dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 22 dicembre 2016. A seguito del voto del Parlamento svizzero sulla Legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2016 e della riunione del comitato congiunto UE-Svizzera del 22 dicembre, la Commissione si rallegra dei progressi compiuti nelle relazioni bilaterali tra l'Unione europea e la Svizzera in numerosi ambiti. Il Presidente Juncker auspica che il 2017 possa rappresentare una tappa fondamentale nell'approfondimento delle relazioni bilaterali.

Voto del Parlamento svizzero sulla legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2016

L'equilibrio raggiunto dalla legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2016 dovrebbe permettere di preservare l'integrità degli impegni contrattuali che legano l'Unione europea e la Svizzera. Sarà tuttavia essenziale che l'ordinanza di esecuzione fornisca precisazioni e garanzie su alcuni elementi fondamentali come l'accesso alle informazioni su posti vacanti e pieno rispetto dei diritti dei lavoratori transfrontalieri.

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che, nel corso di più di diciotto mesi tra il 2015 e il 2016, si è impegnato personalmente per cercare una soluzione con i partner svizzeri ha dichiarato: “Le autorità svizzere e le istituzioni europee non hanno risparmiato sforzi per giungere a una soluzione concertata che garantisca la piena integrità di uno dei nostri principi fondanti: la libertà di circolazione delle persone. La Commissione ne seguirà da vicino l'attuazione. Il 2017 potrebbe rappresentare una tappa fondamentale nell'approfondimento delle relazioni tra l'Unione europea e la Svizzera nell'ottica di promuovere sempre più la vitalità del nostro spazio di libertà, di tutte le libertà, a vantaggio di tutti i nostri cittadini.”.

In questo contesto, la Commissione esprime l'auspicio che il lavoro di recepimento e delucidazione avvenga in un clima di intensa cooperazione, segnatamente nell'ambito del comitato congiunto sull'accordo di libera circolazione delle persone.

Protocollo di adesione della Croazia all'accordo sulla libera circolazione delle persone

La Commissione accoglie con favore la ratifica del protocollo di adesione della Croazia all'accordo sulla libera circolazione delle persone, comunicata dalla Svizzera all'Unione europea il 16 dicembre 2016.

Grazie a questa ratifica, la Svizzera aderirà a pieno titolo al programma Orizzonte 2020 e potranno riprendere i negoziati sulla sua partecipazione al programma ERASMUS.

Quadro istituzionale tra l'Unione europea e la Svizzera

La Commissione accoglie con favore l'obiettivo del Consiglio federale per il 2017 di rinnovare e approfondire le relazioni con l'Unione europea e la sua intenzione in questo contesto di adottare un messaggio relativo a un accordo istituzionale tra l'Unione europea e la Svizzera. L'accordo è necessario per garantire alle relazioni bilaterali tra l'Unione europea e la Svizzera la certezza del diritto e per concludere nuovi accordi che intensifichino le nostre relazioni.

Partecipazione al programma europeo di coesione

La Commissione europea ritiene fondamentale che il Consiglio federale si pronunci a favore della partecipazione della Svizzera al programma europeo di coesione mediante un rinnovo del suo contributo finanziario.

Altri punti

La Commissione ritiene che vi siano altri punti sui quali è possibile compiere passi avanti come la creazione di migliori sinergie nelle nostre attività di cooperazione allo sviluppo.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa: Relazioni UE-Svizzera

IP/16/4501

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 21 dicembre 2016. La Commissione europea ha adottato oggi un pacchetto di misure per potenziare la capacità dell'UE di combattere il finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata sulla base degli impegni assunti nel piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo del febbraio 2016. Le proposte presentate dalla Commissione completeranno e rafforzeranno il quadro giuridico dell'UE in materia di riciclaggio di denaro, flussi illeciti di denaro contante e congelamento e confisca di beni. Le misure, presentate insieme alla terza relazione sui progressi compiuti verso l'Unione della sicurezza, garantiscono una risposta europea forte e coordinata nella lotta contro il finanziamento del terrorismo e permettono all'UE di fare un passo avanti verso un'Unione della sicurezza efficace e autentica.

Le proposte sono state preparate da un gruppo guidato dal primo vicepresidente Frans Timmermans e dal vicepresidente Valdis Dombrovskis, in collaborazione con i commissari Dimitris Avramopoulos, Pierre Moscovici, Věra Jourová e Julian King.

Il primo vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: "Con le proposte di oggi potenziamo i nostri strumenti giuridici per ostacolare e bloccare le fonti di finanziamento di criminali e terroristi. Dobbiamo garantire che vi siano strumenti adeguati per individuare e bloccare i flussi finanziari sospetti e per sostenere le autorità di contrasto, instaurando con queste ultime una collaborazione fruttuosa per la tutela della sicurezza dei cittadini europei".

Il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha dichiarato: "Il terrorismo rimane una delle più gravi minacce per la nostra sicurezza. Dobbiamo fare passi avanti nella lotta contro i terroristi e combattere il finanziamento delle loro attività è parte di questo processo. Per questo, proponiamo oggi che il riciclaggio di denaro sia oggetto di efficaci sanzioni penali in tutta l'UE. Proponiamo misure transfrontaliere di congelamento e confisca dei proventi di reato nell'UE e poniamo fine all'elusione da parte dei criminali dei controlli sul denaro contante alle frontiere esterne dell'UE".

