Salerno

LAPILLI Locandina 250E’ l'occasione per entrare nel vivo del "mondo dell'artista", nelle sue sfumature, nelle sue impressioni, nelle sue percezioni, nelle sue esternazioni, fino a rendere chiaro, comprensibile e fruibile il suo modo di fare arte, attraverso la presentazione di 5 opere frutto della sua ricerca e del suo percorso artistico, o anche delle sue sperimentazioni.

La location che accoglie questo progetto è Palazzo Sant'Agostino, un antico palazzo nobiliare che si trova nel centro storico di Salerno, affacciato sul Lungomare Trieste.

All'interno del palazzo vi è il "salone di rappresentanza", dedicato a Girolamo Bottiglieri (che fu il primo presidente della provincia di Salerno nel 1861) e dominato dal quadro di Giuseppe De Mattia raffigurante Costantino l'Africano mentre viene presentato alla famiglia di Roberto il Guiscardo.

L'"aula consiliare" ha un pavimento in cotto e maiolica, opera del maestro Giancappetti, che raffigura lo stemma della provincia.

Oggi è l'attuale sede della Provincia di Salerno e le sale settecentesche all'interno sono adibite, oltre che ad uffici, a Cerimoniali, Convegni, Mostre espositive.

Aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 19.30 per accogliere visitatori.

La mostra è stata inaugurata mercoledì 25 novembre con vernissage nella Sala Cerimoniale Torre, sita al secondo piano del Palazzo.

Sono intervenuti per donare una "chiave di lettura" diversa dalla critica artistica, suggerita dalle opere che sarannoLAPILLI PB260051 in esposizione:

Prof Agata Di Rubba, poetessa, che regalerà agli astanti una lettura “emozionale” delle opere

Dr. Claudio Basile, psicologo- psicoterapeuta, che interverrà con una riflessione dal titolo

“ CREAZIONE ARTISTICA: UNA FORMA DI 'CURA' DEL DOLORE DI ESISTERE“

Sono in esposizione fino al 2 gennaio 2016 le opere di:

Viktoryia Macrì

Chiara Margherita Mazza

Pantaleo Tarallo

Raffaella Vaira

Oriana Vertucci

 

Viktoryia MacrÏ 

classe 91', Bielorussa. Diploma di maturità scientifica. Iscritta alla facoltà d'Informatica di Unisa. A giugno del 2013 inizia la sua carriera artistica, nonostante abbia sempre coltivato questa passione, partecipando ad una collettiva artistica assieme a tre botteghe d'arte italiane con tema "I love Italy" presso l'area archeologica di Paestum. Nell'agosto del 2014 conosce la critica d'arte Antonella Nigro e con l'impegno e l'organizzazione della stessa, espone i suoi quadri al Palazzo Baronale De Conciliis, in concomitanza della feste Medievale a Copersito di Torchiara (SA). Da qui seguono una serie di mostre personali e collettive a cui partecipa aggiudicandosi attestati e premi come "iperrealista raffinata". Ad agosto del 2014 partecipa alla Biennale Internazionale dell'Arte curata da Giorgio Grasso su FB dalla quale ne esce tra le prime vincitrici con "Ketch". Vittoria che la porter‡ ad esporre i suoi quadri alla International Contemporary Art alla Centrale Idroelettrica di Tezzo D'Adda, organizzata da Giorgio Grasso e Bosmat Niron con il patrocinio dell'EXPO 2015 Milano. Le due opere esposte alla Centrale incontrano Vittorio Sgarbi ottenendo giudizio pienamente positivo. Partecipa alla mostra Internazionale di Arte Contemporanea di Anzio e Nettuno (Roma)rientrando nel V Catalogo del medesimo evento. Dal 15 al 30 di giugno del 2015 espone 30 delle sue opere al Castello Anioino-Aragonese di Agropoli con "Espressioni InCartate", Personale presentata dalla critica Antonella Nigro. Dal 29 giugno al 15 luglio partecipa ad una Collettiva d'Arte a Cesena presentata dal critico Giorgio Gregorio Grasso con "Loren a pois". Dal 3 all'11 luglio espone due delle sue opere al Palazzo Genovese di Salerno-Largo Campo partecipando alla Terza Edizione dell'Expo d'Arte Contemporanea "Riflessi e Riflessioni". Partecipa alla collettiva d'arte di artisti salernitani presso l'Arco Catalano della itt‡ stessa. Nel mese di settembre dello stesso anno espone all' "Art-Studio-38" di Milano, mostra presentata dal critico e storico d'arte Giorgio Gregorio Grasso. Artista iperrealista, nonché nasce come tale, nell'ultimo periodo si allontana dall'iperrealismo stesso, cambiando radicalmente la tecnica, infatti passa dall'utilizzo della sola grafite, all'olio. Assieme alla tecnica si percepisce un cambiamento anche emotivo all'interno dei suoi quadri, percettile dalle ultime 5 opere riprodotte recentemente ed esposte in questa mostra 

