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EBOLI. CULTURA D’IMPRESA. GRANDE PARTECIPAZIONE DI AUTORITÀ E DI PUBBLICO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DELL’EBOLITANO ROBERTO D’ELIA, “FORMAZIONE 4.0”. UNANIME IL CONSENSO SUL VALORE DI UN’OPERA CHE RIVOLUZIONA IL METODO NEL CAMPO DELLA FORMAZIONE AZIENDALE, DELLA RICERCA, DELL’INNOVAZIONE E DELLO SVILUPPO ECONOMICO

2 250Autorità civili e istituzionali, autorevoli esponenti della politica, rappresentanti del mondo imprenditoriale, finanziario e dell’informazione, consulenti aziendali, provenienti dalla provincia di Salerno e da altre regioni italiane del Nord, del Centro e del Sud, professionisti e numerosi cittadini hanno affollato, sabato mattina, a Eboli, la Sala Mangrella del Complesso Monumentale San Francesco, decretando il trionfale successo anche dell’ultima tappa del tour 2022 di presentazioni – dopo le analoghe affermazioni di pubblico e di stampa, a Salerno, a Oderzo, e a Roma, in Senato! – del libro dell’ebolitano Roberto D’Elia, “Formazione 4.0: il futuro”, edito, nella duplice versione in italiano e in inglese, dalla GoldenGate Edizioni di Roma. Ha introdotto e moderato, con puntuali riferimenti, il dibattito, organizzato dalla Leonardo S.r.l., dalla Casa Editrice e da FenImprese Salerno, il senatore Raffaele Lauro, curatore dell’opera, sottolineando l’unanime consenso, riscontrato, a tutti i livelli, sul valore di un’opera che rivoluziona il metodo, nel campo della formazione aziendale, della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo delle imprese, di fronte alle sfide tecnologiche del futuro. Giancarlo Presutto, amministratore unico della Leonardo S.r.l., ha portato il benvenuto agli ospiti e ha illustrato il ruolo crescente della società nella consulenza, sul piano nazionale, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni, nonché i piani di sviluppo e di espansione per il prossimo biennio. Grande interesse e applausi hanno suscitato gli interventi istituzionali di Mario Conte, sindaco di Eboli, di Franco Alfieri, neo-presidente della Provincia di Salerno e di Attilio Pierro, deputato al Parlamento, i quali tutti, oltre a elogiare l’impegno professionale del loro illustre concittadino, hanno auspicato come le nuove metodologie della formazione, elaborate da D’Elia, debbano investire anche il settore pubblico, al centro e in periferia, negli apparati statali, regionali, provinciali e comunali. Dal canto suo, Ezio Camerini, presidente di FenImprese Salerno, ha confermato l’impegno della sua associazione datoriale a promuovere la diffusione capillare dell’opera. Di grandissimo interesse, etico-culturale, fiscale e in materia di ricerca scientifica, gli interventi successivi degli autorevoli relatori: Antonio Manzo, giornalista; Matteo Ferrara, commercialista, e Luca Sgroia, presidente CRAA - Azienda Agricola Sperimentale Regionale Improsta. Stimolanti, pertinenti e incisive, le conclusioni, prima dei ringraziamenti dell’Autore, di Andrea Volpe, consigliere regionale, il quale ha inteso anche illustrare le iniziative legislative, in materia di formazione, varate dalla Regione Campania. Sul filo delle emozioni, le espressioni di ringraziamento di Roberto D’Elia, rivolte al moderatore, alle autorità tutte intervenute, ai suoi concittadini, ai relatori, ai suoi collaboratori, in primis a Presutto, ai suoi familiari e agli amici provenienti da Roma e da Oderzo, delineando, altresì, il programma 2023 di promozione del suo manuale, in Italia e all’estero. Nel corso della manifestazione è stato distribuito il numero zero del magazine on line, ”LeoNews”, edito dalla Leonardo S.r.l. e diretto dal giornalista Antonio Elia, che reca, tra l’altro, due brillanti profili di giovani imprenditori: quello dello stilista romano dei profumi di eccellenza, Mauro Lorenzi, creatore del brand di successo “Mauro Lorenzi Profumi”, presente alla manifestazione, e quello di Claudio D’Alessio, founder&Ceo del brand “Green Jim”.

