Ai nastri di partenza la XVI edizione del Premio “Cavesi nel Mondo”, organizzato dal Rotary Club Cava de’ Tirreni (Sa) d’intesa con il Comune di Cava de’ Tirreni e con la locale Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo. Caccia aperta al “successore” del biologo e ricercatore Matteo Santin, trionfatore dell’edizione 2014. Le proposte di conferimento del Premio devono pervenire entro il 31 maggio 2016. A proclamare il vincitore sarà un’apposita Commissione di Assegnazione. Il Premio sarà conferito nel corso di una solenne cerimonia pubblica che si terrà entro il prossimo mese di dicembre.
Ritorna il Premio “Cavesi nel Mondo”, giunto alla sua XVI edizione. Rilanciato due anni fa dopo un decennio di sospensione dal Rotary Club Cava de’ Tirreni (Sa), che ne ha rilevato la gestione e l’organizzazione previo apposito protocollo d’intesa con il Comune di Cava de’ Tirreni e l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo metelliana (ideatrice dell’iniziativa nel 1982), il Premio “Cavesi nel Mondo” viene conferito a quei cittadini cavesi che con le loro opere ed attività abbiano reso lustro alla città natale a livello nazionale ed internazionale e/o abbiano agito nell’interesse della Comunità locale.
Un Premio molto atteso ed ambito, che rappresenta l’emblema dell’orgoglio cavese e che conferisce ai suoi destinatari uno speciale incarico di ambasciatori della cavesità nel mondo. Così è stato per il biologo e ricercatore Matteo Santin, vincitore dell’ultima edizione (2014), il cui nome ha impreziosito l’Albo d’Oro della manifestazione accanto a quelli dei suoi predecessori Gino Palumbo, Mario Amabile, Rocco Moccia, Renato Di Mauro, Sabato Palazzo, Giuseppe Senatore, Luigi e Albino Carleo, Fernando Salsano, Bruno Apicella, Dom Faustino Avagliano, Giuseppe Murolo e Francesco Della Corte.
La XVI edizione del Premio “Cavesi nel Mondo” è stata presentata ieri mattina, sabato 19 marzo 2016, al Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti: Vincenzo Servalli, Sindaco di Cava de’ Tirreni; Carmine Salsano, Commissario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cava de’ Tirreni; Felice Scermino, Curatore del Premio e Socio del Rotary Club Cava de’ Tirreni (in rappresentanza anche del Dott. Carlo Nardacci, Presidente del Rotary Club Cava de’ Tirreni).
«Un’iniziativa di grandissimo spessore - hanno affermato all’unisono il Sindaco Vincenzo Servalli ed il
Commissario Carmine Salsano - che rafforza l’identità cittadina e che contribuisce a mantenere legate alla nostra amata città personalità importanti, capaci con il loro operato di farsi conoscere ed apprezzare in tutto il mondo. Un grande plauso al Rotary Club Cava de’ Tirreni per aver “recuperato” questa manifestazione e per l’entusiasmo con cui la porta avanti».
Il Premio “Cavesi nel Mondo” può essere conferito solo a personalità viventi, nate a Cava de’ Tirreni o, se nate altrove, aventi almeno uno dei genitori cavese di nascita. Il candidato non nativo di Cava de’ Tirreni deve aver risieduto in città almeno 5 anni. Il premiando deve, inoltre, aver avuto una vita privata e pubblica di specchiata moralità, deve aver già conseguito riconoscimenti oggettivi per l’attività e le opere compiute e deve, infine, essere disponibile a ritirare personalmente il Premio a Cava de’ Tirreni.
Le proposte di conferimento del Premio “Cavesi nel Mondo” possono essere presentate, oltre che dal Comune e dall’AAST metelliani, da qualunque cittadino cavese, che dovrà formulare una proposta scritta allegando un breve curriculum vitae ed indicando i recapiti del candidato segnalato. Le proposte dovranno pervenire in busta chiusa, presentata personalmente oppure a mezzo posta entro e non oltre il 31 maggio 2016 alla Segreteria del Rotary Club Cava de’ Tirreni presso l’Hotel Victoria Maiorino, sito a Cava de’ Tirreni in Corso Mazzini n. 4.
Confermata anche in questa XVI edizione la particolare attenzione riservata nella fase di selezione delle candidature ai giovani cavesi. Per l’assegnazione del Premio, infatti, saranno valutate in primo luogo le proposte riguardanti candidati di età non superiore a 55 anni. Solo nel caso in cui alcuna di tali proposte venga prescelta, si esamineranno quelle relative ai candidati ultra55enni.
Le candidature presentate saranno esaminate da un apposito Comitato, che all’esito di una specifica istruttoria selezionerà almeno 3 candidature da sottoporre in via riservata al giudizio della Commissione di Assegnazione del Premio, alla quale saranno affidati l’onere e l’onore di proclamare il vincitore.
