Salerno

Foto Teatro GiullareAl via al Piccolo teatro del Giullare di Salerno (Via Vernieri, trav. Incagliati, 2), mercoledì 3 febbraio alle 20,30, la prima stagione “Mutaverso Teatro” – ideata e diretta artisticamente da Vincenzo Albano, realizzata con il contributo dell’assessorato alla Cultura del comune di Salerno con la media partnership della rivista Puracultura e con il supporto di Diffusione teatro, del Centro studi sul teatro napoletano meridionale ed europeo e di Scene contemporanee. Si inizia con il Teatro Pubblico Incanto che presenta - in anteprima per la Campania - la lettura pubblica “Kyrie” di Tino Caspanello, tratta dal volume “Polittico del silenzio”, a cura di Editoria&Spettacolo, con Cinzia Muscolino e Tino Caspanello e con la partecipazione di Franco Cappuccio, direttore di “Scene contemporanee” e Vincenza Di Vita, critico teatrale Ateatro (ingresso gratuito).

L’incontro precede lo spettacolo “Mari”, in scena al Giullare giovedì 4 febbraio alle 21:00, di Teatro Pubblico Incanto in collaborazione con Compagnia dell’Arpa, con Cinzia Muscolino e Tino Caspanello, che firma anche la drammaturgia e la regia della rappresentazione (ingresso 10 euro). “Mari” – vincitore del Premio speciale della Giuria Premio Riccione 2003 - è un “delizioso duetto musicale in dialetto messinese, dedicato dall’autore a coloro che amano senza parole, mentre vede prolungarsi un ripetuto breve addio, sulle rive del mare, tra un marito ansioso di restare solo a pescare e la moglie che continua a rinviare il rientro in cucina, riattaccando il discorso. Anche qui vibra una voce spasmodicamente interessata al linguaggio, che tende la rete invisibile di un sortilegio amoroso a imprigionare coi ritmi della sua partitura il movimento, legando le due figurine struggenti nel notturno marino.”

E’ possibile acquistare un carnet scontato per la stagione “Mutaverso Teatro” o partecipare al crowdfounding su www.derev.com/mutaverso-teatro-la-prima-stagione.

Mutaverso Teatro offre anche l’opportunità di partecipare ad un laboratorio, che si terrà a maggio. Il costo del laboratorio è di 100 euro con uno sconto per chi si iscrive entro il 30 aprile. Inoltre è prevista l’assegnazione di 3 borse di studio offerte con il contributo del Centro studi sul teatro napoletano meridionale ed europeo.

Ingresso: 10 euro
carnet 8 spettacoli = 64 euro
carbet 6 spettacoli = 51 euro
carnet 4 spettacoli = 36 euro
Informazioni, acquisto carnet e laboratorio:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.- 348 0741007

Finisce 3 a 1 per i padroni di casa. In rete l’ex Sciaudone

LOGO U.S. SalernitanaA sorpresa in vantaggio dopo essere rimasti in dieci uomini per l’espulsione di Gabionetta, la Salernitana si fa fare tre gol dallo Spezia e torna a casa con le tasche vuote. Poteva andare meglio, certo, ma il ritorno dei “Granata cattivi” di inizio campionato (quando si viaggiava con la media di un’espulsione a partita, o quasi, fatto che per qualche strano percorso psichico e fisico non sembrava un limite per la formazione di mister Torrente), non ha portato buoni frutti. O meglio, li ha portati per pochi minuti. Perché cinque minuti dopo il secondo giallo mostrato a Gabionetta Coda incorna di testa e porta gli ospiti in vantaggio. Ma il vantaggio dura solo tre minuti, perché ci pensa Vignali a ribadire in rete l’assist di Piccolo. Poi Calaiò su rigore al 32esimo e Sciaudone, l’ex di turno, al 43esimo sigillano il definitivo 3 a 1. I Granata saranno impegnati sabato alle 15 tra le mura amiche contro il Pescara. C’è da ancora tanto da fare per allontanarsi dalla zona rossa.

