A Boscotrecase la presentazione del libro:
A lume di memoria. La civiltà orizzontale di Antonio Cirillo
Sabato 12 novembre 2022 a Boscotrecase, nella chiesa Ave Gratia Plena, dopo la celebrazione eucaristica officiata da don Antonio Balzano, parroco della chiesa detta L’Annunziatella, considerata uno dei luoghi di culto più belli e antichi alle falde del Vesuvio, come ha ricordato don Antonio Balzano nel suo intervento di saluto, più volte visitata, perché rimasto affascinato, dal Beato Bartolo Longo, si è tenuta la presentazione del libro di Antonio Cirillo “A lume di memoria. La civiltà orizzontale” edito da Il quaderno edizioni.
Don Antonio Balzano, a proposito dell’importanza della memoria storica del territorio, al ritorno alle radici ben evidenziate nel libro di Antonio Cirillo, nato a Boscotrecase e battezzato proprio nella chiesa dell’Annunziatella, ha anche ricordato che nell’amena cittadina vesuviana di Boscotrecase, alla Via Annunziatella, l’8 settembre 1833 nacque il cardinale Giuseppe Antonio Ermenegildo Prisco, morto a Napoli il 4 febbraio 1923. Per ricordare la figura del dotto Prelato, “figlio di Boscotrecase”, riconosciuto in tutta Europa per la sua fama di filosofo e di studioso il prossimo anno nel mese di febbraio, nel centenario della sua morte, ha proseguito don Antonio Balzano, saranno organizzate numerose iniziative liturgiche e culturali.
La presentazione del libro di Antonio Cirillo “A lume di memoria. La civiltà orizzontale”, promossa dalla Pro Loco di Boscotrecase,
presieduta dal vulcanico Antonio Giordano, edito dall’associazione culturale di Boscoreale Il Quaderno Edizioni, presieduta da Stefania Spisto, è stata l’occasione per rivivere, come ha scritto l’autore, “La civiltà orizzontale quella delle cortine, cortili in dialetto, delle quali era un tempo disseminata la fertile campagna vesuviana, uno spazio libero intorno a cui vivevano decine di famiglie contadine e dove si trascorrevano le giornate facendo vita sociale in comunità, in solidarietà e in rivalità”. Antonio Cirillo, già magistrato, collaboratore di importanti testate giornalistiche come Il Mattino e il Roma, scrittore e vincitore di premi letterari, da sempre impegnato culturalmente e nel sociale, ha contribuito con il suo lavoro e il suo impegno a dare visibilità e lustro alla cultura non solo della cittadina di Boscotrecase, dove è nato, ma a tutto il territorio vesuviano. Su questo libro di Antonio Cirillo, scritto con linguaggio chiaro e semplice, quasi a ripercorre anche il modo di comunicare che veniva usato quando ci si riuniva nelle cortine, si è sviluppata una interessante riflessione sul fenomeno del ritorno alle proprie origini, rivolto soprattutto alle nuove generazioni per non dimenticare la propria identità, per descrivere luoghi, fatti e personaggi. Un excursus per rivivere gli usi e i comportamenti delle persone che vivevano i cortili, agorà per vivere anche in solidarietà e in modo semplice, aiutandosi a vicenda nella vita quotidiana anche se, come scrive l’autore “le cortine erano il terreno di incontro e di scontro di ragazzi e ragazze che, nei loro contrasti e nelle loro riconciliazioni, si esercitavano ad affrontare e superare i futuri ostacoli della società, il teatro dei primi amoreggiamenti e delle prime scazzottate per gelosia, l’aia comune di allevamento degli animali domestici e di essiccazione delle conserve, la ribalta delle gioie condivise – le nascite, le cresime, i matrimoni – ma anche del compianto funebre, confortato dal consuòlo alimentare dei parenti”.
