dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 10 novembre 2016. L'economia mondiale degli oceani è stimata intorno a 1 300 miliardi di euro. I cambiamenti climatici, la povertà e la sicurezza alimentare sono alcune delle sfide globali che possono essere affrontate efficacemente se gli oceani sono meglio protetti e gestiti in modo sostenibile.

La Commissione e l'Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno adottato una comunicazione congiunta in data odierna nella quale vengono proposte azioni finalizzate al conseguimento di oceani sicuri, puliti e gestiti in modo sostenibile. L'Unione europea, in quanto attore di primo piano sulla scena mondiale, delinea un'agenda per una migliore governance degli oceani fondata su un approccio internazionale, intersettoriale e basato su norme.

Federica Mogherini, Alta rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: "Con questa comunicazione congiunta confermiamo il nostro impegno a essere in prima linea nell'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, a beneficio dei cittadini dell'Unione e di tutto il mondo. I nostri oceani sono minacciati dalla criminalità, dalla pirateria e dalle rapine a mano armata. I tentativi di far valere pretese territoriali o marittime incidono negativamente sulla stabilità regionale e sull'economia mondiale. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per delineare una governance degli oceani e integrarla maggiormente nell'azione esterna dell'Unione europea. Si tratta inoltre di un esempio concreto di come si traduce in pratica la strategia globale dell'UE in materia di politica estera e di sicurezza ".

Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha osservato: "Gli oceani offrono un enorme potenziale per sostenere la crescita, l'occupazione e l'innovazione e, al tempo stesso, sono al centro di alcune delle sfide globali più impellenti, come i cambiamenti climatici, i rifiuti marini e la crescita della popolazione mondiale. Questa comunicazione mette in luce il ruolo di rilievo dell'UE quale promotore dello sviluppo sostenibile, attore globale nel quadro di governance degli oceani e utilizzatore delle risorse oceaniche."

Karmenu Vella, Commissario per l'Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: "Gli oceani costituiscono il 70% del pianeta. Il mondo si è reso conto che necessitano di maggiore attenzione. Solo un'intensa cooperazione internazionale è in grado di conseguire questo obiettivo e l'UE ha assunto un ruolo guida nella creazione di un sistema più forte di governance degli oceani di tutto il mondo. L'agenda che annunciamo ha l'obiettivo di migliorare il quadro istituzionale internazionale, di ridurre le pressioni antropiche sui nostri oceani e di investire nella scienza. In tal modo sarà garantito un uso sostenibile delle risorse marine, a vantaggio di ecosistemi marini sani e di un'economia marittima fiorente".

La proposta di oggi definisce 14 azioni in 3 settori prioritari: 1) migliorare il quadro internazionale di governance degli oceani; 2) ridurre la pressione antropica sugli oceani e creare le condizioni per un'economia blu sostenibile; 3) potenziare la ricerca e i dati sugli oceani a livello internazionale.

1. Migliorare il quadro internazionale di governance degli oceani

Le norme vigenti in materia di oceani richiedono un ulteriore sviluppo e una migliore attuazione per far fronte alle problematiche connesse, ad esempio, alle zone al di fuori della giurisdizione nazionale e all'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile concordati a livello internazionale, come l'obiettivo di creazione del 10% di zone marine protette entro il 2020. L'UE coopererà con i partner internazionali per garantirne l'attuazione e ospiterà nell'ottobre 2017 la conferenza "I nostri oceani" per definire iniziative coerenti con tali impegni. Entro il 2018 la Commissione elaborerà inoltre orientamenti in materia di esplorazione e valorizzazione delle risorse naturali nelle zone soggette a giurisdizione nazionale.

Sulla base della strategia per la sicurezza marittima, l'Unione europea collaborerà con i paesi partner per ridurre le minacce e i rischi connessi alla sicurezza marittima, quali la pirateria, la tratta di esseri umani, il traffico di armi e stupefacenti, e al tempo stesso valorizzerà appieno le possibilità della nuova Guardia costiera e di frontiera europea, dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) e dell'Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA). Inoltre, l'UE è fortemente impegnata nelle missioni di politica di sicurezza e di difesa comune e nelle operazioni nel Mediterraneo e nell'Oceano Indiano. L'operazione EUNAVFOR Atalanta contrasta attivamente la pirateria al largo delle coste somale, mentre l'operazione EUNAVFOR MED Sophia si sta adoperando per smantellare le reti di trafficanti e passatori e, ad oggi, ha salvato oltre 28 000 vite umane nel Mediterraneo centromeridionale.

2. Ridurre la pressione antropica sugli oceani e creare le condizioni per un'economia blu sostenibile

Con l'entrata in vigore dell'accordo di Parigi, la Commissione si adopererà per rafforzare alle azioni che hanno un impatto sugli oceani per adempiere agli impegni nazionali e internazionali, a partire dalla Giornata degli oceani alla COP 22 che si terrà a Marrakech il 12 novembre 2016. Gli oceani assorbono il 25% dell'anidride carbonica generata e sono pertanto un elemento importante per la regolazione del clima e, se non si interviene per contenere riscaldamento e l'acidificazione degli oceani, potrebbero perdere tale funzione.

La lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN) costituisce una priorità per l'UE. Almeno il 15% delle catture mondiali, pari a un valore di 8-19 miliardi di euro all'anno, è illegale. L'UE, in quanto leader nella lotta contro la pesca INN, promuoverà un'azione multilaterale e rafforzerà il ruolo di Interpol nella lotta alla pesca INN. La Commissione avvierà un progetto pilota che, avvalendosi delle comunicazioni satellitari, avrà l'obiettivo di controllare la pesca illegale a livello mondiale.

Un'altra grave minaccia per gli oceani è costituita dai rifiuti marini. Nell'ambito del piano d'azione per l'economia circolare, l'UE proporrà entro il 2017 una strategia per le materie plastiche che contribuirà a ridurre i rifiuti marini di almeno il 30% entro il 2020.

