Salerno

LAPILLI popolo e tammuriata 2016L'ottava edizione della rassegna di musica popolare, Popolo e Tammurriata, quest'anno si è svolta presso il circolo ARCI Mumble-Rumble nella zona orientale della città, nei giorni 26-27-28 febbraio. Antonio Giordano della Compagnia Daltrocanto è il fautore e l’animatore di questa grande kermesse di musica che affonda le sue radici nella tradizione popolare e che raccoglie artisti, di grande talento, provenienti da ogni parte d'Italia. La serata del 26 ha inizio con le Zampogne di Ricigliano ed un’esibizione di grande caratura di Dario Sansone dei Foja. I Foja, insieme dal 2006, sono un gruppo di quattro musicisti napoletani,Ennio Frongillo (chitarra), Gianni Schiattarella (batteria) e Giuliano Falcone (basso) che già dal nome lasciano intuire il loro spirito, la foja, infatti, in italiano foga, è qualcosa che brucia dentro, che infervora l’anima. 

Oltre la musica anche le parole sono state protagoniste nella prima serata, significative e piene di contenuti quelle di Piervito Grisu, cantastorie Raggamuffin, già noto al grande pubblico, come leader della storica band underground dei “Paranza Vibes”, sull'uso del dialetto non solo nella musica popolare. La conclusione a cui si perviene è che il dialetto per la sua sonorità ancestrale arriva dritto al cuore delle persone. Ma Popolo e Tammurriata è musica che tocca le corde più emozionali, è suono di strumenti particolari come organetti, ciaramelle, zampogne e tammorre che coinvolgono la folla che è là per ascoltare coloro che a turno si esibiscono, ma anche per ballare sulle note popolari ed è per questo che la manifestazione ha un particolare calore che non si trova in altre parti.

Tanti, in tre sere, i concerti, spettacolare quello di Sancto Ianne, gruppo di neo-folk d'autore, nato nel 1992 a San Giovanni di Ceppaloni e la jam session degli ‎Amarimai, provenienti da Viggiano, per citarne alcuni. Da sottolineare la bella esibizione di Vincenzo Romano, erede, a pieno titolo, del compianto Franco Tiano, il principe della tradizione della Madonna delle Galline di Pagani. Una tre giorni di Popolo e Tammurriata per mantenere viva la tradizione e per incontrare suoni, colori, profumi e sapori, in un unico coinvolgimento, quello della tammurriata collettiva a conclusione delle tre serate. Sono appena spenti i suoni e già si avverte la nostalgia del calore di queste tre belle serate, all’insegna sì della musica ma anche della fratellanza e l’amicizia. Bisognerà attendere un anno e poi di nuovo il suono popolare avvolgerà tutti coloro che amano questo genere, che è la nostra radice.

Maria Serritiello

//it.wikipedia.org/wiki/Demonio" title=Demonio>demoni, dell'acquedotto romano, tutt’ora esistente, detto appunto il “Ponte dei diavoli”.

Maria Serritiello

lLAPILLI e notte di BarliarioSostenuta dalla fondazione Carisal, si è tenuta a Salerno il 26 e 27 febbraio, la seconda edizione de "Le notti di Barliario", la rassegna di giallo e di noir, ideata dal "Porto delle nebbie", Presidente Piera Carlomagno, giornalista e scrittrice e vice Presidente Brunella Caputo, attrice e regista. A pieno titolo la rassegna salernitana si colloca tra le più importanti manifestazioni che riguardano un genere letterario che, sempre più, ottiene consensi su di un vasto pubblico. Eventi similari li troviamo in Garfagnana, a Latina, a Pistoia e sparsi in altre parti della penisola. Ad essere presenti in città, giunti da Londra, Torino, Pistoia, Roma, Reggio Calabria sei scrittori e due critici. Gli incontri si sono svolti coinvolgendo anche gli allievi dei due istituti scolastici cittadini: il liceo classico " TorquatoTasso" ed il liceo classico " Francesco De Sanctis". Un programma serrato di conferenze, di conversazioni, approfondimenti, un percorso guidato sulle tracce di Baliario e redding teatralizzati, che riesce ad interessare ed a coinvolgere tutti anche in maniera conviviale attraverso aperitivi con gli stessi scrittori.

