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Finalista al Premio Letterario Nazionale Nicola Zingarelli “Cioccolata calda per due” di Nunzia Gionfriddo. Edizioni Phoenix Publishing

Copertina definitiva Cioccolata calda per due Nunzia Gionfriddo 250Si guadagna un posto di riguardo nella decade dei finalisti al Premio Letterario Nazionale Nicola Zingarelli, all’interno della sezione Narrativa Edita, il romanzo di Nunzia Gionfriddo “Cioccolata calda per due” pubblicato da Phoenix Publishing e già vincitore del Premio Milano International.
L’8 ottobre 2022 al Teatro Mercadante di Cerignola (Foggia), la proclamazione dei tre vincitori.
Romanzo articolato, basato su vicende storiche crude, “Cioccolata calda per due” non manca tuttavia di tenero romanticismo. Al centro della narrazione, i fatti tragici del secondo Dopoguerra che hanno interessato Istria, Dalmazia, Fiume, Trieste, il tentativo d’invasione serba della Bosnia, le atroci sofferenze e le decimazioni subite dalle popolazioni, nell’indifferenza delle grandi nazioni europee irrompono nella loro quotidianità. Dunque, storie di guerra, di paura e di attese.
Con l’obiettivo di approfondire le sue ricerche sulle vicende drammatiche avvenute nell’ex- Jugoslavia, Florinda chiede aiuto ad un giornalista, Giovanni. Presto, la donna si scontra con il dolore profondo e mai superato dell’uomo che in quegli eventi terribili ha perso la moglie. Ne nasce
un rapporto affettuoso fatto di scambi d’idee, ricordi, piccole condivisioni, riti comuni come una cioccolata al bar, una passeggiata nel quartiere, una gita al mare.
La storia di Giovanni, della sua famiglia e della moglie scomparsa, una misteriosa telefonata a un cellulare (“Pronto, amore…”) sono i temi di questo racconto a due voci che gioca tra amore e morte, tra leggerezza e tormenti, ed emergono come spruzzi di onde di un mare in tempesta, tra le
righe della posta elettronica o davanti a due tazze di cioccolata calda.
“Questo romanzo”, spiega l’autrice “nasce da varie sollecitazioni nel corso di almeno due anni. La prima emerse durante la presentazione di un mio romanzo “Gli angeli del rione Sanità”. Durante la discussione che si accese sul quesito se nelle aule scolastiche facesse più presa sugli studenti il manuale di Storia o il romanzo storico, una signora intervenne affermando che argomenti come, per esempio, il dramma delle foibe e l’esodo degli italiani da Pola, Istria e Dalmazia, per non parlare poi dei campi di concentramento nazisti e fascisti o titini, erano quasi del tutto ignorati da studenti e docenti”.
La seconda sollecitazione, racconta Nunzia Gionfriddo, fu inviata attraverso le onde della radio da Edoardo Camurri che leggeva da un giornale la provocazione di Alessandro Baricco: “Sapreste scrivere un racconto che abbia come spunto la telefonata: «Pronto, amore…».
Poche parole sull’ultimo, necessario capitolo che va ad aggiornare la precedente edizione. “Ho continuato a far parlare i miei protagonisti, per riportare in questo volume il resoconto storico dei fatti che riguardano il secondo Dopoguerra nella parte orientale della nostra Italia e il devastante assedio di Sarajevo a opera dei serbi di Milosevic”, continua l’autrice. “Da storica mi sono rifatta a varie fonti, ma da scrittrice ho usato i miei amati personaggi per aggiungere quello che la Storia non deve mostrare mai, ovvero lo sdegno, il raccapriccio, il giudizio, la pena…”.
Corredo fotografico di Alma Carrano.

Titolo: Cioccolata calda per due
Autore: Nunzia Gionfriddo
Collana: Talos
Pagine: 214
Formato: 148x210
Prezzo: € 16,90
EAN: 978-88-944808-8-7
Uscita: gennaio 2022
Edizione: nuova edizione
Pubblico: per tutti
Quarto posto al Premio Giovane Holden, 2018
Secondo posto al Premio Milano International, 2018
Menzione speciale di merito Ass. Pelasgo, 2020

L’AUTRICE
Nunzia Gionfriddo, è nata a Napoli e si è laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università
Federico II. Ha insegnato negli Istituti Medi Superiori. Ha collaborato con la Sapienza di Roma. In
questi ultimi anni si è dedicata alla stesura di romanzi di cui Chiocciole vagabonde è stato il primo.
Hanno fatto seguito, tra saggi e recensioni critiche, Raccontami la mia storia e Gli angeli del rione
Sanità, tutte opere premiate da associazioni nazionali e internazionali.
Si è interessata dei rapporti tra Scienza, Storia e Letteratura, partecipando al dibattito culturale con alcuni saggi come L’incanto della camera oscura in Giacomo Leopardi, pubblicato dalla Rivista Letteraria “R I S L” (Rivista Internazionale di Studi Leopardiani), diretta da Emilio Speciale e L’Ultrafilosofia si fa poesia, in “Leopardi e il pensiero scientifico”, a cura di Giorgio Stabile.

