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Italia e Cina: epidemie e globalizzazioni a confronto.

Francesco Grillo presenta "Lezioni Cinesi. Come l’Europa può uscire dalla crisi"

IMG 20200226 191732 250Sabato 29 febbraio a Nola (NA), presso il Salone dei Medaglioni del Palazzo Vescovile, alle ore 16.30 Francesco Grillo presenterà la sua ultima opera "LEZIONI CINESI" confrontandosi con altri importanti relatori e parleremo di politica, economia e Chiesa tra Cina ed Europa.

"Da una parte la Cina, stella dell'economia e dell'innovazione globale [...] Dall'altra l'Italia, agli ultimi posti per crescita tra i Paesi di un'Europa che sembra aver perso fiducia in se stessa"

Il recente saggio di Francesco Grillo racconta i retroscena di una ferita apertà da troppo tempo e che può così essere sintetizzata: l'Europa è avvinta da un male oscuro senza più una visione di futuro che invece è fortemente presente in Cina. Come siamo arrivati a questo punto? L'Europa come può ritornare ad avere una visione del futuro?
"Lezioni Cinesi" mira a capire meglio la realtà cinese per ottenere utili consigli affinché il "modello cinese" possa essere applicato all'Europa. Per questo motivo Grillo passa in rassegna gli ultimi trent'anni di storia di un Paese che in fondo ha puntato tutto su un fattore principale: l'umiltà!

Prenderanno parte al convegno il Rettore della basilica "Incoronata Madre del Buonconsiglio" di Capodimonte Mons. Nicola Longobardo, consulente ecclesiastico della Fondazione Nazionale Studi di Tonioliani della Campania. La docente di economia politica dell'Università Federico II di Napoli, la professoressa Emma Narni Mancinelli, il sindaco di Nola, lngegnere Gaetano Minieri ed il Ministro dell'Università e della Ricerca, il Professore Gaetano Manfredi che chiuderà il convegno con una relazione finale. Modera la dott.ssa Rossella Avella, giornalista di Segno nel Mondo.

Giovedì  13  FEBBRAIO 2020 ore 10:30

Liceo dell'Arte e della Comunicazione

"Giorgio de Chirico”

Aula magna- Auditorium

Presentazione del libro

"L'ignoranza dei numeri"

Storia di molti delitti e di poche pene

di Francesco Paolo ORESTE 

Ne parlano con l'autore

Felicio IZZO–Preside Liceo dell'Arte e della Comunicazione “Giorgio de Chirico”

 Clelia DI PALMA – Docente di materie letterarie

Le alunne e gli alunni del Liceo

 

Incontro con l’autore. Francesco Paolo Oreste

L’ignoranza dei numeri – Storia di molti delitti e di poche pene

 

Locandina Lignoranza dei numeri 250Il genere del giallo – in tutte le sue varianti e sfumature (noir, poliziesco, detective story…) – affonda le sue radice nella tragedia greca. Non c’è uno “scioglimento” più spiazzante dell’Edipo re. E un giallo ha la sua caratterizzazione diegetica più forte nella capacità di mascherare, dissimulare, nascondere la soluzione, l’individuazione del colpevole.

Così è anche per questo libro. Ma ciò che muove l’ispettore Romeo Giulietti, nella sua indagine, non è tanto la volontà di giustizia quanto quella di verità. Anzi, la sua missione è quella di far coincidere verità e giustizia, di far convivere nella medesima figura Antigone e Creonte. Ancora la tragedia, quindi!

E il collante è la sua anima, il suo modo di essere, la forma plasmata dalla sua esistenza. La sua storia di solitudine necessaria ma affollata di poeti, resa dolce e dolorosa da un amore perduto, da un inconfessato desiderio di lasciare al buio luminoso degli occhi chiusi le infinite possibilità di vita, dal suo dialogo muto col mare, ogni volta che il silenzio sembra farsi insopportabile, anche ad un cuore come il suo.