Interessante l'incontro di venerdì 26 febbraio, tenutosi al Piccolo Teatro del Giullare, di Via Incagliati, dove gli scrittori: Luca Martinelli, Margherita Oggero, Enrico Pandiani, Piergiorgio Pulixi hanno seguito un redding teatralizzato, tratto dai loro testi, con Brunella Caputo, Teresa Di Florio e Concita De Luca. La voce di Davide Curzio, bellissima, giunta a noi dal Brasile ne ha letto i titoli, mentre Virna Prescenzo ha avvolto le parole, nella sua selezione musicale. Gli autori intervistati da un simpaticissimo Luca Crovi, in affanno per il ritardo accumulato da Napoli fino a Salerno, ma lucido e competente nel tenere il filo della discussione, hanno svelato cosa sta dietro alla loro creatività.

Perché la rassegna abbia il nome di Barliario è presto detto e si riferisce alla figura leggendaria, nata a Salerno, del medico e alchimista e studioso di testi di magia della tradizione araba. Di lui si racconta che, in breve tempo e grazie ad un patto col diavolo, divenne un potente stregone, tanto da far innamorare di sé le donne più belle, grazie a degli speciali filtri magici. L’opera più celebre di Barliario, però, fu la costruzione, in una sola notte di tempesta e con l'aiuto dei demoni, dell'acquedotto romano, tutt’ora esistente, detto appunto il “Ponte dei diavoli”.

Maria Serritiello

7salerno

Portale web di promozione territoriale  

7network

Museo Diocesano San Matteo Salerno 

LAPILLI Crocfisso Mimma DeLuca 150Il portale web di promozione territoriale 7salerno, in collaborazione con 7network e con il Museo Diocesano San Matteo di Salerno, nell’ambito della rassegna Salerno Città d’Arte 2016 organizza la mostra d’arte contemporanea Nel segno della croce che si terrà a Salerno nella Sala della Cultura del Museo Diocesano,  dal 6 al 28 marzo 2016. La mostra è aperta alla partecipazione degli artisti professionisti ed emergenti che desiderano offrire una personale interpretazione di questo simbolo della Cristianità attraverso i diversi linguaggi dell’arte contemporanea. 

Artisti

Made in Salerno ( Mariagrazia Cappetti , Giovanni De Michele, Patrizia Grieco, Deborah Napolitano Dienne, Salvatore Sorrentino)

Matteo Annunziata

Lello Cicalese

Marco Coraggio

Peppe De Marco

Mimma Mimma De Luca

Daniela Gorla

Paolo Menduni

Maya Pacifico

Chicca Regalino

Santa Rossi

Mauro Voccia

Vernissage: domenica 6 marzo 2016 ore 17.00

 

Salerno. Museo Diocesano San Matteo

Largo Plebiscito 12

Rassegna CITTA’ D’ARTE 2016

6-28 marzo 2016

Nel Segno della Croce

Orari: 9– 13/ 16-19

Io e Gesù

Paul GAUGUIN

Yellow Christ 

Pablo PICASSO 

Salvador DALI'

Corpus Hipercubus 

Renato GUTTUSO

Crocifissione 1941 

Padroni di casa rimontano lo svantaggio ma vengono raggiunti a gara quasi finita. I Granata restano penultimi