LA CASA EDITRICE
Phoenix Publishing è il ramo editoriale della Phoenix Film Production. Pubblica fumetti, saggistica, narrativa. L’obiettivo è quello di divulgare contenuti di alta qualità selezionando scrittori sia emergenti che affermati, con un’attenzione alle opere nuove, originali e dal sapore cinematografico.
Phoenix Publishing - www.phoenixproduzioni.com
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Della stessa collana:
Philip Kwok – I cinesi in Italia durante il Fascismo, Phoenix Publishing - EAN 9788894389623
Maria Lombardo – Un campo senza muri, Phoenix Publishing - EAN 9788894480870

 

CORRI E LASCIA CORRERE
Monologo sulle contraddizioni dell'essere
IL NUOVO LIBRO DI
ALICE ZANNONI
arriva a Buonanotte Contemporanea
domenica 28 agosto 2022- Montebello Sul Sangro – CH
10.30 camminata lungo il percorso LOOP NATURA
12.30 presentazione del libro e incontro con l’autrice

 

Copertina Corri e lascia correre 250Domenica 28 agosto 2022 BUONANOTTE CONTEMPORANEA - Montebello Sul Sangro (CH) presenta il secondo appuntamento di “In Bilico tra Buona e Cattiva Sorte” – eventi di agosto 2022 a Buonanotte che, dopo la presentazione del libro Atlante dei Paesi Fantasma di Riccardo Finelli, presentato da Carmela Palmieri lo scorso 6 agosto, vede protagonista Alice Zannoni.
Si parte alle ore 10:30 dal sito Buonanotte Contemporanea per una camminata veloce insieme all’autrice lungo il percorso LOOP NATURA per arrivare poi nel centro di Montebello Sul Sangro dove alle ore 12:00 Alice Zannoni racconterà il suo libro CORRI E LASCIA CORRERE - edito da NFC edizioni, dialogando con Maria Letizia Paiato.

L’evento è promosso e organizzato da CASaA architetti, RP//press, Associazione Green Abruzzo con il patrocinio di Comune di Montebello Sul Sangro e Borghi Ospitali.
Il LIBRO > CORRI E LASCIA CORRERE
Dopo il successo de L'arte contemporanea spiegata a mia nonna, Alice Zannoni per Nfc Edizioni nella collana Appropriè torna in libreria con un nuovo scritto che si allontana dal mondo dell’arte, dal suo ambito professionale, per esplorare e dare senso alla sua passione: il running.

Considerato non un semplice gesto atletico, il running è analizzato dall’autrice nelle sue motivazioni più profonde, quelle che la spingono, così come altri migliaia di corridori, a infilare le scarpe da corsa e andare. Con lo stesso metodo di osservazione e di analisi che Alice Zannoni applica all’opera d’arte, Corri e lascia Correre va oltre la superficie del visibile, per raccontare la pluralità interiore e narrare le contraddizioni emotive che abitano l’individuo.

Il risultato è un saggio “senza scaffale”. Non un manuale tecnico per sportivi, non un libro che affronta scientificamente o agonisticamente il movimento della corsa offrendo consigli motivazionali. Tutt'altro: Corri e lascia Correre non ha genere, spaziando dalla psicologia all'antropologia, dalle scienze sociali all'analisi critica del comportamento. Corri e lascia correre non è un libro sulla corsa, è un libro nella corsa. La corsa è il mezzo per dare voce all’inespresso che affiora nel caotico scontro tra le forze della ragione e l’impalpabile potenza delle correnti interiori.

Da oltre vent'anni, tutte le volte che Alice Zannoni inizia a correre si chiede: «Ma chi me lo fa fare?» Eppure continua a farlo, sebbene nessuno la obblighi. Se mi osservo - scrive l’autrice - è evidente che dentro di me c’è qualcuno che comanda e qualcuno che obbedisce, qualcuno che starebbe sul divano e qualcuno che, invece, scatta. Nel momento dell’“interrogatorio”, siamo almeno in due. Quanti altri io abitano l’essere?

