dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 13 febbraio 2017. Le economie di tutti gli Stati membri dell'UE crescono nel 2016, 2017 e 2018.

Dopo aver dato prova di saper reagire alle sfide globali lo scorso anno, la ripresa economica europea dovrebbe continuare quest'anno e l'anno prossimo: per la prima volta in quasi dieci anni, le economie di tutti gli Stati membri dell'UE dovrebbero crescere per tutto il periodo di previsione (2016, 2017 e 2018). Tuttavia le prospettive sono avvolte da un'incertezza più fitta del solito.

Il PIL reale della zona euro è cresciuto per 15 trimestri consecutivi, l'occupazione aumenta a ritmo sostenuto e la disoccupazione continua a calare, anche se resta al di sopra dei livelli pre-crisi. I consumi privati sono ancora il motore della ripresa e la crescita degli investimenti continua, pur restando modesta.

Le previsioni d'inverno pubblicate oggi dalla Commissione europea indicano per la zona euro una crescita del PIL pari all'1,6% nel 2017 e all'1,8% nel 2018, leggermente rivista al rialzo rispetto alle previsioni d'autunno (1,5% per il 2017 e 1,7% per il 2018) in virtù di risultati migliori del previsto nella seconda metà del 2016 e di un avvio del 2017 piuttosto vigoroso. La crescita del PIL nell'intera UE dovrebbe seguire una tendenza analoga, attestandosi all'1,8% quest'anno e il prossimo anno (a fronte delle previsioni d'autunno che prospettavano l'1,6% nel 2017 e l'1,8% nel 2018).

I rischi che gravano su tali proiezioni sono eccezionalmente ampi e, benché siano aumentati sia i rischi di revisione al rialzo che quelli di revisione al ribasso, il bilancio complessivo punta verso il basso.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale e incaricato della stabilità finanziaria, dei servizi finanziari e dell'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: "La ripresa economica in Europa continua per il quinto anno consecutivo. In tempi di incertezza, è tuttavia importante che le economie europee restino competitive e in grado di adeguarsi al mutare delle circostanze, il che richiede continui sforzi di riforma strutturale. Dobbiamo anche puntare sulla crescita inclusiva, in modo che la ripresa sia percepita da tutti. Con l'inflazione che, partita da livelli bassi, sta salendo, non possiamo sperare che lo stimolo monetario attuale duri per sempre. Pertanto, i paesi con elevati livelli di deficit e di debito devono persistere nello sforzo di ridurli per diventare più resilienti agli shock economici."

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: "L'economia europea si è dimostrata capace di resistere ai numerosi shock che ha subito l'anno scorso. La crescita sta tenendo e la disoccupazione e i disavanzi stanno calando, ma, con un'incertezza a livelli così elevati, è più importante che mai utilizzare tutti gli strumenti offerti dalle politiche di sostegno alla crescita. Soprattutto, però, dobbiamo garantire che i benefici siano percepiti in tutte le regioni della zona euro e in tutti i segmenti della società."

Le previsioni annunciano uno slancio della ripresa mondiale

Le prospettive di crescita per le economie avanzate non appartenenti all'UE sono migliorate negli ultimi mesi, in gran parte grazie alle aspettative di incentivi di bilancio negli Stati Uniti che hanno generato tassi di interesse a lungo termine più alti e un apprezzamento del dollaro statunitense. Anche la crescita nelle economie di mercato emergenti è destinata a consolidarsi fino al 2018, benché in misura diversa a seconda dei paesi e delle regioni. Nel complesso, questo scenario potrebbe rilanciare le esportazioni europee di beni e servizi dopo un 2016 fiacco.

L'inflazione sale

Ultimamente l'inflazione nella zona euro ha ripreso a salire, poiché il calo dei prezzi dell'energia registrato in passato ha recentemente ceduto il passo ad un aumento. Molto bassa negli ultimi due anni, l'inflazione dovrebbe raggiungere valori più alti quest'anno e l'anno prossimo, pur non arrivando ancora all'obiettivo di "livelli inferiori, ma prossimi al 2% a medio termine" che corrisponde alla definizione di stabilità dei prezzi. L'inflazione di fondo, che non tiene conto della volatilità dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari, dovrebbe aumentare solo gradualmente. Nel complesso, l'inflazione nella zona euro dovrebbe crescere, passando dallo 0,2% nel 2016 all'1,7% nel 2017 e all'1,4% nel 2018. Nell'UE l'inflazione dovrebbe salire dallo 0,3% del 2016 all'1,8% nel 2017 e all'1,7% nel 2018.

La domanda interna rimane la spina dorsale della crescita economica

I consumi privati dovrebbero rimanere il principale motore della crescita, sostenuti da un miglioramento duraturo dell'occupazione e da un aumento della crescita nominale dei salari. Tuttavia, con un'inflazione in crescita che limita l'aumento del potere di acquisto delle famiglie quest'anno e l'anno prossimo, si prevede comunque un rallentamento della crescita dei consumi privati.

Gli investimenti continueranno ad aumentare, ma solo moderatamente, sostenuti da una serie di fattori quali costi di finanziamento molto bassi e un potenziamento dell'attività a livello mondiale. I progetti finanziati nell'ambito del piano di investimenti per l'Europa dovrebbero sostenere in maniera crescente gli investimenti pubblici e privati nel passaggio dalla fase di approvazione a quella di attuazione. Nel complesso, si prevede che gli investimenti della zona euro cresceranno del 2,9% quest'anno e del 3,4% nel 2018 (2,9% e 3,1% nell'UE), pari ad un aumento dell'8,2% ad oggi dall'avvio della ripresa all'inizio del 2013. Tuttavia la quota di investimenti in rapporto al PIL resta al di sotto del valore registrato all'inizio del secolo (pari al 20% nel 2016 rispetto al 22% nel periodo 2000-2005). La persistente debolezza degli investimenti mette in dubbio la sostenibilità della ripresa e la crescita potenziale dell'economia.

L'ulteriore aumento dell'occupazione contribuisce a ridurre la disoccupazione

La ripresa economica continua ad avere forti effetti positivi sui mercati del lavoro, a seguito di ampie riforme strutturali in diversi Stati membri. La crescita dell'occupazione dovrebbe rimanere relativamente sostenuta, seppure un po' meno dinamica nel 2017 e nel 2018 rispetto allo scorso anno. Nella zona euro è previsto un ulteriore calo del tasso di disoccupazione, dal 10,0% nel 2016 al 9,6% quest'anno, al 9,1% nel 2018. Per l'UE nel suo insieme, la disoccupazione dovrebbe scendere dall'8,5% del 2016 all'8,1% quest'anno e al 7,8% nel 2018. Pur restando al di sopra dei livelli pre-crisi, questi sono i tassi di disoccupazione più bassi dal 2009.