Perché se la violenza è la grammatica della vita, è l’amore, per Romeo Giulietti (vi ricorda qualcosa, il nome?), che ne costituisce il codice, il cifrario che quella grammatica governa, quella vita interpreta e comprende. L’amore, il sentimento, capaci di manifestarsi, anche in un solo bagliore, in ognuno, in tutti gli esseri. Come un fiore sbocciato nelle crepe dell’asfalto. E anche se fosse un’erbaccia, come si dice, sarebbe pur sempre Vita che il sole alimenta e lo sguardo umano, anche quando è distratto, non può che ammirare.

Del resto se il male fosse concentrato sarebbe semplice estirparlo. Il mondo diventerebbe un paradiso, ma il paradiso, anche nella sua forma terrestre non può che durare poco. Invece il male fa parte della vita, di tutte le vite, e tutte, tutte insieme non si possono strappar via. È un antidoto per consentire la perpetuazione della vita, un meccanismo di difesa e di protezione. Come i motori marini, come l’interruttore che scatta nei contatori.

Per questo l’ispettore Giulietti non crede nei numeri. O meglio sa che dicono la verità, forse la più inoppugnabile possibile. Ma sa che proprio per questo è la meno umana, la meno adatta alla condizione umana. La sciarada dei titoli dei capitoli che riportano cifre da ricercare al loro interno è una versione nobile dell’autoreferenzialità, un espediente formale più denso di un teorema, più prescrittivo di un articolo di legge.

La storia, la trama…, ma che importanza ha. Basta leggerla per conoscerla. Ma senza leggerla come pensate che arrivi al cuore? Perché un libro è fatto di parole, di figure descritte, di organizzazione narrativa. Sul piano formale di uno stile. Su quello ”sentimentale” di atmosfere, emozioni, travisamenti. Di tutto ciò che le parole evocano senza dire. Ed è la parte più nobile dello stile.

Sempre lo stile. Tutto ciò che distingue un libro da una successione di segni grafici, che magari racconta una storia che, ad ascoltarla, penseremmo ad altro; a vederla, chiuderemmo gli occhi, a leggerla, il libro, dopo poche pagine.

Non con questa, di storie. Sì, lo stile è un miracolo che talvolta si avvera. Un miracolo… quando la parola si fa carne. E respiro. E ricordo. Persino speranza.

Come con questa storia.

Un giallo. O, meglio, un libro, funziona quando ti rendi conto che la “scoperta” finale – clamorosa, scontata, probabile – non modifica nulla del già letto, del percorso di sentire già fatto. Un po’ come la morte – terribile e necessaria – che non annulla tutta la vita che l’ha preceduta. L’unico spazio che ci rende diversi, l’unico tempo che nella memoria diventa oggetto di giudizio. Tanto, si sa, la fine è inevitabile e uguale per tutti. La vera, unica livellatrice. Chi più di noi, della grande Napoli, immensa madre del mondo, lo sa?

Anche in questo, il libro, il romanzo di Francesco Paolo Oreste, non racconta la vita. È la vita. Con le sue ingiustizie che pure accettiamo. Con le sue verità che non riusciamo mai a comprendere del tutto. Le piccole gioie che si fanno infinite, i grandi dolori che svaniscono nel pensiero rapito.

Che ti fanno cercare un verso in tutto l’universo. Cercare sì. E mai trovare.

                          

copertina libro mons. Iaquinandi 250Sarà presentato venerdì 31 gennaio, alle ore 19.30, presso la parrocchia San Biagio V. e M. in San Marzano sul Sarno il libro “L’amore in cui credo” che raccoglie gli scritti di mons. Giovanni Iaquinandi, scomparso il 17 ottobre del 2018.

Ordinato presbitero il 28 giugno del 1965, don Giovanni ha guidato la comunità di San Marzano sul Sarno dal 1990 fino al 2013. Durante il suo ministero parrocchiale ha visto nascere e maturare la vocazione sacerdotale di don Luigi Lamberti, don Romualdo Calcide, a cui è attualmente affidata la parrocchia, don Antonio Adinolfi, don Andrea Annunziata e don Andrea Amato. Nel 2012, mons. Giuseppe Giudice lo ha nominato Vicario generale della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, incarico che ha ricoperto fino al 9 maggio del 2018 con saggezza, prudenza e lungimiranza.

