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A Boscotrecase la presentazione del libro:

A lume di memoria. La civiltà orizzontale di Antonio Cirillo

 

Copertina libro 250Sabato 12 novembre 2022 a Boscotrecase, nella chiesa Ave Gratia Plena, dopo la celebrazione eucaristica officiata da don Antonio Balzano, parroco della chiesa detta L’Annunziatella, considerata uno dei luoghi di culto più belli e antichi alle falde del Vesuvio, come ha ricordato don Antonio Balzano nel suo intervento di saluto, più volte visitata, perché rimasto affascinato, dal Beato Bartolo Longo, si è tenuta la presentazione del libro di Antonio Cirillo “A lume di memoria. La civiltà orizzontaleedito da Il quaderno edizioni.

Don Antonio Balzano, a proposito dell’importanza della memoria storica del territorio, al ritorno alle radici ben evidenziate nel libro di Antonio Cirillo, nato a Boscotrecase e battezzato proprio nella chiesa dell’Annunziatella, ha anche ricordato che nell’amena cittadina vesuviana di Boscotrecase, alla Via Annunziatella, l’8 settembre 1833 nacque il cardinale Giuseppe Antonio Ermenegildo Prisco, morto a Napoli il 4 febbraio 1923. Per ricordare la figura del dotto Prelato, “figlio di Boscotrecase”, riconosciuto in tutta Europa per la sua fama di filosofo e di studioso il prossimo anno nel mese di febbraio, nel centenario della sua morte, ha proseguito don Antonio Balzano, saranno organizzate numerose iniziative liturgiche e culturali.

La presentazione del libro di Antonio Cirillo “A lume di memoria. La civiltà orizzontale”, promossa dalla Pro Loco di Boscotrecase,Foto dellautore e partecipanti 250 presieduta dal vulcanico Antonio Giordano, edito dall’associazione culturale di Boscoreale Il Quaderno Edizioni, presieduta da Stefania Spisto, è stata l’occasione per rivivere, come ha scritto l’autore, La civiltà orizzontale quella delle cortine, cortili in dialetto, delle quali era un tempo disseminata la fertile campagna vesuviana, uno spazio libero intorno a cui vivevano decine di famiglie contadine e dove si trascorrevano le giornate facendo vita sociale in comunità, in solidarietà e in rivalità”. Antonio Cirillo, già magistrato, collaboratore di importanti testate giornalistiche come Il Mattino e il Roma, scrittore e vincitore di premi letterari, da sempre impegnato culturalmente e nel sociale, ha contribuito con il suo lavoro e il suo impegno a dare visibilità e lustro alla cultura non solo della cittadina di Boscotrecase, dove è nato, ma a tutto il territorio vesuviano. Su questo libro di Antonio Cirillo, scritto con linguaggio chiaro e semplice, quasi a ripercorre anche il modo di comunicare che veniva usato quando ci si riuniva nelle cortine, si è sviluppata una interessante riflessione sul fenomeno del ritorno alle proprie origini, rivolto soprattutto alle nuove generazioni per non dimenticare la propria identità, per descrivere luoghi, fatti e personaggi. Un excursus per rivivere gli usi e i comportamenti delle persone che vivevano i cortili, agorà per vivere anche in solidarietà e in modo semplice, aiutandosi a vicenda nella vita quotidiana anche se, come scrive l’autore “le cortine erano il terreno di incontro e di scontro di ragazzi e ragazze che, nei loro contrasti e nelle loro riconciliazioni, si esercitavano ad affrontare e superare i futuri ostacoli della società, il teatro dei primi amoreggiamenti e delle prime scazzottate per gelosia, l’aia comune di allevamento degli animali domestici e di essiccazione delle conserve, la ribalta delle gioie condivise – le nascite, le cresime, i matrimoni – ma anche del compianto funebre, confortato dal consuòlo alimentare dei parenti”.