 

Spezia – Salernitana 3 – 1

Reti: 19′ st Coda (SA), 22′ st Vignali, 32′ st rig. Calaiò, 43′ st Sciaudone (SP).

Spezia: Chichizola, De Col, Postigo, Calaiò, Errasti, Migliore, Situm, Terzi, Piccolo (36′ st Kvrzic), Vignali (41′ st Misic), Canadija (27′ st Sciaudone). All.: D. Di Carlo.

A disposizione: Sluga, Valentini, Acampora, Anderson, Tamas, Pulzetti.

Salernitana: Terracciano, Franco, Moro (16′ st Odjer), Coda, Gabionetta, Empereur, Ronaldo (42′ st Bovo), Ceccarelli, Zito (34′ st Donnarumma), Bernardini, Ikonomidis. All.: V. Torrente.

A disposizione: Strakosha, Pestrin, Bagadur, Rossi.

Arbitro: Rosario Abisso di Palermo.
Assistenti: Daniele Bindoni (sez. Venezia) – Pietro Dei Giudici (sez. Latina).
IV uomo: Daniele Minelli (sez. Varese).

Ammoniti: Vignali, Errasti, Situm (SP), Franco, Gabionetta (SA).

Espulso: 14′ st Gabionetta (SA).

Angoli: 4 – 3

Recupero: 5′ st.

Arnaldo Iodice

pina gallozziPresso l’Archivio di Stato di Salerno, Largo Abate Conforti, in collaborazione con l’Associazione Culturale Cypraea, sezione di Salerno e Provincia, il 27 gennaio, si è esibita in concerto la pianista Giuseppina Gallozzi, essa stessa presidente dell’Associazione suddetta. Il programma eseguito dalla pianista è di raffinata scelta:

J.S. Bach Suite francesi n°5 in sol maggiore BWV 816

Allemanda –Courante-Sarabanda-Gavotta-Bourrè-Louvre-Giga

W.A.Mozart Sonata in Do maggioreKV330

Allegro moderato-Andante cantabile-Allegretto

L.V. Beethoven Sonata in Mi bemolle maggiore op 81a “Les adieux”

“L’addio”. Adagio –allegro

 “L’Assenza” Andante espressivo-attacca

“Il Ritorno” Vivacissimamente

I pezzi sono stati eseguiti in maniera perfetta ed interpretati con la passione di chi ha fatto della musica un suo credo. Scorrono veloci le mani sulla tastiera e da essa la musica si fa emozione per chi l’ascolta La bravura della pianista è nota come le doti interpretative ed ascoltarla è stata una vera carezza dell’anima, soprattutto per il dolcissimo pezzo di Bach: Sarabanda, di una dolcezza infinita, per essere distratti subito dopo dalle note vivaci, una cascata, di Mozart. La musica, poi, di Beethoven, descrittiva, dettagliata, hanno trasportato l’ascoltatore in un’atmosfera ultraterrena, dove il rumore non vi arriva ed è pace per l’udito. Il bis che è succeduto al caloroso applauso, meritatissimo ha soddisfatto la platea. Ad averne di pomeriggi così!

Giuseppina Gallozzi, concertista, è Presidente dell’ Associazione Culturale Cypraea di Salerno e Provincia

L’Associazione Culturale Cypraea, fondata nel 1983 in Penisola Sorrentina da Cecilia Coppola, docente di lettere classiche, scrittrice e pittrice, dà la possibilità a giovani di tantissime nazioni dalle Americhe all’Europa, dall’Asia all’Africa di incontrarsi, di confrontarsi e divenire portavoce di messaggi di pace nel rispetto dei popoli, di amore per la tutela della natura e di conoscenza e di fusione della storia delle loro civiltà.