La Commissione di Assegnazione sarà composta dal Sindaco di Cava de’ Tirreni, Dott. Vincenzo Servalli, dall’Arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, Mons. Orazio Soricelli, dall’Abate Ordinario dell’Abbazia della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni, Dom Michele Petruzzelli, dal Commissario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cava de’ Tirreni, Arch. Carmine Salsano, e dal Presidente in carica del Rotary Club Cava de’ Tirreni, che per l’anno rotariano 2016/2017 sarà il Dott. Fabrizio Budetta.
Il Premio, consistente in una pergamena incorniciata contenente la motivazione del conferimento ed in un distintivo in oro a rilievo raffigurante la “Pergamena Bianca” con un pistone sovrapposto, sarà conferito entro il prossimo mese di dicembre nel corso di una solenne cerimonia pubblica in programma al Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni.
Per info e contatti:
Rotary Club Cava de’ Tirreni - Corso Mazzini, 4 (c/o Hotel Victoria Maiorino) - 84013 Cava de’ Tirreni (Sa). Tel: 339.1783018 / 339.1941380 - Web: www.rotarycava.it - Mail:
Continuano le rappresentazioni teatrali “Mutaverso”, ideazione e direzione artistica di Vincenzo Albano, presso l’Auditorium del Centro Sociale di Salerno, stagione che ha avuto inizio il 3 febbraio scorso al Piccolo Teatro del Giullare. Il 17 marzo, la compagnia parmense “Dispensa Barzotti” ha portato in scena una prima assoluta per la Campania, dal titolo “Homologia”, scritta da Rocco Manfredi, Riccardo Reina, che ne sono anche gli interpreti ed Alessandra Ventrella, a cui va la regia. Lo spettacolo, selezione speciale “Premio scenario 2015” è uno studio sull’uomo e sulle sue azioni che si ripetono alla stessa maniera, giunta l’età avanzata. Un ‘esperienza non verbale e surreale molto suggestiva.
Cetara partecipa da protagonista in Giappone al simposio internazionale “La via del futuro ritrovato nel passato. Via della fermentazione”. Il sindaco del noto borgo marinaro della Costiera amalfitana, Secondo Squizzato, è stato ospite di una serie di incontri importanti con alcune realtà del Sol Levante, che si sono conclusi il 12 marzo scorso con la firma del “Manifesto di Kumagawa”. L’atto di impegno è stato sottoscritto dal primo cittadino di Cetara, dai sindaci delle città di Wakasa e Nanto, e da un rappresentante del Ministero giapponese. Tra gli invitati al simposio Massimo Bernacchini, consigliere nazionale di Slow Food e rappresentante della cooperativa pescatori di Orbetello, produttori della bottarga di muggine, presidio Slow Food. L’iniziativa è partita dal desiderio degli organizzatori giapponesi di valorizzare alcuni prodotti legati al pescato, soprattutto quelli di antica tradizione, per farne un motivo di attrazione turistica, così come ha già fatto Cetara con la colatura di alici, diventato vero e proprio brand identificativo del paese. Nel Manifesto di Kumagawa si legge “Sin dall’antichità la bontà del mare ha arricchito ogni giorno la nostra tavola (…) auspichiamo che i saperi della trasformazione delle risorse ittiche e dei cibi si conservino a lungo nel futuro (…). Desideriamo che questo cibo locale si tramandi alle prossime generazioni in maniera sana”. L’impegno dei firmatari è anche quello di continuare ad incontrarsi nel tempo per condividere saperi ed esperienze in questo settore. “A Kumagawa passa la ‘strada dello sgombro’ che, da Wakasa, località costiera, raggiungeva Kyoto per fornire il pesce alla residenza imperiale. Il Giappone ha scelto questa prima piccola località per dare rilevanza al ‘Japan Heritage’. Così come abbiamo fatto noi con la colatura di alici, anche gli amministratori giapponesi vogliono avviare per i loro prodotti un percorso di marketing territoriale. Per noi è una prospettiva di sviluppo e di confronto produttivo con una realtà che insegue i nostri stessi obiettivi”, ha confermato Squizzato di ritorno dal Giappone.
Giovedì 17 marzo alle ore 18, nella sala “M. Benincasa” di Cetara
La stagione “Mutaverso Teatro” porta a Salerno una nuova prima assoluta per la Campania. Giovedì 17 marzo alle ore 21 (lo spettacolo è stato anticipato di un giorno rispetto al calendario iniziale), all’Auditorium del Centro sociale di Pastena (via Cantarella, 22), la compagnia parmense “DispensaBarzotti” presenta “Homologia”, di Rocco Manfredi, Riccardo Reina, Alessandra Ventrella, con Rocco Manfredi, Riccardo Reina; regia Alessandra Ventrella. Lo spettacolo, selezione speciale Premio Scenario 2015, è una visione telescopica che procede dall’uomo in direzione dell’uomo, tentandone una visione dettagliata: è uno “studio sull’uomo” e su ciò che si ripete identico. Sul palco, un anziano, solo, in un perenne dormiveglia che lo fa procedere per inerzia in un congegno meccanico che sembra non potersi arrestare. Ma un’altra immagine di se stesso sembra prendere vita e risvegliare questo corpo intorpidito. La luce irrompe, le ombre si moltiplicano, i confini tra realtà e immaginazione si fanno sempre più labili. Il congegno meccanico di questa esistenza senza fine inizia a perdere pezzi, rivelandosi per quello che è. Si può rompere questo meccanismo? La stagione “Mutaverso Teatro”, ideata e diretta da Vincenzo Albano, di Erre Teatro, ha il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, la collaborazione di Puracultura come media partner e il supporto di Scene contemporanee; sperimenta e utilizza una campagna di crowdfounding (www.derev.com/mutaverso-teatro-la-prima-stagione), grazie alla quale è possibile fare donazioni per un “biglietto sospeso” o acquistare carnet di biglietti a prezzo scontato.