Il libro “L’amore in cui credo”Riflessioni e preghiere di mons. Giovanni Inquinandi nasce dall’impegno di un gruppo di amici ed estimatori del sacerdote che, dopo la morte, ne ha raccolto gli scritti con l’intento di pubblicarli per conservarne la memoria e il vasto patrimonio culturale e di fede. «La lettura di questa raccolta ha un grande obiettivo – afferma il professore Pasquale Califano, curatore del testo –, rappresenta la continuazione dell’intento di don Giovanni di migliorarci l’esistenza, di guidare le nostre azioni alla conquista di quella serenità nei rapporti umani, che rappresenta il tronco dell’albero, quale è la vita». Nella prefazione, mons. Giuseppe Giudice, vescovo della diocesi di Nocera inferiore-Sarno, scrive: «Sono sicuro che questi testi, letti con occhiali adatti, potranno fare ancora molto bene a tanti: a San Marzano, alla parrocchia, alle anime assetate, ma specialmente ai sacerdoti, per i quali don Giovanni ha pregato e lavorato».

Il ricavato della diffusione del testo sarà devoluto per la realizzazione dell’altare della chiesa santi Luigi e Zelia Martin della cappella che sorgerà nell’omonima Cittadella nel comune di Saaba, in Burkina Faso.

lavorability0 250Marco Montemagno, imprenditore digitale con un seguito di oltre 2,5 milioni di fan, con il suo secondo libro “Lavorability - 10 abilità pratiche per affrontare i lavori del futuro” – sarà a Napoli in tour lunedì 20 gennaio per presentare il volume in tre diverse location: ore 11.00, Libreria Raffaello, via Michele Kerbaker,35; ore 14.30, Università degli studi di Napoli Federico II - Aula Magna Complesso di San Giovanni a Teduccio, Corso Nicolangelo Protopisani, 70; ore 17.30, Teatro Mediterraneo - via Kennedy, 54.

Montemagno ci porta in un viaggio alla scoperta delle professioni a venire e, soprattutto, alla riscoperta del senso buono e pratico, per tornare a coltivare le principali abilità che, a prescindere dai cambiamenti futuri, ci aiuteranno ad affrontare la rivoluzione in corso e il mare di informazioni in cui siamo costantemente immersi.

Disponibile online in formato e-book, cartaceo e audio book, “Lavorability” è un caso editoriale di self publishing di successo: da oltre un mese, pur essendo ancora in preordine, è diventato il libro più venduto su Amazon. Uscirà il 20 gennaio anche nelle librerie e sarà presentato in un tour nelle Università e nei teatri italiani, che è andato ovunque sold out in poche ore (prime tappe: 20 gennaio Napoli, 21 gennaio Firenze, 22 gennaio Bologna e 23 gennaio Milano).

 Esclusivamente promosso con campagne basate sui social, il secondo libro firmato da Montemagno mette al centro i social e il digitale che, con la loro velocissima evoluzione, trasformano in continuazione le nostre vite e i nostri curricula professionali, condizionando il mondo del lavoro. E ora, più che mai, studiamo per lavori che non esistono, produciamo contenuti per piattaforme che spariranno, competiamo in mercati che saranno spazzati via. In questo di folle, incerta e spasmodica contaminazione dei contrari che è diventato il lavoro nell’era digitale, abbiamo bisogno di mettere qualche punto fermo. Il business, la cultura, la società, il lavoro, l’economia, tutto è influenzato dall’innovazione digitale e per essere proattivi e vivere pienamente l’evoluzione è necessario capire come muoversi. Interamente auto-prodotto, “Lavorability” è frutto dell’esperienza di Marco Montemagno, come lui stesso scrive: «Nonostante siano vent’anni che trappolo nel mondo tecnologico e siano anni che vivo sui social con i miei video che hanno raccolto (non so perché) un seguito che va verso i tre milioni di follower, mi ritrovo come molti di voi a essere ugualmente uno studente all’università dei social.