LOGO U.S. SalernitanaRimontare lo svantaggio iniziale, pareggiare, andare in vantaggio e farsi raggiungere a pochi secondi dalla fine. Non è stata una bella serata quella vissuta all’Arechi dalla Salernitana, nel turno infrasettimanale di Serie B giocato martedì. All’iniziale vantaggio degli ospiti, firmato da Troiano al 20esimo, risponde prima Colombo (nove minuti dopo) e poi Bus al secondo minuto della ripresa. Sembra filare tutto liscio fino a quando Iacopini non riesce, al 93esimo, a buttare la palla in rete con un preciso colpo di testa da palla inattiva. Un minuto dopo Coda ha l’occasione di riprendersi la vittoria che sembrava appena sfumata, ma l’estremo difensore avversario si supera e permette ai suoi di tornarsene a casa con un punticino insperato. Granata ancora penultimi a 27 punti (cinque in più del Como fanalino di coda e tre in meno del Lanciano). La prossima gara vede la Salernitana sfidare in trasferta il Cesena, lunedì 7 marzo. 

Salernitana – Virtus Entella 2 – 2

Reti: 20′ pt Troiano (VE), 29′ pt Colombo (S), 2′ st Bus (S), 48′ st Iacoponi (VE).

Salernitana: Terracciano, Franco, Pestrin, Colombo, Moro, Coda, Bagadur, Bus (46′ st Bovo), Gatto (25′ st Ikonomidis), Zito (34′ st Ceccarelli), Bernardini. All.: L. Menichini.

A disposizione: Strakosha, Trevisan, Tounkara, Empereur, Tuia, Rossi.

Virtus Entella: Iacobucci, Ceccarelli, Staiti, Troiano, Caputo (17′ st Masucci), Sestu, Pellizzer, Iacoponi, Costa Ferreira, Sini (27′ st Palermo), Di Carmine (39′ st Puntoriere). All.: A. Aglietti.

A disposizione: Paroni, Keita, Volpe, Benedetti, Zanon, Otin.

Arbitro: Eugenio Abbattista di Molfetta.
Assistenti: Giovanni Colella (sez. Padova) – Francesco Disalvo (sez. Barletta.
IV Uomo: Valerio Marini (sez. Roma 1).

Ammoniti: Bagadur, Pestrin, Ceccarelli (S), Ceccarelli, Sini, Sestu (VE).

Espulso: 38′ st Palermo (S).

Angoli: 8 – 2

Recupero: 4′ st.

Spettatori: 9156

Arnaldo Iodice

I Granata senza Gabionetta al secondo pareggio consecutivo

LOGO U.S. SalernitanaLa prima dei Granata senza Gabionetta finisce in parità. Termina 1 a 1 la gara contro il Trapani giocata al “Provinciale”. Padroni di casa in vantaggio al 29esimo del secondo tempo con rete di Pagliarulo. Un vantaggio che però dura solo dieci minuti. Al 39esimo infatti ci pensa Coda a rimettere il punteggio in parità. Parità con cui si va negli spogliatoi a fine gara. Solo pochi minuti di gioco per il “Messi di Fisciano”, Nicola Citro, che all’andata aveva siglato il gol vittoria. Secondo pareggio consecutivo, dopo quello con il Crotone, per la Salernitana, priva da metà settimana dell’uomo più talentuoso: quel Gabionetta (partito per la Cina) che aveva contribuito a dare, quasi da solo, un grande sprint all’inizio della stagione dei campani. La prossima gara vede fronteggiarsi Granata (in casa) ed Entella martedì alle 20 e 30. Salernitana attualmente al penultimo posto con 26 punti.

Trapani – Salernitana 1 – 1
Reti: 29′ st Pagliarulo (T), 39′ st Coda (S).

Trapani: Nicolas, Fazio, Pagliarulo, Scognamiglio, Rizzato, Raffaello, Scozzarella, Nizzetto, Coronado, Petkovic, De Cenco (28′ st Citro). All.: S. Cosmi.

A disposizione: Fulignati, Perticone, Daì, Camigliano, Ciaramitaro, Eramo, Cavagna, Montalto.