Con le proposte di oggi, come sottolineato dalla Terza relazione sui progressi compiuti verso un'Unione della sicurezza efficace e autentica, la Commissione europea rafforza la capacità dell'UE di combattere il terrorismo e la criminalità organizzata rendendo più difficile per i terroristi e i criminali finanziare le loro attività e agevolando al contempo gli interventi delle autorità per individuare e bloccare i loro movimenti finanziari. Individuare i flussi finanziari sospetti e bloccare le fonti di finanziamento del terrorismo rappresenta uno dei modi più efficaci per impedire potenziali attentati terroristici e attività criminali. Il rintracciamento dei flussi finanziari può anche essere utile per fornire alla polizia e alle autorità di contrasto informazioni fondamentali e strumenti efficaci per le loro indagini.

Garantire la perseguibilità penale del riciclaggio

La Commissione propone oggi una nuova direttiva per perseguire penalmente il riciclaggio dei proventi di reati e fornire alle autorità competenti disposizioni di diritto penale adeguate per perseguire i criminali e i terroristi e incarcerarli. Le misure proposte:

·         stabiliscono norme minime per la definizione dei reati penali e delle sanzioni connesse al riciclaggio di denaro, colmando le lacune esistenti al fine di impedire ai criminali di sfruttare le differenze esistenti tra le diverse legislazioni nazionali;

·         rimuovono gli ostacoli alla cooperazione giudiziaria e di polizia transfrontaliera istituendo disposizioni comuni per migliorare le indagini sui reati connessi al riciclaggio di denaro;

·         allineano le norme dell'UE agli obblighi internazionali in materia, quali quelli stabiliti dalla convenzione del Consiglio d'Europa di Varsavia e dalle raccomandazioni della task force "Azione finanziaria".

Istituire controlli più rigorosi sui grandi flussi di cassa

Al fine di fornire alle autorità competenti strumenti adeguati per individuare i terroristi e coloro che li sostengono finanziariamente, il nuovo regolamento sui controlli sul denaro contante presentato oggi mira a:

·         rafforzare i controlli sul denaro contante per coloro che entrano o escono dall'UE con €10 000 o più in contanti;

·         permettere alle autorità di agire anche in relazione a importi inferiori alla soglia prevista per le dichiarazioni doganali (€10 000), qualora si sospettino attività criminali;

·         migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità e gli Stati membri;

·         estendere i controlli doganali ai contanti inviati mediante pacchi postali o spedizioni di merci, ai prodotti preziosi come l'oro e alle carte di pagamento prepagate che attualmente non sono oggetto delle normali dichiarazioni doganali.

Congelamento delle risorse finanziarie dei terroristi e confisca dei loro beni

Rapidi interventi transfrontalieri di congelamento o confisca degli attivi finanziari permetteranno di impedire ai terroristi di utilizzare i propri capitali per commettere ulteriori attentati. La proposta di regolamento sul riconoscimento reciproco degli ordini di congelamento e confisca dei proventi di reato permetterà di:

·         disporre di uno strumento giuridico unico per il riconoscimento degli ordini di congelamento e confisca in altri paesi dell'UE, semplificando l'attuale quadro giuridico. Il regolamento si applicherebbe immediatamente in tutti gli Stati membri;

·         ampliare l'ambito di applicazione delle attuali norme sul riconoscimento transfrontaliero, al fine di includere la confisca nei confronti di terze persone collegate ai criminali. Rientra in tale ambito la confisca nei casi in cui gli autori dei reati non sono condannati, ad esempio perché fuggiti o deceduti;

·         migliorare la rapidità e l'efficienza degli ordini di congelamento o di confisca grazie a un documento standard e all'obbligo per le autorità competenti di comunicare tra loro. Le norme fissano termini chiari che prevedono scadenze più ravvicinate per gli ordini di congelamento;

·         garantire che il diritto delle vittime all'indennizzo e alla restituzione sia rispettato. Nel caso di esecuzioni transfrontaliere di ordini di confisca, il diritto della vittima è prioritario rispetto all'interesse dello Stato di esecuzione e di emissione.

Contesto

La sicurezza è stata un tema costante fin dall'inizio del mandato della Commissione Juncker, dagli orientamenti politici del Presidente del luglio 2014 all'ultimo discorso sullo stato dell'Unione del settembre 2016.

Basandosi sull'Agenda europea sulla sicurezza, adottata nell'aprile 2015, che ha sottolineato la necessità di adottare misure per combattere in maniera più efficace e globale il finanziamento del terrorismo, nel febbraio 2016 la Commissione europea ha definito un piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo al fine di garantire che gli Stati membri dispongano degli strumenti necessari per far fronte a nuove minacce.

Nell'aprile 2016 la Commissione ha stabilito che una delle azioni prioritarie da intraprendere per realizzare un'Unione della sicurezza efficace e sostenibile consiste nel bloccare l'accesso dei terroristi ai finanziamenti. Il fatto che il Presidente Juncker abbia creato uno specifico portafoglio per l'Unione della sicurezza nell'agosto 2016 testimonia l'importanza che la Commissione attribuisce al rafforzamento della sua capacità di reagire alle minacce terroristiche.

Come previsto nel piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo e come indicato nella relazione sui progressi compiuti verso l'Unione della sicurezza di oggi, la Commissione presenterà una proposta per rafforzare i poteri delle autorità doganali per quanto riguarda la lotta contro il finanziamento del terrorismo attraverso gli scambi commerciali nel 2017. La Commissione intende inoltre ampliare il campo di applicazione della normativa vigente in materia di commercio illegale di beni culturali a un numero maggiore di paesi. Nella relazione sui progressi compiuti la Commissione incoraggia inoltre i colegislatori a trovare nelle prossime settimane un accordo sulla revisione della IV direttiva antiriciclaggio.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa sullo stato di avanzamento del piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo

Scheda informativa sullo stato di avanzamento dell'Agenda europea sulla sicurezza

MEMO - Proposta di direttiva per combattere il riciclaggio di denaro mediante il diritto penale