                                                                                                                                                                                                                           Francesco Manca

ODERZO (TREVISO). TRA CULTURA ED ECONOMIA: TRIONFALE SUCCESSO DELLA PRESENTAZIONE DEL MANUALE “FORMAZIONE 4.0: IL FUTURO” DI ROBERTO D’ELIA, CURATO DAL SENATORE RAFFAELE LAURO

 

Lauro Foto Presentazione libro 250Nella splendida cornice del Piano Nobile di Palazzo Foscolo, location prestigiosa, dal punto di vista sia urbanistico che culturale, della bellissima e operosa cittadina di Oderzo, nel trevigiano, si è tenuta l’attesa manifestazione di presentazione dell’opera dell’ebolitano Roberto D’Elia, dal titolo “Formazione 4.0: il futuro”, edita dalla GoldenGate Edizioni di Roma. Nell’introdurre l’evento, il senatore Raffaele Lauro, curatore del rivoluzionario manuale, nella duplice versione in italiano e in inglese, dopo aver magnificato la storia dell’antico “municipium” romano, centro strategico di attività agricole e commerciali dell’impero, dal I secolo d. C. a oggi, ha letto alla platea degli industriali, degli imprenditori, dei manager e degli operatori commerciali veneti, un significativo messaggio augurale per l’iniziativa, pervenutogli, per l’occasione, dal prefetto di Treviso, S. E. Angelo Sidoti. Questi, tra l’altro, ha scritto: “La formazione 4.0 rappresenta la chiave di volta per raggiungere gli obiettivi strategici che abbiamo di fronte, perché essa può e deve rappresentare, per ogni realtà produttiva, un’opportunità sulla quale necessariamente investire il massimo delle risorse disponibili, pubbliche e private”. Nell’intervento di saluti istituzionali, il sindaco di Oderzo, ingegnere Maria Scardellato, ha sottolineato l’impegno costante della sua amministrazione a promuovere l’ammodernamento tecnologico e digitale del tessuto industriale della città. Allo stesso modo, la neo deputata al Parlamento, onorevole Marina Marchetto, ha esaltato la formazione, come cultura, alla base dello sviluppo economico, e si è impegnata a seguire, nel dibattito sulla legge di bilancio 2023, il capitolo delle risorse da destinare al welfare aziendale, a partire dalla formazione. Dal canto suo, il consigliere della Fondazione Oderzo Cultura, dottor Roberto Carrer, a nome della presidente, professoressa Maria Teresa De Gregorio, si è detto onorato di poter ospitare, presso la loro sede di Palazzo Foscolo, una manifestazione di livello nazionale e di interesse per l’economia locale, provinciale e regionale. Interessanti spunti di riflessione, nel merito del libro e, in generale, per il futuro aziendale, nella formazione dei dipendenti, negli equilibri finanziari delle imprese, nella ricerca&sviluppo, nella robotica applicata ai processi produttivi, nonché nella transizione digitale e tecnologica del mondo produttivo e del lavoro, sono stati offerti dai due autorevoli relatori: il presidente della Camera di Commercio di Treviso Belluno, Mario Pozza, e il presidente della Confartigianato Oderzo Motta, Armando Sartori. Il direttore dell’Unità Organizzativa di Formazione della Regione Veneto, dottor Fabio Menin, ha illustrato, infine, tutte le iniziative di formazione, a livello regionale, per inserire i giovani, adeguatamente formati, anche a livello informatico, nelle strutture produttive e industriali del Veneto. L’autore dell’opera, dottor Roberto D’Elia, dopo i ringraziamenti di rito a quanti hanno reso possibile la presentazione pubblica del suo lavoro a Oderzo, ha spiegato e chiarito, nei dettagli, la funzionalità del metodo formativo da lui teorizzato, in base a una decennale esperienza consulenziale a livello nazionale, metodo applicabile alle piccole, medie e grandi imprese, con i relativi vantaggi fiscali. Il successo della manifestazione è stato sancito dai reiterati applausi dei numerosi imprenditori presenti, vivamente interessati all’opera di D’Elia e al dibattito seguito. Lauro, in chiusura, ha annunziato le prossime tappe del tour di presentazioni 2022, che si terranno rispettivamente a Roma e a Eboli.