Salernitana: Strakosha, Franco (37′ st Zito), Moro, Coda, Bagadur, Gatto, Odjer, Ceccarelli, Donnarumma (17′ st Bus), Bernardini, Ikonomidis (32′ st Tounkara). All.: L. Menichini.

A disposizione: Patella, Pestrin, Colombo, Empereur, Tuia, Bovo.

Arbitro: Federico La Penna di Roma 1.
Assistenti: Antonio Santoro (sez. Catania) – Claudio Lanza (sez. Nichelino).
IV uomo: Daniele Martinelli (sez. Roma 2).

Ammoniti: Fazio, Raffaello, Petkovic (T), Moro, Odjer, Gatto (S).

Espulso: 49′ st Odjer (S).

Angoli: 4 – 6

Recupero: 1′ pt, 6′ st.

Arnaldo Iodice

LAPILLI 50 ANNI TORTORAAvere 50 anni di teatro e non mostrarli, è una certezza di gioventù anche per noi che lo seguiamo da altrettanti anni. Il lui, che così bene porta l’età, è Claudio Tortora che, il giorno 24 febbraio, ha festeggiato il mezzo secolo di vita teatrale al "Delle Arti", ormai sua fortezza. Nessun timore, quindi, sbirciare il vortice degli anni trascorsi nei filmati proiettati su di un grande schermo, immagini che ce li restituiscono belli e gagliardi. Ed eccolo il baffuto e giovane Claudio, al tempo di "Domenica in" RAI 1 con Pippo Baudo, poi in "Sereno variabile", in "Fantastico" come autore e talent scout, in "Mi Raccomando" e in,"Splash". Sono anni giovanili e pure così importanti per la sua carriera, voluta fortemente fin dall’infanzia, quando presso il ristorante “La Casina Rossa” di Torre del Greco, a soli 4 anni, cantava Maruzzella, il repertorio di Sanremo e Carosone, senza sbagliare né i motivi né le parole. All'epoca però, la vita di spettacolo non era ben vista dai genitori, i quali sognavano, nel futuro del proprio figlio, un posto sicuro, dopo aver compiuto i necessari studi. Ma tant'è la passione di Claudio è stata più forte, e meno male, molte delle meravigliose manifestazioni non ci sarebbero state.

Claudio Tortora è un vero uomo di spettacolo, sa cantare, e anche bene, famose sono le sue serate all'insegna della musica anni ‘60, sa far ridere, oltre che con "La Rotonda", un trio che si è imposto nella storia del teatro comico salernitano e in quello italiano, con il personaggio di "Spalletta", il guappo di cartone dell'Agro, sa scrivere testi teatrali, ma anche per spettacoli televisivi, tra cui il Festival di Sanremo, sa elaborare pagine a contenuto sociale, storie, favole e poesie,  sa creare eventi di grande caratura, come il Premio Charlot, l'importante format della comicità italiana dal quale sono passati i più significativi comici nazionali. Da ben 12 anni è il Direttore artistico del "Delle Arti" di Salerno, spazio ricavato dall'ex seminario regionale, l'unico in Italia ad avere, al suo interno, una sala cinematografica e una per rappresentazioni teatrali, oltre che uno spazioso foyer. Qui le arti dello spettacolo ci sono tutte, non si tralascia nulla, ognuno trova il suo spazio di svago e di divertimento. Con sagacia mette su ogni anno pregevoli stagioni teatrali per un pubblico che lo segue fedelissimo.

E così nel teatro affollato fino all'inverosimile, nessuno è voluto mancare, per tributargli l'affetto e la stima per le sue doti artistiche ed umane, è apparso visibilmente commosso. In effetti Claudio è un uomo schivo, la sua è la natura della timidezza, malgrado il piglio disinvolto con il quale approccia il pubblico dal palcoscenico.