Maria Serritiello

LAPILLI cuccioliL'hanno atteso in tanti, già da un'ora prima da quella fissata, le 18,30, nello spazio presentazione della libreria Feltrinelli, sul corso principale di Salerno, il 21 gennaio scorso. E lui non si è fatto aspettare, è arrivato puntuale, alto, occhi versi, per niente affaticato, sorriso rassicurante e salutando quasi ognuno personalmente Il “lui” in questione è Maurizio de Giovanni, lo scrittore di gialli tra i più noti in Italia e non solo, i suoi scritti, infatti, sono tradotti attualmente in 7 paesi: Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca, Stati uniti e presto saranno anche una serie tv. Lo scrittore, a Salerno, è di casa, lo dice lui stesso a Brunella Caputo, attrice e regista che lo intervista e presentando l’ultima sua fatica “Cuccioli”.  Ed ha tantissimi estimatori, fin dal suo esordio, tanto da battere in lettori Napoli.

Personalmente (N.D.R.) ricordo una delle sue prime presentazioni, al Piccolo Teatro del Giullare, chiamato dal Porto delle Nebbie, l’associazione di giallisti salernitani, presieduto da Piera Carlomagno, giornalista e scrittrice, quando esordì col dire “Io non ci volevo venire…” non perché non avesse piacere a stare là, ma perché considerava i suoi scritti non il fenomeno che sono diventati, lui che aveva iniziato a scrivere per gioco,  per uno scherzo approntatogli da alcuni amici buontemponi. E’ tornato sempre, invece, accolto con tanto affetto e partecipazione, sì da fargli considerare Salerno, tappa inserita comunque nei suoi tour, prendendosi un giorno di ferie, perché, come afferma, oltre il discorso commerciale, c’è il cuore.

La sua, più che la presentazione di “Cuccioli” è stata una bella chiacchierata, intrattenuta sia con Brunella Caputo che, leggiadra come una gazzella, lo intervista, sia con il pubblico, suo vecchio amico, che vuole conoscere i propri beniamini raccontati da chi li ha immaginati. Nei suoi scritti, non è tanto il colpevole ad interessarlo, quanto il perché dell’azione nefasta e lo fa tanto bene che ci si affeziona anche ai personaggi negativi. E’ affascinante ascoltarlo, è un grande affabulatore, il tono basso della sua voce è perfetta quando parla delle sue creature, inserite in una Napoli che non viene mai nominata ma di cui si percepiscono i suoni, gli odori, le voci, le credenze, le tradizioni e lo fa con dovizia di particolari tanto da avvertirne le presenze. Il senso del dolore, il Gelo, il Buio, ed ora i Cuccioli, così come gli altri, sono libri scritti con i cinque sensi, percepibili nella lettura e per questa ragione restano tanto impressi.

Napoli è femmina, così la definisce nei Cuccioli, una femmina dai mille volti, un crogiuolo di emozioni, di sensazioni che variano da quartiere a quartiere e spesso anche all’interno dello stesso vicinato. Lui che è napoletano fino all’osso percepisce ogni sfumatura della città, ogni contraddizione della sua gente, è innamorato e come tale si comporta. Come non volergli bene!

Si concede, gli piace dare la sua anima a chi lo legge e lo fa in maniera totale, duettando, da vero maestro, su di un intero capitolo del libro, con Brunella Caputo, talaltro sensibile interprete di splendide regie teatrali dei suoi scritti a Salerno e a Roma.

Ecco, l’atto creativo dei Cuccioli ha iniziato la sua marcia trionfale, esso si estenderà, come le altre volte, a macchia d’olio nelle vendite, varcherà i confini, si mescolerà a tanti altri odori, colori e linguaggio, perché Maurizio è uno scrittore lirico, verace e di cuore, che non tralascia di coinvolgerlo nemmeno quando ha a che fare con i trucidi assassini.