Oderzo (Treviso). Cultura ed economia.

 

news formazione 4o il fut 250Lo scrittore sorrentino Raffaele Lauro presenta a Palazzo Foscolo, sabato 5 novembre, ore 16.30, il libro del salernitano Roberto D’elia “Formazione 4.0: il futuro”. Interverranno il Sindaco di Oderzo e il presidente della Fondazione Oderzo CulturaDopo il successo, anche mediatico, della presentazione, in anteprima nazionale, a Salerno, nel salone di rappresentanza dello storico Palazzo della Provincia, del libro di Roberto D’Elia “FORMAZIONE 4.0: IL FUTURO - Ricerca, sviluppo e innovazione nella formazione aziendale. Il modello REP.A.RE.T”, edito dalla GoldenGate Edizioni di Roma, prosegue il tour delle presentazioni con il programmato appuntamento nella bella e operosa cittadina di Oderzo. L’evento, non solo altamente culturale, ma significativo per la ripresa economica e produttiva del prezioso e ricco tessuto imprenditoriale della provincia trevigiana, sarà ospitato, per gentile concessione della Fondazione Oderzo Cultura, sabato 5 novembre 2022, alle ore 16.30, presso il Piano Nobile del prestigioso Palazzo Foscolo, in via Garibaldi, 65, e sarà introdotto e moderato dal curatore e prefatore dell’opera, lo scrittore e saggista, ex prefetto e senatore della Repubblica, Raffaele Lauro. In apertura, prenderanno la parola, per i saluti istituzionali e le considerazioni di merito, il sindaco di Oderzo, Maria Scardellato, e il presidente della Fondazione Oderzo Cultura, Maria Teresa De Gregorio. Seguiranno gli interventi dei relatori: Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Oderzo Motta e Carlo Antiga, presidente Banca Credito Cooperativo Prealpi San Biagio. Terrà le attese conclusioni Fabio Menin, direttore Unità Organizzativa Formazione della Regione Veneto. Seguiranno i ringraziamenti dell’autore, Roberto D’Elia, che ha dichiarato: “Legato professionalmente, come consulente nazionale della Formazione 4.0, al mondo delle imprese del Veneto, sono sinceramente grato agli amici Giuliano Rorato, Roberto Carrer, Ivanoe e Giordano Chiaratti, per aver fortemente voluto questo incontro di riflessione pubblica sul mio manuale, che illustra un nuovo metodo di formazione, da me elaborato sulla base delle esperienze professionali, maturate nel tempo. Sono onorato, altresì, per la partecipazione delle importanti rappresentanze istituzionali della città e della regione, nonché, nella qualità di relatori, di prestigiosi esponenti del mondo economico-finanziario del Veneto”.

RILEGGIAMO I CLASSICI - L’INDIFFERENZA
CICLO DI INCONTRI DI VIVOANAPOLI e FONDAZIONE GUIDA ALLA CULTURA ETS su QUATTRO GRANDI AUTORI CLASSICI

Primo appuntamento su Giacomo Leopardi
sabato 22 ottobre alle ore 10 al PAN Palazzo delle Arti

