dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 24 gennaio 2017. Oggi la Commissione europea pubblica la terza relazione sulla cittadinanza dell'Unione, in cui valuta i progressi registrati dal 2014 e descrive le azioni volte a garantire che i cittadini possano godere pienamente dei loro diritti quando lavorano, viaggiano, studiano o partecipano alle elezioni.

Gli europei sono più consapevoli che mai del loro status di cittadini dell'Unione e la proporzione degli europei che vogliono essere informati meglio sui loro diritti è in costante aumento. Quattro europei su cinque attribuiscono particolare importanza al diritto di libera circolazione, che consente loro di vivere, lavorare, studiare e intraprendere un'attività economica in qualsiasi parte dell'UE Eurobarometro dicembre 2016). Una mancata consapevolezza significa tuttavia che i cittadini dell'UE non esercitano pienamente il proprio diritto di voto alle elezioni europee e locali e che molti di essi non sanno di poter beneficiare di protezione consolare presso le ambasciate degli altri Stati membri. La relazione 2017 sulla cittadinanza dell'Unione definisce le priorità della Commissione per promuovere una migliore conoscenza di questi diritti e agevolarne l'esercizio nella pratica.

Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, responsabile per i diritti di cittadinanza dell'UE, ha dichiarato: "L'87% degli europei è consapevole della propria cittadinanza dell'Unione, il che è un risultato senza precedenti, ma non sempre queste persone sono informate dei diritti che ne derivano. La cittadinanza dell'Unione comporta diritti e libertà importanti e consente anche una partecipazione democratica e attiva al processo decisionale dell'UE. Vogliamo far sì che i cittadini conoscano meglio i loro diritti connessi alla cittadinanza dell'Unione e possano esercitarli più agevolmente."

Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "L'Unione europea esiste per e attraverso i cittadini europei. Per garantire che i cittadini dell'Unione possano godere pienamente di questi diritti e di queste libertà a fronte delle sfide transnazionali in aumento, continueremo ad impegnarci per rafforzare la sicurezza nell'UE e la protezione delle nostre frontiere esterne comuni."

La relazione, che si basa sui contributi forniti dai cittadini attraverso sondaggi e una consultazione pubblica, è incentrata su quattro temi: 1) promuovere i diritti connessi alla cittadinanza dell'UE e i valori dell'Unione; 2) aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita democratica dell'UE; 3) semplificare la vita quotidiana dei cittadini dell'Unione; 4) rafforzare la sicurezza e promuovere l'uguaglianza.

Per conseguire questi obiettivi la Commissione intende, fra l'altro:

• organizzare una campagna informativa a livello di UE sui diritti connessi alla cittadinanza dell'Unione per aiutare i cittadini a capire meglio tali diritti;

• promuovere l'impegno volontario: la Commissione vuole offrire maggiori opportunità ai giovani in Europa affinché possano dare un contributo significativo alla società e dimostrare solidarietà. Il corpo europeo di solidarietà, lanciato il 7 dicembre 2016, dà ai giovani la possibilità di acquisire un'esperienza preziosa dimostrando al tempo stesso solidarietà con chi ne ha bisogno;

  • proporre uno "sportello digitale unico" per offrire ai cittadini un agevole accesso online ai servizi di informazione, assistenza e risoluzione dei problemi su un'ampia gamma di questioni amministrative;

• intensificare i dialoghi con i cittadini e il dibattito pubblico, per scambiare opinioni con i cittadini dell'UE e far sì che comprendano meglio l'incidenza dell'Unione sulla loro vita quotidiana. Dall'entrata in funzione della Commissione Juncker sono già stati organizzati 125 dialoghi con i cittadini;

  • promuovere le migliori pratiche per aiutare i cittadini a votare e a candidarsi alle elezioni, specialmente in vista delle elezioni del 2019.

Contesto

Chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE è anche un cittadino dell'Unione. La cittadinanza dell'Unione si aggiunge alla cittadinanza nazionale senza sostituirla. È uno status di grande valore, grazie al quale i cittadini godono, ad esempio, della libera circolazione, della protezione consolare e del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali e alle elezioni del Parlamento europeo ovunque vivano nell'Unione.

La Commissione europea garantisce che i diritti derivanti dalla cittadinanza dell'UE siano una realtà per i cittadini. Dal 2010 riferisce ogni tre anni sulle principali iniziative adottate per promuovere e rafforzare la cittadinanza europea. Le relazioni si basano sul feedback dei cittadini, sulle petizioni presentate e sui dialoghi diretti tra i Commissari e i cittadini. Nel 2015 la Commissione ha organizzato una consultazione pubblica e due sondaggi, incentrati sulla cittadinanza dell'UE e sui diritti elettorali, i cui risultati sono stati tenuti in considerazione nella relazione 2017 sulla cittadinanza dell'Unione.

Per maggiori informazioni

IP/17/118

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 23 gennaio 2017. La Commissione europea sta ulteriormente mobilitando gli strumenti a sua disposizione per offrire assistenza alle comunità agricole recentemente colpite dal terremoto aumentando la flessibilità nell'attuazione di diverse misure con effetto finanziario immediato.

Il Commissario per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, Phil Hogan, ha dichiarato: "In linea con quanto promesso dal Presidente Juncker, tutte queste misure sono destinate a dare una risposta concreta alle aree che sono state devastate da questi drammatici eventi e a dimostrare solidarietà alle persone colpite, con la consapevolezza che nessuna di esse può aspirare a compensare la perdita di vite umane e le perdite materiali subite da così tante persone."

Nelle regioni colpite, le autorità italiane potranno integrare la quota dei 21 milioni di euro di fondi UE ricevuti a luglio 2016 stanziata per le regioni colpite dal sisma con fondi nazionali fino al 200%, triplicando così il sostegno finanziario disponibile.