Riduzione dei disavanzi pubblici e del debito sovrano

Il disavanzo pubblico aggregato della zona euro e il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbero diminuire ulteriormente nel 2017 e nel 2018. Il disavanzo pubblico della zona euro dovrebbe scendere dall'1,7% del PIL dello scorso anno all'1,4% nel 2017 e nel 2018, il che riflette la minore spesa per interessi dovuta a tassi di interesse eccezionalmente bassi, ma anche altri miglioramenti nel mercato del lavoro: aumentano le persone che versano tasse e contributi e diminuiscono quelle che ricevono trasferimenti sociali. Si prevede una graduale riduzione del rapporto debito/PIL dal 91,5% nel 2016 al 90,4% nel 2017, all'89,2% nel 2018.

Espansione delle economie di tutti gli Stati membri

Per la prima volta dal 2008 le previsioni della Commissione prospettano una crescita economica in tutti gli Stati membri dell'UE per tutto il periodo di previsione (2016, 2017, 2018). Anche gli Stati membri più colpiti durante la recessione dovrebbero aver ripreso il cammino della crescita lo scorso anno. L'impatto dell'apprezzamento del dollaro statunitense e tassi d'interesse a lungo termine più alti potrebbero però comportare maggiori differenze tra i tassi di crescita degli Stati membri.

Rischi eccezionali attorno alle previsioni d'inverno

Il grado di incertezza particolarmente elevato che avvolge queste previsioni d'inverno è dovuto alle intenzioni ancora poco chiare della nuova amministrazione statunitense in alcuni settori strategici fondamentali, come pure alle numerose elezioni che si terranno in Europa quest'anno e ai prossimi negoziati con il Regno Unito a norma dell'articolo 50.

La bilancia dei rischi continua a pendere verso il basso, anche se sono aumentati sia i rischi di revisione al rialzo che quelli di revisione al ribasso. A breve termine, gli incentivi di bilancio negli Stati Uniti potrebbero avere un impatto più incisivo sulla crescita rispetto a quello previsto attualmente. A medio termine, i rischi per le prospettive di crescita derivano dagli strascichi delle crisi recenti, dal voto del Regno Unito per uscire dall'Unione europea, da potenziali perturbazioni degli scambi commerciali, da una stretta monetaria negli Stati Uniti che potrebbe avere ricadute negative sulle economie di mercato emergenti e dalle potenziali conseguenze di livelli di debito elevati e in aumento in Cina.

Contesto

Le previsioni si basano su una serie di ipotesi esterne relative ai tassi di cambio, ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime, aggiornate al 1° febbraio 2017. I dati utilizzati rispecchiano le aspettative del mercato desunte dai mercati dei derivati al momento di elaborare le previsioni. Per tutti gli altri dati, comprese le ipotesi relative alle politiche governative, le previsioni tengono conto delle informazioni disponibili fino al 1° febbraio 2017. Le proiezioni includono solo le politiche sufficientemente dettagliate e annunciate in modo credibile e presuppongono politiche invariate.

IP/17/251

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 8 febbraio 2017. Nuovo invito a presentare proposte per combinare il meccanismo per collegare l'Europa con altre fonti di finanziamento fra le quali il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS).

La Commissione europea inaugura un modo nuovo e innovativo per finanziare progetti di infrastrutture di trasporto in Europa. L'invito a presentare proposte mira a combinare sovvenzioni per 1 miliardo di euro (Meccanismo per collegare l'Europa - Trasporti) e finanziamenti erogati da istituti finanziari pubblici, dal settore privato e, per la prima volta, dal Fondo europeo per gli investimenti strategici, il fulcro del piano di investimenti per l'Europa e una priorità assoluta per la Commissione Juncker.

Questa nuova combinazione di fondi contribuirà a raggiungere il duplice obiettivo di rilanciare gli investimenti per finanziare il potenziamento dell'infrastruttura di trasporto in modo innovativo e sostenibile e di agevolare la creazione dei posti di lavoro necessari per realizzare tale infrastruttura. L'invito a presentare proposte contribuisce all'attuazione della strategia della Commissione per una mobilità a basse emissioni nel quadro dell'Unione dell'energia e sostiene gli investimenti nel "trasporto sostenibile" in vista delle prossime iniziative per la mobilità stradale che saranno avviate quest'anno.

Il Vicepresidente della Commissione Maroš Šefčovič, responsabile per l'Unione dell'energia, ha dichiarato: "La mobilità del futuro deve essere pulita, interconnessa e competitiva, e richiede nuove modalità di finanziamento. L'invito a presentare proposte di oggi è un importante primo passo in questa direzione e costituirà la base del nostro lavoro di quest'anno per l'attuazione della strategia per una mobilità a basse emissioni per l'Europa."

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "Il Fondo europeo per gli investimenti strategici è stato concepito come uno strumento flessibile, che può essere utilizzato in combinazione con altre fonti di finanziamento dell'UE al fine di massimizzarne l'impatto e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi strategici più ampi della Commissione. Sono lieto di constatare che, grazie all'iniziativa odierna, il FEIS integrerà il meccanismo per collegare l'Europa per contribuire a sostenere gli investimenti e i posti di lavoro necessari per costruire reti di trasporto intelligenti e sostenibili."

La Commissaria per i Trasporti Violeta Bulc ha aggiunto: "Per realizzare in Europa la mobilità come noi la concepiamo, ossia intelligente, sostenibile e omogenea, servono investimenti che non possono essere sostenuti solo da fondi pubblici. Per questo motivo presentiamo una soluzione innovativa in grado di utilizzare al meglio le nostre risorse e di sfruttare il potenziale non utilizzato degli investimenti privati, con particolare attenzione ai paesi beneficiari del Fondo di coesione. L'azione di oggi rappresenta un progresso anche in termini di solidarietà."

Per la prima volta l'invito a presentare proposte del meccanismo per collegare l'Europa richiederà la combinazione di sovvenzioni e finanziamenti del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), della Banca europea per gli investimenti, di banche di promozione nazionali o investitori del settore privato. Per ricevere il sostegno del meccanismo per collegare l'Europa, i candidati dovranno provare che i loro progetti sono finanziariamente idonei ad ottenere fondi complementari da istituti finanziari pubblici o privati.