Lara Sansone 1 250La nuova iniziativa dell’Associazione Vivoanapoli Associazione di Promozione Sociale presieduta da Emilia Leonetti, e della Fondazione Guida alla Cultura – Ente del Terzo Settore presieduta da Diego Guida
Sabato 22 ottobre alle ore 10 al PAN Palazzo delle Arti (via dei Mille 60),
nella Sala Roberto di Stefano prenderà il via il primo ciclo di incontri Rileggiamo i classici dal titolo “L’indifferenza”, da un’idea di Emilia Leonetti e Fabiana Cacciapuoti.
Quattro incontri con quattro grandi autori della letteratura: Giacomo Leopardi, Pierpaolo Pasolini, Alberto Moravia, Albert Camus.
Obiettivo dell’iniziativa è portare all’attenzione l’importanza della lettura dei classici, che può aiutare a scoprire le nostre radici, la nostra identità, per prendere coscienza della nostra realtà.
“Da sempre la lettura è stata il principale veicolo di conoscenza della natura umana – afferma Emilia Leonetti - dei suoi difetti e dei suoi limiti, delle sue grandezze e delle sue miserie. Diventa per questo importante per l’associazione Vivoanapoli APS organizzare incontri che abbiano al centro libri immortali su cui pubblicamente confrontarsi”.
“L’attività di promozione della lettura vede impegnata la Fondazione Guida alla Cultura – ETS tutto l’anno con manifestazioni di ambito diverso. Dopo il festival della Filosofia e Campania libri, stavolta una rassegna che punta sul piacere della rilettura dei classici della letteratura che, come diceva Calvino, sono “libri che non hanno mai finito di dire quel che hanno da dire’” sottolinea Diego Guida, presidente della Fondazione Guida alla Cultura.
Il primo incontro è dedicato a “Lo Zibaldone” di Giacomo Leopardi. A introdurlo sarà Diego Guida in qualità di Presidente della Fondazione Guida alla Cultura- ETS, interverrà la studiosa Fabiana Cacciapuoti, responsabile del Fondo leopardiano della Biblioteca Nazionale di Napoli, autrice per Donzelli e Feltrinelli di diversi libri su Giacomo Leopardi, in particolare di edizioni tematiche dello Zibaldone, coordina Emilia Leonetti con Vivoanapoli.
All’attrice e regista Lara Sansone il compito di leggere alcune pagine del capolavoro di Leopardi.

I PROSSIMI INCONTRI
26 novembre “Dalle Ceneri di Gramsci gli Scritti Corsari” dedicato a Pierpaolo Pasolini. Interverrà Franco Zabagli responsabile del Gabinetto Vieusseux di Firenze per le carte “pasoliniane”. Legge Daniele Russo
28 gennaio 2023 “Gli indifferenti” di Alberto Moravia”. Interverrà Laura Desideri, Responsabile carte di Moravia presso il Gabinetto Vieusseux.
25 febbraio 2023 “Dallo Straniero alla Peste” dedicato ad Albert Camus. Interverrà il filosofo Luigi Capitano.

“Sulla fine dei tempi”. Luigi Angelino reinterpreta i vecchi testi, alla luce dei nuovi flagelli, dalla pandemia alla guerra in Europa. In libreria per Stamperia del Valentino

cover La fine dei tempi 250Per la collana I Polifemi di Stamperia del Valentino, arriva in libreria “Sulla fine dei tempi” di Luigi Angelino (euro 18, pagg 164).
Con le espressioni “Ultimi tempi” o “Ultimi giorni”, le profezie bibliche e di altre civiltà antiche si riferiscono ad un’epoca di eventi straordinari e drammatici: tutto ciò che dovrebbe avvenire nella fase conclusiva dell’esistenza del mondo, almeno nella versione in cui noi lo conosciamo. Nell’angoscia collettiva cristiana, “gli Ultimi tempi” sono caratterizzati dell’avvento dell’Anticristo, l’emissario di Satana sulla Terra, la persona capace di nascondere la propria somma iniquità, travestendosi di finta luce e conquistando un potere immenso sull’intero pianeta, un potere che potrebbe manifestarsi nell’ambito politico, religioso e finanziario. Ma i discorsi sugli “Ultimi tempi” possono avere una connotazione laica, oltrepassando la dimensione puramente religiosa. L’Anticristo, infatti, non è da considerarsi per forza come una persona, ma può essere visto come un’ideologia corrotta e blasfema che, abbandonando qualsiasi ambizione metafisica, si deumanizza nel materialismo più sfrenato, dove “il marchio senza il quale non si può comprare o vendere” costituisce la punizione che si autoinfligge lo stesso genere umano. Senza alcuna esagerazione millenarista, i recenti eventi tragici, come la pandemia da Covid-19, il conflitto bellico sul territorio europeo che fa temere un’escalation nucleare, nonché la dilagante crisi economica, che arricchisce pochi ed impoverisce la maggior parte della popolazione mondiale, ci spingono a reinterpretare i vecchi testi, alla luce dei nuovi flagelli, con l’occhio vigile e razionale di chi non perde mai la speranza.