In Corri e lascia correre, l'autrice corre e racconta lo scorrazzare dei pensieri, l'Alice critica d'arte osserva l'Alice runners, l'Alice donna parla con l'Alice bambina e con le tante altre sfaccettature della persona: come recita il sottotitolo, monologo sulle contraddizioni dell'essere, il saggio è un dialogo con sé stessi. Quando si corre si crede di essere da soli, invece si è in compagnia dei tanti sé di cui siamo fatti, delle proprie paure e gioie, dei propri pensieri.
Con lo stesso impatto che la corsa ha nella respirazione, così la scrittura, sempre incisiva, inizia moderata per diventare più intensa e nei sedici capitoli, ognuno concepito come una sessione di running, tra un passo e l’altro, si scaldano i muscoli, scandendo un percorso narrativo dove prende vigore il ritmo della riflessione. Come si alzano i battiti cardiaci si alza la dialettica dell’essere. Da qui Alice Zannoni affronta alcune categorie esistenziali come per esempio: l'immedesimazione eroica e divina, l'energia vitale propulsore di ogni istinto, la solitudine come necessità per la socialità. E ancora: la superbia considerata non come eccesso capitale, bensì come presenza necessaria per revisionare il presente, il vizio, senza il quale non può esserci virtù, la misura e il senso del dominio, il ritmo provocato dagli ostacoli rovescia positivamente il senso delle difficoltà, la genesi della creatività e il potere salvifico della fantasia, infine il desiderio di vittoria che deve fare i conti con la sconfitta e il fallimento.
A correre sono i pensieri e a manifestarsi è la vita nella sua ricchezza umana, per questo, implicitamente, il titolo del libro fa il verso al motto “vivi e lascia vivere” da cui prende ispirazione per la possibilità di far coesistere in ognuno i dilemmi senza che necessariamente la strada della conciliazione sia considerata l’unica possibile.
ALICE ZANNONI è nata ad Arzignano (Vicenza) il 30 marzo 1981. Vive e lavora a Bologna.
Si è laureata con Luciano Nanni in Estetica al Dams-Arte di Bologna, ateneo dove consegue anche il master di secondo livello in “Cultura dell'innovazione, mercati e creazione di impresa”. Si occupa da oltre quindici anni di arti visive come critica d'arte, curatrice indipendente e collabora come free lance con riviste del settore. Nell'anno accademico 2012-2013 è stata docente di Storia del Design presso la Laba | Libera Accademia di Belle Arti - di Rimini; nel 2013-2014 ha assunto l'incarico di Direttore Amministrativo della Fondazione Campori di Soliera. Nel 2013 ha ideato, fondato e diretto SetUp Contemporary Art Fair®, diventando in seguito Amministratore Unico. Nel 2015 ha aperto l'associazione Caravan Setup, di cui è Presidente.
Nel 2018 ha pubblicato il libro L'arte contemporanea spiegata a mia nonna (Nfc Edizioni) con oltre 50 presentazioni all'attivo e già due ristampe. È consulente per la progettazione e gestione di eventi culturali e per organizza laboratori formativi a enti privati e a istituzioni pubbliche. Ha all'attivo un centinaio di pubblicazioni tra cataloghi e articoli d'arte.
Più che critica ama definirsi "osservatrice contemporanea".

Sabato 20 agosto 2022 la presentazione del libro di Angelo Montella “La vita è una partita doppia – Storia di Angelo e del Teatro Nuovo”. A Santa Croce del Sannio - Benevento, assieme all’autore, ne discutono Stefano De Matteis, Angelo Curti e Benedetto Casillo. A seguire, lo spettacolo “Il resto della settimana” con Peppe Servillo