I progetti selezionati devono contribuire alla crescita sostenibile, innovativa e omogenea lungo la rete transeuropea dei trasporti. L'accento sarà posto in particolare sui progetti intesi ad eliminare le strozzature, a sostenere i collegamenti transfrontalieri e ad accelerare la digitalizzazione dei trasporti, in particolare in aree con un elevato potenziale e lacune di mercato, come nei paesi beneficiari del Fondo di coesione; l'accento sarà ugualmente posto sui sistemi di trasporto sostenibili ed efficienti e sul rafforzamento dell'intermodalità e dell'interoperabilità della rete di trasporto, anche grazie a nuove tecnologie e sistemi di gestione del traffico, come il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario, i sistemi di trasporto stradale intelligenti o il programma SESAR (programma di ricerca per la gestione del traffico aereo nell'ambito del cielo unico europeo).

Il sostegno sarà concesso su base concorrenziale, a seguito di un'approfondita procedura di valutazione e selezione. Nell'invito saranno previsti due termini per la presentazione delle proposte, il 14 luglio 2017 e il 30 novembre 2017.

Contesto

Nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa saranno resi disponibili 24,05 miliardi di euro dal bilancio UE 2014-2020 per il cofinanziamento di progetti TEN-T d'interesse comune negli Stati membri dell'UE. Di questi, 19,3 miliardi sono stati finora giuridicamente impegnati. Per ottenere informazioni sui progetti che hanno già ottenuto il sostegno dell'UE si può usare lo strumento EU Results.

Il piano di investimenti mira ad aumentare gli investimenti europei in modo da promuovere la crescita e creare posti di lavoro attraverso un uso più intelligente delle risorse finanziarie, sia esistenti sia nuove, la rimozione degli ostacoli agli investimenti, una maggiore visibilità e assistenza tecnica ai progetti di investimento. Il piano di investimenti sta già producendo risultati. Si prevede che i progetti e gli accordi per cui finora è stato approvato il finanziamento del FEIS mobiliteranno investimenti per un totale di oltre 168 miliardi di euro nei 28 Stati membri a sostegno di più di 387 000 PMI. Il 14 settembre 2016 la Commissione europea ha proposto di estendere il FEIS potenziandolo e aumentandone la durata, nonché rafforzando i suoi punti di forza. Dati aggiornati sul FEIS per settore e per paese sono disponibili qui. Per ulteriori informazioni, cfr. le domande più frequenti (FAQ).

Trovare modi per creare sinergie e integrare il sostegno del FEIS con altri fondi dell'Unione è un elemento fondamentale della strategia. Simili combinazioni possono contribuire a sbloccare ulteriori progetti di investimento nell'UE, in particolare nei paesi che sinora hanno tratto meno benefici dal FEIS.

Per ulteriori informazioni

Volantino (INEA)

Pagina web degli inviti a presentare proposte (INEA)

L'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (INEA) organizzerà una giornata informativa sul blending dei trasporti nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa lunedì 27 febbraio 2017 a Bruxelles.

Scheda informativa: L'UE si impegna a colmare la carenza di investimenti nei trasporti e a rilanciare l'economia europea

IP/17/217

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 8 febbraio 2017. Nuove norme rifletteranno le nuove abitudini di fruizione online di contenuti culturali e di intrattenimento degli Europei quando viaggiano nell'UE.

In base all'accordo raggiunto oggi tra i negoziatori del Parlamento europeo, degli Stati membri e della Commissione europea, gli Europei avranno presto la possibilità di utilizzare i loro abbonamenti online a libri, film, eventi sportivi, videogiochi o servizi musicali quando viaggiano all'interno dell'UE. Si tratta del primo accordo connesso all'ammodernamento della normativa sul diritto d'autore dell'UE proposto dalla Commissione nella strategia per il mercato unico digitale.

Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, ha espresso apprezzamento per l'accordo, raggiunto a solo una settimana da quello sulle tariffe di roaming all'ingrosso: "L'accordo di oggi porterà benefici concreti ai cittadini europei, che potranno usare in tutta Europa l'abbonamento che hanno sottoscritto nel proprio paese per guardare i loro eventi sportivi preferiti, le serie che più amano e ascoltare la musica che prediligono. Si tratta di un nuovo importante passo verso l'eliminazione degli ostacoli nel mercato unico digitale. Ringrazio di cuore il relatore del Parlamento europeo Jean-Marie Cavada, la presidenza maltese del Consiglio dell'UE e tutte le parti coinvolte nel raggiungimento dell'accordo. Ora è necessario giungere a un accordo sulle altre proposte della Commissione per ammodernare la normativa dell'UE sui diritti d'autore e garantire un più ampio accesso transfrontaliero ai contenuti creativi. Confido che il Parlamento europeo e gli Stati membri raggiungeranno questo traguardo."

Tibor Navracsics, Commissario responsabile per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha affermato: "Le persone non vedono l'ora di poter fruire dei loro contenuti culturali in qualsiasi momento e le tecnologie digitali offrono nuove opportunità per farlo. L'accordo di oggi apre nuove possibilità ai cittadini tutelando al tempo stesso gli autori e gli investimenti nella produzione di contenuti culturali o sportivi. Questa soluzione equilibrata è un segnale incoraggiante per gli sforzi profusi al fine di creare un mercato unico digitale che offra nuove opportunità agli autori e ai consumatori."

Le nuove norme sulla portabilità rifletteranno le nuove abitudini di fruizione di contenuti culturali e di intrattenimento degli Europei. Nel 2016 il 64% degli Europei ha utilizzato Internet per scaricare giochi, immagini, film o musica o per accedere agli stessi, sempre più spesso da dispositivi mobili. Da un'indagine realizzata nel 2015 è emerso che un Europeo su tre vuole la portabilità transfrontaliera, giovani in primis. La metà delle persone di età compresa tra i 15 e i 39 anni ritiene cruciali la portabilità e l'accesso al servizio cui è abbonata quando si sposta in Europa.

Le nuove norme permetteranno ai consumatori di accedere ai servizi di contenuti online quando si spostano all'interno dell'UE nello stesso modo in cui vi accedono da casa. Ad esempio, se si abbona ai servizi online di Canal+ per guardare film e serie, il consumatore francese sarà in grado di accedere a film e serie disponibili in Francia se va in vacanza in Croazia o si sposta in Danimarca per un viaggio di lavoro.

I fornitori di servizi di contenuti online come Netflix, MyTF1 o Spotify verificheranno il paese di residenza dell'abbonato tramite strumenti quali i dati di pagamento, l'esistenza di un contratto Internet o l'indirizzo IP. Tutti i fornitori che offrono servizi di contenuti online a pagamento saranno tenuti a rispettare le nuove norme. Per i servizi gratuiti (come i servizi online delle televisioni pubbliche o delle radio), i fornitori potranno decidere se offrire la portabilità ai propri abbonati.