Volume acquistabile su tutte le piattaforme di settore e sul sito della casa editrice: www.stamperiadelvalentino.it

L’autore
Luigi Angelino nasce a Napoli, dove si laurea in Giurisprudenza. Nel 2017 pubblica il romanzo “Le tenebre dell'anima”, nel 2018 la sua versione inglese “The darkness of the soul” e la raccolta di saggi “I miti: luci e ombre”. Nel 2019, il thriller filosofico-teologico, “La redenzione di Satana I-Apocatastasi”. Nel 2020, “L'arazzo dell'apocalisse di Angers” e “Pandemia - Il mondo sta cambiando”, nonché il racconto dedicato a sua madre “Anna”.
Nel 2021 ha prodotto “Nel braccio di Orione”, un viaggio onirico attraverso il sistema solare, “La redenzione di Satana II - Apostasia”, “La ricerca del divino”. Nello stesso anno è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana.

 

La casa editrice
Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico. La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.

Titolo: Sulla fine dei tempi
Autore: Luigi Angelino
Collana: I Polifemi
Prezzo: € 18,00
Pagine: 164
ISBN: 979-12-80721-26-6
Disponibilità: Ottobre 2022

 

 

“Studi napoletani - Memorie di un osservatore Protestante nella Napoli del 1880” una testimonianza dimenticata di John Peter. In libreria per Stamperia del Valentino

studi napoletani cover 250Per la collana I Cinquecento di Stamperia del Valentino, in libreria torna John Peter con Studi napoletani - Memorie di un osservatore Protestante nella Napoli del 1880 (242 pagg. euro 23), scritto a Napoli in francese e finora mai tradotto. Testo del tutto dimenticato, oggi rivede la luce come testimonianza storica ricca di informazioni su società e territorio partenopei di fine Ottocento.
Il volume, infatti, comprende una raccolta di dodici saggi brevi sul colore locale di quella Napoli post unitaria, ex capitale, in cui - ancora incerti sulla effettiva bontà degli allora recenti accadimenti - si agitavano gli animi dei neo sudditi del subentrato regno sabaudo. Un periodo di passaggio in cui la città soffriva il disequilibrio tra una permanenza borbonica, nei costumi e nelle coscienze, e un inizio di disinganno, anche in coloro che avevano auspicato il passaggio al nuovo regime e a un’Italia-Una.
John Peter (Jean-Charles) era uomo colto e curioso, raccolse i suoi principali scritti in due volumi: Études napolitaines (1882) pubblicato a Napoli e a Losanna, e Nouvelles ètudes napolitanes (1887), di prossima pubblicazione sempre per Stamperia del Valentino.
Proveniente da una famiglia di Ginevra, dov’era nato nel 1833, nel 1860 Peter fu in Borgogna (Chalon-sur-Saone), poi a Saint-Denis, nel cuore di Parigi, e nel 1866 arrivò a Napoli, dove fu pastore della chiesa francese fino all’86. Nel 1878 pubblicò l’opuscolo sul domenicano Padre Rocco (1700-1782), che Dumas definì “più potente a Napoli del Sindaco, dell’Arcivescovo, e anche del Re”. Nel 1884 Peter si dedicò alla stesura del testo sulla leggenda di san Gennaro, altro libro dimenticato, ma recentemente tradotto e edito da Stamperia del Valentino.

I due volumi di John Peter sono acquistabili su tutte le piattaforme di settore e sul sito della casa editrice: www.stamperiadelvalentino.it

La casa editrice
Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico. La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.