MEMO - Aggiornamento delle norme dell'UE sui controlli sul denaro contante

Proposta - regolamento per rafforzare il riconoscimento reciproco degli ordini di congelamento e confisca dei proventi di reato

Proposta - direttiva per combattere il riciclaggio di denaro mediante il diritto penale

Proposta- regolamento sui controlli sul denaro contante

Proposta - regolamento per rafforzare il riconoscimento reciproco degli ordini di congelamento e confisca dei proventi di reato

Terza relazione sui progressi compiuti verso un'Unione della sicurezza efficace e autentica

Comunicazione: Attuare l'Agenda europea sulla sicurezza per combattere il terrorismo e preparare il terreno per un'Unione della sicurezza efficace e autentica

Agenda europea sulla sicurezza

IP/16/4401

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 21 dicembre 2016. La Commissione europea riferisce oggi sui progressi compiuti verso la piena reciprocità dei visti con Canada e Stati Uniti, valutando gli sviluppi degli ultimi cinque mesi.

Dopo l'ultima relazione, a seguito di contatti a livello politico e tecnico, l'UE e il Canada hanno convenuto un calendario preciso per realizzare la piena reciprocità dell'esenzione dal visto. Nonostante gli sforzi continuati, non vi sono invece indicazioni di progressi comparabili per quanto riguarda gli Stati Uniti.

Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Garantire la piena reciprocità in materia di esenzione dai visti con il Canada e gli Stati Uniti rimane una questione prioritaria per l'UE. È per questo motivo che accolgo con favore l'impegno e la decisione delle autorità canadesi di garantire tale piena reciprocità a tutti i cittadini dell'Unione europea entro il 1º dicembre 2017. Questi progressi dimostrano che i nostri contatti diplomatici e i negoziati hanno prodotto risultati importanti. Analogamente, continueremo a mantenere la questione in primo piano nell'ordine del giorno dei contatti con la nuova amministrazione statunitense e a ribadire l'importanza della realizzazione della piena reciprocità dei visti per tutti i cittadini dell'Unione europea anche con gli Stati Uniti.”

La valutazione odierna fa seguito alle comunicazioni adottate ad aprile e a luglio, in cui la Commissione aveva osservato che la piena reciprocità dell'esenzione dal visto con il Canada e gli Stati Uniti non era stata conseguita per i cittadini di alcuni Stati membri dell'UE e aveva annunciato l'intenzione di riferire in merito agli ulteriori progressi compiuti nelle discussioni prima della fine dell'anno.

Canada

A seguito di sforzi intensi e coordinati e di un impegno costante tra l'UE e il Canada in preparazione del 16º vertice UE-Canada, tenutosi il 30 ottobre 2016 a Bruxelles, il Canada ha presentato un calendario preciso per realizzare la piena reciprocità dell'esenzione dal visto per tutti i cittadini dell'UE. La Commissione proseguirà l'azione al fine di garantire che la piena reciprocità dell'esenzione dal visto - già applicata a tutti gli altri Stati membri dell'UE - sia applicata dal Canada a tutti i viaggiatori bulgari e rumeni entro la fine del 2017, come confermato nella dichiarazione congiunta del vertice UE-Canada.

Stati Uniti

Nonostante l'intensificazione dei contatti politici e tecnici non ci sono state indicazioni di progressi verso l'abolizione dei visti con gli Stati Uniti comparabili a quelli osservati col Canada. La Commissione intensificherà senza indugio i propri sforzi per ottenere la piena reciprocità dell'esenzione dal visto in coordinamento con i cinque Stati membri interessati (Bulgaria, Croazia, Cipro, Polonia e Romania) dopo l'insediamento della nuova amministrazione statunitense. La prossima riunione UE-USA "Giustizia e affari interni" a livello ministeriale e di alti funzionari, prevista per il primo semestre del 2017, offrirà l'occasione di discutere con la nuova amministrazione un percorso per il raggiungimento di tale obiettivo.

Prossime tappe

La Commissione continuerà a collaborare con il Parlamento europeo e il Consiglio per far sì che l'Unione europea si esprima con una sola voce su questa importante questione e presenterà una relazione sugli ulteriori progressi compiuti prima della fine di giugno 2017.

Contesto

Uno dei principi fondamentali della politica dei visti dell'UE è garantire che i paesi terzi che figurano nell'elenco dei paesi esonerati dall'obbligo del visto concedano un'esenzione reciproca dal visto ai cittadini di tutti gli Stati membri dell'UE. A tal fine è stato istituito un meccanismo di reciprocità dei visti.

Nel quadro di tale meccanismo, che esige che la Commissione tenga conto delle conseguenze della sospensione dell'esenzione dal visto per le relazioni esterne dell'UE e dei suoi Stati membri, la Commissione ha già adottato tre relazioni di valutazione della situazione, il 10 ottobre 2014, il 22 aprile 2015 e il 5 novembre 2015, e due comunicazioni nell'aprile e nel luglio 2016. Nella comunicazione del 12 aprile, la Commissione ha in particolare valutato nel dettaglio le conseguenze e gli effetti di una sospensione dell'esenzione dal visto per i cittadini del Canada e degli Stati Uniti e ha concluso che, oltre alle ripercussioni negative sui cittadini dell'UE e alle difficoltà di attuazione, occorre anche tenere conto delle considerevoli conseguenze negative per numerosi settori, in particolare in materia di relazioni esterne, scambi commerciali, turismo ed economia dell'UE.

Ad aprile, la Commissione ha invitato il Parlamento europeo e il Consiglio a prendere posizione sul percorso più adeguato da intraprendere entro il 12 luglio 2016. Il Consiglio non ha espresso una posizione al riguardo.

Il Parlamento europeo ha discusso la questione in seduta plenaria la settimana scorsa. Il 12 ottobre ha avuto luogo un dibattito anche in seno alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo.