Maria Serritiello 

Un’autorete di Coly e i gol di Coda e Franco regalano i tre punti ai Granata

LOGO U.S. SalernitanaSi ferma a 4 la serie negativa della Salernitana, che torna alla vittoria tra le mura di casa battendo per 3 reti a 0 il Brescia. Una boccata di ossigeno che ridà fiato ad una squadra, quella campana, che stava affondando sempre di più in classifica, schiacciata da cattivo gioco e mancanza di concretezza sotto la porta avversaria. Certo, non basta una bella prestazione per mettersi alle spalle tutti i difetti di una rosa assemblata male, ma una vittoria come questa può fare solo bene al morale, alla classifica e ai tifosi. C’è poi da dire che una vittoria per 3 a 0 non è mai banale, né arriva per caso. Prima l’autorete di Coly al 23esimo, poi le marcature di Coda e Franco, al decimo e al 17esimo del secondo tempo, sono naturale conseguenza di una partita giocata bene, con concentrazione e determinazione. Tanto più che di fronte c’era il Brescia, ovvero una squadra abituata a starsene nelle parti alte della classifica. Con questa vittoria i Granata si ritrovano al terzultimo posto a 23 punti, gli stessi del Livorno e due in più rispetto al Lanciano, penultimo in classifica. La prossima gara vede la Salernitana sfidare fuori casa lo Spezia. All’andata la gara era finita 2 a 0 in favore dei liguri.

Salernitana – Brescia 3 – 0

Reti: 23′ pt aut. Coly, 10′ st Coda, 17′ st Franco.

Salernitana: Terracciano, Franco, Moro, Coda, Gabionetta (33′ st Donnarumma), Empereur, Ronaldo (30′ st Odjer), Ceccarelli (35′ st Colombo), Zito, Bernardini, Oikonomidis. All.: V. Torrente.

A disposizione: Strakosha, Pestrin, Trevisan, Bagadur, Bovo, Prce.

Brescia: Minelli, Caracciolo Ant., Coly, Lancini, Mazzitelli, Caracciolo And., Embalo (18′ st Dall’Oglio), Camilleri (29′ st Abate), Morosini (21′ st Marsura), Martinelli, Kupisz. All.: R. Boscaglia.

A disposizione: Arcari, Venuti, Camilli, Rosso, Mangraviti, Calabresi.

Arbitro: Riccardo Pinzani di Empoli.
Assistenti: Maurizio De Troia (sez. Termoli) – Francesco Disalvo (sez. Barletta).
IV Uomo: Matteo Proietti (sez. Terni).

Ammoniti: Ceccarelli, Oikonomidis, Empereur, Colombo (S), Martinelli, Mazzitelli (B).

Angoli: 6 – 1

Recupero: 1′ pt, 3′ st.

Spettatori: 9615

Arnaldo Iodice

LUIGI FRANCAVILLA 1Si è trasformato in un covo di jazzisti, giovedì 14 gennaio, il C.C.C. “Luigi Francavilla”, di Via Lungomare Colombo 23, laddove la parola covo sta a significare una parata di grossi calibri della musica più libera che esista: il jazz.

A turno si sono esibiti: Il Trio Leo Aniceto, con Leo Aniceto al piano, Domenico Andria al contrabbasso e Giampiero Virtuoso alla batteria, mentre per la jam session, Marco De Domenico (piano), Carmine Viscido (contrabbasso), Gennaro Rinaldi (batteria), Fabrizio Spisto (sassofono), Fulvio marino (sassofono), Bruno Marino (tromba). Un’estemporanea musicale ad altissimo livello, considerato i nomi saliti in pedana, e con le improvvisazioni dei virtuosi ad insonorizzare il tempo. Tante le persone presenti in sala, quasi una riunione di vecchi amici che si ritrovano per condividere una passione grande, per cui pacche sulle spalle, abbracci di condivisione ed esagerato bisogno di suonare. Incredibile come la musica faccia da richiamo per molti di loro, un collante a cui nessuno si sottrae, arrivano a frotte, anche a sera inoltrata, con il loro strumento sotto al braccio e con l’unico desiderio di esserci per suonare. E così nella serata di giovedì scorso il C.C.C. Luigi Francavilla si è trasformato nel centro della musica jazz a Salerno, un mini “Cotton Club”, dove le note si sono estese fino a notte inoltrata e senza che nessuno avesse voglia di abbandonare la sala. La serata ha avuto successo, oltre che per la buona musica, anche per il gustoso cibo, consumato in allegra convivialità e preparato dal ristopub il “Delirium”, retto da Francesco Stanzione e la moglie Antonella,  coadiuvati, nelle serate del centro, da Armando. Ogni giovedì, assicura il Presidente Giovanni Paracuollo, egli stesso strumentista (tromba) d’eccezione, si ripeteranno queste belle serate, dense di musica e di canto.