La Commissione lavorerà all'elaborazione di orientamenti internazionali sulla pianificazione dello spazio marittimo entro il 2025 e contribuirà a espandere le zone marine protette in tutto il mondo grazie a finanziamenti nel quadro dei programmi "Orizzonte 2020" e "LIFE".

3. Potenziare la ricerca e i dati sugli oceani a livello internazionale

Si stima che il 90% dei fondali oceanici sia ancora inesplorato. Meno del 3% è utilizzato per attività economiche. Una maggiore comprensione e una conoscenza scientifica solida sono fondamentali per gestire in modo sostenibile le risorse oceaniche e ridurre la pressione antropica. La rete dei dati blu (la rete europea di osservazione e di dati dell'ambiente marino - EMODnet) raccoglie i dati provenienti da oltre 100 organismi di ricerca marina ed è accessibile a tutti. La Commissione proporrà soluzioni per sviluppare questa banca dati e trasformarla in una rete mondiale di dati marini.

Le azioni proposte saranno ora discusse con gli Stati membri dell'UE in sede di Consiglio e Parlamento europeo.

Contesto

L'iniziativa odierna è parte integrante della risposta dell'UE all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare all'obiettivo di sviluppo sostenibile 14 (conservare e sfruttare gli oceani, i mari e le risorse marine in modo sostenibile). Essa si basa sul mandato politico conferito dal Presidente Juncker al commissario Vella di "contribuire all'elaborazione di una governance internazionale degli oceani in seno all'ONU, in altri forum multilaterali e a livello bilaterale con i principali partner globali".

Il ruolo dell'UE nel promuovere la sicurezza, la crescita marittima mondiale e la governance mondiale tramite partenariati bilaterali, regionali e multilaterali trova sostegno nella strategia globale dell'UE in materia di politica estera e di sicurezza. La strategia globale, presentata dall'Alta rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini nel giugno 2016, invita a un maggior coordinamento delle politiche interne ed esterne. La comunicazione congiunta odierna si prefigge l'obiettivo di mettere in relazione le dimensioni interna ed esterna della sicurezza in ambito di buona governance degli oceani. Essa tiene conto delle strategie esistenti, in particolare della strategia per la sicurezza marittima dell'UE e delle strategie regionali, come quelle nel Golfo di Guinea e nell'Oceano Indiano, senza tralasciare la politica integrata per l'Artico. Questi sforzi sono volti migliorare la condivisione della responsabilità internazionale per i nostri oceani.

Per ulteriori informazioni

La comunicazione congiunta e la scheda informativa sono disponibili sul sito internet della governance internazionale degli oceani

Infografica sulla governance internazionale degli oceani

Infografica sulla governance internazionale e dell'UE degli oceani

Operazioni dell'UE nel Mediterraneo

IP/16/3619

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 3 novembre 2016. LIFE: 144 progetti di investimento innovativi per migliorare l'ambiente e l'azione per il clima.

La Commissione europea ha approvato un pacchetto di investimenti di 222,7 milioni di EUR dal bilancio UE per sostenere il passaggio dell'Europa a un futuro più sostenibile e a basse emissioni di carbonio. Il finanziamento dell'Unione stimolerà ulteriori investimenti per un totale di 398,6 milioni di EUR da destinare a 144 nuovi progetti in 23 Stati membri.

Il sostegno proviene dal programma LIFE per l'ambiente e l'azione per il clima. 323,5 milioni di EUR saranno destinati a progetti riguardanti tre ambiti: ambiente e uso efficiente delle risorse, natura e biodiversità, governance e informazione in materia di ambiente.

Karmenu Vella, Commissario responsabile per l'Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: "Sono lieto di vedere che anche quest'anno il nostro programma LIFE sosterrà tanti progetti innovativi per rispondere a sfide ambientali comuni. I progetti finanziati da LIFE, con finanziamenti relativamente esigui e idee semplici, creano attività d'impresa ecologiche e redditizie, che concorrono a realizzare il passaggio a un'economia circolare e a basse emissioni di carbonio."

Miguel Arias Cañete, Commissario UE per l'Azione per il clima e l'energia, ha dichiarato: "Con l'entrata in vigore dell'accordo di Parigi nel giro di qualche settimana, è giunto il momento di mantenere le nostre promesse. Questi progetti creeranno le giuste condizioni per promuovere soluzioni innovative e per diffondere le migliori pratiche nell'ambito della riduzione delle emissioni e dell'adattamento ai cambiamenti climatici in tutta l'Unione europea, sostenendo così l'attuazione dell'accordo di Parigi da parte dell'UE."

I progetti dimostrano l'impegno continuo della Commissione per uno dei suoi fiori all'occhiello: il pacchetto a favore dell'economia circolare. È previsto un numero significativo di premi per aiutare gli Stati membri a realizzare efficacemente la transizione verso un'economia più circolare. Tra gli esempi di progetti premiati nel 2016 figurano i nuovi camion elettrici a idrogeno a risparmio energetico per la raccolta dei rifiuti in Belgio, nuove tecnologie per ridurre i rischi sanitari dei fanghi nelle acque reflue applicate per la prima volta in Italia e un progetto per aiutare i comuni greci, tra cui Olimpia, ad aumentare i tassi di riciclaggio.