Con l’aggravante dell’età, perché imparare nuove nozioni e nuovi alfabeti a quindici anni è un conto, a cinquanta è un altro. Gli unici insegnanti che ho a disposizione sono un pizzico di intuito e le mie cicatrici, ovvero i segni di tutti gli errori che ho commesso, provando, testando, sperimentando e aggiustando il tiro ogni volta».

Partendo dal presupposto che sia fondamentale chiedersi “Quale tecnologia sta per stravolgere il mio lavoro?”, Montemagno traccia una serie di indicazioni basate sulla sua esperienza professionale e sul suo rapporto con il mondo virtuale, tanto che è proprio grazie alla Rete che ha potuto auto-pubblicare “Lavorability”, per indicare le abilità di base che saranno necessarie per navigare nel mondo digitale: rapidità nel cogliere le iniziative, saper comunicare soprattutto velocemente, sapersi adattare, individuare il settore professionale che realmente ci interessa o meglio appassiona e, ovviamente, iniziare ad applicare il concetto di “incessantismo”, che equivale a portare avanti tutte le attività incessantemente, martellando, fino in fondo. Fino a quando funziona o non funziona.

Marco Montemagno è un imprenditore digitale seriale e un comunicatore di successo. Fondatore di startup come Blogosfere e 4books, ha una community di oltre due milioni di follower (in continua crescita) dedicata ai temi del marketing, del business, del digitale e della comunicazione. Ex giocatore professionista di ping pong (segretamente vorrebbe tornare a giocare…), da anni vive in Inghilterra.

Per maggiori informazioni visita marcomontemagno.com

IMPERATORE 3 250Sabato  7  dicembre 2019 ore 9:00 al Liceo dell'Arte e della Comunicazione "Giorgio de Chirico” Aula magna- Auditorium si tiene la presentazione del libro "Con tanto affetto ti ammazzerò" di PINO  IMPERATORE. 

Ne parlano con l'autore Felicio IZZO – Preside Liceo dell'Arte e della Comunicazione “Giorgio de Chirico”;  Clelia DI PALMA – Docente di materie letterarie, le alunne e gli alunni del Liceo. 

Con tanto affetto ti ammazzerò

Un più che felice ritorno quello di Gianni Scapece, l’affascinante ispettore già protagonista di “Aglio, olio e assassino” – ritenuto l’atto di nascita di un nuovo genere letterario il noir umoristico – creato dalla fantasia di Pino Imperatore.

E qui, in linea con lo spirito del romanzo, si impone la prima questione, all’analisi dei critici, su quanto il personaggio rifletta l’autore. Ricordo nostalgico e celebrativo del sé giovanile o auspicio/augurio o, addirittura, gratificante transfert, del sé attuale?

Di certo il libro è ben più di un noir umoristico.

Senza dubbio i caratteri del plot sono quelli del giallo, e giallo Napoli, verrebbe da dire richiamando la classificazione dei colori. Nell’ordine, la sparizione di una nobildonna novantenne, col suo maggiordomo; il ritrovamento del corpo; le indagini sui tre figli degeneri della donna; qualche altra morte più o meno naturale; l’inconsueta agnizione finale del tutto inaspettata.

Come pure non mancano i tratti umoristici nella conduzione narrativa, con punte esilaranti nelle scene motorie, a conferma dell’eterna attualità della lezione di Aristotele.

Ma con pari se non più solida altrettanta sicurezza sentiamo di affermare che il romanzo conferma la piena maturità stilistica dell’autore. “L’uomo è lo stile”, suggeriva Queneau, nei suoi esercizi. Pino Imperatore ne è una conferma. Non potrebbe mai semplicemente dire “Scapece c’est moi!”, ma, forse, “Napoli c’est moi”. E Napoli come scenario e anima della storia e di tutti i personaggi che la ispirano. Ma ci ritorneremo.