Il Regno Unito e l'Irlanda non partecipano allo sviluppo della politica comune in materia di visti e pertanto non sarebbero vincolati dalla sospensione dell'esenzione dal visto.

Per maggiori informazioni

Domande frequenti: meccanismo UE di reciprocità dei visti

Comunicazione adottata il 21 dicembre 2016 — Bilancio e possibili prospettive per quanto riguarda la situazione di non reciprocità con taluni paesi terzi nel settore della politica dei visti (seguito della comunicazione del 12 aprile)

Comunicato stampa canadese sulla possibilità per i cittadini rumeni e bulgari di recarsi in Canada in esenzione dal visto a decorrere dal 1° dicembre del 2017

Comunicazione adottata il 13 luglio 2016

Comunicazione del 12 aprile - Bilancio e possibili prospettive per quanto riguarda la situazione di non reciprocità

5 novembre 2015 - Relazione della Commissione che valuta la situazione di non reciprocità con taluni paesi terzi nel settore della politica dei visti

22 aprile 2015 - Relazione della Commissione che valuta la situazione di non reciprocità con taluni paesi terzi nel settore della politica dei visti

10 ottobre 2014 - Relazione della Commissione che valuta la situazione di non reciprocità con taluni paesi terzi nel settore della politica dei visti

Regolamento del Consiglio che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio).

Regolamento che modifica il regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (regolamento (UE) 1289/2013)

IP/16/4403

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 20 dicembre 2016. L'ultima indagine annuale sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa ( Employment and Social Developments in Europe - ESDE), pubblicata in data odierna, mostra risultati incoraggianti.

Sono stati creati circa 3 milioni di posti di lavoro e l'occupazione è aumentata, facendo diminuire la povertà. La disoccupazione resta tuttavia elevata e registra enormi differenze tra gli Stati membri. I mercati del lavoro e le società dovranno adattarsi a nuove forme di lavoro.

Quest'anno la relazione sull'occupazione e sugli sviluppi sociali - o, in breve, "ESDE"- si è concentrata sull'occupazione come mezzo per combattere la povertà, sulla digitalizzazione e sui cambiamenti nel mondo del lavoro, sul ruolo del dialogo sociale, sulle disparità tra gli Stati membri e sull'integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro.

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "La presente indagine annuale mostra che l'impegno profuso negli ultimi anni sta dando i suoi frutti. Le nostre economie continuano a creare posti di lavoro e le famiglie hanno assistito a un aumento del loro reddito disponibile. Molte persone che lavorano però sono ancora povere; questo dimostra che non si tratta solamente di creare posti di lavoro: devono essere posti di lavoro di qualità. Le società e i mercati del lavoro stanno inoltre cambiando grazie a nuove tecnologie e forme di lavoro. Questa situazione comporta nuove opportunità ma anche nuove sfide e dobbiamo fare sì che nessuno sia lasciato indietro. Intendiamo fare fronte a tali sfide attraverso il pilastro europeo dei diritti sociali e le nuove iniziative nel quadro della nostra nuova agenda per le competenze."

L'occupazione è in aumento, facendo diminuire la povertà

Con 232 milioni di unità il numero degli europei occupati è stato il più elevato mai registrato. Lo scorso anno sono stati creati tre milioni di posti di lavoro, la maggior parte dei quali a tempo indeterminato. Nel maggioranza dei casi l'occupazione a tempo pieno protegge efficacemente i cittadini contro la povertà. La percentuale della popolazione dell'UE a rischio di povertà o di esclusione sociale (pari al 23,7 %) è la più bassa degli ultimi cinque anni.

L'8,3 % dei cittadini europei è tuttavia ancora disoccupato (dati di ottobre 2016) e l'indagine sottolinea le difficoltà incontrate nel ritornare al lavoro negli anni successivi alla crisi (periodo 2008-2013): nell'arco di tre anni solo un disoccupato su otto è riuscito a trovare un'occupazione permanente a tempo pieno. La disoccupazione giovanile, ancora superiore al 20 %, continua a destare grave preoccupazione.

Cambiamenti nel mondo del lavoro

Il futuro del lavoro sta cambiando in un contesto di crescente digitalizzazione dell'economia, in particolare attraverso l'emergere di piattaforme digitali e dell'economia collaborativa, che offriranno nuove opportunità di lavoro, per lo più sotto forma di lavoro autonomo. Gli investimenti nelle TIC possono essere stati all'origine di un terzo della crescita economica dell'UE tra il 2005 e il 2010, ma in tale settore molti posti sono ancora vacanti. Gli investimenti nelle competenze sono fondamentali per sfruttare appieno i vantaggi della digitalizzazione.

Convergenza e divergenza nell'UE

Dopo il notevole aumento delle disparità a seguito della profonda recessione del 2009 si registrano segnali incoraggianti di una nuova convergenza. Permangono tuttavia ancora grandi differenze e, di fronte agli shock economici, i mercati del lavoro e le politiche e gli istituti di protezione sociale nell'UE hanno registrato risultati molto diversi.

Integrazione dei rifugiati nella società e nei mercati del lavoro

Nel 2015 e nei primi nove mesi del 2016 gli Stati membri hanno ricevuto quasi 2,2 milioni di domande di asilo. Nel momento in cui si integrano nel mercato del lavoro, i rifugiati incontrano tuttavia ostacoli quali livelli di istruzione inferiori e competenze linguistiche insufficienti. Per facilitare l'integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro sarà fondamentale investire nella loro istruzione e nelle loro competenze linguistiche e agevolare il riconoscimento delle competenze. In tal modo di contribuirà a rafforzare il capitale umano dell'UE nel contesto dell'invecchiamento della società.