“Il Paladino Orlando e il Cantor di Rinaldo al molo” di un autore ottocentesco anonimo e un contributo introduttivo di Ferdinando Russo.

In libreria per Stamperia del Valentino

il paladino orlando e il cantor di rinaldo al molo 250L’antico manoscritto proposto in questo libro – inedito e verosimilmente databile agli albori dell’Ottocento-, è una flebile voce che ci giunge dal passato per raccontarci le mirabolanti imprese dei Paladini di Francia, di esecrande azioni di Mori infedeli, di Carlo imperatore impegnato nella difesa della cristianità, di conversioni tribolate, di follie e di amori. Il titolo è Il Paladino Orlando e il Cantor di Rinaldo al molo - Riflessi della Chanson de Geste sulla cultura popolare partenopea tra Sette e Ottocento, in un inedito manoscritto d’epoca di autore anonimo. Con un contributo introduttivo di Ferdinando Russo.

Su tutti una voce narrante, quella del Cantor di Rinaldo, e un proscenio, il molo di Napoli (poi l’Arco della Neve).

Il segaligno declamatore, circondato da una torma di popolani vestiti di stracci - sfaccendati, vastasi, scugnizzi, servette - ha in una mano una bacchetta che solo in apparenza è tale, mentre ha l’animo della Durlindana, e un logoro brogliaccio che gli serve da “suggeritore”, mentre una mimica ispirata aiuta a compiere il miracolo. Una partigianeria sfegatata portava i singoli - non a caso definiti Patuti - ad immedesimarsi nel personaggio amato, con il rischio che le zuffe letterarie prendessero corpo anche nel mondo reale, portando a scontri, coltello alla mano, per motivi razionalmente inspiegabili. In questi fogli c’è un mondo scomparso da duecento anni. Paolo Izzo di Stamperia del Valentino ha pubblicato il manoscritto collocandolo nella collana Sotto il cappello (pagg 224 euro 21,50) mettendo a disposizione di lettori e appassionati un prezioso documento,un’opera originariamente scritta a mano, non perché meno costosa di una versione a stampa, ma perché trattasi di una riscrittura. “Il testo che abbiamo tra le mani” spiega Izzo nell’introduzione, “è solo ispirato all’originale. Quindi è unico! In realtà la nostra versione contiene anche indicazioni relative a una scenografia, povera ma di sicura presa per il pubblico dei teatrini che all’epoca mettevano in cartellone simili spettacoli”.

L’usura di una copertina molto maneggiata del documento antico (mutuata da uno scomparso volume del 1759: Rollin, Le belle lettere) e i fogli slegati, porta all’intuizione anche di un altro utilizzo, quello itinerante al molo. Che è cosa tutt’altro che peregrina. Naturalmente un adattamento a quel preciso pubblico comportava degli escamotages che avvicinassero il prodotto al fruitore finale, che ne attivassero il coinvolgimento attraverso l’immedesimazione, che ponessero, dunque, lo spettatore al centro della recitata narrazione. Quale modo migliore che inserire dei tipi popolani tra i personaggi? Il sistema era di provata riuscita: già Andrea Perrucci (sotto il nome de plume di Casimiro Ruggiero Ogone), con l’inserimento di Razzullo (che solo in seguito sarebbe stato affiancato da Sarchiapone), aveva salvato dall’oblio, un secolo prima, il suo “Il vero lume tra l’ombre, o vero La spelonca arricchita, per la nascita del Verbo umanato” (oggi La Cantata dei Pastori). L’anonimo estensore, ha dunque inserito anche qui personaggi che un pubblico fatto di popolani avrebbe potuto sentire più vicino.

 

La casa editrice

Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico.

La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.

In libreria l’ultima opera di Luciano Galassi “Chi te sape t’arape – Una selezione di espressioni napoletane sulla giustizia e sull’etica”. Phoenix Publishing

 

Galassi prima di copertina 250Temi più che mai impegnativi per Luciano Galassi, che in questo libro dirige il suo occhio curioso di glottologo sulla Giustizia e sull’Etica, analizzate nella fraseologia del lessico napoletano, come non mai ricca di umori e di sostanza. L’opera, dal titolo “Chi te sape t’arape” per i tipi di Phoenix Publishing, è divisa in tre tomi e in questa prima partizione illustra “La Giustizia, l’Etica e la Legge” e propone le principali “Regole di vita”. Il tutto attraverso il registro disincantato di una lingua intrigante che sa riservare sempre nuove sorprese.