Quanto alla sicurezza dello stile, da rimarcare, la capacità di governare i differenti fili della trama, la varietà dei livelli espressivi (i piani diegetici come usa la critica accademica). Anzi, in estrema sintesi, viene da dire che la dualità è la cifra identificativa del congegno narrativo nel suo complesso.

Così le pagine del diario della baronessa – una sorta di nobile e malinconico background radiation del tutto funzionale al disvelamento finale – toccano accenti di un lirismo profondo, del resto non nuovi a chi conosce l’opera, anche teatrale, di Pino Imperatore.

Anche la trama vive di questa opposizione, con la figura della nobildonna nel contempo vittima e “assassina”, fino alla scelta finale che sembra riproporre il mito di Antigone, col dilemma legge/etica.

Ma tutto ha un andamento duale, più oppositivo che binario, pur riuscendo sempre a trovare equilibrio e armonia nella forma che, in un libro, è la parola, lo stile, appunto. Allora il comico si fa teleologia quando battute fulminanti illuminano verità gnomiche, quando cronache esilaranti dissimulano i tragici scenari dell’animo umano.

E’ il riso amaro di Eduardo, quello doloroso di Troisi. Quello di Basile e di Cortese. Quello della tradizione letteraria in lingua napoletana.

Perché questo, in fondo, è l’autentico filo conduttore di tutta l’opera di Pino Imperatore: la città di Napoli. Ne racconta storie e leggende, ne descrive palazzi e monumenti, ne celebra scorci e paesaggi. In breve, l’innesco emotivo e narrativo, il processo di catalisi, la profonda alchemica formula sono l’amore per Napoli. Sembrerebbe l’unico elemento unificante, l’imbuto logico e sentimentale, il vortice necessario dove ogni cosa confluisce, il gorgo indispensabile, il black hole che tutto attira condensandolo sino a farne la propria essenza e ragione d’essere.

Se non fosse che Napoli è città duale per vocazione e fondazione. Sirena e quindi ingannatrice. Bella e terribile. Misera e sfarzosa. La terra dei trilli dei mandolini e del crepitio dei kalashnikov. La terra dei pomi d’oro e delle pesche alla diossina, dei lazzaroni e degli intellettuali, l’eterno paradiso (come luogo d’elezione o “condominio” di angeli?) abitato da diavoli.

La terra che nella sua molteplice dualità è metafora stessa della Vita degli uomini. Sempre in bilico tra il bestiale e il divino. Tra gli umori repellenti del corpo e la levità dei pensieri che non hanno forma né suono.

Pino imperatore esprime tutto il suo amore in una intensa dichiarazione, alla quale, ci permettiamo di aggiungere, in corsivo, una considerazione, animati da “quell’odio fatto di un amore viscerale”, come ebbe a dire un grande napoletano:

“ Di Napoli amo la lingua e ogni frammento della sua arte e cultura, e mai riuscirò a spiegarmi come abbia saputo risorgere da tutte le catastrofi della sua storia”.

E ripiombarci ogni volta.

F.I.