 Ascoltare Leo Aniceto al piano, il trascinatore di questa ed altre serate, dono per i presenti, si comprende come possa la sua passione dall’animo trasferirsi direttamente sui tasti del pianoforte, la musica che ne segue è di raffinata esecuzione. A far da controcanto agli strumenti non sono mancate le voci, i due fratelli Simonis, per esempio, Valter, il cui canto, accompagnandosi con la chitarra, rimanda alle ballate americane alla Bob Dylan, mentre la voce di Francesca, duttile ed evocativa, ricorda, in alcuni passaggi, la calda voce di Billie Holiday. Uno spacchetto, se si riferisce ad un solo pezzo di batteria, ma di pregio, ha visto protagonista il quindicenne Jenny Ranaldi ed a fine serata, per il canto, si avvicenda in pedana la giovane napoletana, Maria Bonincontro, di appena diciannove anni, ma dal futuro certo per il suo genere “black”, il pezzo All of Me, infatti, è del nero John Legend. Prima di chiudere, definitivamente, i battenti sulla particolare serata, Martina Nappi, un jolly per il C.C.C. Luigi Francavilla e pregevole mentore di flauto, ci saluta, con la sua mirabile estensione di voce, cantando “Fly me to the moon” un evergreen di Frank Sinatra.

Maria Serritiello

LAPILLI locandina delittoIl 15 gennaio scorso, ospiti del Teatro La Ribalta, sito a Salerno in via Salvatore Calenda 98, si è esibita la Compagnia “I soliti dispetti”, provenienti dalla Capitale, in una commedia brillante dal titolo “Un Delitto tira l’altro”. La pièce, liberamente ispirata all’opera teatrale, “Il clan delle vedove” di Ginette Beauvais Garcin, è stata rielaborata da Barbara Torre che ne è anche la regista.

 La commedia, articolata in due atti, appartiene al teatro d’evasione, divertente in più punti e parla di tre amiche, due di esse già vedove e la terza, lo è da appena poche ore, in circostanze quanto meno grottesche, il mal capitato marito, infatti, è morto per una caduta accidentale dello sciacquone, precipitato rovinosamente sulla sua testa. Rose è inconsolabile, amava il marito e ne elenca, in una sorta di elogio funebre, tutte le sue virtù. Le amiche, Ernestine e Francine, fanno di tutto per alleviare il suo dolore, vanno e vengono dalla sua casa, stazionano nel salotto, mangiano pasticcini e affrontano in tono ironico ed arguto la condizione vedovile, conversando divise tra rimpianti e disincanti. Ad interrompere la piacevolezza delle conversazioni salottiere e lo stato di vedovanza condiviso, ci pensano, a turno, estranei che rivelano la doppia vita del “santo uomo”, costellata da amanti, da omosex e figli illegittimi, per sfociare in inevitabili quanto spregevoli ricatti. L’oggetto del desiderio, per tutti i pretendenti, è la villa al mare a Saint Malò, in Bretagna, dove Rose andava malvolentieri, ma che ora è diventata una bella fonte di reddito. Dopo il primo e comprensibile sbandamento, accantonato il dolore, nel ripensare alla vita d’ingenua innamorata, stringe senza esitazione, con le sue amiche, solidarietà di vedove(!), un patto mortale, per mezzo del quale riuscirà, in un sol colpo a liberarsi dei pretendenti ed a godere dell’eredità con le sue fedeli amiche.

La commedia leggera e divertente, per i colpi di scena che si susseguono, c’introduce piacevolmente nel soffice mondo al femminile, dove l’astuzia, in questo caso sinistra, riesce a svolgere un ruolo importante, sia per la sopravvivenza, che per l’inizio di nuova vita, una volta eliminato l’ingombro maschile. Le tre donne, sedute in salotto, tra the e pasticcini, un cambio d’abito, un’intera sfilata, tutti molto belli, colorati e particolari ed un bonario pettegolezzo, riescono a mantenersi l’eredità, a fare a meno di un uomo ed a progettare un futuro di felicità. Un bel messaggio all’indirizzo femminile, se non fosse per il metodo, decisamente, scorretto.