Sviluppo di capacità per il dialogo sociale

Poiché queste nuove forme di occupazione possono offuscare i confini tra datori di lavoro e lavoratori, si profilano nuove sfide per il ruolo che le parti sociali e il dialogo sociale possono svolgere nell'affrontare le problematiche odierne del mercato del lavoro. La presente indagine ESDE individua le modalità con cui le parti sociali possono rispondere efficacemente a queste problematiche, rappresentando queste nuove tipologie di lavoratori e di datori di lavoro e collaborando con le autorità pubbliche. In diversi Stati membri, ad esempio, le nuove forme di società digitali, come Uber, e i lavoratori ad esse affiliati sono sempre di più coinvolti come componenti delle parti sociali.

Contesto

L'indagine ESDE riferisce sulle ultime tendenze occupazionali e sociali e riflette le sfide future nonché le possibili risposte strategiche. L'ESDE è la principale relazione della Commissione europea che fornisce dati e analisi ed esaminare tendenze e sfide future.

Gli esempi concreti del modo in cui la Commissione intende affrontare le sfide sollevate nelle relazioni annuali ESDE sono numerosi. Tra le iniziative faro citiamo il pilastro europeo dei diritti sociali, per il quale all'inizio del prossimo anno verrà presentata una proposta finale a seguito dell'ampia consultazione lanciata nel marzo 2016. I suoi principali obiettivi consistono nel massimizzare le opportunità di occupazione, nel garantire mercati del lavoro e società inclusivi e nel sostenere una rinnovata convergenza verso l'alto nella zona euro e in tutta l'UE-28.

Intensificheremo il nostro impegno nel quadro della nuova agenda per le competenze, che abbiamo avviato nel giugno 2016, per continuare a investire nelle competenze delle persone, consentendo loro di soddisfare le richieste del mercato del lavoro. Questo prevede l'avvio di un piano per la cooperazione settoriale in materia di competenze all'inizio del prossimo anno. In questo contesto, nel primo semestre del 2017 è altresì previsto il lancio di uno "Strumento di determinazione delle competenze per i cittadini di paesi terzi", che sosterrà la definizione tempestiva, la visibilità e il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche dei richiedenti asilo, dei rifugiati e di altri migranti.

L'impegno della Commissione, teso a ridurre la disoccupazione in generale e la disoccupazione giovanile in particolare, sta infine dando i suoi frutti. Dal 2013 il numero dei giovani disoccupati è diminuito di 1,6 milioni di unità e quello dei giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano di 900 000 unità. Con la proroga della garanzia per i giovani, l'integrazione finanziaria offerta dall'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e l'iniziativa che prevede di continuare a investire nei giovani d'Europa, presentata di recente, la Commissione intende massimizzare le possibilità dei giovani sul mercato del lavoro.

Per maggiori informazioni

MEMO/16/4428

Notizie sul sito web della DG Occupazione

Relazione ESDE 2016

Analisi dell'occupazione e della situazione sociale

Marianne Thyssen su twitter e facebook

#ESDE2016

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IP/16/4429

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 20 dicembre 2016. La Commissione ha pubblicato per la prima volta una relazione di attuazione riguardante i cinque fondi. Secondo la relazione negli ultimi mesi si è assistito a una forte accelerazione degli investimenti la cui attuazione dovrebbe raggiungere la velocità di crociera nel 2017.

Alla fine del 2015 erano già stati erogati sostegni a titolo dei Fondi strutturali e d'investimento europei (SIE) per il periodo 2014-2020 a 274 000 imprese; 2,7 milioni di persone avevano già beneficiato di assistenza per trovare un lavoro; era stata migliorata la biodiversità di 11 milioni di ettari di terreno agricolo ed era stato selezionato un milione di progetti finanziati dall'UE, per un valore complessivo di quasi 60 miliardi di €.

Questa cifra è raddoppiata nell'arco di nove mesi e nell'autunno 2016 quasi 130 miliardi di € (20 % della dotazione complessiva dei fondi SIE) erano stati investiti in piccole imprese, ricerca, banda larga, efficienza energetica e migliaia di altri progetti incentrati sulle priorità fondamentali della strategia dell'UE a favore della crescita e dell'occupazione. Il raddoppio dell'uso di strumenti finanziari negli investimenti dei fondi SIE, come previsto negli obiettivi del piano di investimenti, era stato quasi raggiunto alla fine del 2015.

Il Vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen, responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività ha dichiarato: "In molti Stati membri i fondi ESI sono una fonte essenziale di investimento pubblico ed essendo centrati su priorità di primo piano e orientati ai risultati contribuiscono in modo significativo a conseguire gli obiettivi di crescita e occupazione dell'UE."

La Commissaria per la Politica regionale Corina Crețu ha affermato: "I numeri parlano da soli e mostrano che siamo sulla buona strada in termini di attuazione, perfino con un quadro dei fondi più ambizioso, che ha già contribuito a sostenere le riforme strutturali e a eliminare gli ostacoli agli investimenti. È giunto il momento che i progetti finanziati dall'UE decollino e invito tutti gli Stati membri ad accelerarne la selezione e l'attuazione."

Mentre nascevano i primi progetti, gli Stati membri hanno sfruttato i primi due anni del periodo di programmazione 2014-2020 per definire le giuste condizioni atte a garantire la qualità e la solidità degli investimenti, nel rispetto delle nuove disposizioni del quadro comune dei fondi.

Per esempio hanno dovuto attuare strategie d'investimento e garantire il pieno rispetto delle norme dell'UE in vari di settori: trasporti, innovazione, tecnologie digitali, gestione dei rifiuti e delle risorse idriche…, per rafforzare un ambiente favorevole agli investimenti.