La Commissione aumenterà dall'85 al 100% la percentuale di pagamenti anticipati per alcune misure di sviluppo rurale. Per ridurre la pressione sulle amministrazioni locali, questa possibilità sarà accompagnata dal rinvio da marzo a giugno 2017 del termine per la presentazione delle relazioni sui controlli relativi ad alcune misure di sviluppo rurale.

Inoltre, la Commissione accoglierà la richiesta dell'Italia di aumentare i settori per i quali ha già autorizzato i pagamenti anticipati per alcuni regimi di pagamento diretto e ha acconsentito ad anticipare il pagamento di alcune misure di sviluppo rurale.

La politica di sviluppo rurale dell'UE può finanziare il ripristino del potenziale agricolo e forestale danneggiato dal recente terremoto. La riassegnazione di fondi finalizzata a rafforzare le misure già disponibili può essere adottata rapidamente. La Commissione prevede che le regioni interessate presentino proposte di modifica dei loro programmi ed è pronta a contribuire.

Le misure di sostegno sono state presentate nel corso di una riunione tenutasi oggi a Bruxelles, a margine del Consiglio "Agricoltura", tra il Commissario Hogan e Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Nel corso di un dibattito ad ampio raggio, il Commissario Hogan ha espresso le sue più sentite condoglianze per le perdite e per la situazione difficile delle popolazioni dell'Italia centrale colpite dalle recenti scosse di terremoto, che hanno provocato danni ingenti alle comunità agricole nelle Marche, in Abruzzo, nel Lazio e in Umbria.

Contesto

Nell'ambito della misura di ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato dall'evento catastrofico e di esecuzione di adeguati interventi di prevenzione, già prevista nei programmi pertinenti, le autorità italiane possono anche finanziare alloggi temporanei per il bestiame o altri investimenti opportuni finalizzati a preservare il potenziale di produzione.

Gli aiuti allo sviluppo rurale sono a disposizione per gli investimenti connessi ai servizi di base e alla ricostruzione dei paesi nelle zone rurali colpite dal terremoto.

Le autorità italiane hanno già annunciato che utilizzeranno parte dell'importo ricevuto nell'ambito del pacchetto di aiuti di luglio come sostegno una tantum per capo di bestiame (bovini, ovini/caprini, suini), quale reddito per superare l'anno interessato dalla catastrofe naturale, che sarà pagato esclusivamente nei comuni colpiti dal sisma (cofinanziamento UE/Stato membro).

IP/17/128

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 19 gennaio 2017. È con grande tristezza che ho appreso stamane che molte persone hanno perso la vita in seguito alle ultime scosse di terremoto in Italia e che la situazione è resa ancor più difficile da condizioni meteo avverse nelle aree colpite.

Desidero esprimere le mie più sentite condoglianze alle famiglie e agli amici di chi ha perduto persone care.

Voglio inoltre lodare i primi soccorritori che stanno lavorando senza sosta sul luogo della tragedia.

A nome di tutta la Commissione europea ribadisco la nostra solidarietà al popolo italiano e alle autorità del paese. Faremo tutto il possibile per offrire il nostro aiuto in questo momento difficile.

L'UE non lascerà sola l'Italia a fronteggiare questa tragedia ed è pronta a mobilitare tutti gli strumenti a sua disposizione.

Ho chiesto al Commissario responsabile per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, di tenersi in contatto permanente con le autorità italiane per attivare prontamente l'eventuale supporto richiesto.

Un terremoto in Italia è un terremoto nel cuore dell'Europa. In questo momento siamo tutti vicini all'Italia.

STATEMENT/17/106

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 19 gennaio 2017. Vi è mai capitato di prenotare un'automobile online salvo poi scoprire di dover pagare di più una volta arrivati all'autonoleggio?

Vi è mai capitato di prenotare un'automobile online salvo poi scoprire di dover pagare di più una volta arrivati all'autonoleggio? È quanto è successo l'anno scorso a 2 000 consumatori in Europa che hanno segnalato questi problemi ai centri europei dei consumatori, centri che aiutano i consumatori quando viaggiano o fanno acquisti transfrontalieri.

A seguito del forte aumento del numero di denunce per problemi nel settore del noleggio auto, la Commissione europea e le autorità nazionali di tutela dei consumatori hanno avviato una collaborazione con le cinque maggiori società di autonoleggio per affrontare tali questioni.

Oggi le autorità hanno deciso di concludere questa fase della cooperazione esecutiva. Sono soddisfatte dei cambiamenti apportati dalle cinque maggiori società del settore - Avis, Europcar, Enterprise, Hertz e Sixt - alle loro pratiche commerciali, che sono ora conformi alle norme dell'UE in materia di tutela dei consumatori. L'associazione europea di categoria Leaseurope, che ha contribuito all'avvio dell'iniziativa dal lato del settore, sta inoltre sviluppando ulteriormente le sue linee guida per l'intero settore dell'autonoleggio.

Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "Oggi è un grande giorno per i consumatori europei. Abbiamo lavorato intensamente con le società di autonoleggio per garantire che in tutta l'UE i cittadini siano trattati equamente quando noleggiano un'auto, indipendentemente da dove la noleggiano. Ringrazio le autorità nazionali preposte alla tutela dei consumatori per l'eccellente lavoro svolto e le società di autonoleggio per la loro collaborazione. I consumatori di tutta Europa possono ora godere dei propri diritti ed essere meglio protetti."

Grazie a questo dialogo con le autorità nazionali di tutela dei consumatori, favorito dalla Commissione europea e guidato dall'autorità britannica garante della concorrenza e dei mercati, i consumatori potranno beneficiare delle seguenti condizioni:

·     Costo totale della prenotazione che comprende tutti gli oneri inevitabili. Per esempio, se in alcuni paesi gli pneumatici invernali sono obbligatori per legge, questi verranno inclusi nel prezzo annunciato.

·      Descrizione chiara e semplice dei servizi di noleggio principali. Ai consumatori saranno fornite informazioni chiare sulle principali caratteristiche del noleggio (chilometraggio incluso, politica in materia di carburante, politica di cancellazione, obblighi di deposito cauzionale ecc.).