Molto spontanea l’interpretazione dei vari personaggi, ad iniziare da Angela Mantella (Rose), per continuare con Patrizia Giancotti (Suzette), Paola Verdecchia (Francine) e Beppe Paternosto (Alain), l’unico uomo in questo universo di donne, costretto, per finzione scenica, ad essere dell’altra sponda. La recitazione di tutti è stata molto disinvolta, ognuno si è sentito a proprio agio nella parte ricevuta, tanto da rendere buone caratterizzazioni. Così è stato anche per Maura Boncristiani, perfetta, nella parte di chi sfoga sul cibo le proprie insoddisfazioni, così come nell’amica bonaria e pettegola. Ha retto bene la scena, impegnandosi con spigliata briosità, tanto da guadagnarsi la nomination, insieme a Paola Verdecchia, come migliore attrice, da una giuria giudicante, presente in sala. Sapiente la regia di Barbara Torre, per l’assemblaggio, la scelta delle musiche e l’ideazione del testo.

“Un delitto, tira l’altro” ha avuto (N.D.R.) il pregio particolare di riunire in sala, per applaudire Maura Boncristiani, da Roma, la sua famiglia salernitana, che non vedeva da tempo. Si sono trovati, così, ovvero ritrovati, zie, cugini e nipoti, per riallacciare un legame di sangue un po’ sbiadito dal tempo. Un bel selfie di famiglia, non c’è che dire.

L’Associazione culturale teatrale La Ribalta, istituitosi nel 2003, ma già attivo nel settore dal 2000, nasce con lo scopo di promuovere attività di carattere culturale d'ampio raggio: dal teatro, al cinema, all'uso delle nuove tecnologie. Il très d'union, tra le diverse specialità, è rappresentato dall'esigenza di sperimentare nuove forme d'espressione, secondo la logica intermediale, che è alla base dello scenario comunicativo attuale. In particolare l'Associazione si occupa della gestione e organizzazione di diversi laboratori socio-teatrali, si pone l'obiettivo di sollecitare iniziative di studio, ricerca, dibattito, formazione e aggiornamento culturale nel settore dello spettacolo, nella convinzione che tale attività costituisce servizio necessario ed indispensabile alla comprensione dei fenomeni culturali delle aree metropolitane e periferiche e favorire pertanto una maggiore conoscenza ed interpretazione sociale.

Maria Serritiello

I padroni di casa la spuntano grazie alla rete di Trotta. Granata penultimi

LOGO U.S. SalernitanaGirone nuovo, vecchia storia. L’Avellino supera per 1 a 0 la Salernitana e condanna i Granata al penultimo posto, a soli 3 punti dal fanalino di coda Como. E pensare che gli ospiti non partono neanche male, e nel corso del primo tempo hanno a disposizione diverse occasioni per portarsi in vantaggio. Dopo un primo tempo in cui il pareggio è, probabilmente, il risultato più giusto, i padroni di casa scendono in campo con una voglia diversa. E dopo varie occasioni da rete (prima Tavano, poi Trotta, che firmerà la rete della vittoria), al 27esimo passano in vantaggio. Assist di Insigne e rete facile dell’attaccante irpino. Quarta sconfitta nelle ultime quattro gare per i Granata, che dovranno affrontare in casa il Brescia venerdì 22 gennaio.

Avellino – Salernitana 1 – 0

Rete: 27′ st Trotta.

Avellino: Frattali, Biraschi, Tavano (11′ st Trotta), D’Angelo, Castaldo, Pucino, Sbaffo (38′ st Rea), Paghera, Jidayi, Bastien (25′ st Insigne), Chiosa. All. Tesser.

A disposizione: Offredi, Nica, Mokulu, Visconti, Petricciuolo, D’Attilio.