Cover libro montella 2 250Si presenta sabato 20 agosto 2022 alle ore 18,30 in piazzetta Tito Varrone a Santa Croce del Sannio - Benevento, “La vita è una partita doppia – Storia di Angelo e del Teatro Nuovo” di Angelo Montella, edizioni Liguori, nell’ambito dell’ottava edizione della rassegna culturale – diretta da Benedetto Casillo – ScenAria-Teatro da respirare, presentata dal Comune in collaborazione con la Pro-loco e l’associazione Galanti.
Con l’autore ne discutono Stefano De Matteis e Angelo Curti tra le letture di Benedetto Casillo e le musiche di Edo Puccini. A seguire, alle ore 21,15 al teatro all’aperto in piazza Aldo Moro, Peppe Servillo legge alcuni brani tratti dal libro di de Giovanni Il resto della settimana, accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo dal chitarrista Cristiano Califano. Un titolo che rimanda al tempo trascorso in un piccolo bar dei Quartieri Spagnoli a Napoli, prima e dopo la partita degli Azzurri. Un gruppo variegato di persone, senza barriere sociali, culturali o di rango, si dà appuntamento per commentare i fatti calcistici della settimana. Ciascuno svela di sé la propria natura di tifoso ma anche quella umana, rivelando l’umore e la storia di una città che resta un multiforme teatro all’aperto.
Tornando alla presentazione del volume, Angelo Montella in queste intense 189 pagine racconta la sua vita partendo dall’infanzia vissuta negli anni del Dopoguerra in un quartiere popolare periferico di Napoli, dei primi lavori, della parentesi da dirigente aziendale, dell’impiego in Arabia Saudita fino alla scelta di tornare a Napoli con un progetto coraggioso: un teatro d’avanguardia.
Il libro, che si avvale dell’introduzione di Stefano De Matteis e della postfazione di Goffredo Fofi, è soprattutto la storia temeraria di un’impresa culturale e artistica in un territorio complesso, aggressivo e pericoloso come lo erano i Quartieri Spagnoli degli anni Ottanta. “Se a trentun anni mi avessero detto: «Tu aprirai un teatro», mi sarei messo a ridere. Se a trentatré anni mi avessero detto: «Tu aprirai un teatro», avrei risposto: «Sì, il 24 novembre». Era il 1980. Non potemmo inaugurarlo per via del terremoto. Dovemmo aspettare circa un anno”. Così Montella ci introduce alla sua storia appassionante fatta di emozioni, sacrifici, vittorie. Ma andiamo con ordine e partiamo dalle parole introduttive di De Matteis: “Con la fine degli anni Sessanta entriamo nella seconda vita di Angelo: l’interesse teatrale sarà la scintilla che accenderà i fuochi, i falò e i roghi che verranno negli anni a seguire. Tutto questo avviene in un momento storico che possiamo riconoscere come eccezionale. Siamo al centro di quello spazio fisico in cui maestri e ribelli si incontrano, e così la rivolta diventa invenzione e la tradizione svela i suoi aspetti necessari nella sperimentazione”. E, infatti, sono gli anni straordinari in cui Leo de Berardinis e Perla Peragallo si trasferirono a Marigliano; Eduardo De Filippo ospitò il Living Theatre; Antonio Neiwiller mise in campo le sue prime ricerche teatrali; Carlo Cecchi fondò il Gran Teatro debuttando con ’A morte dint’ ’o lietto ’e don Felice. Mentre Gennaro Vitiello, con il Teatro Esse, realizzava spettacoli rimasti memorabili. Ed è con Vitello che Angelo collaborò, prima col Teatro Esse e poi con Libera Scena Ensemble. Erano anche gli anni in cui Roberto De Simone fondò la Nuova Compagnia di Canto Popolare che debuttò al San Ferdinando, in alternanza agli spettacoli di Eduardo.
“Ma noi giovanissimi non andavamo solo a Marigliano da Leo e Perla o a Torre del Greco da Vitiello”, continua De Matteis. “Perché Gennaro esigeva conoscenza, anche di libri ma non solo: almeno una volta a settimana la tappa fissa era la sceneggiata, al Teatro 2000, dove si esibiva la straordinaria compagnia con Trottolino, Liliana e Beniamino Maggio, di cui Angelo ci racconta; oppure inseguivamo il teatro dei pupi dei fratelli Perna con il loro baraccone itinerante, che si stabiliva in provincia per diversi mesi, dove eseguivano in alternanza i due grandi cicli: Le avventure e la morte di Tore ’e Criscienzo o la Storia dei reali di Francia, cioè uno spettacolo liberamente tratto dalle avventure della Tavola Rotonda”.
Gli anni Sessanta/Settanta non furono solo questo, ma anche ricerca sociale, lavoro di base, impegno politico. “L’animazione teatrale muoveva i primi passi; Fabrizia Ramondino aveva fondato l’ARN (Associazione Risveglio Napoli) e poi la Mensa dei bambini proletari divenne un centro importante di discussione, dibattito e partecipazione...”. Insomma, questo lungo ed emozionante racconto di Montella pullula di fatti, storie intramontabili, personaggi e, soprattutto, di luoghi. Non resta che immergersi nella lettura delle sue pagine.

L’AUTORE
Angelo Montella nasce a San Gennaro Vesuviano (Napoli) il 12 febbraio 1946. Ha lavorato per diversi anni come direttore amministrativo e, dopo un’esperienza di due anni in Arabia Saudita, a trentun anni torna a Napoli e cambia radicalmente vita, iniziando una lunga e proficua carriera teatrale.

 