“Nell’indagare sui temi dell’etica, della giustizia e della legge, come percepiti nei secoli dai napoletani”, scrive Galassi nell’introduzione al libro, “ho avuto conferma delle peculiari caratteristiche della nostra gente: poca teoria e molto senso pratico, visione critica delle cose non disgiunta da un fatalismo sedimentato nel secolare susseguirsi delle ingiustizie subite, acre e bonaria osservazione della realtà nel tentativo di esorcizzarne gli aspetti deteriori, intermittente fiducia nella giustizia divina e negli interventi della Provvidenza, sfiducia quasi totale nella giustizia umana”.

E continua: “Dai temi paremiologici affrontati è emersa poi una particolare damnatio nei confronti dei ladri, e questo si comprende bene perché, in epoche di miseria, erano quelli che maggiormente insidiavano i pochissimi beni di sopravvivenza e il poco o nullo denaro che stentatamente veniva guadagnato. Ad essi il popolo ha messo in parallelo le prostitute, considerandole nel complesso con bonomia se non talvolta con rispetto e ammirazione: alla realistica accettazione del “servizio” reso da queste professioniste dell’amore hanno associato una disposizione di umanità e comprensione tutta napoletana, di cui possiamo andare orgogliosi”.

  L’autore

Luciano Galassi - Dirigente d’azienda a riposo, è appassionato di enigmistica, letteratura italiana del ’900 e napoletanistica. Con la casa editrice Kairós ha pubblicato: nella collana di saggistica All’ombra del Vulcano i testi “’O mellone chino ’e fuoco”, “Acqua ’e maggio”, “Le zandraglie”, “Mannaggia Bubbà”, “Asso ’e coppe”, “Chianette e carocchie”, “Cucozze e caracazze”, “Figlio ’e ’ntrocchia”, “Nonna nonna nunnarella”, “Anduvina ’nduvinello”, “Fronna ’e limone”; nella collana di narrativa Sherazade le raccolte di racconti “Sigma più” e “Venere all’incanto” e il romanzo “101 sfumature di eros”.

 

Nel 2015, per Guida-Kairós, sono usciti Salùtame a sòreta e la nuova edizione, riveduta e ampliata, di “Wellerismi napoletani”.

Nel 2019, con Phoenix Publishing, ha pubblicato il saggio di napoletanistica “Tomo tomo, cacchio cacchio”.

Il Castello di Capri nell’epoca angioina, un testo del 1920 di autore misterioso rimasto anonimo. Testimonianza unica perché basata su fonti andate distrutte durante il Secondo conflitto mondiale. In libreria per Stamperia del Valentino

castello capri cover 250“L’isola di Capri ha invidiabile bibliografia. Dalla classica: greco-romana e medioevale fino alla moderna: estera e nazionale. Ma non tutti gli scrittori, gli storici e gli scienziati scrissero «ex professo» di essa, come si può rilevare, in certo qual modo, dalle bibliografie del Furchheim, del Fasulo e del Doria. I pochi, che si sono esclusivamente e direttamente occupati dell’isola, sono riusciti utili; meno gli storici, che non hanno portato alcun contributo alla verità. Dal Mangoni questi hanno copiato l’uno dopo l’altro, mentre vi è tanto materiale inedito nei Mss. delle biblioteche di Napoli, dei monasteri, delle Curie vescovili, dei Capi toli, delle Parrocchie, delle famiglie private (che hanno avuto relazione con Capri) e, soprattutto, del Grande Archivio di Napoli, da farmi rimanere attonito. Non ho esitato di ricorrere a queste fonti e dopo tredici anni di ricerche, prima, religiose sul Patrono S. Costanzo, patriarca di Costantinopoli e poi civili e politiche dell’isola, mi permetto di presentare come tesi di laurea, questo lavoretto, quasi frutto di non poche veglie nelle brumali pareti dell’ospedale militare di Aversa”. È così che esordisce il misterioso autore, rimasto anonimo, di questo libretto dal titolo “Il Castello di Capri nell’epoca angioina”, che l’editore Paolo Izzo, dopo averlo scovato durante le abituali opere di ricerca di testi “curiosi e inediti” (oppure sconosciuti e dimenticati), lo ha pubblicato nella collana Sotto il cappello della sua casa editrice Stamperia del Valentino (pagg 52, euro 10,00).