Salernitana: Terracciano, Franco, Trevisan, Colombo (31′ st Donnarumma), Coda, Gabionetta, Empereur, Ronaldo, Odjer (19′ st Moro), Ceccarelli, Zito (25′ st Bovo). All. Torrente.

A disposizione: Strakosha, Bagadur, Tuia, Ronchi, Prce, Oikonomidis.

Arbitro: Luigi Nasca di Bari.
Assistenti: Damiano Di Iorio (sez. Verbania) – Gaetano Intagliata (sez. Siracusa).
IV Uomo: Edoardo Paolini (sez. Ascoli Piceno).

Ammoniti: D’Angelo, Frattali, Biraschi (A), Colombo, Trevisan, Ronaldo (S).

Angoli: 3 – 5

Recupero: 1′ pt, 4′ st.

Arnaldo Iodice

chiccoPer due sere consecutive il 9 ed il 10 gennaio scorso, il Teatro Ridotto, tempio della comicità cittadina, ha ospitato il cabarettista salernitano, Chicco Paglionico, con il suo spettacolo “Dov’è l’uscita”. A dire il vero mancava proprio un comico nostrano in passerella, per i tanti napoletani, prevalentemente, visti sfilare. Ed eccolo in scena tra gli oggetti, conosciutissimi dell’Ikea, la sua croce e delizia lavorativa, da cui ha desunto tutti gli sketch comici che gli hanno dato la notorietà. Di statura media, massiccio, con una prematura calvizie, ha solo 31 anni, un sorriso comunicativo ed una parlantina spigliata, con la quale infila una dopo l’altra tutte le défaillance   dei clienti Ikea. Per quattro anni, ora non più, ma con le grandi distribuzioni ha avuto sempre a che fare, ha lavorato all’Ikea, il contenitore della sua comicità. Appena diplomatosi da ragioniere all’Amendola di Salerno, si trasferisce al nord per lavoro e lo trova alla grande scatola blu che tutti abbiamo imparato a conoscere, con i suoi omini in giallo, aiuto per le scelte. Francesco è il suo vero nome di battesimo, ma a casa, in particolare la sorella, l’hanno sempre chiamato Chicco, un diminutivo che non disdice, anzi lo rende morbido e rassicurante. Ha sempre fatto cabaret, mi dice (N.d.R.) nell’intervista che precede lo spettacolo, la sua formazione comica risale a quando ha svolto in estate il ruolo di animatore nei villaggi turistici, una grande scuola che l’ha formato a tenere la scena ed a relazionarsi con il pubblico. Nel 2011 partecipa ai provini- laboratorio Zelig di Napoli, è un successo, per cui dal 2012 al 2014 è ospite fisso di Zelig, la trasmissione più nota della comicità italiana. Ormai il posto fisso all’Ikea è andato, gasato e popolare decide di dedicarsi stabilmente al cabaret che pratica con successo. Nella primavera del 2014, istituisce, con i Villa Perbene, il trio costituito da Francesco D’Antonio e Andrea Monetti, un laboratorio tutto dedicato alla comicità, tenuto al Teatro Arbostella, nell’omonima zona residenziale della Salerno orientale. Da venerdì 16 gennaio parteciperà al laboratorio Zelig on the road Salerno, al Teatro Ridotto, dove giovani promesse e comici già affermati, provano, assemblano, sperimentano e costruiscono nuovi pezzi comici. Le due serate di Chicco, al Ridotto, sono state accolte favorevolmente dal pubblico che non ha lesinato l’applauso. Durante lo spettacolo, Chicco Paglionico parla a raffica ma anche con le giuste pause, il linguaggio è semplice, tuttavia si appoggia a contenuto, le situazioni descritte sono episodi di vita quotidiana, per questo condivisibili. Emana simpatia immediata, sia quando setaccia i vari reparti della famigerata Ikea, sia quando azzarda ironia sul suo fisico in carne. Prima di chiudere lo spettacolo Chicco ci regala un di più, una comica rassegna stampa, che diverte molto e che lascia il gusto di una bella risata.

Maria Serritiello

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