Foto Locandina libro 250L’investigatore dell’Arma, protagonista dei romanzi scaturiti dalla penna del giornalista Giovanni Taranto, si presenta all’appuntamento pre-estivo con un’indagine nuova di zecca: “Requiem sull’ottava nota”.
Il nuovo giallo, che promette di bissare e superare il successo di “La fiamma spezzata”, è in tutte le librerie dal 17 giugno, e sta mietendo tantissimi “click” di prenotazione sulle piattaforme on line.
Già a pochissimi giorni dall’uscita ufficiale, il nuovo titolo è stato protagonista di presentazioni in tutta Italia, esordendo al Festival del Giornalismo organizzato da Leali delle Notizie, in Friuli.
La Avagliano Editore, con la pubblicazione del secondo “noir” del cronista campano, conferma di aver dato l’avvio alla serialità delle avventure dell’investigatore romano inviato al comando di una Compagnia della Benemerita ai piedi del Vesuvio.
Le due storie, pur essendo legate dalla presenza degli stessi protagonisti principali, sono perfettamente fruibili in maniera indipendente.
Dopo il cold-case che lo ha visto protagonista nel 2021 per risolvere il mistero della strana morte di un giovane Carabiniere, con “Requiem sull’ottava nota”, Mariani si troverà a dover fare i conti con racket, droga, omicidi e guerre fra cosche. Il tutto reso più complicato e intrigante da una serie di pizzini anonimi apparentemente incomprensibili. Sullo sfondo, la vita di caserma, le tradizioni pasquali, il folclore e la filosofia del Vesuviano.
Un libro, questo secondo giallo di Taranto, che può aprire gli occhi ai lettori su come i clan operino, su come le mafie gestiscano i propri affari, su cosa sia la “mafiosità” e come rischi di influire sulla vita di migliaia di giovani e giovanissimi, costretti, fin da bambini, a vivere immersi nella controcultura camorristica.
Questo romanzo, ha scritto nella prefazione Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia dal 2013 al 2017 è fondamentale “…per comprendere le cause storiche, economiche e sociali che hanno reso la camorra parte integrante del tessuto sociale Vesuviano, di Napoli e della sua area metropolitana”.
Quello di Giovanni Taranto, spiega ancora il magistrato, è “…un modo nuovo di raccontare la lotta per la legalità e la giustizia, guardandola in faccia, dall’interno. Fuori dal paralizzante giudizio sui mali di Napoli e della sua area metropolitana, che oscilla da sempre tra rassegnazione autoassolutoria all’ineluttabilità della camorra e ottimismo consolatorio di chi spera che, prima o poi, il bene prevarrà sul male. Qui si intravede una via di uscita”.
Intrigante la trama di questa nuova avventura del Capitano Mariani, ambientata negli anni ‘90, pochi mesi dopo gli avvenimenti narrati ne “La fiamma spezzata”.
In “Requiem sull’ottava nota” troviamo il nostro ufficiale alle prese con camorra, mafia, estorsioni, droga e microcriminalità. Pochi spiragli per la vita familiare. Pasqua è vicina. L’attività del racket si intensifica. Uno showroom viene devastato per costringere il titolare a pagare il pizzo. Gli scontri fra cosche per il controllo dello spaccio si inaspriscono. Un sedicenne, usato come sentinella da una delle “famiglie” rivali, rimane ferito gravemente in un raid. Mariani indaga, affiancato dal Nucleo Operativo, dalla Pm napoletana Clara Di Fiore, e dall’amico Gianluigi Alfano, nerista. Ai due casi si intrecciano omicidi irrisolti e nuovi scontri a fuoco. Ma un mistero complica le indagini. Mariani riceve dei messaggi anonimi, inizialmente indecifrabili. Il mittente sembra voler indicare ai Carabinieri i responsabili di episodi estorsivi, traffici di stupefacenti, boss e killer delle fazioni in guerra. C’è da fidarsi? Chi c’è dietro quelle soffiate? Qual è il suo vero interesse? Al capitano Mariani, l’onere di decifrare le criptiche indicazioni dell’enigmatico informatore e trovare prove concrete che le confermino. Per farlo, dovrà scavare nel ventre della città vecchia e confrontarsi con personaggi particolari, spesso inquietanti. Il tutto tentando di strappare il minorenne ferito e il suo fratellino a un destino segnato, al soldo della camorra.

 

Foto Raffaele Taranto 150Giovanni Taranto, pur essendo nato a Vico Equense, vive da sempre a Torre Annunziata. È giornalista specializzato in cronaca nera, giudiziaria, investigativa. Sue, alcune delle più importanti inchieste sulla camorra del Napoletano. Dal 2019 al 2021 ha presieduto l’Osservatorio permanente per la legalità oplontino, il cosiddetto “Osservatorio anticamorra”. È stato tra i fondatori di Metropolis Network, dal 1995 al 2013 una delle realtà di punta del giornalismo in Campania. Come direttore di Metropolis TV, realizzando programmi con magistratura e associazioni antiracket, ha contribuito a svelare molti retroscena del crimine organizzato e della mafia del Vesuvio. Oggi è condirettore di «Social News», house organ di Auxilia Onlus, e tiene seminari di giornalismo in diversi atenei. Cintura nera 7° Dan di Taekwondo e 4° Dan di Hapkido (European Hapkido Federation), è Grand Master Unitam/Song Moo Kwan. Insegna arti marziali nella scuola pubblica, per l’autodifesa femminile e per il recupero dei minori a rischio. È un operativo del Gruppo di Fatto della sezione di Pompei dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

 