Nel campo dell'azione per il clima, gli investimenti saranno destinati a sostenere l'adattamento ai cambiamenti climatici, la mitigazione dei cambiamenti climatici e i progetti di governance e informazione in materia di clima, per un totale di 75,1 milioni di EUR. I progetti selezionati concorrono al conseguimento dell'obiettivo dell'UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% entro il 2030, contribuendo alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente sotto il profilo climatico. Ad esempio, tra i progetti del 2015 figurano il ripristino e lo stoccaggio del carbonio nelle torbiere di cinque Stati membri (Estonia, Germania, Lettonia, Lituania e Polonia), la produzione dimostrativa di cemento e calcestruzzo a basse emissioni in Francia, il rafforzamento della resilienza ai cambiamenti climatici dei vigneti in Germania e l'attuazione di misure di adattamento nelle aree urbane di Cipro.

I 56 progetti della componente LIFE Ambiente e uso efficiente delle risorse mobiliteranno 142,2 milioni di EUR, di cui 71,9 milioni forniti dall'UE, e riguardano azioni in cinque aree tematiche: aria, ambiente e salute, uso efficiente delle risorse, rifiuti e acqua. I 21 progetti in materia di uso efficiente delle risorse mobiliteranno da soli 43,0 milioni di EUR, agevolando il passaggio a un'economia più circolare in Europa.

I 39 progetti LIFE della componente Natura e biodiversità sostengono l'attuazione delle direttive Habitat e Uccelli e la strategia dell'UE in materia di biodiversità fino al 2020. La dotazione di bilancio complessiva di questi progetti è di 158,1 milioni di EUR, a cui l'UE ne contribuirà 95,6 milioni.

I 15 progetti LIFE della componente Governance e informazione in materia di ambiente accresceranno la consapevolezza circa le questioni ambientali. La dotazione di bilancio complessiva di questi progetti è di 23,2 milioni di EUR, di cui 13,8 milioni provenienti dall'UE.

I 16 progetti LIFE della componente Adattamento ai cambiamenti climatici mobiliteranno 32,9 milioni di EUR, di cui 19,4 milioni forniti dall'UE. Le sovvenzioni sono concesse a progetti relativi a cinque aree tematiche: agricoltura/silvicoltura/turismo, adattamento in zone insulari/montane, adattamento/pianificazione urbanistica, valutazione delle vulnerabilità/strategie di adattamento, acqua.

La dotazione complessiva dei 12 progetti LIFE della componente Mitigazione dei cambiamenti climatici è pari a 35,3 milioni di EUR, di cui 18,0 milioni provenienti dall'UE. Le sovvenzioni sono concesse a progetti relativi alle migliori pratiche e a progetti pilota e dimostrativi in tre settori tematici: energia, industria e agricoltura/silvicoltura/uso del suolo.

I 6 progetti LIFE della componente Governance e informazione in materia di clima miglioreranno la governance e accresceranno la consapevolezza circa i cambiamenti climatici. La dotazione di bilancio complessiva di questi progetti è di 6,9 milioni di EUR, di cui 4,1 milioni provenienti dall'UE.

I progetti vengono illustrati nell'allegato del presente comunicato stampa.

Contesto

Il programma LIFE è lo strumento finanziario dell'UE per l'ambiente e l'azione per il clima. Esiste dal 1992 e ha cofinanziato più di 4 300 progetti in tutta l'Unione e nei paesi terzi, mobilitando 8,8 miliardi di EUR e contribuendo con 3,9 miliardi di EUR alla protezione dell'ambiente e del clima. Il numero di progetti in corso si attesta costantemente sui 1 100. Il programma LIFE, la cui dotazione finanziaria per il periodo 2014–2020 è fissata a 3,4 miliardi di EUR a prezzi correnti, comprende un sottoprogramma Ambiente e un sottoprogramma Azione per il clima.

Per ulteriori informazioni su LIFE

Link all'allegato

Programma LIFE

Per contattare le competenti autorità nazionali si veda qui.

IP/16/3482

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Diverse zone d'Italia, tra cui alcuni dei paesi già colpiti dal terremoto devastante dello scorso agosto, sono state nuovamente colpite dal terremoto. 

L'UE esprime piena solidarietà al popolo e alle autorità italiani. 

Il nostro pensiero va a tutte le persone colpite e ai primi soccorritori accorsi sul posto. 

Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione europea, che monitora i disastri naturali 24 ore su 24 7 giorni su 7, è in contatto con la protezione civile italiana da ieri sera. 

In seguito a una richiesta delle autorità italiane, i servizi di gestione delle emergenze dell'UE Copernicus sono già stati attivati per fornire mappe satellitari di valutazione dei danni nelle zone colpite. 

Continueremo a seguire attentamente la situazione e siamo pronti a fornire ulteriore assistenza.

La nuova politica spaziale della Commissione pone l'accento sul miglioramento della vita quotidiana delle persone e sul rafforzamento della competitività dell'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 26 ottobre 2016. I programmi spaziali dell'UE forniscono servizi che vanno già a vantaggio di milioni di persone. L'industria spaziale europea è forte e competitiva, crea posti di lavoro e opportunità commerciali per gli imprenditori. L'odierna proposta per una nuova politica spaziale promuoverà nuovi servizi e sosterrà il primato europeo in questo settore.

Il vice-presidente Maroš Šefčovič ha dichiarato: "L'Unione europea è uno degli attori fondamentali nella politica spaziale. Intendiamo rafforzare la nostra posizione e fare un uso strategico di questa leadership per creare crescita e occupazione e realizzare le nostre priorità strategiche comuni: sicurezza, cambiamento climatico, trasporti, economia dei dati, gestione delle calamità naturali. Per fare ciò, abbiamo bisogno di collaborare con i partner e con le parti interessate in Europa e a livello internazionale. La dichiarazione congiunta UE-ESA su una "visione e obiettivi condivisi per il futuro dell'Europa nello spazio" che sarà firmata oggi pomeriggio è un ulteriore passo in tale direzione."