·      Chiarezza delle informazioni sull'assicurazione complementare. Ai consumatori saranno comunicati il prezzo e i dettagli delle assicurazioni aggiuntive facoltative, in particolare le clausole che riducono la franchigia da pagare in caso di danni. Deve essere chiaramente indicato cosa è coperto dal prezzo di noleggio di base e dalle eventuali assicurazioni aggiuntive prima che il consumatore acquisti tali prodotti.

·     Politiche trasparenti in materia di carburante. Ai consumatori verrà sempre data la possibilità di ritirare l'auto con il serbatoio pieno e di restituirla nella stessa condizione.

Per quanto riguarda i danni:

·     Procedura di ispezione dei veicoli chiara. Ai consumatori saranno fornite le ragioni e le prove di eventuali danni prima che venga incassato il pagamento.

·     Procedure di trattamento dei danni eque. Ai consumatori è data la possibilità di contestare qualsiasi danno prima che venga incassato il pagamento.

Prossime tappe

La Commissione europea e le autorità nazionali di tutela dei consumatori continueranno a monitorare da vicino il mercato del noleggio auto e la Commissione si concentrerà in modo particolare sulle pratiche di altri operatori del mercato, come gli intermediari e le altre società di autonoleggio. Tutti i soggetti dovrebbero offrire lo stesso livello di trasparenza relativamente ai servizi e ai costi.

Contesto

La Commissione, le autorità europee di tutela dei consumatori e le cinque maggiori società di autonoleggio, che rappresentano due terzi di tutti i noleggi auto privati nell'UE, hanno avviato un dialogo nel 2014 dopo che i centri europei dei consumatori avevano ricevuto un gran numero di denunce da parte di turisti in tutta l'UE (cfr. IP/15/5334). Le cinque maggiori società di autonoleggio - Avis, Europcar, Enterprise, Hertz e Sixt - hanno ora cambiato e migliorato le loro pratiche commerciali, le clausole contrattuali e le politiche interne nell'ambito di detto dialogo e l'attuazione delle modifiche è stata completata.

Il numero di denunce riguardanti il settore dell'autonoleggio è raddoppiato tra il 2010 e il 2016, mentre il numero complessivo di reclami ricevuti dai centri europei di tutela dei consumatori è aumentato soltanto di due terzi. Vi sono stati circa 1 050 casi nel 2012, 1 750 nel 2014 e oltre 2 000 nel 2016. Questa comprovata diffusione di pratiche problematiche nel settore del noleggio auto osservata dai centri europei dei consumatori ha indotto la Commissione europea a chiedere alle autorità nazionali responsabili dell'applicazione della normativa, sotto la guida dell'autorità britannica garante della concorrenza e dei mercati, di agire congiuntamente a livello dell'UE per esigere dal settore dei noleggi auto un maggiore impegno per rispettare la normativa UE in materia di protezione dei consumatori.

Il regolamento UE sulla cooperazione per la tutela dei consumatori riunisce le autorità nazionali di tutela dei consumatori in una rete paneuropea di applicazione della normativa attraverso la quale l'autorità nazionale di un paese UE può rivolgersi ai suoi omologhi in altri Stati membri per coordinare la risposta ai problemi diffusi dei consumatori. La Commissione europea agevola tale lavoro.

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Peter aveva noleggiato da Colonia un'auto per le vacanze a Nizza con la famiglia. Tuttavia guidando è passato sopra un sasso e, al suo ritorno, ha informato la società di autonoleggio dell'accaduto. Non sono stati riscontrati evidenti danni all'autovettura. Peter credeva che fosse finita lì, ma ben presto ha scoperto che gli erano stati addebitati oltre 600 EUR sulla sua carta di credito e ha subito protestato. La società di noleggio auto ha però insistito sul fatto che Peter fosse tenuto a pagare, senza spiegare che il servizio di noleggio base di cui aveva usufruito non copriva i danni alla parte sotto dell'automobile, come scritto in piccolo da qualche parte. Peter si è rivolto al centro europeo dei consumatori in Germania.

Ora le cinque maggiori società di noleggio auto sono tenute a informare chiaramente i consumatori in merito a ciò che è coperto dal servizio di noleggio auto base, in particolare circa i danni che non sarebbero coperti o che sarebbero soggetti a una franchigia. Inoltre, la società di autonoleggio dovrebbe presentare a Peter la fattura effettiva per la riparazione o una valutazione equa del costo della riparazione prima di potergli addebitare tali costi.

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Per ulteriori informazioni

Trova un centro europeo dei consumatori nel tuo paese

Relazione per il 10° anniversario del Centro europeo dei consumatori

Politica dell'UE in materia di tutela dei consumatori - Applicazione della normativa

IP/17/86

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Roma, 12 gennaio 2017. In data odierna si sono incontrati il Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos e il Ministro dell'Interno italiano, Marco Minniti, per discutere le sfide comuni della migrazione e della sicurezza. Al termine, hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

"L'Unione europea e l'Italia si trovano a dover affrontare sfide comuni in materia di immigrazione e di sicurezza, che richiedono soluzioni europee comuni. Durante il dibattito sulla migrazione, è stato riconfermato di proseguire l'impegno e di trovare soluzioni per porre fine alle morti nel Mediterraneo, continuando al contempo a garantire la protezione a coloro che ne hanno bisogno. Il Commissario Avramopoulos e il Ministro Minniti hanno avuto uno scambio di opinioni sui prossimi passi da intraprendere al fine di approfondire la cooperazione con i Paesi terzi chiave, soprattutto in Africa e in particolare per quanto riguarda le riammissioni ed i rimpatri, nel contesto del Quadro di Partenariato e in seguito alla visita del Ministro Minniti in Libia e in Tunisia. Il Commissario Avramopoulos ha espresso il suo sostegno al rinnovato impegno dell'Italia volto a migliorare e velocizzare i rimpatri di coloro che non hanno il diritto di restare sul territorio.

