi della ricerca e dell'innovazione e a sviluppare soluzioni di cibersicurezza per settori quali l’energia, la sanità, i trasporti e la finanza. Il commissario Oettinger firma oggi a Strasburgo il partenariato con l'ECSO (foto e video disponibili verso le ore 12:00).

La Commissione stabilisce inoltre varie misure per affrontare la frammentazione del mercato della cibersicurezza dell’UE. Attualmente una società che opera nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) può trovarsi ad affrontare processi di certificazione diversi per vendere i suoi prodotti e servizi in più Stati membri. Per questo la Commissione si adopererà per realizzare un quadro europeo di certificazione per i prodotti per la sicurezza nel campo delle TIC.

Una miriade di PMI europee innovative si è fatta strada sia nei mercati di nicchia (ad es. la crittografia) che in quelli più tradizionali (ad es. i programmi antivirus) facendo ricorso a nuovi modelli commerciali: spesso però queste aziende faticano a crescere. La Commissione intende agevolare l’accesso ai finanziamenti per le imprese più piccole che operano nel campo della cibersicurezza e a questo scopo valuterà diverse opzioni nel quadro del piano di investimenti dell’UE.

Già con la direttiva sulla sicurezza delle reti e dell’informazione, che dovrebbe essere adottata domani dal Parlamento europeo, verrà istituita una rete di gruppi di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente in tutta l’UE, per assicurare una reazione rapida alle minacce e agli incidenti informatici. La direttiva istituisce inoltre un "gruppo di cooperazione" tra gli Stati membri per sostenere e facilitare la cooperazione strategica e lo scambio di informazioni e per aumentare la fiducia. Oggi la Commissione invita gli Stati membri a sfruttare al meglio questi nuovi meccanismi e a rafforzare il coordinamento ogniqualvolta sia possibile. La Commissione proporrà modalità per intensificare la cooperazione transfrontaliera in caso di gravi incidenti informatici. Data la rapidità dei mutamenti nel settore della cibersicurezza, la Commissione presenterà anche una valutazione dell’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA) per stabilire se il suo mandato e le sue capacità siano ancora adeguate al compimento della sua missione, vale a dire sostenere gli Stati membri dell’UE nel potenziamento della resilienza informatica. La Commissione sta valutando anche le modalità per rafforzare e ottimizzare la cooperazione in materia di cibersicurezza in diversi settori dell’economia, comprese la formazione e l’istruzione in materia di sicurezza informatica.

Contesto

Il piano d’azione presentato oggi si fonda principalmente sulla strategia per il mercato unico digitale del 2015, sulla strategia dell'Unione europea per la cibersicurezza del 2013 e sull'imminente Direttiva sulla sicurezza delle reti e dell'informazione. Inoltre si basa sulle recenti comunicazioni sull'attuazione dell’agenda europea sulla sicurezza e sulla lotta contro le minacce ibride.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Cibersicurezza

Il settore della sicurezza informatica

ENISA

Risultati della consultazione pubblica sul partenariato pubblico-privato contrattuale e sulle misure di accompagnamento

Documenti adottati oggi (disponibili online alle ore 10:00 circa):

- Comunicazione: rafforzare il sistema di resilienza informatica dell'Europa e promuovere la competitività e l'innovazione nel settore della cibersicurezza

- Decisione della Commissione relativa all'istituzione di un partenariato pubblico-privato contrattuale per la sicurezza informatica (PPP contrattuale)

- Documento di lavoro dei servizi della Commissione sul partenariato pubblico-privato contrattuale e le misure di accompagnamento

- Documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla valutazione della sicurezza informatica nell’ambito del settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico (7° PQ) e del programma quadro per la competitività e l’innovazione (CIP)

- Documento di lavoro dei servizi della Commissione sul processo di consultazione

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