Si tratta di una tesi di laurea datata 1920 che tenta di far luce su un periodo della storia caprese che oramai traspare soltanto dalle strette stradine coperte e dai consunti archi ogivali che le scandiscono. “Ne valeva la pena? Ne siamo certi, vista anche la sorte subita nell’ultimo conflitto mondiale da tanti codici angioini, andati distrutti dalla cieca follia di chi intendeva cancellare le radici storiche di un popolo che doveva essere oggetto di conquista e che - per fortuna - non lo fu”, commenta l’editore.

Ebbene, come dichiara l’anonimo Autore, il suo lavoro è condotto appunto su tali Codici in un momento felice, perché precedente alla loro quasi totale dispersione. Tutto ciò quando nessuno degli scrittori precedenti si era preoccupato di compulsare tali preziose fonti. Tale circostanza rende questo volumetto una testimonianza unica, anche se (ne siamo coscienti) destinata a pochi cultori della storia del periodo e dell’Isola. Tanto è bastato per convincere Izzo a strapparlo all’oblio nel quale era relegato da ormai un secolo.

 

La casa editrice

Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico.

La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.

 

Sabato 3 dicembre a Villa Fernandes la presentazione del libro “La Turchia di Erdogan” di Valentina Rita Scotti

Locandina 250Saranno la # Turchia e il suo assetto politico, cruciali nella dimensione geopolitica attuale, i protagonisti del nuovo incontro dedicato ai libri del sabato mattina, a cura di Ileana Bonadies in collaborazione con l’Associazione culturale BLab

A ricostruirne la storia, le dinamiche, le ambizioni e le regressioni, a cento anni dalla sua fondazione, la studiosa Valentina Rita Scotti, autrice di " La Turchia di Erdogan " (il Mulino) che sarà ospite a Portici (Na), in Villa Fernandes (via Diaz 144), il prossimo 3 dicembre ore 10:30, insieme con il prof. Ciro Sbailó, preside della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali, Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT).

A cento anni dalla sua fondazione, la Turchia si trova a dover scegliere tra il consolidamento della democrazia e l’affermazione dell’autoritarismo. Recep Tayip Erdogan e il suo AKP, un partito di ispirazione religiosa che da vent’anni detiene il potere, promettono la costruzione di un paese "nuovo" in cambio di un progressivo accentramento del potere. In che modo stanno realizzando questo progetto? Promuovendo quali rotture e nel solco di quali continuità? Al costo di quali regressioni costituzionali? Tenendo insieme la storia e le istituzioni dello stato turco questo libro chiarisce gli scenari di un paese cruciale per dimensioni, posizione geopolitica e relazioni con il continente europeo.

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Valentina Rita Scotti è docente di Diritto Pubblico Comparato nella European Law and Governance School (ELGS) della European Public Law Organization (EPLO) in Grecia. Nella Law School della Koç University di Istanbul, dove è componente del Center for Gender Studies (Koç-Kam), ha insegnato Constitutional Law e Gender-based discrimination and Law. Sul sistema costituzionale turco ha tra l’altro pubblicato: «Il Costituzionalismo in Turchia fra identità nazionale e circolazione dei modelli» (Maggioli, 2015).

 

“Apollonio di Tiana- Il Filosofo riformatore” di G. R. Mead. In libreria per Stamperia del Valentino

 

apollonio di tiana 250Nato a Tiana in Cappadocia nel 4 d.C., Apollonio arriva a noicome una figura mitica nell’ambito del neopitagorismo del I secolo dell’era volgare. Tanto interesse suscitò negli ambienti occultistici tra l’800 e il ’900, tante anche le interpretazioni spurie o fantasiose. “Apollonio di Tiana- Il Filosofo riformatore”, opera di George Robert Stowe Mead, pur provenendo da quel mondo, presenta degli aspetti molto interessanti per una ricerca tradizionalmente e filologicamente sensata, verso la quale ci introduce la prefazione di Luca Valentini, tramite una disamina su Magia e Sapienza.