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Chiara-Margherita Mazza

nasce a Genova nel 1987. Laureanda in Ideazione e produzione per l’organizzazione artistica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica di Brescia. Espone a livello nazionale ed internazionale ricevendo consensi e riconoscimenti fin dalla tenera età. Ha esposto a Milano, Verona, Roma, Genova, Brescia, Oxford, Pechino, New York, Miami, Francoforte, Dubai, Abu Dhabi, Strasburgo, Parigi etc.

In particolare nel 2010 viene invitata ad esporre in occasione dell'“International Gathering of University Students in Rome” e la sua opera Inspire viene donata a Papa Benedetto XVI. Nello stesso anno vince il Primo premio a Brescia in occasione dell' "Artist’ New Generation". Nel 2011 collabora per lo studio “Ermanno Preti Designer” come pittrice e critica per la realizzazione dell’intero “Hotel-Museo J.H.D” -Dedicato al Primo Premio Nobel per la Pace: Jean Henry Dunant, a Castiglione delle Stiviere (MN). Invitata ad ogni edizione della "Biennale della Franciacorta", prende parte anche all'importante iniziativa "La Vite per la Vita", ciclo di mostre ed aste a scopo benefico presso le più importanti Sedi della Franciacorta per l'ampliamento dell'ospedale oncologico“Laudato sì” con l'aggiunta di un settore pediatrico per la cura delle leucemie infantili a Rivoltella del Garda (BS). Nel 2013 espone in digital exhibition su maxi schermo a Times Square, New York (U.S.A). Nel 2014 presso "Scope Art Miami", Miami (U.S.A). Nel 2015 espone a Dubai ed Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) con il patrocinio dell'Unesco, del Consolato Generale d’Italia e della Camera di Commercio Italiana, sempre nello stesso anno viene invitata ad esporre presso "Romart2015- Biennale Internazionale di Arte a Roma", contemporaneamente partecipa alla mostra "Awareness" a Strasburgo (FR) ed espone in digital exhibition per "l'Exposure Award" presso il Museo del Louvre a Parigi (FR).

La sua tecnica pittorica è contraddistinta dalla raffinatezza di leggere pennellate a spatola, e dalla potenza del gettito di colore. Precisa è l'attenzione alla chimica dei composti e all’effetto della luce nelle sue vive rifrazioni all’interno dell’opera.

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Pantaleo Tarallo

nasce a Vallo della Lucania, nella Provincia di Salerno, il 04 settembre 1979 e risiede a Licusati di Camerota (SA), piccolo paese del Cilento.

Fin dalla giovane età manifesta una innata sensibilità verso le arti figurative tanto da portare i genitori ad iscriverlo presso il Liceo Artistico A. Sabatini di Salerno dando così inizio al suo percorso artistico - formativo. Conseguita la Licenza Artistica nel 1997, nello stesso anno si inscrive presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli prediligendo scultura come indirizzo per i suoi studi.

La scelta non è casuale, il giovane Artista, infatti, già da qualche tempo ha cominciato a scoprire ed appassionarsi alle opere dello scultore Luigi De Luca, oriundo licusitano, vissuto a Napoli a cavallo tra ‘800 e ‘900.

Si laurea in scultura il 25 febbraio 2003 con tesi sullo Scultore Prof. Luigi De Luca.