Francesco Manca
Nella splendida cornice del Piano Nobile di Palazzo Foscolo, location prestigiosa, dal punto di vista sia urbanistico che culturale, della bellissima e operosa cittadina di Oderzo, nel trevigiano, si è tenuta l’attesa manifestazione di presentazione dell’opera dell’ebolitano Roberto D’Elia, dal titolo “Formazione 4.0: il futuro”, edita dalla GoldenGate Edizioni di Roma. Nell’introdurre l’evento, il senatore Raffaele Lauro, curatore del rivoluzionario manuale, nella duplice versione in italiano e in inglese, dopo aver magnificato la storia dell’antico “municipium” romano, centro strategico di attività agricole e commerciali dell’impero, dal I secolo d. C. a oggi, ha letto alla platea degli industriali, degli imprenditori, dei manager e degli operatori commerciali veneti, un significativo messaggio augurale per l’iniziativa, pervenutogli, per l’occasione, dal prefetto di Treviso, S. E. Angelo Sidoti. Questi, tra l’altro, ha scritto: “La formazione 4.0 rappresenta la chiave di volta per raggiungere gli obiettivi strategici che abbiamo di fronte, perché essa può e deve rappresentare, per ogni realtà produttiva, un’opportunità sulla quale necessariamente investire il massimo delle risorse disponibili, pubbliche e private”. Nell’intervento di saluti istituzionali, il sindaco di Oderzo, ingegnere Maria Scardellato, ha sottolineato l’impegno costante della sua amministrazione a promuovere l’ammodernamento tecnologico e digitale del tessuto industriale della città. Allo stesso modo, la neo deputata al Parlamento, onorevole Marina Marchetto, ha esaltato la formazione, come cultura, alla base dello sviluppo economico, e si è impegnata a seguire, nel dibattito sulla legge di bilancio 2023, il capitolo delle risorse da destinare al welfare aziendale, a partire dalla formazione. Dal canto suo, il consigliere della Fondazione Oderzo Cultura, dottor Roberto Carrer, a nome della presidente, professoressa Maria Teresa De Gregorio, si è detto onorato di poter ospitare, presso la loro sede di Palazzo Foscolo, una manifestazione di livello nazionale e di interesse per l’economia locale, provinciale e regionale. Interessanti spunti di riflessione, nel merito del libro e, in generale, per il futuro aziendale, nella formazione dei dipendenti, negli equilibri finanziari delle imprese, nella ricerca&sviluppo, nella robotica applicata ai processi produttivi, nonché nella transizione digitale e tecnologica del mondo produttivo e del lavoro, sono stati offerti dai due autorevoli relatori: il presidente della Camera di Commercio di Treviso Belluno, Mario Pozza, e il presidente della Confartigianato Oderzo Motta, Armando Sartori. Il direttore dell’Unità Organizzativa di Formazione della Regione Veneto, dottor Fabio Menin, ha illustrato, infine, tutte le iniziative di formazione, a livello regionale, per inserire i giovani, adeguatamente formati, anche a livello informatico, nelle strutture produttive e industriali del Veneto. L’autore dell’opera, dottor Roberto D’Elia, dopo i ringraziamenti di rito a quanti hanno reso possibile la presentazione pubblica del suo lavoro a Oderzo, ha spiegato e chiarito, nei dettagli, la funzionalità del metodo formativo da lui teorizzato, in base a una decennale esperienza consulenziale a livello nazionale, metodo applicabile alle piccole, medie e grandi imprese, con i relativi vantaggi fiscali. Il successo della manifestazione è stato sancito dai reiterati applausi dei numerosi imprenditori presenti, vivamente interessati all’opera di D’Elia e al dibattito seguito. Lauro, in chiusura, ha annunziato le prossime tappe del tour di presentazioni 2022, che si terranno rispettivamente a Roma e a Eboli.