Titolo: Studi napoletani
Sottotitolo: Memorie di un osservatore Protestante nella Napoli del 1880
Autore: John Peter
Collana: I Cinquecento
Prezzo: € 23,00
Pagine: 242
ISBN: 979-12-80721-23-5
Disponibilità: Ottobre 2022

 

 

In libreria “La Zucca, la Morte e il Cavaliere - Reminiscenze druidiche di un Halloween del 1200 in Terra di Puglia” di Davide Sirchia. Stamperia del Valentino

 

cover zuccaDa sempre l’esistenza dell’uomo è stata un impasto di vita e morte, con confini molto più labili di quello che si potrebbe pensare. Come non esistono soltanto il Bianco e il Nero, così anche tra quegli stati dell’esistenza esiste da sempre una commistione. Una zona grigia dove morte e vita coesistono, in un campo ben più concreto di quello dell’immaginario. La morte viene a trovare i vivi e ne attraversa il cammino, senza che per questo la vita cessi. Su questo solco si dipana il volume “La Zucca, la Morte e il Cavaliere - Reminiscenze druidiche di un Halloween del 1200 in Terra di Puglia” di Davide Sirchia, che Stamperia del Valentino ripropone in occasione della tradizionale festa dei morti del 2 novembre.
Mille le storiche leggende e tradizioni tramandate nella civiltà contadina. Tra queste Orsara di Puglia ha un posto privilegiato, non fosse altro che la fama della sua nobile e antica tradizione dei “Fuoca cost e cocc prijatorie” oggi viene molto da vicino insidiata da altre più recenti mode anglosassoni. Questo libro, che rientra nella collana Sotto il cappello (pagg 160, euro 20), getta luce su una tradizione che perde le sue origini nella notte dei tempi, ma che nel paese dauno è vitale quanto mai. Un salto nella atemporalità profonda della psiche umana, in un saggio antropologico di immenso fascino ed eterea gradevolezza.
“Essendo mio desiderio condurre uno studio nel sud Italia che non fosse la Sicilia”, spiega l’autore nelle note, “ho deciso di attingere alla cultura pugliese, che dal punto di vista storico e antropologico forniva gli stimoli necessari alla ricerca che intendevo compiere. Ho iniziato a preparare il terreno, prendendo contatti con gente che potesse indicarmi i luoghi e ricevendo, così, una panoramica di diversi calendari festivi. Ho quindi ritagliato la zona di interesse: una delle due montuose del Tavoliere di Puglia, ossia il sub-appennino Dauno”.
Dunque, è ad Orsara, quasi al confine con la Campania, che Sirchia ha attinto espressioni storico-culturali e notizie di rituali magico-religiosi divenute, a seguito di approfondimenti, la colonna portante di questo libro.

Uno stralcio dell’opera
“La festa dei morti ad Orsara di Puglia, unico esempio in Italia, è particolarmente sentita ma non ha alcuna eco nei paesi limitrofi. La preparazione inizia nelle prime ore del mattino del 31, con la raccolta di ginestre e altri arbusti nelle campagne orsaresi. Il tempo festivo si avvia alle 19:00 del 31 ottobre con la celebrazione della Santa messa cattolica, in ricordo dei defunti; ma entro la mezzanotte dello stesso giorno, le strade del paese devono essere libere dalla presenza dei vivi, poiché una credenza popolare vuole che a quell’ora passi la processione dei morti. Al termine della messa del 31 ottobre, vengono accesi i cosiddetti fuoca cost; tutto il paese ne è illuminato: in ogni via, piazza e vicolo è presente almeno un fuoco. Attorno vi si radunano le persone del luogo; i viandanti, come se facessero un pellegrinaggio tra un fuoco e l’altro, alimentano le cataste in fiamme aggiungendo piccoli frammenti di legno, in segno di rispetto per i defunti dei proprietari dei fuochi, gesto che li ammette a partecipare al consumo dei pasti. Un tempo, la festa - che a mezzanotte attraversava le vie del paese nel massimo silenzio - nasceva come segno di rispetto verso i cari defunti. Nessuno poteva osservare tale processione se non le maghe, vale a dire coloro che godevano di una protezione magica. Le maghe si posizionavano ai quadrivi o punti di raccordo di strade, nelle zone più antiche del paese e pronunciavano formule stabilite, a noi non pervenute. Osservavano il corteo tenendo la testa rigidamente ferma, con gli occhi fissi su una bacinella d’acqua e reggendo con l’altra mano una candela accesa”.