La serata ha inizio, le luci calano e lui solo, abito scuro, dinanzi al leggio, ad alta voce ci esprime i suoi pensieri, le sue passioni, cosicché racconta, parla, canta e guarda ballare i bravi ballerini di Pina Testa. Tutto il suo mondo interiore, di cose sentite, vissute sofferte o anche in allegria, passano dinanzi ai nostri occhi. Momenti magici e sentimentali, come quelli della commedia su Chaplin e sull'uomo medio, da lui scritte, ma ancor più dalla lettera che Renata Tafuri, sua moglie, legge non senza emozionarsi ed emozionarlo.

Si cambia registro, come succede spesso, repentinamente, in teatro e la manifestazione tocca punte di autentica comicità, quando a salire sul palco, in aiuto a Claudio, sono Gaetano Stella e Giuliano Avallone, ricomponendosi, sia solo per una sera, nel trio "La Rotonda". Eppure a distanza di tanti anni, il pezzo sul teatro classico, fatto da loro, fa ancora ridere e tanto! Sulle note di It's wonderful di Paolo Conte, Claudio sciorina con una serie di "Che", con voce forte e vibrante, che altro non sono che la sua vivace protesta per le storture del mondo da cui è circondato, una chiara denuncia che trova d’accordo tutti in sala.

Infine ci saluta dandoci appuntamento per altri anni ancora, da spendere per un spettacolo di contenuto, di sentimento e di esempio per le generazioni che premono. Auguri maestro! Il più bel compleanno teatrale che si potesse avere.

Maria Serritiello

enzo moscato 1Il mondo emozionale di parole e canzoni di Enzo Moscato, è dentro lo spettacolo “Toledo Suite”, presentato in due serate, 19 e 21 febbraio, al Teatro Diana, sala che si apre sulla parte nuova e più bella del Lungomare di Salerno. L’attore-chansonnier, 67 anni il prossimo 20 aprile, attraverso brani di Brecht, Duras, Viviani, Weill, Lou Reed e Taranto, compie un raffinato percorso musicale, aiutato dalla musica di Pasquale Scialò e da Mimmo Palladino per i disegni realizzati.

La scena è volutamente scarna, cupa, senza nessun arredo, se non una sedia al centro, ricoperta da un drappo rosso, con a lato un leggio, interamente addobbato da tondi e scenografici pomodorini. Il fondale è nero, intorno un velario su cui s’imprimono, di volta in volta, scritte ossute di un bianco iridescente. Circonda il tutto, una serie di lucine colorate, intermittenti, a mo’ di luminarie, per trasferirci repentinamente nei vicoli della Via Toledo, addobbata per i suoi santi, indistintamente, laici e religiosi. Quando entra in scena Enzo Moscato, con l’aria dimessa, in punta di piedi, sistemandosi in un angolo, si comprende che vuole mantenere l’attenzione, non su di lui, ma su ciò che si vede, si sente e si evoca. Così tra canzoni, scritti, brani musicali ed immagini visive si snoda l’intero spettacolo di quasi due ore. Accompagnato da un violino, Paolo Sasso, a volte struggente, da una chitarra, Claudio Romano, a segnare il ritmo e dalle percussioni, Paolo Cimino, sapientemente calibrate, tanto da essere l’alter ego di Enzo, si ascoltano canzoni, che hanno fatto il volto pittoresco di una città, tanto bella e tanto maltrattata. Accanto a “Palomma”, la notissima di Armando Gill, a “Romanzetta”, a “Cerasella”, a “Che m’hè ‘mparate a fa?”a “Na voce e na chitarra e’ o poco ‘e  luna”, ad “Anema e core” a “Lusingame” ed a “Scalinatella”, il fior fiore di una produzione che ha accompagnato intere generazioni, troviamo brani composti dallo stesso Moscato, musica di Pasquale Scialò, come: “Toledo suite”, “Diva”, “Il porto di Toledo” che modernamente ci spingono all’indietro. Enzo Moscato dal raffinato intellettuale qual è, ha inserito nella scelta dei brani, perfino un pezzo in lingua giapponese, che senza sforzo linguistico viene cantato amabilmente e con dolcezza, come geisha suggerirebbe. I brani letti fanno affiorare i vicoli, il popolo e tutta quella gente che si affida alla musica per librarsi, per evadere dalla complicata realtà in cui sono costretti a vivere il quotidiano. E non è bello il concreto che si para, prostitute, spacciatori, protettori, micro criminalità, accanto e senza alcuna differenza sociale, a persone oneste, lavoratori e timorati. Questo il volto di Via Toledo, il quartiere della sua infanzia, nello spettacolo affettivamente omaggiato.  E poi c’è il linguaggio che Enzo Moscato usa, una sorta di cantilena che si rifà all’infanzia, quando le parole hanno magia per i suoni arcaici che si tirano dietro, quei suoni che mescola sapientemente a francesismi, a latino, a greco per farne un solo impasto. Per “Scalinatella longa, longa, strettulella, strettulella…” è bastato il movimento del drappo rosso, ondulato dalle sue mani, per entrare nella tormentata passione di un innamorato deluso, il resto lo fa la sua voce, morbida, confidenziale, dai toni che si ascoltano nel passaggio da un vicolo all’altro. Un recital solo come formula scenica, ma per le suggestioni e le emozioni che trasmette è un vero pezzo di magistrale teatro. “Toledo fa paura, ma no è anima pura, non è l’oscurità, o munne cheste sa…” canta Enzo Moscato ed è quello che pensano tutti mentre si allontanano, canticchiandone il motivo