Prossime tappe

Il testo concordato deve ora essere formalmente confermato dal Consiglio dell'UE e dal Parlamento europeo. Una volta adottato, il regolamento sarà applicabile in tutti gli Stati membri dell'UE entro l'inizio del 2018, poiché è previsto un periodo di 9 mesi per consentire ai fornitori e ai titolari dei diritti di prepararsi all'applicazione delle nuove norme.

Contesto

Nel dicembre 2015 la Commissione europea ha proposto un regolamento per ampliare l'accesso ai contenuti online per i viaggiatori nell'UE. È stata la prima proposta legislativa della strategia per il mercato unico digitale, integrata nel settembre 2016 da norme moderne sul diritto d'autore nell'UE al fine di ampliare la diversità culturale in Europa e i contenuti disponibili online, introducendo nel contempo norme più chiare per tutti gli utenti online. Il regolamento verte su quei servizi di contenuti online per i quali l'applicazione delle norme sul diritto d'autore è della massima importanza, come le piattaforme di video on demand (Netflix, HBO Go, Amazon Prime, Mubi, Chili TV), i servizi di TV online (Viaplay di Viasat, Now TV di Sky, Voyo), i servizi di streaming musicale (Spotify, Deezer, Google Music) o i negozi online di giochi (Steam, Origin). La principale caratteristica di questi servizi è fornire accesso a contenuti protetti dal diritto d'autore e dai diritti connessi, come anche a servizi di media audiovisivi.

La possibilità di avere accesso a servizi di contenuti online quando si viaggia sarà ancora più importante dal 15 giugno 2017 quando, con l'entrata in vigore delle nuove norme sul roaming, gli utenti che si spostano in un altro Stato membro pagheranno la tariffa nazionale per utilizzare, purché in modo ragionevole, la rete mobile, indipendentemente dallo Stato membro in cui si trovano (cfr. recente comunicato stampa).

Per maggiori informazioni

Regolamento che garantisce la portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online nel mercato interno

IP/17/225

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 8 febbraio 2017. Oggi la Commissione ha adottato la nona relazione sui programmi di ricollocazione e reinsediamento d'emergenza dell'UE, in cui valuta le azioni intraprese dall'8 dicembre 2016.

Nel periodo di riferimento, gli Stati membri hanno continuato ad impegnarsi sui reinsediamenti e hanno offerto canali di accesso legali e sicuri a 13 968 persone. Anche per quanto riguarda le ricollocazioni si è confermata una tendenza generalmente positiva, con 3 813 ricollocazioni in più e un picco mensile raggiunto nel mese di dicembre (1 926 ricollocazioni, il numero più elevato mai registrato). In tutto finora sono state ricollocate 11 966 persone. Per consolidare i progressi compiuti e conseguire gli obiettivi mensili stabiliti dalla Commissione di 1 000 ricollocazioni dall'Italia e 2 000 dalla Grecia occorrono tuttavia ulteriori sforzi da parte degli Stati membri.

Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "Negli ultimi mesi si sono registrati progressi in materia sia di ricollocazione che di reinsediamento. Ma se vogliamo che i nostri sforzi siano commisurati alla portata della sfida, sia negli Stati membri che si trovano in prima linea che nei paesi a noi vicini, è necessario fare di più e più rapidamente. Ricollocare tutti i richiedenti ammissibili in Italia e in Grecia è possibile, ma per farlo occorrono la volontà politica, l'impegno e la perseveranza di tutti gli Stati membri."

Ricollocazione

Nel periodo di riferimento sono state effettuate altre 3 813 ricollocazioni, portando così il totale a 11 966 (di cui 8 766 dalla Grecia e 3 200 dall'Italia). Mentre il mese di dicembre ha segnato un nuovo record per le ricollocazioni sia dall'Italia che dalla Grecia, (1 926 ricollocazioni, di cui 764 dall'Italia e 1 162 dalla Grecia), nel mese di gennaio le persone ricollocate sono state 1 682 (di cui 551 dall'Italia e 1 131 dalla Grecia). Nel dicembre 2016 la Commissione ha invitato i singoli Stati membri ad aumentare gli sforzi per raggiungere l'obiettivo di 1 000 ricollocazioni mensili dall'Italia e 2 000 dalla Grecia. Gli Stati membri e i paesi associati, che partecipavano già attivamente al programma di ricollocazione, hanno reagito positivamente all'invito della Commissione e hanno comunicato le loro previsioni mensili. La Finlandia, ad esempio, è già a buon punto per quanto riguarda il rispetto dell'obbligo di ricollocazione dalla Grecia (560 ricollocazioni finora effettuate su 1 299) e dall'Italia (359 su 779). È tuttavia ancora necessario aumentare in modo sostanziale l'impegno e il rispetto delle norme da parte degli altri Stati membri, in particolare quelli che, ad oggi, non hanno ancora avviato il processo.

Alle richieste reiterate dei capi di Stato e di governo degli Stati membri dell'UE di accelerare e rendere costanti le ricollocazioni dalla Grecia e dall'Italia devono corrispondere interventi decisi da parte dei servizi nazionali competenti. Gli Stati membri dovrebbero fare ulteriormente leva sui risultati finora raggiunti, garantire il loro impegno e attuare i trasferimenti su base mensile stabile, in funzione del numero di ricollocazioni loro assegnato, rispettando in tal modo i loro obblighi giuridici e dando prova concreta di solidarietà. La Commissione continuerà a seguire la situazione da vicino e presenterà la sua prossima relazione nel marzo 2017.

Reinsediamento

Gli Stati membri hanno continuato a fornire alle persone bisognose di protezione internazionale canali di accesso in Europa sicuri e legali, con 13 968 reinsediamenti andati a buon fine dal luglio 2015 nell'ambito del programma di reinsediamento dell'UE, rispetto ai 22 504 concordati. Nel periodo successivo all'ultima relazione sono state reinsediate 913 persone principalmente dalla Giordania, dal Libano e dalla Turchia. Il reinsediamento ha riguardato 21 Stati (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Spagna, Svezia e Svizzera). La Finlandia, i Paesi Bassi, il Regno Unito e la Svezia, nonché i paesi associati Islanda, Liechtenstein e Svizzera, hanno già rispettato i loro impegni.

Il numero dei reinsediamenti dalla Turchia in base alla dichiarazione UE-Turchia, incluso nella cifra totale, ha continuato ad aumentare e gli Stati membri procedono di buon passo nel predisporre ulteriori operazioni di reinsediamento. Dal 4 aprile 2016, 3 098 siriani, di cui 487 nel periodo successivo all'ultima relazione, sono stati reinsediati nell'UE dalla Turchia. Le autorità turche stanno tenendo fede alla promessa di intensificare gli sforzi volti ad ampliare gli elenchi di candidati. Gli Stati membri dovrebbero continuare a tener fede agli impegni assunti in materia di reinsediamento, anche nell'ambito dell'attuazione della dichiarazione UE-Turchia.