0 250Si intitola “Cucina in rock” il libro recentemente pubblicato dallo chef Antimo Puca. Un libro che unisce due grandi passioni e che, a tempo di musica, esplora la vita e i piatti del pluripremiato chef di Aversa. Un excursus sulla sua carriera dalle origini ai giorni nostri. Tra le onorificenze più importanti ricevute da Puca quella dei “Discepoli di Escoffier” di cui Antimo tiene sempre presente la citazione “La semplicità non esclude la bellezza” riconducendola alla sua cucina. Nel libro lo Chef ripercorre con tono informale ed in prima persona le vicende della sua carriera che si fondono con le sue personali esperienze. Le cucine, gli incontri, i vinili, i concerti, tutto ciò che lo appassiona di più e che riesce a fondere per dar vita a piatti che si contraddistinguono per genuinità e per il ritmo delle note che ne hanno accompagnato il concepimento fino alla realizzazione. Un avvicendarsi di luoghi, persone, episodi, artisti e canzoni che hanno costellato il suo mondo, dall’Istituto Alberghiero di Sorrento all’Expo di Milano e oltre. Un’avventura costellata di tanti episodi, successi, ostacoli ma soprattutto un grande concentrato di realtà e di vita vissuta con le sfumature del rock. La vita e la cucina sono entrambe la fusione di vari stili che si amalgamano e danno vita sempre a nuove creazioni. E per Antimo mentre la passione per la cucina cresceva di pari passo aumentava quella per la musica. “Cucina in rock” racconta la passione per Bob Marley, il primo concerto visto da Antimo a Milano, il 27 giugno del 1980, “con un sacco a pelo e cinquemila lire in tasca” e l’apertura del concerto affidata ad un giovanissimo Pino Daniele. Nei viaggi dello chef sin da allora il fulcro sono stati i mercati, dove assaggiare i piatti tradizionali ed i cibi più esotici, ed i negozi di dischi, alla ricerca dei vinili migliori. Puca racconta i suoi inizi in Germania, il concerto dei Rolling Stones a Napoli nel 1982 e i numerosi concerti che seguirono. La passione per Anthony Bourdain ed il suo particolare e trasgressivo modo di intendere la cucina si unisce a quella per il classico e intramontabile Gualtiero Marchesi. Nel libro vengono riportati piccoli segreti e consigli di cucina. Seguono tredici ricette abbinate a tredici indimenticabili brani del rock, racconto di una vita tra gusto e ritmo. Musica come ispirazione, musica come accompagnamento, musica come esaltazione di sapori e forme, sempre con attenzione alle sonorità e ai colori. Così a “Natty dread” di Bob Marley & The Wailers, del 1974, e alla sfrenata passione per la Jamaica si affiancano le “Linguine alla Black Buona Donna”, ad “Aftermath” dei Rolling Stones, del 1966, è dedicata la “Sinfonia di spigola e patate alla fiamma”, e alla mitica “Napoli Centrale” dei Napoli Centrale del 1975 è abbinata la “Pasta e patate a modo mio”, un piatto tutto da scoprire, ricco di tradizione, passione e innovazione. Antimo dice che nella sua cucina c’è sempre una radio accesa per ascoltare musica proprio perché il collegamento tra queste due arti è per lui inscindibile.

Giuseppe De Girolamo

PRESENTAZIONE LIBRO
NUOVI CITTADINI. Diventare italiani nell’era della globalizzazione
di Salvatore Strozza, Cinzia Conti, Enrico Tucci
Edizioni Il Mulino, 2021

Martedì 7 giugno 2022 ore 15.30
Officine Gomitoli
Lanificio, Piazza Enrico De Nicola, 46 Napoli

L'iniziativa rientra tra le attività ricreative e culturali della rassegna Giugno dei Giovani 2022 del Comune di Napoli


Locandina presentazione libro Nuovi Cittadini 250Martedì 7 giugno, nella sede di Officine Gomitolo all’ex Lanificio di Piazza Enrico De Nicola, dalle ore 15.30 si presenta il libro NUOVI CITTADINI. Diventare italiani nell’era della globalizzazione di Salvatore Strozza, Cinzia Conti e Enrico Tucci. Introduce Elena de Filippo, Presidente Dedalus cooperativa sociale È previsto l’intervento di Non siamo (ius) soli giovani fruitori e fruitrici degli spazi pomeridiani interculturali dedicati allo studio e alla creatività che accolgono il pubblico giocando al Gioco dell’Oca sulla cittadinanza. A dialogare con Salvatore Strozza e Cinzia Conti ci sono Achouek Zouari e George Osayande, peer tutor del progetto B.Es.T; Ruwani Perera e Fatima Ouazri, operatrici interculturali Dedalus; Chiara Marciani, Assessora Politiche Giovanili Comune di Napoli; Nilla Romano, Docente vicaria I.C. Bovio Colletta. Modera Ismahan Hassen, operatrice interculturale Dedalus.
La società italiana sta diventando sempre più multiculturale. Negli ultimi anni la popolazione residente ha preso a trasformarsi in un insieme più complesso ed eterogeneo di individui per via di importanti cambiamenti, lenti ma strutturali. Oltre ai 5 milioni di stranieri residenti, oggi vivono stabilmente in Italia più di 1 milione e 500 mila nuovi cittadini, cioè persone straniere alla nascita che sono poi diventate italiane.
Il volume dà volto e voce alle ultime generazioni, ai nuovi e nuove italiane, mostrando le loro caratteristiche, ricostruendo i percorsi di accesso alla cittadinanza, individuando le ragioni che ne hanno determinato le scelte e tracciando le prospettive che il futuro riserva loro. Figlie e figli di stranieri, nati sul territorio italiano, devono attendere il 18esimo anno di età per accedere alla cittadinanza, che è un riconoscimento formale ma anche identitario. Consente di godere degli stessi diritti in ambito politico, elettorale, ma anche di potersi spostare in Europa, per studio, lavoro. L’acquisizione della cittadinanza è per molte persone il raggiungimento di un traguardo o il riconoscimento dell’appartenenza alla comunità nazionale. In un mondo sempre più interconnesso riconoscere l’appartenenza a persone che sono diventate parte integrante e costitutiva della nostra società vuole dire collegarsi con altre realtà del pianeta capaci di produrre occasioni di progresso.