 Maria Serritiello

LAPILLI giacomo monteleoneI 20 anni li compirà il prossimo 26 febbraio, a dircelo è la Prof.ssa Pina Gallozzi, presidente di Salerno e Provincia dell’Associazione culturale Cypraea, nel presentare il chitarrista Giacomo Monteleone, al suo concerto all’Archivio di Stato di Salerno, il 23 febbraio.

Giacomo Monteleone, nativo di Siano, ha iniziato gli studi all’età di 9 anni, sotto la guida del Maestro Aniello Chierchia Vaccaro presso l’Accademia Mousikè di Castel San Giorgio, diretta dal M° Vincenzo Corrado. Attualmente frequenta il terzo anno del Triennio Superiore Specialistico di primo livello “chitarra indirizzo solistico” presso il Conservatorio di Musica “D. Cimarosa” di Avellino, con il M° Lucio Matarazzo. Scorrendo il suo curriculum si legge che segue corsi di perfezionamento con chitarristi di fama internazionale tra i quali: Aniello Desiderio, Christian Saggese, Arturo Tallini, Andrea De Vitis, Alberto Mesirca e che ha partecipato a diversi concorsi internazionali ed europei, attestandosi tra i primi posti, tra cui: V Concorso Europeo Giovani Musicisti “Luigi Denza” di Castellamare di Stabia; Concorso Internazionale “I Musici di San Lorenzo” di Eboli.

Svolge attività concertistica sia come solista che in formazioni cameristiche e si è esibito alle rassegne: Un viaggio oltre le note (Castel San Giorgio), Riflessi(oni) in Musica 2011 (Salerno), Georges Bizet Guitar Ensemble (Piano di Sorrento), Falaut Campus (Salerno).

La chitarra su cui Giacomo suona è una Giuseppe Gagliardo

Gli arpeggi, che risuonano nella sala Bilotti, sono di una perfetta esecuzione e mandano letteralmente in visibilio il pubblico presente, che applaudendolo tanto, lo costringono ad eseguire ancora due pezzi a concerto terminato.