Volume acquistabile su tutte le piattaforme di settore e sul sito della casa editrice: www.stamperiadelvalentino.it

La casa editrice
Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico. La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.

Titolo: La Zucca, la Morte e il Cavaliere
Sottotitolo: Reminiscenze druidiche di un Halloween del 1200 in Terra di Puglia
Autore: Davide Sirchia
Collana: Sotto il cappello
Prezzo: € 20,00
Pagine: 160
ISBN: 978-88-95063-72-0
Disponibile: In libreria, sul sito della casa editrice e sui canali online

MATTA. Lettere a Luisa

IN LIBRERIA DAL 28 OTTOBRE

Treccani Libri / Fuori collana / Euro 29 / Pag 226 / Illustrato

 

 Il dolore dell’arte è raro, è cosmico. È una disgrazia feroce che non si esprime con le lacrime. È un dolore con molte catene, molte frecce, e tante ferite. È un dolore fatto di umiliazione, che consuma l’immaginazione, che ti risveglia dai sonni profondi e ti fa soffrire in nome della tua specie. È la piaga invisibile. È lì che nasce, se mai nasce, il talento dell’artista.
Matta

Matta COVER 250Sebastián Matta è stato uno degli artisti più rappresentativi e originali del Novecento. Ma se la sua opera è nota, esposta nei maggiori musei del mondo, ciò che offre questo libro è un ritratto più intimo, domestico, che si arricchisce di sfumature man mano che si sfogliano le lettere, i biglietti, le cartoline inviate a Luisa Laureati, che di Matta è stata prima rappresentante per l’Italia, poi amica e confidente di una vita. Grazie ai sorprendenti disegni, agli schizzi improvvisati, alle immaginifiche illustrazioni – a volte accenni, altre vere e proprie opere pensate per la destinataria ‒ con cui Matta adornava sia gli scambi epistolari sia le comunicazioni più estemporanee, scopriamo così l’artista nella sua quotidianità, i lati ignoti del suo carattere, il suo rapporto con le donne e con il denaro, le piccole manie, la sua generosità.

Apre il volume una toccante introduzione di Luisa Laureati, che rammenta le origini di un’amicizia che ha segnato il suo percorso umano e professionale e ci riconduce al clima culturale e artistico del tempo; segue un’intervista di Antonio Gnoli a un Matta ormai novantenne, ancora incredibilmente lucido e brillante; un saggio di Giulia Lotti e un’autobiografia dell’artista. Chiude infine la pubblicazione, lo speciale contributo di Giuliano Briganti, storico dell’arte, marito di Luisa, che di Matta è stato amico e acuto critico.
«Le lettere contenute in questo volume – scrive Luisa Laureati – sono il racconto del nostro patto di allora e del nostro rapporto, durato fino alla sua morte, il 23 novembre 2002: l’inizio del mio lavoro e della mia vita di mercante, una vita bellissima che non ho mai rimpianto».

Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren (Santiago del Cile 1911 - Civitavecchia 2002) apparteneva a un’antica e agiata famiglia basca, imparentata con l’allora presidente del Cile. Dopo essersi laureato in architettura all’Universidad Católica di Santiago, nel 1934 si trasferì a Parigi per lavorare presso lo studio dell’architetto Le Corbusier. Qui conobbe Picasso, Dalí, García Lorca, Breton. Nel 1937 aderì al movimento surrealista e due anni dopo si trasferì a New York. Nel 1948 tornò in Europa, stabilendosi prima a Roma e poi a Parigi. Espose, tra l’altro, alla Biennale di San Paolo nel 1962, a Berlino nel 1970 e ad Hannover nel 1974. Nel 1990 ha ricevuto il Premio Nazionale d’Arte del Cile.