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha aggiunto “Le applicazioni basate sulla tecnologia spaziale stanno cambiando la nostra vita, la nostra economia e la nostra industria. Lo spazio è un settore industriale chiave nell'economiaeuropea e una risorsa strategica per l'autonomia dell'Europa sulla scena globale. Se vogliamo che rimanga all'avanguardia, esso ha tuttavia bisogno di una base imprenditoriale più ampia e di maggiori investimenti privati. Il mio messaggio all'industria, alle start-up e agli investitori è quindi che il settore spaziale è importante e che siamo nello spazio per rimanerci."

I programmi spaziali europei forniscono servizi che sono già diventati indispensabili nella vita di ogni giorno. I dati spaziali sono necessari quando usiamo i telefonini, guidiamo veicoli con un sistema di navigazione, prendiamo l'aereo o guardiamo una TV satellitare. Sono essenziali anche per la protezione di infrastrutture fondamentali come le centrali elettriche, le reti intelligenti o anche le operazioni bancarie. Contribuiscono a gestire le frontiere e salvare vite in mare. Migliorano la nostra risposta a terremoti, incendi boschivi e inondazioni. Permettono agli agricoltori di pianificare le colture. Aiutano a proteggere l'ambiente e a sorvegliare il cambiamento climatico.

La Strategia spaziale per l'Europa risponde alla crescente concorrenza globale aumentando il coinvolgimento del settore privato e contribuendo alle principali evoluzioni tecnologiche. La Commissione propone una serie di interventi che permetterebbero ai cittadini europei di beneficiare pienamente delle opportunità offerte dallo spazio, di creare l'ecosistema ideale per la crescita delle start-up dello spazio, di promuovere il primato dell'Europa nel settore e aumentare la sua quota sui mercati mondiali delle attività spaziali.

Valorizzare al meglio lo spazio per la nostra società e la nostra economia

Ora che l'infrastruttura dei programmi spaziali europei è ben avanzata bisogna ora concentrarsi sul modo per incoraggiare l'uso commerciale dei dati spaziali da parte del settore pubblico e privato. I programmi spaziali europei forniranno servizi aggiuntivi che contribuiranno al raggiungimento delle priorità europee comuni come la sicurezza e la difesa o la lotta al cambiamento climatico. La Commissione intende promuovere l'uso di Galileo nei dispositivi mobili e nelle infrastrutture critiche e migliorare così la connettività delle aree più remote. Questo semplificherà l'accesso delle imprese innovative e delle start-up ai dati spaziali presenti su piattaforme guidate dall'industria, permettendo lo sviluppo di servizi e applicazioni.

Promuovere un settore spaziale europeo competitivo e innovativo

Il settore spaziale europeo deve tenere il passo con il rapido avvicendarsi di innovazioni di portata colossale, con la nascita di nuovi modelli economici e con la crescente concorrenza mondiale. I finanziamenti europei saranno maggiormente orientati a incoraggiare gli imprenditori dello spazio nelle fasi di avvio e di espansione delle loro imprese nell'intero mercato unico. La Commissione promuoverà inoltre gli investimenti privati per tali start-up, in particolare nel contesto del Piano di investimenti per l'Europa e del prossimo fondo di fondi per il venture capital. Essa sosterrà inoltre la nascita di poli e cluster europei dell'industria spaziale nelle regioni europee.

Mantenere l'autonomiastrategica dell'Europa, rafforzarne il ruolo globale nel settore spaziale

L'accesso autonomo dell'Europa allo spazio e il suo uso sono elementi strategici per l'attuazione delle politiche europee, per la nostra industria ed economia nonché per la nostra sicurezza, difesa e autonomia strategica. L'UE è il più grande cliente istituzionale europeo e ha in programma di lanciare più di 30 satelliti nei prossimi 10-15 anni per i propri programmi Galileo e Copernicus. Si tratta di un'importante opportunità, in particolare per la redditività economica dei lanciatori di fabbricazione europea come Ariane 6 e VEGA C. La Commissione agirà da cliente "intelligente" e aggregherà il proprio fabbisogno di servizi di lancio. Continuerà inoltre a sostenere l'accesso delle imprese europee ai mercati globali. Partendo da un'iniziativa esistente, comincerà a lavorare a un servizio di sorveglianza dell'ambiente spaziale globale dell'UE al fine di proteggere le infrastrutture spaziali critiche dai detriti spaziali, dalla meteorologia spaziale e dagli attacchi informatici. Con il prossimo piano d'azione di difesa europeo la Commissione lancerà anche un'iniziativa GovSatCom che garantirà servizi di comunicazione satellitare affidabili, sicuri ed efficienti all'UE e alle autorità pubbliche nazionali. Data la necessità di una stretta cooperazione con i nostri partner globali la Commissione intende agire insieme all'Alto Rappresentante e agli Stati membri al fine di promuovere e tutelare l'uso dello spazio per le generazioni future.

Nel pomeriggio del 26 ottobre, l'UE e l'Agenzia spaziale europea firmeranno una dichiarazione congiunta per esprimere la loro visione comune per una politica spaziale europea. Si tratta della prima dichiarazione di questo tipo, che mostra l'importanza che entrambe le istituzioni attribuiscono a una cooperazione stretta e integrata nel quadro di un approccio allo spazio veramente europeo.

Contesto

L'Europa nel suo insieme (gli Stati membri, l'Agenzia spaziale europea, EUMESAT e l'UE) è un attore globale di gran peso nel settore spaziale. Possiede un'industria forte e competitiva, che produce satelliti, lanciatori, servizi e operazioni correlati. L'industria europea occupa oltre 230 000 lavoratori e genera un valore aggiunto stimato di 46-54 miliardi di EUR. L'Europa produce un terzo dei satelliti mondiali e ha ottenuto molti successi nel settore spaziale con tecnologie di punta e missioni esplorative.