I vantaggi di tali requisiti vanno oltre l'ambito degli investimenti dei fondi SIE e hanno un impatto positivo sulla qualità di vita nell'UE. L'Italia, per esempio, ha adottato una strategia nazionale per la banda larga in linea con gli obiettivi della strategia UE 2020 che mira a ridurre il divario digitale.

Per ciascuno dei programmi dei fondi SIE sono stati anche predisposti piani di valutazione affinché si possa ottenere un quadro più chiaro dei risultati in una prospettiva temporale, in linea con l'iniziativa "Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati".

Al di là della relazione di cui sopra, la Commissione inaugura oggi una versione aggiornata della piattaforma aperta di dati relativi alla coesione. Questo sito, frutto dell'impegno della Commissione per la responsabilità e la trasparenza, è ora arricchito con nuove sezioni che illustrano la performance dei fondi SIE e misurano il raggiungimento degli obiettivi.

Contesto

La dotazione dei fondi SIE 2014-2020, con il cofinanziamento nazionale, rappresenta uno sforzo d'investimento di 638 miliardi di €, di cui 181 miliardi di €dedicati alla crescita intelligente, con investimenti in ricerca e innovazione, tecnologie digitali e sostegno diretto a oltre due milioni di piccole imprese.

La relazione è la prima di una serie di relazioni annuali rivolte alle istituzioni dell'UE sull'attuazione dei 533 programmi dei fondi SIE. Questa valutazione è effettuata nel contesto di importanti novità introdotte nel 2014 per migliorare la qualità della spesa, come la concentrazione tematica, le nuove condizioni preliminari per gli investimenti, un maggiore orientamento ai risultati e i meccanismi di misurazione della performance.

Per ulteriori informazioni

La relazione di sintesi 2016 delle relazioni annuali sullo stato di attuazione del programma riguardante l'implementazione nel periodo 2014-2015 

@CorinaCretuUE @mariannethyssen  @PhilHoganEU @KarmenuVella

@EU_Regional @EU_Social @EU_Agri @EU_Mare    

  

IP/16/4421

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 16 dicembre 2016. La Commissione europea lancia oggi un secondo bando per un importo di 50 milioni di EUR a titolo dell'iniziativa Azioni urbane innovative. Le città possono candidarsi direttamente e ottenere finanziamenti UE per progetti urbani innovativi.

A Vienna è stato creato uno sportello unico di servizi pubblici che orienta i migranti nel loro percorso di integrazione nella città. A Madrid sono stati istituiti quattro poli in quartieri caratterizzati da tassi di disoccupazione elevati per creare posti di lavoro nei settori dell'energia, della mobilità, del riciclo e dell'alimentazione promuovendo al contempo l'economia solidale.

Si tratta di due dei diciotto progetti vincitori del primo bando Azioni urbane innovative, pubblicato l'anno scorso. La Commissione lancia oggi un secondo bando per premiare i progetti più innovativi promossi dalle città stesse.

La Commissaria per la Politica regionale Corina Crețu ha dichiarato: "Con quest'iniziativa offriamo alle città gli strumenti per trasformare le loro idee in azioni concrete che possiamo poi condividere a livello europeo. Sappiamo infatti che le soluzioni alle sfide più pressanti - la disoccupazione, l'esclusione sociale, il cambiamento climatico, per citarne solo alcune - proverranno dalle città stesse. L'agenda urbana è precisamente intesa a dare loro voce."

Con un bilancio di 50 milioni di EUR a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il nuovo bando premierà i progetti più innovativi in tre categorie, coerentemente con le priorità dell'agenda urbana per l'UE: integrazione dei migranti, mobilità urbana ed economia circolare. Il bando è valido da oggi fino a metà aprile 2017.

Informazioni generali

Il patto di Amsterdam del 30 maggio 2016 e le conclusioni del Consiglio del 24 giugno 2016 hanno dato avvio all'agenda urbana dell'UE e definito i suoi principi fondamentali.

Al cuore dell'agenda urbana, dodici partenariati consentono a città, Stati membri, istituzioni europee, ONG e imprese partner di collaborare su un piano paritario per migliorare la qualità della vita nelle zone urbane. Sono già stati avviati quattro partenariati pilota, che riguardano l'inclusione dei migranti, la qualità dell'aria, gli alloggi e la povertà urbana.

In linea con le priorità tematiche dell'agenda urbana, l'iniziativa Azioni urbane innovative offre alle città dell'UE le risorse per finanziare progetti innovativi, con una dotazione complessiva di 372 milioni di EUR del FESR per il periodo 2014-2020. In occasione del primo bando, sono stati selezionati 18 progetti su 378 domande presentate.

Per ulteriori informazioni

Sportello unico sulle politiche urbane

Azioni urbane innovative

Twitter: @EU_Regional, @CorinaCretuEU @UIA_Initiative

IP/16/4367

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 14 dicembre 2016. Il sistema europeo di navigazione via satellite Galileo comincerà a offrire i servizi iniziali alle pubbliche amministrazioni, alle imprese e ai cittadini il 15 dicembre 2016.

Maroš Šefčovič, Vicepresidente della Commissione responsabile per l'Unione dell'energia, ha affermato: "La geolocalizzazione è al centro dell'attuale rivoluzione digitale, con nuovi servizi che trasformano la nostra vita quotidiana. Galileo migliorerà del 1000% la precisione della geolocalizzazione e sarà alla base della prossima generazione di tecnologie basate sulla localizzazione, come le automobili autonome, i dispositivi connessi o i servizi urbani intelligenti. Oggi mi rivolgo agli imprenditori europei con questo invito: immaginate cosa potete fare con Galileo. Non aspettate, innovate!"