Contesto

Con il meccanismo temporaneo di ricollocazione di emergenza, istituito nel settembre 2015 con due decisioni del Consiglio, gli Stati membri si sono impegnati a ricollocare le persone bisognose di protezione internazionale dall'Italia e dalla Grecia. A seguito di una modifica della seconda decisione del Consiglio sulla ricollocazione, adottata dal Consiglio il 29 settembre 2016 e mirante a mettere a disposizione 54 000 posti non ancora assegnati, così da poter ammettere legalmente nell'UE siriani provenienti dalla Turchia, l'impegno sancito dalle decisioni riguarda ora la ricollocazione di 98 255 persone.

L'8 giugno 2015 la Commissione ha adottato una proposta di programma europeo di reinsediamento, in seguito alla quale, il 20 luglio 2015 gli Stati membri hanno convenuto di reinsediare 22 504 persone in evidente bisogno di protezione internazionale.

Il Consiglio europeo del 7 marzo 2016 ha invitato ad accelerare l'attuazione della ricollocazione per alleviare la situazione umanitaria in Grecia. Nelle conclusioni del 20 e 21 ottobre, il Consiglio europeo ha rinnovato l'invito a intraprendere ulteriori azioni per rendere più rapida l'attuazione dei meccanismi di ricollocazione e reinsediamento, a fronte dell'urgente necessità di fornire assistenza a Grecia e Italia. Il Consiglio europeo del 15 dicembre ha approvato il piano d'azione comune sull'attuazione della dichiarazione UE-Turchia, che includeva, per la Grecia, l'obiettivo di 2 000 trasferimenti mensili e ha ribadito l'invito ad intensificare ulteriormente gli sforzi per accelerare il processo di ricollocazione, in particolare dei minori non accompagnati, e i meccanismi di reinsediamento esistenti.

La dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016 prevede che, per ogni siriano rinviato in Turchia dalle isole greche, un altro siriano sia ricollocato dalla Turchia nell'UE. Questo principio si applica dal 4 aprile 2016. La priorità è data ai migranti che non sono entrati o non hanno cercato di entrare irregolarmente nell'UE in precedenza.

Il 13 luglio 2016 la Commissione ha proposto un quadro dell'Unione per il reinsediamento permanente, che stabilisce un insieme comune di procedure standard per la selezione dei candidati al reinsediamento e uno status comune di protezione da accordare alle persone reinsediate nell'UE, al fine di razionalizzare e rendere più efficaci i futuri impegni europei in materia di reinsediamento.

Nel 2016 la Commissione ha adottato la prima relazione su ricollocazione e reinsediamento. La seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta, la settima e l'ottava relazione sono state adottate, rispettivamente, il 12 aprile, il 18 maggio, il 15 giugno, il 13 luglio, il 28 settembre, il 9 novembre e l'8 dicembre 2016.https://ec.europa.eu/home-affairs/sites/homeaffairs/files/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/docs/20161208/eighth_report_on_relocation_and_resettlement_en.pdf

Per ulteriori informazioni

Comunicazione: nona relazione su ricollocazione e reinsediamento

Allegato 1: ricollocazioni dalla Grecia

Allegato 2: ricollocazioni dall'Italia

Allegato 3: situazione dei reinsediamenti

SCHEDA INFORMATIVA: ricollocazione e reinsediamento

SCHEDA INFORMATIVA: gestire la crisi dei rifugiati: sostegno finanziario dell'UE alla Grecia

Agenda europea sulla migrazione

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 40 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 120 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Decisione (UE) 2016/1754 del Consiglio, del 29 settembre 2016, che modifica la decisione (UE) 2015/1601 che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia

Conclusioni del Consiglio sul reinsediamento di 20 000 persone bisognose di protezione internazionale

Dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016

IP/17/218

Foto Corina CretuLa Commissaria europea Corina Creţu responsabile per la politica regionale sarà in visita in Campania e in Umbria dal 9 all'11 febbraio.

Il 9 febbraio la Commissaria si recherà a Pompei insieme al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini e al Vicepresidente della Commissione Sviluppo Regionale del Parlamento europeo Andrea CozzolinoPer l'occasione saranno aperti nuovi spazi come la Domus dei Casti Amanti e saranno illustrati gli interventi in programma del futuro cantiere.              

Dopo la visita, presso l'Auditorium è prevista una conferenza stampa sul Grande Progetto Pompei, cui la Commissione europea ha contribuito in modo rilevante grazie ai fondi FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale).

La Commissaria poi interverrà insieme al Ministro della Coesione Territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti alla conferenza “Chiesa e Lavoro. Quale futuro per i giovani nel Sud?”, organizzato a Napoli dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Nel pomeriggio presso il Polo universitario San Giovanni a Teduccio si terrà invece il Dialogo con i Cittadini con la Commissaria Corina Creţu e il Ministro De Vincenti.

Il tema al centro dell'iniziativa sarà la politica di coesione UE. Che cos'è la politica di coesione? Come fare in modo che contribuisca alla competitività e allo stesso tempo intervenga sui problemi strutturali delle regioni  (occupazione, disuguaglianze sociali, disuguaglianze geografiche)? Quali sono le forme più efficienti di sostegno? In che modo i fondi strutturali e di investimento possono essere utilizzati per il rilancio delle economie locali e per contribuire alla crescita, all'occupazione, alla ricerca e all'innovazione, grazie anche al Piano di Investimenti per l'Europa? Grazie alle domande aperte da parte del pubblico e di tutti i presenti, si potranno approfondire questi e altri temi di interesse generale.

In generale lo scopo dei dialoghi è di avvicinare i cittadini alle Istituzioni europee dando loro la possibilità di esprimere la loro opinione sulle politiche dell'UE e di ottenere delle risposte dirette su questioni che toccano la loro quotidianità.

Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e l'onorevole Andrea Cozzolino, Vicepresidente della Commissione Sviluppo Regionale del Parlamento europeo, rivolgeranno un saluto introduttivo ai cittadini all'inizio del Dialogo.

L'evento potrà essere seguito in diretta in streaming collegandosi al sito  della Rappresentanza oppure sull'account Twitter della Commissione europea @europainitalia. Sarà inoltre possibile porre una domanda ai due relatori utilizzando l'hashtag #EUdialogues.