L'UE investirà un totale di 12 miliardi di EUR durante il periodo 2014-2020 per sviluppare progetti spaziali di elevata qualità. Copernicus, un leader nella fornitura di dati di osservazione terrestre a livello globale, aiuta già a salvare vite umane in mare, migliora la nostra risposta alle catastrofi naturali come i terremoti, gli incendi boschivi o le alluvioni e consente agli agricoltori di gestire al meglio le colture. Galileo, il sistema globale europeo di navigazione via satellite, proporrà presto informazioni sulla posizione e sulle tempistiche più accurate e attendibili per autoveicoli autonomi e connessi, ferrovie, aviazione e altri settori. Il servizio geostazionario europeo di copertura della navigazione (EGNOS) fornisce servizi per la sicurezza della vita umana all'aviazione e agli utenti marittimi e terrestri coprendo quasi tutta l'Europa.

Diverse start-up innovative usano già i dati satellitari, per esempio per consentire agli agricoltori di monitorare le colture in maniera più efficace (FieldSens, vincitore del Copernicus Masters 2014), per usare i dati di geolocalizzazione nell'ambito dell'internet delle cose (Geko navsat, vincitore del premio GSA 2014 & 2015) o per fornire droni di soccorso marittimo (Sincratech, vincitore per premio Satnav 2015). 

Per ulteriori informazioni:

Frequently Asked Questions

Filmati

IP/16/3530

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Strasburgo, 25 ottobre 2016. Il programma di lavoro della Commissione per l'anno prossimo si concentra chiaramente sulla realizzazione delle 10 priorità indicate negli orientamenti politici al fine di affrontare le principali sfide odierne dell'Europa.

Sulla base del programma di lavoro, la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio elaboreranno una dichiarazione comune sugli obiettivi concordati e sulle priorità per il 2017, per tradurre rapidamente le proposte in azioni e raggiungere risultati concreti per i cittadini.

Il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Ci stiamo concentrando su ciò che è importante, su azioni concrete che migliorino la vita delle persone. Con il 60º anniversario dei trattati di Roma, a marzo del prossimo anno, dobbiamo unirci attorno a un programma positivo. ed è su questo che si concentra il programma di lavoro della Commissione. Nelle prossime settimane procederò, insieme al Parlamento europeo e al Consiglio, a selezionare una serie di iniziative di grande rilievo politico che dovrebbero essere trattate in via prioritaria nell'iter legislativo nei prossimi mesi. Questa è l'Europa che agisce."

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha affermato: "In questa difficile epoca dobbiamo collaborare di più e contribuire a proteggere, difendere i cittadini europei e a dare loro forza. A tal fine la Commissione ha fissato priorità chiare e mirate sin dal primo giorno. Abbiamo ascoltato con attenzione il Parlamento europeo, il Consiglio e i cittadini, i destinatari del nostro lavoro. Abbiamo fatto notevoli progressi in ambiti ricchi di sfide quali la promozione degli investimenti e dell'occupazione, la gestione della migrazione, il cambiamento climatico e la lotta al terrorismo. Tuttavia resta ancora molto da fare e quest'anno dobbiamo raggiungere un accordo sulle numerose proposte fondamentali già sul tavolo. Ora dobbiamo tutti ottenere risultati."

Il programma di lavoro di quest'anno prevede 21 iniziative principali (cfr. l'allegato del comunicato stampa), nonché 18 nuove proposte REFIT per migliorare la qualità della normativa vigente dell'UE e garantire che le nostre norme siano adatte allo scopo che si prefiggono. Per garantire la centralità dei risultati, il programma di lavoro della Commissione individua 34 proposte prioritarie in sospeso degli ultimi due anni la cui rapida adozione da parte del Parlamento e del Consiglio può avere un impatto concreto.

Una Commissione concentrata su ciò che conta maggiormente

Dall'inizio del mandato, l'attuale Commissione ha fissato le sue priorità per concentrarsi sulle grandi questioni in cui un'azione europea efficace può fare concretamente la differenza. Nel corso dell'ultimo anno, condividendo tali priorità con il Parlamento europeo e il Consiglio, sono stati compiuti progressi concreti in settori chiave. Abbiamo conseguito risultati negli ambiti interessati dalle 10 priorità. Questo programma di lavoro illustra ora proposte concrete per l'anno a venire che costituiscono il contributo della Commissione alla preparazione del 60º anniversario dei trattati di Roma che si celebrerà nel marzo 2017. La Commissione lavorerà a stretto contatto con il Parlamento europeo e il Consiglio per fare in modo che le proposte vengano adottate rapidamente.

La Commissione continuerà a lavorare su tutte e 10 le priorità avvalendosi di 21 nuove iniziative: 1) per promuovere l'occupazione, la crescita e gli investimenti proporrà un'iniziativa per i giovani, un piano d'azione sull'attuazione dell'economia circolare e un nuovo quadro finanziario pluriennale; 2) elaborerà una revisione intermedia del mercato unico digitale; 3) attuerà la strategia per l'energia dell'Unione, lavorando sui veicoli e sulla mobilità a basse emissioni; 4) costruirà un mercato interno più profondo e equo tramite l'attuazione della strategia per il mercato unico, della strategia spaziale per l'Europa e del piano d'azione per l'Unione dei mercati dei capitali e la presentazione di proposte per un'imposizione più equa delle imprese; 5) presenterà idee per la riforma dell'UE a 27 e il rafforzamento dell'Unione economica e monetaria e proporrà un pilastro europeo dei diritti sociali; 6) metterà in atto la strategia "Commercio per tutti" e porterà avanti i negoziati con i partner rafforzando, al contempo, gli strumenti di difesa commerciale dell'UE; 7) continuerà ad adoperarsi per la creazione di un'Unione della sicurezza per lottare contro il terrorismo e allineerà le norme in materia di protezione dei dati personali e della vita privata; 8) realizzerà l'agenda europea sulla migrazione; 9) per rafforzare il ruolo dell'Europa come attore globale, presenterà un piano di azione europeo in materia di difesa che prevede un fondo europeo di difesa; insieme all'Alta rappresentante adotterà una strategia europea per la Siria e attuerà la strategia globale dell'UE e il partenariato Africa-UE; 10) adatterà la normativa vigente alle disposizioni del trattato concernenti gli atti delegati e di esecuzione e valuterà la legittimità democratica delle procedure esistenti per l'adozione di alcuni atti derivati dell'UE. Infine, si impegnerà ulteriormente affinché il diritto dell'UE sia applicato.