Intanto il giovane scultore ha già cominciato a far conoscere la sua Arte durante gli anni di studio all’Accademia, partecipando a numerose estemporanee di pittura dove si classifica ai primi posti. Significative in questo periodo i primi concorsi - esposizioni di scultura. Nel 2000 l’opera “Travaso” è esposta ad una collettiva svolta a Palazzo Barberini in Roma…

Nel 2001 con l’opera intitolata “S. Pietro Apostolo” si classifica al primo posto al Concorso di scultura di Arte Sacra svolto a Licusati (SA).

Nel 2002 realizza in pietra serena l’opera “Delirio” in occasione del Premio Berti città di S. Piero a Sieve (FI) destinata al giardino comunale.

L’arte del giovane scultore sa trasferire, a quanti attentamente la osservano, una intima emozione giocando in maniera delicatamente forte con un elemento essenziale della vita dell’uomo, la luce.

Questa, a volte scivolando velocemente sulle superfici levigatissime altre volte rallentando la sua corsa sulle superfici scabre fino a ristagnare, dona all’opera scultorea una vibrazione vitale capace di rompere gli schemi conferendo all’Arte del giovane una “classica modernità”.

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Raffaella Vaira

torinese, classe ’72, muove i primi passi nel mondo della creatività esercitando il suo talento di scrittrice con l’ esordio letterario del primo libro Fuori Atto, edito nel 2000 dalla Casa editrice L’autore libri Firenze, Collana Piccola Biblioteca 80, per poi passare all’arte visiva come autodidatta dal 2003.

Inizialmente il suo percorso pittorico è di tipo figurativo-naturalistico in stile espressionista: da sempre, infatti, è forte l’utilizzo che la Vaira fa del colore, scelto come medium comunicativo e cifra stilistica per comunicare le sue tempeste e passioni.

La sua ricerca artistica, però, non si limita all’impiego del piano bidimensionale della tela: la sua è un’urgenza di rappresentazione di un mondo interiore dove la superficie piana e’ il contenitore di un rapporto che si sviluppa tridimensionalmente, così la vigorosa pennellata, materica e pastosa dei suoi esordi, e’ ora sfondo lineare per oggetti presi da contesti quotidiani che vengono riciclati e rielaborati e, come un libro pop-up dove le figure escono dalle pagine per illustrare il testo, i soggetti sono posti sul supporto e si fanno action figures, statuine in azione. Oggetti/attori interpreti di momenti pulsanti su piccoli “palcoscenici”, in dialogo con l’osservatore che si ritrova, così, ad essere anche spettatore di un genius loci teatrale che e’ azione in progress di un tema che prescinde dalla sensibilità dell’artista per essere spunto di riflessione in chi lo guarda ed è trasportato in un flusso di sentimenti che variano a seconda del vissuto e della lettura emozionale di ciascuno, in uno spazio-tempo che è qui ed ora quanto presente che è anche passato o futuro, archetipo e prototipo.

I lavori della Vaira hanno reminiscenze nelle avanguardie tedesche e russe della prima decade del Novecento, allora sviluppate su supporto piano, quanto il sapore estetico di esotiche opere artistiche contemporanee del Sud America, dove l’esplosione cromatica coincide con quella spaziale in 3D e il sogno diviene tangibile, l’idea iperuranica si fa materia.

Raffaella Vaira traduce il proprio sentire nel grido scenografico di una pittura che per esprimersi necessita d’incorporare altre tecniche, in cui il solo rilievo non e’ sufficiente, bensì necessita dei 360 gradi della scultura, a cui lei dona movimento, verità esistenziale, con l’invito all’osservatore ad esperire una sua manifesta visione immaginata come possibile realtà vivifica, salvifica e vitale.

Catartica. (Renata Panizzieri)

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Oriana Vertucci

nasce a Sala Consilina (SA) nel 1990, fin da piccola si nota il suo interesse per il disegno che la porta a frequentare il Liceo Artistico di Teggiano dove consegue il diploma di maturità Artistica e successivamente a laurearsi, con il massimo dei voti, in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, con una tesi triennale sull’ Influenza della televisione nella società, e una tesi specialistica sull’uso del corpo nell’arte partendo dalle scarificazioni africane e arrivando alla Body Art. Attualmente svolge attività volontaria di cultrice della materia di Tecniche del Marmo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, e lavora come scultrice in un’azienda di lavorazione del Marmo.