Il Commissario ha apprezzato il ruolo dell'Italia nel rafforzare la cooperazione con Paesi chiave dell'altra sponda del Mediterraneo con l'obiettivo di stroncare la rete dei trafficanti di esseri umani. La Commissione è pronta a sostenere ulteriormente l'Italia in questo impegno sul piano politico, finanziario ed operativo e conta sull'Italia affinché possa proseguire la sua azione, anche a livello UE, per attuare il principio di equa condivisione di solidarietà e responsabilità, compresi gli impegni assunti dagli Stati membri in materia di ricollocazione.

Per quanto riguarda la sicurezza, la discussione si è incentrata principalmente sul rafforzamento della cooperazione nei settori del contrasto al terrorismo, dello scambio di informazioni, della radicalizzazione e della sicurezza informatica. L'Italia si è impegnata a lavorare con i partner europei per realizzare un'autentica ed efficace Unione della Sicurezza, e la Commissione, insieme con Europol, continuerà a sostenere l'Italia e gli Stati membri per dare piena attuazione a tutti gli strumenti giuridici e operativi nella lotta contro il terrorismo".

STATEMENT/17/56

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 10 gennaio 2017. La Commissione propone nuovi atti legislativi per tutelare maggiormente la riservatezza nelle comunicazioni elettroniche e allo stesso tempo schiudere nuove opportunità commerciali.

Le misure presentate oggi sono volte ad aggiornare le norme attuali, estendendone il campo di applicazione a tutti i fornitori di comunicazioni elettroniche. Mirano inoltre a creare nuove possibilità per trattare i dati relativi alle comunicazioni e rafforzare la fiducia e la sicurezza nel mercato unico digitale, il che costituisce uno degli obiettivi principali della strategia per il mercato unico digitale. Allo stesso tempo, la proposta allinea le norme sulle comunicazioni elettroniche alle nuove norme tecniche di altissimo livello del regolamento generale dell'UE sulla protezione dei dati. La Commissione propone inoltre nuove norme per fare in modo che il trattamento dei dati personali ad opera delle istituzioni e degli organismi dell'UE garantisca lo stesso livello di tutela della riservatezza previsto negli Stati membri a norma del regolamento generale sulla protezione dei dati, e definisce un approccio strategico alle questioni concernenti i trasferimenti internazionali dei dati personali.

Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: "Grazie alle nostre proposte, che completeranno il quadro dell'UE in materia di protezione dei dati, la riservatezza delle comunicazioni elettroniche sarà protetta da norme aggiornate ed efficaci e le istituzioni europee applicheranno gli stessi standard elevati che ci aspettiamo dagli Stati membri."

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "Le nostre proposte creeranno la fiducia nel mercato unico digitale che la gente si aspetta. Il mio intento è garantire la riservatezza delle comunicazioni elettroniche e la tutela della vita privata. Il nostro progetto di regolamento sull'ePrivacy permetterà di trovare il giusto equilibrio tra elevata protezione dei consumatori e possibilità di innovazione per le imprese."

Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha affermato: "La legislazione europea in materia di protezione dei dati adottata l'anno scorso fissa standard elevati a vantaggio sia dei cittadini sia delle imprese dell'UE. Oggi la Commissione presenta anche la sua strategia per agevolare gli scambi internazionali di dati nell'economia digitale globale e promuovere in tutto il mondo standard elevati di protezione dei dati."

Maggiore protezione online e nuove opportunità per le imprese

Il regolamento sulla riservatezza e le comunicazioni elettroniche proposto dalla Commissione garantirà una maggiore tutela della vita privata delle persone e schiuderà nuove opportunità commerciali.

·     Nuovi attori: il 92% degli europei ritiene importante mantenere la riservatezza delle e-mail e dei messaggi online. Tuttavia, la vigente direttiva ePrivacy si applica unicamente agli operatori di telecomunicazioni tradizionali. Le norme in materia di riservatezza si applicheranno d'ora in poi anche ai nuovi operatori che forniscono servizi di comunicazione elettronica - ad esempio WhatsApp, Facebook Messenger, Skype, Gmail, iMessage, Viber.

·     Norme più stringenti: aggiornando la direttiva vigente con un regolamento direttamente applicabile, tutti i cittadini e le imprese nell'UE potranno godere dello stesso livello di protezione delle comunicazioni elettroniche.Anche le imprese trarranno vantaggi da un unico corpus di norme applicabili in tutta l'UE.

·    Contenuto delle comunicazioni e metadati: la riservatezza sarà garantita sia per i contenuti sia per i metadati delle comunicazioni elettroniche (ad esempio, l'ora della chiamata e il luogo). Entrambi hanno una forte componente di riservatezza e, secondo le norme proposte, dovranno essere anonimizzati o eliminati in caso di mancato consenso degli utenti, a meno che non siano necessari, ad esempio per la fatturazione.

·     Nuove opportunità commerciali: una volta ottenuto il consenso al trattamento dei dati relativi alle comunicazioni (contenuti e/o metadati), gli operatori di telecomunicazioni tradizionali avranno maggiori opportunità di utilizzare i dati e fornire servizi aggiuntivi. Ad esempio, potranno produrre mappe di calore per indicare la presenza di persone di cui potranno avvalersi le autorità pubbliche e le imprese di trasporto nello sviluppo di nuovi progetti di infrastrutture.

·     Norme più semplici sui cookie: è prevista la semplificazione della cosiddetta "disposizione sui cookie", che ha dato luogo a un numero eccessivo di richieste di consenso per gli utenti di internet. Le nuove norme permetteranno agli utenti di avere un maggiore controllo sulle impostazioni, consentendo di accettare o rifiutare facilmente il monitoraggio dei cookie e di altri identificatori in caso di rischi per la riservatezza. La proposta chiarisce che il consenso non è necessario per i cookie non intrusivi che migliorano l'esperienza degli utenti (ad esempio, quelli che permettono di ricordare la cronologia del carrello degli acquisti). Il consenso non sarà più necessario per i cookie che contano il numero di utenti che visitano un sito web.