Salvatore Strozza, è ordinario di Demografia dell’Università Federico II di Napoli, coordina il Master in Gestione delle migrazioni e dei processi di accoglienza e inclusione, è Presidente della Società Italiana di Economia Demografia e Statistica. Cinzia Conti è ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Statistica.
Il Gioco dell’Oca sulla Cittadinanza, di cui daranno un assaggio le ragazze e i ragazzi che frequentano il laboratorio interculturale di Officine Gomitoli, è nato con l’obiettivo di sensibilizzare e informare sulla legge 91/1992 che regola il diritto alla cittadinanza italiana. Una legge ormai superata, che presenta un iter tortuoso e complicato per le seconde generazioni. Permette di conoscere, in maniera ludica, attraverso imprevisti e difficoltà, le complicazioni che si incontrano nella trafila che si è costretti a sperimentare per diventare cittadine e cittadini italiani.

locandina evento 7 giugno 250Ottaviano onora le donne che contribuirono alla nascita della Repubblica Italiana. Lo farà con la presentazione del libro di Eliana Di Caro Le Madri della Costituzione (ed. Il sole 24 Ore) giornalista del Sole 24 Ore e storica. La manifestazione è promossa dalla sezione Fidapa locale, dalla associazione culturale Dies Artis Semper e dall’Amministrazione Comunale. “La presentazione del libro di Eliana Di Caro a Ottaviano è l’ennesima testimonianza dell’attivismo dell’associazionismo in città, sempre teso a fare proposte culturali valide. Ringrazio di cuore la Fidapa e Dies Artis Semper che hanno voluto organizzare l’iniziativa. Peraltro, nel libro viene citata anche una ottavianese, Maria De Unterrichter Jervolino, che fu eletta nell’Assemblea Costituente: un motivo in più per accogliere con orgoglio e soddisfazione questa presentazione “ afferma il sindaco Luca Capasso.“ Queste 21 donne di cui parleremo sono state straordinarie, con la loro determinazione hanno avuto un ruolo significativo per l’affermazione della democrazia in Italia, siamo ben felici di ricordarle” afferma Elvira Troianiello presidente della Fidapa ottavianese. 21 furono le madri costituenti e tra esse cinque svolsero questo ruolo insieme ai mariti. Una di queste coppie fu quella di Angelo Raffaele Jervolino e Maria De Unterrichter. Di origini ottavianesi il primo altoatesina la seconda che a seguito del coniuge spesso soggiornò nel paese vesuviano e ebbe forti relazioni in particolar modo con il sindaco di allora il cav Enrico Jervolino. “Con questo evento intendiamo avviare una progettualità tesa a fare Memoria di questi nostri illustri concittadini verso cui gli italiani tutti hanno un debito di riconoscenza. Mi emoziona molto pensare che la nostra bella Costituzione italiana ha una matrice ottavianese. In questo evento attenzioneremo particolarmente la figura di Maria De Unterrichter grazie al libro di Eliana Di Caro ma seguiranno altre manifestazioni dedicate ad entrambi i coniugi Jervolino-DeUnterrichter. Furono antifascisti e pagarono un prezzo altissimo per questo. La loro storia fatta va fatta conoscere e indicata a modello” dichiara Rosa Carillo Ambrosio presidente della Dies Artis Semper

La presentazione vedrà la partecipazione oltre che dell’autrice anche di Francesca Russo, vicepresidente della Fondazione Nilde Jotti e docente di storia delle dottrine politiche all’Unisob ma soprattutto nipote dei coniugi Jervolino in quanto figlia di Rosa Russo Jervolino più volte ministro e sindaco di Napoli.

L’appuntamento è alle ore 18:00 presso la sala consiliare Pasquale Cappuccio del comune di Ottaviano in p.zza San Francesco.

Maggio dei libri 250Il libro è una porta verso pianeti straordinari e avventure incredibili, e soprattutto lo strumento fondamentale per orientarsi in un mondo che riscrive continuamente se stesso. Il Centro per il libro e la lettura – istituto autonomo del Ministero della Cultura – per la dodicesima edizione de Il Maggio dei Libri promuove al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 19 al 23 maggio, il ciclo di incontri Leggere al futuro. Si parte da un importante appuntamento sulle città Capitali italiane del libro e si continua a riflettere sul futuro della lettura attraverso quattro incontri in cui gli autori ospiti – da Dacia Maraini a Piergiorgio Odifreddi, da Luca Serianni a Maurizio Ferraris, da Fabio Geda a Deny Menghini – indagano le ragioni profonde che hanno permesso ai libri di sopravvivere nel tempo, restandone sempre gli interpreti primari.