Dimostra notevoli competenze anche nel disegno, nella pittura e nelle stampa d’arte. Ha acquisito, presso vari laboratori pratici, competenze nell’ambito della lavorazione della ceramica, del colaggio, della cottura e delle tecniche di decorazione ceramica. Specializzata in tecniche di formatura e tecniche di incisione calcografica e xilografica, predilige le forme e le tecniche.

scultoree, ha competenze nella lavorazione dell’argilla, del gesso, delle pietre, del polistirolo. La sua ricerca predilige forme sinuose e morbide, nelle sue opere si nota subito il tema del contrasto, del conflitto: attraverso forme contrastanti, materiali e superfici lavorate e rifinite in modo contrastante.

PREMI E RICONOSCIMENTI!

• 2015 - “art to coast” 2° classificata.• 2013 - vincitrice del concorso internazionale “Who Art You 2” nella sezione video, con l’opera “Rotolando”.

WORKSHOP

• 2013 - “La pietrificazione dei rifiuti” Accademia di Belle Arti di Napoli.

• 2013 - “Punto di fuga” Accademia di Belle Arti di Napoli.

2009 - partecipazione alla manifestazione “Cairano 7x” installazione insieme all’artista Pietrantonio Arminio

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Gina AffinitoArt Consultant and Curator

LAPILLI la notte di beninoAltra aria nel Duomo di Salerno, quella che mancava da un bel po',sempre più sacrario e poco casa dei fedeli. Il concert :"La notte di Benino" organizzato e autofinanziato dalla compagnia "Daltrocanto" , noto gruppo salernitano, che porta in giro le tradizioni e la musica della nostra terra, ha avuto la capacità di mescolare dolcezza e vivacità, liturgia religiosa e vitalità. Il suono della zampogna e della ciaramella evocano un tempo, e neanche tanto lontano, stritolato com’è dai ritmi moderni, in cui gli zampognari passavano per le case e suonavano la novena per l'Immacolata e preparavano gli otto giorni che precedevano il Natale. Senza demonizzare nessuna delle iniziative che oggi precedono la festività più bella dell'anno, il suono della zampogna era tutta un'altra musica. Nella penombra avvolgente del Duomo, a metà della imponente navata centrale, il gruppo musicale si è esibito in canti tradizionali, accompagnati, oltre la zampogna e la ciaramella da tammorra e castagnette ed altri strumenti caratteristici. Ad iniziare il concerto ospiti illustri venuti appositamente da Udine e dintorni (Giovanni Floreani dell’ Associazione  Fur Clap di Udine, Claudio Milano, Toni Pagliuca, tastierista del gruppo musicale " Le Orme", famoso negli anni 70 e Lorenzo Marcolino) attenti e virtuosi portavoce delle tradizioni musicali del Friuli Venezia Giulia. Alle atmosfere ovattate elitarie ed evocative di intrecci liturgico-popolari di quelle lontane terre ecco contrapporsi il suono vitale, accattivante ed energizzante delle tammorre su cui si eleva la voce, strumento naturale, di Paola Tozzi. Dolcissima la sua interpretazione della "Ninna Nanna per i 700", composta da Flavio Giordano e Bruno Mauro, che, pur alludendo alle vittime infantili degli sbarchi clandestini, viene dedicata, come sottolineato da Antonio Giordano, a Gesù Bambino. Non mancano timidi passi di danza dei ballerini Loredana Marino, Carlo Del Galdo e Roberta Verderame che non si avvicinano mai ai limiti della licenziosità, infatti il concerto, pur supportato da strumenti inusuali per un contesto religioso, mantiene la sua intatta sacralità.

Compagnia "Daltrocanto": Paola Tozzi (voce), Martino Brucale (ciaramella, flauti, sax tenore e sax soprano), Antonio Giordano (zampogna, bouzouki greco, chitarra battente), Flavio Giordano(basso elettrico), Bruno Mauro (chitarra classica, bouzouki irlandese), Luca Lanzara (tamburi a camice, mandola), Alessandro Ferrentino (batteria, percussioni, disco armonico), Kalimba Maria Anna Siani (violino).