Alla domanda rivoltagli, dove si collocherebbe in una scala di valori, risponde con una valutazione di sette pieno. Vive la sua condizione di “numero primo” in modo semplice e naturale, impegnandosi a migliorare e a perfezionare le sue capacità, nonché a controllare la propria condizione psicologica, all’atto dell’esibizione. Una chicca che c’incuriosisce molto ce la fa notare lui stesso e riguarda la suoneria dell’Nokia, presa dalle prime note del Gran Vals di F. Tarrega, per cui nessun musicista attuale può rivendicare la paternità. 

Il Programma del concerto: 

F. SOR – Sonata op.15b (Meissonnier)

M. CAST. - TEDESCO – No hubo remedio (da Caprichos de Goya op.195)

H. VILLA-LOBOS   – Studio n.1

A. BARRIOS – Julia Florida 

M. GIULIANI – Variazioni sul tema della Follia di Spagna op.45

R. DYENS – Songe Capricorne

F. TARREGA – Gran Vals

J. TURINA – Hommage à Tarrega 

Maria Serritiello

LAPILLI concerto yothingUn dilettevole Concerto-Matinée è stato offerto domenica 21 febbraio, dallo Yachting Club Salerno, presidente Diana De Bartolomeis, che ha ospitato gli allievi del liceo musicale “M. Galdi” di Cava de Tirreni, diretti dal Maestro Ivan Iannone. Prima dell’esibizione dell’orchestra da camera, preceduta da quella di chitarra classica, del bravissimo allievo Luigi Aversa del secondo livello del liceo musicale “G.Martucci” di Salerno, la Presidente Diana De Bartolomeis, nel dare il benvenuto agli ospiti, ricorda le varie attività del club, che coniugano la sua naturale vocazione agonistica- sportiva e attività diretta alla valorizzazione del mare e alle sue tradizioni con attività culturali. Tanti i personaggi passati per l’accogliente sede, sita all’interno del porto turistico “Masuccio Salernitano” dove il mare quasi la lambisce, tra cui: Daniela Brancati, già direttrice di Rai 3, Alessandro Zannini, Leonardo Becchetti, Professore dell’Università Tor Vergata di Roma, Arturo Bascetta, scrittore-editore e personaggi salernitani, gli scrittori: Piera Carlomagno, Tina Cacciglia, Paolo D’Amato e Rocco Papa. Fiore all’occhiello dello Yachting Club Salerno è il Trittico del sole "Trofeo Angelo Maria Belmonte”, giunto, quest’anno, alla ventiseiesima edizione e dedicato alla figura dell’imprenditore scomparso.

L’orchestra da camera, formata da 15 elementi, chiusi nella loro mise di colore nero, è stata introdotta dalla Prof.ssa Pina Gallozzi, Presidente provinciale dell’Associazione Culturale Cypraea, che si occupa prevalentemente di musica e di giovani talenti. La formazione dei giovani è la seguente:

Primi violini

Carmen Senatore*

Nicole Vitale 

Chiara Ricciardi 

Jamila Ruggiero 

Secondi violini 

Vincenzo della Monica* 

Maria Pia Di Marino 

Elvira Esposito 

Terzi violini 

Alessia Sorrentino*

Martina Virtuoso 

Giovanni D'Arienzo 

Violoncelli 

Ludovica Ventre*

Giorgia Somma 

Alessandra Scognamiglio 

Aurora Matonti

Basso continuo

Gianluca Buonocore 

I brani eseguiti sono:

Jesus bleibet meine Freude BWV 147- di J.S. Bach 

Hornpipe dalla Suite in Fa maggiore, HWV 348 - di G.F. Händel

Concerto per archi e basso continuo RV 115 - A. Vivaldi  

Tra gli ospiti presenti, che hanno affollato il raffinato incontro, da auspicarne in seguito, anche per l’orario prescelto, Elena Ostrica Presidente del Centro Artisti Salernitani, che insieme all’associazione Cypraea hanno stipulato un interessante, quanto fecondo, gemellaggio con lo Yachting Club Salerno.

Maria Serritiello

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