Una Commissione concentrata sull'efficacia

Quest'anno la Commissione propone il ritiro di 19 proposte legislative in sospeso che non sono più in linea con le priorità o sono diventate obsolete, oltre all'abrogazione di 16 atti normativi in vigore che risultano ormai superati. Saranno intensificati gli sforzi sul programma di attuazione in tutta una serie di ambiti tra cui il mercato unico e l'ambiente, perché anche la migliore delle leggi è inutile se non produce risultati concreti sul campo.

Molte delle iniziative principali che verranno presentate il prossimo anno seguono le valutazioni dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT) e renderanno più attuale e miglioreranno la legislazione in vigore perché continui a conseguire gli obiettivi prefissati in modo efficace e senza comportare oneri superflui. Nel definire le priorità, si è tenuto conto in particolare dei 22 pareri della piattaforma REFIT, il neoistituito comitato indipendente di esperti che esamina la legislazione esistente e si ispira alle proposte dei cittadini e dei portatori di interessi per ridurre l'onere amministrativo e finanziario del diritto dell'UE. Parallelamente al presente programma di lavoro, la Commissione pubblica un quadro di valutazione che illustra in dettaglio il seguito dato ai pareri della piattaforma REFIT e lo stato dei lavori su 231 iniziative volte a semplificare e ridurre gli oneri amministrativi nella legislazione esistente.

Contesto

Ogni anno la Commissione adotta un programma di lavoro in cui sono elencate le azioni che prevede di realizzare nei dodici mesi successivi. Il programma di lavoro informa i cittadini e i colegislatori degli impegni politici in termini di presentazione di nuove iniziative, ritiro di proposte in sospeso e riesame della normativa UE vigente. In esso non rientra invece il lavoro svolto dalla Commissione per esercitare il suo ruolo di custode dei trattati, far applicare la normativa vigente o garantire l'attuazione delle normali iniziative adottate ogni anno dalla Commissione.

Per preparare il programma di lavoro per il 2017 la Commissione si è avvalsa di preziose consultazioni con il Parlamento europeo e il Consiglio avvenute nel contesto del nuovo accordo interistituzionale "Legiferare meglio" e della lettera di intenti inviata il 14 settembre dal Presidente Juncker e dal primo Vicepresidente Timmermans dopo il discorso del presidente sullo stato dell'Unione.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte sul programma di lavoro della Commissione per il 2017

Comunicazione sul programma di lavoro della Commissione per il 2017

Allegato 1 – Iniziative fondamentali:

Allegato 2 – Nuove azioni REFIT:

Allegato 3 – Priorità per i colegislatori:

Allegato 4 – Ritiri o modifiche previsti:

Allegato 5 – Elenco delle abrogazioni:

Quadro di valutazione REFIT

Sintesi del quadro di valutazione REFIT

Orientamenti politici del Presidente Juncker

Discorso sullo stato dell'Unione 2016, lettera di intenti e progressi compiuti verso la realizzazione delle dieci priorità

Dichiarazione di Bratislava

Accordo interistituzionale «Legiferare meglio»

IP/16/3500

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Quito, 20 ottobre 2016. Nel contesto della conferenza delle Nazioni Unite Habitat III la Commissione europea ha presentato tre impegni volti a conseguire gli obiettivi globali della nuova agenda urbana.

La nuova agenda urbana, adottata alla conferenza delle Nazioni Unite Habitat III che si svolge questa settimana a Quito, in Ecuador, contiene orientamenti per rendere le città di tutto il mondo più inclusive, più verdi, più sicure e prospere. Si tratta di un elemento essenziale nell'attuazione dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e di altre agende tappa della riforma, in particolare l'accordo di Parigi.

I partner di Habitat, tra cui l'Unione europea e i suoi Stati membri, hanno presentato impegni per attuare la nuova agenda urbana, ognuno con uno specifico ambito di applicazione, risultati attesi e prodotti finali.

In un intervento alla conferenza delle Nazioni Unite Habitat III il commissario per la politica regionale, Corina Creţu, ha affermato: "I nostri impegni si fondano sull'esperienza accumulata dall'UE durante anni di attuazione della politica urbana, con programmi e progetti che hanno dato i loro frutti. È giunto il momento di estendere il concetto oltre i confini dell'UE. Esso metterà l'UE all'avanguardia dello sforzo globale volto a sfruttare il potere di una rapida urbanizzazione e trasformarlo in opportunità di occupazione, crescita e una migliore qualità di vita per tutti."

I tre impegni sono:

1.    Realizzare la nuova agenda urbana attraverso l'agenda urbana dell'UE

La nuova agenda urbana e l'agenda urbana dell'UE condividono la stessa visione di uno sviluppo urbano equilibrato, sostenibile e integrato.

L'agenda urbana dell'UE è stata concepita affinché le città potessero esprimersi nel processo di definizione delle politiche. Con i suoi 12 temi prioritari, la governance multilivello e l'accento sull'apprendimento tra pari, l'agenda urbana dell'UE contribuisce all'attuazione della nuova agenda urbana all'interno dell'UE e in partenariato con le parti interessate delle città — non solo le città, ma anche le imprese, le ONG e i rappresentanti degli Stati membri e delle istituzioni dell'UE.