Dopo Chiari nel 2020 e Vibo Valentia nel 2021 è Ivrea la Capitale italiana del libro 2022: l’appuntamento d’apertura di Leggere al futuro dedicato alle città Capitali italiane del libro è in programma giovedì 19 maggio (ore 16, Sala Lisbona). Un momento per discutere del ruolo centrale di queste realtà nella valorizzazione della lettura, immaginando il libro come elemento fondamentale del sistema sociale, culturale e politico del nostro Paese. Paola Passarelli (direttore generale Biblioteche e Diritto d’autore), Marino Sinibaldi (presidente del Centro per il libro e la lettura), Angelo Piero Cappello (direttore del Centro per il libro e la lettura), Paolo Verri (Coordinatore di Ivrea 2022), Stefano Sertoli (sindaco di Ivrea), Maria Limardo (sindaco di Vibo Valentia) e Massimo Vizzardi (sindaco di Chiari) si confrontano e provano a scrivere insieme un manifesto della lettura del futuro.

Ma il futuro si può interpretare solo conoscendo il presente: venerdì 20 maggio, nella seconda giornata del Salone, il Centro per il libro approfondirà questa suggestione con due incontri. Si parte alle10.30 con l’evento, rivolto a giovani e studenti, Chiavi di lettura (Sala Oro) che vede la scrittrice Dacia Maraini e il matematico e saggista Piergiorgio Odifreddi, in dialogo con Angelo Piero Cappello, confrontarsi sui libri che secondo la loro opinione hanno “aperto” nuovi orizzonti su argomenti ritenuti particolarmente significativi, favorendo una riflessione seria, concreta e stimolante sulle questioni che caratterizzano il presente. Gli incontri proseguono nel pomeriggio con Istruzioni per l’uso dei libri nel terzo millennio (ore 17.15, Sala Madrid) dove Marino Sinibaldi e il linguista Luca Serianni si interrogano sul confine fra carta e parole per scoprire come verrà utilizzata la lingua scritta, quali strumenti la veicoleranno e se riuscirà ad assimilare, trasformandoli in ricchezza, tutti gli stimoli che vengono da un mondo dinamico e globalizzato come il nostro.

Alla funzione terapeutica dei libri è dedicato l’incontro Libri per pazienti pediatrici in programma sabato 21 maggio (ore 17.15, Sala Lisbona): in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, l’appuntamento vede in dialogo Angelo Piero Cappello con la psicologa e psicoterapeuta, Deny Menghini. Dal rotolo al codice, dai manoscritti agli incunaboli: sono tante le forme che i libri hanno avuto nel corso della storia. A chiusura del ciclo, il 22 maggio, Marino Sinibaldi, il filosofo Maurizio Ferraris e lo scrittore Fabio Geda discutono di Come cambiano i libri (ore 16.15, Sala Lisbona), considerando non solo l’aspetto materiale ma anche l’evoluzione del loro ruolo sociale e politico all’interno della società.

Il ciclo di incontri Leggere al futuro si inserisce all’interno de Il Maggio dei Libri, la campagna del Centro per il libro che promuove la lettura e che fino al 31 maggio invita a realizzare iniziative ispirate al tema istituzionale ContemporaneaMente. Leggere per comprendere, un gioco di parole che rappresenta lo spirito sempre attuale del progetto e la sua capacità di stimolare pensiero critico, confronto e dialogo. A oggi, la campagna conta già oltre 3.300 iniziative.

 

 

Domani a Caserta
Enrico Ianniello presenta il suo ultimo libro al liceo Manzoni
«Alfredino, laggiù»: un romanzo sulla storia che sconvolse l'Italia


liceo manzoni caserta 200Un graditissimo ritorno al liceo Manzoni di Caserta quello di Enrico Ianniello, già autore di romanzi di successo, oltre che attore, regista ed interprete casertano. Mercoledì 27 aprile sarà nuovamente nell’Aula Magna del rinomato liceo casertano, guidato dalla Dirigente Scolastica Adele Vairo, per presentare il suo ultimo libro “Alfredino, laggiù”. L’evento sarà introdotto dalla Dirigente Adele Vairo e a moderare l’incontro sarà il conduttore radiofonico di Radio Marte, Gigio Rosa. Ne parlano con l’autore Maria Varone e Alda Della Selva, docenti del Dipartimento di Lettere del liceo Manzoni. «L’azione del liceo Manzoni è da sempre improntata alla valorizzazione e alla promozione della cultura – ha commentato la preside Adele Vairo – la presenza di artisti, come Enrico Ianniello, nel nostro liceo è una testimonianza viva di quanto per noi sia fondamentale programmare incontri unici per i nostri allievi. L’opportunità di confrontarsi con i grandi testimoni dell’editoria e della narrazione contemporanea si configura come occasione per far sì che i nostri “manzoniani” possano davvero apprezzare la bellezza della cultura». L’incontro con Ianniello sarà trasmesso in diretta sui canali social del Campus Manzoni. Del volume saranno letti alcuni passi dagli alunni del Laboratorio di Teatro Classico. A quarant’anni dalla tragedia di Alfredino Rampi, Ianniello torna, con un romanzo di commovente dolcezza, all’incidente che sconvolse il Paese segnando, per molti aspetti, una cesura dopo la quale niente è più stato come prima.

 

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