Maria Serritiello

LOGO U.S. SalernitanaMister Torrente ha definito la squadra "stanca" e, tutto sommato, non ha molto da recriminare ai suoi perlomeno fino al gol del vantaggio siglato al 40esimo del primo tempo dal Modena. Una rete,quella di Belingheri, macchiata da un sospetto fuorigioco. Ma il 2 a 0, siglato da Granoche cinque minuti dopo, richiedeva da parte dei Granata una reazione che non c'è stata. Torrente, infatti, con i suoi se la prende non solo (ovviamente) per i due gol subiti, ma ancor di più per un secondo tempo troppo molle, in cui si aspettava una scossa che non c'è stata. Le uniche occasioni avute dalla Salernitana, infatti, sono arrivate da calci piazzati. Un fatto, questo, che non può proprio andare giù all'allenatore. Ora la Salernitana è quartultima a 20 punti, insieme a Vicenza e Latina (che però hanno una partita in meno). La prossima partita si gioca all'Arechi la vigilia di Natale. Sperando in un regalo. 

Modena – Salernitana 2 – 0

Reti: 40’ pt Belingheri, 45’ pt Granoche.

Modena: Provedel, Popescu, Nardini, Belingheri (44’ st Sakaj), Marzorati, Gozzi, Galloppa (34’ st Olivera), Luppi, Giorico, Granoche (13’ st Stanco), Rubin. All.: H. Crespo.

A disposizione: Manfredini, Nizzetto, Doninelli, Zucchini, Marchionni, Minarini.

Salernitana: Terracciano, Lanzaro, Colombo, Moro (37’ st Sciaudone), Coda, Gabionetta, Empereur, Eusepi (15’ st Milinkovic), Odjer, Bovo (15’ st Donnarumma), Rossi. All.: V. Torrente.

A disposizione: Strakosha, Pollace, Trevisan, Perrulli, Troianiello, Ronchi.

Arbitro: Lorenzo Illuzzi (sez. Molfetta).
Assistenti: Mirko Oliveri (sez. Palermo) – Giovanni Baccini (sez. Conegliano).
IV Uomo: Riccardo Pinzani (sez. Empoli).

Ammoniti: Marzorati, Belingheri (M), Empereur, Moro (S).

Angoli: 8 – 4

Recupero: 2’ pt, 4’ st.

Arnaldo Iodice

LAPILLI memoriaIl 30 novembre scorso, presso l’elegante sala “Moka” di Salerno, dove si riunisce ogni lunedì “Il Caffè dell’Artista”, il dottor Ferdinando Bianco ha tenuto una dotta conferenza sulla memoria, gioia e dolore di una certa fascia d’età.

Chiarite le affinità del Sistema Nervoso centrale, con il Sistema Immunitario, il dottor Bianco ha considerato la processualità e l'evolutività che caratterizzano tale fenomeno, nel bene e nel male, differenziando in modo preciso la Memoria Implicita da quella Esplicita, allorché si consideri il coinvolgimento della Coscienza o Consapevolezza, e la Memoria a breve termine, da quella a lungo termine. Ha indicato, inoltre, continuando amabilmente la conversazione, i vari tipi di Memoria Esplicita, tra i quali in special modo, quella Episodica e quella Autobiografica, che consentono la costruzione del proprio “SE” e delle sue caratteristiche. Partendo poi dalla constatazione che allo stato non esistono farmaci per migliorarla ha puntato tutto sul ruolo che il Menù del Benessere Mentale, approntato dallo psichiatra Dan Siegel, può svolgere nell'aiutarci a ridimensionarne il decadimento o ritardarne l'evoluzione, riproponendone l'acronimo Co.S.Mo.G.I.R.O e a dettagliarne l'applicazione e la fruibilità. A conclusione, un accenno alla Sindrome che colpisce spesso i reduci americani dal Vietnam, legata alla dissociazione che purtroppo subiscono nel corso degli eventi bellici, per la quale di certi traumi rimuovono la Memoria Esplicita e diventano vittime della sola Memoria Implicita che rivivono continuamente come reale e dalla quale non riescono a liberarsi. Il dottor Bianco termina la conversazione, molto seguita dal numeroso pubblico, chiedendosi quanti di noi, fatte le debite proporzioni, siano dei reduci dalle guerre personali.