I piani d'azione per i 12 temi prioritari sono in corso di elaborazione. Essi includeranno raccomandazioni politiche, buone pratiche e progetti da condividere e diffondere nell'UE.

2.    Elaborare una definizione globale e armonizzata delle città

Per confrontare meglio i dati, per analizzare e monitorare meglio si dovrebbe usare in tutto il mondo una definizione comune delle città. L'UE elaborerà tale definizione unitamente all'OCSE e alla Banca mondiale, basandosi sulla definizione UE-OCSE delle città, fondata sulle dimensioni e la densità della popolazione, e sul grado di urbanizzazione UE.

Sarà elaborata una banca dati online, nonché un elenco globale delle città e delle loro principali caratteristiche. Una proposta di definizione globale delle città sarà infine presentata alle Nazioni Unite.

3.    Promuovere la cooperazione tra città nel campo dello sviluppo urbano sostenibile

Basandosi sul solido approccio della rete URBACT, finanziata dall'UE, e sulla metodologia del programma UE di cooperazione internazionale urbana, le città di tutto il mondo[1] saranno incoraggiate a stabilire un legame con una o più città partner per elaborare e attuare piani d'azione a livello locale e progetti su priorità comuni, ad esempio l'accesso alle risorse idriche, i sistemi di trasporto, la salute o gli alloggi. I partner commerciali dovrebbero essere strettamente associati all'elaborazione e all'attuazione di tali piani d'azione.

Una piattaforma online di messa in rete fornirà orientamenti e consentirà la cooperazione transregionale.

Contesto

Habitat III è la conferenza delle Nazioni Unite sugli insediamenti umani e lo sviluppo urbano sostenibile che si svolge a Quito, Ecuador, dal 17 al 20 ottobre 2016.

Nella risoluzione 66/207 e in linea con il ciclo bi-decennale (1976, 1996 e 2016), l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di convocare la conferenza Habitat III per dare un nuovo impulso all'impegno globale per l'urbanizzazione sostenibile e per concentrarsi sull'attuazione di una nuova agenda urbana, sulla base dell'agenda Habitat 1996 di Istanbul.

Per ulteriori informazioni

Conferenza Habitat III

Politica urbana dell'UE

Twitter: @EU_Regional@CorinaCretuEU#EUUrbanAgenda

[1] La portata dell'impegno copre città in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù, Canada, Cina, India, Giappone, Stati Uniti e Unione europea.

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LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi la Commissione europea presenta la prima relazione sui progressi compiuti nell'attuazione del quadro di partenariato con i paesi terzi, volto a gestire congiuntamente e  più efficacemente la migrazione. Quattro mesi dopo la proposta avanzata dalla Commissione nel quadro dell'Agenda europea sulla migrazione e la sua approvazione da parte del Consiglio europeo di giugno -  favorevole a una sua rapida attuazione -  la nuova strategia di partenariato con i paesi di origine e di transito dei flussi migratori sta iniziando a dare i suoi frutti. Il partenariato quadro è  una strategia europea improntata al futuro e mirante ad approfondire la cooperazione con i paesi di origine, di transito e di destinazione. A partire da giugno, sotto la guida dell’Alta rappresentante/vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini,  le istituzioni e gli Stati membri dell’UE hanno profuso grandi sforzi perché il nuovo modello di cooperazione fosse coronato da successo. Questo approccio pragmatico -  mirato a mobilizzare e concentrare tutti gli strumenti e le risorse di cui dispongono l'UE e gli Stati membri per gestire efficacemente la migrazione, applicando soluzioni a breve termine  per fronteggiare la pressione migratoria immediata e aumentando gli investimenti per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare – è partito con cinque paesi prioritari: il Niger, la Nigeria, il Senegal, il Mali e l'Etiopia.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 12 ottobre 2016. La Commissione europea ha nominato oggi direttore generale aggiunto della DG Bilancio (DG BUDG), Silvano Presa che assumerà l'incarico il 16 ottobre.

Silvano Presa, cittadino italiano, ha trascorso la maggior parte della sua carriera in tale direzione generale, maturando esperienza in una vasta gamma di settori. Uno dei suoi compiti principali, nella sua attuale funzione di direttore, consiste nel preparare le proposte di bilancio annuale della Commissione e partecipare ai negoziati sul bilancio con il Parlamento europeo e il Consiglio. Le sue funzioni gli hanno permesso di seguire da vicino molte importanti politiche della Commissione e di contribuire, ad esempio, alla creazione di strumenti innovativi avviati dalla Commissione Juncker, tra cui il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), fondi fiduciari, e lo strumento per i rifugiati in Turchia.

Presa è entrato in servizio alla Commissione come amministratore presso la Direzione generale per gli Affari economici e finanziari nel 1985, dove il suo lavoro si è incentrato sull'analisi economica del mercato interno, sul commercio e sulla cooperazione con i paesi candidati all'adesione. Nel 1992 è entrato a far parte della delegazione della Commissione europea in Ungheria, di cui ha guidato la sezione Affari politici ed economici e informazione.

Nel 1996 è approdato alla DG Bilancio in qualità di vice capo dell'unità che si occupa delle risorse umane e amministrative. Dal 1998 al 2002 ha guidato l'unità "Assegnazione delle risorse umane". Prima di diventare direttore nel 2006, ha guidato per quattro anni l'unità responsabile per la preparazione del quadro finanziario pluriennale 2007-2013 e della gestione degli aspetti di bilancio dell'allargamento dell'UE.

La vasta esperienza accumulata fa di Silvano Presa la persona ideale per occupare il posto appena creato, nel cui ambito uno dei compiti fondamentali sarà quello di garantire la migliore interazione dei vari programmi di bilancio con gli strumenti finanziari e i fondi fiduciari, al fine di rafforzare la coerenza, l'armonizzazione e la complementarità e massimizzarne l'effetto leva. Le nuove sfide cui l'UE deve far fronte e le nuove strategie perseguite per superarle richiedono strumenti e meccanismi innovativi come questi.