Luisa Laureati è stata una delle protagoniste della scena intellettuale romana fin dal 1965, quando la sua libreria L’Oca divenne luogo d’incontro prediletto da intellettuali, poeti, scrittori come Moravia, Ungaretti, Morante, Pasolini, Parise, Flaiano. Nel 1967 la libreria si trasformò nella celebre Galleria dell’Oca, frequentata da Matta, Kounellis, Paolini, Carol Rama, Novelli e Mattiacci e sede di importanti mostre di grandi artisti del Novecento: vi esposero, tra i tanti, De Pisis, Morandi e Guttuso. Laureati ha diviso passione e cammino con il marito, lo storico dell’arte Giuliano Briganti.

 

“La leggenda di san Gennaro” una testimonianza dimenticata di John Peter. Scritta nell’800 a Napoli in francese e mai tradotta, arriva a settembre in libreria per Stamperia del Valentino

Copertina san Gennaro 250Per la collana I Cinquecento di Stamperia del Valentino, in libreria La Leggenda di san Gennaro (82 pagg. euro 12), un volume di John Peter mai tradotto. Scritto a Napoli in francese nella seconda metà dell’Ottocento, era stato del tutto dimenticato e oggi, grazie alla curiosità e alla tenacia dell’editore Paolo Izzo, torna alla luce come testimonianza di particolare pregio culturale.
Il culto di san Gennaro, da sempre in precario equilibrio tra sacro e profano, viene qui analizzato dall’autore nella sua declinazione tardo ottocentesca. Il punto d’osservazione, quello di un Protestante convinto, non fa che dimensionare in ambito storico le varie fonti e le relative leggende sulla vita e le opere del mitico protettore della città di Napoli. Dimensione anche questa – il lettore potrà scoprirlo – non proprio pacifica, visto le storiche e campanilistiche contese tra i luoghi in cui visse, che hanno tentato da sempre di appropriarsene. Una lettura fresca e gustosa su un argomento tutt’altro che frivolo, che va a toccare le corde più profonde della coscienza popolare non soltanto partenopea. Affascinante non solo la penna, ma anche il punto di vista di un autore quasi anonimo che, invece, a Napoli visse 20 anni e approfondì, nei suoi studi, luoghi e personaggi, non ultimo Francesco Mastriani.
John Peter (Jean-Charles) era uomo colto e curioso, raccolse i suoi principali scritti in due volumi: Études napolitaines (1882) pubblicato a Napoli e a Losanna, e Nouvelles ètudes napolitanes (1887) anche questo in fase di traduzione e di prossima uscita presso la Stamperia del Valentino. Proveniente da una famiglia di Ginevra, dov’era nato nel 1833, Peter scrisse un libro su Padre Rocco e uno su san Gennaro, rimanendo un pastore protestante. Nel 1860 fu in Borgogna (Chalon-sur-Saone), poi a Saint-Denis, nel cuore di Parigi, e nel 1866 arrivò a Napoli, dove fu pastore della chiesa francese fino all’86. Nel 1878 pubblicò l’opuscolo sul domenicano Padre Rocco (1700-1782), che Dumas definì “più potente a Napoli del Sindaco, dell’Arcivescovo, e anche del Re”. Nel 1884 Peter si dedicò alla stesura del testo sulla leggenda di san Gennaro, in coda al quale introdusse anche le recensioni della prima raccolta.
La leggenda di san Gennaro – così come gli altri suoi scritti napoletani – non essendo stata mai tradotta e pubblicata, è rimasta finora sconosciuta.
Dopo il soggiorno partenopeo, Peter tornò a Ginevra, dove pubblicò Fleurs d’herbier e Petites chroniques genevoises. Morì nel 1901.

Il volume è acquistabile su tutte le piattaforme di settore e sul sito della casa editrice: www.stamperiadelvalentino.it

La casa editrice
Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico. La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.

 

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