Maria Serritiello

LAPILLI getImageA Napoli un’importante mostra ripercorre le tappe salienti della nascita dell’editoria.  In occasione dei 500 anni dalla scomparsa di Aldo Manunzio (Bassiano 1449-1452 - Venezia 1515)  la Biblioteca Nazionale di Napoli dedica  al grande tipografo una mostra bibliografica e iconografica, l’inaugurazione venerdì 18 alle ore 11,00 con Marco Santoro, Paola Zito, e Vera Valitutto. L’esposizione consente di ammirare preziose aldine conservate dalla biblioteca di Napoli, si tratta di una delle  più ampie  collezioni dei volumi stampati da Aldo Manuzio e dai suoi eredi tra il 1494 e il 1590

Manuzio con spirito da umanista portò al massimo splendore l’arte della tipografia mantenendo l’altissima qualità delle sue edizioni. Tra le  pubblicazioni  più significative in mostra : il Polifilo (Hypnerotomachia Poliphili) - stampato da Aldo Manuzio nel 1499, un romanzo allegorico, il cui  titolo può essere tradotto in  “La battaglia amorosa di Polifilo in sogno”pubblicato con 172 xilografie - considerato il più bel libro illustrato del Rinascimento, la fortunata raccolta dei classici latini e greci ai quali Manuzio affiancò le opere dei principali poeti italiani e di alcuni tra i più importanti autori del suo tempo. La Biblioteca napoletana  custodisce, infatti,  la quasi totalità delle 131 edizioni aldine stampate dalla bottega di Manunzio, alcune in più copie, dagli Erotemata di Costantino Lascaris usciti il 28 febbraio del 1495 al De rerum natura di Lucrezio la cui edizione fu completata nel gennaio del 1515, pochi giorni prima della morte, avvenuta il 6 febbraio del 1515.

Manuzio è considerato il primo precursore del moderno editore. Prima di lui, infatti,  la stampa aveva conosciuto l'avvicendarsi di numerosi stampatori, alcuni molto esperti e innovativi, ma  sarà  Aldo Manuzio a  traghettare la stampa nel nuovo secolo con criteri di modernità ed efficienza divenendo il modello a cui si sono ispirati i tipografi dei secoli seguenti. Manunzio comprese le potenzialità insite nell’invenzione della stampa a caratteri mobili e introdusse con  l’impiego del carattere corsivo i libri di piccolo formato – libelli portatiles in formam enchiridii - che racchiudono sia i classici latini e greci che le edizioni in lingua italiani. A Manuzio si deve lo studio e la diffusione della cultura greca nei suoi testi in lingua originale e la trasformazione del libro a stampa in principale mezzo della trasmissione e della comunicazione della conoscenza umana

ll sogno di Aldo: Umanesimo e stampa nell'officina di Manuzio.

Mostra bibliografica e iconografica 18 dicembre 2015 -29 febbraio 2016

apertura: lunedì-venerdi, ore 9-18.00; sabato ore 9-13.00

Inaugurazione venerdì 18 dicembre, ore 11, Sala Rari

Intervengono: Vera Valitutto, Direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli; Marco Santoro, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli; Paola Zito, Seconda Università degli Studi di Napoli. Ingresso libero.

Superato 2 a 0 l’Ascoli all’Arechi. In gol Pestrin e Coda

LOGO U.S. SalernitanaDopo un mese senza vittorie e la contestazione dei tifosi, la Salernitana ingrana finalmente la marcia giusta e supera 2 a 0 l’Ascoli allo Stadio Arechi. In rete Pestrin al 27esimo del primo tempo e Coda ad inizio ripresa. Una prestazione più che convincente che regala ai Granata la quarta vittoria in campionato. Una gara che sull’1 a 0, al ritorno dagli spogliatoi dopo la prima frazione di gioco, rischiava di prendere però una piega inaspettata, visti i più che buoni primi minuti della squadra ospite. Per fortuna del team allenato da mister Torrente è arrivato, al settimo minuto, il gol di Coda, a suggellare il risultato finale contro una concorrente per la sfida salvezza. Ora la Salernitana si trova in quintultima posizione con 2 punti di vantaggio sul Modena. Ed è proprio contro il Modena che i Granata si troveranno a gareggiare sabato prossimo nella speranza di creare un cuscinetto tra sé stessa e la zona retrocessione. 