·    Protezione contro lo spamming: la proposta odierna vieta le comunicazioni elettroniche indesiderate, indipendentemente dal mezzo utilizzato, ad esempio email, SMS e, in linea di principio, anche chiamate telefoniche se gli utenti non hanno dato il consenso. Gli Stati membri possono optare per una soluzione che conferisca ai consumatori il diritto di opporsi alla ricezione delle telefonate a scopo commerciale, per esempio mediante la registrazione del loro numero in un elenco di nominativi da non chiamare. Gli autori delle telefonate a scopo commerciale dovranno mostrare il proprio numero telefonico o utilizzare un prefisso speciale che indichi la natura della chiamata.

·    Applicazione più efficace delle norme: la responsabilità di garantire il rispetto delle norme in materia di riservatezza previste dal regolamento spetterà alle autorità nazionali per la protezione dei dati.

Norme in materia di protezione dei dati per le istituzioni e gli organismi dell'UE

Il regolamento proposto sulla protezione dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi europei mira ad allineare le norme vigenti, che risalgono al 2001, alle nuove norme più stringenti fissate nel regolamento generale del 2016 sulla protezione dei dati. Tutti coloro i cui dati personali sono gestiti dalle istituzioni o dalle agenzie dell'Unione europea potranno beneficiare di standard di protezione più elevati.

Protezione internazionale dei dati

La comunicazione proposta definisce un approccio strategico ai trasferimenti internazionali di dati personali che agevolerà gli scambi commerciali e promuoverà una migliore cooperazione fra le autorità di contrasto, assicurando nel contempo un livello elevato di protezione dei dati. La Commissione si impegnerà attivamente in discussioni con i principali partner commerciali dell'Asia orientale e del Sudest asiatico, iniziando dal Giappone e dalla Corea nel 2017, ma anche con i paesi interessati dell'America latina e i paesi inseriti nella politica europea di vicinato, per giungere a "decisioni di adeguatezza" (che consentono il libero flusso dei dati personali verso paesi con norme in materia di protezione dei dati "sostanzialmente equivalenti" a quelle dell'UE).

La Commissione intende inoltre avvalersi appieno dei meccanismi alternativi previsti dalle nuove norme UE sulla protezione dei dati (regolamento generale sulla protezione dei dati e direttiva sulla protezione dei dati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia) al fine di agevolare lo scambio di dati personali con i paesi terzi con i quali non sia possibile giungere a decisioni di adeguatezza.

La comunicazione ribadisce inoltre che la Commissione intende continuare a promuovere lo sviluppo di standard elevati di protezione dei dati sul piano internazionale, a livello sia bilaterale che multilaterale.

Prossime tappe

Con la presentazione delle proposte odierne la Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a lavorare in tempi rapidi e a garantire un processo agevole per l'adozione entro il 25 maggio 2018, data di applicazione del regolamento generale sulla protezione dei dati. L'intento è quello di offrire entro tale data a cittadini e imprese un quadro giuridico pieno e completo in materia di tutela della vita privata e protezione dei dati in Europa.

Insieme alle proposte odierne la Commissione ha presentato una comunicazione per dare slancio all'economia dei dati. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

Per ulteriori informazioni

·         Norme più severe in materia di tutela della vita privata per le comunicazioni elettroniche – Domande e risposte

·         Regolamento sulla vita privata e le comunicazioni elettroniche

·         Regolamento sulle norme in materia di protezione dei dati applicabili alle istituzioni dell'UE

·         Comunicazione sullo scambio e la protezione dei dati personali in un mondo globalizzato

·         Maggiori informazioni sulla ePrivacy

·         #ePrivacy

·         #EUDataP

IP/17/16

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 10 gennaio 2017. La Commissione presenta oggi un equilibrato e ambizioso pacchetto di misure che renderà più facile alle imprese e ai professionisti offrire servizi a una potenziale clientela di 500 milioni di consumatori nell'UE.

Un nuovo impulso al settore dei servizi porterà vantaggi per i consumatori, le persone in cerca di lavoro e le imprese e promuoverà la crescita economica in Europa.

Le proposte odierne, che rientrano nel quadro della tabella di marcia stabilita nella strategia per il mercato unico, tengono fede all'impegno politico del Presidente Juncker di valorizzare appieno le potenzialità del mercato unico e di renderlo un trampolino di lancio per le imprese europee affinché esse possano prosperare nel quadro dell'economia globale. Tale obiettivo è stato confermato dal Consiglio europeo nelle sue conclusioni del dicembre 2015, del giugno 2016 e del dicembre 2016. Le misure proposte sono dirette a facilitare ai prestatori di servizi l'adempimento delle formalità amministrative e ad aiutare gli Stati membri a individuare le prescrizioni eccessivamente onerose od obsolete per i professionisti che operano a livello nazionale o transfrontaliero. La Commissione, anziché procedere alla modifica delle vigenti norme dell'UE nel settore dei servizi, si adopera per assicurare la migliore applicazione di tali norme, essendo assodato che il pieno sfruttamento delle loro potenzialità darebbe un forte impulso all'economia dell'UE.

Jyrki Katainen, Vicepresidente e Commissario responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "Gli ostacoli agli scambi di servizi frenano anche la competitività. Un uso migliore del mercato unico dei servizi aiuterà le imprese europee a creare occupazione e a espandersi al di là delle frontiere, offrendo una più vasta gamma di servizi a prezzi migliori, pur mantenendo elevati gli standard per i consumatori e i lavoratori. Le proposte odierne mirano a semplificare le procedure per i prestatori di servizi transnazionali e a fornire uno strumento nuovo e più moderno per favorire la collaborazione tra gli Stati membri nella regolamentazione dei rispettivi settori dei servizi."