A seguire, la Commissaria avrà un incontro bilaterale con il Ministro De Vincenti e una cena con i Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno.                                                                

Il 10 gennaio presso la Città della Scienza, si terrà una conferenza sui fare un bilancio sui primi due anni della programmazione in corso e gettare le basi per il futuro, con i massimi livelli istituzionali. All’incontro saranno presenti il Ministro per la Coesione territoriale e Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, il presidente del gruppo S&D Gianni Pittella, i Presidenti delle Giunte regionali del Mezzogiorno. La Commissaria Corina Creţu concluderà l'incontro.

Infine, l'11 febbraio la Commissaria Creţu porterà il sostegno delle Istituzioni europee alle zone colpite dai recenti terremoti, recandosi in visita a Norcia e Cascia insieme alla Presidente dell'Umbria Catiuscia Marini.

Si recherà poi a Norcia dove visiterà la cattedrale e il centro insieme a Fabrizio Curcio, responsabile della Protezione Civile e Vasco Errani, Commissario per la ricostruzione, e poi farà una breve visita a Cascia. 

A seguito dei tragici eventi naturali che hanno a più riprese colpito l'Italia fin dall'agosto scorso, la Commissione europea si è mostrata da subito vicina all'Italia. Il Presidente Juncker ha dichiarato che la Commissione è pronta a mobilitare tutti gli strumenti a sua disposizione per aiutare l'Italia: "L'UE non lascerà sola l'Italia ad affrontare questa tragedia."

Alla fine di novembre, la Commissione ha annunciato una prima tranche di aiuti del valore di € 30 milioni sotto il Fondo di solidarietà. Ha inoltre proposto di finanziare completamente le operazioni di ricostruzione con i programmi dei Fondi strutturali, con un emendamento alle regole della Politica di coesione che introduce un tasso di cofinanziamento da parte della UE del 100% per le operazioni di ricostruzione legate a disastri naturali.

Fonte: Sito Rappresentanza in Italia Commissione europea

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Leuven, 6 febbraio 2017. I premi di oggi assegnati a eccellenti progetti di ricerca sanitaria fanno parte degli sforzi della Commissione per promuovere un uso migliore degli antibiotici e lottare contro il problema sempre più sentito della resistenza antimicrobica.

Oggi, in occasione di una cerimonia di premiazione tenutasi presso l'università di Lovanio, in Belgio, Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l'innovazione, ha consegnato il premio Horizon per un uso migliore degli antibiotici, dotato di un milione di euro, e Vytenis Andriukaitis, Commissario per la Salute e la sicurezza alimentare ha consegnato il premio dell'UE per la salute destinato alle ONG, “Combattere la resistenza antimicrobica”.

Il premio Horizon, dotato di un milione di euro, è stato assegnato a un test di digitopuntura in grado di diagnosticare in meno di dieci minuti un'infezione batterica e accertare se un paziente possa essere curato in tutta sicurezza senza antibiotici. Questo test di facile utilizzo dovrebbe essere disponibile per i pazienti entro il 2018. È stato sviluppato da Minicare HNL, grazie a uno sforzo di ricerca combinato di P&M Venge AB (Svezia) e PHILIPS Electronics (Paesi Bassi).

Il commissario Moedas ha dichiarato: “L'uso eccessivo e l'abuso di antibiotici costituisce una grave minaccia per la salute pubblica. Facciamo sì che i pazienti possano usufruire di questo dispositivo il più rapidamente possibile, in modo che gli antibiotici siano usati solo per infezioni batteriche e non per le infezioni virali, per le quali sono inefficaci o non necessari. Si tratta di un contributo per lottare contro l'aumento della resistenza agli antimicrobici.!

Il premio dell'UE per la salute destinato alle ONG “Combattere la resistenza antimicrobica” premia le iniziative delle ONG per ridurre la minaccia della resistenza antimicrobica (AMR) per la salute umana. Il primo premio, dotato di 20 000 euro, è stato assegnato al BEUC, l'organizzazione europea dei consumatori, per la campagna “From farm to you”, che ha aumentato la consapevolezza delle cause della resistenza antimicrobica, come l'uso eccessivo di antibiotici per il bestiame e l'uso improprio o eccessivo di antibiotici nella medicina umana.

Vytenis Andriukaitis, Commissario per la Salute e la sicurezza alimentare ha dischiarato: “Dobbiamo dare maggior risalto alle iniziative che aumentano la consapevolezza della crescente minaccia della resistenza antimicrobica. In quanto Commissario alla salute ed ex medico, la mia priorità assoluta è allontanare questa minaccia prima che si trasformi in un incubo per la salute pubblica. Conto sull'aiuto e sull'impegno continui di organizzazioni come il BEUC.” 

Finalisti

Per il premio per un uso migliore degli antibiotici vi erano altri due finalisti in stretta concorrenza, con tecnologie innovative incentrate sul paziente. Essi erano:

- PulmoCheck, per lo sviluppo di un dispositivo che reagisce entro 2-6 minuti ai fluidi corporei generati da un'infezione batterica

- ImmunoPoc, un test di digitopuntura in grado di distinguere in 15 minuti un'infezione batterica da un'infezione virale.

Per il premio dell'UE per la salute, il secondo premio di 15 000 euro è stato assegnato ad Alliance to Save our Antibiotics, Compassion in World Farming e a Soil Association, mentre il terzo premio di 10 000 euro è stato assegnato a World Alliance Against Antibiotic Resistance per la loro campagna "Acting to Preserve Antibiotics".

Contesto

La resistenza antimicrobica è una minaccia globale in crescita nonché un ingente onere sociale ed economico. L'inazione potrebbe causare milioni di decessi in tutto il mondo entro il 2050 e una perdita complessiva di oltre 90 milioni di miliardi di euro per l'economia mondiale. Nell'UE la resistenza antimicrobica è diventata quindi una priorità strategica.

Nell'UE è la causa di 25 000 decessi e oltre 1,5 miliardi di euro in costi sanitari e perdita di produttività. La Commissione europea si è impegnata a combattere la resistenza agli antimicrobici fin dal 1999 con l'approccio “One health” che riconosce che la salute delle persone, degli animali e dell'ambiente sono indissolubilmente legate. È in corso di elaborazione un nuovo piano d'azione per lottare contro la resistenza agli antimicrobici basato sulla valutazione del piano d'azione 2011. Esso sarà incentrato su attività a chiaro valore aggiunto per l'UE e su risultati misurati e concreti. Questa consultazione pubblica di ampia portata dovrebbe contribuire all'obiettivo comune di preservare l'efficacia degli antimicrobici, rafforzare il controllo delle infezioni e promuovere nuovi trattamenti innovativi.