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: "Questa offerta dei servizi iniziali di Galileo costituisce un traguardo importante per l'Europa e una prima realizzazione tangibile della nostra recente strategia spaziale. È il risultato di un sforzo congiunto per la progettazione e la realizzazione del sistema di navigazione satellitare più preciso del mondo. Dimostra il livello di eccellenza tecnologica dell'Europa, il suo know-how e il suo impegno a fornire applicazioni e servizi spaziali. Nessun paese europeo ci sarebbe riuscito da solo."

Con la dichiarazione dei servizi iniziali, che sarà varata ufficialmente dalla Commissione europea a Bruxelles giovedì 15 dicembre, Galileo comincerà a fornire, in abbinamento con il sistema GPS, i seguenti servizi gratuiti:

·         supporto alle operazioni di emergenza: attualmente possono servire ore per individuare una persona dispersa in mare o in montagna. Con il servizio di ricerca e salvataggio (SAR), una persona che invia una chiamata di emergenza da un radiofaro compatibile con Galileo potrà essere individuata e soccorsa più rapidamente, in quanto il tempo di individuazione sarà ridotto a soli 10 minuti. In futuro questo servizio dovrebbe essere migliorato con l'invio alla persona che ha effettuato la chiamata di emergenza della notifica dell'avvenuta localizzazione e dell'arrivo dei soccorsi;

·         navigazione più precisa per i cittadini: il servizio aperto di Galileo offrirà un servizio gratuito del mercato di massa per il posizionamento, la navigazione e la misurazione del tempo che potrà essere usato da chipset compatibili con Galileo negli smartphone o nei navigatori per auto. Alcuni di questi smartphone sono disponibili sul mercato dall'autunno 2016 e possono ora utilizzare i segnali per fornire posizionamenti più precisi. Entro il 2018 Galileo sarà anche disponibile in ogni nuovo modello di veicolo venduto in Europa e fornirà servizi di navigazione potenziati a una serie di dispositivi, consentendo inoltre l'uso del sistema di chiamata di emergenza eCall. Gli utenti che utilizzeranno i dispositivi di navigazione nelle città, dove i segnali satellitari spesso possono essere bloccati da edifici elevati, trarranno particolare vantaggio da questa maggiore accuratezza di posizionamento offerta da Galileo;

·         migliore sincronizzazione per le infrastrutture critiche: tramite i suoi strumenti di alta precisione per la misurazione del tempo, Galileo consentirà una sincronizzazione più resiliente delle transazioni bancarie e finanziarie, delle reti di telecomunicazione e delle reti di distribuzione dell'energia come le reti intelligenti, che funzioneranno di conseguenza in modo più efficiente;

·         servizi sicuri per le autorità pubbliche: Galileo supporterà anche le autorità pubbliche come i servizi di protezione civile, di aiuto umanitario, i funzionari delle dogane e la polizia attraverso il servizio pubblico regolamentato. Offrirà un servizio particolarmente robusto e completamente criptato per garantire la continuità di servizio agli utenti istituzionali in caso di emergenze nazionali o situazioni di crisi, quale un attacco terroristico.

La dichiarazione dei servizi iniziali di Galileo attesta che i satelliti di Galileo e le infrastrutture di terra sono operativamente pronti. Questi segnali saranno estremamente precisi, ma non sempre disponibili. Per questo durante la fase iniziale i primi segnali di Galileo saranno utilizzati in abbinamento ad altri sistemi di navigazione satellitare quali il GPS.

Nei prossimi anni saranno lanciati nuovi satelliti per ampliare la costellazione Galileo e progressivamente Galileo sarà disponibile in tutto il mondo. La costellazione di satelliti dovrebbe essere completata entro il 2020, quando Galileo raggiungerà la piena capacità operativa.

Contesto

Galileo è il sistema globale di navigazione satellitare europeo. Offre agli utenti una serie di servizi di punta per il posizionamento, la navigazione e la misurazione del tempo a livello globale. Galileo è pienamente interoperabile con il sistema GPS, ma assicurerà agli utenti finali un posizionamento più accurato e affidabile.

Attualmente la costellazione Galileo è costituita da 18 satelliti, tutti già in orbita. La costellazione definitiva prevede un totale di 30 satelliti e dovrebbe essere completata entro il 2020.

È già disponibile sul mercato il primo smartphone Galileo della società spagnola BQ ed è probabile che in futuro altri produttori ne seguiranno l'esempio. Anche gli sviluppatori di applicazioni potranno testare i loro progetti sulla base di un segnale reale.

I servizi iniziali di Galileo sono gestiti dall'agenzia del GNSS europeo (GSA). Il programma Galileo è interamente gestito dalla Commissione europea, che ha delegato all'Agenzia spaziale europea (ESA) la responsabilità della realizzazione del sistema e il supporto tecnico ai compiti operativi.

Per ulteriori informazioni

Servizi iniziali di Galileo – Domande più frequenti (MEMO/16/4382)

Strategia spaziale per l'Europa

Materiale audiovisivo

Centro servizi del GNSS europeo (GSC)

Prestazioni, accuratezza e disponibilità attese dei servizi iniziali di Galileo

Galileo per i cittadini

IP/16/4366

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 14 dicembre 2016. Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato oggi la nuova direttiva sui limiti nazionali di emissione sulla base di una proposta della Commissione che fissa in Europa limiti più rigorosi per i cinque principali inquinanti. La direttiva, che entrerà in vigore il 31 dicembre 2016, permetterà, una volta pienamente attuata, di ridurre di circa il 50% gli effetti negativi sulla salute (malattie respiratorie, decessi prematuri) dovuti all'inquinamento atmosferico entro il 2030. Benché gli inquinanti atmosferici siano killer invisibili, i cittadini sono sempre più consapevoli, e preoccupati, della qualità dell'aria che respirano; il fatto di avere stabilito limiti più rigorosi grazie alla nuova direttiva costituisce pertanto un risultato importante. Sostanziali ricadute positive si avranno anche sulla qualità dell'acqua potabile, del suolo e degli ecosistemi e le norme adottate contribuiranno a contrastare gli effetti delle particelle dannose che provocano i cambiamenti climatici, quali il particolato carbonioso. La direttiva costituisce l'elemento cardine di un programma organico della Commissione dal titolo Aria pulita per l'Europa.