Mistero Garbo Cover 2 250Svelata la cover del nuovo romanzo biografico dello scrittore sorrentino Raffaele Lauro (www.raffaelelauro.it), in uscita nel 2020, elaborata dalla designer della GoldenGate Edizioni, Teresa Biagioli, sulla base di una foto storica: la prima immagine di Greta Garbo, scattata in Italia, dopo il ritiro, nel 1962, all’aeroporto di Ciampino, dal grande maestro fotografo Carlo Riccardi, amico personale di Federico Fellini, di Ennio Flaiano e di Toto’, oggi novantatreenne. Nel 1942, a soli trentasei anni, nel fulgore della sua bellezza fisica, della maturità artistica e del successo mondiale dei film, da lei interpretati, anche dopo l’avvento del sonoro, la Divina “per eccellenza”, Greta Garbo, si ritira improvvisamente e definitivamente dai set cinematografici di Hollywood. Non tradirà mai, fino alla morte (1990), a ottantacinque anni, l’opzione per la riservatezza, rifiutando nuove proposte anche da parte di grandi registi e rifuggendo per sempre i riflettori. Nessun biografo, dei tanti, tuttavia, è riuscito a espugnare le ragioni profonde, psicologiche, caratteriali, morali e ambientali, di una scelta, così radicale e senza rimpianti. Il Mistero Garbo. Ci prova lo scrittore Raffaele Lauro, indagando sul vissuto quotidiano della ex-diva, nell’appartamento di New York, tra le tele di Renoir, o nella dimora svedese, immersa nella natura; sulle amicizie intime, maschili e particolarmente femminili, foriere anche di scandali; sulle pratiche filosofiche orientali e, infine, sulle frequenti presenze, come ospite, in residenze nobiliari, su panfili miliardari o in dimore amene, come a Taormina, quasi sempre marine, vissute, queste ultime, in totale anonimato. Il lettore scopre, pian piano, l’altra Greta, la vera Greta, che ritorna alle origini, all’infanzia, alle pulsioni represse, alle malinconiche depressioni e all’amore per la solitudine, un amore mai tradito o svenduto in cambio di ipocrite operazioni coniugali di facciata. Una scelta di libertà, alla quale la Garbo non rinunzierà mai, pena rinunziare a se stessa. Così lo scrittore riesce a tessere, tramite la vicenda interiore di Greta, la sua tela autobiografica, il suo elogio. “L’elogio della solitudine”, inteso come suprema consapevolezza del proprio limite, di fronte all’Assoluto.

 

IL MISTERO GARBO

L’ALTRA GRETA

L’elogio della solitudine

(1942-1990)

pagg. 400

GoldenGate Edizioni (2020)Mistero Garbo Cover 2 250

Roma Senato. Terzo successo del romanzo biografico di Raffaele Lauro, dedicato all’universo delle fragranze e al grande maestro profumiere Maurizio Cerizza, creatore della collezione “Septimontium II”