Salernitana – Ascoli 2 – 0
Reti: 27′ pt Pestrin, 7′ st Coda.

Salernitana: Terracciano, Pestrin, Lanzaro, Colombo, Moro, Coda (30′ st Eusepi), Gabionetta (37′ st Donnarumma), Empereur, Bovo (26′ st Sciaudone), Rossi, Bernardini. All.: V. Torrente.

A disposizione: Strakosha, Pollace, Perrulli, Troianiello, Ronchi, Milinkovic.

Ascoli: Svedkauskas, Pecorini (33′ st Frediani), Pirrone, Mengoni, Jankto, Caturano (1′ st Perez), Grassi, Milanovic, Petagna, Bellomo, Del Fabro. All.: D. Mangia.

A disposizione: Ragni, Nava, Berrettoni, Cinaglia, De Grazia, Altobelli.

Arbitro: Luigi Nasca (sez. Bari).
Assistenti: Simone Di Francesco (sez. Teramo) – Dario Cecconi (sez. Empoli).
IV Uomo: Francesco Fourneau (sez. Roma 1).

Ammoniti: Pestrin (S), Mengoni, Pecorini, Milanovic (A).

Angoli: 3 – 5

Recupero: 3′ st.

Spettatori: 9266

Arnaldo Iodice

Il 5 dicembre scorso, nel palazzo Vanvitelli di Mercato San Severino, si è inaugurata la collettiva d’arte degli artisti:

Laura Bruno, Concetta Carleo, Anna Ciufo, Giorgio Della Monica, Michela Marasco, Adriano Paolelli, Maria Pellegrino.

LAPILLI sguardiL’esposizione, che durerà fino al 10 dicembre, con ingresso libero tutti i giorni, dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 20,30, al suo interno ha inserito l’esibizione del coro Voci D’Argento e Alcatraz reading e concerto. “Sguardi d’Autore”, questo il titolo dato dagli artisti al vernissage, tutti di collaudata esperienza, hanno voluto mettere assieme opere che rivelano la loro peculiarità pittorica e così Laura Bruno in “Paesaggio Cetara” l’inquietudine della notte in un panorama apparentemente sereno. Anna Ciufo in “Modulazione del buio” forme surreali per attraversare l’idea della creazione. Giorgio Della Monica in “La vecchia tonnara” vigore e colore per l’alta modalità espressiva. Michela Marasco, il sogno e la leggerezza del pensiero. Concetta Carleo in “Aglio, olio e peperoncino” la precisione del tratto e l’armonia del colore. Maria Pellegrino in perenne ricerca di nuove forme espressive. Adriano Paolelli, infine in “Composizione mista” la pittura avviene e la scultura si grinza, due facce dello stesso artista.

Degli espositori, il critico d’arte Rosita Sabbetta ha evidenziato che sono artefici del sogno e originano un universo parallelo e singolare, dove la tecnica ben esercitata e la capacità d’invenzione si fondono nella poetica verità della loro arte.