Karmenu Vella, Commissario UE per l'Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha affermato: "Le nuove norme europee in materia di qualità dell'aria costituiscono una tappa significativa nella lotta contro il killer invisibile rappresentato dall'inquinamento atmosferico. L'inquinamento atmosferico uccide più di 450 000 persone in Europa ogni anno, un numero di oltre dieci volte superiore a quello delle vittime degli incidenti stradali. Ora spetta ai governi nazionali attuare la direttiva in modo che i cittadini possano godere die benefici di un'aria più pulita. La Commissione coopererà con gli Stati membri per aiutarli in questa sfida il cui obiettivo è migliorare la salute dei cittadini dell'UE."

Tradurre in pratica le nuove regole

Il ruolo degli Stati membri nel coordinare e attuare la direttiva a livello nazionale è molto importante. Gli Stati membri devono recepire la direttiva nel diritto nazionale entro il 30 giugno 2018 e, entro il 2019, sono tenuti a presentare un programma di controllo dell'inquinamento atmosferico nazionale con misure finalizzate a garantire che le emissioni dei cinque principali inquinanti siano ridotte delle percentuali concordate entro il 2020 e 2030. Essi devono inoltre garantire il coordinamento con i piani adottati in ambiti quali i trasporti, l'agricoltura, l'energia e il clima. Tutto questo richiederà certo investimenti, ma il loro costo sarà più che compensato dai benefici in termini di risparmi, soprattutto nel settore della sanità e grazie alla riduzione delle malattie professionali. La proposta della Commissione di un regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia, di recente pubblicazione, sottolinea l'importanza delle sinergie tra le politiche in materia di qualità dell'aria, clima ed energia e la nuova direttiva sui limiti nazionali di emissione.

La Commissione coopererà con gli Stati membri per assicurare una corretta applicazione della direttiva, ad esempio grazie all'istituzione di un nuovo forum "Aria pulita" entro il 2017, nel cui ambito i portatori di interessi potranno scambiarsi esperienze e buone pratiche. La Commissione faciliterà inoltre l'accesso agli strumenti di finanziamento dell'UE.

Infine, la direttiva aprirà la via alla ratifica della versione rivista del protocollo di Göteborg concordata a livello internazionale dagli Stati membri nel 2012 in sede di Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite. Ciò permetterà di ridurre l'inquinamento nei paesi dell'Europa orientale, del Caucaso e dell'Asia centrale a beneficio sia di tali paesi sia dei cittadini dell'UE esposti più direttamente all'inquinamento transfrontaliero.

Contesto

Nel dicembre 2013 la Commissione ha pubblicato il programma Aria pulita per l'Europa che ha aggiornato gli obiettivi in materia per il 2020 e 2030. Esso conteneva una proposta relativa agli impianti di combustione di medie dimensioni (direttiva 2015/2193), la proposta di una nuova direttiva sui limiti nazionali di emissione e una proposta di ratifica del protocollo di Göteborg recentemente modificato.

La nuova direttiva sui limiti nazionali di emissione fissa soglie massime annue di emissione per ciascun paese in relazione ai cinque principali inquinanti: particolato fine (PM2,5), anidride solforosa, ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici e ammoniaca.

Gli impegni di riduzione per il 2020 sono identici a quelli già concordati a livello internazionale dagli Stati membri nel 2012 in sede di revisione del protocollo di Göteborg. Gli impegni assunti per il 2030 richiedono riduzioni delle emissioni molto più marcate, che contribuiranno ad abbassare l'inquinamento transfrontaliero e le concentrazioni di fondo in tutta l'Europa.

I due aspetti citati, come pure le sostanze pertinenti ai fini della politica sulla qualità dell'aria, rivestono importanza anche per le politiche sul clima e l'energia. Ogni sforzo è stato prodigato per garantire uno stretto coordinamento tra le proposte in materia di qualità dell'aria e quelle finalizzate a conseguire gli obiettivi in materia di energia e gas a effetto serra.

Tutti i settori dovranno contribuire attivamente all'efficace attuazione della politica, compresi quelli che, come l'agricoltura, in passato hanno apportato un contributo minore alla riduzione delle emissioni. La Commissione intende operare di stretto concerto con gli Stati membri e portatori di interessi per assicurare il conseguimento dei benefici in campo ambientale e sanitario.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte sulla nuova direttiva sui limiti nazionali di emissione

Riesame della politica UE in materia di qualità dell'aria

IP/16/4358

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione europea ha autorizzato, a norma del regolamento UE sulle concentrazioni, l’acquisizione del controllo comune di DeA Planeta Libri (Italia) da parte di Gruppo De Agostini, anch'esso italiano, e dello spagnolo Gruppo Planeta. DeA Planeta Libri è uno spin-off delle attività editoriali librarie del Gruppo De Agostini in Italia. 

Gruppo De Agostini è un gruppo internazionale attivo nell’editoria, nei media, nelle comunicazioni, nel gioco d’azzardo e in altri servizi. Gruppo Planeta è un gruppo internazionale attivo nell’editoria, nei media, nel commercio elettronico e nella formazione on-line.

La Commissione ha concluso che l’acquisizione proposta non crea problemi di concorrenza, poiché nessun’altra società controllata da Gruppo De Agostini o Gruppo Planeta opera nel campo dell’editoria libraria in Italia.

L’operazione è stata esaminata secondo la procedura semplificata di esame delle concentrazioni. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi, con il numero M.8299.

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