Questa edizione di Stamperia del Valentino è l’unica successiva a quella del 1926 a cura della casa editrice Fratelli Bocca di Torino, con la traduzione dell’Avv. G.B. Penne. Inserito nella collana Polifemi (250 pagine, euro 20) il libro, peruna maggiore e proficua comprensione del testo, è introdotto da Valentini il quale spiega: “Apollonio è stato ricordato nei secoli grazie alla complessa e non esente da arbitrarie interpretazioni biografia scritta da Filostrato, sembra su indicazione dell’imperatrice Giulia Domna, figlia del gran sacerdote ad Emesa della divinità solare siriaca El-Gabal, seconda moglie di Settimio Severo. In questa sede è riproposta l’opera che gli fu dedicata da un importante commentatore del ’900 degli studi classici, George Robert Stowe Mead (1863-1933 Londra) traduttore inglese e membro importante della Società Teosofica, in cui sono declinati i rapporti del neopitagorismo con il pensiero greco, con quello indiano, con la tradizione egizia e magica, con gli imperatori di Roma e con la sensibilità giuridico-religiosa dell’Urbe”.

 

Uno stralcio del libro

Un altro esempio ancora delle lezioni che Apollonio ritraeva dagli ordinari incidenti della vita: un giorno ad Efeso, trovandosi in uno degli ombrosi viali che circondavano la città, Apollonio spiegava ai suoi uditori come si debba aiutarsi gli uni gli altri. Molti passeri stavano appollaiati sopra un albero vicino, immobili e silenziosi. D’improvviso comparve un altro passero che si mise a cinguettare come se il medesimo annunciasse qualche cosa; tutti allora si diedero a cinguettare e si slanciarono dietro di lui. I superstiziosi uditori di Apollonio colpiti dalla condotta di questi passeri, vi cercarono un presagio. Ma Apollonio continuò il suo sermone. Egli spiegò che il passero venuto da prima solo, aveva invitato i suoi amici a un banchetto, in quanto un piccolo garzone, a causa d’una caduta in un sentiero vicino, aveva sparso del grano che portava dentro un recipiente. Questo garzone non ne aveva raccolta che una parte, poi se ne era andato. Il piccolo passero, avendo scorti questi grani sparsi, aveva immediatamente ricercati gli altri passeri per invitarli in certo qual modo a questo festino. La folla corse a verificare il fatto e poi ritornò mandando grida di meraviglia e d’ammirazione, sicché Apollonio soggiunse: «Voi vedete come i passeri si soccorrono tra loro e come essi condividono volentieri i loro beni. Gli uomini invece non approvano questo, ma per contro se vedono taluno partecipare i propri beni ad altri, lo tacciano di stravagante, di prodigo oppure con altri nomi simili, e inoltre battezzano quali adulatori e parassiti coloro che accettano una tale partecipazione. In siffatta condizione di cose, che ci resterebbe dunque a fare, se non di rimanercene in casa nostra e, come i volatili, da ingrassarsi, ingozzarci all’ombra fino a crepapelle?»

La casa editrice

Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico.

La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.

Giovedì 24 novembre il Portici Science Cafè ospita, a Villa Fernandes, la presentazione del libro “Che fine ha fatto Città della Scienza. Un giallo napoletano o una metafora del Mezzogiorno?” di Diletta Capissi

Locandina Capissi 250Il saggio Che fine ha fatto Città della Scienza. Un giallo napoletano o una metafora del Mezzogiorno? (Guida editori, 2022) scritto da Diletta Capissi, con la prefazione di Marco Demarco, sarà presentato giovedì 24 novembre alle ore 17:30 in Villa Fernandes (via Diaz 144, Portici), nell'ambito della programmazione del Portici Science Cafè.

A discuterne con l'autrice, Nino Daniele, già assessore alla Cultura del Comune di Napoli, e Ferruccio Diozzi, dell’Associazione Amici di Città della Scienza, introdotti da Vincenzo Bonadies, curatore del Portici Science Cafè.