Foto relatori 250In un rovente pomeriggio di prima estate, nel centro storico di Roma, la straordinaria affluenza di personalità, provenienti anche da Milano e da Napoli, oltre che dalla capitale, nell’austera e imponente “Sala Capitolare” del Palazzo della Minerva, in Senato, l’elevato standing degli autorevoli relatori e l’accoglienza entusiasta, con applausi scroscianti, dell’affollata platea, riservata a tutti gli interventi, hanno decretato il terzo successo, certo il più significativo, dopo quelli di Milano e di Sorrento, del nuovo romanzo biografico di Raffaele Lauro, dedicato all’epopea artistica del grande maestro profumiere Maurizio Cerizza: “L’Universo delle Fragranze”. La presenza in Senato del maestro Cerizza ha certamente calamitato, insieme con quella dei numerosi estimatori dello scrittore sorrentino, l’attenzione degli appassionati della profumeria di eccellenza, di nicchia e di ricerca. Maurizio Cerizza è un personaggio conosciuto e apprezzato a livello non solo nazionale, ma internazionale: un autentico “magister”, colto, raffinato e spirituale, guida per le nuove generazioni, con qualità e talenti non solo professionali, esaltati nelle pagine del romanzo di Lauro. Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano, ha governato il dibattito, con la consueta maestria, delineando il complesso profilo dell’autore, alla sedicesima opera narrativa, e i legami, diretti e indiretti, dei relatori con il mondo della profumistica e con lo stesso scrittore. Andrea Casotti, amministratore delegato di CFF Spa, Creative Flavours&Fragrances, una delle più importanti società mondiali nella produzione di essenze pregiate, ha ricostruito i passaggi fondamentali dell’amicizia con Lauro e con lo stilista Mauro Lorenzi, che gli hanno consentito, nella prefazione, di fare una precisa radiografia dei processi produttivi, a partire dalla imprescindibile creatività dei maestri profumieri. Massimo Papi, dermatologo di fama, presidente dell’associazione DermArt, pittore, ha spiegato i misteri dell’olfatto, gli odori della pelle e le reazioni della stessa alle fragranze, riuscendo a svelare elaborati concetti scientifici con un linguaggio accessibile a tutti. Lo stilista Mauro Lorenzi ha profondamente emozionato la platea, con il racconto appassionato del suo approdo nella profumeria di eccellenza e dell’affascinante collaborazione con il maestro Cerizza per la creazione della sua ultima collezione di sette fragranze, la “Septimontium II”. Il pluripremiato regista cinematografico Giuseppe Alessio Nuzzo, facendo riferimento a un suo saggio di imminente pubblicazione, ha voluto anticipare la storia del rapporto tra cinema e profumi, nonché le più recenti sperimentazioni cinematografiche che porteranno ben presto a coniugare le emozioni derivanti dalle immagini e dalla musica anche con quelle derivanti dalla memoria olfattiva di ciascuna persona. Sommerso dai consensi l’intervento di Stefano Dominella, presidente della Maison Gattinoni Couture, personaggio dell’alta moda mondiale, il quale ha approfondito, con un linguaggio netto e diretto, molto apprezzato dal pubblico, il rapporto odierno tra i grandi brand della moda, come Gucci, la profumistica e la cosmesi, divenute queste ultime partite prevalenti nel bilancio delle maison. Ha rivelato, inoltre, quale ispirazione gli abbia suggerito il libro di Lauro, definito da lui pregevole. Vincenzo Scotti, presidente della Link Campus University di Roma, la cui storia politica coincide con quella della repubblica democratica, ha confessato che la lettura del romanzo del suo ex capo di Gabinetto al Viminale gli ha svelato un mondo a lui sconosciuto: mai avrebbe immaginato che un prefetto partorisse un’opera così lieve, sottolineando il continuo stupore che suscitano le scelte narrative di Lauro, pretesti per autentici saggi sulla pittura, sulla musica, sulla danza e, ora, sulle fragranze. Scotti ha incoraggiato Lorenzi a proseguire con determinazione sulla strada intrapresa. Un boato di apprezzamento ha sottolineato il breve, ma intenso, attesissimo intervento di Maurizio Cerizza, il quale ha ribadito la sua filosofia creativa: un profumo è un’opera d’arte, o non è niente, definendo l’opera di Lauro un inno alla libertà e all’amore per la natura, per l’arte, per la bellezza, per la famiglia e per il proprio lavoro. L’autore ha ringraziato il coraggioso pubblico, che ha sfidato il caldo africano per essere presente, e tutti i relatori, condividendo con Cerizza la fonte di ispirazione di tutta la sua opera narrativa: l’universo amore. Grandi apprezzamenti, infine, da parte di tutti, per la prova olfattiva delle sette nuove fragranze della “Mauro Lorenzi Profumi”.

 

Invito Senato PRINT 250Dopo il successo di Milano, nell’ambito della Fiera Mondiale della Profumeria Artistica e di Ricerca, “Esxence 2019”, il romanzo biografico “L’Universo delle Fragranze. L’epopea artistica di un maestro profumiere: Maurizio Cerizza” di Raffaele Lauro è stato accolto con grande entusiasmo dal pubblico, a Sorrento, terra natale dello scrittore. È stato un incontro molto speciale, tra narrativa ed esperienza olfattiva di nuove fragranze di nicchia, citate nel libro, organizzato dall’Amministrazione Comunale nella Sala Consiliare “Torquato Tasso” del Palazzo Municipale e moderato brillantemente dalla “communication coach” milanese Roberta Nobile. Hanno fatto gli onori di casa il sindaco Giuseppe Cuomo e l’assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Cuomo, nell’indirizzo di saluto ai numerosi partecipanti, ha sottolineato il profondo legame dell’autore con la sua città, auspicando che anche le successive opere possano essere presentate, in anteprima, a Sorrento. Tra i relatori: l’accademico Salvatore Ferraro ha ricostruito l’intera opera di Lauro, il quale “riesce sempre a stupire tutti con le sue infinite invenzioni narrative”; lo stilista dei profumi Mauro Lorenzi ha illustrato il laborioso percorso creativo di una fragranza di eccellenza e la sua esaltante collaborazione con il maestro Cerizza, nel preparare la collezione “Septimontium II”; l’animatore culturale Carlo Alfaro ha rappresentato il mondo interiore di Lauro, dominato, in ogni libro, da un sentimento d’amore universale per la bellezza e per l’arte; l’organizzatrice Cristina Medri ha evidenziato l’importanza, per i nuovi creativi della profumeria nazionale, come Lorenzi, di un palcoscenico come la prestigiosa fiera mondiale di Milano; il regista Giuseppe Alessio Nuzzo ha dichiarato il suo interesse professionale per un’evoluzione del linguaggio cinematografico, che coinvolga anche l’olfatto dello spettatore. Ha concluso, prima dei ringraziamenti di Lauro, il manager milanese Andrea Casotti, il quale ha ribadito l’importanza della profumeria artistica nazionale, come la più raffinata espressione, insieme con l’alta moda, del nostro “Made in Italy”. La prossima tappa sarà Roma, in Senato, nella Sala Capitolare del Palazzo della Minerva, giovedì 27 giugno, alle ore 17.30. In allegato l’invito per l’evento di Roma, con l’avvertenza, per chi desiderasse partecipare, di prenotarsi (cell.: 3355618897).