Maria Serritiello

Finisce 0 a 0 la gara di domenica al Menti

LOGO U.S. SalernitanaDopo la brutta prestazione con la Pro Vercelli, la Salernitana di mister Torrente conquista un punto che muove poco le acque ma tiene i granata a + 1 sul Modena (quartultimo) e che rappresenta un sostanziale (anche se piccolo) passo in avanti verso la salvezza. È vero che il Vicenza veniva da una sconfitta esterna contro la Ternana, ma in classifica si trovava (e dopo il pareggio, continua a trovarsi) quattro punti sopra i campani, al 12esimo posto. Si prospettava dunque una gara abbastanza aperta, con nessuna favorita se non, forse, i biancorossi per la classifica migliore e il fattore campo. Ma l'inizio della partita (diciamo pure la prima mezzora) è stato quasi esclusivamente di marca Granata e praticamente mai il risultato ha rischiato di premiare una formazione piuttosto che l'altra. Qualche rimpianto per i padroni di casa ad inizio secondo tempo, quando Laverone e Cinelli non riescono a concludere nel migliore dei modi un'azione che avrebbe meritato ben altro risultato, e per gli ospiti sul finire di gara con Coda, che servito da Eusepi spreca il pallone del possibile vantaggio.  La gara finisce 0 a 0. La 17esima giornata va in scena martedì, e la Salernitana affronterà fuori casa il Livorno, 11esimo a 21 punti. 

Vicenza – Salernitana 0 – 0

Vicenza: Vigorito, El Hasni, D’Elia, Cinelli, Giacomelli, Galano, Gagliardini (11’ st Urso), Laverone, Gatto (40’ st Pettinari), Modic, Sampirisi. All.: P. Marino.

A disposizione: Marcone, Pazienza, Sbrissa, Bianchi, Rinaudo, Crestani, Dal Dosso.

Salernitana: Terracciano, Lanzaro, Colombo, Moro, Gabionetta (40’ st Eusepi), Empereur, Odjer, Bovo, Rossi, Donnarumma (25’ st Coda), Bernardini. All.: V. Torrente.

A disposizione: Strakosha, Pollace, Pestrin, Perrulli, Troianiello, Ronchi, Milinkovic.

Arbitro: Francesco Paolo Saia (sez. Palermo).
Assistenti: Alessandro Raparelli (sez. Albano Laziale) – Damiano Margani (sez. Latina).
IV Uomo: Livio Marinelli (sez. Tivoli).

Ammoniti: Gagliardini, Cinelli, Giacomelli (V), Odjer, Bovo, Colombo (S).

Angoli: 3 – 2

Recupero: 2’ st.

Arnaldo Iodice

LAPILLI vavusoFino al 13 dicembre, presso l’Arco Catalano di Palazzo Pinto in Via dei Mercanti  63, il pregevole spazio nel cuore del centro storico di Salerno, è in mostra la personale d’arte visiva di Vincenzo Vavuso. L’artista salernitano, classe 1972, parimenti pittore e scultore, dopo regolari e specifici studi d’arte e formazione presso maestri acclarati, prende inizio attraverso la pittura figurativa e  paesaggistica dell’800 e fermenti d’avanguardia del primo ‘900. La svolta innovativa l’ottiene dopo una visita alla Biennale di Venezia che gli consentirà il passaggio, prima ad opere figurative e poi informali con elementi materici d’impatto per approdare definitivamente ad un’arte realistica-concettuale. Nella personale in esposizione, giocando opportunamente sul significato “L’Oro de “La città”, dove la città sta per la testata giornalistica salernitana, ma ciò è ininfluente, e che segue quella del 2013 “Rabbia e Silenzio”, l’artista vuole denunciare i tempi bui, che stiamo vivendo, con una forte provocazione per cui i suoi lavori sono cromostrutture e pittosculture di grande effetto visivo. Opere, le sue, dove si montano per essere imprigionati giornali, libri e tutto ciò che è cultura, sopraffatta dall’indifferenza odierna.

17 di numero le composizioni, composte con tecnica mista e dove ad emergere è il giornale, sia esso strappato, stropicciato, annerito, ridotto in poltiglia, segmentato ma sempre con qualche elemento che dia la lettura dell’opera e che avvolta dalla coloritura dell’oro assume un effetto magico. I lavori, dai titoli più che significativi come: “L’urlo della città, La chiave giusta, Il peso della città, Identità,” tanto per citarne alcuni, attivano percorsi mentali suggestivi che sfociano nella consapevolezza di essere al mondo, comprendendo e partecipando.

Perché il quotidiano di Salerno “La Città” abbia scelto Vincenzo Vavuso per trattare artisticamente la comunicazione e per dedicarsi pittosculture a tre dimensioni, da parete o da piedistallo, lo s’intuisce visitando la mostra, dove l'artista ha teso a chiarire il senso del civis civilis.

Maria Serritiello

  

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