Contesto

La direzione generale del bilancio è il servizio centrale che guida l'esecuzione dell'intero ciclo di bilancio, dalla preparazione del progetto alla sua attuazione e al discarico da parte del Parlamento europeo.

Il servizio è incaricato di gestire la spesa dell'UE attraverso il quadro finanziario pluriennale (QFP), redigere il progetto di bilancio e negoziare con il Parlamento e il Consiglio durante l'intera procedura di bilancio, gestire il sistema delle risorse proprie del bilancio dell'UE, effettuare la supervisione e proporre aggiornamenti delle norme finanziarie applicabili e riferire sull'esecuzione del bilancio.

Per ulteriori informazioni:

-    CV degli alti dirigenti della Commissione europea

-   Sito web della direzione generale del bilancio

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LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 10 ottobre 2016. L'accordo, orientato allo sviluppo, permette a cinque paesi dell'Africa australe di accedere subito con le loro esportazioni al mercato dell'UE in esenzione da dazi e contingenti.

Cinque paesi dell'Africa australe - Botswana, Lesotho, Namibia, Sudafrica e Swaziland - e l'Unione europea inaugurano oggi un nuovo capitolo delle loro relazioni bilaterali. Quest'oggi entra infatti in vigore l'accordo di partenariato economico (APE) che regolerà gli scambi commerciali fra l'UE e tali paesi. Sta inoltre per ratificare l'accordo anche il Mozambico, che si aggiungerà agli altri paesi una volta che l'iter della ratifica si sarà concluso.

Cecilia Malmström, Commissaria per il Commercio, ha dichiarato: "Quando sono stata nel Botswana lo scorso giugno, in occasione della cerimonia della firma, ho avuto modo di constatare direttamente quanto sia importante costruire relazioni commerciali stabili fra l'Europa e l'Africa. Oggi facciamo un passo fondamentale in questo senso. L'accordo che sta per entrare in vigore contribuirà all'integrazione regionale e alla crescita economica sostenibile dell'Africa australe, per aiutare a farne uscire gli abitanti dallo stato di povertà nei prossimi anni.  L'Africa è il continente emergente e gli accordi di partenariato economico sono stati concepiti per agevolare questo dinamismo".

Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, ha commentato: "L'APE può contribuire alla crescita economica sostenibile e al miglioramento dei livelli occupazionali. Il settore privato e il commercio sono volani importanti per permettere alla popolazione di uscire dallo stato di povertà e per attuare la nuova agenda di sviluppo globale nell'ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile. L'EPA può contribuire all'integrazione economica regionale, al formarsi di un contesto imprenditoriale favorevole e all'aumento della competitività della regione".

L'APE è un accordo che tiene conto dei diversi livelli di sviluppo dei paesi partner. Grazie ad esso, Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia e Swaziland potranno accedere al mercato europeo in esenzione da dazi e contingenti.  Anche il Sudafrica beneficerà di un migliore accesso al mercato, al di là di quanto prevedono gli accordi bilaterali già vigenti fra questo paese e l'UE. 

Gradualmente, i mercati dell'Africa australe si apriranno in parte alle esportazioni dell'UE, di modo che le industrie locali possano avere accesso ai beni intermedi di cui hanno bisogno per sostenere la crescita.  L'accordo stabilisce inoltre una serie di misure di protezione in questi paesi, ad esempio per le industrie nascenti o fragili oppure relativamente alle questioni connesse con la sicurezza alimentare. Esso accresce, infine, la flessibilità dei produttori dell'Africa australe nel realizzare prodotti a partire da componenti provenienti da diversi paesi, senza correre il rischio di perdere il libero accesso al mercato dell'UE.

Contesto

Del gruppo che aderisce all'APE fanno parte sei dei quindici Stati membri della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC): Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Sudafrica e Swaziland.  L'Angola possiede lo status di osservatore e potrà aderire all'accordo in futuro.

L'Unione europea è il maggiore partner commerciale degli Stati della SADC aderenti all'APE.  Nel 2015, l'UE ha importato merci da tale regione, soprattutto minerali e metalli, per un valore di quasi 32 miliardi di euro.  Un valore grosso modo analogo hanno fatto registrare le esportazioni dell'UE nella regione, principalmente prodotti di ingegneria, chimica e dell'industria automobilistica.  Il valore totale degli scambi commerciali tra l'UE e gli Stati della SADC aderenti all'APE (compresa l'Angola) ammonta a 63 miliardi di euro.

Con la firma dell'accordo, le parti si impegnano ad agire in favore dello sviluppo sostenibile nel rispetto delle norme sociali e ambientali. La società civile rivestirà un ruolo particolare nell'ambito del monitoraggio degli effetti dell'accordo. L'accordo è di nuovo tipo anche nel senso che costituisce il primo accordo commerciale che sostiene direttamente l'integrazione economica di una regione specifica, favorendo relazioni più strette fra i sei paesi coinvolti dell'Africa australe.

Con l'APE nascono istituzioni comuni per sostenere il dialogo, agevolare il disbrigo di tutte le pratiche commerciali e monitorare gli effetti dell'accordo. L'UE collaborerà con i suoi partner della SADC e con gli organismi regionali e nazionali di cooperazione allo sviluppo al fine di assicurare una corretta attuazione dell'accordo.

Per ulteriori informazioni

MEMO: l'APE con la SADC

Messaggio sul blog della Commissaria Malmström: Un nuovo accordo commerciale con l'Africa australe

Testo dell'accordo

Studio dell'impatto economico

Relazioni commerciali dell'UE con la SADC

Accordi di partenariato economico

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