Al centro della conversazione Città della Scienza, collocata nell’area tanto discussa di Bagnoli, di cui si ripercorrerà la storia e l'evoluzione come centro di divulgazione scientifica e museale ma anche come luogo di creazione di start up di successo, con un particolare focus sul periodo critico iniziato con l'incendio del 2013 fino al conflitto del 2017, cercando di individuare le cause e le responsabilità della sua parabola discendente. Da emblema di rigenerazione urbana, sociale ed economica, a progetto incompiuto sul cui valore di bene collettivo in primis le Istituzioni, forse, non hanno creduto e, di conseguenza, investito abbastanza lasciando divenisse l'ennesima metafora di un Mezzogiorno claudicante, pur nella sua eccellenza.

L'ingresso è libero.

Napoli. Presentazione libro “Il centravanti e la Mecca” (Paesi edizioni) di Rocco Bellantone

centravanti e mecca 250Si presenta martedì 22 novembre alle 16 a palazzo Corigliano in piazza san Domenico maggiore 12, il saggio inchiesta “Il centravanti e la Mecca” (Paesi edizioni), a cura di Rocco Bellantone con prefazione del Rettore Roberto Tottoli, che saranno presenti insieme a Gennaro Gervasio, docente di Storia dei paesi islamici all’Università Roma Tre.

Il libro inchiesta svela il rapporto tra calcio e mondo islamico: dall’oscurantismo dei Talebani agli attentati jihadisti, dalla tratta dei talenti africani agli stadi vietati alle donne in Iran, dall’acquisto di Manchester City e Paris Saint-Germain da parte degli sceicchi del Golfo ai discussi Mondiali in Qatar.

Prima di darsi alla politica Erdogan è stato per anni uno spietato attaccante nelle serie minori turche, guadagnandosi in campo il soprannome di Imam “Beckenbauer”. Una delle passioni segrete del leader di Al Qaeda Osama Bin Laden era il tifo per la squadra londinese dell’Arsenal. Saddam Hussein sognava di vedere la nazionale irachena ai Mondiali di Messico ’86. Per riuscire nell’impresa assoldò quattro allenatori brasiliani, passati poi alla storia come i “Califfi di Baghdad”.

Negli ultimi anni calciatori del calibro di Mohamed Salah, stella del Liverpool, Sadio Mané, passato dai Reds ai tedeschi del Bayern Monaco, e Paul Pogba, tornato alla Juventus dopo un’esperienza poco esaltante al Manchester United, hanno trascinato nel rettangolo verde la loro fede in Allah. Il resto lo hanno fatto i loro profili social, seguiti in tutto il mondo da decine di milioni di follower”.

 

Giovedì 17 novembre alle ore 18:00 allo Spazio Guida in via Bisignano, 11 Emanuele Buzzi presenta “Polvere di stelle. Storia segreta del movimento da Beppe Grillo alla scissione” (Solferino). 

Dialoga con l’autore Roberto Fico. Modera Simona Brandolini. Saluti introduttivi di Roberto Dante Cogliandro.

 

SINOSSI

buzzi cover 150Come ha fatto una forza nata dal nulla a conquistare partendo dalla Rete il centro della scena politica nazionale in pochi anni e poi a crollare altrettanto rapidamente? Quella dei Cinque Stelle è una storia unica e piena di paradossi. Il Movimento si basa sul web ma è spesso accusato di verticismo, ha avuto il più grande numero di parlamentari ma vanta il record di addii, ha fatto della giustizia uno dei suoi punti cardine ma è alle prese con continue controversie legali. Emanuele Buzzi, che ha seguito a lungo gli Stellati per il «Corriere della Sera», ne racconta ora la storia segreta, i dieci anni di ascesa, di trasformazione e forse di ritorno alle origini. È un percorso inedito che incrocia rapporti personali e retroscena rimasti nel cassetto, dai disegni di Gianroberto Casaleggio ai proclami di Beppe Grillo, dall'affermazione di Luigi Di Maio alle scelte ribelli di Alessandro Di Battista, dalla macchina del consenso Rousseau alle mosse di Virginia Raggi, dal ruolo di Roberto Fico al governo di Giuseppe Conte e alla scissione tra due anime della forza politica ormai inconciliabili. Fatti e misfatti di un Movimento anti-sistema arrivato al governo del Paese per poi ripudiarlo. Una parabola fatta di alleanze, scontri e veleni personali che hanno inciso, e non poco, nella storia recente della Repubblica.

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