Si concretizza l’iniziativa dell’Associazione dei Giornalisti Campania Valle del Sarno di intitolare la sala stampa dello stadio “San Francesco” di Nocera Inferiore alla memoria del collega Giuseppe Di Florio.
Troppi sprechi e sconfitta pesante. Non solo perché avvenuta tra le mura amiche, ma anche perché avvenuta contro una diretta avversaria nella lotta per non retrocedere e perché di occasioni ghiotte ne sono state create parecchie. Anzi, troppe per non riuscire a portare a casa neanche un misero punticino. Finisce dunque 3 a 1 per il Virtus Lanciano, che con questa vittoria si porta al 14esimo posto in classifica (con 36 punti) mentre i Granata restano al penultimo posto (con 30 punti). Decidono una doppietta di Di Francesco al 14esimo del primo tempo e all’inizio del secondo (48esimo) e la rete di Ferrari su rigore (33esimo) dopo che Donnarumma aveva accorciato le distanze solo cinque minuti prima. Da salvare c’è dunque il gioco, che ha permesso agli uomini di mister Menichini di creare tanto. Di negativo c’è l’incapacità di trasformare quelle azioni in gol. La prossima si gioca in casa del Perugia alle 15 di sabato 19 marzo.
Martedì 15 marzo, alle 21, presso il “Teatro del Giullare” (via Incagliati 2 – Salerno), andrà in scena la nuova produzione di Origamundi (che dal 1990 produce e distribuisce opere teatrali del repertorio contemporaneo e classico e dà spazio a nuovi autori) “La maledizione dei puri - Se Pasolini e De André”, di e con Francesca Falchi e Guido Maria Grillo. Lo spettacolo, realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e il patrocinio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia e del Projecte Pasolini – Barcelona, è preceduto lunedì 14 marzo dal laboratorio “Pasolini e De André - la verità, l’utopia, il sogno”, che si terrà presso il Campus di Fisciano dalle 14.30 alle 18.00 presso Aula 11 Ex lingue. Il laboratorio, organizzato dal DipsumGenderLab, OGEPO, Cattedra di Storia Contemporanea - Professoressa M.R. Pelizzari e Associazione Origamundi con il patrocinio del CUG-UNISA, vedrà i due autori-attori raccontare la genesi dello spettacolo. In “La maledizione dei puri - Se Pasolini e De André”, la spiritualità di Pasolini, attraversata dalla nostalgia del mitico, dell’epico e del sacro espressa ne “Il vangelo secondo Matteo” si incontra con la “pietas” laica di De André, che si identifica con un’etica dell’umano, come descritta nell’LP “La buona novella” (1970). Il Gesù di Pasolini-De André accoglie i poveri, i diseredati, gli emarginati e attraverso la sua parola “rivoluzionaria” li incita a prendere coscienza dei soprusi e degli abusi perpetrati dal potere: la sua crocifissione è la crocifissione di una verità scomoda. A partire da questa “idea unitaria di Cristo” e dalla visione del reale espressa dai due artisti, il progetto si propone di raccontare una serie di fatti di cronaca avvenuti nell’Italia a cavallo tra il XX ed il XXI secolo, con una drammaturgia in cui il linguaggio poetico si interseca con quello musicale.
Da subito lo spettacolo prende, la dolenza di una madre che di lì a poco sarà rappresentata, lo impone e di sofferenza in un’ora tonda di spettacolo ce n’è. In scena Giorgia Brusco, esile, bionda, incarnato chiaro, corpo asciutto, ricoperto da una semplice veste bianca, è sola e scalza. Lo scenario è scarno, disegnato semplicemente da sfilati di plastica trasparente, che pendono ovunque e l’avvolgono in una specie di sacca fetale. Il pulsare amplificato del cuore rendono perfetta l’emozione di essere nel suo ventre, proprio come la creatura che dovrà espellere. C’è l’attesa e c’è la consapevolezza di essere come sua figlia, all’atto della nascita, il palloncino rosso che la rappresenta. Ogni madre si finge, durante i nove mesi della gravidanza, tutti i contorni del proprio sangue, così lei, ma che dovrà dolorosamente apprendere di sua figlia dagli occhi a mandorla, a causa della trisomia 21.