Successo di pubblico e di critica. Le prossime presentazioni a Sorrento e a Roma

Mauro Lorenzi Aprile 211 250Il mondo della profumeria e del beauty milanese ha partecipato, ieri pomeriggio, a Milano, a Villa Quarzo, alla presentazione della sedicesima opera narrativa dello scrittore Raffaele Lauro, “L’Universo delle Fragranze. L’epopea artistica di un maestro profumiere: Maurizio Cerizza”, organizzata, nell’ambito di “Esxence 2019”, la fiera mondiale della profumeria artistica e di ricerca. Un pubblico entusiasta di maestri profumieri, tra i quali i familiari e gli allievi del maestro Cerizza, di manager e di operatori della cosmesi ha seguito l’interessante e applauditissimo dibattito, introdotto e moderato brillantemente dal direttore generale di Equipe International. Valentina Cagnola ha confessato come il libro di Lauro le abbia svelato alcuni segreti della profumeria, a lei del tutto sconosciuti, pur essendo impegnata nel settore da molti anni. Dopo la lettura dell’intervento di Luigi Lauro, editore del magazine internazionale del lusso “Excellence Luxury”, trattenuto a Lugano da impegni sopraggiunti, sono seguiti gli interventi di Mauro Lorenzi, creatore del brand “Mauro Lorenzi Profumi”, il quale ha rivendicato il suo percorso di profumiere emergente, da semplice visitatore della fiera nel 2018 a espositore nel 2019, nonché la collaborazione con il maestro Cerizza; del maestro Maurizio Cerizza, il quale ha celebrato il valore divulgativo, specie per i giovani, dell’opera e la rara capacità dimostrata da Lauro nell’aver interpretato fedelmente il processo creativo di una fragranza, come espressione d’arte e di libertà; di Andrea Casotti, amministratore delegato di CFF SpA, il quale ha ringraziato Lauro per avergli offerto l’opportunità, con la prefazione dell’opera, di fare il punto sulla sua storia imprenditoriale, nel campo della produzione delle essenze, e sui suoi progetti futuri di impresa. Ha concluso gli interventi il presidente di “Esxence 2019”, Maurizio Cavezzali, il quale ha voluto evidenziare il privilegio di ospitare, tra gli eventi più significativi della fiera, la presentazione, in anteprima nazionale, di un’opera molto raffinata e glamour, che colloca, per la prima volta, l’universo delle fragranze nell’ambito della cultura nazionale. Lauro, nel ringraziare per la straordinaria ospitalità e per le espressioni di apprezzamento, ha ricordato le prossime tappe di presentazione del libro: a Sorrento, sabato 25 maggio 2019, Palazzo Municipale, e, a Roma, giovedì 27 giugno 2019, in Senato, Palazzo della Minerva.



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