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha affermato: "I servizi rappresentano i due terzi dell'economia dell'UE e creano il 90% dei nuovi posti di lavoro, ma il mercato unico - questo bene prezioso che troppo spesso è dato per scontato - non funziona in modo adeguato per i servizi. Ciò significa non sfruttare potenzialità enormi di crescita e di occupazione. Oggi viene dato nuovo impulso al settore dei servizi per fare dell'Europa un polo mondiale per la fornitura, l'acquisto e lo sviluppo di nuovi servizi."

Le quattro iniziative concrete adottate oggi dalla Commissione sono le seguenti:

·         Una nuova e-card europea dei servizi - Una procedura elettronica semplificata renderà più facile per i prestatori di servizi alle imprese (ad esempio, imprese di ingegneria, consulenti informatici, organizzatori di fiere) e di servizi di costruzione espletare le formalità amministrative necessarie per fornire servizi all'estero. I prestatori di servizi potranno rivolgersi - nella propria lingua - a un interlocutore unico nel proprio paese, il quale dopo aver verificato i dati necessari li trasmetterà allo Stato membro ospitante. Come già avviene, solo quest'ultimo ha il potere di applicare le disposizioni regolamentari nazionali e di decidere se il richiedente può offrire servizi sul suo territorio. L'e-card non pregiudica gli attuali obblighi dei datori di lavoro né i diritti dei lavoratori.

·         Valutazione della proporzionalità delle norme nazionali sui servizi professionali - Circa 50 milioni di persone - il 22% della forza lavoro in Europa - esercitano professioni il cui accesso è riservato ai possessori di qualifiche specifiche o ai detentori di un titolo professionale specifico (ad esempio, farmacista o architetto). Nel caso di diverse professioni, ad esempio quelle connesse alla salute e alla sicurezza, la regolamentazione è spesso giustificata. In molti casi tuttavia norme obsolete ed eccessivamente gravose possono complicare inutilmente l'accesso a tali professioni per i candidati qualificati. Ciò va scapito anche dei consumatori. L'UE non regolamenta né deregolamenta le professioni: tale competenza è esclusiva degli Stati membri. Tuttavia, ai sensi del diritto dell'UE, uno Stato membro deve stabilire se nuove prescrizioni nazionali per le professioni siano necessarie ed equilibrate. Al fine di garantire un approccio coerente e uniforme, la Commissione propone di razionalizzare e di chiarire il modo in cui gli Stati membri sono tenuti a sottoporre a un esame di proporzionalità globale e trasparente le norme nazionali sui servizi professionali prima di adottarle o di modificarle.

·         Orientamenti per le riforme nazionali in materia di regolamentazione delle professioni - Dall'esercizio di valutazione reciproca condotto dagli Stati membri tra il 2014 e il 2016 è emerso che quei paesi che hanno aperto i rispettivi mercati dei servizi (ad esempio l'Italia, la Polonia, il Portogallo e la Spagna) beneficiano ora di una scelta più ampia di servizi a prezzi migliori, pur mantenendo elevati gli standard per i consumatori e i lavoratori. La Commissione offre oggi orientamenti sulle esigenze nazionali di riforma della regolamentazione dei servizi professionali con elevate potenzialità di crescita e di occupazione: servizi professionali di architetti, ingegneri, avvocati, contabili, esperti in brevetti, agenti immobiliari e guide turistiche. Gli Stati membri sono invitati a valutare se le prescrizioni per l'esercizio della professione rispondono agli obiettivi nazionali di politica pubblica perseguiti. Gli orientamenti integrano le valutazioni del semestre europeo, esaminando in maniera specifica le prescrizioni applicabili a tali professioni.

·         Migliore notifica dei progetti di norme nazionali sui servizi - In base al diritto dell'UE, gli Stati membri sono già tenuti a notificare alla Commissione i progetti di norme nazionali sui servizi, consentendo così ad essa e agli altri Stati membri di esprimersi fin dalle prime fasi del processo in merito a eventuali incongruenze con la legislazione dell'UE. Oggi la Commissione propone di perfezionare questo meccanismo al fine di rendere il processo più rapido, efficace e trasparente.

Contesto

Sebbene i servizi rappresentino i due terzi dell'economia dell'UE e creino il 90% circa dei nuovi posti di lavoro, tale settore non sfrutta appieno le sue potenzialità. La crescita della produttività in tale settore è bassa e il resto del mondo sta guadagnando terreno. Gli ostacoli esistenti impediscono la creazione e l'espansione delle imprese e si traducono per i consumatori in prezzi più elevati e in una scelta limitata. Inoltre le prestazioni del settore manifatturiero sono sempre più legate alla competitività dei servizi. Gli ostacoli agli scambi di servizi nel mercato unico costituiscono pertanto un freno alla competitività dell'industria manifatturiera dell'UE. Per riuscire a invertire la tendenza, creare nuovi posti di lavoro e promuovere la crescita, gli Stati membri devono stimolare l'espansione dell'economia dei servizi e sfruttare meglio le potenzialità del mercato unico dei servizi.

Per ulteriori informazioni

Domande più frequenti - MEMO/17/11

Proposta di una e-card dei servizi

Proposta di una procedura di notifica nel settore dei servizi

Proposta di un esame di proporzionalità

Orientamenti sulle raccomandazioni di riforma per la regolamentazione dei servizi professionali

Factsheet

IP/17/23

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 10 gennaio 2017. Oggi la Commissione europea ha proposto soluzioni politiche e giuridiche per realizzare un'economia dei dati a livello di UE, nell'ambito della strategia per il mercato unico digitale presentata nel maggio 2015.

La Commissione affronta la questione perché l'UE non sta sfruttando in modo ottimale il suo potenziale in termini di dati. Per ovviare a questo è necessario rimuovere le restrizioni ingiustificate alla libera circolazione transfrontaliera dei dati eliminando inoltre diverse incertezze giuridiche. La comunicazione presentata oggi propone soluzioni politiche e giuridiche per realizzare l'economia europea dei dati. La Commissione ha inoltre avviato due consultazioni pubbliche e un dibattito con gli Stati membri e le parti interessate per definire le prossime fasi.

Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "I dati dovrebbero poter circolare liberamente da un luogo all'altro, al di là delle frontiere e all'interno di uno spazio di dati unico. In Europa, l'accesso ai dati e il loro flusso sono spesso ostacolati dalle norme sulla localizzazione o da altre barriere tecniche e giuridiche. I dati devono essere usati se vogliamo che la nostra economia dei dati produca crescita e occupazione. L'uso dei dati richiede tuttavia la loro disponibilità e analisi. Dobbiamo adottare un approccio coordinato e paneuropeo per sfruttare al massimo le opportunità offerte dai dati, sulla base di solide norme UE atte a tutelare i dati personali e la privacy."

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: "I dati sono il motore della nuova economia. Per garantire il successo dell'Europa nella nuova era dell'economia industriale, abbiamo bisogno di un flusso di dati solido e prevedibile all'interno del mercato unico. L'esistenza di norme chiare sull'accesso ai dati, sulla sicurezza e sulla responsabilità è fondamentale per consentire alle imprese, alle PMI e alle start-up europee di sfruttare appieno il potenziale di crescita dell'internet delle cose. Invece di innalzare frontiere digitali dovremmo impegnarci per costruire un'economia europea dei dati che sia pienamente integrata e concorrenziale nell'economia mondiale dei dati." 

Nella comunicazione la Commissione propone inoltre agli Stati membri interessati di partecipare a progetti transfrontalieri che analizzino le questioni emergenti relative ai dati in condizioni reali. In alcuni Stati membri sono in corso progetti sulla mobilità cooperativa, connessa e automatizzata, che consente ai veicoli di collegarsi sia con altri veicoli che con le infrastrutture stradali. Partendo da questi progetti, la Commissione intende verificare le implicazioni normative dell'accesso ai dati e della responsabilità in questo campo.

L'economia dei dati a livello di UE è stata stimata in 272 miliardi di EUR nel 2015 (crescita annuale del 5,6%) e potrebbe dare lavoro a 7,4 milioni di persone entro il 2020. I dati possono essere utilizzati per migliorare quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana, dall'analisi aziendale alle previsioni del tempo, dai progressi della medicina che permettono di prestare cure personalizzate a una maggiore sicurezza stradale e alla riduzione degli ingorghi. Per questa ragione la comunicazione della Commissione pone l'accento sul ruolo della libera circolazione dei dati nell'UE.

Gli studi evidenziano inoltre numerose restrizioni di carattere giuridico o amministrativo, principalmente sotto forma di obblighi di localizzazione nazionale dei dati a livello nazionale che vincolano l'intero mercato UE dei dati. L'abolizione di queste restrizioni potrebbe generare 8 miliardi di EUR all'anno in termini di PIL (studio).

Tutte queste iniziative si basano su solide norme volte a tutelare i dati personali (il regolamento generale sulla protezione dei dati adottato l'anno scorso) e a garantire la riservatezza delle comunicazioni elettroniche (si veda la proposta odierna sulla ePrivacy), perché la fiducia è la base su cui deve poggiare l'economia dei dati.

Il regolamento generale sulla protezione dei dati disciplina integralmente il trattamento dei dati personali nell'UE, compresi i dati industriali o quelli generati automaticamente che identificano o rendono identificabili le persone fisiche. Stabilendo standard elevati e uniformi in materia di protezione dei dati, il regolamento assicura la libera circolazione dei dati personali nell'UE. Le sue disposizioni, tuttavia, non si applicano né ai dati non personali industriali o generati automaticamente né agli ostacoli alla circolazione dei dati personali derivanti da motivi diversi dalla protezione di questi dati, ad esempio in materia di fiscalità o di norme contabili.

Per sfruttare al massimo i dati a vantaggio dell'economia europea, la Commissione intende:

·     avviare dialoghi strutturati con gli Stati membri e le parti interessate per discutere sulla proporzionalità delle restrizioni alla localizzazione dei dati, puntando anche a raccogliere ulteriori elementi concreti sulla natura di queste restrizioni e sul loro impatto sulle imprese, in particolare le PMI e le start-up, e le organizzazioni del settore pubblico;

·     adottare, se necessario e opportuno, misure di esecuzione e, all'occorrenza, intraprendere ulteriori iniziative per ovviare alle restrizioni ingiustificate o sproporzionate in materia di localizzazione dei dati.

La Commissione ha inoltre esaminato le incertezze giuridiche derivanti dalle questioni emergenti all'interno dell'economia dei dati e sta valutando le possibili risposte politiche e giuridiche sui seguenti aspetti:

·    Accesso e trasferimento dei dati un ampio uso dei dati automatici non personali potrebbe dar vita nell'UE a grandi innovazioni, start-up e nuovi modelli aziendali all'avanguardia a livello mondiale.

·     Responsabilità per i prodotti e i servizi basati sui dati. Le norme vigenti dell'UE in materia di responsabilità non sono adatte agli attuali prodotti e servizi basati sui dati.

·     Portabilità dei dati. Nel contesto attuale può essere difficile garantire la portabilità dei dati non personali, ad esempio quando un'impresa intende trasferire notevoli quantitativi di dati aziendali da un fornitore di servizi cloud a un altro.