Il 27 gennaio 2017 la Commissione ha varato una consultazione pubblica sulle possibili attività da includere nel nuovo piano d'azione “One health” contro la resistenza da antimicrobici, che sarà adottato nell'estate 2017. La consultazione, aperta fino al 28 aprile 2017, comprende un questionario destinato alle pubbliche amministrazioni e uno per i cittadini.

I premi Horizon sono premi di incentivo che offrono una ricompensa a chi riesce a risolvere nel modo più efficace un determinato problema. I premi Horizon non prescrivono la metodologia né i dettagli tecnici, bensì lasciano ai partecipanti una libertà totale libertà di presentare le soluzioni più promettenti ed efficaci. L'obiettivo è incentivare l'innovazione e trovare soluzioni ai problemi che affliggono i cittadini europei.

Per maggiori informazioni

Scheda informativa: Come il finanziamento della ricerca da parte dell'UE contribuisce alla salute pubblica e lotta contro la resistenza antimicrobica

IP/17/205

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Come annunciato in occasione dell'avvio dell'iniziativa lo scorso dicembre, la Commissione sta elaborando una proposta legislativa per la prima metà del 2017, finalizzata a dotare il Corpo europeo di solidarietà di una base giuridica specifica. I risultati della consultazione contribuiranno a definire e consolidare ulteriormente l'iniziativa, alimentando i lavori della Commissione su tale proposta legislativa.

Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Sono lieta di constatare che l'istituzione del Corpo europeo di solidarietà sta procedendo in modo soddisfacente e secondo le previsioni. Il fatto che siano così tanti i giovani già registrati ci permette di concludere che i giovani europei hanno deciso di cogliere questa nuova opportunità di migliorare la propria occupabilità e di esprimere allo stesso tempo la propria solidarietà: attendo con interesse di conoscere le loro opinioni e quelle di tutte le parti coinvolte."

Tibor Navracsics, Commissario per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha aggiunto: "L'iniziativa del Corpo europeo di solidarietà è stata avviata con successo e mi compiaccio del grande interesse mostrato da così tanti giovani, disposti a dedicare tempo e fatica per aiutare gli altri. Ora dobbiamo preparare le prossime tappe con attenzione. I contributi dei giovani e delle organizzazioni che stanno mettendo in pratica i valori e le aspirazioni dell'iniziativa sono fondamentali per ottenere risultati."

La consultazione pubblica, che durerà otto settimane, si basa su una precedente consultazione delle parti interessate svoltasi alla fine del 2016 in preparazione dell'istituzione del Corpo europeo di solidarietà in dicembre. I giovani e le organizzazioni che risponderanno alla consultazione pubblica avranno la possibilità di valutare i vari obiettivi dell'iniziativa, spiegare cosa li spinge a partecipare, segnalare le loro esigenze di informazioni e orientamento e condividere le migliori pratiche. La consultazione sarà integrata da consultazioni mirate dei principali soggetti attivi nel settore dell'animazione socioeducativa nell'UE.

Contesto

Il Corpo europeo di solidarietà è stato istituito dalla Commissione il 7 dicembre 2016. L'iniziativa consente ai giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni di partecipare a un'ampia gamma di attività solidali che affrontano situazioni di difficoltà in tutta l'UE. Ciò darà loro la possibilità di acquisire una preziosa esperienza e competenze importanti all'inizio della loro vita lavorativa e consentirà inoltre di promuovere e rafforzare il valore della solidarietà, che è uno dei valori fondamentali dell'Unione europea.

Nella sua comunicazione sul Corpo europeo di solidarietà la Commissione ha adottato un approccio graduale, basandosi in una prima fase sui programmi e sugli strumenti già esistenti ed elaborando nel contempo una proposta per uno strumento giuridico autonomo, la cui adozione è prevista nella prima metà del 2017.

Dall'avvio dell'iniziativa più di 21 000 giovani si sono registrati per entrare a far parte del Corpo europeo di solidarietà. Le organizzazioni partecipanti dovrebbero poter cominciare la ricerca dei candidati idonei all'inizio di marzo e già in primavera si avranno le prime partecipazioni alle attività di solidarietà. L'obiettivo è raggiungere 100 000 partecipanti entro la fine del 2020. 

Per ulteriori informazioni

Consultazione pubblica sul Corpo europeo di solidarietà

Pagina per la registrazione al Corpo europeo di solidarietà

Pagina Facebook del Corpo europeo di solidarietà

Comunicato stampa: Investire nei giovani d'Europa: la Commissione istituisce il corpo europeo di solidarietà

Memo: Domande e risposte sul Corpo europeo di solidarietà

Marianne Thyssen su Facebook e Twitter

Tibor Navracsics su Facebook e Twitter

#EUSolidarityCorps

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250In occasione della Giornata internazionale della tolleranza zero nei confronti della mutilazione genitale femminile, l'Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini, la Commissaria UE per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, Vĕra Jourová, e il Commissario per lo sviluppo, Neven Mimica, hanno assunto una posizione decisa e unanime che si esprime nella seguente dichiarazione:

"Nel mondo, oltre 200 milioni di donne e ragazze hanno subito mutilazioni genitali femminili e 500 000 di loro vivono in Europa. Dobbiamo porre fine a questa pratica deleteria, che viola i diritti umani, la dignità e l’integrità fisica delle donne e delle ragazze. Siamo determinati a eliminare la mutilazione genitale femminile prima che sia troppo tardi per i tre milioni di ragazze in tutto il mondo che ogni anno sono ritenute a rischio.

Abbiamo deciso di dedicare il 2017 alla lotta contro tutte le forme di violenza contro le donne nell’Unione europea - la mutilazione genitale femminile è una di queste. In Europa donne e ragazze devono essere protette dalla violenza e dalla sofferenza inflitta dalla mutilazione genitale. Insegnanti, medici, infermieri, funzionari di polizia, avvocati, giudici o funzionari che si occupano di asilo, svolgono un ruolo fondamentale per individuare ragazze possibili vittime della mutilazione genitale femminile. Da oggi l'UE sosterrà questi professionisti perché svolgano al meglio il loro ruolo, grazie a una piattaforma web a livello europeo.

Proteggiamo anche le donne e le ragazze migranti garantendo loro sia l’accesso all'assistenza medica e psicosociale che assistenza legale. Attraverso la riforma del nostro sistema europeo comune di asilo saremo in grado di affrontare meglio le esigenze specifiche delle donne richiedenti asilo vittime di violenza di genere.

La mutilazione genitale femminile è un reato in tutti gli Stati membri dell’UE e incoraggiamo i paesi partner al di fuori dell’Europa ad adottare misure giuridiche simili. Ad esempio, all'indomani dell'avvio del pertinente programma UE-ONU, Gambia e Nigeria hanno adottato una legislazione innovativa che configura questa pratica come reato. 531 300 ragazze hanno potuto usufruire di programmi di cura o prevenzione della mutilazione genitale femminile e 2 000 comunità sul territorio si sono impegnate pubblicamente ad abbandonare questa pratica deleteria.