Lo scrittore sorrentino Raffaele Lauro presenta a Palazzo Foscolo, sabato 5 novembre, ore 16.30, il libro del salernitano Roberto D’elia “Formazione 4.0: il futuro”. Interverranno il Sindaco di Oderzo e il presidente della Fondazione Oderzo CulturaDopo il successo, anche mediatico, della presentazione, in anteprima nazionale, a Salerno, nel salone di rappresentanza dello storico Palazzo della Provincia, del libro di Roberto D’Elia “FORMAZIONE 4.0: IL FUTURO - Ricerca, sviluppo e innovazione nella formazione aziendale. Il modello REP.A.RE.T”, edito dalla GoldenGate Edizioni di Roma, prosegue il tour delle presentazioni con il programmato appuntamento nella bella e operosa cittadina di Oderzo. L’evento, non solo altamente culturale, ma significativo per la ripresa economica e produttiva del prezioso e ricco tessuto imprenditoriale della provincia trevigiana, sarà ospitato, per gentile concessione della Fondazione Oderzo Cultura, sabato 5 novembre 2022, alle ore 16.30, presso il Piano Nobile del prestigioso Palazzo Foscolo, in via Garibaldi, 65, e sarà introdotto e moderato dal curatore e prefatore dell’opera, lo scrittore e saggista, ex prefetto e senatore della Repubblica, Raffaele Lauro. In apertura, prenderanno la parola, per i saluti istituzionali e le considerazioni di merito, il sindaco di Oderzo, Maria Scardellato, e il presidente della Fondazione Oderzo Cultura, Maria Teresa De Gregorio. Seguiranno gli interventi dei relatori: Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Oderzo Motta e Carlo Antiga, presidente Banca Credito Cooperativo Prealpi San Biagio. Terrà le attese conclusioni Fabio Menin, direttore Unità Organizzativa Formazione della Regione Veneto. Seguiranno i ringraziamenti dell’autore, Roberto D’Elia, che ha dichiarato: “Legato professionalmente, come consulente nazionale della Formazione 4.0, al mondo delle imprese del Veneto, sono sinceramente grato agli amici Giuliano Rorato, Roberto Carrer, Ivanoe e Giordano Chiaratti, per aver fortemente voluto questo incontro di riflessione pubblica sul mio manuale, che illustra un nuovo metodo di formazione, da me elaborato sulla base delle esperienze professionali, maturate nel tempo. Sono onorato, altresì, per la partecipazione delle importanti rappresentanze istituzionali della città e della regione, nonché, nella qualità di relatori, di prestigiosi esponenti del mondo economico-finanziario del Veneto”.
La nuova iniziativa dell’Associazione Vivoanapoli Associazione di Promozione Sociale presieduta da Emilia Leonetti, e della Fondazione Guida alla Cultura – Ente del Terzo Settore presieduta da Diego Guida
Per la collana I Polifemi di Stamperia del Valentino, arriva in libreria “Sulla fine dei tempi” di Luigi Angelino (euro 18, pagg 164).
Per la collana I Cinquecento di Stamperia del Valentino, in libreria torna John Peter con Studi napoletani - Memorie di un osservatore Protestante nella Napoli del 1880 (242 pagg. euro 23), scritto a Napoli in francese e finora mai tradotto. Testo del tutto dimenticato, oggi rivede la luce come testimonianza storica ricca di informazioni su società e territorio partenopei di fine Ottocento.
Da sempre l’esistenza dell’uomo è stata un impasto di vita e morte, con confini molto più labili di quello che si potrebbe pensare. Come non esistono soltanto il Bianco e il Nero, così anche tra quegli stati dell’esistenza esiste da sempre una commistione. Una zona grigia dove morte e vita coesistono, in un campo ben più concreto di quello dell’immaginario. La morte viene a trovare i vivi e ne attraversa il cammino, senza che per questo la vita cessi. Su questo solco si dipana il volume “La Zucca, la Morte e il Cavaliere - Reminiscenze druidiche di un Halloween del 1200 in Terra di Puglia” di Davide Sirchia, che Stamperia del Valentino ripropone in occasione della tradizionale festa dei morti del 2 novembre.
Sebastián Matta è stato uno degli artisti più rappresentativi e originali del Novecento. Ma se la sua opera è nota, esposta nei maggiori musei del mondo, ciò che offre questo libro è un ritratto più intimo, domestico, che si arricchisce di sfumature man mano che si sfogliano le lettere, i biglietti, le cartoline inviate a Luisa Laureati, che di Matta è stata prima rappresentante per l’Italia, poi amica e confidente di una vita. Grazie ai sorprendenti disegni, agli schizzi improvvisati, alle immaginifiche illustrazioni – a volte accenni, altre vere e proprie opere pensate per la destinataria ‒ con cui Matta adornava sia gli scambi epistolari sia le comunicazioni più estemporanee, scopriamo così l’artista nella sua quotidianità, i lati ignoti del suo carattere, il suo rapporto con le donne e con il denaro, le piccole manie, la sua generosità.
Per la collana I Cinquecento di Stamperia del Valentino, in libreria La Leggenda di san Gennaro (82 pagg. euro 12), un volume di John Peter mai tradotto. Scritto a Napoli in francese nella seconda metà dell’Ottocento, era stato del tutto dimenticato e oggi, grazie alla curiosità e alla tenacia dell’editore Paolo Izzo, torna alla luce come testimonianza di particolare pregio culturale.