Contesto

Le iniziative odierne contribuiranno a eliminare gli ostacoli che ancora restano all'interno del mercato unico, come auspicato dal Consiglio europeo del dicembre 2016 (conclusioni). Con il sostegno del Parlamento europeo e degli Stati membri, il mercato unico digitale dovrebbe essere completato prima possibile. Le iniziative odierne contribuiranno a definire la futura agenda politica sull'economia europea dei dati. Dei risultati della consultazione sulla costruzione dell'economia europea dei dati, che si concluderà il 26 aprile 2017, si terrà conto per definire, nei mesi successivi, una possibile iniziativa futura della Commissione sull'economia europea dei dati. La consultazione sulla valutazione della direttiva relativa alla responsabilità per danno da prodotti difettosi si concluderà il 26 aprile 2017. I soggetti interessati sono i produttori, i rilevatori e gli utilizzatori potenziali e effettivi dei dati non personali, in particolare i dati grezzi generati automaticamente o da sensori. Si tratta di imprese di tutte le dimensioni, produttori e utilizzatori di dispositivi connessi, gestori e utilizzatori di piattaforme online, intermediari di dati, autorità pubbliche, organizzazioni non governative, organizzazioni di ricerca e consumatori.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa: Costruire l'economia europea dei dati - Domande frequenti

Comunicazione "Costruire l'economia europea dei dati"

Pagina della consultazione pubblica

#dataeconomy

IP/17/5

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), Artigiancredito Toscano (ACT) e cinque enti garanti ("confidi"), hanno firmato un accordo quadro in Italia nel contesto del programma COSME della Commissione europea. Tale transazione beneficia del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), che rappresenta il fulcro del Piano di investimenti per l'Europa.

Grazie al supporto finanziario della Commissione europea, il FEI fornisce una controgaranzia che consente all'ACT di concedere, insieme ai cinque "confidi", 360 milioni di Euro in garanzie a piccole e  medie imprese (PMI) dell'Italia settentrionale e centrale nei prossimi tre anni. Si prevede che in tal modo oltre 10.000 PMI italiane avranno accesso a finanziamenti che altrimenti non sarebbero stati per esse disponibili.

Le parti firmatarie dell'accordo sono, oltre all'ACT come entità di coordinamento, i seguenti "confidi": Italia Comfidi Scrl (IC), FidiToscana Spa (FT), Neafidi SC (NF), Cooperfidi Italia SC (CI) e Artigianfidi Vicenza SC (AV).

Il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "le PMI italiane stanno già traendo vantaggio dalle opportunità offerte dal FEIS. Possiamo affermare con orgoglio che, grazie all’accordo odierno, i benefici saranno moltiplicati per 10.000 grazie alle nuove soluzioni finanziarie,

Nel commentare la firma del contratto, l'Amministratore unico del FEI Pier Luigi Gilibert ha affermato: "Grazie a questo accordo quadro, il FEI e i sei "confidi" partecipanti  potranno erogare finanziamenti a oltre 10.000 PMI dell'Italia settentrionale e centrale. Con il sostegno del FEI, ciascuno dei "confidi" potrà aumentare il volume delle proprie garanzie.  Ciò consentirà alle PMI attualmente tagliate fuori dai finanziamenti tradizionali di accedere a garanzie supplementari."

ACT ha commentato: "Questo accordo quadro è esattamente ciò a cui puntavamo.  Consentirà infatti a molte delle nostre PMI associate in Toscana di migliorare il proprio accesso ai servizi finanziari delle banche attraverso le garanzie fornite dal FEI.  Con il FEI condividiamo gli stessi obiettivi e lavoriamo insieme per il consolidamento e lo sviluppo del sistema delle piccole imprese nel territorio della Toscana."

Il FEI: informazioni quadro

Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) fa parte del gruppo della Banca europea per gli investimenti. Il FEI elabora e sviluppa strumenti di capitale di rischio e di capitale di crescita, strumenti di garanzia e di microfinanza destinati specificamente a questo segmento di mercato.  In questo ruolo il FEI promuove gli obiettivi dell'UE nei settori dell'innovazione, della ricerca e dello sviluppo, dell'imprenditorialità, della crescita e dell'occupazione. Maggiori informazioni sull'attività del FEI nell'ambito del FEIS sono disponibili a questo link

Il piano di investimenti per l'Europa

Il piano di investimenti per l'Europa mira ad aumentare gli investimenti europei in modo da promuovere la crescita e creare posti di lavoro attraverso un uso più intelligente delle risorse finanziarie sia esistenti sia nuove, la rimozione degli ostacoli agli investimenti, una maggiore visibilità e assistenza tecnica ai progetti di investimento. Il Piano di investimenti sta già producendo risultati. Si prevede che i progetti ed accordi approvati fino ad oggi per il finanziamento a titolo del FEIS mobilitino oltre 164 miliardi di Euro in investimenti complessivi in 28 Stati membri e sostengano oltre 388.000 PMI. La Commissione europea ha proposto, il 14 settembre 2016, di estendere il FEIS, potenziandolo e aumentandone la durata, nonché sfruttando i suoi punti di forza. Per i dati più aggiornati sul FEIS, compresa una disaggregazione per settore e per paese, cliccare qui. La scheda specifica sull'Italia è scaricabile qui. Per ulteriori informazioni, consultare le domande frequenti.

COSME: informazioni quadro

COSME è il programma dell’UE per la competitività delle imprese e le PMI per il periodo 2014 – 2020 e con un bilancio di 2,3 miliardi di EUR. Almeno il 60 % delle risorse del programma sarà destinato ad agevolare l’accesso delle PMI ai finanziamenti in Europa, tramite due strumenti finanziari. Lo strumento di garanzia dei prestiti del programma COSME fornisce garanzie e controgaranzie alle istituzioni finanziarie per aiutarle a erogare nuovi prestiti e finanziamenti tramite leasing alle PMI. Lo strumento prevede anche la cartolarizzazione di portafogli di crediti concessi alle PMI. Attraverso lo Strumento di capitale di rischio per la crescita, il programma COSME fornisce capitale di rischio a fondi di investimento destinati principalmente a piccole e medie imprese che si trovano in fase di espansione e crescita. Il programma COSME si fonda sul successo del programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP), che, tra il 2007 e il 2013 ha contribuito a mobilitare oltre 20 miliardi di EUR di prestiti e 3 miliardi di EUR di capitale di rischio a favore di oltre 384.000 PMI in Europa.

Le imprese possono contattare le istituzioni finanziarie selezionate del loro paese per accedere ai finanziamenti dell'UE: http://www.access2finance.eu/.

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