I cambiamenti a livello legislativo e programmatico sono essenziali. Ma al di là di ciò, la mutilazione genitale femminile sarà sconfitta solo quando, ovunque, la società sfiderà e condannerà le norme sociali che la promuovono.

La Commissione europea sostiene il cambiamento sociale non solo a livello politico ma anche a livello locale, coinvolgendo padri, madri, ragazze e ragazzi - oltre che capi comunità e rappresentanti delle fedi religiose. Per facilitare il cambiamento verranno promossi miglioramenti nella raccolta di dati nazionali e saranno sviluppate nuove metodologie di misurazione delle modifiche delle norme sociali a livello di comunità. Sono disponibili finanziamenti per offrire sostegno alle ragazze e alle donne a rischio e per garantire l'accesso ai servizi di assistenza a chi ha subito la mutilazione genitale femminile.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile rappresentano un’opportunità unica per riunire e mobilitare l’intera comunità internazionale affinché sia raggiunto l’ambizioso obiettivo di eliminare la mutilazione genitale femminile.

Oggi, ribadiamo il nostro forte impegno per l'eliminazione della mutilazione genitale femminile. Non si può non agire quando, ogni giorno, più di 8 000 ragazze rischiano di essere sottoposte a questa pratica."

Per saperne di più sulla mutilazione genitale femminile e su ciò che l’Unione europea sta facendo per eliminarla: Q&A,

Piattaforma di apprendimento a livello dell’UE

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione ha adottato oggi lo strumento per il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali - una novità per migliorare l’attuazione sia della politica ambientale dell’UE che delle norme stabilite di comune accordo. Si inaugura così una nuova procedura. La Commissione, insieme agli Stati membri, affronterà le cause alla radice delle carenze di attuazione e troverà soluzioni, prima che i problemi diventino urgenti.

La piena attuazione della legislazione ambientale dell'UE potrebbe farci risparmiare ogni anno 50 miliardi di euro di costi sanitari e costi diretti per l’ambiente. Secondo l'Eurobarometro, tre cittadini su quattro ritengono che il diritto dell’Unione sia necessario alla protezione dell’ambiente nel loro paese, e quattro su cinque concordano sul fatto che le istituzioni europee dovrebbero essere in grado di verificare che le norme siano applicate correttamente.

Karmenu Vella, Commissario UE per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha affermato: "Un'applicazione frammentaria e non uniforme delle norme ambientali non rende servizio a nessuno. Il miglioramento delle modalità di applicazione del diritto ambientale va a vantaggio dei cittadini, delle amministrazioni pubbliche e dell’economia. È qui che entra in gioco il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali. La Commissione europea si impegna ad aiutare gli Stati membri a garantire ai loro cittadini una qualità eccellente dell'aria, dell'acqua e della gestione dei rifiuti. Il riesame dell'attuazione delle politiche ambientali fornisce le informazioni, gli strumenti e il calendario per raggiungere questo obiettivo."

Il pacchetto comprende: 28 relazioni per paese che mappano - a livello nazionale - punti di forza, debolezze e opportunità; una comunicazione che riassume le conclusioni programmatiche delle relazioni per paese e prende in esame le tendenze comuni riguardanti la qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti e l'economia circolare, la qualità dell’acqua e la salvaguardia della natura e della biodiversità; e raccomandazioni su come ottenere miglioramenti destinate a tutti gli Stati membri.

La revisione evidenzia che nel settore della gestione dei rifiuti, la prevenzione resta una sfida importante per tutti gli Stati membri; sei di loro, inoltre, non sono riusciti a limitare la messa in discarica dei rifiuti urbani biodegradabili. La piena conformità con la politica dell’UE in materia di rifiuti entro il 2020 potrebbe creare 400 000 nuovi posti di lavoro.

Nonostante le molte le storie positive a livello locale nel settore natura e biodiversità, è necessario intensificare gli sforzi per l’attuazione della legislazione ambientale dell’UE, come confermato dal controllo dell’adeguatezza delle direttive Uccelli e Habitat svolto dall'UE. In caso contrario, la perdita di biodiversità nell'UE continuerà, compromettendo la capacità degli ecosistemi di rispondere alle necessità umane in futuro.

In 23 dei 28 Stati membri le norme sulla qualità dell’aria non sono ancora rispettate - in totale, si registra il superamento dei livelli in più di 130 città in tutta Europa. I trasporti sono una delle fonti principali dei problemi di qualità dell’aria. Anche le azioni finalizzate a ridurre il rumore ambientale, la seconda causa di problemi di salute legati a fattori ambientali, dovrebbero essere rafforzate.

Nel settore della qualità e della gestione dell’acqua la maggior parte degli Stati membri ha difficoltà a raggiungere la piena conformità in materia di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane, e per tredici di loro si prospetta un'azione legale da parte dell’UE. Le concentrazioni di nitrati e i livelli di eutrofizzazione costituiscono ancora un grave problema in quasi tutti gli Stati membri.

Le cause profonde di questa situazione sono diverse e sono condivise da diversi Stati membri: un coordinamento inefficace tra i diversi livelli amministrativi, una capacità insufficiente, la mancanza di conoscenze e di dati.

Il lancio del pacchetto sul riesame dell’attuazione delle politiche ambientali sarà seguito da discussioni con ciascuno Stato membro, dal lancio di uno strumento orizzontale peer-to-peer che consenta agli Stati membri di aiutarsi a vicenda scambiandosi conoscenze ed esperienze, e da dibattiti politici nell’ambito del Consiglio «Ambiente».

Contesto

Quando le norme stabilite di comune accordo non sono correttamente attuate, la Commissione può intraprendere un’azione legale. Al fine di evitarlo la Commissione collaborerà con gli Stati membri - utilizzando il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali - affinché siano in grado di applicare meglio le politiche e le norme ambientali.

Il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali (in inglese Environmental Implementation Review, EIR) fa parte della strategia "Legiferare meglio" della Commissione, che prevede di migliorare l’attuazione della legislazione e delle politiche esistenti.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione  e Allegato (in inglese): "The EU Environmental Implementation Review: Common challenges and how to combine efforts to deliver better results" (Il riesame dell'attuazione delle politiche ambientali dell'UE: sfide condivise e come agire insieme per ottenere risultati migliori)

Schede informative: 28 relazioni per paese

Sito dedicato al riesame dell’attuazione delle politiche ambientali (in inglese)

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